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05/01/17

ecco le conseguenze della caccia alle streghe ed al diverso .Torino La signora marocchina scambiava messaggini con la figlia sorda: la sala si è svuotata e sono intervenuti i carabinieri. "Ci guardavano tutti, che imbarazzo"

al lupo al lupo . mi sa che ce lo fanno sul serio e neanche ce ne accorgiamo se continuiamo a credere a 'ste bufale o allarmismi e\o a vedere  i terroristi  dove   " nel diverso " o vedere  in maniera incompleta i  fatti  come l'italia   finirà che ci sarà  che in mezzo  a  questa  caccia ale streghe  iun attentato ce lo faranno davvero 





 da  repubblica  Torino 
Torino, parla la donna scambiata per terrorista al cinema: "Una vergogna così non l'avevo mai provata"

La signora marocchina scambiava messaggini con la figlia sorda: la sala si è svuotata e sono intervenuti i carabinieri. "Ci guardavano tutti, che imbarazzo"

di   CARLOTTA ROCCI


Un caso di psicosi terrorismo che, in questi tempi di eventi tragici, rischia ormai di scatenarsi con poco. Tutto è nato dalla presenza in sala di una famiglia marocchina con una ragazza sorda che, durante la proiezione del film "Passengers" di Morten Tyldum, si è scambiata qualche messaggio su whatsapp con i genitori seduti a qualche poltrona di distanza per via di una scena un po' osé che la stava imbarazzando. Messaggi e qualche gesto con le braccia tra i componenti della famiglia - la signora Souad, il marito Moustapha, la figlia con il fidanzato italiano - seduti poco lontano sono bastati a far nascere il sospetto negli altri spettatori che hanno iniziato a uscire in massa dalla sala 5 del cinema, lasciando la famiglia sbigottita e spaventata.Solo Souad portava il velo, ma chi ha chiamato il "112" convinto di essere in pericolo ha parlato di "burqa". 


                                 (Intervista e video di Carlotta Rocci)

E' sconcertata e arrabbiata Souad Ghennam, 45 anni,(  foto  sotto a destra  )  la signora marocchina che la sera di Capodanno, in un cinema torinese, è stata indicata dagli altri 
Torino, parla la donna scambiata per terrorista al cinema: "Una vergogna così non l'avevo mai provata"spettatori come sospetta, assieme alla famiglia, perché scambiava alcuni sms con la figlia sorda. L'episodio ha provocato l'intervento dei carabinieri e l'interruzione della proiezione. "Stavamo guardando il film - racconta la signora - quando in una scena è apparsa una coppia nuda. Mia figlia, che era assieme a noi col suo ragazzo, mi ha scritto un messaggino per manifestare il suo imbarazzo, io le ho risposto". La scena, però, ha insospettito parte del pubblico che, sotto l'effetto della psicosi degli attentati islamici, ha segnalato la circostanza ai gestori della sala. "A un certo punto - racconta ancora la signora - il film si è fermato e sono arrivati i carabinieri. Una vergogna simile non l'avevo mai provata. Ci guardavano tutti. Io e mio marito viviamo qui da 15 anni". 
 << Vorrei sapere chi è e denunciarlo - dice ora Souad, sconcertata e arrabbiata - Nessuno ci ha chiesto scusa, solo i carabinieri ci hanno detto di non preoccuparci". Non è servito più di un minuto, infatti, ai militari per capire che si era trattato di un enorme equivoco segno di un clima di tensione alimentato dagli ultimi attentati.>> L'episodio ha però lasciato sconcertata e arrabbiata la signora marocchina: "Il film si è interrotto, ho pensato che fosse un guasto. Poi sono arrivati i carabinieri: che imbarazzo... Non abbiamo mai fatto del male a nessuno. Io e mio marito viviamo qui da 15 anni e Torino è la nostra seconda casa". Il biglietto del cinema era un regalo della figlia. "Lei e il suo fidanzato sono sordi, ma hanno voluto venire al cinema con noi. Ora - commenta amara - ho paura persino ad uscire di casa".

