Cerca nel blog

23.6.08

per evitare un altra figuraccia come quella contro la spagna caro Donadoni o ....

....  chi  ti sostituirà a llenate  di più  i   giocatori   come   questo prima  manga  e poi anime  cartone animato  in Europa   sul gioco del calcio  non dico il  titolo perchè   è stato replicato tante di quelle  volte  l'ultima  , se non erro  nel 2004\5  sul canale  satellittare boing    e poi vedendo il video   anche  chi non è dela mia generazione  (  sono del '76 ) o l'ha cosa  che non credo  visto  il successo che ha  riscosso  e riscuote    capirà da  sè il titolo  del cartone

Infatti   << ( .... ) ha riscosso molto successo sia in Giappone che nel resto del mondo. In Italia è tuttora oggi una delle serie più amate . Capitan Tsubasa ha contribuito a diffondere il calcio in Giappone e molti ritengono che sia stato uno dei fattori che hanno contribuito al miglioramento di prestazioni della nazionale nipponica che nel 1998 si è qualificata per la prima volta ai mondiali e nel 2002 è riuscita persino a raggiungere gli ottavi di finale. Inoltre molti calciatori famosi come Hidetoshi Nakata, Alessandro Del Piero, Francesco Coco, Zinedine Zidane e Yoshikatsu Kawaguchiche lo guardavano quando erano piccoli, hanno dichiarato che se sono diventati calciatori professionisti è anche merito di questa serie che ha contribuito a far nascere e crescere in loro la passione per il gioco del calcio. In Italia il manga è edito dalla Star Comics.>>  (  da  wikipedia
  )  .
concludo   , mi è venurta  in mente  mentre  guardavo ilo video in  questione   questa  canzone di de  gregori adatta    alla situazione 


La Leva Calcistica Della Classe '68 ( Titanic (1982) )

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l'allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell'area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.


con questo  è tutto sempre  voster   cdv

schiavitù sentimentale o schiavitù sentimentaler questo è il problema parte 2

visto  che   splinder non capisco il perchè  non permette di modificarlo , faccio   qui dele  aggiunbte  che volevo fare alla  parte  1

...  oppure  come  dico  dei mie carissimi cdv  internauti   contattati via  sms   alla mia domanda  : <<  cosa  è meglio una schiavitù \  dipendenza   pornografia   o  un a sentimentrale  ? >>  maschio il primo     : << credo che siano due argomenti  distiniti .. credo che la pornografia e la prostituzione  siano più fiotrenti   di un tempo  perchè l'uomo oggi ha un ruolo  mediamente  difficile  .. è diventato  ancora più sesso debole di prima  e tutto questo  fa  crollare l'amore  sentimentale >> : donne le altre  due  : 1) <<  nessuna delle  due  la  Priam può portarti  ad  acvere problemi   fisici  a. la seconda  al suicidio . quindi  ... >> : 2)  << in questi casi il meglio è relativo  : credo che sia meglio  quello che ti  fa stare meno  male  >>  ...    riprende al  frase  dela prima parte   .


