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11/08/19

anche dal soli si sta bene






A chi mi chiede come sta andando la mia estate ( salvo eccezioni 2/3 senza matusa ... Ehm .... Genitori con amici in tutta la stagione estiva ) . . Ho scoperto la bellezza della solitudine e che non si è mai soli con la propria solitudine .... Non Mi sto rincoglionendo o non sono ubriaco o dovrei lasciare la tazza 🍺🍻🍷 come mi hanno suggerito in alcuni precedenti post . Ma ho scoperto la bellezza della solitudine \ il lato positivo della solitudine e che non si è come dicevo nelle righe precedenti mai soli con la propria solitudine e come dicono due poeti qua sotto



Cio non vuole dire che ami completamente   la  solitudine  ma : << sostanzialmente quando si può rimanere soli con se stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l’universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri. >>  Ma  sopratutto   sto   cercando come consigliato   (   vedere  slide  a   sinistra  ( )  da una storia  di  contatto  di  Fb     d'accettarla  

<<  Con questo  >>   come diceva  un poeta   di cui  quest'annoi ricorrono i  20  della  morte   ( vedere il  2  video  sopra  o  )  << non voglio fare nessun panegirico né dell’anacoretismo né dell’eremitaggio, non è che si debba fare gli eremiti, o gli anacoreti; è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita [ fin qui vissuta  aggiunta  mia ] , ed è stata una vita (non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d’identità), credo di averla vissuta; mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l’uomo organizzato [  e  totalmente perfetto e preciso  aggiunta mia  ]mi ha sempre fatto molta paura. >> . ora leggendo    questo post  ,  voi  miei  10 lettori    fissi  direte  . che sia   solo perchè .... non voglio  ......   e mi suggerisce  questa orripilante versione di gigi de Agostino  della  già melensa e deprimentecanzone  omonima  di Laura pausini   .
Certo  c'è anche  quel fattore    sarebbe  assurdo e da stolti negarlo   ,ma    a  ciò    ci  ho fatto il callo  perchè    non vedo    necessario  per  amore   essere  legato  per   forza   ad  un rapporto  . E  ma principalmente    è dovuto   al  fasto  che   sono  uno  spirito libero   ma questo lo sapete  se  mi seguite    anche sui  social  oltre  che  su queste pagine  .  Ma per il momento   : <<  ( ..,. )   Ho troppe ferite e le mie gambe sono stanche \ Ho le palle piene e i piedi fumanti \ Ma c'è un gioco da fare e una ruota che riparte \E un vagabondo sa che deve andare avanti >> (  Il vagabondo stanco -  Modena City Ramblers  )  .  Infatti  nonostante   tutto   si deve  andare  avanti  come    dice   questa bellissima (   e   piena  di speranza  )    riflessione  , sull'aprire il cuore nonostante tutto,al di là dell'aridità di chi si incontra  , di 

Francesca Pau
8 agosto alle ore 14:20Incontri, dialoghi, confronti, condivisione con sensibilità preziose, schiaffi presi e mai resi. Volare sopra i deserti attraverso quei gesti di gentilezza militante per lasciare scolpire un paesaggio che sia nostro ogni volta che ci si sente soli, ogni volta che ci si sente impotenti. C'è sempre qualcosa che cambia il corso della vita, è come un fiume che ad un certo punto deve trovare la forza di raggirare una montagna e lì sta tutto il coraggio di reinventarsi, di ridisegnare un sorriso che diventa la fonte di una nuova alba.......

Io   mi riferisco ad  un  altro tipo di solitudine  quella   creativa    vedere mia  foto  . In quanto  a causa   delle  responsabilità  familiari ( matrimonio e  figli  o  farsi carico  dei  propri vecchi non più autosufficienti  , ecc  ) tue  o  dei  tuoi amici  e  grane varie  non sempre  si  può uscire   con amici  

L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, albero, tabella, spazio all'aperto e natura



Ma soprattutto a quella Screenshot  citato nelle  righe sopra  sinistra   che sto iniziando ad accettare  in vicinanza    della   ormai   , SIC  ,   sempre  più prossima  vecchiaia  ...  ehm...  fine  della  giovinezza   anagrafica   come   sembrano      voler  dire  queste  due  canzoni  : 




  che      finendo lascia     spazio  alla  più ottimista   ma  simile   



anch'essa    nella mia play  list  quotidiana  

28/06/15

Nessuno tocchi l'amore


 Molti, ieri, hanno colorato i loro profili fb d'arcobaleno. Non sottovaluterei certi segnali: per chi è solo, o escluso/a, sono importanti. E proprio questo intendo sottolineare: la solitudine, o meglio l'isolamento, che a differenza della prima non ha alcuna valenza positiva. Per tanti ancora, partecipare al Pride ha significato questo: uscire dall'isolamento, dal peso opprimente d'uno stigma sociale, 

psicologico, umano. Ma come? Ancor oggi, coi media che sembrano tutti dalla tua parte, con divi/e che sgomitano per apparire più gay friendly possibili (e, spesso, solo per un tornaconto economico)? E persino gli ambulanti indiani hanno capito l'antifona, se, come mi è capitato di veder ieri, si mettono a commerciare stole di piume rosa, bandane colorate e cappelli glitterati... Ma le prigioni, te le porti dentro; gli eccessi, intollerabili per alcuni, sono solo un grido muto, ineffabile. E' un peso di anni, di secoli, e non si abbatte con le leggi. Non è mia intenzione aprire dibattiti sugli ultimi avvenimenti d'America (benché preferisca occuparmi di coloro cui nessuno pensa, le donne, i cristiani e i gay del Medio Oriente trucidati dall'Is, ad esempio). Dico soltanto che vivere nel fiume carsico delle città, delle persone, dei vissuti a volte laceri a volte gioiosi, sempre diversi, sempre così impantanati di scorie, smog dell'anima, è l'unico modo per uscire dal recinto della superbia. L'unica maniera per dialogare, sentirsi relativi e lasciar cadere da sé l'odio e la diffidenza. I quali, quand'anche difendessimo la migliore delle cause, non sono mai buoni consiglieri. Occorre, insomma, partire dall'amore. Non dalla semplice emotività, che è irrazionale, ma dall'amore, che può essere comandato, incistandosi in una fitta trama d'elaborazione intellettuale, spirituale, etica. La fiducia non è ingenuità, ma uno specchio leggero che offre a tutti noi un pianoforte di salvezza.

