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23.12.09

Senza titolo 1720

In un Paese civile e democratico non si può prendere “a pugni in faccia” il presidente del consiglio. E’ anche vero però, che in un Paese civile e democratico, il presidente del consigilio non sarebbe Silvio Berlusconi. (Matteo Gracis)

20.12.09

Senza titolo 1717

Neva a Prato: parla il consigliere comunale di opposizione Donzella



 



 


Oggetto:DOMANDA D’ATTUALITA’ SUI MANCATI INTERVENTI ONDE IMPEDIRE LA PRESENZA DI GHIACCIO NELLE VIE CITTADINE


 


 


 


Gli strumenti metereologici avevano matematicamente previsto anche con una certa precisione oraria,la nevicata del 18 Dicembre sera.


Pur tuttavia le vie del centro storico e le principali strade di scorrimento della nostra città sono rimaste coperte dalla neve,che poi ovviamente si è solidificata in ghiaccio.


Tutto ciò oltre la criticità più evidente verificatasi in Viale Nam-Din, ha provocato intasamento del traffico,impossibilità alla circolazione dei veicoli sia privati che pubblici e gravi difficoltà allo spostamento dei cittadini,impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro,o ad esaudire le proprie necessità.


Molti pedoni sono rimasti vittima di traumi essendo scivolati sul ghiaccio che ricopriva i marciapiedi.


 


TUTTO CIO’ PREMESSO CHIEDO ALL’A.C.


 


Quali sono state le cause per le quali l’assessorato e gli uffici competenti pur essendo al corrente dell’evenienza della nevicata,non hanno adottato i provvedimenti idonei a prevenire il suddetto stato di cose,a differenza di quanto a titolo d’esempio ha effettuato il Comune di Firenze.


 


 


 


Il Presidente del Gruppo Consiliare dell’Italia dei Valori


 


Aurelio Donzella


 



 


 


 

Allegorie al terzo giorno di trapasso








Book-trailer del libro Allegorie al terzo giorno di trapasso di Gianluca Saccone

Quell'odio nato dalla "normalità"


Riporto integralmente, e senza alcun commento, una lettera inviata al "Giorno" il 18 dicembre scorso, con relativa risposta del direttore di quel quotidiano.
***
Trieste, Risiera di San Sabba, proteste antifasciste in un'immagine d'epoca. Profetici quei segni d'interpunzione...
Ho scoperto che mio figlio è un estremista di destra
Ho scoperto che mio figlio di 14 anni frequenta gruppi di estrema destra, che sono razzisti. Per me è stato uno choc. Negli ultimi mesi vedevo che era cambiato ma non sapevo spiegarmi. Mi accorgo ora, e spero non sia troppo tardi, che ho colpe precise se ha sposato idee estremiste, perché in casa indichiamo con troppa facilità come simboli negativi il comunismo e gli immigrati. (Michele Cattaneo, Cremona)
***
Mai come in questi giorni scopriamo la necessità di tornare alla moderazione e all'uso controllato delle idee e delle parole. Il malessere prim'ancora che nei partiti è in noi stessi, siamo domincati dalle passioni e dall'intolleranza e i nostri figli sono quel che noi seminiamo. Forse inconsapevolmente, anche se non ci riconosciamo responsabili dell'odio, siamo diventati espressione di insofferenza nei riguardi del prossimo che consideriamo diverso da noi. Da qui ad arrivare alle derive razziste il passo è breve. Le parole sono pietre e lo sono anche quelle usate nelle conversazioni a tavola o in salotti con i figli e gli amici. I figli ci ascoltano e ci guardano come modelli, siamo noi i loro riferimenti. Se usiamo parole e concetti improntati all'intolleranza poi non dobbiamo sorprenderci che i nostri figli ci seguano su questa strada pericolosa. E lo dico con la pena personale di essere padre di un ragazzo, che non ha un'età diversa dal suo. (Giovanni Morandi, direttore de "Il Giorno")

19.12.09

Oggi una mail per me

PristinaImmagine di Pristina "Oggi nevica"


Un' immagine per me


Ciao amico lontano se puoi
mandami da Pristina
la tua neve.
Racchiudila dentro una piccola scatola
lascerò che il sole di Roma
la trasformi in piccole gocce di rugiada.
Con la mia fantasia cancellerò
il cemento dalle strade
ti regalerò tanto verde
quel verde che in autunno
si colora di giallo e di rosso
quel verde che in primavera
ti regalerà nuove gemme.
Caro amico lontano
e questo che manca alla tua città!
Solo per te trasformerò i fili appesi
in un pentagramma musicale.
Cercherò un pennello gigante
per cancellare:antenne parabole...
e metterò alle  finestre della tua città
gerani  di mille colori.
Con la mia fantasia
renderò la tua città più bella
perché caro amico
è questo che manca alla tua Pristina!


franca bassi


Satana tra noi

Questo blog e gli umanisti di tutto il mondo manifestano il più profondo sdegno per la profanazione avvenuta ieri ad Auschwitz e, augurandosi che i responsabili dell'infame gesto siano trovati e puniti col massimo rigore, esprimono solidarietà assoluta per gli ebrei e tutte le altre vittime della barbarie nazi-fascista.


