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3.2.26

Le 10 storie imperdibili dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

 per  i  video    non  sono riuscito  a  riportarli   c'è ilcopyright  troppo rigido  li  trovate  qui   su  https://www.olympics.com/it/milano-cortina-2026/notizie/10-storie-imperdibili-giochi-olimpici-invernali-milano-cortina-2026  
da   cui  ho preso l'aricolo

Le 10 storie imperdibili dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026

Sia che tu non sappia granché degli sport Olimpici invernali o che voglia semplicemente sapere chi tenere d'occhio, scopri le 10 storie da seguire a Milano Cortina 2026, tra 4 e 22 febbraio.


 

Mancano ormai 100 giorni ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e l'attesa cresce a dismisura.

Questa edizione promette di essere tutta da vedere: il ritorno sul ghiaccio Olimpico di superstar dell'hockey su ghiaccio della NHL come Sidney Crosby, la statunitense Chloe Kim alla ricerca di un terzo oro consecutivo senza precedenti nello snowboard halfpipe, la sciatrice Mikaela Shiffrin in cerca di riscatto e lo sci alpinismo al suo debutto sul palcoscenico più importante del mondo.Gli atleti e le atlete di 16 sport attendono da anni, se non decenni, questo momento. È ora di prepararsi!

Olympics.com ti accompagna attraverso dieci storie per prepararti al meglio per Milano Cortina 2026, di cui è già stato pubblicato il calendario di tutte le competizioni.

Poiché i Comitati Olimpici Nazionali (NOC) hanno l'autorità esclusiva per la rappresentanza dei rispettivi Paesi ai Giochi Olimpici, la partecipazione degli atleti ai Giochi di Milano Cortina dipende dalla selezione del proprio NOC dei rappresentanti nella delegazione a Milano Cortina 2026.

 

1. Hockey su ghiaccio: le stelle della NHL tornano ai Giochi Olimpici

Per la prima volta da Sochi 2014, i migliori giocatori di hockey su ghiaccio della National Hockey League (NHL) torneranno sul palcoscenico Olimpico In parole povere, i migliori giocatori del mondo indosseranno le maglie delle loro nazionali, rendendo il torneo una vera e propria sfida tra i fenomeni internazionali. Le stelle della NHL hanno saltato le ultime due edizioni dei Giochi Olimpici Invernali e il loro ritorno alza notevolmente la posta in gioco. Le nazionali saranno piene di talenti, con nomi come Connor McDavid, Sidney Crosby, Auston Matthews e Jack Eichel pronti ad affrontarsi.E con l'oro Olimpico in palio, il livello di gioco è destinato a essere eccezionale; osiamo dire che potrebbe essere il miglior torneo Olimpico di hockey di tutti i tempi. Canada, Stati Uniti, Svezia e Finlandia sono tra le favorite, ma tante squadre di alto livello non permetteranno partite facili.Il 4 Nations Face-Off che ha visto protagoniste le nazionali sopracitate nel febbraio 2025 ha offerto un assaggio dell'intensità e della forza delle stelle che i tifosi potranno ammirare quando il disco cadrà a Milano.

2. Sci alpino: la ricerca della redenzione di Mikaela Shiffrin

Con 101 vittorie in Coppa del mondo, 18 medaglie mondiali e due ori Olimpici, Mikaela Shiffrin è la sciatrice alpina più vincente della storia.La statunitense ha conquistato ogni disciplina, infranto record e guadagnato il rispetto di leggende che la definiscono "la più grande di tutti i tempi". Eppure, mentre si dirige verso Milano Cortina 2026, la sua storia non è più una storia di dominio. È una storia di redenzione.
A Beijing 2022, Shiffrin si è presentata come la favorita assoluta, ma ha lasciato i Giochi Olimpici a mani vuote dopo una serie di ritiri nelle sue specialità preferite. Per un'atleta del suo calibro, è stato un dolore profondo e in mondovisione.Da allora, è tornata al suo meglio. Nel 2023, ha battuto il record assoluto di vittorie in Coppa del mondo. Nel 2025, ha raggiunto il traguardo delle 100 vittorie e ha eguagliato il record di medaglie di tutti i tempi ai Campionati del mondo, vincendo l'oro nella prima combinata a squadre.Ma il percorso non è stato facile. Due brutti incidenti nelle ultime stagioni le hanno causato gravi infortuni e quella che ha apertamente descritto come una lotta contro il disturbo da stress post-traumatico. Questo percorso ha rimodellato il suo approccio alla stagione 2025-2026. Non gareggia ormai più in discesa libera e sta tornando gradualmente al super G, con poche gare in programma prima dei Giochi Olimpici. Il suo focus è saldamente sullo slalom e sullo slalom gigante, il fulcro della sua straordinaria carriera, mentre punta a tornare sul podio Olimpico in quella che potrebbe essere la sua quarta edizione dei Giochi Olimpici Invernali."Sono ancora nervosa", ha detto ad Associated Press a proposito dei prossimi Giochi Olimpici. "Probabilmente mi sento più nervosa ogni stagione perché so quanto sia difficile avere davvero successo e quanto desideri averne. Sento di poter sciare ancora meglio: per questo sono così motivata in questo momento".

