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10.9.22

lucy Salani: "Io trans, sopravvissuta a Dachau, chiedo a Meloni di non toglierci i nostri diritti"

 

"Non tollero che si possa agire contro delle persone come noi che hanno subito la deportazione nei campi di concentramento. Non tollero una donna che si può permettere la sfacciataggine di toglierci i nostri diritti. É una vergogna".


 Non va per il sottile Lucy Salani 98 anni, l'unica transgender italiana sopravvissuta al campo di concentramento di Dachau, quando, durante l'apertura della Festa dei Sentinelli a Milano, le chiedono cosa pensa di un'eventuale vittoria di Giorgia Meloni. "Essere trans nel Ventennio è stato terribile", ha ricordato durante l'inaugurazione della mostra Omocausto, dedicata allo sterminio dimenticato degli omosessuali da parte del nazifascismo. "L'Italia è in sospeso sul tema dei diritti, ed è quel 'sospeso' che fa paura e non vorrei che tornassimo all'era fascista", ha sottolineato con forza Salani .     

                                 di Andrea Lattanzi

Musica - "Betterdays" - bensound.com


 non sapendo niente  di lei    ecco cosa  ho trovato su wikipedia  


una scena  del documentario   della  scrittrice e regista Gabriella Romano


Lucy Salani (Fossano12 agosto 1924) è un'attivista italiana, nota come l'unica transessuale italiana sopravvissuta ai campi di concentramento nazisti.Lucy Salani è nata come Luciano Salani[1] e cresciuta a Bologna come uomo omos     essualeAntifascista,
dopo aver disertato sia l'esercito fascista italiano che quello nazista, è stata deportata a Dachau nel 1944, dove è rimasta per sei mesi, fino alla liberazione del campo per opera degli americani nel 1945. In seguito è vissuta a Torino, lavorando come tappezziera e frequentando l'ambiente transessuale italiano e parigino. Di ritorno a Bologna negli anni '80, vi si è stabilita dopo la pensione.La sua storia è diventata nota negli anni dopo il 2010, grazie al lavoro della scrittrice e regista Gabriella Romano, che le ha dedicato due opere. Salani è considerata dal Movimento Identità Trans l'unica persona transessuale italiana ad essere sopravvissuta alle persecuzioni fasciste e naziste. [  segue su  Lucy Salani - Wikipedia

                    


8.1.17

il 27 gennaio si celebra la Shoah od Olocausto ? basta non ricordare a senso unico e a 360 gradi , non solo quello di un gruppo etnico religioso

in  sotttondo  

Risultati immagini per 27 gennaio 1945 giornata della memoria



Sono passati più  di 70  anni  ed  ancora  ci sono polemiche  ..  Infatti



Balletto sull'Olocausto in tv, bufera sulla moglie del portavoce di Putin
Si chiama Tatiana Navka, è un'ex pattinatrice professionista e moglie dell'attuale portavoce del presidente russo Vladimir Putin. Navka è tra i partecipanti al talent show di celebrities russe "L'Era glaciale". La sua ultima performance è al centro di una bufera di polemiche: la coreografia era infatti ispirata al film "La vita è bella". Navka e il suo partner si sono esibiti vestiti come gli ebrei nei campi di concentramento, con la stella di David cucita sul petto. Una scelta decisamente di dubbio gusto che però la pattinatrice ha difeso dal suo account Instagram: "Guardatelo! E' uno dei miei numeri preferiti!"

E'  vero  che <<   Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre. Per questo, meditare su quanto è avvenuto è un dovere di tutti (  Primo Levi 31  luglio 1919 –  11 aprile 1987   )  >> e  viene ripetuto  anche  in questo commento su   ( non ricordo il post preciso ma la pagina merita  una  visita  ) https://www.facebook.com/Il-Giorno-della-Memoria-27-gennaio-1945-Mai-Piu
'di 

Germana Visocchi Mio padre era in campo di concentramento a Friedrichshafen (non ne sono rimaste tracce), in sua memoria ho visitato Dachau, Buchenwald, Bergen Belsen e il campo di sterminio di Mauthausen. Invece di negare, le persone dovrebbero andare a vedere e dico solo "vedere" perchè "capire" è impossibile!
Ma questa sacralità del politically correct sta cominciando a puzzare, che non si possa toccare alcun argomento, nemmeno in modo artistico o differente dalle celebrazioni sofferenti e piene di pathos dovrebbe cominciare ad essere superata. Cerchiamo di elaborare le ferite dell'umanità, in modo intelligente ma facciamolo, su via. Altrimenti rimene un tabù monolitico pesante che non serve a nessuno.Evitiamo di celebrare la giornata solo come brutalità verso gli ebrei ed il popolo ebraico e troviamo ( come fa la pagina facebook sopra citata ) di scrivere , parlare , condividere , che la shoah e l'olocausto non è solo gli ebrei ma anche zingari , testimoni di geova , ed ed omosessuali ed altre minoranze etniche religiose e di ..... se vieni etichettato come antisemita o un odiatore di ebrei e d'Israele. Insomma  genera  equivoci  . Infatti riporto qui un interessante discussione avuta in privato con un associazione del giorno della memoria 



IO magari fosse cosi come dite voi Il Giorno della Memoria :27 gennaio 1945 -Mai Più!!!!!!!!! si onorano tutte le vittime dell'ingiustizia e dell'odio etnico e religioso . si celebra purtroppo solo gli ebrei e quando dici che la shoah e l'olocausto non è solo gli ebrei ma anche zingari ed omosessuali ed altre minoranze etniche religiose vieni etichettato come antisemita o un odiatore di ebrei e d'Israele

