L'AVETE LETTA LA FIABA LA SCIMMIA E LA TARTARUGA ?
:-)
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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18.10.08
La potenza dei commenti
Cari amici del blog, tanti di voi già conoscono questo bellissimo fiore della pianta del melograno, lo posto spesso, lo trovo magico, come tovo magico questo spazio virtuale; io lo trovo uno spazio che pupula di valori, avverto la vita. In questo post non metto una mia poesia, riporterò un bellissimo commento lasciato da "Fayum" sotto una mia poesia "Aria al profumo di bergamotto" non ci sono soldi che ti possono ripagare per queste frasi, e riporto anche una mail di "PiccolaLuise" che mi ha inviato un suo scritto oggi approfitto per farne un post, un post pieno di amore per tutti voi.Grazie
Ecco per voi un commento, io non lo trovo virtuale.
Ora mi soffermerei sulla Sua poesia che trova di una delicatezza straordinaria..la lievità dei Suoi versi accompagnati dal profumo di bergamotto che si avverte lungo tutta la lettura della stessa rende ancora piu' intensa una lirica che ondeggia tra cio' che fu e cio' che é...stranamente il tutto non è permeato da malinconia ma da un'estatica serenità e la chiusa con quella stanza che si libera della vecchia aria e viene investita dal profumo amato sottolinea maggiormente il senso di calma e di pace..anche di fronte ad un evento apparentemente triste come la morte...
Una splendida poesia!
Radiosa serata :-)Arsinoe
Ecco per voi lo scritto nella lettera
Da: PiccolaLuise
Oggetto: un fiore
Data: 17 Ottobre, 2008 - 10:26
mi hai commossa
mi hai portato il ricordo di un'amore che mi spaccato il cuore...
grazie Franca ma la mia mamma mi manca da morire*
Non ho saputo vegliarti
Quando quel giorno prima che la battaglia finisse
cercavo il tuo sguardo
sguardo che mai potrò dimenticare
compresi che un lungo viaggio ti aspettava
allora corsi a casa per portarti l’abito più bello
senza le chiavi entrai dalla finestra che tu tenevi aperta
per il fumo del comignolo che non tirava.
Senza indugiare presi la mia fragilità tra le mani
per non cadere nell’abisso.
Poi una strana fretta mi attorcigliò le dita
in quella impervia stanza.
Potei tornare all’angolo dove c’erano i ricordi
e vi trovai il fiore di un Sacro Cuore antico
Amico caro a te
A lungo rimasi tra i due cipressi che avevo piantato con i mie fratelli
mi sedetti all’ombra della pergola
ancora per un istante di vita con te
ultima veglia con te madre mia.
Fino all’ultimo respiro rimase la notte
all’alba
ghiacciata
mi alzai e ti avvolsi nel mio incontenibile pianto.
§§§§§§§§§§
Ringrazio anche gli altri amici, che si sono espressi con un fiore con uno scritto, anche con una semplice frase, restiamo uniti dietro lo schermo virtuale ci siamo e siamo vivi.Franca
17.10.08
Maestro unico speriamo che soru sia seguito dale altre regioni
Scuola, Soru ricorre alla Consulta
Denunciata alla Consulta l’illegittimità dei tagli del decreto Gelmini
E’ guerra aperta tra regioni e governo. Dopo la breve luna di miele con la sanzione di una maggiore autonomia gestionale prevista dal federalismo, varato sulla carta un mese fa, il governo imbraccia il fucile e minaccia di commissariare quelle regioni che non “tagliano”� le scuole secondo l’art.3 del decreto 154 della riforma Gelmini entro il 30 novembre. Una scure che colpirebbe i complessi scolastici con meno di 500 alunni: circa quattromila, secondo alcuni, poco meno di tremila, secondo altri. La contestazione più dura contro il governo è arrivata ieri dalla Regione Sardegna che ha deciso di impugnare la normativa davanti alla Consulta.