30/08/16

la degenerazione dei cretini in seminatori d'odio , bufalisti , populisti porta alla caccia alle streghe e a scambiare uno con la barba lunga per un terrorista

  Certamente  i cretini  ,  i fobici    sono sempre  esistiti   ma   un tempo   quando internet  non era  diventato     il fenomeno  che  è   oggi    , li  si poteva isolare   e  non prenderli in considerazione  o  (  tesi che non mi trova  completamente  d'accordo  perchè mi  sa  tanto di scarticabile   )    fare    quanto dice    sulla  pagina fb di cronaca italiana  



Renzo Alboretti E' vero ,come in ogni luogo anche sul web ci sono ebeti e bisogna dargli il credito che meritano. Altra cosa sono gli ebeti che su trasmissioni TV dicono idiozie ; giornalisti e politici pagati migliaia di euro all'ora da quegli ebeti e non, che seguono quelle trasmissioni.
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 In quanto  i cretini   non muoiono  mai  e sarebbe  bello che  : <<   senza grandi disturbi qualcuno sparirà\saranno forse i troppo furbi\e i cretini di ogni età (..)  .>>  (  cit.lucio dalla  ) . Ma     oggi  purtroppo  , come dicevo dal titolo ,  il fenomeno    è degenerato  oltre   che nell'ampia diffusione   di  bufale  spacciate per  vere   ,  in  situazioni paradossoli  come  questa  qua sotto   presa  da   la  nuova  sardegna  del   30 agosto 2016


Scambiato per un terrorista, sardo arrestato in Austria

L’uomo originario di Cagliari è stato fermato sul treno Klagenfurt-Roma. Una passeggera: «Vuole ucciderci». Ma era disarmato, rilasciato dopo una notte
 



Paura a bordo. A diffondere la notizia sono stati due giornali austriaci, tra cui il Kleine Zeitung, edito in Carinzia e principale quotidiano d’Austria. In Italia la vicenda è stata riportata da Marco Di Blas nel blog Austria Vicina che cura per il Messaggero Veneto del Gruppo Espresso. Il fatto è accaduto dopo che l’Euronight 235, che collega ogni notte Vienna a Roma (unico treno a unire i due Paesi) aveva lasciato alle 23.35 la stazione di Klagenfurt. L’arrivo a Roma era previsto a metà mattina. Ma il viaggio si è interrotto bruscamente subito dopo la partenza. Il giovane originario della Sardegna avrebbe avuto una discussione vivace con alcuni passeggeri. E la donna diretta a Villach insieme ai suoi due bambini, ha avuto paura di trovarsi di fronte a un terrorista islamico. Per questo si è rifugiata nella toilette e ha chiamato la polizia. La telefonata ha fatto scattare immediatamente l’allarme. Dopo l’attacco con ascia sul treno a Wuzburg, l’assalto ai macchinisti in Svizzera e la sparatoria nella scuola di Monaco di Baviera, la polizia ha pensato al peggio.
L’allarme. Si è deciso di intervenire immediatamente alla stazione di Villach. A bordo sono salite 10 pattuglie e gli uomini del reparto Cobra. Per ragioni di cautela, tutti i binari vicini sono stati sgomberati. Il presunto terrorista è sceso senza protestare, i poliziotti lo hanno circondato e accompagnato nel centro di detenzione. Con sè non aveva armi, nessuna pistola o fucile è stata ritrovata sul treno. L’ipotesi è che l’uomo, in preda a un forte stato d’agitazione, abbia pronunciando frasi senza senso terrorizzando gli altri passeggeri.
La denuncia. L’associazione Sportello dei diritti punta il dito contro il clima da caccia alle streghe e invita alla cautela. Il presidente Giovanni D’Agata dice che il giovane originario di Cagliari è stato vittima di un eccesso di xenofobia e sottolinea che «agli italiani capita spesso, molti sono stati maltrattati». Più in generale «lo straniero che per sua sfortuna dovesse andare in giro con abiti e atteggiamenti dimessi o in preda a uno stato di disagio psichico, di questi tempi corre il rischio di essere
scambiato per un terrorista dell’Isis. Non è un azzardo – conclude D’Agata – invitare il nostro governo a prendere posizione». Perché, ribadisce il presidente dell’associazione, «i nostri concittadini devono essere tutelati da possibili soprusi al di là dei confini italiani». (si.sa.)

14/01/16

La rivolta di Musi: «Via quei profughi» Ecco il paese del Friuli dove vivono 6 abitanti e 8 immigrati. La gente: «Abbiamo paura. La sera ci chiudiamo in casa»

va bene che la paura e l'indifferenza fanno parte della natura umana ma qui si esagera e si sconfina se non lo si è già in razzismo , xenofobia ed odio verso quello che , SIC , chiamiamo ipocritamente il diverso . E' il caso vergognoso di questo paese . Sta avvenendo proprio come il film il vento fa il suo giro di Giorgio Diritti.