                                  Perla Rossa

10/12/14

Muore da solo in ospedale, è colpa della privacy Inglese colpito da ictus: non ha parenti, i medici tengono lontani gli amici

Leggendo   la  storia   della nuova  sardegna del  10\12\2014  . che trovate sotto , capisco  perchè la gente  s'avvicina  di più al  qualunquismo e populismo . Ma soprattutto    raforza  in me  le tendenze libertarie  \  anarchiche  , anche se  ancora   rimango legato \ credo , ma anciora per  per  poco , al valore  del voto  . Mi chiedo inoltre , ma perchè  c.... [ scusate  ma qudo ci vuole ci vuole ] di legge è quersta sulla privacy . ma aboliamola tanto crea solo danni e rotture di balle . Tanto è solo una panacea visto che anche se c'è la privacy le telefonate moleste di spam le ricevi lo stesso  e tutti sanno tutto di  tutti  , visto che  i primi a chiederla sono gli stessi che su facebook  la " violano  " parlando  dei  ... loro  anche privati .  Prima di lasciarvi    all'articolo vorrei aggiungere :  che questo è il paese dove di norma le leggi vengono calpestate quando c'è la convenienza di farlo. Si diventa rigoristi solo quando non c'è in ballo il proprio tornaconto personale. Do ragione  a  questi commenti esopressi  sul sito  di huffingpost.it  più  precisamente qui in quest'articolo 

Giorgio Giordano · Top Commentator · Politecnico di Torino
Parafrasando Marie-Jeanne Roland de la Platière : Privacy quanti delitti si commettono in tuo nome! Da quello - piccolo - di non esporre, in certe scuole, i tabelloni con gli esiti degli scrutini a quello - ben più grave - di fare morire in solitudine un essere umano.
  • Raffaele Rosi · Top Commentator · Politecnico di Torino
    Sig. Giordano: aggiungiamo il non pubblicare i nomi di chi viene condannato? Oppure quello degli evasori? Tutta 'sta privacy, e poi spiattellano in giro sui social network QUALUNQUE cosa personale... Finanche il colore delle mutande che mettono...
    Saluti, Raffaele
  • Raffaele Bilotta · Top Commentator · Università degli Studi di Palermo
    Raffaele Rosi La privacy sembrerebbe come la pelle di certe cose! Ma siamo sicuri che non sia,invece,ignoranza e/o vigliacco scarico da responsabilità?
SASSARI.
 È morto solo, in un letto dell'ospedale di Thiesi dove era stato trasferito dopo un ricovero di alcuni giorni all'ospedale civile di Sassari a causa di un ictus. Solo. Perché la legge sulla privacy che dovrebbe tutelare il diritto alla riservatezza a volte può ritorcersi contro chi preferirebbe forse stringere la mano di un amico, piuttosto che vedersi tutelato da un muro di silenzio sulle sue condizioni fisiche e sul suo trasferimento da un reparto ad un altro, da un ospedale a un centro di riabilitazione.

                                                     L'ospedale di Thiesi

 
È la storia di David Paul Bollard, collaboratore esperto linguistico di inglese, deceduto il 22 ottobre scorso a 60 anni, dopo una vita dedicata all'insegnamento. Il docente di origine britannica era a Sassari da una vita. Solo oggi, dopo un mese e mezzo, i suoi amici, i suoi colleghi e i suoi tantissimi studenti potranno dargli l'ultimo saluto. Alle 15.30 nella cappella del cimitero ci sarà una breve funzione prima della tumulazione. Fino a pochi giorni fa del suo corpo si erano perse le tracce: la privacy lo aveva fatto sparire. Una vicina di casa aveva provato a buttare giù a spallate il muro della riservatezza e della burocrazia, senza risultato: «David è morto la notte tra il 21 e il 22 di ottobre, ci conoscevamo da più di 25 anni, non eravamo amici, solo vicini di casa. Si scambiavano due chiacchiere per le scale, niente di più».
E proprio nell'androne delle scale che a metà ottobre la donna lo aveva trovato accasciato, soccorso dai suoi studenti che lo avevano accompagnato a casa pensando a un semplice malore, ma che viste le condizioni peggiorate avevano chiamato l'ambulanza del 118. «Io stavo andando a lavorare, ma mi sono fermata con loro. David non riusciva a parlare, aveva difficoltà a coordinare i movimenti, si stava agitando. Ho lasciato ai paramedici il mio numero di cellulare, dando la mia disponibilità in caso di bisogno, lo stesso hanno fatto gli studenti». Da quel momento la situazione è diventata grottesca. Il docente britannico non aveva parenti prossimi in vita o facilmente rintracciabili. Nessuno che potesse decidere per lui.Tramite conoscenze in ospedale la vicina di casa viene a sapere che David ha avuto un ictus, non è in grado di ricevere visite, anche perché sedato a causa di crisi di agitazione. La donna continua ad andare in ospedale inutilmente: «Tutti, dagli infermieri ai medici, perfino al primario, mi ripetono solo l'odiosa parola privacy». La gestione del caso è affidata ai servizi sociali e a un tutore legale.
«Faccio presente che David non è un barbone, ha un lavoro e una casa, ci sono persone disposte ad aiutarlo». Il 22 ottobre la vicina riceve la notizia che il docente è deceduto. «Mi viene detto: complicazioni. Ovviamente la privacy fa il resto. Vengo anche a sapere che da tre giorni era stato trasferito a Thiesi in un reparto di lunga degenza, per la riabilitazione. Nel pomeriggio, ricevo la visita di due assistenti sociali, mi chiedono se ho le chiavi di casa di David, vorrebbero dei vestiti. A questo punto mi arrabbio, dico alle due donne che è un po' tardi per farsi vedere, che le chiavi di casa David le aveva con sé quando è stato caricato in ambulanza, che se ci avessero permesso di aiutarlo forse tutto questo non sarebbe successo. Che lo hanno lasciato morire come l'ultimo degli ultimi».
Dopo la privacy ci si mette la burocrazia. Per qualche giorno il cadavere del docente rimane in ostaggio a Thiesi. Quelli senza nessuno come lui vengono sepolti nel comune in cui sono deceduti. Ma il funerale non si può fare prima delle disposizioni dell'ambasciata britannica. A Thiesi però non c'è cella frigo e il corpo del docente torna a Sassari. Solo questo pomeriggio, a un mese e mezzo dalla sua scomparsa, ci sarà l'ultimo saluto.

