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26/01/19

Da alla luce la sua bambina, sapendo che morirà per una malattia per salvare altri bambini. Buttata fuori dalla palestra, il motivo è assurdo il suo abbigliamento distraeva troppo le altre persone presenti.

La prima storia è una di quelle che mi da la forza di continuare a vivere nonostante i fortissimi problemi di salute e le depressioni \ sconforti che mi vengono a causa d'essi . Ma soprattutto conferma la mia scelta dell'iscrizione al registro de donatori d'organo , essendo io stesso , come ho già detto più volte qui sul blog e nelle sue appendici social , trapiantato e devo rifarlo perché dopo quasi 30 l'organo , la cornea sta iniziando ad invecchiare ) .


Bigodino
January 23, 2019 2:18 PM

Da alla luce la sua bambina, per salvare altri bambini. La storia di Krysta Davis e della piccola Rylei



Krysta Davis è la mamma che vedrete nelle immagini di seguito, una guerriera che ha deciso di condividere con il mondo la sua storia. “Era il 15 aprile del 2018, quando ho scoperto di essere incinta del nostro bambino arcobaleno. Ero di sole due settimane e mezzo e ci sono voluti sei test per confermare la gravidanza, nonostante avessi fatto anche un esame del sangue. Avevo il progesterone basso, a causa dell’ovaio policistico.



Ho monitorato in modo costante la gravidanza per i primi tre mesi, volevo assicurarmi che il mio bambino si stesse davvero formando. Nel secondo trimestre, ho scoperto di aspettare una femminuccia. Insieme al papà, abbiamo parlato a lungo e scelto alcuni nomi. Alla fine abbiamo deciso che l’avremmo chiamata Rylei Arcadia Diane Lovett.Alcuni giorni dopo, mi sono recata dal medico a fare un’altra visita, ma tornata a casa, ho ricevuto una di quelle chiamate, che mai una madre vorrebbe ricevere. Avevano individuato un’anomalia del tubo neurale. C’era la possibilità, una su cinque, che potesse avere la Spina Bifida. Ero confusa e non capivo, così decisi di andare da uno specialista. Visti gli avvertimenti, nella mia testa avevo già immaginato la probabilità che mia figlia non avrebbe mai camminato, ma invece la realtà era ancora peggio. Dopo vari esami, a mia figlia è stata diagnosticata l’anencefalia, una rara e mortale malattia cerebrale in cui il cervello non si sviluppa completamente. Io ero lì, immobile, incredula, sotto shock. Così come il mio compagno. Il dottore ha aspettato qualche istante e poi ci ha detto che avevamo due possibilità. Portare a termine la gravidanza, con la consapevolezza che sarebbe morta nel mio grembo oppure indurre subito il travaglio, con la consapevolezza che sarebbe morta dopo poche ore. Non potevo crederci, non era possibile.



Il giorno seguente sono andata dal mio ginecologo e lui, dispiaciuto, mi ha detto che lo specialista aveva ragione. Poi mi ha detto di avere un altra possibilità: portare a termine la gravidanza e donare gli organi di mia figlia. Ci ho pensato molto, in entrambi i casi mia figlia sarebbe morta, ma in questo modo avrei dato una speranza a tante mamme, che pregano ogni giorno di portare a casa i loro figli. Mia figlia avrebbe continuato a vivere nel corpicino di altri bambini. Così decidi di accettare.



Il 22 dicembre del 2018, mi sono recata in ospedale, per farmi indurre il travaglio. Ho rifiutato l’epidurale. Il mio parto è stato orribile. Non mi dilungherò, perché il mio corpo non era pronto. Le ostetriche continuavano a provare e provare, perfino con la dilatazione manuale. Dopo 48 ore, ancora a. Il successivo 24 dicembre, mi hanno rotto le acque. Se nemmeno questo avrebbe funzionato, mi aspettava un cesareo. Dopo poche ore, il mio corpo ha iniziato a collaborare e la mia Rylei è nata. Io ero lì, che vedevo i dottori che correvano di qua e di là, cercando gli specialisti del trapianto organi e preparando una squadra che l’avrebbe portata in sala operatoria, per i suoi tessuti. Doveva nascere morta, invece era viva! Mi hanno detto che una volta tagliato il cordone ombelicale, non sarebbe sopravvissuta e poi me l’hanno data tra le braccia.