Mikaela Shiffrin: Vincerò ancora

La sciatrice americana riflette sulla sua esperienza olimpica, sul supporto delle altre atlete e su come intende concludere questa stagione alla grande: "Puoi fallire e non essere un fallito", ha detto la due volte campionessa olimpica. "Prenderò quello che ho effettivamente migliorato nello sci e lo userò per il resto della stagione"

  


3. Danza sul ghiaccio: l'ultimo ballo di Charlène Guignard e Marco Fabbri

Per Charlène Guignard e Marco Fabbri, Milano Cortina 2026 sarà il culmine di una collaborazione lunga 15 anni, dentro e fuori dal ghiaccio.
La coppia italiana di danza sul ghiaccio, e coppia nella vita reale che vive e si allena a Milano, scenderà sul ghiaccio di casa per quella che sarà la loro quarta e ultima edizione dei Giochi Olimpici Invernali, portando con sé una vita di trionfi condivisi, delusioni e sogni incompiuti.
Insieme, Guignard e Fabbri hanno costruito una carriera straordinaria: due volte Campioni europei, più medaglie ai Campionati del mondo e una delle squadre di danza sul ghiaccio più costanti al mondo. Eppure, una medaglia Olimpica è sempre rimasta un sogno. Solo tre pattinatrici italiane sono salite su un podio a cinque cerchi, tra cui la loro allenatrice Barbara Fusar Poli, che vinse il bronzo a Salt Lake City 2002.
Questa volta, per i due i Giochi Olimpici si terranno in casa. Il pubblico conoscerà la loro storia, la loro arte e cosa significherebbe vederli scrivere la storia a Milano. Sarà l'ultimo ballo per Guignard e Fabbri, forse il più intenso.
"Durante gli ultimi Giochi Olimpici di Beijing 2022, abbiamo compiuto un altro passo avanti nel processo di maturazione", ha dichiarato Fabbri a Olympics.com lo scorso anno. "Quindi penso che saremo ancora più maturi alle prossime Olimpiadi e avremo la mentalità giusta per lottare davvero per una medaglia".

Pattinaggio di figura: al via il Grand Prix 2025-2026

Charlène Guignard e Marco Fabbri: 15 anni insieme dentro e fuori dal ghiaccio



I tre volte Olimpionici hanno condiviso i segreti per bilanciare lo sport e le relazioni personali, e perché non è stata una decisione semplice puntare ai Giochi Olimpici di casa a Milano Cortina 2026.



4. Arianna Fontana cerca una storica doppietta sul ghiaccio di casa

Un'altra atleta invernale italiana che punta a fare la storia sul ghiaccio di casa è Arianna Fontana, l'atleta Olimpica invernale più decorata d'Italia con 11 medaglie nello short track.


Ora che si avvicina a quella che potrebbe essere la sua sesta edizione dei Giochi, la 34enne si sta preparando per qualcosa che nessuno si aspettava all'inizio della sua carriera: gareggiare sia nello short track che nel pattinaggio di velocità su pista lunga a Milano Cortina 2026. Di recente un infortunio al flessore dell'anca ne ha compromesso l'inizio di stagione, ma non dovrebbe essere grave: Fontana ha scritto che "la strada è solo diventata un po' più lunga".
A prima vista, i due sport sembrano simili, entrambi disputati su un ovale di ghiaccio ad alta velocità. Ma lo short track richiede potenza esplosiva e istinto tattico in gare serrate, mentre la pista lunga si basa su ritmo, andatura regolare e controllo in un formato, nelle qualifiche, a cronometro.
Con il calendario di Milano Cortina 2026 che rende possibile una doppietta, Fontana prevede di gareggiare nella partenza in linea e nell'inseguimento a squadre su pista lunga, oltre alle sue specialità di short track.
"Dopo Beijing 2022, mi sono seduta con la mia federazione e il Comitato Olimpico Italiano e ho pensato: «Voglio farlo»", ha dichiarato alla NBC. "Sono determinata. Voglio provarci e ci proverò".
Se avesse successo, questi Giochi Olimpici rappresenterebbero un poetico cerchio che si chiude; un'opportunità per concludere la sua carriera dove era iniziata 20 anni prima, a Torino 2006, con la storia di nuovo a portata di mano.


5. Lo sci alpinismo debutta ai Giochi Olimpici

Lo sci alpinismo, o "skimo" (dall’inglese ski mountaineering), farà il suo debutto nel programma Olimpico ai Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026.
Un mix di sci alpino, arrampicata e discese ad alta velocità, richiede agli atleti e alle atlete un livello di resistenza e abilità tecnica estremamente elevato. I fan potranno vedere alcuni degli atleti e delle atlete più tenaci al mondo spingersi al limite in questo sport unico, con la bellissima Bormio a fare da sfondo.
A differenza dello sci alpino, dove gli atleti gareggiano in discesa, lo sci alpinismo preve anche un'importante fase in salita. È già molto popolare sulle Alpi, dov'è nato questo sport, e il suo debutto Olimpico si adatta perfettamente allo splendido tracciato del Stelvio Ski Centre di Bormio. Ogni salita, discesa e medaglia entrerà nella storia Olimpica.



6. Johannes Klæbo alla ricerca di ulteriore grandezza Olimpica


Se c'è un uomo che dovete conoscere nel mondo dello sci di fondo, quella persona è Johannes Høsflot Klæbo.
Il norvegese è diventato il più giovane di sempre a vincere la Coppa del mondo di sci di fondo, il Tour de Ski, un titolo iridato e un oro Olimpico. Di ori Olimpici, poi, ne ha vinti cinque, più un argento e un bronzo. Klæbo si presenta a Milano Cortina 2026 come lo sciatore di fondo più decorato della storia e il chiaro favorito in diverse specialità.
Solo la sua connazionale Marit Bjørgen, l'atleta Olimpica invernale più decorata di tutti i tempi con 15 medaglie, ha ottenuto di più in questo sport.


 
Il dominio di Klæbo si è manifestato appieno ai Campionati del mondo di Trondheim 2025, dove ha conquistato sei medaglie d'oro sulle nevi di casa, battendo il record assoluto di titoli iridali maschili.
Parte della brillantezza di Klæbo risiede nella sua versatilità. Eccelle in tutto, dalle esplosive gare di 10 km alla massacrante partenza in linea di 50 km, con un'accelerazione negli sprint finali che pochi possono eguagliare. Uno di questi è l'azzurro Federico Pellegrino, alla sua ultima esperienza a cinque cerchi.
Ha conquistato quasi tutti i titoli a sua disposizione e, a 28 anni, sta entrando nel suo periodo migliore, con la resistenza e l'esperienza per dominare negli anni a venire. Milano Cortina 2026 è l'occasione per aggiungere al suo medagliere e spingere la sua leggenda verso nuovi orizzonti.

