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martedì 13 marzo 2012

mio reportage dalla mostra Primavera in Giardino 2012 a Milis, del 10 e 11 Marzo 2012

Come ogni anno, dal  2009, abbiamo esposto le nostre camelie ( http://www.primaveraingiardino.it/espositori.php ) alla mostra primaveraingiardino nella splendida cornice di Villa Pernis a Milis ( campidano  zona  d'Oristano )  . ne  trovate  sotto  il manifesto  


edizione 2010





PRIMAVERA IN GIARDINO 2012
Due giornate per il giardino in Sardegna
10 11 MARZO 2012
VILLA PERNIS - MILIS (OR)
DALLE 10 ALLE 18
La Sardegna mostra il suo cuore verde …ed è Milis ! 
La Sardegna mostra il suo cuore verde …ed è Milis ! Nella Vega di Milis , tradizionale cuore verde della Sardegna con i suoi aranceti storici, torna Primavera in Giardino ,manifestazione dedicata alla cu(o)ltura del giardino in Sardegna.
Primavera in Giardino, cerca di coinvolgere la Sardegna e renderla partecipe dello stesso fermento di idee, di passioni, di tendenze e scelte presenti oggi nello scenario del verde di qualita' a livello nazionale e europeo.
Sponsorizzata dal Comune, Pro- Loco, e Consulta giovanile di Milis, ha l' obbiettivo di promuovere la cultura del verde e del giardinaggio e di diffondere l' informazione, educazione e l' amore verso il nostro vero e piu' importante bene, la natura.
La manifestazione è di anno in anno in continua crescita grazie a migliaia di appassionati e interessati visitatori che la sostengono. Si svolge nella sontuosa cornice di Villa Pernis a Milis (OR) il 10 e 11 marzo (sabato e domenica) 2012 dalle 10 alle 18.
Un vero simposio tra i personaggi del mondo verde italiano ed estero e un vasto pubblico fatto di persone di ogni età e provenienza. Ci saranno esposizioni, incontri, laboratori verdi per i bambini, conferenze, una rassegna di vivaismo specializzato con mostra mercato di piante insolite. L' evento portera' in Sardegna una scelta tra i più importanti vivai collezionisti italiani rappresentanti ben nove regioni e la Francia, con piu' di cinquanta espositori.
La mostra , curata da Italo Vacca e Leo Minniti, del vivaio I Campi a Milis, ha da sempre come chiodo fisso, la sostenibilita' del giardino e di anno in anno cerca di mettere insieme gli elementi per creare un nuovo modello del giardino sardo.
Nel 2011 si è esplorato il tema delle piante vagabonde per imparare come il bacino del Mediterraneo, la California, l' Australia, il Cile, e il Sud Africa, forniscano una vastissima scelta di piante perfettamente ospitate nei giardini sardi vista la somiglianza del clima.
Nel 2010 si e' affrontato il tema 'di necessità …virtù', identificando alternative al poco sostenibile 'prato all' inglese' e rispettando le nostre preziose risorse idriche per creare un giardino dove la scarsita' dell' acqua non sia un limite ma un' opportunita'.
Quest' anno si aggiunge il tema 'le piante della 'lolla''. 'Sa lolla' è il tipico loggiato presente in molte case del Campidano , dove non solo venivano svolte tante attivita' della vita contadina, ma spesso fungeva da rifugio per interessanti e preziosissime collezioni di piante.
Guardando le nostre tradizioni, possiamo prendere spunto per nuovi elementi che possono far parte del nuovo giardino sardo. Possiamo creare giardini non solo belli ma sostenibili e in pieno rispetto della nostra terra. 
Quest’ anno si aggiunge il tema ‘le piante della ‘lolla’’. ‘Sa lolla’ è il tipico loggiato presente in molte case del Campidano , dove non solo venivano svolte tante attivita’ della vita contadina, ma spesso fungeva da rifugio per  interessanti e preziosissime collezioni di piante. 

Guardando le nostre tradizioni, possiamo prendere spunto per nuovi elementi che possono far parte del nuovo giardino sardo. Possiamo creare giardini non solo belli ma sostenibili e in pieno rispetto della nostra terra.



Per ulteriori informazioni 

Italo Vacca e Leo Minniti (curatori della mostra)
Tel. 0783 51531
Cell. 393 9040081



info@vivaioicampi.it  


 Ovviamente  come potete notare  non  è  solo   piante  e fiori  . Ed ora   il mio reportage  fotografico 

 N.B   
  chiedo scusa  per  le poche  foto   ! ma    siano arrivati tardi   (  sono 200  km )  mentre mio fratello e  la   collega  c'erano dal giorno prima  e  nella fretta  ho preso la macchina   fotografica  dimenticando   d' inserire la scheda era nel  pc    perchè stavo scaricando video che troverete  prossimamente  e quindi ho usato  la  scheda di riserva   di mio padre  ., 2  )    come potete notare    dal video del 2010 c'era   ancora  più gente   del sito ufficiale   .






gli agrumi tipici   


  lo  stand   di Oggianu Pierpaolo Portafiori e laccus in pietra Milis (OR) 


                                                                       le  nostre  camelie




                                                                      il nostro  stand


                              lo stand  di  Giorgio Ortu - cestini in canna Milis (OR)
IL prossimo   anno   chiedero   d'andare io  con mio fratello cosi il reportage  sarà  più  ricco

lunedì 9 marzo 2009

OIL documentario del regista indipendente Massimiliano Mazzotta. e la dignità violata del popolo sardo