Dal web


Un clandestino in carrozza

Per due giorni sono rimasta chiusa in una villa a Formello. Mio figlio  si era dimenticato di lasciarmi le chiavi, e mi ha chiuso dentro. Al suo rientro mi ha detto: "L' ho fatto apposta, così ti decidi a prendere un telefonino", non fa nulla, io sto bene senza, anche se sono rimasta chiusa per due giorni,  senza contatti. Vediamo cosa può succedere in due giorni: ho preso il sole, mi sono girata intorno, ho cucinato, la tv non m'interessa, il pc era a Roma. La natura nel 'Parco di Veio' è molto bella,  gli uccellini, le lucciole e le cicale, mi hanno fatto un bel concerto sotto le stelle. Vi chiederete: ma a noi del blog cosa c'interessa se la Principessa orchidea Cegliese è rimasta chiusà in un castello?
Vengo a raccontarvi il seguito. Al rientro alla capitale nella la mia carrozza (premessa, quando guido non bevo mai), inizio a sentire una vocina, credo nella mia testa, che diceva: -"finalmente! sono due giorni che aspetto, dove eri finita?"Mi  domando, forse è il sole che ho preso? la corrozza silenziosa, con le luci illumina i bordi della stada, e ancora la vocina.
-Principessa, ma cosa ti è successo?
Pensavo che stavo impazzendo, anche se spesso  parlo con gli alberi antichi di Ceglie, e con le bellissime orchidee, ma nella carrozza non mi era mai capitato.
-Principessa, ti devo ringraziare per le belle cose che insieme a te ho potuto vedere, fontane, ville, boschi, montagne. Anzi, questa notte, quando tu non arrivavi, ho curiosato intorno alla carrozza, fino al torrente, c'era una bellissima ragazza con le vesti ricamate con fili d'oro, parlava con l'acqua,  diceva di essere una fanciulla Etrusca, che aspettava ancora il suo uomo che era partito per una battaglia e non era più tornato, piangeva tanto, tu sai chi sono?
-Qui siamo nel parco di Veio, è una zona dove nei tempi antichi viveva un grande popolo, gli 'Etruschi'. Poi mi riprendo,  mi comincio a spaventare, ma con chi sto a parlare?
Ancora sulla strada, poi fermo la carrozza, mi tocco la fronte, pensando di stare male, resto ancora un po' di tempo dentro la carrozza, poi di nuovo la vocina. Appoggio la schiena al sedile, mi guardo intorno, nessuno, solo tanto profumo nella carrozza, di frutta fresca raccolta nei campi.
-Perdonami Principessa, non volevo spaventarti, e dovevo chiederti il permesso  prima di fare il clandestino, sono due mesi che mi scarrozzi gratis, per questo ti ringrazio, però devo chiederti ancora un favore?
-Dimmi? anche se non ti vedo, e sento solo la tua voce.
-Se mi puoi portare alla mia  Ceglie?
-Cosa?
-Si, al trullo fatato.
Mi tocco di nuovo la fronte, e continuo a non capire.
-Mi mancano tanto, le pietre fresche del tuo trullo, i miei amici, la bellissima terra rossa.
Mi abbandono sul sedile, mi  rilasso, pensando di stare veramente male, poi mi sento accarezzare le ginocchia, penso, oddio sto morendo, mi blocco, cosa succede? con la mano tocco il ginocchio, e un piccolo animaletto, sale sul dorso della mia  mano, fino all' avambraccio, un piccolo bellissimo Geco.
Scusatemi, se ho modificato la realtà, ma il Geco, nella mia carrozza,  c'è veramente, a me sembra quello di Ceglie, che la notte gira indisturbato dentro il mio trullo.




Franca Bassi

Senza titolo 634

  VE LA RICORDATE L'AUTO FILOGUIDATA ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

Senza titolo 633

E si fa nuvola


 


Come mi lasci


amore


colpevole


svuotato


la notte a pensarti


colpevole


per quello che avrei potuto darti


svuotato


a guardare impotente


quello che avrei potuto darti


dalla realtà


scivolare nel sogno


sono terra umida e fertile


che evapora in cielo


e si fa nuvola


 


Pietro Atzeni

22.6.08

Roma - Me che storia è questa?




























Rea Silvia                        oggi sarebbe un uomo                        
Cesare conquistò i Galli  e poi ne trasse il dado
Ponzio Pilato diede origine a Mani Pulite
Costantino prese la croce come simbolo  perché i sondaggi gli avevano garantito: "Con questo segno vincerai"

- Sacco di Roma -


410 d.C: i Visigoti


455 d.C.: Vandali


 2008 d.C.: l’Alemanno
 Discendiamo dagli antichi Romani  e da allora in poi è stata una continua discesa

 


G. Vanella

Come Penelope!

 





 
dipinto by Jacqueline Schulte





L’amarti fa parte del cammino
tortuoso, quasi ossessivo.
Giungi ad ogni mio impulso,
rabbia sprigiona l’anima
verso ogni fuoco nemico.
Tenerezza verso i tuoi pensieri più contorti
sofferti.
Ascolta la lontananza dei tempi.
L’uomo tenace sa giungere alla meta
ascoltando il cuor unito.
Come Penelope
attese il suo Ulisse !




by  donatella  camatta

Blog contro ogni forma di razzismo!


 




No_razzismoIl clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire peril 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese.
L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata.
Diamo un segnale: combattiamo il razzismo e il fascismo.

Iniziativa promossa dai blogger


Adesioni: 



schiavitù della pornografia o schiavitù del sentimentalismo questo è il problema








(...)
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.


(....)


fabrizio de andre nella mia ora di liberta'






A chi mi chiede qualcosa di personale come facevo un tempo eccovi un altro post che riguarda il mio problema con il 5 peccato capitale a cui avevo già accennato ( non ricordo dove purtroppo ) durante i 4 anni d'esistenza del blog , in un post in cui parlavo dei miei 7 peccati capitali .