7. Chloe Kim alla ricerca del tris


Chloe Kim ha raggiunto la fama a cinque cerchi vincendo l'oro nello snowboard halfpipe a PyeongChang 2018, a soli 17 anni, diventando la donna più giovane di sempre a conquistare il titolo Olimpico.
Quattro anni dopo, è tornata ai vertici a Beijing 2022, diventando la prima donna a vincere due ori Olimpici nell'halfpipe.
Ora, la 25enne statunitense punta a uno straordinario terzo oro consecutivo, un traguardo che nessuna donna è mai riuscita a raggiungere in questa specialità. Se dovesse vincere di nuovo in Italia, si unirebbe al connazionale Shaun White come i soli snowboarder ad aver conquistato tre ori Olimpici nella disciplina.
Kim è già in rara compagnia. Ha vinto otto medaglie d'oro agli X Games, è stata tre volte Campionessa del mondo ed è l'unica atleta ad aver vinto titoli di halfpipe a Giochi Olimpici, Giochi Olimpici giovanili, ai Campionati del mondo e agli X Games.
Dopo Beijing 2022, Kim ha dichiarato pubblicamente di aver pensato di ritirarsi, a causa della depressione di cui aveva sofferto. Ma è riuscita a ricostruire la sua motivazione attorno alla gioia, alla creatività e alle persone che la circondavano.
"Volevo ritirarmi dopo Beijing 2022", ha detto ad Harper's BAZAAR. "Ma pensavo anche: «Non me ne andrò così». All'inizio, si trattava di vincere medaglie d'oro. Ora significa poter creare la vita che desidero e avere una grande squadra di persone che mi supportano in questo obiettivo comune". 
Chloe Kim: "Voglio solo tornare a divertirmi"

  Scopri come la due volte campionessa Olimpica Chloe Kim ha riscoperto il suo amore per lo snowboard: "Mi sono concentrata sulla mia salute mentale e mi sono ricordata perché volevo farlo fin dall'inizio", ha detto la 24enne in questa intervista esclusiva




8. Jordan Stolz a caccia della tripla corona

Jordan Stolz ha battuto record quasi alla stessa velocità con cui pattina.
A 21 anni, lo statunitense è già una delle figure più dominanti del pattinaggio di velocità ed è un serio contendente alle medaglie nei 500, 1000 e 1500 metri, se non a portarsi a casa tutto quanto a Milano.
Prodigio fin da piccolo, il nativo del Wisconsin è stato educato affinché dedicasse più tempo possibile all'allenamento. A 17 anni, ha frantumato i record mondiali juniores alle selezioni Olimpiche statunitensi e ha fatto il suo debutto Olimpico a Beijing 2022, classificandosi 13° nei 500 metri e 14° nei 1000 metri.




Da allora, ha conquistato questo sport. Dopo aver vinto quattro medaglie d'oro ai Campionati del mondo juniores 2023, Stolz ha fatto la storia a livello senior con tre titoli mondiali ai Campionati del mondo su distanza singola. Divenne il più giovane Campione del mondo nella storia dell'evento e il primo uomo a vincere tre titoli individuali in una singola edizione.
Concluse quell'anno di successo con un titolo mondiale All round al debutto, stabilendo un record mondiale per la cosiddetta "big combination".
La sua stagione 2024-2025 non ha fatto che consolidare ulteriormente il suo status di Campione da battere. Stolz ha dominato il circuito di Coppa del mondo, infranto record di pista, stabilito un record mondiale sui 1000 metri e messo insieme una striscia di 18 vittorie consecutive in Coppa del mondo.
Anche dopo che una polmonite lo rallentò nel febbraio 2025, Stolz è tornato a vincere altre gare di Coppa del mondo e a collezionare tre medaglie ai Campionati del mondo su distanza singola. Molti sono arrivati ​​a paragonarlo alle icone statunitensi Shani Davis ed Eric Heiden per la sua rara capacità di dominare sulle svariate distanze.
"È bello pattinare così velocemente ora, spero di poter mantenere questo vantaggio alle prossime Olimpiadi", ha detto il sette volte Campione del mondo alla CBC. "Mi piace la sensazione di essere quello a cui va data la caccia, mi mantiene motivato".

La stagione 2025-2026 di Coppa del mondo di pattinaggio di velocità si aprirà a metà novembre, con i Campionati statunitensi a Salt Lake City (14-16 novembre), che segneranno l'inizio della sua stagione Olimpica.



9. Una grande coppia nello skeleton femminile

La belga Kim Meylemans e la brasiliana Nicole Rocha Silveira sono la prova vivente che amore e competizione possono condividere lo stesso, gelido palcoscenico.

La loro storia di fidanzamento è diventata virale l'anno scorso, quando la coppia di skeleton ha portato entrambe le fedi durante la stessa romantica gita in barca in Brasile, con l'intenzione di chiedere all'altra di sposarsi. Alla fine, entrambe hanno detto sì e hanno sfoggiato i due anelli. Durante l'estate, si sono sposate legalmente, con un matrimonio in spiaggia programmato dopo Milano Cortina 2026.

Ma prima del loro matrimonio da sogno in spiaggia, cercheranno di rivivere la storia insieme. Né il Brasile né il Belgio hanno mai vinto una medaglia Olimpica nello skeleton, ed entrambe le atlete hanno una reale possibilità di cambiare le cose.

Meylemans è la prima medaglia mondiale di skeleton del Belgio, avendo vinto l'argento ai Campionati del mondo del 2024. Silveira, ex bobbista passata allo skeleton nel 2019, ha scalato costantemente la classifica di Coppa del mondo per il Brasile.

Nel gennaio 2025, a poco più di un anno dai Giochi, la coppia ha condiviso il suo primo podio in Coppa del mondo a St. Moritz, con Meylemans che ha conquistato l'argento e Silveira il bronzo. "Alla fine, lavoriamo come una squadra", ha detto Meylemans. "Se una di noi sale sul podio, è fantastico per entrambe".