28/09/14

" la solitudine non va mai in vacanza "ne parlo con Cristian porcino



.di solito intervisto gli autori sulle ultime opere . Ma le domande su "Un'Altra vita" ( qui una rassegna stampa ) che volevo fargli sono già state fatte da un altro ( vedere miei post precedenti) e quindi l'intervista \ chiacchierata con l'autore , Cristian Porcino ( foto a destra  presa   dal suo account  di facebook )  , sarà a 360° sulle   riedizioni  di   La solitudine non va mai in vacanza" 




e   di "Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi " 






come mai ha voluto ristampare a distanza di 4 anni questi tuoi due libri . Hai qualcosa di nuovo da dire ?


«Per quanto riguarda “Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi” non ero soddisfatto dell’edizione che la casa editrice mandò in stampa quattro anni fa e così, dopo la scadenza del contratto, mi sono riappropriato di un testo che sentivo molto vicino e l’ho rinnovato aggiungendo nuove sezioni e considerazioni, curando anche la veste grafica del libro. Il problema della pena di morte non è stato ancora risolto, anzi. Proprio per tale motivo ritengo ancor più valide le mie riflessioni contenute nella nuova edizione. Mentre “La solitudine non va mai in vacanza” esce a tre anni dalla sua prima edizione. Anche in questo caso i problemi legati alla casa editrice non mi hanno permesso di divulgarlo nella maniera più giusta. Diciamo che era giunto il momento di vederli vivere in una prospettiva più consona ai temi trattati.»


lo so che sei un tipo poliedrico e quindi estraneo ogni inquadramento e catalogazione . Ma te lo chiedo lo stesso . In che genere metti il tuo libro la solitudine non va mai in vacanza . In quello del teatrale , la tragedia principalmente o in quella del racconto psico - noir ?


« “La solitudine non va mai in vacanza” è una raccolta di racconti. I temi trattati sono diversi e nessuno di questi è simile all’altro. Troviamo il racconto d’amore, quello storico, quello mitologico, quello gotico, etc. Forse il mio libro, nel suo insieme, racchiude tutti i generi da te citati»


ateo , laico , credente ?

«Io mi definisco sempre un uomo alla ricerca della verità. Non appartengo a nessuna religione preposta al culto e in quanto filosofo ritengo l’immobilismo ideologico così come quello spirituale un danno per la nostra evoluzione interiore. Il fanatismo religioso mi spaventa così come chi professa solide certezze; da questa convinzione è scaturita l’idea del racconto “Il regno di Nichil” e il romanzo “Un’altra vita”. Troppo spesso crediamo in delle verità che potrebbero rivelarsi delle chimere o peggio ancora fantasie mal riposte. Essere ricettivi e guardare costantemente attorno allarga la prospettiva della nostra esistenza terrena. Poi il tema della religione è un fattore molto complesso. Come ho già detto in altre occasioni tutti noi siamo in qualche modo influenzati dalla religione che abbiamo respirato sin da piccoli. Per tale motivo non amo definirmi in nessun modo in ambito religioso, proprio per non essere facilmente frainteso oppure omologato in determinate schieramenti.»





Quando affermi : << l’uomo è votato per sua natura alla solitudine, e il suo compito è quello di emanciparsi dall'incubo della sua morte civile riuscendo a fare di se stesso branco, massa. Più si distaccherà dal gruppo e dalle sue leggi convenzionali non scritte, e più sarà a sua volta allontanato. Ogni tentativo di essere “folle e affamato” lo porterà a percorrere una strada lunga e tortuosa verso la totale emarginazione. L’intellettuale, vale a dire colui che pensa con la propria testa, sarà considerato alla stregua dei ratti, dei surmolotti insediati in città, ma costretti a far ritorno nelle fogne >>. desumo che vedi la solitudine come un qualcosa di positivo e quindi inviti all'anacoretismo oppure vedi la solitudine come un qualcosa che non si può rimuovere \ cancellare ma solo trasformare in opera d'arte ? o un rapimento e sensuale come la canzone sotto citata 







«Nel mio libro “I cantautori e la filosofia da Battiato a Zero” pubblicato dalle Edizioni Libreria Croce nel 2008 ho trattato la canzone “E ti vengo a cercare” che tu citi. In quel testo Franco Battiato parla della costante ricerca di Dio nella nostra esistenza. Il tentativo di isolarsi per estraniarsi dai marasmi della quotidianità ci portano ad investigare e trovare quell’immagine divina che è già dentro di noi. La solitudine non è né un bene né un male, semplicemente fa parte dell’essere umano. Abbiamo paura della solitudine perché temiamo di rimanere soli con noi stessi e con la voce della nostra coscienza. Dobbiamo invece imparare ad ascoltarci. Santi, asceti, mistici hanno sperimentato su di sé l’esperienza della solitudine ma hanno trovato nella loro fede e nel loro Dio quell’oasi di benessere che spesso non avvertivano nel mondo degli uomini. Ciò che auspico nella nota conclusiva de “La solitudine non va mai in vacanza” è il coraggio di riappropriarsi della propria coscienza di esseri pensanti e di non temere l’emarginazione sociale. Essere uomini liberi è un prezzo faticoso da pagare, ma ne vale davvero la pena. Altrimenti, se si temono le conseguenze, c’è sempre il branco che aspetta con impazienza di annoverare nel suo club un altro soggetto non pensante.»




cuore o mente ? 