In serata anche il presidente del consiglio regionale della Sardegna, Giacomo Spissu ha espresso «pieno sostegno all’iniziativa della giunta, giudicando grave la decisione del governo nazionale e del ministro Gelmini di invadere competenze che sono anche regionalei». Oltre che per la Sardegna, comunque, il provvedimento governativo è di sicuro una mannaia per tanti piccoli centri e paesi. Gli amministratori locali hanno posto la rimozione di questo articolo del provvedimento come condizione per proseguire il confronto con il governo nel pomeriggio alla conferenza «unificata». Raffaele Fitto, ministro per le Regioni, ha chiesto «un approfondimento sulle richieste poste». E tanto si è spinto oltre lo scontro che la regione Sardegna ha fatto ricorso alla corte costituzionale, sostenendo che il decreto Gelmini lede l’a utonomia della regione e viola l’art.118 della costituzione, che stabilisce le funzioni delle regioni.
Maria Stella Gelmini, presente all’incontro, si è appartata con il ministro Fitto propenso ad una sospensione e ha puntato i piedi. «Ha ragione il ministro Tremonti» ha detto «a pretendere il rispetto della norma che impone la razionalizzazione dei plessi scolastici». Norma, precisa, voluta dal centrosinistra, concepita dal ministro Bassanini nel 1998. Non è stata proprio una rottura formale. Perchè il ministro Fitto ha lasciato uno spiraglio alle regioni. Il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani ha riconosciuto questo sforzo: «Ho visto il ministro Fitto impegnato a mantenere il dialogo per risolvere la questione. Noi aspetteremo, ma quello del commissariamento è un principio inaccettabile che noi abbiamo appreso solo dopo la lettura del testo del decreto». Prima dell’incontro, Errani aveva specificato che le Regioni considerano il commissariamento «un punto istituzionalmente gravissimo». Per l’amministratore «è gravissimo che le regioni siano venute a conoscenza di quest’articolo solo leggendo il testo, che peraltro riguarda la sanità e non la scuola, senza aver avuto dal ministero alcuna comunicazione».
Nessuna sorpresa invece per quanto riguarda il tempo pieno. Il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa a Bruxelles, ha assicurato che il tempo pieno ci sarà e sarà aumentao del 50-60 per cento «perchè ci saranno più insegnanti a disposizione dopo la decisione del governo di tornare al maestro unico». I numeri però non sono così certi. Si parla di un taglio di 10.000 classi in scuole per lo più di zone montane o paesi isolati.
( la nuovas sardegna del 17 ottobre 2008)
Senza titolo 960

Esili steli a sostenere la massa. Docile forte corazza a difendere la paura. L’inevitabile attraversamento del ponte sui due universi. Luce e rumore estranei immobilizzano il moto. Attimi fermi che dilatano scelte. Ponte immoto come fragile vita. Guizzo di sopravvivenza a dilatare i polmoni e rimbombo del cuore a stordire la salvezza.
Chocolate
"Gli alimenti molto scuri, come il caffè, il cioccolato, i tartufi, il caviale e i porcini o il plumcake vengono spesso associati a concetti come l'entusiasmo e addirittura il lusso.
Noi avvertiamo oscuramente che queste sostanze scure ed esotiche
devono essere molto antiche e ricche di significati."
Margaret Visser, scrittice canadese

Dalla cioccolata alla cioccolateria:
EUROCHOCOLATE, PERUGIA Dal 18 Ottobre 2008 al 26 Ottobre 2008
In occasione del Festival Eurochocolate Perugia 2008, manifestazione dedicata alla cultura del cioccolato, ha il suo cuore nel centro storico della città, dalla Rocca Paolina fino alle piazze ed alle aree interne: Giardini Carducci, Piazza Italia, Piazza della Repubblica, Corso Vannucci, Via Mazzini, Via Fani, il Terrazzo del Mercato Coperto e Piazza IV Novembre... continua a leggere
*Baci...dolci, Lulù*
la storia siamo noi non chi tenta di riscriverla
Ringrazio per i video baldodenaro e peppubit86 di youtube
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano!