 Ringrazio www.censurato.splinder.com  per  avermi ricordato   di questo film , che  fra   convalescenza  ed  ultimi esami   avevo dimenticato  .  Ora mi  chiedo   se devo essere i "  continentali  " ad  aprirci gli occhi  sulla nostra terra   ?  .  Quindi  ecco che ciò smetisce un luogo  comune  e  un pregiudizio  da  parte  dei  moivimenti  indipendentisti   e  autonomisti sardi  , specie  sardigna  natzione  che  vedono   " la nazione Italai  "    come  potenza  colonizzatrice  . Ma  d'altra parte  come non  essere   d'accordo  ,  non  li biasimo  , perchè stuiiando   storia  contemporanea  della sardegna  oltre  che  a vedertlo e viverlo  sulla mia pelle   quando  prendo  o  una nave  o un aereo   o nelle  ML \ Nw   a  cui  sono iscritto essendo responsabile di  www.censurati.it  per la sardegna   lo stato  ci tratta  effettivamente cosi  , se  non adirittura   peggio   vedere  , ora  non ricordo  l'url preciso  , ma  lo trovate  cercando all'interno delle  Faq  ,   il problema delle servitù militari . E  adesso usarci  ulteriormente  come cavia per le loro  sperimentazioni    terrerstre   o  metterci   centrali nucleari  che  voglio mettere  in sardegna   , o far paqrtire  da li  il piano\ decreto    sull'edilizia 
Dopo questo escurs  ritornando  al  film  di cui tutti i media sardi  ignorano  o  ne  parlano in breve  ( dforse perchè l'autore  npon  è sardo  o   non ha ricevuto nessun premio importante  ,  o  parla  male   --  intendo per  parlare  male  è  critico  verso la sardegna  e  non esalta  la   stereotipata   sardità  tipo  dedicare ler prime  5  pagine   alla  vittoria  verae meritata  sul campo o  come si presume  solo  a raccomandazioni  e  intralazzi  \  combine      di marco carta   ad  amici  prima e  a san remo poi  )  e quindi  è per  questo che l'osservazione di pandora  tv  riportata  anche da me  in un post  precedente  (  ne trovate  qui l'url  )  sui media  sardi e  il  loro oligopoliomeiatico  è   veritiera  .

 ma  ora  bado alle ciancie   ecco  a voi l'articolo  di  censurato.splinder  tratto da  
tratto da Agoravox.it

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Proiettato in Sardegna il film "OIL", una video-inchiesta sul polo petrolchimico sardo del regista indipendente Massimiliano Mazzotta.
Nella serata di venerdi’ 20 febbraio, è avvenuta a Cagliari l’unica proiezione pubblica, poi eccezionalmente replicata, dell’ultimo film del 37enne regista pugliese Massimiliano Mazzotta.
Si tratta di una video-inchiesta sulla raffineria Saras (gruppo ENI) sita nel comune di Sarroch, paese di 5200 abitanti che si affaccia sul golfo di Cagliari, a pochi chilometri di distanza dal capoluogo isolano.
Tale raffineria, la più grande del Mediterraneo, sorta nei primi anni 60 del secolo scorso nell’ambito del Piano di Rinascita e di proprietà della famiglia milanese Moratti, aveva un’estensione di 180 ettari, che col tempo si sono moltiplicati sino ad assorbire, con oltre 800 ettari di stabilimenti vari, la quasi totalita’ del territorio comunale.
Fino a pochi anni fa la raffineria era autorizzata ad emettere sino a 14.000 tonnellate di emissioni l’anno, poi ridotte alla metà.
Tra tali emissioni vi sono il benzene e l’idrogeno solforato, entrambi altamente cancerogeni, oltre che estremamente tossici.