Il loro sogno più grande è condividere quel podio. O, come ha detto Meylemans sfacciatamente dopo St. Moritz: "Prossimo obiettivo: oro a pari merito?"Il programma della stagione 2025-2026 di skeleton
Valentina Margaglio: la speranza dello skeleton italiano per Beijing 2022 e il sogno Milano Cortina 2026


Kim Meylemans e Nicole Silveira sul podio della Skeleton Asian Cup 2024



10. Il curling torna a casa, a Cortina d'Ampezzo


Amos Mosaner e Stefania Constantini hanno fatto la storia a Beijing 2022, vincendo il primo oro Olimpico italiano nel curling in doppio misto. Ora, a pochi mesi dai Giochi Olimpici di casa, la coppia è tornata sul ghiaccio insieme.
Il loro incontro ai Campionati mondiali di curling in doppio misto 2025 a Fredericton segna la loro prima competizione internazionale come coppia dopo quell'indimenticabile trionfo a cinque cerchi. Con l'Italia già garantita come nazione ospitante per Milano Cortina 2026, ma nessuna formazione italiana ancora annunciata, l'obiettivo di Mosaner e Constantini è ricostruire il loro legame.
"È sicuramente emozionante", ha detto Mosaner a Olympics.com all'inizio di quest'anno. "Tornare sul ghiaccio e gareggiare di nuovo è qualcosa di meraviglioso".
Le loro prime vittorie a Fredericton hanno dimostrato che la magia è ancora lì, e potrebbe tornare su un palcoscenico ancora più grande ed emozionante nel 2026.
La loro sede Olimpica ha un suo peso nella storia. Il Cortina Curling Olympic Stadium fu originariamente costruito nel 1955 per i Giochi Olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo del 1956, dove ospitò la Cerimonia di Apertura e le gare di pattinaggio di figura. Quasi 70 anni dopo, tornerà a essere il ghiaccio di casa dei campioni in carica dell'Italia.

Se Mosaner e Constantini riusciranno a ritrovare la loro forma smagliante, Cortina potrebbe essere la sede di un altro indimenticabile momento Olimpico italiano.

2.2.26

primo caso di doping alle Olimpiadi di Milano Cortina e lo stupore dell’atleta canadese davanti al bidet in camera

c.... non sono ancora inziatene  le  cerimonia  d'apertura  ne  le gare che già si parla di doping . Ormai non siamo più abituati a perdere . Se prima il doping ( sempre condannabile ) poteva avere anche dele esecrabili motivazioni ideologiche e politiche . Era un Il doping di Stato . Esso avveniva nella Germania Est, ed era noto come "Piano di Stato 14.25", era un sistema sistematico di doping sponsorizzato dallo Stato, che ha avuto un impatto devastante sugli atleti. Questo sistema, che ha visto la somministrazione di steroidi anabolizzanti e ormoni a migliaia di atleti, ha portato a gravi conseguenze fisiche e psicologiche per molti atleti dopati.
La caduta del Muro di Berlino ha reso pubblico il bilancio vero, con vittime che hanno subito tumori, problemi di sterilità, aborti, e altre devastazioni.Ora invece è , altrettanto esecrabile per denaro . il farmaco in questione è Il letrozolo è un inibitore dell’aromatasi che blocca la conversione del testosterone in estrogeni. Usato in oncologia contro il tumore al seno, nello sport è vietato perché aumenta indirettamente il testosterone e maschera l’uso di steroidi.


da Fanpage




A pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, Rebecca Passler, un'atleta del biathlon azzurro, è risultata positiva a un controllo antidoping. Nel suo sangue è stata rilevata la presenza di letrozolo, una sostanza poco conosciuta dal grande pubblico ma ben nota agli organismi di controllo. Si tratta di un farmaco antitumorale appartenente alla classe degli inibitori dell'aromatasi. Non si tratta quindi di una sostanza "nata" per lo sport, ma di un medicinale utilizzato in ambito oncologico per trattare i tumori al seno. Proprio per questo rientra nella categoria delle "sostanze specificate" inserite nella lista vietata dall'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), che ne proibisce l'uso in ogni momento, sia in gara sia fuori gara.
A cosa serve il letrozolo in medicina
In ambito clinico il letrozolo viene prescritto soprattutto nel trattamento del carcinoma mammario nelle donne in postmenopausa. È indicato sia nelle fasi iniziali della malattia, come terapia adiuvante dopo interventi chirurgici o radioterapia, sia nei casi più avanzati o metastatici. Secondo uno studio del 2011 sarebbe anche leggermente più efficace del tamoxifene (un altro farmaco ormonale antiestrogeno) per ridurre le recidive. In alcune situazioni particolari viene utilizzato anche prima dell’intervento chirurgico, quando la chemioterapia non è praticabile. Come ricorda l'Agenzia Italiana del Farmaco AIFA, il letrozolo può favorire l'ovulazione, motivo per cui viene utilizzato anche in terapie di medicina riproduttiva, seppur in modo limitato e controllato.
Come funziona: il ruolo degli ormoni
Per capire perché il letrozolo sia rilevante anche fuori dall'ambito medico è necessario soffermarsi sul suo meccanismo d'azione. Il farmaco interviene su un delicato equilibrio ormonale regolato da un enzima chiamato aromatasi. Questo enzima ha il compito di trasformare una parte del testosterone (l'ormone tipicamente associato alle caratteristiche maschili, ma presente anche nel corpo femminile) in estrogeni, gli ormoni sessuali femminili.
Ibuprofene e rischio di cancro dell’endometrio: cosa dice lo studio su 42.000 donne
Il letrozolo blocca l'aromatasi e interrompe questa trasformazione. In pratica impedisce che il testosterone venga "convertito" in estrogeni. Ciò comporta due conseguenze. Da un lato diminuiscono i livelli di estrogeni circolanti, dall'altro il testosterone tende ad aumentare perché non viene più metabolizzato come prima.
In ambito oncologico questo effetto è utile perché molti tumori al seno sono ormonodipendenti, cioè crescono grazie agli estrogeni: ridurne la presenza significa rallentare o bloccare la progressione della malattia. Ma lo stesso meccanismo, applicato a un organismo sano, produce uno squilibrio ormonale artificiale. È come se l'organismo venisse spinto verso una condizione non naturale, con livelli di testosterone più alti di quelli fisiologici. Ed è proprio questo aumento indiretto dell'ormone a rendere il letrozolo interessante (e problematico) nel contesto sportivo, dove il testosterone è strettamente legato a forza, recupero muscolare e adattamento allo sforzo.
Perché il letrozolo è considerato dopante
Nel contesto sportivo il letrozolo è classificato come agente ormonale vietato. Pur non essendo uno steroide anabolizzante, può aumentare indirettamente il testosterone, con effetti potenzialmente favorevoli sulla forza muscolare, sul recupero e sulla struttura corporea. In altre parole, può offrire un vantaggio competitivo in una gara dove lo sforzo è prolungato.
Non solo. Gli inibitori dell'aromatasi vengono talvolta utilizzati come "sostanze mascheranti", assunti insieme a steroidi per ridurne gli effetti collaterali e mantenere elevati i livelli di testosterone. Per la WADA questi farmaci soddisfano almeno due dei criteri che giustificano un divieto: migliorano la prestazione e comportano rischi per la salute, oltre a violare lo spirito dello sport.
I rischi e le conseguenze sportive
L'alterazione artificiale dell'equilibrio ormonale non è priva di conseguenze. Tra i possibili effetti avversi figurano problemi cardiovascolari, riduzione della densità ossea, disturbi metabolici e squilibri endocrini nel lungo periodo.
Dal punto di vista dei controlli, il letrozolo è facilmente individuabile nelle analisi antidoping e non esiste una soglia di tolleranza. Anche tracce minime possono determinare una positività.
Le sanzioni previste sono severe: sospensione immediata, possibile squalifica fino a quattro anni, annullamento dei risultati e, ovviamente, l'esclusione dalle competizioni più importanti. Il precedente in casa Italia risale al 2018, quando la tennista Sara Errani venne trovata positiva al letrozolo. Errani si giustificò raccontando di un'accidentale contaminazione causata dalla madre mentre preparava il brodo per i tortellini, ma venne comunque raggiunta da una squalifica di 10 mesi