Venerdì 17

Oggi venerdi 17, sicuro che tanti resteranno chiusi in casa, io ormai col fatto che sono nata il 17, non ci faccio più caso. Ieri un' amica mi ha detto: "Se non ti conoscevo, e mi raccontavano la tua vita, quello che ti era accaduto e ti sta accadendo, sicuro che non ci credevo, mi dici come fai a sorridere ancora?" Rispondo:" c'è sicuramente tanta gente che, la vita è stata sempre dura anche più della mia, e non riesce neppure a regalarsi un sorriso, io mi ritengo fortunata, se riesco ancora a sorridere dopo tutte le negatività, sai, sono curiosa, e desidero vedere come finiscono queste storie, un giorno ci sarà una fine, e se invece non finiranno, sai cosa faccio? Quando si spegne la mia candela, mi sono promessa che farò il possibile,( sempre si mi sarà concesso) andrò a tirare i piedi a tutti quelli che hanno approfittato della mia bontà, per farmi violenza, e rendero i bocconi amari che ho dovuto e dovrò ancora ingoiare gratuitamente ." Franca Bassi
16.10.08
ecco come cambiare la scuola senza stravolgerla No al maestro unico
Dopo aver letto mi pro e i contro sia nel nostro blog sia altrove sulla legge gelmini , sia in bloggando.splinder.com/ ecco glio interventi
Il dibattito è vivo tra posizioni fortemente contrarie e qualche voce favorevole al decreto o almeno a parte di esso.
Mentre sulla legge dell'università devo ancora informarmi bene . ne aproffitto per rispondere al cdv Pierrelouis ( vedere qui i commenti 3 e 4 ) in quanto : << : << (...) La scuola ha bisogno di riacquistare autorità e competenza.(..) Sono un fiero sostenitore della scuola pubblica; tuttavia, credo che in questa fase si stia protestando solo per tutelare il corpo docente. Un posto in prima fila lo meritano i discenti, che invece vengono "usati" per fini puramente personali... >> . Se sono d'accordo sul 1 primo punto ( vedere le vignette sotto ) compreso l'appello a Morfeo,,, e hm ... Napolitano , se però tale legge fosse stata fatta ( indipendentemente dai pro e dai contro ) secondo il normale iter cioè per via parlamentare e non tramite decreto d'urgenza . Mentre non lo sono con il secondo punto ( vesi link a fine post ) , perchè tagliare ed eliminare gli sprechi e i surplus inutili ok , dove è necessario , ma non dove non lo è ed il modo con cui è stato fatto

vignette tratte dal sito smemoranda.it/amici_di_smemo/disegnatori/
Ecco il mio pensiero Giustamente come dicono gli autori della voceinfo ( vedere url fine post ) tale riforma o contro riforma meritevole di una discussione non preconcetta. Soprattutto, ricordando che del tutto inadeguata fu invece la riflessione sui costi e benefici della riforma introdotta con la legge 148/90, essenzialmente per motivi occupazionali. Nulla giustifica, tuttavia, il ricorso al decreto legge.
Anch'io , nonostante la notevole differenza d''età , ho avuto ( sono stato uno degli ultimi infatti ho fatto l'esame elementare nelo 1986 sei anni prima dell'abolizione del maestro unico ) concordo con questa testimonianza riporta nella pagina lettere e commenti del il nord sardegna del 16\10\2008 .
<<
>>
Non c'è bisogno di essere di destra o di sinistra per far un funzionare la scuola. non condivido il maestro unico perchè , come testimonianza la testimonianza riporta nelle righe precedenti non ne vedo l' esigenza visto che ( senza ovviamente generalizzare ) l'impreparato potrebbe essere proprio lui ma tanto di cappello alla disciplina ( anche se avrei ripristinato la sospensione e il sette in condotta solo per le cose più gravi , e avrei scelto per la legge del contrappasso cioè rompi un banco , per una settimana il pomeriggio vai a lavorare in falegnameria cosi ti responsabilizzi e vedi che dietro ala riparazione oltre ai soldi c'è anche lavoro ) all' educazione civica ( magari integrata a valori di rispetto e dei non violenza ) che amio avviso sono le principali carenze c e portano i giovani di oggi ad infrangere le leggi e ad avere comportamenti indecorosi e poco rispettosi degli altri e di se stessi . col voto in condotta. S'insegnerà ( almeno si spera in quanto l 'educazione e il rispetto si imparano prima di tutto in famiglia ma dato che questa ormai incapace di insegnare questi valori si scarica tutto sulla scuola c e appare cosi l'unica responsabile ) , ai giovani come ci si deve comportare al di fuori delle mura scolastiche e soprattutto come rapportarci col prossimo, dato che sembrano aumentare i casi di bullismo.