Praticamente gli abitanti del paese vivono in simbiosi col polo petrolchimico, coi suoi rumori, coi suoi miasmi, coi suoi veleni; tra le case e le ciminiere vi sono non chilometri ma, in certi casi, poche centinaia di metri. Forse per questo il dottor Annibale Biggeri, intervistato nel film, ha riscontrato tra i bambini del posto una modificazione a livello di DNA, qualcosa che spaventa solo a pensarci.
Inutile dire che l’impatto ambientale di tale impianto si è rivelato col tempo devastante per le persone e l’ecosistema. Le patologie tumorali e le affezioni croniche dell’apparato respiratorio sono altissime rispetto alla media nazionale. Le viscere degli agnelli hanno odore di petrolio, e così i pesci della zona, fin quando li pescavano.
Da notare che, negli anni si è assistito non già ad un passaggio ad uno sviluppo piu’ rispettoso dell’ambiente, ma ad un ampliamento delle attivita’ di raffinazione petrolifera.
Del resto lo scempio ambientale e le vittime del cancro non sono mai state oggetto di inchieste da parte dei media locali, che si dedicano invece a sponsorizzare le grandi opere dei loro editori, disinteressandosi completamente della consapevolezza dei cittadini.
Sotto questo aspetto la vergognosa disinformazione dei mainstream isolani (giornali e tv) è veramente scandalosa e indegna di un paese minimamente civile.
Anche grazie a tale disinformazione la cittadinanza crede che la raffineria esista quasi per diritto divino, che così debba essere nei secoli a venire e che i morti siano il prezzo da pagare, una specie di moderno sacrificio umano, mentre a Milano i padroni del vapore contano i miliardi.
Nel 2000, tra gli altri, entra in funzione l’impianto IGCC della SARLUX, che smaltisce le scorie della stessa Saras, scorie altamente tossiche e di difficile smaltimento (il cosiddetto filtercake) ma che, per il nostro stato criminogeno sono considerate (unico caso in Europa) "fonti rinnovabili" e quindi vengono usate per produrre energia elettrica, sovvenzionata dallo stato con la truffa dei CIP6, gli stessi incentivi usati per assimilare gli inceneritori alle "fonti rinnovabili" e vendere l’energia elettrica prodotta in modo altamente inquinante (nanopolveri) al triplo del prezzo di mercato.
Il film del giovane regista di Lecce prende le mosse, quasi casualmente, da una sua vacanza nella zona risalente all’estate del 2007 e che lo condurrà a tornare diverse volte nel paese adiacente alla raffineria per sviluppare una vera e propria inchiesta sugli effetti dello stabilimento sulla salute della popolazione, sulla base di interviste dirette, testimonianze, nomi e cifre.
Il documentario inizia con una breve prospettiva storica mostrando la trasformazione della zona, da prevalentemente agropastorale con forte disoccupazione a tipicamente industriale, con circa la metà degli abitanti di Sarroch impiegati in raffineria e un aumento del benessere economico diffuso.
E subito iniziano le interviste, vera colonna portante di questo bellissimo esempio di cine-giornalismo. Purtroppio il miraggio del facile benessere economico basato sulla raffineria si rivela, per i lavoratori, piuttosto effimero, perchè si può pagare con la vita.
Inizia a parlare un pescatore, con immagini che risalgono ai primi anni 70, che ci parla di "spigola al diesel", con riferimento all’odore che ha talvolta il suo pescato.
Parleranno poi Ignazio Piras (sicurezza sul lavoro Saras) per rassicurare sulle condizioni di lavoro, nonché Giorgio Zonza (responsabile comunicazione Saras) il quale, sfoderando un campionario di propaganda paradigmatico, ci parlerà di "progresso" e di "crescita" e, senza minimamente accennare alle vittime e ai veleni, ci illustrerà il gabbiano Gabì, usato come testimonial della raffineria nelle scuole elementari, per abituare sin dalla più tenera etaà gli abitanti di Sarroch a rispettare e ad amare quel mostro mefitico che avrà ucciso i loro genitori e forse un giorno uccidera’ anche loro.
Bisogna amare i propri carnefici. Siamo oltre Orwell, ma proseguiamo.
C’e’ Skizzo, il giovanissimo artista di strada coi dredlocks che ci dà un saggio delle sue capacità e fa filtrare un raggio di sole in un film che, comunque, sarà sempre basato su un tipo di comunicazione cruda e realistica, con forti rumori di fondo, a volte disturbanti, testimoni con la voce camuffata e un effetto contrasto, leit motiv di tutto il film, tra la retorica mendace del potere e la verità raccontata e mostrata dalle vittime.
Ci sono i ridicoli controlli medici sugli operai, effettuati con roulottes e medici itineranti a libro paga dell’azienda avvelenatrice.
A chi chiede di essere visitato in normali ospedale l’azienda risponde che non è possibile, a causa.... degli "alti costi". Ogni commento è superfluo.
Verrà poi ripresa, in conferenza, Claudia Zuncheddu, medico e consigliere regionale, che smaschererà gli escamotage aziendali finalizzati a vanificare gli esami medici che potrebbero evidenziare le responsabilità della raffineria e i suoi gravissimi danni sulla salute: ("si dovrebbe espettorare catarro, per avere dati veritieri, ma l’azienda ci diceva di sputare come campione della semplice saliva..." racconta un operaio).
Poi parla il disincanto di un un vecchio del luogo: "i soldi vanno a Milano"; sullo sfondo l’onnipresente raffineria.
Arriviamo all’8 marzo 2008; mentre Massimo Moratti festeggia a San Siro la squadra di calcio di famiglia, duettando al microfono con Celentano, in Sardegna, in una palestra di Sarroch, un gruppo di persone rendono omaggio all’ultima vittima del petrolkiller.
Parla Barbara Romanino, i cui nonni sarrochesi sono tutti morti di cancro, dopo essere stati spossessati delle loro terre e indennizzati da "sa rovineria" con 340 lire al metro quadro; la Romanino, al microfono, indica chiaramente le responsabilità del petrolchimico e chiama in causa anche i politici locali, nel migliore dei casi indifferenti, quando non collusi o corrotti e comunque inadeguati a salvaguardare la popolazione decimata da un ecomostro insaziabile.
L’ex governatore della Sardegna Renato Soru, che concede un’intervista al regista (cosa che non faranno i vertici di POLIMERI EUROPA, società partecipata nel business petrolifero sarrochese), ribadisce la sua contrarietà ad assimilare alle energie rinnovabili gli scarti di lavorazione del petrolio, evidentemente altamente inquinanti. Non solo l’ex governatore stigmatizza la surrettizia pratica dei CIP6 in tale velenoso contesto, ma ricorda di essere stato l’unico politico a non aver partecipato ai rituali eventi aziendali organizzati dalla Saras.
Nel film è evidenziato l’attivismo di base e la sua importanza quando la politica abdica completamente al suo ruolo.
Arianoa è un’associazione sarrochese che raggruppa, ad oggi, un centinaio di persone tra lavoratori ed abitanti, che avanzano richieste all’azienda, oltre a stimolare il dibattito e la presa di coscienza della cittadinanza. La principale richiesta è la sicurezza e il diritto a vivere in un ambiente monitorato e possibilmente salubre. Non vogliono che la Saras se ne vada, ma vorrebbero che si cominci ad ascoltare la loro voce e prendere provvedimenti concreti.
Inutile dire che ne il comune ne tantomeno l’azienda li considerano interlocutori.
Il comune di Sarroch non ha voluto concedere un qualsiasi spazio pubblico per la proiezione del film, l’unica proiezione è avvenuta in un bar, e l’azienda stessa, nei suoi comunicati interni (lo affermano testimoni nel dibattito post-film), ha fortemente criticato l’opera del regista pugliese.
Tornando ad Arianoa, nel film parleranno Beatrice Tiddia, vedova del marito morto a 48 anni, di cui trenta in raffineria, e Igor Melis, un fondatore dell’associazione stessa.
Lo scienziato fiorentino Annibale Biggeri, intervistato, ribadirà lo stravolgimento ambientale e i rischi sanitari derivanti da un polo petrolchimico così pericolosamente vicino ad un centro abitato, nonché i già accennati danni al DNA infantile dei bambini sarrochesi.
Con riferimento allo scempio ambientale nel film incontriamo anche Vincenzo Tiana, responsabile Legambiente Sardegna e Luca Pinna, suo omologo del WWF regionale; entrambi sottolineeranno l’incongruenza, per non dire l’assurdità, della presenza devastante di una raffineria in una zona di altissimo pregio naturalistico quasi unica in Europa, con zone umide, dune, aironi e fenicotteri.
Patrizia ci racconterà del suo compagno sarrochese, Gigi Vaccargiu, morto di cancro appena 31enne il 19 agosto 2007. Si tratta di una testimonianza tanto sobria quanto drammatica, veramente difficile da dimenticare.
Ma la catena di testimonianze su veleno, soldi e morti, che grava su tutta la pellicola e che sembra un pallone che stia per scoppiare, trova il suo contraltare nella suprema ipocrisia delle parole che chiudono il film, quelle di Gianmarco Moratti, gran patron della raffineria, ripreso mentre parla di fronte ai suoi dipendenti: "la nostra famiglia è la Saras". Un pugno in faccia farebbe meno male.
Inutile dire che il film è stato ignorato, per non dire censurato, da tutti i mainstream nazionali; qualche testata locale gli ha dedicato una mezza paginetta, ma senza approfondimenti, senza contesto, senza seguito.
Sia L’Unione Sarda che l’edizione locale di EPolis si sono limitate al commentino di rito, senza creare partecipazione, senza stimolare dibattiti, ricordandosi che, come sempre, prima vengono gli inserzionisti e i lettori sono la merce da vendergli. La solita vergogna mainstream.
Il film è stato rifiutato persino da eventi (pseudo)culturali come Torino film festival 2008 e Festival Cinema Giovani 2008. Non parliamo della distribuzione nelle sale, non parliamone perchè, semplicemente, non avremmo di che parlare.
Dobbiamo ringraziare l’anziano docente di comunicazione milanese Antonio Caronia che, conosciuto il giovane regista quasi per caso, si è poi adoperato per aiutarlo nella divulgazione.
Sono tutt’ora entrambi alla ricerca di spazi pubblici dove proiettare il film, specie qui in Sardegna e gli auguro buona fortuna, di cuore.
Se mi è concesso un commento, al termine di questo resoconto, che spero non sia stato troppo lungo e/o noioso, mi auguro che il film di Mazzotta possa portare la consapevolezza dei parenti delle vittime dell’azienda killer a un livello tale da permettere una eventuale azione penale nei confronti dei responsabili di malattie evitabili, morti sbagliate, sviluppo sbagliato. In primis l’azienda, ma anche politici ignavi, i sindacati opportunisti, le istituzioni che dovevano controllare, totalmente assenti.
Perchè, come ci mostra questo film capolavoro, i responsabili dello sfacelo ambientale e sanitario hanno nome, cognome e indirizzo, anche se, in Italia, certi poteri sono intoccabili, come dimostra la sentenza del tribunale di Venezia del 2 novembre 2001, che assolveva i vertici criminali di Montedison e Enichem.
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giovedì 4 ottobre 2007