«Il cuore è un organo come tanti altri e francamente ho sempre detestato coloro i quali dicono di scrivere con il cuore. Si scrive con la tecnica, la passione ed il talento. Non capisco perché nessuno cita mai il fegato o la milza. Siamo forse classisti anche con gli organi interni? Quando scrivo impiego ogni centimetro del mio corpo, pensiamo alla postura della schiena, alle mani, agli occhi, etc. Per quanto mi riguarda preferisco seguire la mente e in qualche modo faccio tesoro del consiglio che mi diede il filosofo Manlio Sgalambro, cioè seguire sempre i dettami della ragione. E poi il cuore mente spesso!»




Nel libro Sulla pena di morte. Da Beccaria ad oggi hai dimenticato l'opera il miglio verde . Perchè ? si tratta di una svista ?


«No Giuseppe, non è stata una dimenticanza o svista. Semplicemente ho citato i libri che attingevano alla realtà e non alla fantasia. Lo splendido libro di Stephen King, che per altro adoro, era poco pertinente con l’impostazione del mio testo in cui ho riportato la testimonianza di scrittori che in qualche modo hanno toccato e sperimentato da vicino il problema della pena di morte.»


Come mai hai scelto la forma del saggio e non quella come fa di solito del romanzo \ racconto ?

«Il problema della pena di morte è un tema talmente serio e vasto che non potevo trattarlo attraverso un racconto. Mi premeva delineare l’evoluzione o involuzione del pensiero moderno proprio a partire dall’opera di Cesare Beccaria fino ad arrivare ai nostri giorni. Il saggio ti permette di raccontare gli eventi seguendo una linea cronologica fatta da diversi fattori come le opere di studiosi e autori che si sono spesi nella loro vita per documentare e far conoscere al mondo l’orrore che si cela dietro la pena capitale. Ritengo quindi più giusta la forma saggistica rispetto al romanzo-racconto»


Non c'è il rischio che un giovane lettore , poco avulso ( ovviamente generalizzando ) a tali forme s'annoi o peggio lo rifiuti aprioristicamente ?


«Ma sai Giuseppe, i giovani nella maggior parte dei casi sono poco interessati alla lettura. Sono molto presi dai social network, dagli smartphon, playstation, etc. Questo è un fenomeno comune in molti stati europei ma in Italia tocca apici che fanno davvero rabbrividire. In America, ad esempio, gli acquisti mensili di libri da parte di ragazzi è molto più alta di quelli di un giovane italiano. C’è tutta un’altra mentalità. La scuola e la società indirizzano e incoraggiano alla lettura sin da piccoli. Proprio per questo mi sento onorato dell’uscita del mio primo libro in lingua inglese con editore americano dal titolo “Born Too Late to a World Too Old”. In Usa la letteratura è presa in gran considerazione mentre nel nostro paese purtroppo no! Ma per ritornare alla tua domanda non credo quindi che si lasceranno influenzare dalla categoria da me scelta. Se i giovani desiderano leggere qualcosa sulla pena di morte si accosteranno alla mia opera senza alcun tipo di preconcetto»


leggendo l'introduzione e il primo capitolo mi viene in mente la domanda ( la stessa che fanno a paperino in La filosofia di paperino n 3054 di topolino foto sotto al centro  e  a  sinistra     ) noi siamo padroni del nostro destino ... oppure la sorte a governarci ?  


«Siamo noi i padroni del nostro destino, almeno nella misura in cui non ci facciamo abbindolare da squallidi imbonitori che ci vendono felicità illusorie agli angoli della strada. Decidiamo il percorso da seguire anche se il nostro destino ha sempre in salvo per noi delle sorprese. Dovremmo imparare a cogliere i segnali che ci vengono inviati continuamente, ma siamo totalmente incapaci di decriptare questi messaggi. In verità è molto difficile stabilire con certezza se siamo noi a governare la sorte o viceversa. Nel dubbio cerchiamo almeno di rispettare tutto ciò che circonda. Ogni offesa gratuita che rivolgiamo a qualcuno prima poi ci verrà restituita indietro. Ogni nostro gesto ha una sua conseguenza nell’universo, e fino a quando continueremo ad ignorare che siamo parte del tutto e non il perno su cui ruota il mondo, i nostri occhi saranno bendati e la verità sulla nostra vera essenza non ci sarà mai svelata.»


visto che le masse ( ovviamente non tutti\e ) appena sentono parlare di reati infami e turpi come la pedofilia e stragi o infanticidi chiedono la pena di morte , tu cosa proporresti come pene alternative


«Anche se non sono un giurista e non posso dare delle indicazioni tecniche per cambiare realmente la situazione, nel libro ho indicato alcune soluzioni. Sicuramente una seria applicazione della legge, con pene certe e non aleatorie possono calmare l’animo giustamente irato e indignato dei cittadini. Bisogna ricordare che l’ergastolo, ad esempio, è già di per sé una morte civile per il reo. Non per forza quindi bisogna procedere con l’assassinio di Stato per tamponare la criminalità umana. In questi anni in Italia si sono aperti molti dibattiti sul ripristino della pena di morte a causa di un delinquere sempre più in aumento. Mi rendo conto che vedere in libertà gli assassini e i malfattori genera nelle persone un senso di smarrimento, ma come affrontato nel libro, la pena capitale non arresta e non reprime gli istinti omicidi degli individui. Bisogna punire i colpevoli di reati gravissimi con una severa reclusione carceraria e non dare la possibilità di uscire senza aver scontato il massimo della pena stabilita. Penso ad esempio ai pirati della strada che investono le loro vittime e non tentano nemmeno di soccorrerle. In America esistono sentenze di condanne che stabiliscono criteri ben precisi; ovvero la negazione al reo di poter accedere a pene alternative. Dal mio punto di vista è totalmente inutile mettere in semilibertà un soggetto mentalmente e sessualmente disturbato come un pedofilo. Senza cure adeguate non può essere messo in condizione di nuocere ad altri innocenti. Una legge severa ma giusta può aiutare gli uomini dall’ evocare a gran voce metodi barbari come la pena di morte.»

