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26.3.26

Probabili soluzioni del problema della violenza giovanile. ? educare il figlio a non essere cacciatore e la figlia a non essere preda

 non faccio in tempo veder pubblicato tale mio commento ( https://ulisse-compagnidistrada.blogspot.com/2026/03/violenza-giovanile-bergamo.html ) sull'ennesimo fatto di violenza giovanile che in una chat in cui si discuteva di ciò è mi si accusa adi far il solito pistolotto etico morale, e mi si chiede come risolvere il problema oltre a parlare .

Ora voglio rispondere a tali domande /osservazioni pur sapendo che rispondere ad esse   è come dare le perle ai porci perché chiunque anche il più addormentato che sceglie di non cadere nel : tutto subito , repressione , ecc.  ovvero alle sirene della propaganda e dei demagoghi che parlano alla pancia ed usa un po' di raziocinio ed osservazione ci arriva da sè senza chiedere  interpellare gli altri . A meno che non voglia confrontarsi o sentire un altra  opinione .
Ora Visto   che   L’approccio
securitario non ha diminuito i reati. E Questo tipo di problemi non li puoi affrontare solo con la repressione o mettendo come  suggerito  da  alcuni   i metal detector nelle scuole, ma mettendoci dentro libri e psicologi. La risposta al groviglio di rabbia e solitudine dei ragazzi non sono le manette, ma l’ascolto  ed  la  comprensione   .
Ecco come provrare a risolvere la situazione in modo non repressivo . Saranno delle soluzioni lente e non immediate, vero purtroppo, ma spesso esse sono quelle più durature e con meno recidività . 

«Serve un progetto di lungo respiro. La scuola e i genitori non possono essere lasciati soli, l’intervento educativo non deve essere solo disciplinare, ma includere la gestione della rabbia, lo stimolo dell’empatia,

Come in una serie tv L’abbigliamento, lo show in diretta emulano un preciso immaginario: mi viene in mente Narcosla percezione dell’autorità. L’errore che non dobbiamo compiere è minimizzare. E non dobbiamo dire che è colpa di un ragazzo, perché è un problema che riguarda tutti».  (  Claudio Mencacci, psichiatra, presidente della Società italiana di neuro psico farmacologia, è da sempre attento ai disturbi dei più giovani   sul  corriere della sera del  26\3\2026 ) 

Ecco  quindi. secondo   me  come   fare


1) educazione a scuola e nei centri di aggregazione giovanile e familiare :

ai linguaggi dei media e delle arti 
 alla legalità al pluralismo culturale
 alla non violenza fisica e verbale 
 all'affettività
A gestire e contenere rabbia e frustrazione ed incanalarla in qualcosa di costruttivo e meno disrruttivi ed autodistruttivo

2) aiuti non solo ecomici ma anche psicologici alle famiglie in difficoltà
3) potenziamento di personale e strutture per migliorare i servizi sociali e la giustizia minorile
4 ) applicare leggi che già ci sono senza farne di nuove insomma evitare che diventino come le grida manzoniane e dei garbugli tanto che non si sa quale/i applicare visto che ognuna contraddice l'altra

« #noninsegnare a tua #figlia ad essere #preda \ #insegna a tuo #figlio a non essere #cacciatore » di #joumanahaddad poetessa libanese eco il testo integrale  preso. da

Anziché dire a tua figlia che è una preda, insegna a tuo figlio che non è un cacciatore.
Anziché dire a tua figlia di tacere, insegna a tuo figlio ad ascoltare.
Anziché educare soltanto tua figlia a rispettare se stessa, educa anche tuo figlio a rispettare le donne.
Anziché chiedere a tua figlia di non indossare quella gonna, insegna a tuo figlio che una gonna corta non è un invito a fare sesso.
Anziché forzare tua figlia a coprirsi, insegna a tuo figlio che una donna è più di un corpo.
Anziché avvertire tua figlia che tutti gli uomini siano il nemico, insegna a tuo figlio che le donne sono compagne di valore.
Anziché crescere tua figlia perché abbia paura degli uomini e tuo figlio perché disprezzi le donne, crescili entrambi perché si fidino, si rispettino e si amino.
J. Haddad

Educare alla 
parità cioè insegnare il rispetto reciproco, l'empatia e l'autonomia, superando i ruoli di genere. Per il figlio maschio, educa al consenso, alla gestione delle emozioni e al rispetto delle regole. Per la figlia, promuovi autostima, assertività e autodifesa emotiva, insegnandole a porre limiti chiari e a non temere di chiedere aiuto. 
Educare il Figlio a non essere "Cacciatore"Insegna il Rispetto e il Consenso: Fagli capire che il "no" è definitivo, sia nei giochi che nelle relazioni.
Gestione delle Emozioni: Educato a riconoscere e gestire la frustrazione, l'aggressività e la rabbia senza scaricarle sugli altri.
Rifiuto della Prepotenza: Insegna che la forza non si usa per sopraffare, ma per proteggere. Il rispetto si basa sull'ammirazione, non sulla paura.
Esempio in famiglia: Sii il primo a mostrare rispetto reciproco, evitando comportamenti prepotenti o machisti. 
Educare la Figlia a non essere "Preda"Autostima e Valore di Sé: Aiutala a credere in se stessa e a valorizzarsi per chi è, non per come appare o per compiacere altri.
Assertività e Limiti: Insegna a usare frasi come "Non mi piace, smettila" o "A me piace come sono" per stabilire confini chiari.
Autodifesa Emotiva: Spiegale che nessuno può farla sentire inferiore senza il suo consenso e che ha il diritto di difendersi emotivamente.
Chiedere Aiuto: Insegna che non deve sopportare comportamenti inaccettabili e che segnalare il problema a un adulto non è un atto di debolezza.
Principi Comuni per EntrambiEducazione all'Empatia: Insegnare a mettersi nei panni dell'altro.
Autonomia: Favorire l'indipendenza e la capacità di prendere decisioni proprie.
Comunicazione Aperta: Creare un ambiente sicuro dove poter parlare di paure e difficoltà