Un treno tanto


Ovvero la grande carovana, composta da circa duecentodieci persone che hanno vissuto una esperienza che definire storica non è certo una esagerazione: un lunghissimo viaggio, partito lo scorso 8 agosto da Mestre, e che toccando tappe come Budapest, Mosca, Ulan Batur, dopo venti giorni esatti si è chiuso con il ritorno in Italia. I protagonisti sono stati le delegazioni dei pazienti (complessivamente erano in sessanta) dei Centri di Assistenza Psichiatrica provenienti da dodici regioni, gli operatori socio sanitari (psichiatri, psicologi, educatori), i familiari, e tanti cittadini attivi nella difficile causa della lotta allo stigma che colpisce i sofferenti dell’anima. Sulla scia di quella temeraria traversata che ha ripercorso la storica rotta di Cristoforo Colombo è nata l’idea di un altro viaggio, stavolta specchio dell’itinerario seguito da Marco Polo. Destinazione, come detto, Pechino. Una esperienza estenuante quanto entusiasmante per chi, quotidianamente soffre e sostiene la battaglia per il riconoscimento dei diritti di riabilitazione e emancipazione dei malati psichici. E’ stata una tappa fondamentale verso un cambiamento. Quel treno così rappresentativo, ha macinato quindicimila chilometri attraversando, binario dopo binario, paesi dove ancora vige il sistema manicomiale. Stati dove parlare di sofferenza psichica è un tabù o, peggio ancora, un divieto. E da quella immensa catena umana partita dall’Italia, sono stati lanciati il messaggio di dialogo e la testimonianza di quanto sia importante attuare un processo per la chiusura di queste strutture. Non che da noi la completa attuazione della legge n° 180, quella appunto che ha decretato la definitiva chiusura dei manicomi, sia un processo portato a termine, con la creazione di una totale rete di servizi alternativi. Ma, la cancellazione di quei luoghi disumani è un buon argomento di discussione da portare nelle nazioni dove tutt’ora esistono. E, in questo senso, gli oppressi, le vittime della privazione dei diritti umani hanno trovato i loro preziosissimi ambasciatori contro i pregiudizi e le strutture manicomiali. L’idea di fondo del treno per è nata a Trento. Nell’autunno 2006 un equipaggio di utenti, familiari e operatori del servizio di salute mentale trentino, ispirato alle pratiche del ‘fareassieme’ e del movimento Le Parole Ritrovate ha attraversato l’Oceano Atlantico su una barca a vela. Ed ecco, con Pechino, la prosecuzione di quel progetto. tratto da El Giramundo

martedì 8 maggio 2007

Senza titolo 1811

 Nel sito  I - www.mobbing-sisu.com -  della  nostra  utente  Giovanna  Nigris e  in questa intervista   da me rilasciatail 30 maggio 2006  potete leggere tutta la storia e il calvario di Giovanna Nigris,vittima del mobbing,del silenzio, e del menefreghismo delle nostre istituzioni.