Ora chiedo alla Gelmini e a fautori del maesto unico la sressa domanda fatta in un intervento sul sito http://www.magdiallam.it/node/7172
(...) Alberto Campoloni sul sito del Servizio di Informazione Religiosa della CEI ha affermato “[…] in un contesto di molteplicità di saperi, la pluralità di maestre e il lavoro d'equipe possono garantire maggiore apprendimento per i bambini. La scuola italiana ha puntato in questa direzione, e proprio al livello elementare ha raccolto consensi e ottimi risultati. Ma allora perché cambiare?".
Ma non lo dice solo A. Campoloni ma anche i dati dell’OCSE che colloca la scuola primaria italiana tra le migliori a livello europeo. E’ una bellissima notizia, se non altro ci ritira un po’ su di morale visto che la scuola superiore italiana ha una performance disastrosa rispetto all’Europa…sigh! Perchè disattendere questa bella notizia, iniziando proprio da lì i cambiamenti?
Approffondimenti
sul dibattito scuola con proposte alternative al decreto Gelmini e sul maestro unico
- http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1000566.html
- http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1000564.html
- http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1000656.html
per capire la scuola italiana almeno fino al primo governo berlusconi consiglio il libro di Giovanni Pacchiano di Scuola si Muore Anabasi, 1993 ristampato con delle agiunte
- Editore: Feltrinelli
- Data di Pubblicazione: 1998
- Collana: Universale economica
- ISBN: 8807815117
- ISBN-13: 9788807815119
16 ottobre 1943-16ottobre 2008 dimenticanze
«Quella tragica notte eravamo rimasti a dormire a casa di amici tranne mio padre che venne catturato subito. Fino al 21 febbraio riuscimmo a rimanere nascosti a casa finché dei fascisti, pagati 5 mila lire per ogni ebreo, presero mia madre e gli altri miei fratelli»
Enrica Sermoneta Moscati aveva 11 anni quando riuscì a scampare al rastrellamento del ghetto la notte del 16 ottobre 1943, intervista tratta dal documentario «Una storia romana» realizzato dalla provincia di Roma e dalla casa della Storia
Ma è possibile che un avvenimento cosi imnportante venga in rai ricordato solo alle 08.00 del amttino ? dalla trasmissione la storia siamo noi ( qui il link della puntata odierna da cui sono tratte le prime righe del post d'oggi e dove troverete abbondante marteriale per approffondire ) Forse perchè la rai è ormai serva del otre politico ? infatti : << «A parte i suoi errori, Mussolini non era quel greve individuo che hanno cercato di lasciarci come immagine dopo la guerra. Il duce era un uomo che aveva molte qualità e dai diari emerge l’aspetto umano, la sua cultura, la sua capacità politica e di statista in maniera prepotente».Marcello Dell’Utri, 14 ottobre . >> ( Solo Dell'Utri poteva tentare un'impresa simile: far figurare che un sanguinario dittatore era in realtà un uomo gentile e premuroso... A quando i diari di Silvio?! ) poi risultati falsi o quanto meno dubbi dall'analisi fatta da uno dei più grandi storici ( e non è neppure di sinistrra ) sul fascismo Emilio gentile ( pro nipote di Giovanni Gentile uno degli ideologici del fascismo ) ma questa è un altra storia che ne trovate qui e qui ulteriori dettagli
venmiamo ora all'argomento del post
Proprio all'inizio del mese di ottobre è morto Leone Sabatello, ( nella foto il la testimonianza sulla sua pelle ) ultimo sopravvissuto della razzia nazista nel ghetto di Roma. Riccardo Pacifici, p
residente della Comunità ebraica romana, nel dare la notizia, ha così commentato la triste circostanza: «Leone, che aveva tatuato sul braccio il numero 158621 che gli imposero i nazisti in campo di sterminio non era mai voluto tornare a visitare Auschwitz e non aveva mai raccontato la sua storia, che si è portato nella tomba. Questa morte pone di nuovo il problema della trasmissione della memoria a mano a mano che scompaiono sia i sopravvissuti sia i carnefici. L'angoscia che proviamo per la morte di Sabatello si sovrappone alla paura che nel tempo si possa modificare la verità di quegli anni bui». 