LORO  La pagina fu in un primo tempo dedicata alla Shoah che non è solo di patrimonio di un solo popolo ,ma di tutta l'umanità,sia perchè essa fu in part ,quando ne fu cosciente con antichi pregiudizi . convivente e complice di tale orrore. Poi anche ragionando tra noi del gruppo ,dall istanze che provenivano da molti iscritti della pagina decidemmo che questa pagina non doveva solo celebrare un solo giorno o periodo questa immane tragedia,ma doveva essere presa come evento emblematico di tutte le Shoah che sono avvenute anche prima di quella degli ebrei (come quella degli Armeni ) e comunque come testimonianza continua in un mondo che tende a dimenticare in fretta e che queste cose non devono essere relativizzate ne negate : se accaddero noi siamo qua a far da testimonianza e non una sterile celebrazione. Infatti se lei ha letto la pagina anno per anno ,non ci siamo firmati il 27 di gennaio ,abbiamo continuato nella nostra "mission " di parlare non solo di ebrei ,ma anche di tante altre etnie o gruppi sociali discriminati per sesso,religione,scelte filosofiche o politiche . Rammento a chi dice che la Shoah è di solo appannaggio degli Ebrei che le prime prove che i nazisti fecero prima di organizzare la Soluzione finale , fu fatta in base alle leggi dell'eugenetica che erano presenti anche in molti paese democratici tra cui gli Stati Uniti e i paesi scandinavi fino a qualche decennio fa.
Concludendo tutti quelli che non erano conformi al credo di quelle politiche totalitarie erano sterminati e questo è successo ,in Unione Sovietica, in Indocina Cina , Africa , durante la guerra dei Balcani e tanto altro. Noi diciamo a tutti di stare in guardia a chi propugna certe cose con il pensiero unico il conformarsi ad esso. Nessuno ci può assicurare che quello che è accaduto non accada ancora ,ma con una coscienza attiva e non complice e educata sarebbe molto più difficile. La ringraziamo per il suo intervento e spero ne faccia altri anche in Home con foto, link video
IO avete frainteso . non ho detto che è appannaggio del popolo ebraico e degli ebrei . ho solo detto che sui media si parla solo di quella degli ebrei e non degli altri popoli  e minoranze  .Comunque   accetto  volentieri il vostro  invito  i

LORO  Non l'abbiamo frainteso come scritto più volte abbiamo detto ai nostri iscritti ciò che li dice . Nella nostra risposta sta proprio questo concetto ,forse una petizione alla rai,mediaset al presidente della repubblica e alle comunità Ebraiche sarebbe auspicabile. Ci permetta che nei discorsi sia di intellettuali che dei vari presidenti che di Papi la cosa fu messa in evidenza . La shoah come simbolo di tutti.,ma oggi con l'astio che molti provano verso rom,stranieri  grazie anche a certe campagne mediatiche politiche i mass media cercano di evitare per non irritare nessuno.
quindi ricordiamo sempre  non solo  il 27 gennaio  ma  soprattutto  lontano  dal chiacchiericci che  si fa  in tale  data    . e  per  distinguermi da  tale cosa  ho messo come colonna sonora  all'inizio del post    , musica   che metto sempre  davanti  a  tali tragedie  perchè  non ci sono parole per descriverle  
concludo   con 


 alla  prossima  



6.8.15

il Giappone e sui è rotto le scatole di celebrare Hiroshima e Nagasaki e sta cambiando la sua politica pacifista


ti potrebbe interessare
http://www.lastampa.it/2015/08/06/errore/hiroshima-latomica-che-annient-le-certezze-del-giappone-Cdd4pYFstNSJiFLahMbElO/pagina.html

Poichè ho




  non solo davanti  alle immagini e  alle testimonianze  di tale  evento  ma    davanti a  tali  sfruttamento   (L anche se  con un fondo benefico  )   a scopi commerciali dell'evento




LA POLEMICA
Una bottiglia di grappa per ricordare Hiroshima

Fa discutere l'idea di Bottega per i settant'anni dell'atomica: iniziativa lodevole o marketing di pessimo gusto? L’idea dell'azienda trevigiana divide gli esperti del settoredi Fabio Poloni
06 agosto 2015




Sandro Bottega, titolare dell'azienda, con Hasako Hirano e Akiko Sano

Una bottiglia di grappa per ricordare la tragedia atomica di Hiroshima: iniziativa lodevole o marketing di pessimo gusto? L’idea della trevigianaBottega divide, fa discutere. Il più drastico - nel suo stile - è il fotografo e pubblicitario Oliviero Toscani: «Siamo alla frutta. È la disperazione del marketing». Ma l’azienda spiega: già in passato sono state create «bottiglie a tema per ricordare eventi che hanno segnato la storia dell’uomo e per esorcizzare il rischio che si verifichino nuovamente».

 continua su  http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/08/06/news/aziende-la-polemica-1.11893650?ref=hftttrer-1

e  quindi  non riuscendo  a   trovarne per descrivere questo triste evento che è ancora più attuale che mai   quan come afferma . Lucio Garofalo in http://www.linterferenza.info/attpol/70-anni-fa-hiroshima-e-nagasaki/ e Franco cardini ( riporto qui sotto l'intero articolo in quanto non riesco a ricavare l'url dell'articolo ma solo la pagina generale ) sul suo  sito http://www.francocardini.net/index.html