Diamo voce a Giovanna Nigris

Cos’è il mobbing? Etimologicamente il termine fu inventato agli inizi degli anni settanta dallo studioso Konrad Lorenz, che analizzava il comportamento degli animali; l’etologo Konrad, coniò questo vocabolo per descrivere una particolare condotta di alcuni tipi animali; nei sui studi notò che alcune specie circondavano un proprio simile assalendolo in gruppo al fine di allontanarlo dal branco. Finché si parla di animali, alcuni comportamenti sono plausibili. La cosa cambia quan-do questo modo di agire bestiale è prerogativa dell’uomo cosiddetto “sapiens” ma che di sapiente a poco e niente. Di casi come quello che analizziamo oggi chissà quan-te decine di migliaia ne esistono in Italia. Cerchiamo di dare voce a chi voce non ha. Il mobbing sa bene cos’è Giovanna Nigris, nata ad Auronzo di Cadore (BL) il 16/07/1950, residente a Milano.
La Nigris quotidianamente combatte con il suo male, esattamente dal lontano 1994. “Tutto è iniziato tantissimi anni fa – racconta Giovanna – e oggi sono ridotta in condizioni gravissime a causa di una malattia che ho contratto in servizio: la tubercolosi. Sono stata vittima di lesioni colpose gravissime, omissione di atti d’ufficio, falso ideologico, violenza privata da mobbing, però non ho mai avuto giustizia in tribunale”. La bestialità dell’uomo si evidenzia già in queste poche parole. La storia della Nigris inizia agli albori di tangentopoli. “Il mio calvario è iniziato con il periodo di Mani Pulite. Lavoravo come assistente amministrativo presso il reparto oftalmico del Fatebenefratelli di Milano; un giorno, il mio capo ufficio, fu arrestato ed io trasferita senza preavviso. Da allora ho lavorato alla accettazione dei referti clinici, a contatto con campioni da analizzare, presso lo stesso ospedale. E’ una mia supposizione, ma credo fortemente che l’azione di mobbing nei miei confronti iniziò proprio con l’arresto del mio capo; pensavano sapessi qualcosa di importante e compromettente o che avessi assistito a dei fatti a cui non avrei dovuto assistere”. Trasferita per punizione in un reparto ad alto rischio, ma soprattutto senza alcun dispositivo di protezione individuale - previsto invece ai sensi del Decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 TITOLO IV - chiesti più volte dalla Nigris, ma mai consegnati; anzi, derisa e insultata perché, a loro dire, polemica e paranoica. Costretta in un ufficio stretto davanti allo sportello per l’accettazione senza alcun vetro di protezione. La discriminazione inizia così: la lenta e inesorabile bestialità umana parte da quell’ospedale, che in quanto tale dovrebbe garantire la salute pubblica e dei propri dipendenti. Ma il calvario della Nigris è soltanto all’inizio: si ammala di tubercolosi, il progredire della malattia complica sempre più la sua condizione fisica: “Le mie difese immunitarie sono scarse a causa del-le cure antitubercolari – dichiara Giovanna - effettuo una ossigenoterapia quotidiana e ho problemi neurologici alle gambe che, unitamente alla frattura dei menischi non operabili a causa della pregressa Tbc, mi hanno creato difficoltà di deambulazione. Spesso mi ritrovo degli stati febbrili che devo curare con antibiotici che debilitano ancora di più il mio già cagionevole stato di salute”. E lo Stato che fa? E’ latitante come sempre in questi casi. Varie denunce alla Magistratura tutte cadute nel vuoto... Ma non fanno certo di meglio i media: Rai e Mediaset, con i loro cavalli di battaglia, “Maurizio Costanzo Show”, “Le Iene”, “[i]Mi manda Rai 3[/]”, quei programmi che si occupano di dare spazio a casi come questo, da costoro, nemmeno una risposta; e non va meglio con la carta stampata.

domenica 18 febbraio 2007

L'isola dei 300 vulcani

LANZAROTE: conosciuta come l'isola dei trecento vulcani, offre uno dei paesaggi più peculiari che si possano immaginare.
Leggi integralmente....
Un grande ingresso alle caverne vulcaniche si formò durante la preistoria, in seguito ad eruzioni del cratere Corona, che domina il paesaggio a nord dell'isola. Questa via attraverso le caverne, lunga circa 10 km, finisce sotto il livello del mare ed è interrotta verso l'alto in più punti del suo decorso.
Su una parte di questa zona vulcanica è intervenuto l'artista Cèsar Manrique, che l'ha resa accessibile ai visitatori con passaggi, terrazze, e giardini con bar e ristoranti. Il paesaggio non ne è risultato in alcun modo compromesso.


Ne sono buona prova i Jameos del Agua, nella parte settentrionale di Lanzarote, alle falde del vulcano Monte de la Corona (la cui ultima eruzione risale a 3.000 anni fa) un intricato labirinto di grotte e tubi vulcanici tra le più interessanti del mondo, un vero paradiso per i sensi, dove c'è posto per lo svago e la cultura.
Jameos del Agua fu il primo centro turistico di Lanzarote creato dall'artista canario. Fu realizzato da Jesús Soto y Luis Morales nel 1968 e terminato nel 1987 con la creazione dell' auditorio.
Jameo è un vocabolo aborigeno che designa la parte d'un tubo vulcanico, dal quale s'è sfaldato il tetto, a causa di esplosioni provocate della pressione dei gas, che generano aperture circolari che lasciano entrare la luce nel sottosuolo. Due di questi orifici ed il canale di scorrimento della lava sono la base della costruzione di Jameos del Agua.
All'entrata, infatti, troviamo il "jameo chico" trasformato in un bar-ristorante e pista da ballo cui si accede attraverso una scala a chiocciola, di pietra.
Comunica con il "jameo grande" attraverso una vasta area che contiene anche il famoso laghetto dalle acque trasparenti, dove abita il "jameito", una specie di granchio minuto, cieco, albino, sensibile ai rumori, di origini sconosciute ed unico al mondo! E' diventuto il simbolo di questo luogo.
Il Jameo Grande è stato convertito in un bellissimo giardino con specie vegetali tropicali ed un'esuberante piscina turchese. Al termine di questo spazio è stato creato un auditorio che contiene fino a 600 persone che gode di una straordinaria acustica (qui ha luogo il Festival de Música Visual di Lanzarote).
L'ultima porzione di grotta accessibile al pubblico è il Jameo de la Cazuela dal cui estremo sgorga una fonte d'acqua salata.
Un'esperienza unica è la visita a Jameos del Agua, nelle ore notturne per godere dello spettacolo dell'illuminazione calda e intima, in piena sintonia con l'armonia e la magia di questo luogo.

sabato 20 gennaio 2007

Senza titolo 1591

Etiopia


L'aspettativa di vita in Etiopia è di circa 48 anni e si stima che solo il 7% della popolazione raggiunga i 60 anni. La copertura sanitaria, così come l'esistenza e l'utilizzo dei servizi preventivi e curativi sono ancora estremamente bassi: la spesa sanitaria pro-capite ammonta a 5 dollari l'anno ma verosimilmente questa quota scende se si considerano le popolazioni non censite.
Negli ultimi anni il numero delle infrastrutture sanitarie è aumentato, ciò nonostante molte non sono ancora operative a causa della carenza di personale e attrezzature.
L'impatto dei servizi sanitari di base è poi grandemente limitato, soprattutto nelle aree rurali periferiche, dalla mancanza di strutture di secondo livello a cui trasferire i pazienti con complicazioni. In queste zone si rivelano particolarmente critiche le emergenze chirurgiche o ostetriche, che hanno una scarsa possibilità di ricevere un'assistenza adeguata.
Anche il tasso di utilizzo delle poche strutture esistenti è basso, soprattutto per la difficoltà che comporta raggiungere gli ospedali. I mezzi di trasporto sono pochi, le strade impervie e disagiate e, d'altro canto, è estremamente difficile fornire servizi sanitari alla consistente parte di popolazione nomade.