14/07/14

E per news come queste che la mafia , anzi le mafie , continueranno ad esistere . il parroco di oppido mamertina che si schiera con i portatori dell'inchino e la solitudine di Tibero Bentivoglio che denuncia chi paga il pizzo




E  per  news   come queste   che   la mafia , anzi le mafie  ,  continueranno ad esistere   
la prima  è  la risposta  del parroco di oppido  mamertina   dopo le denunce  dei portatori   della processione  
da http://apocalisselaica.net/
L'INCHINO AL BOSS? SARÒ AL FIANCO DEI DENUNCIATI
.La processione di Oppido Mamertina

(©LaPresse) La processione di Oppido Mamertina
Gaetano MazzuccaOppido Mamertina (Reggio Calabria)
Presidente di una cooperativa sociale che lavora i campi confiscati e prete pronto a schierarsi con i portatori della Madonna che rischiano un’accusa di associazione mafiosa. È la doppia veste di don Benedetto Rustico il parroco di Oppido Mamertina finito al centro del caso dell’inchino al boss del paese.
La statua della Madonna.


 è  questa sarebbe antimafia  ?  Infatti  . Il parroco  di una chiesa a Oppido Mamertina (RC), dopo lo scandalo dell'inchino della statua della Madonna di fronte alla casa del boss locale, accortosi che una troupe de Il Fatto Quotidiano stava riprendendo la chiesa durante la messa, ha "autorizzato" i fedeli a "prendere a schiaffi" i giornalisti. E i fedeli hanno eseguito. Poi ci si chiede da dove derivi una certa mentalità che fa prosperare la mafia

la seconda  invece è  quella  di  Tiberio Bentivoglio da http://www.ilfattoquotidiano.it/





  ultimi aggiornamenti 




Mafia: la solitudine di Tiberio, imprenditore che osò resistere al pizzo

di Nando dalla Chiesa | 13 luglio 2014.
E chi se ne frega se ne ho già parlato. Tiberio Bentivoglio: la sua storia la trovate sul Fatto Quotidiano del 17 febbraio 2013. Avevamo raccontato di questo imprenditore dalla schiena diritta, che ha scelto di resistere al pizzo e poi alle bombe della ‘ndrangheta nel quartiere Condera di Reggio Calabria. Che ha camminato con coraggio tra incendi, attentati, denunce, processi amari, solitudini, burocrazie kafkiane. Che è uscito vivo per miracolo da un tentativo di omicidio, salvato dal marsupio e con una gamba trapassata da un proiettile.
Tiberio Bentivoglio. Ho ritrovato pochi giorni fa il suo nome in poche righe messe da lui in Rete. Vivo una lenta agonia, ha scritto, forse sarebbe stato meglio se mi avessero ucciso quella volta. Che succede, Tiberio?.“Che succede… C’è che sono solo, disperatamente solo. Solo nel quartiere in cui sono nato e cresciuto, dove nessuno mi saluta più, nessuno entra in questo negozio di articoli
sanitari e corredini per bambini. Il negozio è deserto. E il bello è che qualche avvocato dei loro dice nei processi che l’ho fatto per guadagnarci, che ho inventato tutto per soldini. Eccoli qui i miei soldini. Diffamato e rinnegato nella mia terra. La mia casa è ipotecata perché non ho potuto pagare i contributi dei dipendenti, se no dovevo licenziarli. Non posso usarla nemmeno per chiedere un mutuo. A dicembre dovrò lasciare anche il negozio, non ce la faccio più a pagare l’affitto. Io gliel’ho detto al direttore di banca. Ma così fate il gioco della mafia. Lui ha risposto che non ci sono altre possibilità, però non ha neppure provato a cercare alternative. Sono stato chiamato come teste chiave in un processo che si concluderà, pare, martedì prossimo. Avrei dovuto esserci come parte lesa. Almeno avrei potuto costituirmi parte civile, avere un avvocato che mi difendesse dalle diffamazioni.                                                                                                 Ricevo ancora intimidazioni. Mi hanno alzato il livello della tutela, vivo sotto la protezione dei carabinieri. Il giovedì di Pasqua ho trovato un sacchetto appeso al cancello di casa. C’era dentro una salsiccia con un biglietto: ‘Farai la stessa fine’. Allora tutti sono venuti a trovarmi. Poi mi sono ritrovato di nuovo solo con i miei incubi. Mi guardo indietro e mi chiedo a che cosa è servito quello che ho fatto. Quando ho deciso di ribellarmi ero orgoglioso, mi sentivo un soldato. Ora mi sento un verme. Mia moglie e i miei figli ogni tanto piangono e mi sembra di sentirli: perché l’hai fatto?             Mi hanno convocato alla commissione anti-‘ndrangheta della Regione. Si sono commossi al mio racconto, poi però non è successo niente. Sono andato anche al V comitato della Commissione parlamentare antimafia, quello sui testimoni di giustizia , invitato dal coordinatore, Davide Mattiello. Mi sono detto ‘questa è la volta che cambia tutto’. E invece ho trovato ad ascoltarmi, oltre a Mattiello, solo una senatrice, Elisa Bulgarelli dei 5Stelle. Da Reggio Calabria a Roma per una sola persona. Ogni tanto penso alla mia casa ipotecata. Secondo lei chi se la comprerà? Io dico che quando sarà messa all’asta se la comprerà un mafioso. Qui a Reggio è così, basta andare a vedere le aste dove liquidano i beni degli imprenditori onesti stroncati dalla crisi. Sono i mafiosi con i loro prestanome che comprano tutto. E allora mi dico che abbiamo fatto tanti sforzi per confiscare i beni dei mafiosi e ridarli alla collettività, però i beni di chi denuncia la mafia se li prendono i mafiosi. 