Ecco a cosa porta l'odio e il becero populismo seminato in questi ultimi 25 anni ( come già anticipavano i Mcr in Giro di vite che poi è la colonna sonora del post d'oggi insieme  al  cd   , non saprei  sono una più toccante  dell'altra  canzoni-per-bhalobasa)

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La rivolta di Musi: «Via quei profughi»
Ecco il paese del Friuli dove vivono 6 abitanti e 8 immigrati. La gente: «Abbiamo paura. La sera ci chiudiamo in casa»
 di Davide Vicedomini








LUSEVERA. A Musi, ieri mattina, tra le nuvole faceva capolino il sole. Un fatto eccezionale, se si pensa che questa piccola frazione incastonata tra le Alpi Giulie, detiene il record italiano di piovosità. Da alcuni giorno nella borgata di Lusevera il tempo è passato, però, in secondo piano. A interrompere la quotidianità sono arrivati, infatti, otto richiedenti asilo. Un gruppo sparuto numericamente, non fosse altro che supera quella dei residenti, appena sei.
Otto profughi in un paese di 6 abitanti: ecco le reazioniL'arrivo di otto profughi in un paese di sei abitanti ha provocato una serie di reazioni: non danno fastidio, dicono i residenti, ma dovrebbero andare altrove. E c'è chi ha paura di uscire di casa. Di parere diverso il sindaco Marchiol, che li ha incontrati e che rassicura la popolazione: sono ragazzi tranquilli e desiderosi di integrarsi. Ecco le interviste raccolte da Davide Vicedomini


video


Lusevera era già abituata ad accogliere i profughi. Diciassette sono alloggiati a Vedronza. Ma nessuno aveva mai fatto polemica. Nessuno si era azzardato ad alzare gli scudi. A Musi, invece, quei ragazzi di etnia afghana e pakistana danno fastidio. Dà fastidio soprattutto il fatto che nessuno fosse stato informato del loro arrivo. «La sera tra il 29 e il 30 dicembre abbiamo visto due auto scaricare alcune persone vicino alla chiesa del paese - racconta Annamaria Lendaro, che è “la custode” del paese, l’unica che giorno e notte vive a Musi, mentre tutti gli altri lavorano -. Il giorno dopo ci siamo domandati chi fossero quelle persone. Fino a quando li abbiamo visti sbucare da quella casa che è di proprietà di un’associazione. E abbiamo capito che erano stranieri. Ed erano tanti».
Annamaria non si sente sicura e preferisce stare chiusa in casa tutto il giorno. «Non vado nemmeno in cimitero - confida -. Non sono abituata a vedere gente strana. Mi ha colpito il fatto che non tengano le finestre aperte. Li vedo uscire ogni tanto a telefonare».
«Io li manderei via - attacca -. Non hanno fatto nulla di grave. Ma non capisco perchè li abbiano spediti qui. Un mio vicino ha anche chiamato i carabinieri. Abbiamo paura che ne arrivino altri».
Gli otto ragazzi alloggiano nella sede della cooperativa sociale “Il Pinocchio” di Brescia, nel centro del paese. All’interno c’è tutto il necessario per vivere comodamente. C’è una cucina, una lavanderia, una sala da pranzo enorme con due tavole da dieci posti l’uno e sei stanze.
Quando ci rechiamo sul posto con il sindaco Guido Marchiol, durante la sua prima visita ufficiale, verso le 11, i richiedenti asilo sono ancora a dormire. Ma accedere nei locali non è difficile perchè la porta è aperta. Salutano, parlano in un italiano stentato, nonostante otto mesi di lezioni e offrono il caffè. Mentre chiacchierano e raccontano le loro singole storie, fatte di sofferenze e speranze, ricevono anche la visita dei carabinieri. I militari per tutta la durata dell’incontro tengono a vista la borgata con diversi pattugliamenti.
«Non conosciamo nessuno – dicono i ragazzi, che hanno un età compresa tra i 20 e i 28 anni –. Nessuno degli abitanti è venuto finora a trovarci».
E in effetti la vita a Musi è da separati in casa. «Noi non li vogliamo - sbotta Odorico Lendaro -. Hanno sconvolto la nostra tranquillità. Qui ci sono solo arbusti e fauna. Perchè sono arrivati qua? Chi li ha mandati? E perchè nessuno ci ha avvisati?». «Parlano in arabo al telefono - continua -. Non capiamo nulla. Arrivano fin sotto la mia casa. Mi sento spiato. Prima potevo girare per il paese tranquillo. Potevo lasciare la porta di casa aperta. Oggi non lo faccio più. Sono strani. A Capodanno ho visto uno di loro che era scalzo e inginocchiato. Forse pregava. Un altro, una sera, era vestito di bianco e gesticolava. Sembrava un fantasma».
A Musi una volta c’erano anche tre osterie e la sezione distaccata dell’Università di botanica. Oggi di quel paese è rimasto ben poco. Si contano di più le seconde case, e quelle in vendita. Separato da un torrente c’è la borgata di Simaz - l’altra, la più numerosa, è quella di Tanataviele - dove c’è un solo abitante. E’ Flavio Coletto che dice sorridendo. «Abbiamo avuto un incremento improvviso di popolazione. Non eravamo abituati a questo. Li ho visti qualche volta giocare a cricket. Ma spesso sono chiusi in casa, anche perchè qui spesso piove e non c’è molto da fare. Altrimenti girano per il paese con il cellulare, forse per cercare campo, visto che le linee stentano a prendere e internet è lentissimo. Non disturbano ma mi domando perchè li abbiano portati qua».
Flavio bada ai suoi due cavalli. Si sveglia la mattina presto per mandare avanti la propria attività. «Certo - conclude -, dà un po’ di fastidio vedere che queste persone ricevono 35 euro al giorno e hanno tutti gli agi, mentre io mi devo svegliare tutte le mattina alle 4 per sopravvivere».