I bambini


L'instabilità politica e la guerra con l'Eritrea, hanno fatto dell'Etiopia un paese in cui la condizione dell'infanzia è particolarmente grave.
Con 110 bambini morti prima di aver compiuto un anno ogni 1000 nati vivi, il Paese ha uno dei tassi di mortalità infantile più alti del mondo.


Più del 5% dei bambini sono malnutriti e si stima che, sempre per la stessa causa, 250.000 bambini al di sotto dei cinque anni muoiano ogni anno. Altri 140.000 bambini muoiono ogni anno a causa della polmonite.
La malaria è la principale causa della morte di oltre 5 milioni di bambini all'anno.
L'Etiopia ha più di 4,5 milioni di bambini orfani, dei quali, almeno 720.000 hanno perso almeno uno dei genitori per l'HIV/AIDS.
La condizione dei bambini orfani è ancora più difficile di quella dei loro coetanei, i loro tassi di iscrizione scolastica sono molto bassi, la loro alimentazione molto povera e sono molto più facilmente esposti al rischio di essere contagiati da malattie.




Le donne


Le statistiche relative alla condizione della donna in Etiopia non offrono certo un quadro migliore. Le donne etiopiche partoriscono in media 6 figli ciascuna, ma solo il 6% di loro ha accesso ad un’assistenza medica durante il parto. La mortalità materna arriva a 870 donne ogni 100.000. Solo l’8% della popolazione possiede e utilizza contraccettivi. La percentuale d’istruzione femminile al di sopra di 15 anni è del 33,8%, contro il 49,2% di quella maschile. La frequenza scolastica femminile complessiva nei tre livelli, primario, secondario e terziario, è del 29%, mentre quella maschile è del 41%. Le donne hanno in media un reddito pari alla metà di quello degli uomini e il loro coinvolgimento nella politica del Paese è quasi nullo, solo il 7,8% dei seggi in Parlamento sono infatti assegnati a donne.
Nella società etiope le bambine vengono discriminate sin dalla nascita. Le radicate usanze culturali e le pratiche tradizionali impongono e perpetuano l’inferiorità della donna, facendo della popolazione femminile un segmento fortemente svantaggiato della società.


Leggi integralmente qua...


martedì 11 aprile 2006

Senza titolo 1233






La paura ( damacreola)


Sapete cosa abbiamo di veramente bello ?
La capacità di stupire ancora , la possibilità di poter
ancora far restare a bocca aperta un variabile numero di
spetatori .
Sapete cosa è impressionante ?
Il fatto che a volte neanche ci accorgiamo di quanto
abbiamo sconvolto la serata e l'esistenza di quel variabile
numero di spettatori .
Sapete cosa è la discriminazione ?
E' il livello da superare per poter stupire , ancora . Quando
sarai veramente discriminato ,emarginato , respinto ,
quando avrai effettivamente visto l'interno di quella
bocca spalancata , dopo aver alzato gli occhi e dopo averli
aperti , allora potrai dire di aver stupito , sconvolto ,
impaurito .
La discriminazione è la paura di non essere la normalità
la paura di guardare la normalità sfilare davanti agli
occhi e chiamarla Male , la paura d'accorgersi troppo
tardi che forse l'idea giusta era un'altra .
In effetti la discriminazione è la paura . E siamo tristi
perchè+ non siamo capaci di andare contro questa paura .
Perchè da troppo ormai siamo convinti di non
poter più stupire nessuno .
Perchè in effetti abbiamo paura della paura




http://www.damacreola.tk/
http://www.damacreola.splinder.com



La mia maratona elettorale


venerdi 6 aprile
notte
la visione del film , proiettato da amici di Rifondazione , e progetto sardegna , e libertari del film dovumentario della rivistra diario Quando c'era Silvio (  nel collegamento ipertestuale trovate il sito  da dove potete acquistarlo  ) oppure  per chi se lo vuole scaricare dala rete   vada qui )
Un film molto bello perchè è sul modello di unvecchio film 4 potere qui maggiori news
sul film  )  , Un po' noioso in quanto riporta cose note e stra note , per chi ha capito il male del berlusconismo fin dalle sue origini ( dal 1993\4 ) , salvo l'incontro con Gorbaciov . Unica cosa interessante è la versione integrale ( anche  rai tre  a tagliato delle cose ha riportato il battibecco , ma togliando  fini che se  ne va ,  e le risate prima ,  le proteste dopo degli altri  parlamentari europeei  )  del battibecco avvuto nel 2003 a Straburgo .