L'ingresso di Auschwitz visto dall'interno (foto di Gabriele Muzzarini).

18.12.09

Da chi abbiamo imparato l'immortalità se non dall'immortale

MANO NELLA MANO NELLA NOTTE DI GIZA     


 


Splende il tuo sguardo mai quasi orfico


nella notte di nettare,


stella fissa nel firmamento,


non muore nel tramonto,non viene sciacquata via dall’alba,


le ciglia battono cicloniche


portando repentini aggrappamenti


e sulla tua bocca inzuppata


dal sangue delle escoriazioni dei papaveri è nata


oh si fremo è nata l’ultima avventura


scala appoggiata al sole


e così dobbiam traballar per la gloria di qualcuno


che non ci ama


ma io L’ho buttata la al sole, voglio il sole


le corriamo incontro scherzando la sera


aspettare era più folle del gesto che abbiamo fatto


così noi correvamo incontro alla sua alba dalla notte


in bilico sul cratere dell’intimo tentativo


sudando antiche secrezioni rem.


Dentro la corsa affannosa sentir la tua dispnea


perché vuoi toccar il folle


fa vibrar le corde che ho attaccato alle stelle


ed essa sembra uscita dal mio sogno d’oro,


troppo lontana che non lo riesco ad acchiappare


hai già compiuto la magia del miraggio,


allora tenterò anche il salto ancestrale


del morir impaziente per veder Dio


come slancio fra i germogli cascanti,


e invecchia il tempo sui nostri sogni sempre vivi,


ora sulla tua pelle scorre un fiume di acque incoscienti


che vorticano nel mio ombelico,


un gesto solo fra noi


scrive un romanzo di mille e mille pagine,


il silenzio in quel attimo


sembra che stia zitto anche il respriro


e in gemito morente viene partorito il “mai più”,


no il tempo di muovere lo sguardo,


siamo nell’infinito sensuale


dove gli uccelli del paradiso sfrecciano via disorientati.


Come svegli dentro il sogno di una notte di Persia,


come far l’amore sotto la guerra mondiale dannata,


saremo come la fine di una cascata,


come la preghiera di un condannato a morte,


satellite perduto nel cosmo dalla base sii forte,


come l’innocenza di una lancia d’avorio per terra,


come lui in coma che non può più dir


ti voglio bene a chi ama,


un orchestra di tutti suicida d’amore diretta


da un eroe sedizioso dalla criniera bianca


che non verrà accolto ne da un Dio ne da un demone,


saremo come l’inspiegabile disteso sinuoso


sulla sponda opposta di un ruscello


delle acque dei ghiacciai,


saremo le urla di libertà portate


dai venti oceanici ad alcatraz,


come l’attesa che


la gloria scenda su la storia del mattino,


saremo come il drago albino portato


con sé da un tornado


sotto una pioggia di petali di iris,


vivi più del primo assaggio


della preda da un tigrotto,


vivi più dell’universo


e i fiumi stellati verranno a noi


e noi saremo come la richiamata del paradiso.


Strillerò al tramonto della luna il nostro spasmo


per le anime perdute per un bacio


che non doveva assaporarsi


e i monti sfideranno le profondità degli oceani


e il cielo sbatterà le sue immense ali,


io e te abbiamo fatto naufragar i sensi dell’esistenza


per una caduta


una caduta dalla scala verso il sole


nei fiumi vergini solo per continuare


a guardarci negli occhi,


qualcuno dovrà considerarlo.


 


ALESSANDRO IDISIUM


 



 


 


 


  Amore della vita


  Io vedo i grandi alberi della sera 
  che innalzano i cieli dei boulevards, 
  le carrozze di Roma che alle tombe 
  dell' Appia antica portano la luna. 

  Tutto di noi gran tempo ebbe la morte. 
  Pure, lunga la via fu alla sera 
  di sguardi ad ogni casa, e oltre il cielo 
  alle luci sorgenti ai campanili 
  ai nomi azzurri delle insegne, il cuore 
  mai più risponderà? 

  Oh, tra i rami grondanti di case e cielo 
  il cielo dei boulevards 
  cielo chiaro di rondini! 