Incurisitoe  per verificare la  notizia    ho  consultato   anche   altri siti   ed  ho  trovato   questo   su  https://www.caffeinamagazine.it/sport


“Positiva all’antidoping”. Terremoto nella squadra azzurra, la campionessa fuori dalle Olimpiadi invernali 

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli e l’attesa cresce di ora in ora. Le Olimpiadi invernali stanno per prendere il via, con le prime competizioni già fissate a calendario e una macchina organizzativa che lavora a pieno ritmo. Tra entusiasmo, speranze di medaglie e grande attenzione mediatica, l’avvicinamento ai Giochi si sta trasformando in un momento cruciale per atleti e delegazioni, chiamati a gestire pressione e aspettative in un contesto unico.
In questo clima carico di emozioni, però, non mancano le ombre. A pochi giorni dall’inizio delle gare, una notizia improvvisa ha scosso l’ambiente sportivo italiano, aprendo interrogativi e preoccupazioni proprio mentre tutto sembrava pronto per la grande festa dello sport. Un episodio inatteso che rischia di condizionare l’atmosfera della vigilia olimpica.




Doping, chi è la stella 25enne fermata
Le brutte notizie arrivano direttamente dalla delegazione azzurra. Nel corso di un controllo antidoping “out competition”, una delle atlete inserite nel gruppo dei 109 convocati italiani è risultata positiva a una sostanza vietata. Si tratta di un inibitore, il letrozolo, che rientra nella Lista delle Sostanze Proibite della Wada, in quanto può favorire le prestazioni e mascherare l’utilizzo di altri prodotti non consentiti. Un caso che assume un peso ancora maggiore perché rappresenta il primo episodio di doping alla vigilia dei Giochi.


Il contesto rende la vicenda ancora più delicata. Milano Cortina è ormai alle porte, con le prime gare in programma dal 4 febbraio e la cerimonia ufficiale di apertura fissata per il 6 febbraio a San Siro. In Casa Italia tutto era stato definito nei dettagli, a partire da un contingente mai così numeroso, pronto a rappresentare il Paese in ogni disciplina. Proprio per questo, la notizia ha colto tutti di sorpresa, incrinando l’entusiasmo della vigilia.




L’atleta coinvolta faceva parte della squadra femminile di biathlon, un reparto considerato tra i più competitivi della spedizione azzurra. Il controllo è avvenuto lontano dalle gare, ma l’esito ha fatto immediatamente scattare le procedure previste dai regolamenti internazionali. Per una sportiva di 25 anni, tesserata per il C.S. Carabinieri, e per l’intero movimento italiano, l’avvicinamento alle Olimpiadi si trasforma così in un percorso improvvisamente in salita.
Dietro a questo nome, che solo ora emerge con chiarezza, c’è una carriera costruita con costanza e risultati fin dalle categorie giovanili. Cresciuta sportivamente in un territorio simbolo del biathlon, l’atleta aveva già mostrato talento e continuità, conquistando numerosi titoli di categoria, otto medaglie individuali e anche un oro in staffetta, confermandosi come una delle promesse più solide del panorama nazionale.
Al momento della convocazione olimpica, il suo rendimento stagionale parlava chiaro. Era 33ª nella classifica generale di Coppa del Mondo di biathlon, con un doppio 11° posto come miglior risultato: prima nella Mass Start di Annecy-Le Grand Bornand nel dicembre 2025 e poi nella Sprint di Oberhof a gennaio 2026. Piazzamenti che avevano rafforzato la fiducia dello staff tecnico e giustificato la chiamata per i Giochi.Solo in chiusura si svela il nome che ora fa discutere l’Italia sportiva. L’atleta fermata dal controllo antidoping è Rebecca Passler, classe 2001, originaria di Anterselva e nipote d’arte, essendo lo zio Johann Passler, due volte bronzo olimpico a Calgary 1988. Un caso destinato a lasciare il segno, proprio mentre le Olimpiadi di Milano Cortina sono pronte ad accendere il fuoco olimpico.....