09/08/14

il ritorno degli untori, dei rigurgiti neofascisti sul caso delle due italiane sequestrate in siria

In   sabato  soleggiato   e caldo    (  finalmente   !!!  ) leggo   l'ennesimo articolo  di     questa destra  becera .  La  destra  perde il pelo ma  il vizio   (  trovate  nell'archivio   alcuni articoli    del  mio ex  blog  ,  sulle  vicende  di Baldoni    e  della guerra  in iraq  2003\5  )  . la volgarità di certi individui  non  nuovi  ( leggete  qui  chi  è l'articolista  ) è devastante . Come cosi sono devastante  i commenti da  gente   che   come  


(....) 
Mio fratello vede tutto 
e il suo occhio non distingue, 
mio fratello vede tutto 
ma il ricordo si confonde, 
urlano teorie, rincorrono morali, 
la propaganda vince 
con frasi sempre uguali 
Mio fratello ha rinunciato 
ad avere un'opinione, 
mio fratello ha rinunciato 
in cambio di un padrone 
che sceglie al suo posto 
e che non può sbagliare 
perchè ormai nessuno 
lo riesce a giudicare 

(....)  



qui il su angolotesti.it   il  resto del testo

  che   non capisco   o fanno finta  di capire   che la  solidarietà , i diritti umani  non hanno colore politico  \  ideologico  , religioso e culturale . Infatti   un conto è  la critica    con relativa  discussione   che trovate sotto  


Notizie


Paolo Choosy Lugli

Penso seriamente che, anche se non conta un cazzo; lo Stato italiano dovrebbe CONFISCARE PREVENTIVAMENTE tutti i beni delle famiglie delle 2 "povere cooperanti" Greta e Vanessa rapite in Siria. Sto dicendo sul serio. Come rimborso da parte dello Stato per un riscatto pagato per 2 bimbominkia che non hanno recepito sufficiente educazione volta a far loro capire che la guerra asimmetrica non è un gioco per due aspiranti Boldrinette, (visto che la loro beniamina ha sempre tenuto il culo ben lontano da zone di guerra e percepito comunque dalla FAO lauti stipendi/rimborsi, poi si è prodigata al massimo tra cappuccini e brioches, salvo qualche abbraccio di bimbo nero preventivamente sottoposto a profilassi adeguata a protocolli salvaculo prima della foto da scattare mentre lo abbracciava). Care cheerleader di DIRITT'UMMMANI vedi AMMENESTINTERNESCIONAL, non tutte nascono figlie di petrolieri come la vostra presidente della camera, fatevene una ragione, soprattutto se tornate indietro intere, se poi qualche rene si perde per strada... VE LA SIETE CERCATA. Ho qui terminato.

(....)



Giuseppe Scano http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/.../il...
il ritorno degli untori, dei rigurgiti neofascisti sul caso delle due italiane sequestrate in siria
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Paolo Choosy Lugli Non ravviso alcun razzismo né nell'articolo di Blondet né in ciò che ho scritto, soprattutto perché queste pulzelle sono state rapite dagli stessi che le stavano ospitando, ISIL e Al Nusra sono quasi interamente formate da mercenari pagati da Arabia Saudita e Occidente, addestrati in Kosovo e Giordania a tagliare gole innocenti. Nelle foto della sua bacheca la Ramelli è ritratta in foto inequivocabili che mostrano da che parte stanno e da chi si sono fatte ospitare. Le ONG vengono da oltre 20 anni impiegate per destabilizzare paesi in giro per il mondo.
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Paolo Choosy Lugli Baldoni e Arrigoni erano tutt'altro rispetto a queste due.
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Giuseppe Scano non ti sembra di generalizzare un po troppo sulle ong
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Paolo Choosy Lugli Infatti ho esagerato
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Paolo Choosy Lugli Ma un conto è andare a prestare soccorso, un conto è fare propaganda, se guardi il profilo della Ramelli c'è addirittura una bandiera ucraina, IN SIRIA?
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Paolo Choosy Lugli https://www.facebook.com/photo.php?fbid=705723356146594&set=a.328951517157115.99529.100001268072351&type=1&theater