Intanto si fanno i convegni. Un giorno un magistrato mi ha detto ‘Io e lei conosciamo la mafia allo stesso modo’. Io gli ho risposto: ‘Dottore, mi perdoni, la conosciamo in modo diverso. Lei l’ha conosciuta in manette, io quando mi entravano in negozio il pomeriggio e la sera me lo facevano saltare’. Lui ha capito e mi ha detto ‘Mi scusi’.                                                                                                     Chiedo aiuto dappertutto. Il procuratore Cafiero de Raho sta cercando di darmelo. Sa, qui con i magistrati è difficile. A Reggio arrivano da fuori per fare punteggio, specie dal nord. Vengono un paio d’anni e vanno via. E io ogni volta mi ritrovo a ripetere a giovani magistrati sempre le stesse cose senza che nulla cambi. L’altro giorno l’ho detto al prefetto. Io, se non succede niente, a settembre vado a Roma e mi incateno. Lo so che mi vergognerò. Ma vede, io non ho perso la mia dignità con la ‘ndrangheta, l’ho persa con lo Stato. Qui lo Stato non esiste. Meglio: lo Stato che c’è qui è troppo piccolo. Troppo pochi quelli che lo rappresentano davvero.                                                   Sì, ho avuto anche le mie vittorie. Minuscole ma importanti. Il parroco che io ho denunciato mi ha trascinato per calunnia fino in Cassazione. E ha perso. E ha dovuto pagare le spese processuali. Ma non lo sa nessuno. Qui nella mia terra io sono uno che perderà il negozio e la casa, costretto a vivere come un prigioniero. Uno a cui in anni e anni, 16 ormai dal primo incendio, nessuno ha saputotrovare una legge, un provvedimento che dicesse a tutti ‘lui per noi è un esempio da difendere’. Gliel’ho detto in Commissione antimafia. Noi siamo i feriti che eravamo in trincea. Curateci e rimandateci lì, fateci diventare contagiosi. Altrimenti questo male non si sconfiggerà mai”.



28/08/13

sto iniziando ad odiare l'estate , sintomo che sto anzianando \ invecchiando ?

mentre  finivo di leggere  questa  storia   su topolino  3015

da un lato desidero che l'estate  duri di più
, proprio come ik protagonisti di questa  storia  . Ma  allo stesso tempo mi   metto a  canticchiare questa  canzone della mia infanzia

meno male d'altronde non vedevo l'ora , forse stò anzianando ( invecchiando ) , ma sto iniziando ad odiarla . finisco sempre con essere , nella ,maggior  parte  dei casi  , solo visto che i miei amici lavorano ( ed io pure ) , hanno anche famiglia e  figli  , partner  . Ma  poi  lo  accetto con un po' di nostalgia  proprio come questo vecchio  film

08/12/12

come sopravvivere al natale e alle sue feste 6 punta odiare o non odiare il natale ? come sopportarlo





ho ritrovato  cercando in rete   un post  del mio vecchio blog  . Tale post  avrebbe dovuto essere  l'introduzione della consueta  guida  ma non  avevo  voglia  di  ricercare il post  e  apportarte modifiche  e quindi  lo  metto adesso in corso  d'opera  .

Odiare o non odiare il natale   questo è il dilemma d'ogni  anno  . Qui ripropongo  aggiornando  il quesito  cher propongo  dall'anno scorso  .  Si può odiare il Natale per motivi estetici: le luminarie a forma di fiocco di neve, i canti natalizi magari ascoltati dallo stereo dei grandi magazzini, la figura-simbolo di quel grosso omone sovrappeso con la barba, tutto vestito di rosso e con la voce arrochita.
Per motivi di principio: perché essere costretti a passare del tempo con persone che molto serenamente nel resto dell'anno non vediamo mai?
Per motivi ecologici: gli alberi sacrificati alla tradizione, la colossale impronta di carbonio lasciata dallo shopping globale di massa.
Per motivi politici: che Babbo Natale sia stato inventato all'inizio del ventesimo secolo da una multinazionale delle bibite gassate è una leggenda metropolitana, ma è indubbio che proprio il marketing abbia dato un contributo decisivo a trasformare Santa Claus, per motivi commerciali, in un'icona praticamente globale. E chi è anti-consumista trova nel Natale e nelle maratone di regali la conferma delle proprie peggiori opinioni in materia.
Per motivi religiosi: chi appartiene a altre fedi spesso non può non sentirsi vagamente alienato davanti al culto di massa per l'anniversario della nascita di una figura religiosa che non appartiene alla propria spiritualità.
Per motivi dietetici: tra carni grasse e dolci che nessuno si azzarderebbe a mangiare normalmente, il Natale resta il trionfo dei trigliceridi fatto comprensibile nell'Italia del boom che ancora ricordava il buio e la fame della guerra: meno giustificabile nell'Italia dal girovita in aumento delle statistiche 2010.
Insomma chi fin da bambino guardava con preoccupazione alla figura di Babbo Natale, un anziano sconosciuto deciso a scassinare le finestre di casa, non può che attendere anche da adulto il 25 dicembre con un certo senso di disagio: il giorno che secoli di propaganda vogliono definire come il più bello dell'anno per una minoranza resta una data da guardare con sospetto. 
Si sa che la  cena  della  vigilia  o  il pranzo di Natale e quello  del  26 , con relativa adunata di parenti vicini e lontani, non e' sempre una situazione da Mulino Bianco. Si sa che spesso a fine feste ci si ritrova diciamo, un pò sovrappeso Si sa che comprare il regalo giusto per lui, per gli amici\ amiche, per mammà, per le zie è un tour de force sia per le gambe che per il portafogli. Si sa che spesso alla parola Natale vi viene l'orticaria. Si sa che non sapete mai come fare gli auguri. Si sa che magari la situazione sentimentale che state vivendo non è proprio quanto di più armonioso e strutturato si possa immaginare. 
Guardati allo specchio e fatti una domanda: perchè odi il Natale? Perchè la sola idea dei pranzi e dei cenoni ti fa venire il voltastomaco? Perchè decine di parenti riuniti ad una sola lunghissima tavola ti ispirano vaghi desideri di suicidio o di solitudine  ?
Perché ci si deprime sotto le feste? Non a tutti piacciono, è una questione di gusti. Quanti effettivamente festeggiano solo perché sono entrati nel meccanismo di regalo, spesa, pranzo, parenti? Cercate di fare ciò che vi sentite, senza obblighi. Se non avete voglia del pranzo con i parenti fate qualcosa per voi: non andate. Ogni famiglia è a sé, ma ognuno di noi sa esattamente quanto sia alto il grado di ipocrisia durante i pranzi di famiglia. 
Oltre alla solitudine può deprimerci il fatto di non essere riusciti a raggiungere un obiettivo. Pensavate di laurearvi entro Natale? Avere un aumento? Sposarvi, rimanere incinta? Perdere qualche kg? Ecco arrivato il fatidico giorno e non è cambiato nulla. E’ un’ottima occasione per perdonarvi e guardare ai vostri errori. Se non si è arrivati a un traguardo non è forse solo colpa nostra.
Capodanno è un’altra tappa amata o odiata. Feste, divertimento obbligatorio, costi, vestiti. Cosa vorreste fare davvero? Con chi lo vorreste passare? Fatelo. Organizzate voi una cena a casa vostra. E se non potete, partite. Prima andrete in un’agenzia o cercherete su internet e più alta è la probabilità di trovare viaggi vantaggiosi. Organizzatevi in tempo, scoprirete che in altri paesi la maggior parte della gente festeggia per strada senza curarsi del vestito né della festa più chic