Minima cardiniana, 87
Domenica 2 agosto, XVIII domenica del Tempo Ordinario
HIROSHIMA E NAGASAKI, 6 AGOSTO 1945. IL GIORNO DELLA VERGOGNA
6 agosto 1945. Settant’anni fa. Sembrano mille anni, oppure sembra ieri. Una catastrofe, un’ecatombe nel cuore di tenebra del pur terribile e sanguinoso Novecento. L’orrore e i soliti esorcismi verbali non bastano. “Come fu possibile, in pieno XX secolo?”. “Un salto nel buio, un balzo all’indietro nel più cupo medioevo?”.Piantiamola. Hiroshima e Nagasaki sono cose nostre, ci appartengono: rappresentano appieno il Novecento con tutto il suo progresso scientifico, tutta la sua straordinaria tecnologia, tutta la sua spietata scintillante Volontà di Potenza. Gli alibi per quell’orribile esperimento dal vivo – primo fra tutti il più miserabile, la scusa umanitaria (“abbreviare il conflitto”; “salvare migliaia di vite umane”) – non sono ormai più credibili, pur ammesso e non concesso che mai lo siano stati.La guerra era finita. Tra il 7 e l’8 maggio i rappresentanti supremi di quel che restava del Terzo Reich e delle forze armate tedesche avevano firmato la resa incondizionata, a Reims in presenza del generale Eisenhower e a Berlino in quella del maresciallo Zukov. Quanto al fronte estremo-orientale, dopo la conquista di Filippine e Birmania, il 19 febbraio le truppe statunitensi erano sbarcate in territorio giapponese, sulla spiaggia di Iwojima; l’aeronautica americana aveva da quasi due anni conquistato la superiorità aerea sui cieli nipponici e bombardava incessantemente città e installazioni industriali ormai in ginocchio.Dal maggio, da quando cioè l’Impero del Sol Levante era rimasto solo a fronteggiare gli Alleati vincitori, le trattative per la sua resa erano già state avviate. Il 17 luglio si era riunita a Postdam la conferenza dei vincitori: erano presenti Winston Churchill, Harry Truman e Jozip Stalin. Il 26 gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, ai quali si era unita la Cina di Chiang Kai-shek, avevano indirizzato al governo giapponese un ultimatum esigendo la resa incondizionata e l’abdicazione dell’imperatore Hirohito. Ad esso non si era associato Stalin in quanto l’URSS non era in guerra contro il Giappone. Dal momento che da parte del governo nipponico non era giunta risposta, quello statunitense aveva preso la decisione di concludere con uno spettacolare esperimento dal vivo il “progetto Manhattan”, al quale si stava lavorando dal 1942 (vale a dire da pochi mesi dopo l’ingresso degli USA in guerra).Le debolissime ragioni con le quali Truman giustificò la sue decisione s’incentrarono tutte sulla necessità – vista l’ostinazione giapponese – di abbreviare il conflitto, il che significava soprattutto, per l’opinione pubblica americana, risparmiare la vita di molti soldati statunitensi: la guerra nel Pacifico e l’operazione Downfall, che avrebbe dovuto seguire lo sbarco di Iwojima, erano costati troppe perdite (il che, in democrazia, significa sconfitta certa nelle elezioni future). Più serie altre ragioni: era necessario giustificare i costi esorbitanti del “progetto Manhattan” dando una prova inoppugnabile della sua atroce efficacia; e al tempo stesso lanciare un implicito ma chiaro avvertimento alla potenza antagonista degli anni a venire, l’Unione Sovietica. In realtà, la principale e meno confessabile delle ragioni – quella che in effetti mai fu addotta – fu la volontà di provare quale fosse l’effettiva potenza dell’ordigno: a tale scopo fu accuratamente scelto l’obiettivo, la città di Hiroshima che fino ad allora non aveva subìto alcun attacco aereo. In questo modo, su un centro demico lasciato intenzionalmente intatto, si poté verificare la portata distruttiva della bomba.L’ordigno nucleare, amabilmente battezzato Little Boy, fu sganciato sulla città di Hiroshima alle 8,15 da una superfortezza volante B-29 al comando della quale era Paul Tibbets, che aveva battezzato il suo aereo con il nome “benaugurante” di sua madre, Enola Gay. La “tempesta di fuoco” immediatamente si sprigionò su una città che poteva allora ospitare dai 250.000 ai 350.000 abitanti. L’8 successivo - mentre con l’accordo di Londra le potenze alleate sottoscrivevano gli statuti del Tribunale Militare che avrebbe a conflitto finito dovuto giudicare sui crimini di guerra - Truman rinnovò l’ultimatum al governo nipponico, accompagnandolo con un proclama nel quale avvertiva il popolo giapponese che il suo paese era in possesso di un’arma di potenza inaudita, capace di cancellare le isole del Sol Levante dalla faccia della terra. Senza dare al governo imperiale il tempo di reagire, nella mattinata del 9 agosto la bomba Fat Man fu sganciata su Nagasaki. Ma poche ore prima, verso l’una di notte, Stalin aveva a sua volta dichiarato guerra al Giappone e occupato la Manciuria. Era l’America la vera destinataria di quella mossa: sotto quel punto di vista, Hiroshima non era servita a nulla. Ma le due esplosioni cadevano obiettivamente sotto le sanzioni dell’articolo 6B degli statuti di fresco siglati dalle potenze vittoriose. Un bell’autogoal.Non conosciamo il numero esatto delle vittime: per Hiroshima si è parlato di 90.000-140.000 morti, per Nagasaki tra i 60.000 e gli 80.000. Ma decine di migliaia furono i feriti; e tra quei lesionati molti morirono dopo, atrocemente, per le conseguenze della “peste nucleare”. Conseguenze che continuano a mietere la morte tra i discendenti di quegli sventurati.Hiroshima e Nagasaki non furono soltanto un orribile e premeditato crimine di guerra per il quale non c’è stata alcuna Norimberga. Esse furono anche il preludio di una serie di nuovi crimini e di nuove distruzioni. Nonostante la ripetuta esorcizzazione dell’uso delle armi cosiddette “non convenzionali” (che peraltro, com’è noto, continuano ad essere prodotte), come l’”Agent Orange” in Vietnam o gli ordigni a uranio impoverito nei Balcani e in Iraq e il fosforo bianco a Falluja, ancora in Iraq, hanno continuato ad essere usati non solo contro i militari – com’era accaduto per l’iprite durante la prima guerra mondiale – ma anche contro le popolazioni civili. I Funghi Atomici del 1945 hanno aperto un’era che non si è ancora conclusa: ed è inutile sperare ingenuamente che sia sufficiente che gli ordigni di morte non cadano in mano di governi “non democratici”. A scatenare l’inferno del ’45 fu la prima democrazia del mondo. E i pentimenti postumi – quello di Oppenheimer in prima linea – non servono. Settant’anni dopo quell’orrore, gli arsenali nucleari di troppi paesi traboccano di ordigni ben più potenti di Little Boy e di Fat Man.
Franco Cardini
Ma  soprattutto  perchè il Giappone dopo 70 anni sta  cambiando la sua costituzione pacifista   e  vuole ritornare al nucleare  

ho  usato  link  esterni  . Non so    che altro aggiungere  perchè  una  parola  è poco e   due sono troppe  