Immagini di copertina
di: Greta Ramelli
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Giuseppe Scano hai ragione . ma un conto è la critica che fai tu . un altro è la volgarità con cui lo dice l'articolo in questione
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Paolo Choosy Lugli Blondet non è mai morbido, può anche non piacere, ma è uno dei pochi giornalisti che si documenta davvero prima di scrivere. In Siria ha ottime fonti, in quanto alla volgarità posso essere d'accordo. Sai che scriveva su Avvenire?
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Giuseppe Scano no
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Paolo Choosy Lugli adesso lo sai
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Un altro  è  l'articolo in questione  



8 Agosto 2014






Le stronzette di Aleppo
di Maurizio Blondet -

Vanessa e Greta. Anni 20 e 21.Andate in Aleppo presso i ribelli an ti-regime per un progetto umanitario. Progetto che,a quanto è dato dedurre, consisteva in questo:farsi dei selfie e postarli sui loro Facebook:su sfondi di manifestazioni anti-Assad, sempre teneramente abbracciate (Inseparabili, lacrimano i giornali), forse per fare intendere di essere un po’ lesbiche(è di moda), nella città da tre anni devastato teatro di una guerra senza pietà e corsa da milizie di tagliagole. La loro inutilità in un simile quadro è palese dalle loro foto, teneramente abbracciate, con le loro tenere faccine di umanitarie svampite, convinte di vivere dalla parte del bene in un mondo che si apre, angelicamente, grato e lieto al loro passo di volontarie.
Una superfluità che i giornali traducono così: Le due ragazze avevano deciso di impegnarsi in prima persona per dare una risposta concreta alle richieste di aiuto siriane. Vanessa è studentessa di mediazione linguistica e culturale, Greta studentessa di scienze infermieristiche: niente-popò-di-meno! Che fiori di qualifiche! Due studentesse ( m’hai detto un prospero!), che bussando a varie Onlus erano riuscite a far finanziare il Progetto Horryaty, da loro fondato.Secondo una responsabile della Onlus che ha sganciato i quattrini alle due angeliche, il loro progetto era finalizzato ad acquistare kit di pronto soccorso e pacchi alimentari,da distribuire al confine. Ostrèga,che progettone!
Nella loro ultima telefonata,chiedevano altri fondi. Pericolo per le loro faccine angeliche, o le loro tenerissime vagine? No,erano sicure:avevano capito una volta per tutte che i cattivi erano quelli di Assad,e loro stavano coi buoni,i ribelli. E i buoni garantivano per loro. Si sentivano protette. Nell’ultima telefonata hanno detto che avevano l’intenzione di restare lì.
Un Paese serio le abbandonerebbe ai buoni, visto che l’hanno voluto impicciandosi di una guerra non loro di cui non capiscono niente, in un mondo che a loro sembra ben diviso tra buoni e cattivi. Tutt’al più, candidarle al Premio Darwin (per inadatti alla lotta per la vita), eventualmente alla memoria... Invece la Farnesina s’è sùbito attivata, il che significa una cosa:a noi contribuenti toccherà pagare il riscatto che i loro amici, tagliagole e criminali, ossia buoni,chiederanno.E siccome le sciagure non vengono mai sole, queste due torneranno vegete, saranno ricevute al Quirinale, i media verseranno fiumi di tenerezza, e pontificheranno da ogni video su interventi umanitari, politiche di assistenza, Siria e buoni e cattivi di cui hanno capito tutto una volta per tutte. Insomma,avremmo due altre Boldrini.
Fonte: EFFEDIEFFE.COM


  • Marcello Sanna ·  Top Commenter
    Che gente come la Sgrena, Dall'Oglio, le due Simone e tutto il resto della brigata delle ong filoterroriste siano parte di un disegno di finanziamento degli afro-islamici non me lo toglie nessuno dalla testa.
    Queste due piccole merde non sono che l'espressione della sinistra che, col denaro del riscatto faranno una marchetta per acquistare tritolo e armi per i delinquenti islamici.
    Per me se le possono tenere gli arrapati islamici.
    Non una gran perdita.

    • Marco Zorzi ·  ·  Top Commenter · Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
      Grande Blondet.