I fatti e foto >> tratti da it.wikipedia : << All'alba di sabato 16 ottobre 1943, un centinaio di soldati tedeschi, dopo aver circondato il quartiere, catturarono 1022 ebrei, tra cui circa 200 bambini. I prigionieri furono rinchiusi nel Collegio Militare di Palazzo Salviati in via della Lungara. Trasferiti alla stazione ferroviaria Tiburtina, furono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame. Il convoglio, partito il 18 ottobre, giunse al campo di concentramento di Auschwitz
il 22 ottobre. Soltanto 17 deportati riusciranno a sopravvivere, tra questi una sola donna e nessun bambino.
>>i
approffondimenti
link tratti dall'articolo su tale fatto pubblicato dall'ottimo sito \ portale
www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6.html
- Bibliografia
- L'oro di Roma
- Testimonianze sul 16 ottobre 1943
- La partenza dei convogli dei deportati
- Massacrate gli ebrei di Roma: i documenti segreti
- Carte segrete Cia su ebrei romani e spie Ss
Senza titolo 957
"Facciamo l'ipotesi, cosi' astrattamente, che ci sia un partito al
potere, un partito dominante, il quale pero' formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?"
Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali.
C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il
fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private.
Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio.
Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta.
Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni.
Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non
controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non
hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano
burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto.
Dare alle scuole private denaro pubblico"
Per leggere tutto il discorso CLICCA QUI
la forza dell'inquietudine intervista a Stefania Calledda
s82.splinder.
ciò si puo riassumere con questa citazione << ho una sorta di melanconia, contro la quale posso combattere solo cercando dicapire, solo pensando a queste cose fino in fondo. >> di Hannah Arendt presente nel suo blog . Nei suoi post c'è un usodella poesia per raccontare la vita, i suoi patemi, i pensieri raccolti nel quotidiano della malattia. Eccone un piccolo stralcio tratto dalla rete << La luce del futuro non cessa un solo istante di ferirci: è qui, che brucia in ogni nostro atto quotidiano, angoscia anche nella fiducia che ci da vita, nell'impeto gobettiano verso questi operai, che muti innalzano, nel rione dell'altro fronte umano, il loro rosso straccio di speranza. - Pagina 77 >>SPOLLER lancia un forte messaggio di speranza e forza d'animo contro l'inquietudine che permea e ispira tutto il libro ( almeno dalle recensioni e alcuni stralci su books.google.it/ che ho letto e credo da libro che appena ho un po' di soldi andrò a comprare ) e il suo blog
Ma ora basta parlare io lascio parlare l'autrice
1) Come mai ha scelto la poesia e non altri generi letterari come naturale sfogo per porre rimedio a questa inquietudine verso l'esistenza?
Sembrerà paradossale, ma la poesia è la forma letteraria che a me viene più semplice, quella con cui mi esprimo al meglio. Ovviamente questo non basta, ho scelto la poesia perché trovo che sia il linguaggio della coscienza più profonda, del sentimento, delle emozioni. Il verso dice, ma soprattutto non dice, ed in quest'ultimo spazio troviamo una dimensione di riflessione che altri generi non hanno.
2) Le tue poesie sono solo intimistiche o ce n'è anche qualcuna politica?
Non credo che le due sfere possano essere così nettamente separate. Se intendiamo con il termine politica tutta la dimensione di relazioni di un soggetto con gli altri, allora anche nel nostro intimo esiste il politico. Facciamo sempre l'errore di pensare che la politica sia solo partitocrazia, ma la dimensione politica quotidiana è fatta di continui legami con gli altri, della nostra capacità di convivenza e di empatia. Dai miei versi traspare chiaramente la mia visione politica, pur riferendomi a questioni che prescindono da una certa idea del politico, la si capisce dal mio modo di affrontare la malattia, l'idea della diversità come valore, lo slancio empatico verso il prossimo. L'altro è sempre al centro del discorso, in "Attimi d'abisso" questo è molto evidente.
3) Preferisci scrivere con il cuore e con la mente, come si evidenzia nei tuoi post, oppure usando solo uno di essi?
Perché è possibile prescindere da uno di essi? Emotività e razionalità sono inscindibili parti dell'essere umano, in modo particolare l'arte non può fare a meno di queste due parti, si scrive spinti da un impulso interiore che senza la padronanza del linguaggio, della forma, sarebbero soltanto parole morte.
4) Quali sono, oltre te stessa, le tue fonti d'ispirazione?