10.1.14

nuovi documenti sull'olocausto L'Olocausto che sconvolse Hitchcock: restaurato il documentario sui lager




Dopo aver visionato le immagini riprese dai soldati britannici e russi nel '45 a Bergen-Belsen, il maestro del brivido Alfred Hitchcock rimase lontano dai Pinewood Studios per una settimana, traumatizzato e sotto shock. Nei famosi studi londinesi il regista stava lavorando, insieme al collega e amico Sidney Bernstein, alla realizzazione del documentario 'Memory of the Camps' e il ruolo di Hitchcok - che per questo lavoro non volle ricevere alcun compenso - consisteva nell'ottimizzare il materiale in postproduzione. Nelle intenzioni degli Alleati, il film avrebbe dovuto essere proiettato al popolo tedesco per mostrare di cosa fosse stato corresponsabile ma si ritenne poi che fosse meglio non colpevolizzare e scioccare troppo i Tedeschi per avviare una fruttuosa collaborazione con la Germania post-nazista. Il film, che contiene immagini particolarmente crude - rimase così dimenticato negli archivi di stato britannici per decenni, fino a quando - nel 1985 - una versione incompleta fu ritrovata da un ricercatore nell'Imperial War Museum e poi trasmessa dal canale tv britannico PBS Frontline. Il documentario è stato ora finalmente restaurato digitalmente e arricchito di materiale inedito dal London's Imperial War Museum e sarà trasmesso dalla tv nel 2015, in coincidenza con il 70mo anniversario della Liberazione dell'Europa dal Nazismo e della fine della II Guerra Mondiale. Ecco un piccolo estratto dalla versione del 1985


9.2.13

perchè io anarchico \ libertario dico Si al ricordo del 10 febbraio e ricordo a 360° le foibe e l'esodo

Lo so  che  spesso mi contraddico  con quanto  dico  in precedenza (  vedere qui  questo mio precedente post  )   . Ma   stavolta  davanti  a tali persone  non importa  se di  destra  o di sinistra 




  che  non hanno  (   se l'hanno è  parziale  )  memoria    della  sofferenza    di tali  popolazioni  è commettono atti vili   come questo a  Torino qualche  giorno fa  ( news  tratta  da  http://www.qelsi.it/2013/a-torino-distrutta-la-lapide-in-ricordo-dei-martiri-delle-foibe/ fonte   faziosa  e poco  obiettiva  ma è  l'unica  che ho trovato  e poi le  immagini  parlano  da  sole )




e soprattutto davanti  alcuni amici   reali  e  virtuali ed  altri solo  virtuali   che  mi hanno chiesto    , leggendo il precedente post    ( vedere url  sopra  )    s'ero passato al fascismo    visto che  ricordavo avvenimenti  fatti  propri  dalla destra  fascista repubblicana  ( quello che  allora  si chiamava  Msi  - movimento  sociale   italiano  \  fiamma  tricolore  )  fatta propria  dai fascisti  e  ora  dai revisionisti  di sinistra , eccetto  alcuni esponenti  (  vedi qui   ) . Oppure  altri  che mi dico  è basta  crogiolarsi  nel passato e  guarda  al  futuro  .Oppure  i  nuovi  iscritti che mi chiedono come  un comunista  (  in realtà sono un libertario )  come  sia arrivato   a  ricordare  in maniera cerchiobottista (  secondo loro )  o a  360°  tali avvenimenti  .

Mandiamo  con ordine  .
Il monumento collocato all'ingresso della "foiba" di   Basovizza
foto  tratta dal 2  sito   citato  

Oltre  ai motivi suddetti  , che  ho  citato  nel post  precedente , c'è il fatto che  :  <<   La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita >> Ciò non toglie che in opere storiche, l'argomento fosse dibattuto: ad esempio nel 1980, Arrigo Petacco - noto giornalista e saggista - illustrò la tragica realtà di questo massacro. Il suo racconto, pur all'interno di un'opera più ampia e con molte incertezze, prudenze ed omissioni, offriva un quadro sufficientemente completo, senza sottovalutare entità e ferocia delle stragi.

Ricordo  perchè è già bastato   l'assordante   silenzio    durato   mezzo secolo   su  tali eventi storici  .
Il silenzio  fu di tre  tipi (  le news sotto  riportate,sono tratte sia  da mie  ricerche in giro per la rete  e  in particolare  da queti duie  siti : 1) www.lefoibe.it/approfondimenti/dossier/06-resppolitiche.htm.,2) il  già  pluricitato citato http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe  in particolare  il  capitolo La percezione   del fenomeno dal dopo guerra ai giorni nostri  3)  http://digilander.libero.it/lefoibe/indexx.htm
 Esso   fu di tre tipi  diversi ma  accomunati  dall'opportunismo politico   e  del voler  dimenticare   tali fatti