    Lo  che   cosi     riportando  sopra    l'articolo ed  alcuni  commenti  intono  con il vergognoso articolo   li faccio pubblicità   ma  è meglio che   si sappia onde  evitarli  e non leggerli  in futuro . Ecco  il  mio sfogo  su facerbook  (  chi mi segue    lo può saltare  )   lo  so che perderò contatti  ma  non ne posso più  di leggere  certe  cose


    Giuseppe Scano ha condiviso un link.

    Buongiorno. Di solito non cancello o non invito a cancellare nessuno , e mi viene il magone quando qualcuno\a si rimuove ma quando è troppo è troppo . e ho deciso di copiando la mia amica Silvia Galleri di fare cio' . Chiedo a tutti i miei contatti razzisti, di qualunque parte essi siano, di cancellarsi da soli dalle mie " amicizie". Vabbè che il mondo è bello perché è vario ( o avariato, direbbe un mio amico) ma adesso basta. Mi sono rotta di sentire i vostri commenti che giustificano la violenza a prescindere. Il razzismo è ignoranza, è violenza, è poca educazione, ottusità mentale, mancanza evolutiva. Evolvetevi.Ed evitate di diffondere come gli untori di  storia  della  colonna infame e il 31  capitolo in particolare ( un riassunto  .,  dettaglio del capitolo )   dei promessi sposi su la peste di Alessandro Manzoni,tali news inutilmente    allarmistiche  fonte  http://www.ansa.it/piemonte/notizie/2014/08/06

    non so  che altro dirvi  se  non parafrasare  questa  spot  di  un bel po'  d'anni fa 

    23/04/12

    la paura ti rende prigioniero La ragazza che mangia solo pizza margherita da otto anni 29/03/2012 - Sophie Ray, 19 enne gallese, non mangia altro da quando aveva 11 anni. Tutta colpa di una gastroenterite che l'ha portata ad avere paura del cibo

    Il cibo è diventato sempre più un problema psicanalitico grave per tutte le generazioni più recenti a partire dalla mia. I disturbi del comportamento alimentare che si son diffusi negli anni Ottanta, oggi sono iperpresenti nelle forme più fantasiose nelle vite di un numero sempre crescente di persone e questo articolo sotto lo conferma  . Quello  che mi lascia  perplesso  ed  sconcerto  è il tabu' ( come  nel  mio caso che  gli dico  ai miei  che   voglio iscrivermi ad  un gruppo di  ascolto   \  tipo gli alcolisti anonimi  perchè  ho difficoltà  con il cibo   su cui sfogo   tutte le mie frustrazioni  o mi mangio gli avanzi perchè ho paura   che vadano buttati  oppure   tutto   anche le parti dure  delle  verdure  o il torsolo delal mela  ) o il motto i panni sporchi si lavano in famiglia  .
    Ma  ora  basta  ciarlare    eccovi la storia  d'oggi  tratta da http://www.giornalettismo.com/




    SOLO PIZZA - Il Daily Mail ci parla di Sophie Ray di Wrexham ( foto sopra  ) , in Galles, la quale non mangia un pasto propriamente detto da quando aveva due anni. A partire dall’undicesimo anno di età ha iniziato a mangiare solo la pizza margherita. La ragazza ha confermato che vomita se ingerisce qualcosa di diverso da un pasto “take away”. Basta un solo pezzettino di peperoni per rivoltarle lo stomaco.QUELLA GASTROENTERITE… - In realtà Sophie soffre di una raro disturbo, la sindrome da alimentazione selettiva, che la porta ad avere paura di tutti i cibi impedendole di provare piatti nuovi. Tutto cominciò quando a due anni soffrì di gastroenterite. Passato il disturbo, la ragazza cominciò ad avere paura dei cibi, riuscendo a mangiare solo pasta al formaggio, patatine e panini con una particolare crema di limone.PIZZA TI AMO - A 11 anni cominciò a mangiare solo pizza margherita, fino a un massimo di tre al giorno. “Amo la pizza, non ho bisogno di altri sapori -spiega Sophie- Va benissimo così. Il mio disturbo iniziò all’età di due anni. Mia mamma diceva che dopo la malattia ero spaventata dal cibo, in quanto ero convinta che i miei disturbi dipendessero dal mangiare. A 11 anni mi feci forza e assaggai la pizza. Da quel momento non ho più mangiato altro. Se non posso mangiarla, sto a digiuno perché non posso ingerire altro”.ATTACCHI D’ANSIA - Sophie non mangia né frutta né verdura ormai da anni, e secondo lei il solo pensiero di mangiare qualcosa di diverso la terrorizza, rendendola ansiosa. “La mia paura più grande è una colazione all’inglese, con uova e bacon. Sto male al solo pensiero”. L’ansia della ragazza è così forte che nonostante uno specialista le abbia consigliato di mangiare qualcosa di nuovo, lei non è riuscita neanche a pensare una cosa del genere.BISOGNA CAMBIARE - La nutrizionista Carina Norris ha spiegato: “La ragazza non sa cosa sia una dieta bilanciata. Non ingerisce né vitamine né minerali. Bisognerà lavorare sulla sua psiche per consentirle di mangiare qualcosa di diverso. Il suo non è un capriccio, è un problema. Basterebbe mangiare una pizza con vari ingredienti, ma deve farlo subito, perché la sua salute corre un grosso rischio”.