Sabato 7


tarda mattinata - primo pomeriggio


Alcuni Sms “illegali “ di forza Italia “ sia della società da loro incaricatra . Però mi sembra strano replica di Antonio Palmieri, responsabile comunicazione elettorale e internet di Forza Italia. << In conformità a quanto previsto dalla legge elettorale e dal Garante della privacy per la comunicazione elettorale - spiega Palmieri - i nostri sms elettorali sono stati inviati tramite una agenzia specializzata a persone che hanno dato il loro consenso a ricevere messaggi di natura politica abbondantemente entro la mezzanotte di ieri. >> in quanto io non ho mai dato l'ok all'invio di messaggi politici sul mio cell , a meno che loro non abbiano preso i miei dati ( managgia ame che non ne ho chiesto la cancelazione ) dagli elenchi di forza italia , in quanto nel 1994 , feci domanda , seguendo la proposta di boicotta il Biscione Gianfranco Mascia, di far spendere il più possibile a berlusconi , per farmi arrivare con corriere espresso il kit per aprtire il club di forza Italia . ed sms di sfotto da alcuni amici e compaesani della Cdl . Forse perchè il mio numero è come una .... perchè lo do a tutti\e e lo lascio daperttutto .
Notte
con degli amici biparisan si è scherzato es discusso sulle elzioni , poi alcuni apolitici e qualunquisti ( li capisco visto lo schifo di quella che chiamano partitocrazia e prima repubblica fino al 1992\4 e poi il governodi centro sinistra troppo buonista tavolta stucchevole e poi quello vergognoso e orrippilante del centro destra , ma come gli indifferenti cerco sempre di combatterli ovviamente in maniera democratica e civile ) , che hanno detto basta parliamo d'altro . Pero prima d'esere interrotti E mi hanno detto : << ma come tu sei stato sempre per il non voto , e hai giudicato una pessima forma di governo al democrazia e ora vai a votare ? e io : << Vero pero , e qui parafraso , la canzone [ risatre d'approvazione di quelli di sinistra ironia e sfotto di quelli di destra ] cara democrazia di Fossati , perchè Qui si secca il fiore e il frutto \Del nostro tempo e poi Sono giorni duri \Sono giorni bugiardi ( qui il testo integrale  )


Domenica 8
Mattina
alle 10.00 sono andato a compiere il dovere di coglione ... ehm a votare .


primo pomerggio
Passato a  vedermi un dvdx regalatomi da un mio amico di destra anti berlusconiano che schifato da 5 anni di govermno del Caimano voterà per il centro sinistra ( turandosi il naso come dieva la buon anima di montanelli ) che cointiene tre documentiu eccezionali da far vedere a posteri se vincerà anche queste elezioni  che coonteneva  :



  • SUA MAESTA' BERLUSCONI di Stephane Bentura (Francia 52', 2003).

  • un documentario della pbs tv Usa su Berlusconi eccovi i link 1 e 2

  • la trasmissione in cui Lutazzi intervista  Travaglio   sul suo libro il colore dei soldi e   che gli costerà l'editto Bulgaro del nostro  " amato premier )



 Tardo pomeriggio - sera 


mi sono finito di elggere il fumetto ( da cui hanno tratto l'omonimo film ) v vendetta è una serie a fumetti, successivamente raccolta in un unico volume, scritta da Alan Moore e disegnata da David Lloyd. È considerato, insieme a From Hell e Watchmen, uno dei capolavori dell'autore inglese
notte
ho visto la lettura della divina coommedia di Benigni




Lunedi


prima mattinata
a sfogliare i giornali in particolare le comiche elettorali che caratterizzano ogni elezione , ma queste sono più  comiche  e alcune  anche serie  particolare queste :




Allarme bomba, tutti fuori dal seggio. Nel pomeriggio nei seggi elettorali della scuola elementare Pascoli a Romano di Lombardia, nella Bassa Bergamasca, un elettore ha trovato in una cabina un volantino anonimo, a firma Falange armata. Conteneva una minaccia: «Se dovesse vincere Prodi partirà una bomba contro il Comune e faremo strage di extracomunitari. Cercate l’ordigno».
 Milano, cantastorie anti-Berlusconi. Nel seggio milanese di Berlusconi di via Scrosati, alla ressa di giornalisti e cameramen, si è aggiunto lo storico cantastorie Franco Trincale, autore di molte ballate sul premier, che ha votato nello stesso seggio. Trincale, con un passato di sinistra, era stato indicato dal premier in una istanza di rimessione da Milano dei processi Imi-Sir e Sme, come elemento di incompatibilità ambientale per le sue cantate in piazza del Duomo contro il presidente del Consiglio. Nello stesso seggio un ragazzino non ancora in età di voto che ha accompagnato al seggio i genitori davanti alle telecamere ha aperto la sahariana mostrando una maglietta con la scritta in rosso “Meglio coglioni che Berlusconi”.
 Presidente seggio protesta per maglietta. Un fatto analogo è successo a Pisa dove un giovane si è presentato al seggio - riuscendo comunque a votare regolarmente - con indosso una maglietta con la scritta “Io sono un coglione”, suscitando la contestazione del presidente di sezione, che ha chiesto anche l’intervento delle forze dell’ordine.
 Le cambiano sezione, odissea per elettrice. Singolare avventura per un’elettrice palermitana che recatasi di buon ora nella sua solita sezione è stata dirottata in un seggio poco distante, senza però indicarle il numero della sezione. Solo dopo una lunga ricerca negli elenchi alfabetici, l’elettrice ha scoperto la sua nuova sezione e ha potuto votare. Altre persone nelle sue stesse condizioni hanno rinunciato.
 Palazzo coperto da drappi rossi, An protesta. In tutti i balconi di una palazzina di Torino sono spuntati dei lunghi lenzuoli rossi, e Agostino Ghiglia, esponente piemontese di Alleanza Nazionale, ha protestato con tanto di comunicato ufficiale. La “palazzina rossa” si trova nel cuore del quartiere multietnico e popolare di San Salvario. Gli affittuari della dozzina di appartamenti (giovani, anziani e nessun personaggio politico) si sono accordati per esporre tutti l’ identico vessillo, completamente rosso e senza simboli.
 Fotografano scheda in seggio, denunciati. A Caserta e a Pescara due elettori sono stati denunciati per aver fotografato la scheda elettorale. Nel secondo caso protagonista un ventenne che votava per la prima volta. Il seggio in quel momento era deserto e quindi il presidente ha udito distintamente il click e ha avvertito i carabinieri.
 Giornali al bando, nel seggio sono propaganda. E’ successo in una scuola romana, dove una elettrice, una insegnante, è stata invitata dal poliziotto di guardia all’ingresso del seggio a lasciare la copia del proprio giornale con la motivazione che avrebbe potuto influenzare il voto facendo propaganda.
Oppure in un commento di
http://historiaugusta.splinder.com/ su http;//havintoprodi.splinder.com dove si riporta tale news : << Ieri una signora che è entrata al seggio con l'Ulivo in mano,era la Domenica delle palme,è stata invitata a lasciarlo fuori dal seggio da un capolista di Forza Italia. Siamo matti,matti,matti,matti!! >>
Quasi quasi mi vine voglia di raccontartavi la mia figuraccia comica sucessami domenica al seggio , ma si ... va ve la racconnto . Ero andato a votare lasciuandomi il cellulare ( come mio solito mi capita spesso ) con la suoneria che ho messo dopo che il nostro ben amato presidente del consiglio ha definito ( scherzando secondo lui ) noi italiani coglioni , l'inmternazionale , mi squilla mentre styavo per entrare nell'aula elettorale , terrorizzatto esce uno scrutatore ( per fortuna figlio di amici di famiglia ) e ride e mi di ce di spegnere il cell , cosa che faccio . Poi vicino al gabiotto deille forze dell'ordine , vedo un poliziotto che è anche mio vicino di casa , e faccio suonare apposta il cell , tutti a ridere , salvo uno che era rimasto serio , e lui mi dice : << cos'è adesso ti ordino anche come votare ? << e io : << veramente ho già votatom il,partito dei vcoglioni ,perchè come dice il nostro presidente sono un coglione >> risate , il poliziotto rimasto serio : << la smetta di fare propaganda elettorale , altrimenti sono costretta ad ammanettarla >> , E io mi scusi non volevo . E il poliziotto , mio vicino di casa , per questa volta lascia perdere , stava scherzando . e quello serio : << d'accordo , ma per favore spegni il cellulare e abbbasa le voci >< . e io esco dal seggio insieme al mio amico , chiaccheriamo ancora un poo' . E poi vado a casa .Riprendo la lettura dei giornali  e leggo  anche news partiicolari tipo :