Sei ben consapevole di non far parte della fazione degli amanti del Natale. Quelle persone che riescono a trovare sempre idee deliziose per fare regali a tutti provando piacere nel farlo, che non si innervosiscono nemmeno imbottigliate nello snervante traffico natalizio, che non cercano di calcolare il prezzo dei regali che ricevono, che adorano cucinare per tutti al cenone o preparare dolcetti per i parenti, che rispondono di buon grado alla zia zitella che chiede dove sta il fidanzato. Ecco i miei consigli poi liberi  o non liberi di seguirli e fare  a modo  vostro 


 Agli Auguri
  io faccio cosi  (  vedere  puntata precedente    )  poi  voi   decide  come regolarvi  
Potete dire (  magari lo avete fatto davvero o siete atei )  d'aver abbandonato il cristianesimo, quindi non sentite più il Natale ? Vi rimane comunque difficile evitare regali e auguri. Ma forse, se il vostro cambio di religione o ateismo è una scelta nota potrete comunque accettare gli auguri in quanto “augurio di gioia”, ma saltarvi la parte dei regali. Basterà rispondere: “Voi festeggiate lo Yom Kippur o il dio Ganesh? Avete festeggiato il solstizio d’inverno?”. Un paio di anni e nessuno vi manderà più gli auguri freddi e tutti uguali sul cellulare. Oppure  fare  come la canzone  che trovate  sotto  

 Atmosfera natalizia

 Ma forse il vostro problema è legato alla solitudine: avete da poco perso una persona cara? State vivendo un lutto? Oppure siete single da solo un mese e pensate a tutti i Natale trascorsi con il vostro ex a baciarvi sotto il vischio? Per il primo caso c’è poco da fare. Chi vive un lutto a cavallo delle feste, ma anche molti mesi antecedenti, alla prima occasione si renderà conto della mancanza, una sofferenza che tornerà ogni anno, ma che poco alla volta vi permetterà di ritornare a festeggiare in modo sereno. Alcune persone continuano a comprare dei pensieri anche per chi non c’è più, e se può farvi stare meglio perché non farlo? Qualcosa di molto personale, un cd del gruppo preferito ad esempio, così lo potremo ascoltare e sarà un nostro piccolo segreto, o un libro, una pianta. 
Se siete single la parola d’ordine è: non stare da soli. Può essere micidiale. Ma evitate i viaggi con sole coppie. Dimenticate l’ultimo Natale, evitate le telefonate anonime a mezzanotte solo per sentire la sua voce (potrebbe rispondere la nuova fiamma). Pensate che avrete un regalo in meno da fare, quindi fatevi un regalo, coccolatevi e divertitevi. e  <<  un cordiale fanculo ad un altro Natale  >> 



Ci  sarebbero altre soluzioni (  chi  ha  già letto  il mio post  dell'ano  scorso che  trova  qui  sotto Http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2011/12/odiare-o-non-odiare-il-natale-come.html  può  saltare  queste  riche  e Se non vi basta  ci sono  le più ovvie  e scontate  tratte dai  siti ( non  ricordo  se  girlpower.it  o  http://vitadastrega.com  )  usati per  il post 


 La più ovvia è la fuga: verso Paesi – sempre più remoti – dove il Natale non significa nulla.
Oppure: darsi malati per tutto il periodo. Rinunciare al Natale, alla tirannia dei regali forzati e dei brindisi aziendali con sorrisi altrettanto forzati è una scelta minoritaria ma che in tempi di crisi può forse trovare nuovi adepti.
Per chi non ha bambini – ai quali è faticoso e probabilmente crudele chiedere di rinunciare a una festa disegnata su misura per loro e per i portafogli dei loro genitori – la lezione è: si può dire no. Per gli altri, invece, my delicious Persivale, la lezione ahinoi è: staccate il cervello, partecipate al rito, godete del panettone, delle luci, dei piccoli regali.. e aspettate con fiducia la fine del tunnel .