Ora secondo i miei genitori e secondo le amiche \ compagne di strada più care quando smetterò , facile a dirsi difficile per chi dall'età di 8\9 anni ha iniziato ad usare la pornografia , di : 1) vedere e leggere : 2 ) comprare , scambiare , rivendere , regalare oltre che ad usare , sarò un uomo migliore . Infatti mi dico che se seguirò e cerca di attuare la mia voglia di smettere per sempre , salirò un gradino della scala del paradiso per  parafrasare la  famossima  Stairway_to_Heaven  dei Leds Zeppelin  o farò un passo sempre più forte verso le porte della percezione  quelle di cui parlava  Aldous Huxley del 1954 nella sua opera  intitolata The Doors of Perception  ( le  porte della percezione   Paradiso e Inferno è il titolo italiano di   e sarò più libero e non più schiavo della pornografia o erotismo estremo visto la sottile linea di confine tra erotismo ed essa
che mercifica una cosa bella e a volte anche profonda come il sesso e quindi anche l'amore .


Ma cosi facendo mi chiuuserò in altra schiavitù quella dell'amore sentimentale ( di cui parla la cdv tisbe in questo  suo  post   ) da cui sono stato schiavo fino ale scuole medie visto che scrivevo lettere d'amore o dediche in libri alle ragazze e alle amiche o la cotta mi dura sempre iun bel po' ed ancora adesso ,anche se di meno m'innamoro , di tutte come un'adolescente e quando vedo una bella ragazza\ina dico : << belina quella peccato che sia troppo piccola .
Vale la pena liberarsi da una schiavitù ( quella della pornografia ) per rinchiudersi in altra schiavitù quella di cui ha parlato tisbe ) oppure è peggio ? questo è il dilemma , ma adesso pensiamo a liberarci dala prima , per la seconda ci penserò quando sarà il tempo .



Senza titolo 632

negozietti allegri

Sembra una tranquillissima zona residenziale appena costruita, una tranquilla zona pedonale friulana.


Invece non è altro che un agglomerato di negozi vuoti e spenti.


 


 


 


 


 


Non mi è facile raccontare la mia vita in ambito lavorativo o in ambito sindacale, dove il percorso che si sta effettuando viene spesso e volentieri messo in sordina dai mass-media: si tratta del terziario, della Grande Distribuzione (aggiungo: perchè l'economia deve girare, i soldi che gli italiani *non* possiedono devono spenderli in "oasi commerciali", perche solo con lo shopping si è felici e ci si sente appagati -compreso lo shopping alimentare!-).



Si parla di trattative, di impegno ad una rieducazione storica non solo di pensiero a livello sindacale, ma anche di conoscenza storica del ramo e del suo attivismo, e con questo bisogna “registrarsi” da quando, anni fa,  venne applicata la legge 30 (cosiddetta Biagi).


Il precariato ha iniziato ad insediarsi sommessamente, senza tener conto delle conseguenze che avrebbero portato nei giorni nostri.


Gli italiani, i lavoratori in genere, non pensavano di dover affrontare tagli profondi, spaccati di sottomissioni, “disamoramento” del proprio lavoro. La globalizzazione, al posto di unire il pensiero o le vicissitudini dei lavoratori ha portato ad una divisione sempre più profonda nel mondo del lavoro. Ha incentivato l’individualismo egoistico creando comportamenti spesse volte disgustosi... mentre i GRANDI conoscendo la logica psicologia dei lavoratori ha iniziato a “tagliarli”...


Non so esprimere bene alcuni concetti, ma ciò che m’inorridisce è il fatto che più si va avanti, più sarà difficile ri-conquistare ciò che dal 1968 in poi ha resistito per un buon trentennio.... quando la dignità aveva un valore.


 
Passino le "domeniche lavorative"; diventerebbero gioni lavorativi normali, senza la maggiorazione della festività.


Giusto per fare un favore a chi le domeniche può passarle con le"chiappe" al sole... e magari su qualche "misera barchetta"....


Foto0056


 


 







P.S.


son perfettamente cosciente che ci son anche altri problemi da affrontare... intanto qui metto in evidenza una categoria che non viene MAI menzionata.... dove il malcontento regna sovrano: tra noi che lavoriamo in questa ambito si respira IMPOTENZA.



E I GRANDI IMPRENDITORI GODONO.

Roma, 24 giugno

Tra pochi giorni ci sara' l' annuale festa delle streghe di s. Giovanni.
Non sapevo molto su questa festa, cosi' mi sono messa al pc e ho digitato un po' in cerca di informazioni. Secondo un sito, il 24 giugno si celebra, secondo le tradizioni italiane, la notte in cui le streghe si recano, in volo, verso il "Grande Noce di Benevento"; l'albero sul quale una dea lunare avrebbe sconfitto il diavolo, rimandandolo negli inferi.(Beh..mandare all'Inferno il Diavolo non e' effettivamente roba da poco..) Naturalmente la Chiesa ha messo lo zampino pure su questa credenza popolare, sopprimendo la festa durante la quale, tra le tante, vi era d'abitudine appendere alle finestre un rametto di rosmarino per evitare che le streghe in viaggio si fermassero a ristorarsi in casa.