Tre molotov contro seggio elettorale  Vittorio Veneto, poteva diventare una trappola mortale     All’esterno trovata una bomba che fortunatamente non è esplosa Raid contro sede Dl a Bologna


Berlusconi al seggio: «Dai mamma, vota FI» Premier rimproverato


Duri i commenti di Bondi e Calderoli  Proteste per i crocifissi all’interno dei seggi Ed è subito polemica 


Una netta crescita dei votanti rispetto alle Provinciali 2005     Ieri sino alle 22 ha votato il 56,8 per cento dei sardi: nel 2001 (giornata unica) il dato fu del 77,4 e l’anno scorso (prima giornata) del 48,8 per cento


primo pomeriggio


cazzeggiando davanti alla tv e al pc . E proprio mentre cazzeggio leggo le percentuali dell'affluenza :


lta l'affluenza alle 22 di domenica 9 aprile, quando aveva già votato il 66,5 degli aventi diritto. Nel 2001, in una sola giornata, votò l'81,4%. Tanti ai seggi fin dalle prime ore soprattutto nell'Italia settentrionale e nelle regioni "rosse". Nel nord alle 22 aveva votato il 71,5%, contro il 69,2% dell'Italia centrale, il 59,6% dell'Italia meridionale e il 56,4% delle Isole. Del nord anche le province e le regioni in cui maggiore è stata l'affluenza. Alle 22, la palma per i votanti più numerosi è andata all'Emilia Romagna con il 75,3%, con Bologna in testa a tutte le province (77,5%). Seguono Lombardia (72,7%), Trentino (72,1%), Veneto (72%) Toscana (71,8%), Umbria (70,1%) e Marche (69,9%). Ultima la Calabria con il 55,2%.
E rido per la gaff di speciale studio aperto delle 15.00 che ha dato eprcentuali bulgare ala cdl , smetita poi dall'inviata . Il che fa sperare bene . Infatti davanti ai primi exit pool e proiezioni , mi sono messo ad urlare , e mentre ero in giro , fischietavo l'internazionale di fortini oppure una canzone  che si cantava dopo le elzioni del 1948  fino agli anni  60  vi ricordate quel  18 aprile all'incontrario ( cioè agiornandolo al i nostri tempi ) Poi vado in comune a veder i dati definitivi del senato è ho visto che la coalizione ha vinto di strettissima misura . Allora sono tornato a casa ho accesso la tv e i l telvideo e ho scoperto l'amara verità che a causa dellla nuova legge elettorale ha vinto di misura ( almeno per ora ) il centro destra . Per i risultati definitivi aspettio domani , sono troppo tristew ed incazzato per vedere se quel barlume di speranza che mi è rimasta visto che la camera non è completa m'impedisce di continuare a vedere tg e speciali . Allora vado a chattare sulla chat di aaamici.it e li si parla di politica , e continuo ad arrivare risultati che fanno sperare .




 Martedi 11  ( ovvero oggi ) 


alle 07.00 guardo il televideo ( raimediaset tanmto sono al 90 % la stessa cosa ) e m'accorgo che è il margine di distacco si è ridotto .
Poi prendo il pulman per Sassari devo andare aparlare con una prof per concordare , essendo con il vecchio orientamento cioè le laureee quadriennali , il programma per un esame ; ed comprare il libri o cercarli 8 perchè alcuni sono solopoche pagine ) in fotocopisteria eo nelal biblioteca del dipartimento .
Quando ero in pulman mi telefona mia madre e mi dice che grazie agli italiani all'estero abbiamo vinto anch all'altro ramo anche se di misura ( anche a causa della legge elettorale che si sono studiatio appositamente , come a dire , perdo , ma tu no goiverni ) . Concludo questo diartio \ reportage con un grazie agli italiani all'estero per averci salvato da un a figuraccia al livello internazonale , e con questa canzone ( scudate se la ripeto ma non mi viene in mente nient'altro per indicare la situazione dell'italia in questro momento ) di battiato




Povera patria
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)


Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.




hoHo  appena  letto al televideo che  Scajola  ha dichiarato che è un golpe  , aspettiamoci   di tutto , anche  una nuova stagione di veleni  e di fango  , o  chi lo sà di bombe
  con questo  è tutto alla prossima .   mi farebbe piacere  sentirte ( indipendentemente da destra o da sinistra  )  sentire  se vi và   come  avete vissuto  questi  giorni

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