    21/02/12

    QUESTA è LA VERA SCIENZA autonoma dal potere politico Virus H5n1, dati pubblici La scienza beffa gli Usa


    in sottofondo    questa  canzone  







    Ascolta la voce di chi ancora resiste, ti prego non farti ingannare!
    Guarda oltre queste mura...oltre la guerra e la paura!
    Ascolta la voce di chi ancora resiste, ti prego non farti ingannare!
    Guarda oltre queste mura...oltre la guerra e la paura!

    Finalmente gli scienziati di cono No al potere e alle loro pressioni detratte dalla fobia del terrorismo quando sono loro che la loro politica egoistica e opprimente ne creano le basi e poi piangono lacrime di coccodrillo o e con la paura limitano il dissenso soprattutto quello pacifico 




    repubblica online  del 19\2\2012




    Virus H5n1, dati pubblici La scienza beffa gli Usa 
    I ventidue esperti dell'Oms da Ginevra: "Renderemo note le ricerche sulla variante umana dell'aviaria". Gli Usa: "pericolo terrorismo", ma la comunità scientifica ribatte: "I vantaggi sono superiori ai rischi" di ARTURO ZAMPAGLIONE




    NEW YORK - La Casa Bianca aveva fatto di tutto perché gli studi sulla mutazione dei virus dell'influenza aviaria rimanessero top secret. "C'è il pericolo - avevano osservato i collaboratori di Barack Obama - che i terroristi li utilizzino per scatenare catastrofiche pandemie". Si era mobilitato anche il Nsabb (National science advisory board for biosecurity), il comitato americano che veglia sugli agenti patogeni, chiedendo di rendere noto solo il riassunto delle ricerche in atto, tralasciando ogni dettaglio. Ma la pressione degli Stati Uniti a livello politico e scientifico si è rivelata inutile.
    La decisione. Dopo una riunione di due giorni convocata presso la sede di Ginevra dell'Oms (Organizzazione mondiale della sanità), un gruppo di ventidue esperti di bio-sicurezza ha deciso a maggioranza di permettere la pubblicazione dei dati, sia pure aspettando qualche mese perché vengano completate ulteriori verifiche. "Secondo il gruppo, i rischi terroristici sono inferiori ai vantaggi che possono derivare dalle ricerche in termini di vaccini preventivi, test diagnostici e farmaci anti-virali", ha spiegato Anthony Fauci, uno dei grandi esperti americani di Aids e malattie infettive, che ha però ribadito l'opinione contraria della sua delegazione.
    La mutazione. Il virus dell'influenza aviaria - in sigla H5N1 - è stato individuato per la prima volta a Hong Kong nel 1967. Pur presente nel pollame di molti paesi, soprattutto asiatici, ha contagiato finora solo 600 persone, causandone il decesso di circa la metà. In sostanza è difficile che si trasmetta agli esseri umani, ma ha un tasso di mortalità ben più alto del H1N1, cioè dell'influenza suina che creò un allarme mondiale nel 2009-2010. Grazie a finanziamenti federali americani, il virus è stato poi studiato in profondità da due team di ricerca, il primo guidato da Ron Fouchier all'Erasmus medical center di Rotterdam, il secondo da Yoshihiro Kawaoka all'University of Wisconsin-Madison.
    Gli scienziati sono riusciti l'anno scorso a realizzare una mutazione del virus che lo rende molto più contagioso per i mammiferi. Negli esperimenti già completati, infatti, attraverso alcuni piccoli cambiamenti genetici del virus H5N1, i due team di ricercatori sono riusciti a infettare dei furetti usati come cavie e ad avere così un'idea di come potrebbe reagire il corpo umano.
    Certo, gli esperimenti sulla mutazione sono stati fatti sin qui in laboratori super-protetti. Ma che cosa succederebbe se i batteri dovessero per sbaglio diffondersi nell'atmosfera o se un gruppo di bio-terroristi di impadronisse dei risultati della ricerca per mettere a punto un'arma biologica? Lo scenario sarebbe apocalittico. Anche gli scienziati più prudenti ipotizzano conseguenze peggiori dell'influenza spagnola che nel 1918, subito dopo la prima guerra mondiale, uccise 50 milioni di persone nel mondo.
    L'Oms. Nel dicembre scorso il Nsabb americano ha chiesto alle due più autorevoli riviste scientifiche, Science e Nature, di censurare gli articoli che avevano intenzione di pubblicare sull'aviaria. Poi a gennaio è stata annunciata una moratoria di 60 giorni sulle ricerche sulla influenza H5N1, in attesa di una decisione dell'Oms, che ha convocato la settimana scorsa il comitato dei 22. "È necessario che i risultati delle ricerche siano pubblicati interamente nell'interesse della medicina mondiale - ha detto Fouchier dell'Erasmus - i rischi che le informazioni cadano nelle mani dei terroristi sono molto limitati". Più cauto è stato invece Keija Fukuda, il dirigente dell'Oms presente ai lavori, che ha chiesto che la decisione sulla pubblicazione non venisse resa subito operativa in modo da completare una valutazione dei pericoli.