  O sera umana di noi raccolti 
  uomini stanchi uomini buoni, 
  il nostro dolce parlare 
  nel mondo senza paura. 

  Tornerà tornerà, 
  d' un balzo il cuore 
 
desto 
  avrà parole? 
  Chiamerà le cose, le luci, i vivi? 

  I morti, i vinti, chi li desterà?





       
   Alfonso Gatto 


 



 


Cucina Spirituale

Bene, l’orologio dice che bisogna chiudere, ora
Penso che farei meglio ad andare ora
Mi piacerebbe proprio stare qui tutta la notte
Le macchine brulicano nei dintorni tutte piene di occhi
Le luci della strada condividono i loro splendori (il loro cavo riflesso)
Il tuo cervello sembra confuso da una sorpresa sconvolgente
C’è ancora un posto dove andare
C’è ancora un posto dove andare

Lasciami dormire tutta la notte nella tua cucina spirituale/(della tua mente)
Fammi scaldare la mia mente vicino alla tua graziosa stufa
Scacciami piccola, e vagabonderò
Barcollando nei boschetti di neon (in una siepe fluorescente)

Bene, le tue dita disegnano velocemente dei minareti*
Parlano un alfabeto segreto
Mi accendo un’altra sigaretta
Imparo a dimenticare, imparo a dimenticare
Imparo a dimenticare, imparo a dimenticare

Lasciami dormire tutta la notte nella tua cucina spirituale (della tua mente)
Fammi scaldare la mia mente vicino alla tua graziosa stufa
Scacciami piccola, e sarò meravigliato
Barcollando nei boschetti di neon

Bene, l’orologio dice che bisogna chiudere, ora
So che devo andare ora
Voglio proprio restare qui
Tutta la notte, tutta la notte, tutta la notte

torre della moschea


THE DOORS



   

facebook e non solo mi hanno allontanato

 Infatti c'è  la laurea  (   facciamo  gli scongiuri  prevvista per maggio  ) , il lavoro  ,  la salute  e problemi in famiglia  . Per  il momento accontentavi   di questa  miao autoscatto via cellulare 

e  questa  frase   di   Jacopo Canevacci  <<  La teoria è quando si sa tutto e niente funziona.La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché.In questo caso, abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c'è niente che funziona... e nessuno sa il perché! >>mio amico    e  compagno di viaggio su facebook

Concorso

concorso napoli 2 


Cari amici, nell'anno 2009, ho partecipato al X concorso letterario internazionale: "Tra le parole e l'infinito"  ho ricevuto la "Menzione d'Onore"  per la narrativa, mi sono classificata al VII posto. Questo premio desidero dividerlo con tutti voi. Grazie ai vostri commenti, ho continuato a scrivere giorno dopo giorno (notti comprese) sul PC, calcolando che ho iniziato a scrivere sulla tastiera esattamente il giorno 20 aprile dell'anno 2007 con il post "Madonna della Grotta". Anche se ci sono stati momenti tristi, ho continuato grazie a voi visitatori 72658. Grazie amici, anche questo per me è un miracolo. Franca bassi


Concorso Napoli3


COPERTINA

17.12.09

Manca poco



presepio 2009


Immagine e composizione di franca "Presepio in città"


Natale 2009


Mancà pòco...'mo arriva
er Santo Natale!
Ricco de piatti boni
e de bicchieri de cristallo.
Le cannéle colorate ar centro der tavolo.
Quanti colori sembra un banco sfiorettato.
L'arbero è ricco de fili e palle brilluccicose
sotto ce so' incartati infiocchettati
pacchi  torroni e panettoni.
Li regazzini balleno la taranta  pe' apri li rigali.
La commare sora Assunta zitella e zinnona
s'è messa a capotavola co' er vestito stretto...stretto
co 'na mano se métte a sèsto er petto
e co'la lingua move la dentiera nova
lèsta pe'addentà er tocco der torrone.
Eccola!  la mezzanotte  è arrivata
tutti in piedi grideno in coro:
"'Mo nasce er Santo  Bambinello
gnudo  scarzo  e poverello."
Ecco! è  nato sta zitto!
è bono...bono  ce guarda
e  ce dice: 
"Voi che ancora magnate
anche se la panza dice basta!
Ricordateve fiji miei
e nu' ve scordate
che ce so ancora creature
che stanotte se moreno
de freddo e de fame. 
Sete bòni armeno pe' stanotte!
la robba che sprecate
fate pe' na vorta la carità
a chi stasera  strigne ancora
la  cinta de li carzòni."


franca bassi


 


finalmente una donna che cerca di compemrendre noi uomini

https://youtube.com/shorts/3B7FiXa1cic?is=9E1VEmApjZDxebOC