 adesso  chi le  ha  saltate  può  riprendere la  lettura  

Se nulla di tutto ciò non  ti ha convinto/consolato, possiamo sempre farti presente che il Natale si festeggia solo una volta all'anno e finisce velocemente fra  le feste del 24 notte e i rendez vous più o meno  nichilisti con gli amici  del 25 pomeriggio o  con i colleghi di lavoro  giorni precedenti Forse lo si odia perché lo si  vivi male...l'importante è non farlo vivere male anche agli altri solo perchè tu lo si odia! Non è poi così grave ; non l' ha ordinato un medico che a Natale tutti debbano sentirsi allo stesso modo.
Sarebbe peggio se per 10 giorni ci sentiamo dei Santi e per i restanti 355 non ci parliamo fra noi. 

13/08/12

perchè devono pagare gli altri per colpe non loro ? se il proprietario sbaglia ora devono pagare chi ha usufruito della pompa di benzina come èp sucesso in questi giorni a bergamo ?

In una serata  ( salvo anche se in solitario , il concerto di stasera di time jazz ) in cui  i  tuoi amici   ho hanno figli  piccoli  e con il matrimonio  si  sono trasformati in pantofolai  o  d'state lavorano ( uno d'inverno e prof  di chitarra  e  d'state  \ autunno  fa il chitarrista  e fa serate  ) un altro  è sdposato senza  figli   e si divide  fra parentado moglie  e parentado  suo  ,  non mi resta  che cazzeggiare  e  visto che  d'uscire  da solo mi viene la paranoia   visto  che  gli altri  amici  non di greffa  sono al mare   o lavorano  anche'essi  . Ed  è proprio durante i miei cazzeggi    che  leggendo  questa news   mi  viene come  nel titolo da  commentare  se il proprietario sbaglia ora devono pagare chi ha usufruito della pompa?
 ecco la news    presa da http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca  del  1212.8.2012

Benzina gratis a Bergamo: assalto all'impianto
Tutta "colpa" di un errore del gestore. Ma le telecamere hanno ripreso tutto. E adesso, gli automobilisti che hanno fatto "scorta" saranno denunciati per furto


11:42 - Assalto al distributore nella Bergamasca. A causa di un errore una pompa di benzina sulla provinciale Dalmine-Villa d'Almè, all'altezza di Treviolo, ha erogato carburante gratis per tutta la notte. Numerosi gli automobilisti che si sono messi in fila per approfittare della "speciale offerta". Conti alla mano, in totale sono stati rubati 10mila euro di carburante. Filmati dalle telecamere, gli automobilisti verranno denunciati per furto.
All'origine di tutto c'è un errore del benzinaio, che alla chiusura si era dimenticato di inserire la modalità di pagamento self service.
Le pompe, quindi, hanno continuato a funzionare come se il gestore fosse presente. Il primo automobilista ad accorgersene ha scatenato il tam tam. Uno è arrivato con la sua auto, poi con quella della moglie, poi con gli amici e infine con delle taniche. 
Un altro ha portato gli amici più volte avanti e indietro, e sono arrivati anche Suv, Range Rover e Mercedes Ml che hanno riempito i loro grossi serbatoi. Il tutto si è però svolto sotto le telecamere di sorveglianza. E così, dopo la denuncia del benzinaio i carabinieri stanno controllando le targhe. A questo punto, scatteranno raffiche di denunce per furto. Un caso identico si era verificato lo scorso anno al distributore Q8 di via Borgo Palazzo a Bergamo, quando erano spariti 10mila litri di carburante per un valore di 15mila euro. Il gestore disperato aveva chiesto pubblicamente che chi gli aveva preso la benzina si presentasse a pagare. Ma era arrivato solo un ragazzo con 50 euro.

11/07/12

cosa è la felicità ?


dalla  discalia del video
  ..forse la scena più intensa e significativa...sarebbero necessarie troppi concetti,troppe parole per renderne un sorta di descrizione...per chi va "oltre" senza soffermarsi come insegna la società d'oggi all'apparenza delle cose.


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ti potrebbe  interessare  anche il precedente  post  la  felicità si può imparare 

27/08/09

Abominio

 


Gianni Guido, terzo responsabile del massacro del Circeo, scarcerato lo scorso anno, è adesso definitivamente in libertà. Proprio nel periodo in cui la violenza contro le donne, diseguali per eccellenza, raggiunge il suo acme. Valga per lui quanto scrissi per il "cervello" della sua banda di assassini, Angelo Izzo. Adesso si assocerà a Svastichella, l'aguzzino dei due gay (il quale scommette sulla sua prossima liberazione, "tanto son matto", ha ridacchiato spavaldamente mentre gli agenti lo portavano via)? Alla fine, condividono gli stessi ideali "politici"!



Daniela Tuscano

06/06/09

Uno spazio per noi donne

Care donne lettrici di Compagni di Viaggio,


se aveste la possibilità di ideare e progettare uno spazio dedicato alla cura, alla tutela, all'assistenza ed all'accoglienza delle donne, nella vostra città, nel quartiere in cui vivete, quali elementi e quali prestazioni giudichereste fondamentali, importanti ed idonei per la realizzazione ed il buon funzionamento di questo servizio? Quali sono i problemi e le difficoltà, anche quelle più piccole, semplici e quotidiane, che oggi affliggono noi donne? Che cosa desideriamo, di cosa abbiamo bisogno, e che cosa le istituzioni ed i servizi pubblici e privati sul territorio non sono ancora in grado di offrirci?


MariLouLou, curiosa, spera di ricevere tante risposte, non solo dalle lettrici, e vi augura una buona giornata.


Se volete leggermi, la mia dimora è sita in  http://trattidanima.splinder.com 


 Salut à tout le monde!