Le tradizioni su questa festa sono tantissime!  Provate a dare uno sguardo su internet a caccia di info sulla festa delle streghr di san Giovanni e ne leggerete delle belle. Se siete di Roma, spero di trovarvi intorno al falo'.




METROPOLI MULTIETNICA

 

NEGOZI: Iniziamo, per stupirvi, dalla lontana Taipei (Taiwan)segnalando Eslite, una catena di librerie con ben 41 negozi, alcuni aperti 24h su 24: 300mila titoli di tutti i generi, la maggior parte in inglese.


Di fronte alla grande moschea della Mecca, all’esterno c’è il grande centro commerciale Abraj Al Bait Shopping Center di 4 piani, dove poter non solo consumare dei pasti, anche acquistare cose utili per la casa ecc, attenti ai prezzi!


http://www.abrajalbait.com/


Più in là c’è un’altra catena il Bin Dawood.


http://www.bindawood.com/


La noche de Cuba è un negozio on line specializzato in abbigliamento, scarpe da ballo e musicalatinoamericana.www.lanochedecuba.it Artorient sorge nel palazzo omonimo, è un grande magazzino in Via Pogliaghi,1 dove trovare una vastissima gamma di tappeti orientali.


La Libreria Iman in Via Varanini 12 a Milano è aperta da diversi anni, ma solo ora abbiamo l’opportunità di consigliarvela per il fatto che è una tra le rarissime librerie islamiche in Italia. Il negozio è grande, ha due piani, si possono acquistare anche abiti islamici, soprattutto per donna. Troverete libri sull’Islam in italiano, ma quelli che riteniamo più interessanti sono proprio in lingua araba –numerosissimi nel negozio- francese ed inglese. Le uniche librerie nel genere in Italia di solito sono quelle nelle moschee.


Ricorda molto i numerosi negozi e librerie che trovate nei paesi arabi.


Macelleria Al Mulk Viale Tibaldi, 8, una delle tante macellerie arabe.


Prodotti Alimentari: nome ultrasemplice per questo negozio in V.le Romagna, 12 con cibi africani, indiani,asiatici,filippini, ecc. Millennium Grossary è un negozio di alimentari etnici in Via Imbonati, 89; stessa cosa per E.B Euroasia in Via A.Doria, 20. Pasticceria Faji in Via Canonica, 38, è gestita e frequentata dai cinesi: molti i dolci che sforna; all’ingresso campeggia un’enorme torta nuziale (finta) a più strati.



LEGGI IL RESTO QUI':


http://etnomondi1.splinder.com/post/17130199/METROPOLI+MULTIETNICA

La riconciliazione.

 



IMGP1050



La riconciliazione
unica  via d'uscita.
La  riconciliazione non è una specie di favore o concessione
verso qualcuno,
che  non si merita  tale gesto
e riconciliarsi non significa nemmeno
diventare amici di chi ci ha fatto
il danno.
La  riconciliazione non implica di diventare il passato,
bensì di evitare che il passato
 ci si imponga come  se  fosse il presente
oscurando e condizionando il futuro.
E'  sopratutto
 un atto positivo verso se stessi
aldila che  possa avere anche conseguenze
per gli altri.

Convito



 





Nel giallo dei miei pensieri
sei apparsa tu,
rassettando idee e affetti,
nell'incalzare perenne della vita.
E apparecchiasti per me
una tovaglia di coccole rosse,
ci sedemmo
e pranzammo insieme.
Non scialacquavi il tuo sorriso,
parca e devota
come l'accorta formica.
Mi richiamavi
al senso del cuore
offrendomi schegge
di fulgidi nasturzi.
Colsi l'attimo: poi, soave,
tornasti nel segreto incantatore,
a me arcano e fuggitivo,
in attesa, ridente,
d'una nuova primavera di gioia.


Daniela Tuscano

Senza titolo 631

  VE LO RICORDATE L'AEREO DI LATTA ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 


21.6.08

e noi giudichiamo illegale l'immigrazione clandestina

.. invece  di punire  chi permette e sfrutta   tale  cosa   e senza  sapere quali pericoli  devono affrontare




Cuatro refugiadas caminan en medio de una tormenta de arena


da www.elpais.com/fotografia/internacional/

- Vento -


Vento freddo che spettinasti i cuori


 di chi ne consumò Amore


librati all'orizzonte adesso che


 il glicine schiude le sue ali


portaci consiglio


tenendoci per mano...


 dacci un figlio sotto


 questo cielo stellato.


attraverso il fiume dei ricordi


soffiasti via la saggezza


e creasti un ponte di sentimenti,


a noi prezioso e grato...