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  fonti   il  fatto quotidiano  ( qui  il video ) e  www.zazoom.it/ ( per la foto  ) 

La pattinatrice canadese Ivanie Blondin si sorprende davanti al bidet nel suo alloggio al villaggio olimpico di Milano. Arrivata per le Olimpiadi invernali, Blondin ha condiviso sui social un video in cui mostra con entusiasmo la stanza più grande di quanto si aspettasse e il bagno con il bidet, che le ha suscitato un’espressione di sorpresa. La sua reazione ha fatto il giro dei social, diventando subito virale tra gli appassionati di sport e curiosi.



Una stanza singola “più grande di come mi aspettavo” e un bagno in camera con tanto di bidet. È bastato questo per sbalordire la pattinatrice di velocità canadese Ivanie Blondin che, arrivata a Milano per partecipare alle prossime Olimpiadi invernali, ha condiviso sui suoi social un video in cui mostra fiera la camera del villaggio olimpico in cui alloggia. La clip, probabilmente realizzata nelle storie di Instagram, e quindi ora non più visibile, è diventata però virale. La pattinatrice, infatti, nel riprendere la stanza si mostra estremamente sorpresa di un particolare: il bidet. Tanto che inquadrandolo esclama un inequivocabile: “Ooh”.

  viene da  chiedersi    ma  in America     se  laveranno il  sedere  ?

Obliquo presente: Una pedagogia del dissenso nel tempo dell'odio di Cristian Porcino

   "Obliquo presente  una  pedagogia  del dissenso  nerl  tempo del'odio  " è l'ultimo  libro di Cristian A. Porcino Ferrara che esplora temi di responsabilità, identità e educazione. Il libro affronta questioni come il coming out, l'omofobia e il diritto di amare senza nascondersi, e offre una riflessione critica sulle dinamiche culturali e simboliche del nostro tempo. Cristian Ferrara, docente e filosofo, utilizza la scrittura per invitarci a non tacere e a dissentire responsabilmente, cercando di cambiare il mondo attraverso il linguaggio e l'amore.  Un libr  disturbante  per  gli haters   e  per  coloro  che coltivano  e  si  fanno  prendere  dall'ìodio  .  Infatti  << [...]   se  questo libro   riuscirà  a disorientare   ache  solo  un poco  il lettore  , allora  avrà assolto   il  suo  compito >> ( dall'intoduzione dell'autore  )  .
  Un  libro  ,  fiero ed  indigesto  ,  da leggere prima di scegliere la strada dell'odio  . 
 Dire ciò che spesso viene taciuto o  messo  in secondo  piano    nel  migliore  dei casi  ,  sminuito  e  ridicolizzato   nel  peggiore   è un atto di responsabilità. In questi saggi intensi e personali, l’autore attraversa il coming out, l’omofobia, l’eteronormatività e il diritto di amare senza nascondersi, intrecciando esperienza individuale e riflessione culturale. La scuola, i giovani e il linguaggio diventano luoghi di conflitto e di possibilità. Tra Sicilia e Sardegna, tra Camilleri, Carmen Consoli, Michela Murgia e Pasolini, il libro indaga identità, educazione, emancipazione femminile, matriarcato e patriarcato. Senza retorica, la malattia, il lutto e la perdita del padre attraversano le pagine, restituendo una scrittura autentica e necessaria. Un libro sull’amore: quello che resiste, quello che educa, quello che può ancora cambiare il mondo.



 Come dice l'autore stesso e come si può notare dalla lettura : << non nasce da un idea astratta , ma da una necessità concreta orientarsi e aiutare ad oriientarsi in un tempo che ha smesso dì'interrogarsi >> e di cui l'unica soluzione era come suggerito da Per Me Lo So dei CCCP :<< [...] in un eterno presente che capire non sai \l'ultima volta non arriva mai \l'ultima volta non arriva mai \in questo presente che capire non sai\ sei tu \sei tu\sei tu\che può darti di più >>Un libro che dimostra che l'amore non è solo etero e che proprio come la canzone ( in particolare gli ultimi versi   qui  il  testo integrale  ) L'AMORE MERITA di : simonetta spiri , greta manuzi ,  verdiana zangaro , roberta pompa   che mi è ritornata in mente mentre rillegevo alcuni passaggi del libro di Cristian 

[...] Nessuno merita di odiarsi perché non si accetta e il mondo pensa che è diversa
un solo bacio e si imbarazza
poi condanna una carezza perché crede malattia
una sporca fantasia
quella che da sempre è la storia solo mia!
E’ la storia solo mia!
L’amore è verità.

  concludo     affermando    che  è un libro d'avere e far leggere o leggere con i propri figli\e







1.2.26

Aggiornamento sul caso di Belluno La pezza dopo il caso del “biglietto olimpico”: il Riccardo Zuccolotto bambino lasciato a piedi sotto la neve avrà un ruolo nella cerimonia d’apertur



Milano-Cortina
 la chiamata del presidente Malagò alla madre di Riccardo Zuccolotto, 11 anni, che era stato costretto a scendere dal bus a Belluno perché non aveva il ticket da 10 euro. Nel frattempo, solo dopo le proteste, è stata prevista l'esenzione per i residenti




