17/12/10

"Accettiamo le lire». E la gente affolla un negozio di intimo a Sassari

 

<< Qualche giorno fa un uomo anziano è entrato in negozio con 1500 lire: "Cosa compro con questi?". Donatella ha sorriso e gli ha dato un paio di calze. "Accettiamo pagamenti in lire". Quel cartello nelle vetrine del negozio di intimo per donna e uomo Fadda e Urzati al Corso di Sassari (esiste dal 1860) non è passato inosservato
di Nadia Cossu
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Appena  ho letto  questa   news , mentre  facevo ricerche  sul sito  della nuova Sardegna   mi sono chiesto    Ma  stiamo  impazzendo oppure  è una trovata  pubblicitaria   ironica   sfruttando  l'odio   \ mlumore  che ancora persiste   verso l'euro  , e  la nostalgia  della nostra  vecchia  moneta  ?  a  voi  la  risposta 
 
 
                     Donatella e Marzia del negozio Urzati al Corso
 
 
SASSARI. Ieri mattina - «ma succede tutti i giorni» dicono le proprietarie - la gente passava davanti alla vetrina e non poteva fare a meno di fermarsi a leggere il biglietto bianco. Sui visi spuntava un sorriso che aveva sapore di nostalgia.
Donatella e Marzia del negozio Urzati al Corso
«L'idea ci è venuta ascoltando un servizio del tg in televisione - ha raccontato Donatella, titolare del punto vendita insieme alla collega Marzia - In tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, considerato che c'è sempre qualcuno che conserva nei cassetti o nelle tasche dei giubbotti le vecchie lire, abbiamo pensato che spenderle sarebbe stato come farsi un regalo senza toccare il budget (degli euro naturalmente ndc)». Con la sensazione, in sintesi, di comprare gratis. Idea geniale.
Ci hanno visto bene Donatella e Marzia. Negli ultimi giorni hanno incassato 300mila lire e una sola moneta da cinquecento. «Una signora ha speso 80mila lire, un'altra 180 che aveva trovato nella tasca di una vecchia giacca. Gli acquisti sono soprattutto collant e biancheria. Una volta che avremo racimolato una cifra importante faremo un unico viaggio alla Banca d'Italia e li cambieremo».
Non stiamo facendo un'«opera pia», precisano. «Siamo commercianti prima di tutto però abbiamo pensato di fare un servizio utile ai nostri clienti». Il negozio (che prima era anche merceria) esiste dal 1860. «Tre anni fa lo abbiamo rilevato dai vecchi proprietari».

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