Adesso. . .


soffiaci ancora se lo vuoi...


 Celticopoesia2008

qualcuno nelò l 1835 lo aveva prevvisto ed è ..

... un filosofo   molto amato e citato  dal centro destra

«Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. Non è raro allora vedere delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando le leggi, tiranneggiando a loro piacimento; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo » Alexis de Tocqueville, «La democrazia in America», 1835

Senza titolo 630

  22 / 06 / 2008 / S. PAOLINO !  SINCERI AUGURI DALL'ESPLORATORE !  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

Il fascio comunista vita scriteriata di Accio Benassi .






Essendoci molte  canzoni italiane  e internazionali adatte per  fare da  colonna sonora  \ sopttofondo musicale  a tale post   ho scelto a  malincuore  : 1) mio frate4lo è figlio unico   di rino gateano   ( ne trovate sopra un video e qui il testo  )   di rino Gaetrano ;  2) la colonna sonora del film tratto dal romanzo ; 3) vagabondo dei nomadi  qui un bellissimo video  ., 3) l'avvelenata di Guccini  qui il testo
nel regno del nulla televisivo e adesso anche radiofonico , salvo che per i sonnambuli , un libro ( bello , brutto , mediocre, pessimo , ecc ) costituisce una valida alternativa insieme ad una bella camminata .
Ultimamente ho letto , anzi divorato ( ero da era da Romanzo criminale di De Cataldo che non mettevo in moto un simile ambaradàn
) essendo appassionato oltre che ai triller e hard bollet alle biografie ( anche se romanzate ) , ai romanzi a sfondo storico o politico , oltre che incuriosito ( è questo è uno dei casi ) di vedere come un regista ha reso un romanzo o qualche altra opera letteraria come il romanzo di formazione   “ il fasciocomunista vita scriteriata di Accio Benassi “ di Antonio pennacchi da cui è tratto il film daniele lucchetti  “mio fratello è figlio unico” titolo isiprato all'omonima canzone  (  trovate sopra il video )  di rino gaetano 
Il libro è uscito nel 2003, ma oggi è tornato alla ribalta dopo che dal romanzo è nato il film di Daniele Luchetti "Mio fratello è figlio unico", che vede come interpreti Elio Germano
e Riccardo Scamarcio.
Un libro toccante ( molto più del film le cui differenze nonostante siano poche sono abbastanza notevoli ma che hanno in comune il un confronto senza fine una stagione fatta di fughe , ritorni , botte , ma soprattutto di grandi passioni ) , allegro , triste , allo stesso tempo .
<< La lingua di Pennacchi è >> come dice l'ottimo sito  http://www.wumingfoundation.com/ <<
efficacissima, piena di prestiti dialettali e stratagemmi reiterati fino a diventare tormentoni, come quel "Dice:" a cui seguono domanda retorica e risposta auto-assolutoria. L'effetto è indicibile. Esilaranti le descrizioni delle scazzottate, con l'immancabile incipit: "Gliene misi due in faccia". Sapete come la penso: se riesci a rendere viva una rissa o una scazzottata, allora sei un bravo scrittore.Il fasciocomunista contiene alcune perle, come la storia della partecipazione dei giovani fascisti alle prime occupazioni del '68 romano. Stando a Benassi/Pennacchi, non solo i militanti di Avanguardia Nazionale, guidati da Stefano Delle Chiaie, presero parte agli scontri di Valle Giulia, ma addirittura li cominciarono: furono i primi a controcaricare la polizia . In seguito, il celebre intervento squadristico alla Sapienza voluto da Almirante e Michelini (che stavano facendo il maquillage al MSI per trasformarlo in " partito d'ordine " anti-estremisti ) impedì la "fraternizzazione" e costrinse i giovani di destra a schierarsi "di qua" o "di là". Benassi si schiera "di là", coi rossi. << (....) E' lo stesso giorno in cui Oreste Scalzone rimase ferito alla spina dorsale. Nel suo libro autobiografico Biennio rosso (a cura di Ugo Maria Tassinari, edizioni SugarCo, 1988), sempre secondo Wm1 , lo stesso Scalzone è molto evasivo sulla presenza dei giovani di destra a Valle Giulia: solitamente tanto logorroico da provocare edemi cerebrali in chi lo ascolta, in quel passaggio se la cava in due righe, dicendo più o meno: "Boh, può darsi, c'era un tale casino..." (...) >>                                                                                           