La Fondazione Milano Cortina 2026 ha proposto un ruolo nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi a San Siro a Riccardo Zuccolotto, il bambino di 11 anni del bellunese che martedì scorso è stato costretto a scendere sotto la neve dal bus che doveva riportarlo a casa da scuola perché non aveva il “biglietto olimpico” da dieci euro. La famiglia del bambino ha accettato la proposta. “Pensavo fosse uno scherzo di qualche burlone”, ha detto Vera Vatalara, la madre del bambino, raccontando all’Ansa la telefonata ricevuta da Giovanni Malagò, presidente della Fondazione, che invitava appunto il figlio Riccardo a presenziare all’apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina. “Riccardo ha risposto senza esitazione“, ha proseguito la madre, spiegando che il figlio “è passato dallo sconforto per quanto ha passato al massimo dell’entusiasmo. È uno sportivo, uno sciatore e non potete immaginare quanto significhi per lui questo invito, fosse anche un piccolo ruolo come mascotte“. Così la Fondazione prova a mettere una pezza dopo la figuraccia provocata dal “biglietto olimpico”, un ticket da 10 euro che tutti sono costretti a pagare per prendere i mezzi pubblici nella zona di Cortina. Nel frattempo, dopo il caso e le grandi proteste, è stata prevista un’esenzione per i residenti. E sulla vicenda che ha coinvolto l’undicenne, Dolomiti Bus – titolare del servizio di linea sulla tratta in questione – ha confermato di aver avviato approfondimenti per ricostruire quanto accaduto.
Ripristinato il biglietto ordinario per i residenti
Il bimbo era stato costretto a camminare, mentre nevicava e con temperature sottozero, per gli oltre 6 chilometri di statale 51 Alemagna che separano San Vito di Cadore da Vodo di Cadore, a Belluno, perché non aveva il biglietto giusto dell’autobus ed era stato costretto a scendere dall’autista, poi sospeso dal servizio. La nonna Chiara Balbinot – avvocato di Padova – ha presentato querela con l’ipotesi di abbandono di minore. “Non sentivo le gambe – aveva dichiarato successivamente Riccardo in un’intervista a La Repubblica– facevo fatica a camminare”. Zuccolotto frequenta la prima media e spesso prende la linea 30 Calalzo-Cortina. A tenere banco – oltre alle condizioni climatiche in cui il bimbo era stato lasciato a piedi – era il costo del biglietto (10 euro), che doveva essere acquistato anche dai residenti. E infatti oggi – 31 gennaio – è stato ripristinato il biglietto a tariffa ordinaria per i residenti pendolari per la tratta di pullman in questione. I lavoratori e gli studenti che risiedono in provincia di Belluno e che devono fare brevi tratti tra un paese e l’altro lungo la statale 51 Alemagna – come nel caso del bambino bellunese – potranno quindi continuare a usare i vecchi biglietti da 2,50 euro acquistati a terra e obliterarli a bordo dei bus, senza la necessità di scaricare l’apposita App o pagare solo con il bancomat Pos. Durante il controllo dei biglietti, sarà necessario esibire il documento di identità per appurare la residenza.
Le scuse dell’autista
Intanto in mattinata è arrivato un mea culpa, con le dovute scuse, dall’autista del pullman che lunedì scorso ha lasciato a terra il bimbo in questione. “Mi fa male il cuore, a pensarci a mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia“, ha spiegato l’autista Salvatore Russotto, 61 anni. E ha poi ricostruito la vicenda, raccontando che il ragazzino era salito con il biglietto da 2,50 euro. “Gli ho detto che quello non era valido, che doveva pagare con il bancomat oppure avere l’abbonamento. E lui è sceso, questione di un minuto”. Per quanto riguarda la possibilità di pagare con denaro, Russotto sostiene che “l’azienda ci aveva dato disposizioni chiare: invitare a scendere chiunque non avesse il titolo di viaggio valido. Non ci hanno detto nulla sui minorenni che vanno fatti salire comunque. Sono mortificato, ho commesso un grave errore. Non ci ho dormito tutta la notte. A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto

CHI LO DICE CHE LE RAGAZZE E LE DONNE DEBBANO GIOCARE SOLO NEL CALCIO FEMMINILE . greta figus clase 2012 Gioca a calcio a Fonni, nel cuore della Barbagia, in una squadra dove è la sola rappresentante femminile

la storia  di. Greta  Figus     classe  2012   conferma  quanto  riportato  nel  post  : « Effetto tifo  Spalti pieni e un’identità forte quando la comunità fa sauadra  con il calcio e  con il basket  . identità  non solo ultras  quindi  » .  Infatti   che  io  sappia    questa  è una  novità  .se  poi  in italia  ci sono storie  smili  non so .  Se  voi ne  avete   fatemelo sapere  mi  farebbe  piacere  . 

unione   sarda  1\2\2026
Greta unica donna a scendere in campo ma è lei che segna


