Il mio amico e compagno di strada Francesco Pasella mi ha regalato il suo libretto poetico :
La plaquette lirica “La porta di confine” (Poesia tra mondi emersi) di Francesco Pasella è la 67esima opera della “Piccola collana di memorie”, ideata da Salvatore Tola e sviluppata negli anni con il collaborativo impegno di Salvatore Ligios della Soter editrice. Francesco ha , tesi che condivido , come riportaa Mario Pischedda (visionarioe poliedrico artista di Bortigiadas, videomaker, fotografo, poeta-scrittore e giornalista), che del poeta Francesco evidenzia la “rara dote che pochi hanno, ovvero la brevità a cui aggiungere anche l’umanità e per chiudere il cerchio direi anche più di un verso felice e paradossalmente ermetico e spaziale”. Il riferimento è: “Lanciare dardi,/ ami,/ su cosmi fumanti”.//. E il nostro poeta tempiese “è un lanciatore, un discobolo direi di dardi poetici su cosmi fumanti”.
Altra preziosità sta nella riproduzione del Paesaggio agrodolce, olio su tela di Giuliano Sale (pittore nato a Cagliari nel 1977, vive e lavora a Milano), in sintonia con la porta di confine esplora artisticamente l’ambiguità contemporanea.>> . Infatti secondo : << "La porta di confine": miniaturizzazione e versi “griffati” dalla dimensione poetica del tempiese Francesco Pasella >> Logudoro live la miniaturizzazione poetica operata da Francesco Pasella, sia nel limite numerico delle composizioni che nell’essenzialità estrema dei versi pubblicati, lo porta a concentrare e griffare con il suo stile, di profonda concettualità, un ermetismo estremo e stratificato riflessivo linguaggio, sperimentato e consolidato con innumerevoli pubblicazioni, per varcare limiti tra realtà e oltre. In tempi di totalizzante globalizzazione e di poteri attenti ad innalzare muri ci arriva un messaggio di poesia che incede verso l’esaltazione dell’esperienza conoscitiva e che parla ai cuori; insomma un coltivo di ponti proiettati a stabilire contatti e dialogo tra persone e culture, capaci di sfidare tempi e fedi dai segni ancestrali. [...] .

Francesco Pasella propone anche se usando solo il cuore e poco la mente la sua personale visione e senso-valore dell’esperienza poetica e non solo da riscoprire con segni di contemporaneità, attingendo alla sua originaria sorgente di umanità ed alle molteplici interpretazioni dei flussi di pensiero che cattura con una straordinaria capacità di introspezione e sensibilità per le emozioni fugaci da trasformare in simboli di fratellanza e di esperienza poetica dalla dimensione universale.Infatti <<La parola-poesia porta >> sempre secondo Logudoro lice <<ad esplorare e comprendere, analizzare i tempi che consumano
indistintamente il tutto, nonostante lo “scorrere e ripetersi” esistenziale, ma è anche connessione e sincretismo per far emergere legami di e tra culture: l’atzeca-messicana mediata dal senso cristinianizzante. E da questa varcata porta di confine, tra mondi emersi, possiamo “vivere/ il giorno dei morti/ mesoamericano,/ quando le anime/ tornano per far festa,/ maschere ricamate,/ altari per brindare,/ carri e sfilate,/ banchetti per vivere”.// >>
Fra le poesie più belle che mi sono piaciute
La pressione sul cuore
un cuore che chiede aiuto allla mente
cosmi fumanti
lotta per essere se stesso e allostersso tempo non andare alla deriva nel mare della vita
il mio albero
ha trovato qul centro di gravità permanente che noi tutti cerchiamo e lo rafforza e lo sviluppa
Mi è piaciuto perchè in tale opera c'è Un culto di radice e identità per avvicinare due mondi ed onorare la memoria dei propri antenati, nella consapevolezza che “nei gusci mollicci siamo morti,/ si è frantumato il cuore”,/ ma lo spirito è presenza ed essenza vitale di ricordanza della fase naturale dell’esistenza.Ma soprattutto Altra preziosità sta nella riproduzione del Paesaggio agrodolce, olio su tela di Giuliano Sale (pittore nato a Cagliari nel 1977, vive e lavora a Milano), da me ripresa qui a sini.stra in sintonia con la porta di confine esplora artisticamente l’ambiguità contemporanea.
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