Altro passaggio bellissimo è una lite con Pasolini sulla questione della "degenerazione antropologica" dei giovani italiani. Oppure il finale tutt'altra cosa  rispetto a quello sdolcinato del film .Si puo' quindi dire che il romanzo è la storia di una generazione o almeno una parte d'essa che in un periodo ancora aperto 19601980 passo' dalla destra alla sinistra extra parlamentare e ala sinistra parlamentare o che come è il caso del sindaco di Roma Alemanno e è rimasto a destra .Erta da tempo , almeno dai libri che ho letto direttamente o di cui ho sentito parlare o letto recensioni , che -- come dice la quarta di copertina del libro-- Accio Benassi è un personaggio come da tempo non se ne vedevano nella letteratura italiana: ribelle, attaccabrighe, goffo, innamorato, illuso, ingenuo, disubbidiente, sentimentale, arruffapopoli.La cosa che più mi ha colpito, fin dall'inizio, in questo romanzo, è la capacità dell'autore di mantenere un ritmo elevatissimo, incalzante, che incolla il lettore alla pagina, senza ricorrere alla scrittura secca, mitragliata, telegrafica, che abbiamo imparato ad amare sulle pagine di Ellroy.Ciò che risulta torrenziale, ne Il fasciocomunista,è l'affabulazione, la miriade di aneddoti, di personaggi, di situazioni assurde e strampalate. Una lingua che imita o usa abbondantemente il parlato, anzi, il "raccontato", proprio del cantastorie, che spesso dialoga col suo pubblico, altre volte si fa prendere dall'emozione perché , in fondo, è della sua stessa vita che si sta parlando. Un anarchico di costituzione e di DNA alle prese con le grandi istituzioni totali del recente passato: la famiglia - dominata da una madre anaffettiva e del tutto fuori di testa; la Chiesa - cioè il seminario e la crisi di vocazione; il neofascismo pecoreccio della provincia di Latina, e quello più violento ed eversivo della capitale; quindi i "preti rossi" di Servire il Popolo; la Droga - ma solo di sfuggita, come passaggio dal farsi le pippe al farsi le pere; la Fabbrica.Un vero pugno in faccia a tante scritture autobiografiche che non raccontano nulla, non trasmettono alcuna emozione, non coinvolgono nessuno.Pennacchi, fondamentalmente, mette in scena sé stesso: a volte, forse, si lascia scappare qualche indulgenza su aspetti più personali, ma sono momenti brevi, comunque gustosi.
Inoltre secondo Wm2
Quello che spicca - e che salva, rendendo il libro uno dei migliori italiani della stagione - è la voglia di raccontare che straborda da ogni parola, e con essa il desiderio di fare letteratura corale, un vero affresco dell'Italia di ieri l'altro, filtrato attraverso lo spirito incontenibile di un grandissimo rompicoglioni.>> e  come dimostra la stessa  biografia dell'autore ( foto  a destra     e qui la  sua biografia ) . Un buon romanzo anche se  troppo affrettato nel  finale  , dato  non si parla  deil  funerale   del fratello ,   dele reazioni  dei geniitori  alla sua sbandata verso la droga  . Ha avuto  iol pregio e qui facciom complimenti all'autore   d'eviutare  un finale strappa lacrine   ovvero vogliamoci bene  e\o  ciò che è bene   finisce  bene . Sulla stessa linea  del  il voltafgabbana  di lajolo  ( vedere righe  successive  )  ma  con parti più romanzate   che  autobiografiche  , ma  abilmente fuse insieme   dall'ottima scrittura creativa  .
Concludo che è un libro molto polemico ma purtroppo nel clima culturale d'oggi , le polemiche si sono spente subito , cosa che invece non sarebbe successo se il libro fosse stato scritto prima del 1989-1992 e avrebbe provocato specie a sinistra polemiche a non finire come quelle che si succedevano con Davide lajolo ( in particolare "Classe 1912" (1945) (ristampato nel 1975 e nel 1995 con il titolo A conquistare la rossa primavera) e ne Il voltagabbana (1963) ristampato  nel 2005 , in cui l'autore analizza le ragioni che lo portarono a schierarsi, dopo una giovinezza fascista, dalla parte della Resistenza. Finestre aperte a Botteghe Oscure (1975), che suscita notevoli polemiche a sionistra ) Pier paolo pasolini ( con le  sue opere in  particolare i saggi )  e Beppe fenoglio ( con i suoi romanzi sulla resistenza anti predominio del Pci  )


contesto storico e culturale




I misteri!