Il silenzio internazionale  \ degli alleati

Per non inimicarsi la Jugoslavia che, all'epoca, in piena guerra fredda, faceva parte dei "Paesi non allineati(  cioè tutti queoipaesi  che nonaderirono  ne al blocco  societico  \  comunista   nè  a quello  Americano  )  gli americani, così come i loro alleati non indagarono su ciò che gli Jugoslavi avevano compiuto durante la guerra, né pubblicizzarono quanto gli stessi continuarono a compiere nei periodi immediatamente successivi alla sua conclusione.
La  rottuira   politica    fra  Tito e  Stalin avvenuta  nel  1948  fece  entrare  la  ex  Jugoslavia   nei paesi non allineati e  da qui  la necessità di utilizzare la Jugoslavia come "paese cuscinetto" tra i due blocchi,  spinse tutto il blocco occidentale a stabilire rapporti meno tesi con la Jugoslavia, in funzione antisovietica (si era agli inizi della guerra fredda) per contrastare l'egemonia sovietica nei Balcani .
Anche a "giochi finiti" non vi fu mai alcuna ammissione esplicita ed ufficiale delle  brutture  e  delle responsabilità  del regime  Jugoslavo  . Infatti << le "foibe" (...) sono state una variante locale di un processo generale che ha coinvolto tutti i territori in cui si realizzò la presa del potere da parte del movimento partigiano comunista jugoslavo ... >>[ Raoul Pupo, Le stragi del secondo dopoguerra nei territori amministrati dall'esercito partigiano jugoslavo ] >>  . Gli eccidi, come detto, avevano anche l'obiettivo di eliminare i possibili oppositori del costituendo regime comunista jugoslavo e furono uno dei tanti eccidi che caratterizzarono la sua ascesa al potere , fra questi è rimasto tristemente celebre il massacro di Bleiburg. Repressioni di tale portata furono consentite dalle caratteristiche dittatoriali del regime comunista di Tito. Simili repressioni furono, inoltre, caratteristiche dell'ascesa al potere di gran parte dei regimi comunisti del periodo  fatto che ha spesso portato a presentare le foibe 'tour court' come un "crimine del comunismo"  ) Sarebbe stato infatti estremamente difficile riuscire a spiegare all'opinione pubblica mondiale per quale motivo gli Alleati, pur sapendo della pulizia etnica in corso nella Venezia Giulia, non intervennero per scongiurare o comunque mettere fine a quella tremenda carneficina  e  di  come  loro dichiaratamente  anticomunisti  sostennero anche se  non apertamente  un regime  comunista  non sovietico  .

 Nazionale

La vicenda nel dopoguerra è stata a lungo trascurata per i convergenti interessi di governo e opposizione.I vari  governi italiani del dopoguerra preferirono mettere a tacere questi fatti per : 1)   che voleva sorpassare tutto il capitolo della sconfitta nella seconda guerra mondiale    e  l'italianizzazione forzata  delle minoranze  slave    i crimini   fatti dal regime  fascista  e  poi  dopo   il 25 luglio del 1943  dalla  Rsi ( Repubblica  Sociale  Italiana  )  .,  2)   non doversi confrontare su alcune imbarazzanti questioni legate debiti di guerra nei confronti dei privati. Infatti   beni espropriati agli abitanti delle zone interessate dall'esodo del dopoguerra non furono risarciti equamente, ma con avvilenti elemosine. Riprendere la questione avrebbe significato indennizzi definitivi agli esuli con fondi sottratti alla ricostruzione dell'Italia devastata dalla guerra; si preferì, quindi, accantonare il problema insabbiandolo.3)non  si voleva inoltre riaprire il problema dei molti militari che commisero in Jugoslavia reati di guerra per i quali non furono mai perseguiti,e poi amnistiati con le   nonostante le iniziali richieste del governo jugoslavo . Infatti I vari governi italiani succedutesi negli anni mai consegnarono i responsabili dei crimini nei Balcani, sia a causa della così detta "amnistia Togliatti" intervenuta il 22 giugno 1946, sia perché il 18 settembre 1953    governo Pella ( democristiano ) approvò l'indulto e l'amnistia proposta dal guardasigilli Antonio Azara per i tutti i reati politici commessi entro il 18 giugno 1948 a cui si aggiunse quella del 4 giugno 1966. All'epoca la sola città di Belgrado chiese di imputare oltre 700 presunti criminali di guerra italiani fra cui   i generali Mario RoattaVittorio Ambrosio e Mario Robotti, che non furono mai consegnati nonostante gli accordi internazionali prevedessero la loro estradizione.

dalla  voce  di  wikipedia massacri foibe  (  trovate  l'url  nel post ) 

Nel 1992 è stato istituito un procedimento giudiziario in Italia contro alcuni dei responsabili dei massacri ancora in vita. Tali inchieste furono giustificate dal fatto che all'epoca la Venezia Giulia era ancora ufficialmente sotto sovranità italiana; inoltre i crimini di guerra non sono soggetti a prescrizione. Partite dalla denuncia di Nidia Cernecca, figlia di un infoibato, videro come principali imputati i croati Oscar Piskulic e Ivan Motika. L'inchiesta fu istituita dal pubblico ministero Giuseppe Pittitto. Nel  1997 diversi parlamentari sollecitarono il governo affinché avanzasse richiesta di estradizione per alcuni degli imputati. Il procedimento si è concluso con un nulla di fatto: nel 2004 fu infatti negata la competenza territoriale dei magistrati italiani.
Le responsabilità del Partito Comunista Italiano