Infatti concordo con quello  che  dice    vedere     articolo  sotto     su repubblica  del  26\3\2026  lo  psicanalista Massimo Ammaniti 
 . 
Ora per  qualcuno  sarò ( un fondo di verità ) un illuso  o un  utopista . Ma   come    ho  già  detto  il modello  forcaiolo\ giustizionalista. , leggi. pena. di morte e  simili  ha  fallito e contribuito  secondo alcuni  ad aumento di crimini violenti .Quindi la prevenzione e le politiche  educative mi  sembrano un opzione più che. ragionevole per    ridurre e depotenziare  del breve periodo e nel lungo risolvere  tali. problematiche. Se poi voi  avete un altra soluzione  ben venga  sarei lieto di confrontarla  con la mia .   

25.3.26

violenza giovanile a Bergamo





Mi ha colpito moltissimo la storia di Chiara Mocchi, l’insegnante di 57 anni accoltellata a gola e addome da uno studente di 13 anni nel corridoio della scuola di Trescore (Bergamo), dove insegna francese.
Tutti, da. quel. che. si legge. online , la descrivono come un’ottima insegnante molto apprezzata dai suoi studenti, una di quei professori che non si limitano alle lezioni, ma che considerano il proprio lavoro una vocazione culturale e divulgativa da portare avanti sempre.La buona notizia è che non è in pericolo di vita,
e si salverà. Ma resta lo strazio per eventuali. strumentalizzazioni da parte. dei calvinisti e. vannacisti. Un fatto di una gravità inaudita che scuote uno dei luoghi più importanti del nostro Paese: la scuola.E no, non può essere velocemente derubricato a mero fatto di cronaca, a raptus, a episodio isolato. Ma ci ricorda quanto spesso gli insegnanti siano lasciati soli a gestire casi disciplinari e situazioni psicologiche che richiederebbero supporto e cure specializzate, e su cui loro, i docenti, non hanno il minimo potere di intervento. Non si può lasciare gli insegnanti in prima linea a occuparsi di qualcosa che non rientra nelle loro competenze e di fronte a cui non hanno neppure alcun potere, esposte ed esposti a rischi personali e di sicurezza non accettabili nella scuola pubblica italiana.
E tutto questo ha a che fare, eccome, con la politica, con l’istruzione, con le scelte di chi si occupa di scuola.
Che il caso di Chiara Mocchi accenda un campanello d’allarme e serva a fare in modo che altri suoi colleghi non si ritrovino a vivere lo stesso incubo.
Il pensiero va a lei, a una pronta guarigione, a tornare presto a fare il mestiere che ama, ai colleghi, alla scuola e alle famiglie coinvolte.
Che sia, per una volta, un momento non di polemiche o di odio ulteriore, ma di riflessione profonda.
Ma soprattutto  finiamola ogni volta  che  avvengono  fatti  di  cronaca  di cercare  capri espiatori negli immigrati   senza. distinguere  tra quelli veri o di seconda generazione.  

Gino Paoli un altro pezzo della storia della musica italiana che se ne va

 


Che dire d'originale. ,oltre. i. vari. coccodrilli mediatici , sulla. morte di. un. grande. cantautore l'ultimo della scuola Genovese. ? Forse ho. trovato. Come. ho. gi già detto. nel. titolo. Una delle colonne della mia infanzia e degli assi portanti della musica italiana pre 68-88 . Un esempio di qualità cosa che sta scomparendo, salvo eccezioni, che sta scomparendo per mancanza di eredi. Sono sempre i migliori quelli che se ne vanno con i loro pregi ( esaltati. dai coccodrilli dei media e non solo ) ed i loro difetti o magagne ( ignorati o minimizzati ). Infatti ha. ragione


Morto Gino Paoli.
Ed abbiamo le prove che dopo morti tutti diventano santi.
Anche se si è processato per evasione fiscale portando milioni di euro all' estero, e la causa è finita in prescrizione perché decaduti i termini di legge (cosa che non significa che il reato non esiste, significa solo che la giustizia è troppo lenta, STRANAMENTE )Riposi in pace l' ex presidente della SIAE che distribuiva in maniera proporzionale i proventi dei diritti d'autore solo ai musicisti ricchi.Purtroppo dire la verità fa diventare impopolari

Musicista. e. giornalista. la mia prima. compagna. di viaggio\ di strada concludo con una delle sue , a mio avviso , più belle canzoni 


              
  con. questo. è tuttio.  "
Per aspera ad astra"  Ndr è una celebre locuzione latina che significa letteralmente attraverso le asperità (le difficoltà) fino alle stelle".




Certo bisogna farne di strada. per. distinguere tra un illegalità etica ed da criminale [. gli esperti di grazia (ma non di giustizia) il caso della Minetti - REPRISE ]

canzoni suggerite nella mia ora di libertà ( sia la versione originale di de Andre' sia la cover di Caposela ) Il Figlio del re-Pi...