Gioca a calcio a Fonni, nel cuore della Barbagia, in una squadra dove è la sola rappresentante femminile. Greta Figus, classe 2012, è l’unica ragazza che pratica il calcio in una squadra mista. Agli ordini dei mister Marco Palmas e Ramos Emerson (un’istituzione del calcio barbaricino), da 3 anni è l’attaccante della Asd Fonni, nella categoria Giovanissimi. «Da bambina giocavo a pallavolo ma mi sono accorta presto che il calcio era molto più bello e mi piaceva di più - racconta Greta - forse all’inizio guardavo
mio fratello giocare e volevo farlo con lui, poi questa passione era vera, forte e ho scelto di andare avanti. Eravamo pochissime, quest’anno le mie amiche hanno abbandonato ma io ho scelto di continuare anche se sono l’unica ragazza».
La famiglia
Greta frequenta la terza media e conta di iscriversi all’ITC Chironi di Nuoro con indirizzo Amministrazione, finanza e marketing. «Non so cosa farò da grande, per ora sono felice di riuscire a conciliare 3 allenamenti a settimana, le trasferte a Oristano e lo studio che considero importantissimo. Le mie materie preferite sono educazione fisica (chi l’avrebbe mai detto?), italiano e matematica». Babbo Sergio e mamma Adriana supportano con entusiasmo il sogno calcistico di Greta, che oggi si ritrova a vivere un’esperienza fantastica. È stata convocata da mister Sassu tra le 18 ragazze che disputeranno il torneo “Calcio+15 selezione Pintadera” a Trezzano sul Naviglio (MI) contro Lombardia ed Emilia Romagna. «Sulla carta sembrerebbe una lotta impari - dice babbo Sergio - ma venderanno cara la pelle, ne sono certo. Per Greta è una bellissima esperienza di sport e vita, io e mia moglie siamo orgogliosi e felici per lei».
Il club
La società e i mister sono entusiasti del suo impegno, della determinazione e della grinta che dimostra. «Non è solo questione di tecnica - spiegano Palmas ed Emerson - è la sua curiosità, la voglia di imparare, l’applicazione e la serietà. Il tempo dirà se il calcio sarà il suo futuro, ma già ora sono evidenti margini di miglioramento pazzeschi e tante carte da giocarsi. La sua famiglia e il calcio l’hanno supportata in passato in un momento difficile (il suo unico fratello Lorenzo ha perso la vita a 17 anni in un incidente stradale a ottobre 2024, ndc ) e tutti noi continueremo a sostenerla perché possa vivere lo sport da tredicenne, nel miglior modo possibile senza troppe pressioni o aspettative. Allenare Greta è un orgoglio». Dal canto suo Greta sembra aver accolto la convocazione della rappresentativa con grande lucidità. «Sarà di sicuro una bellissima esperienza, la convocazione all’inizio era inaspettata, eravamo 40 ed ora siamo in 18. Sono emozionata ma cercherò di viverla fino in fondo tranquilla e determinata. Andare a Milano per giocare a calcio è già un bel traguardo. Come tutti poi ho i miei idoli, sono juventina, mi piacciono tantissimo Messi e Yildiz». La società è entusiasta della convocazione e sui social lodano quella che definiscono un “orgoglio fonnese” e un ringraziamento ai tecnici che l’hanno seguita. Greta rincara: «I miei allenatori sono persone splendide e preparate. Emerson poi è un mito, si vede che ha esperienze in campionati di alto livello ed io mi diverto e imparo una marea di cose».
Il futuro
A prescindere dall’esito del torneo, Greta rappresenta un esempio in un territorio dove il calcio femminile è via via quasi scomparso negli anni, nonostante dalla Barbagia arrivi un pezzo di storia del calcio femminile italiano come Antonella Carta di Orotelli, in passato capitano della Nazionale, oltre 700 partite da professionista, inserita nella “Hall of fame” di Coverciano. L’auspicio è che Greta, coda di cavallo al vento, fiato corto e occhi che brillano mentre rincorre la palla, tracci una strada che si avvicini a quella di Antonella Carta.

Chiudersi o aprirsi ? affrontando la paura di sbagliare accettando che anche nel sbagliare c'è libertà

 A tutti, credo, capiti, in certe situazioni, di chiudersi in sé stessi. Perché? Fondamentalmente perché dentro non si sbaglia mai davvero. Dentro siamo intelligenti, sensibili, coraggiosi. Le risposte arrivano sempre al momento giusto, le emozioni sono ordinate. In poche parole: ci sentiamo al sicuro.Quando usciamo e ci relazioniamo con gli altri, sembra che la magia si rompa: parliamo troppo, o troppo poco, fraintendiamo, deludiamo o restiamo delusi. Insomma, roviniamo tutto...A quel punto pensiamo che la colpa sia dell’esserci aperti agli altri. In realtà la colpa è dell’idea che avevamo di noi stessi.Perché dentro siamo perfetti, ma fuori siamo veri. E la verità a volte è un po’ disordinata,contraddittoria. 

Ma è l’unico posto dove può succedere qualcosa che non sia solo immaginato.Forse il punto non è smettere di chiudersi, ma non farne una residenza stabile. Entrare in sé è utile, uscire è necessario.Quindi sì, probabilmente ogni tanto rovineremo qualcosa: una frase detta male, un silenzio di troppo. Ma ne vale la pena.Anche perché chi ci sta intorno, ogni tanto ha rovinato tutto…e proprio per questo ha qualcosa di interessante da raccontarci.Ora Non  condanno  la  solitudine  perchè  ne  faccio ricorso anch'io   ma  sopratutto   perchè     

 
ma  allo stesso  cercando    ricollegandomi a quanto detto  nelle righe  precedenti    una  via    di mezzo   senza  usare    " mezzi  artificiali  "   in modo aucritico   .


perchè l'intelligenza artificiale usata così tra l'altro rischia di non dare più la capacità di ragionare... Inoltre è vero, si deve imparare a sbagliare, perché sbagliando s'impara.
Infatti  come  ho  detto    nel   titolo     si    dovrebbe  accettare    che  anche  nell  sbagliare  c'è  libertà  .  Come  dicono  :  L'utente  Lorien sul suo  facebook 

Libertà e paura
La libertà ha sempre un prezzo. Ma chi è disposto a pagarlo? Ci raccontano che essere liberi significa poter scegliere, eppure ogni scelta porta con sé il peso della paura. Paura di sbagliare, di perdere, di restare soli. Forse la libertà non è altro che un’ombra: sembra vicina, ma più la insegui, più si allontana. C’è chi la cerca disperatamente, pronto a spezzare ogni catena, senza accorgersi che alcune di quelle catene lo tenevano in piedi. E c’è chi si aggrappa alla paura, confondendola con sicurezza, dimenticando che nessuna gabbia, per quanto dorata, potrà mai essere casa. Forse la libertà non è l’assenza di paura, ma il coraggio di camminare con essa. Di stringerle la mano e sussurrarle: so che ci sei, ma non mi fermerai

     questo libro  di 


che rappresenta visivamente l’episodio reale vissuto da Primo Levi, Sandro Delmastro e Alberto Salmoni: la scalata invernale all’Uja di Mondrone, raccontata nel capitolo Ferro de Il sistema periodico. In cui i tre amici volevano scalare l’Uja, ma a causa della nebbia raggiunsero una vetta sbagliata.Solo Sandro, più esperto, si accorse dell’errore.Invece di tornare indietro, decisero di proseguire lungo la cresta per raggiungere la vetta vera.L’impresa si trasformò in una prova di resistenza, libertà e amicizia.


Pantani, parla la mamma: "Jacquelin d’oro nel nome di Marco. Così mio figlio fa ancora il giro del mondo” ., L’appello di Ghiotto e Fabris, il paradosso del pattinaggio di velocità: in Italia nessun impianto

BIATHLON, OLIMPIADI MILANO CORTINA 2026 - Mamma Tonina Belletti Pantani, 76 anni, ha rilasciato un'intervista ai colleghi de La Stampa ...