L'atteggiamento del PCI nei confronti della questione dei confini orientali italiani fu ambiguo: già nel corso del conflitto, aveva acconsentito a lasciare la Venezia Giulia e il Friuli orientale sotto il controllo militare dei partigiani di Tito,[97] avallando così la successiva occupazione jugoslava. Fu per questo motivo che aveva ordinato ai propri partigiani operanti nella regione di porsi sotto comando jugoslavo (fu in questo contesto che maturò l'eccidio di Porzûs).
Successivamente richiese che i territori assegnati all'Italia col Trattato di Rapallo (1920) passassero alla Jugoslavia, ritenendo che i diritti nazionali degli italiani sarebbero stati tutelati dal nuovo ordine socialista imposto da Tito al suo paese; infine - a partire dalla metà del 1945 e massimamente a seguito della rottura fra Tito e Stalin - passò ad una difesa del carattere italiano della città di Trieste: prima sposando la linea per cui era da crearsi il Territorio Libero di Trieste, poi - dal 1948 - assumendo il mantenimento della città in Italia fra gli obiettivi del suo programma politico. Localmente, tutte le federazioni del PCI della Venezia Giulia aderirono alle richieste annessionistiche espresse dalla Jugoslavia[senza fonte]. In particolare, il PCI di Trieste - allontanatosi alla fine del 1944 dal CNL cittadino per sottoporsi gerarchicamente al fronte di liberazione della Slovenia - auspicò durante il corso di un'assemblea pubblica indetta dalle autorità italo-slave quella che venne definita "risoluzione settima repubblica", che prevedeva la formazione di una settima repubblica federativa jugoslava, di carattere italiano con già pronta la bandiera ufficiale, comprendente Trieste, Monfalcone e il Friuli orientale: a tal scopo organizzarono il Partito Comunista della Venezia Giulia
Terminato il conflitto molti militanti[senza fonte] comunisti italiani collaborarono con il governo jugoslavo e molti ebbero un ruolo attivo nelle repressioni. Si consideri che le scelte dei comunisti italiani, spesso tacciati di "tradimento", furono coerenti al loro internazionalismo, secondo il quale l'affermarsi del comunismo era un valore moralmente superiore a quello di patria e nazione.
Negli anni successivi furono tuttavia molti gli ex partigiani e i militanti a prendere la via dell'esodo, come conseguenza delle politiche nazionaliste e repressive del comunismo jugoslavo, oltre che per la disputa che opponeva Tito a Stalin, e che vedeva i comunisti italiani schierati su posizioni rigidamente staliniane.
Negli anni successivi il P.C.I. contribuì a dare, all'opinione pubblica italiana, una visione alterata degli avvenimenti, volta a minimizzare e a giustificare le azioni dei comunisti jugoslavi. Di questo atteggiamento ne fecero le spese i profughi, ai quali fu ingiustamente cucita addosso l'odiosa nomea di "fascisti in fuga".
idem  precedente  
A tutt'oggi, come si dice avanti, persiste in taluni ambienti comunisti e post-comunisti, in particolar modo quelli più legati all'epopea partigiana un atteggiamento che tende a minimizzare e a giustificare gli eccidi.
Il PCI, che doveva a tutti i costi evitare di far entrare nella coscienza comune l'idea che alcuni dei suoi leader potessero aver dato un tacito appoggio agli autori degli infoibamenti e delle deportazioni, negò sempre, anche di fronte all'evidenza, quanto stava accadendo in quelle terre, tacciando di falso chi tentò di renderlo noto all'opinione pubblica.
Studiando attentamente la documentazione e le informazioni sulla storia giuliana che stanno via via venendo alla luce, appare logica ed evidente la conclusione che il PCI fosse totalmente appiattito sulla posizione di Tito.
Da un lato questo atteggiamento poteva essere spiegato con lo spirito internazionalista che caratterizzava il PCI, alimentato tra l'altro dalla comune ideologia e dalla necessità di combattere un comune nemico come il nazi-fascismo. Ma dall'altro non si può non rilevare che questa sudditanza contribuì notevolmente ad assecondare le mire espansionistiche di Tito nei confronti della Venezia Giulia, dell'Istria e della Dalmazia. Questa sudditanza, infatti, favorì l'occupazione e la sottrazione di parte del territorio nazionale da parte della Jugoslavia e avallò la persecuzione della popolazione giuliano dalmata, che non risparmiò neanche antifascisti o compagni di partito contrari all'annessione slava.
Significativa anche la lettera scritta dal vicepresidente dei Ministri Palmiro Togliatti il 7 febbraio 1945 al Presidente Ivanoe Bonomi, con la quale il leader comunista minacciò 25 persino la guerra civile se il CLNAI avesse ordinato ai partigiani italiani di prendere sotto il proprio controllo la Venezia Giulia, impedendo così l'occupazione e l'annessione jugoslava.
Mi è stato detto che da parte del collega Gasparotto sarebbe stata inviata al C.L.N.A.I. una comunicazione, in cui si invita il C.L.N.A.I. a far sì che le nostre unità partigiane prendano sotto il controllo la Venezia Giulia, per impedire che in essa penetrino unità dell'esercito partigiano jugoslavo. Voglio sperare che la cosa non sia vera... è a prima vista evidente che una direttiva come quella che sarebbe contenuta nella comunicazione di Gasparotto è non solo politicamente sbagliata, ma grave, per il nostro paese. Tutti sanno, infatti, che nella Venezia Giulia operano oggi unità partigiane dell'esercito di Tito, e vi operano con l'appoggio unanime della popolazione slovena e croata. Esse operano, s'intende, contro i tedeschi e i fascisti. La direttiva che sarebbe stata data da Gasparotto equivarrebbe quindi concretamente a dire al C.L.N.A.I. che esso deve scagliare le nostre unità partigiane contro quelle di Tito, per decidere con le armi a quale delle due forze armate deve rimanere il controllo della regione. Si tratterebbe, in sostanza, di iniziare una seconda volta la guerra contro la Jugoslavia. Questa è la direttiva che si deve dare se si vuole che il nostro paese non solo sia escluso da ogni consultazione o trattativa circa le sue frontiere orientali, ma subisca nuove umiliazioni e nuovi disastri irreparabili.
Quanto alla nostra situazione interna, si tratta di una direttiva di guerra civile, perché è assurdo pensare che il nostro partito accetti di impegnarsi in una lotta contro le forze antifasciste e democratiche di Tito. In questo senso la nostra organizzazione di Trieste ha avuto personalmente da me istruzioni precise e la maggioranza del popolo di Trieste, secondo le mie informazioni, segue oggi il nostro partito. Non solo noi non vogliamo nessun conflitto con le forze di Tito e con le popolazioni jugoslave, ma riteniamo che la sola direttiva da dare è che le nostre unità partigiane e gli italiani di Trieste e della Venezia Giulia collaborino nel modo più stretto con le unità di Tito nella lotta contro i tedeschi e i fascisti.
L'atteggiamento del PCI nei confronti dei profughi giuliani, in linea con la posizione dei compagni slavi, fu di condanna totale e coloro che fuggirono dal comunismo vennero additati come fascisti.