 



grafia


                                                 Grafia Di Pietro Chiabra



 



I misteri di ogni credo ci vengono


ad  insegnarci la salvezza.


Che  ne rimane di noi,


se ci richiudiamo nell’angustia terrena?


L’anima non trema,


cuor senza dolore,


unico  problema può essere


la  mente: oscilla, vaga


riduci la  debolezza


la  forza  prenda  il sopravvento


dando pace! 




by   donatella camatta



 

Libertà sul web. Sentenza oscurantista in Italia.







Condannato penalmente da un tribunale della Repubblica per il reato di "stampa clandestina", reo di aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale "accadeinsicilia", già oscurato d'autorità.
E' avvenuto un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia. Carlo Ruta è stato condannato a una pena pecuniaria, per "stampa clandestina", solo per aver gestito un sito di documentazione storica e sociale, in sostanza un normalissimo blog, di cui peraltro era stata comprovata, dalla polizia postale di Catania, cui era stato conferito l'incarico degli accertamenti, la non periodicità regolare.
L'incredibile sentenza penale è stata emessa dal giudice Patricia Di Marco, presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell'Antimafia Francesco Forgione, in relazione alla gestione dell'inchiesta giudiziaria sul caso del giornalista Spampinato.
Una sentenza del genere, che reca riscontri soltanto in Cina e in qualche nazione a regime dittatoriale, per le leggi che vigono nel nostro paese è un'assurdità. Costituisce un attacco frontale al mondo del web, alla democrazia, ai diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E' quindi importante che le realtà delle reti, le sedi dell'informazione, le espressioni del paese civile rispondano con la massima determinazione.
Firma la petizione, potresti essere tu il prossimo condannato!




La pagina della petizione è raggiungibile a questo indirizzo

RISTORANTI ETNICI




* RISTORANTE JAPPONESE KIMURA, era da tempo che volevamo provarlo e  possiamo dire che non ha deluso le aspettative. Locale accogliente, alcuni del personale parlano l’italiano perfettamente. Varietà di pesce, noi abbiamo preferito fare il bis di sushi di due belle portate. Molto buono, tra l’altro dicono che il sushi per chi è a dieta va benissimo: ti riempie, soddisfa il palato, senza farti ingrassare. Solo una cosa: perché Japponese con la J e non con la G? In viale Monza 4 a Milano. Chiuso il lunedì sera e domenica a pranzo.


 


* SHING YANG CHINESE RESTAURANT Se andate in Arabia Saudita a Medina, non dimenticate di fare un salto in questo curioso ristorante… cinese del nostro amico egiziano Taher Said Muhmed Abdaleh. Sembra strano trovare in un paese arabo la cucina orientale, eppure da quelle parti non è impossibile. Potrete gustare prelibate specialità. Tra il personale simpatici filippini. Ecco l’intero indirizzo:


Almadina Almonwara- Al SahaCenter – Khalid Bin Alwleed St. P.O. Box: 20330


 


* RISTORANTE INDIANO E PAKISTANO HIMALAYA, specialità Tandoori e curry, gradita la prenotazione. Ve lo consigliamo, anche se apparentemente piccolo, in realtà è molto accogliente carino e si mangia davvero bene. Molto buono il riso basmati dai diversi colori. Il personale è pakistano, sempre cordiale e disponibile. In Via Trivulzio Antonio Tolomeo 16 a Milano, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 24, tra le fermate della Metro Gambara e De Angeli.


 


* RISTORANTE GIAPPONESE TOMOYOSHI L’avevamo sempre snobbato perché ci sembrava troppo occidentalizzato, falso giapponese gestito da cinesi e per di più “modaiolo”. In realtà si mangia molto bene ed andrete via soddisfatti. Abbiamo assaporato nuove specialità, un po’ frequente è l’uso delle uova, il tutto senza esagerare. Personale gentile, anche se in cucina abbiamo visto cuochi… non proprio orientali. Ma non fermatevi alle apparenze. In Via L. Sacco 4 a Milano, zona De Angeli.


 


* RISTORANTE USMAN E TAKE AWAY E’ un altro ristorante che dall’esterno non invoglia molto ad entrare. Non fatevi tradire anche questa volta dalle apparenze, all’interno è molto carino e più grande di quanto possa sembrare da fuori. Specialità indiane, turche ma anche…pakistane, il personale proviene dal Pakistan. Se snobbate i Take Away vi consigliamo in questi casi di non farlo, poiché il cibo è cucinato quasi subito ed è fresco. Unica nota stonata per chi è musulmano: prima il ristorante non serviva bevande alcoliche e per questo meritava  di essere fra i pochissimi ristoranti halàl pakistani in circolazione. Adesso è uno fra i tanti. In Via Panfilo Castaldi 27 a Milano.