    Infatti     secondo   http://www.nextme.it/ potete trovare qui l'intero articolo

     (....) 

    E il Forum c'è stato, due giorni fa a Ginevra. Due sono stati i punti all'ordine del giorno discussi presso la sede dell' OMS: l'estensione temporanea del periodo di stop della ricerca sulle forme modificate di virus H5N1 e al tempo stesso il riconoscimento che la ricerca deve continuare al fine di tutelare la salute pubblica e deve essere resa nota.



    "Dato l'elevato tasso di mortalità associato a questo virus – il 60% degli esseri umani che sono stati infettati sono morti - tutti i partecipanti all'incontro hanno sottolineato l'elevato livello di preoccupazione per questo virus influenzale nella comunità scientifica e la necessità di saperne di più con ulteriori ricerche" ha detto il dottor Keiji Fukuda, vice direttore generale della Health Security and Environment dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. "I risultati di questa nuova ricerca hanno messo in chiaro che i virus H5N1 hanno la potenzialità di trasmettersi più facilmente tra le persone e ciò sottolinea l'importanza cruciale della sorveglianza continua e della ricerca su questo virus."
    Ma su una cosa sono stati tutti d'accordo: un ulteriore ritardo nella pubblicazione dei manoscritti per intero avrebbe avuto più benefici per la salute pubblica rispetto alla loro imminente pubblicazione.
    Nei prossimi mesi, in attesa di nuovi incontri sulla questione, sarà necessario puntare ad aumentare la consapevolezza e la comprensione di questa ricerca attraverso la comunicazione, ed incrementare la biosicurezza nei laboratori.
    Francesca Mancuso

    in conclusione del mio post  leggo questo articolo che  ...

    29/09/09

    La notte nera

    Questa notte una ragazza ha urlato. Indossava un maglioncino rosa, e la solita acconciatura fuori moda per tenere in ordine i capelli troppo lunghi. Questa notte una ragazza ha urlato perchè qualcuno, nel silenzio della città addormentata, le ha puntato contro una pistola. Una ragazza ha urlato, e chi lo sa in quanti l'hanno sentita. Chi dormiva, chi nella sua insonnia ha preferito tenere gli occhi chiusi. E le orecchie spente. Quella strada sembrava così più silenziosa del solito, come avvolta da uno stato comatoso, surreale, grottesco, crudele. E' la ragazza della Città Senza Giustizia. E' la ragazza della Città Senza Cuore. E guardando negli occhi quella pistola ha visto il proprio corpo disteso sull'asfalto, davanti ai suoi occhi. Ed ha temuto, ha perso la speranza. Per la vita, propria e del suo compagno. E chi può dire che cosa abbia pensato in quel momento. Ha detto no, per favore, no. Ha detto Dio, non può essere vero. Non qui. Non ora. Non può essere vero. Oh Dio, oh Dio, oh Dio. Non togliermi tutto ciò che ho. Questa notte una ragazza ha urlato, e chi lo sa in quanti l'hanno sentita. Nessuno, in ogni caso, l'ha ascoltata.


    Questa notte, questa notte ho urlato. Indossavo un maglioncino rosa, e la solita acconciatura fuori moda per tenere in ordine i capelli troppo lunghi. Questa notte ho urlato perchè qualcuno, nel silenzio della città addormentata, mi ha puntato contro una pistola. Ho urlato, ho urlato perchè qualcuno mi sentisse. Perchè qualcuno accorresse, perchè qualcuno mi salvasse.


    Dormivano tutti. Nessuno si è svegliato per me. Per me, per noi, per ogni ragazza che urla, per ogni ragazzo schiacciato dall'impotenza, dal terrore. Per ogni bambina smarrita. Per me, per noi, nessuno si è svegliato.


    La mia speranza è morta. E' morta, morta, morta.

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