Concludo   rispondendo  , spero in maniera   definitiva  e  completa  a : 1) a  chi mi fa   i  complimenti  perchè  coltivo    la memoria  condivisa  .

 Mi spiace  deluderli  ma   ricordare  a  360   al limite  del cerchiobottismo  (  è un effetto collaterale  di chi  vuole ricordare  obiettivamente   )  significa memoria  condivisa  .  Essa   ci sarà    quando  : << Solo se noi agiremo tutti in questo modo creeremo le condizioni in cui, dimenticato il passato, sarà possibile che le questioni della nostra frontiera siano affrontate con spirito di fraternità e collaborazione fra i due popoli e risolte senza offesa nel comune interesse.>> E  quando   si smettera  d'usare  la  storia  ad  uso   e consumo   ideologico  \ politico ,  di sminuire   e d ingigantirlo  , e  vedendo  solo   gli avvenimenti da  una parte  sola  .
2)  chi mi chiede   Come   mi sono preso a cuore   \ interessato alle  foibe  e all'esodo  delle  popolazioni Istriane  e dalmate    ?

 per il fatto che mi  piacciono , nel bene e nel male  le storie  dei vinti  come potìete leggere  nei ost  del mio blog  . 
Ma  soprattutto  sono legate  anche se  in  maniera indiretta  alla mia infanzia  e ala mia adolescenza  . Ai " conflitti " di mio nonno e  prozio paterno  fascisti con mio padre  e mio  zio   sinistra  extraparlamentare   e quindi l'accusa reciproca  sulle responsabilità dele foibe . E poi le letture  ( in realtà sfogliavo  le pagine  , ero troppo piccolo quando morirono mio nonno e  mio pro zio   paterno, avevo 11   e  13   anni   )  . Quindi cadde  (  aggiungendosi ai silenzi di cui  ho parlato sopra  ) il silenzio e il venir  meno  del mio interesse   su questi argomenti  . Per  poi riemergere con l'istituzione della giornata  del 10  febbraio  e le prepoteste  appena  ne  sente parlare  in tv    di mio padre   che vedeva e vede le foibe  come   una vendetta  \ reazione degli istriani ala violenza e  le aberrazioni fasciste  . La  rilettura  ( di quel  che  si è salvato    visto che mio padre  butto  via  considerando  , non a  torto paccottiglia  fascista  )   dei testi  fascisti  con aggiunta  di testimonianze  un padre  di un mio amico  che   fece la  guerra  in Jugoslavia durante il fascismo  e le brutture  che esso fece agli istriani e  di una signora venuta qui in Sardegna   durante l'esodo  giuliano -istriano ( vedere i  link  sotto per  l'esodo per  la situazione  che precedette le'esodo cioè le violenze fasciste  e  comuniste  vedere  gli url  del post precedente    )  mi hanno portato a ricordare  a  360°  tali avvenimenti .
http://it.wikipedia.org/wiki/Istria#Storia  ( in particolare dal 2  dopo guerra  )
http://it.wikipedia.org/wiki/Dalmazia#Storia  ( l'età moderna in particolare  )

