

In questo post ho deciso di riassumere le mie emozioni provocate da tale evento attraverso questa foto e e questa canzone , che passava la radio mentre scrivevo questo post << ( .....)Vedremo soltanto una sfera di fuoco \ più grande del sole, più vasta del mondo \ nemmeno un grido risuonerà./ e catene di monti coperte di neve saranno confine ( …. ) >> Noi non ci saremo , dei Nomadi qui per il resto del testo . . Mi ero prefissato di concludere qui questo post , invece , mi è capito fra le mani , proprio su questo tema un bellissimo ed interessante articolo della consueta rubrica quotidiana di Mariella Oppo fronte del video dell'unità del 6 c.m dal titolo bombe democratiche : << NOI NON ABBIAMO PAURA della bomba, cantava un complesso rock degli anni Sessanta. Era uno dei modi in cui si esprimeva lo spirito del tempo. Invece oggi abbiamo di nuovo paura di tutto e di più. E anche per questo la tv nei giorni scorsi si è occupata del 60° anniversario di Hiroshima, per lo più con l'ostentazione ritualedi filmati spaventosi. Qualcosa di meglio ha fatto ieri mattinaOmnibus, dando la parola a giornalisti ed esperti internazionali che ci hanno spiegato come stanno le cose, cioè le bombe, attualmente.Ed in particolare Bijam Zarmandili (di Limes) ci ha informato che sono circa 72.000 le armi nucleari nel mondo, alcune della quali, oltretutto, piazzate nelle aree più calde (e tra le teste più calde) del pianeta. Altre invece (ce lo ha ricordato il Tg3) sono proprio a casa nostra e cioè sul suolo di un Paese che ha votato la rinuncia anche agli usi pacifici del nucleare. Ma i soliti bellicisti a stelle e strisce sono tranquilli, perché si tratta di bombe' democratiche'.Giusto comequella di Hiroshima.>> - Ora concludo veramente con tre citazioni , le prime due scelte con un po' di sofferenza in quantio tutte belle e significative per descrivere tale fatto , dell'articolo del venerdi di repubblica odierno . La prima è dello scrittore Albert Camus << Davanti alle prospettive terrificanti che si aprono all'umanità ci accorgiamo ancora df più che la pace è la sola battaglia che meriti d'essere combattuta . Non è più una supplica , ma un ordine che deve salire dai popoli al goveri ; l'ordine di decidere definitivamente tra l'inferno e la ragione >> ; l'altra , secondo me , ancora attuale se applicata ai mezzi di comunicazione attuali ,di un altro scrittore George Orwell << una volta ci dicevano che l'areoplano aveva abolito le frontiere ; in realtà è proprio da quando l'aereo è diventato unautentica arma che le frontiere sono diventati davero invalicabili . Dalla radio , un tempo ci si aspettava ceh favorisse la comprensione internazionale e la cooperazione : si è trasformata invece in un mezzo per isolare una nazione dall'altra . La bomba atomica potrebeb completare questo processo di sfruttamento ed espropiazione delle classi e dei popoli di tutto il loro potere di rivolta >> . La terza ultima presa da " Hiroshima la fisica riconosce il peccato " di Pietro greco e Denia Piccardi edito dal quotidiano l'unità il quale partendo da questa frase << noi scienziati ci siamo spinti in questi anni fin o al limite della temerarietà . Abbiamo conosciuto il peccato >> di Robert Oppen heimer afferma nell'introduzione : << ( ... ) Dopo Hiroshima e Nagasaki , in questi ultimi sesant'anni nessuna nuova arma nucleare è stata usata in guerra [ anche se ci sono paesi che nonostante la politica di disarmo Usa \ Urss , la posseggono come esempio Israele e la Corea ] Grazie anche alla forza del movimento per la pacee per il disarmio nucleare che è riuscito a
trasformare in un tabù l'idea del conflitto atomico nela coscienza dei popoli e dei lro governanti . E' ora che questo movimento riprenda la sua azione . Per non dimenticare la lezioen di Hiroshima e Nagasaki . E per allontanare definitivamente l'incubo dell'olocausto nucleare dfal futuro dell'umanità >> e per evitare che come ha detto Il 2 molto koffi " pocco " annan " segretario generale dell’On: << Siamo di fronte ad una minaccia reale che le armi nucleari si propaghino. Senza un’azione comune rischiamo di doverci confrontare con una nuova proliferazione nucleare». che ha preferito lanciare l’allarme sulla persistenza del pericolo nucleare a sessant’anni dalla strage di Hiroshima piuttosto che limitarsi a commemorare i 140 mila morti provocati il 6 agosto 1945 dalla bomba sganciata da un bombardiere americano. Una seconda bomba, tre giorni più tardi, ne ucciderà altri 70 mila a Nagasaki. Altre decine di migliaia moriranno nei mesi e negli anni successivi a seguito dell’esposizione alle radiazioni. «Oggi siamo tutti degli hibakusha», ha concluso Annan usando la parola che indica i sopravvissuti alle radiazioni nucleari. Il messaggio di Annan è stato letto ai quasi sessantamila che sabato mattina si sono riuniti nel Parco della Pace di Hiroshima per ricordare quel terribile giorno d’agosto di sessanta anni fa. Il sindaco di Hiroshima, Tadatoshi Akiba, ha chiesto la costituzione di una commissione speciale all'Onu sul disarmo con il mandato di preparare un voto vincolante a maggioranza, senza uso del diritto di veto, per l'eliminazione di tutti gli ordigni nucleari dal pianeta entro il 2020.( contunua qua ) non so che altro dire che tale fatto deve far riflerttere e la memoria mantenuta visto che ancotra alcuni affrmano : << Prepariamoci a mostrare i denti : la pace nel mondo nela seconda guerra mondiale la si è ottenua soltanto dopo l'orrore di Hiroshima e nagasaki . Proviamo a mostrare i denti e forse vinceremo la battaglia senza colpo ferire , ma disponibili anche a spararlo .... >> ( Roberto Calderoli ministro per le riforme la padania 8 luglio 2005 ) .

credo che basta cosi perchè se due parole sono troppe una è poco .
APPUNTI\ APPROFFONDIMENTI
Miei precedenti post
i dossier di repubblica
I collegamenti del dossier dell'unita ( www.unita.it )
drammatica testimonianza Seiko Ikeda una delle sopravvissute al 6 agosto del 1945
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3142 e
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3144
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=3144
siti vari
1 commento:
LA BAMBINA DI HIROSHIMA
Nazim Hikmet
Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.
Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.
Ne avevo sette, allora : anche adesso ne ho sette
perché i bambini morti non diventano grandi.
Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi anche il vento ha disperso la cenere.
Apritemi ; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso :
non chiedo neanche lo zucchero, io :
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.
Posta un commento