L’hanno lasciata attaccata a me per trenta minuti. Era bellissima… quando arrivò il moneto del taglio, i miei occhi si riempirono di lacrime. Anche dopo il taglio del cordone, ha continuato a respirare sul mio petto. Sapevo che non sarebbe durato a lungo, ma era viva.



C’era un uomo molto gentile, questo nella foto, che ci aveva preso molto a cuore. E’ riuscito ad inviare le impronte digitali di Rylei e a trasformarle in un oggetto placcato d’argento per noi, che conserverò per il resto della mia vita.



Tutti erano in attesa che la mia bambina esalasse l’ultimo respiro, ma dopo un ora era ancora viva. Passarono dodici ore, era una guerriera.



Il 29 dicembre del 2018, ci hanno permesso di portarla a casa. Rylei continuava a resistere, i medici erano scioccati, nessuno se lo aspettava.



Mi ha regalato momento magici, i suoi sorrisi, le sue smorfie.



Dopo sette giorni, si è spenta tra le nostre braccia.



Lei salverà molte vite. Per adesso donerà il cuore e i polmoni, permettendo a due bambini di continuare a vivere.”






La  seconda  storia 
veb.it January 25, 2019 6:53 PM

Buttata fuori dalla palestra, il motivo è assurdo perché il suo abbigliamento distraeva troppo le altre persone presenti


E’ stata buttata fuori dalla palestra perché il suo abbigliamento distraeva troppo le altre persone presenti.Una donna ha condiviso il suo stato d’animo dopo essere stata cacciata dalla sua palestra locale perché i suoi abiti da lavoro erano troppo “distraenti“.Quando vai in palestra, probabilmente non sei così concentrato su ciò che tutti intorno a te stanno facendo.Ti stai concentrando sui tuoi esercizi, sulla panca, sul tapis roulant, ma evidentemente non è proprio così visto quello che è capitato a questa ragazza che ha poi condiviso tutto direttamente sui social.Secondo la direzione della palestra, il suo abbigliamento era troppo aderente ed inoltre mostrava una parte di corpo.La studentessa di giurisprudenza Marny, 22 anni, è rimasta scioccata quando un membro del personale femminile si è avvicinato a lei in una palestra, che aveva sempre frequentato a Costanza, in Germania , negli ultimi due anni.L’addetta alla palestra le avrebbe detto “non puoi allenarti in quel modo” e ha indicato il suo equipaggiamento da lavoro, che consisteva in un top nero e pantaloni.Secondo il personale della palestra, il suo abbigliamento era considerato troppo “distraente” per tutti gli altri presenti, in particolar modo ovviamente per gli uomini.Condividendo l’episodio Marny ha detto: “L’addetta mi ha confermato ‘non puoi allenarti così’ e la stavo solo guardando confusa perché non sapevo cosa intendesse”.Poi ha proseguito: ‘non puoi indossare un reggiseno sportivo’, in quel momento sono rimasta scioccata perché non era un reggiseno sportivo e anche se lo fosse stato, perché no?”Ha aggiunto: “L’allenatore ha detto che era fonte di distrazione per gli altri che si allenavano.

La ragazza ha pubblicato una foto dei suoi vestiti da palestra su Twitter (  foto sopra  )  , mostrando come solo una piccola porzione di pelle attorno allo stomaco e alla schiena sarebbe stata visibile durante la sua sessione di allenamento.Accanto all’immagine, ha scritto: “Sono stato appena buttata fuori dalla mia palestra, perché i miei vestiti mostravano “troppo” (vedi foto) e confondevano gli uomini in palestra.”Ha aggiunto: “In che secolo siamo ? E’ così triste.”Il suo post è diventato subito virale, raccogliendo oltre 1.700 “mi piace“.Molte persone hanno mostrato il loro sostegno a Marny per la vergogna della società attuale e soprattutto della palestra, della quale non è stato fatto il nome.Un utente ha detto: “Di cosa si confondono gli uomini? Non hanno mai visto una donna prima d’ora ?!”Un altro ha detto: “Questo abbigliamento è troppo rivelatore? L’unico modo forse per gli standard di 100 anni fa“.Un terzo ha aggiunto: “Scusa, cosa ?! Le persone della mia palestra e dello studio di yoga si allenano in pantaloncini corti e reggiseni sportivi e nessuno se ne accorge nemmeno
Secondo  la loro  è  tutta  invidia   essa     finita in una palestra di GAY....😳🤔😁😂😄😃 O di maschi allupati