3.2.13

10 febbraio foibe ricordare a 360 gradi


Dopo  la  giornata  della memoria  (  27  gennaio  ) ecco  un altra  giornata \  ricorrenza che  non mi va  di celebrare  ( perchè non c'è  niente  da  celebrare smiley grumpy ) ma  solo  di ricordare (  quello  si perchè soltanto dopo  che  si è ricordato   a 360  gradi   tali tristi avvenimenti  si potrà  celebrare triste angel ) .    
Io  ricordo  e ne parlo lo stesso  nonostante   ( ormai ci ho fatto il callo angel )  mi capiti   tutti  gli anni,   da  quando  è  stato istituito  il ricordo e da quando  ne  ho preso coscienza direttamente e  ne parlo e ricordo ( almeno ci provo ) a  360  gradi   tali avvenimenti sul blog , di  venire,  con commenti ai  post   che  scrivo per   tale  data  considerato fascista  dai  duri e puri (  gli irriducibili )  amici  e  compagni di viaggio  appartenenti    dell'estrema  sinistra  , e comunista    da  quelli   di destra specie  quella  estrema  e in maniera  virulenta    \  faziosamente  anticomunista    . 
Ora molti  di voi , specie  quelli nuovi  si chiederanno , perchè allora  ricordi  e  parli di tali eventi  ? 1) l'eventualità più verosimile è quella del giudizio storico che ci chiederà conto per aver permesso una civilissima e democratica barbarie per aver  dimenticato o peggio  guardato altrove ., 2)  La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita. 3)   questa  non è mia  è preda  da  un luogo   dove  si è smarrita   anche l'ultima  briciola   di ciò che rende uomini  >>n° 289  di Martin Mystere  . Ma  soprattutto  Perchè tali tragedie  non vanno  dimenticate   perchè  è solo coltivandone il ricordo  a 360   chi se  frega  se , come mi è successo  per le  critiche  ricevute  al  mio post  di due  anni fa  su tale  data , in cui   mi hanno accusato   di non voler  riconoscere   i crimini   di tito  e del comunismo  e di fare da scaricabarile denunciando  solo  quelli del  fascismo   .
Tesi che   io smentisco   come potete  vedere  da link  sotto  ( oltre a quelli presenti nel post prima citato  ) sotto riportati e  da questa  testimonianza  (  ne  ho parlato in uno dei post  del blog  che  trovate      cercando   nel motorino    che  trovate a  destra   in alto se digitando la  parola  foibe  appena  aprite  www.ulisse-compagnidistrada.blogspot.com  )   << Ora non sarà più consentito alla Storia di smarrire l’altra metà della Memoria. I nostri deportati, infoibati, fucilati, annegati o lasciati morire di stenti e malattie nei campi di concentramento jugoslavi, non sono più morti di serie B.>> Annamaria Muiesan  figlia  di  una vittima  delle foibe   ).  io  voglio solo  , come  dice  un commento  ad  un video sulla  storia  del confine orientale  e quindi  sulle  foibe e  sull'esodo    ( non ricordo  ne quale  nè l'url   )   <<  che  tali crimini  dettati  dall'odio ,del nazionalismo  esasperato , dall'ideologia   non si debbano ripetere  mai più perchè è   tristezza,tristezza infinita per quello che ci siamo fatti a vicenda. siamo vicini,vicini di confine,vicini di casa,vicini di tutto,e siamo stati delle bestie... fascisti comunisti. ma che importa ormai , siamo i nipoti , i pronipoti abbiamo il dovere di non far capitare mai piu atrocità simili >> . Ma  soprattutto  non siano  : nè strumentalizzati  e  usati  ad  uso  e consumo  sminuendone  alcune aspetti e  concentrarsi  solo  altri   da  una  determinata parte politica \ culturale  (  vedere    cercando nei motori  di ricerca  alla voce  10 febbraio  che   ne  attribuisce  i crimini  ai soli comunisti  o viceversa  ai soli fascisti    né  che sia  occultata  perché indigesta  o per  motivi  politici  come  è stato fatto durante  la  guerra  fredda con il silenzio  creando un vuoto  generazionale  come dice  un  commento  ad   un mio vecchio post ( mi pare fosse   del 2006\7  )  sui tale giornata :
<<  Il Foglio 14/02/06 Uffa! di Giampiero Mughini Una gigantesca menzogna durata mezzo secolo. Ascoltavo un paio di giorni fa, alla trasmissione radiofonica di Barbara Palombelli su RadioDue, Anna Maria Mori che presentava il libro dove racconta la sua odissea di giovane istriana divelta dalla sua terra dalla decisione degli Alleati di accordare alla Jugoslavia una terra italianissima, l’Istria.
Furono oltre 350 mila i nostri connazionali che persero tutto, salvo la valigia che avevano in mano quando salirono sulle navi che li portavano in un’Italia che li accoglieva distratta e diffidente. C’è voluto mezzo secolo prima che quel dramma emergesse alla luce, prima che noi potessimo pronunciare correntemente il nome “foibe” e tutto il resto di quella saga barbara.
Mi chiedo, io che ero a sinistra nei miei vent’anni e trent’anni, quando ho avuto coscienza per la prima volta di quel nome e del dramma cui alludeva. Io che leggevo il supplemento libri di Paese Sera, Mondo nuovo, l’Unità, il Manifesto, il Giorno, Rinascita, Problemi del socialismo, di quel nome e di quel dramma non ne sapevo proprio nulla. E quando ho sentito pronunciare per la prima volta il nome dell’istriana Norma Cossetto, io che sapevo tutto dell’assassinio di Giacomo Matteotti e di don Minzoni? Mai prima di aver letto il meritorio “L’esodo” di Arrigo Petacco, un libro pubblicato nel 1999. Mai prima di quel libro avevo letto di quella ragazza ventitreenne che un pugno di bestie jugoslave stuprarono a lungo e sino alla soglia della foiba dove la scaraventarono; né sapevo della decisione – per una volta santa e benedetta – dei tedeschi che catturarono i colpevoli e li costrinsero a passare la notte in piedi accanto alla salma di Norma prima di essere fucilati all’alba.
Niente sapevo, nessuno di noi sapeva, nessuno ricordava, nessuno aveva messo a mente. Una gigantesca menzogna e una gigantesca omissione durate quasi mezzo secolo nel paese dove più forte e determinante è stata l’influenza culturale della sinistra, e dunque i suoi modi disinvolti di raccontare la storia. >>

Non so  che altro dire    se  non lasciavi  a questi  link a  voi  ogni   giudizio  e  commento



  • prima  delle foibe  di  tito    e dell'esodo  delle popolazioni Istriane


http://www.storicamente.org/05_studi_ricerche/riosa_confine_orientale.htm
http://www.youtube.com/watch?v=z0EkUlgHAe4&feature=endscreen&NR=1 
http://www.youtube.com/watch?v=AU0i_TCTo5c 
www.criminidiguerra.it/index.html crimini  italiani  durante la  guerra in Jugoslavia
it.wikipedia.org/wiki/Crimini_di_guerra_italiani   dove descrive con ampi documentazione   e  riferimenti  a  siti  esteri i crimini  del nostro paese   nel secolo scorso  ed i n particolare quelli nei balcani  \  Jugoslavia

le  foibe  da  "La storia siamo noi" di Giovanni Minoli
http://youtu.be/rshrUhhRdfc  parte  1
http://youtu.be/3qgPptf34Sg parte  2
http://youtu.be/h201dS9bz4s  PARTE  3

Documenti    sulle  conseguenze  delle  foibe e delle  violenze  di tito  ovvero l’esodo  di un popolo   e  sulle  varie  interpretazioni degli storici

http://www.leganazionale.it/
http://www.lefoibe.it/
http://digilander.libero.it/lefoibe/indexx.htm
http://prcreggioemilia.it/casalgrande/2012/02/19/smantellare-la-versione-fascista-sulle-foibe/
http://www.10febbraio.it/cosa-sono-le-foibe/

http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_del_Ricordo
http://it.wikipedia.org/wiki/Questione_triestina
http://it.wikipedia.org/wiki/Foiba
http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe
http://fdcaroma.blogspot.it/2008/02/il-brevetto-fascista-delle-foibe.html

emergenza femminicidi non basta una legge che aumenti le pene ma serve una campaga educativa altrimenti è come svuotare il mare con un secchiello

Apro l'email  e tovo  queste  "lettere "   di  alcuni haters  \odiatori  ,  tralasciando  gli  insulti  e le  solite  litanie ...