Mi colpiscono l'umanità, gli atti di solidarietà, la forza interiore, la volontà, gli slanci emotivi e passionali delle persone. L'essere umano è continua fonte d'ispirazione.
5) Quali scrittori e poeti hanno contribuito, o contribuiscono, alla tua formazione letteraria e culturale?
Adoro la poesia italiana del Novecento, in modo particolare Ungaretti e Montale, ma amo anche Neruda e García Lorca. Sono sempre stata molto affascinata dalla letteratura latino-americana. Ma la mia è anche una formazione di carattere filosofico, non posso non citare tutta la saggistica sui temi politici e filosofici, Gramsci, Arendt, Kant, ad esempio.
6) Visto che, oltre che di filosofia e storia, t'interessi, come dimostra questo tuo studio per l'università (http://stefaniacalledda.
Sono due linguaggi differenti, non è possibile individuarne uno più congeniale. Certamente nel primo caso, è possibile dare maggior spazio agli aspetti più materiali, fornire documentazione e analisi statistiche; nel secondo caso, invece, l'aspetto emotivo risalta maggiormente e risulta coinvolgere di più il lettore, cosa che mi dà una certa soddisfazione. Tuttavia, date le mie competenze, non escludo di utilizzare entrambi gli strumenti comunicativi.
7) Fra gli scrittori del 1800 e del 1900 chi ti sarebbe piaciuto essere e quale opera avresti voluto scrivere?
Senza alcun dubbio mi sarebbe piaciuto essere Gabriel García Márquez per scrivere "Cent'anni di solitudine".
8) Di solito chi soffre della tua malattia o si piange addosso o fa un blog monotematico, ma tu sei riuscita a farne un blog "polivalente", come hai fatto?
Non ho tempo di piangermi addosso, sono troppo impegnata a vivere, e vivere con una malattia come questa è molto faticoso. Io ho sempre amato scrivere e l'ho sempre fatto, malattia o non malattia, ho sempre coltivato le mie passioni politiche e letterarie, le mie conoscenze e competenze mi danno la possibilità di avere una comunicazione versatile e multidisciplinare. Ultimamente, per questioni personali, scrivo poco di politica e questo mi urta enormemente, ma tornerò a disquisire dell'argomento. La malattia ti dà delle consapevolezze in più, impari a leggere il mondo con occhi diversi e questa è una grande conquista.
9) Qualcosa d'aggiungere, da rettificare o approfondire?
Direi che per capire quest'intervista, l'unica cosa possibile è quella di leggere il libro.
buon viaggio Roberto Saviano -----
lacio drom buon viaggio l'ltalia Lacio Drom Roberto
Aria al profumo di bergamotto
L'aria nella piccola stanza
si era appesantita,
odore di cera accesa,
che si consumava lenta.
Il corpo era disteso,
ormai privo di vita,
anche il respiro silenzioso,
l' aveva abbandonata.
Quando era giovane,
come le piaceva odorare,
quel profumo che arrivava
dalla sua campagna.
Se ne stava spesso silenziosa,
con il volto verso la sua valle,
dalla piccola finestra,
vedeva i rami del vecchio albero,
le foglie quando gialle,
quando verdi
entravano e uscivano
al suo sguardo.
Anche i canti dei passeri
si ammutolirono,
si udiva solo il respiro dell'aria.
Una tunica di lino bianca
addolciva il suo corpo stanco,
ormai abbandonato alla vita.
Lei riposava con il volto sereno,
era ancora bella,
un sorriso illuminava il suo viso,
sembrava quasi che dormisse,
come se stesse sognando.
Qualcuno apri la piccola finestra,
la valle era tutta fiorita,
un delicato vento liberò la stanza
dall'aria appesantita di cera,
la tenda lenta si sollevò
accompagnata dal vento
iniziò a danzare ancora per lei.
La piccola stanza, piano... piano
si liberò della vecchia aria
e si riempi del profumo
che lei amava tanto,
aria profumata al bergamotto.
franca bassi
Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata LXIX. DENTRO A RELAZIONI TOSSICHE: LA TEORIA DELLA RANA BOLLITA PARTE I
La metafora della rana bollita è un concetto che spiega come le persone possano rimanere passive in situazioni negative quando queste si svi...
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