 


* MO’MEN Sparsi per l’Egitto la catena di ristoranti “Mo’men” nati da un’idea dei fratelli Mo’men nel lontano 1988. Sono Take Away con una svariata scelta di panini e non solo, si mangia bene. È dal 1999 che li frequentiamo. http://www.momen-restaurant.com/


 



LEGGI IL RESTO QUI':


http://etnomondi1.splinder.com/post/17130324/RISTORANTI+ETNICI

Curiosità


Hello Kitty nominata ambasciatrice del turismo in Giappone. La gattina però vive a Londra da molti anni. Speriamo nessun problema!!!

La vittoria della Pace


E' estate.Lasciatemi dunque esagerare,e ribaltare lo sconsolato motto di Erasmo.      
Ma se non ci crediamo noi, alla vittoria,come possiamo convincere anche  gli altri ?
Abbiamo qualche motivo di speranza.







Ecco il primo:




"Il Sindaco di Bresso Fortunato Zinni [al centro ] dichiara il suo dissenso al pericoloso e scellerato progetto militare che l'amministrazione Bush sta cercando di imporre all'Europa senza consultare i cittadini". A questo link si trova il messaggio di adesione del primo cittadino bressese.


Ricordo che sul sito www.nonviolenza.net si può ancora firmare per la petizione online, che ha raccolto più di 122000 firme e l'adesione di molti personaggi della politica, della scienza, della cultura e dello spettacolo. E domani, sciopero mondiale della fame contro l'installazione dello scudo.


La seconda "news" (ma sì, concediamoci uno strappo anglofilo per una volta) è, in certo senso, conseguente alla prima, anche logica: il Tar di Vicenza ha bloccato i lavori per l'ampliamento della base Usa. Oltre alle irregolarità procedurali nelle gare d'appalto, il giudice veneto ha sottolineato che, riguardo al progetto, mancava un elemento essenziale, ovvio, banale: il consenso dei cittadini. Ciò che i movimenti per la pace vanno ripetendo da oltre un anno.



Non ci aveva pensato nessuno. E non mi riferisco tanto agli Usa, che della volontà popolare palesemente se ne sbattono. Alludo all'imbelle governo Prodi, che all'epoca non previde neppure quest'eventualità ma, nel patetico tentativo di dimostrare la sua sudditanza al permaloso e potentissimo "alleato", si affrettò a ratificare, con zelante servilismo, le decisioni del Capo d'Oltreoceano. Per uscire dalle pastoie dell'impopolarità, almeno qui in Italia,bastava indire un referendum. Ma, ripeto, non ci hanno pensato. Tutto vano, fra l'altro: Bush ha continuato a preferire Berlusconi fin quando, complici svariati fattori ( Mastella, Vaticano, rifondaroli e soci  affondati...),quest'ultimo è  tornato saldamente in sella.Insomma :  oltre al danno, la beffa.

Ma quanto è accaduto attesta che, malgrado il colossale sforzo intrapreso per imbavagliarci, i Golia nulla possono contro i Davide. Nulla possono, se noi non glielo permettiamo. Se non perdiamo la speranza e la consapevolezza del numero, dell'appartenenza, della dignità di ognuno.
Né si dimentichi che, a Vicenza, la protesta ha ottenuto successo anche grazie al convinto sostegno di molte associazioni cattoliche, e persino di numerosi vescovi. Non si tratta, insomma, dei soliti quattro foffi spinellati. Ed è forse un bene che Propaganda Fide metta in guardia sulla pericolosità del simbolo della pace, diabolico emblema di sincretismo, relativismo ecc. ecc. E' un bene perché è vero che i simboli sono linguaggio e, come tale, temibili per il potere. E, al tempo stesso, restano ciò che sono: colori, sorrisi, accenni. E' un bene perché dimenticano, o forse ignorano, la lezione di Capitini, don Milani, don Zeno, Giorgio La Pira e, tra i vivi, Alex Zanotelli [a lato, nella "sua" Korogocho] che da impenitente new age qual è non solo sfoggia uno scialle variopinto, ma una volta ha osato persino regalarmi una croce multicolore realizzata dai suoi amici africani! Troppo etno, troppo tribale. La vedesse il bianco signore d'Oltretevere, non mancherebbe di lanciare fulmini dalle sue diafane mani. Ma quelle, preferisce farsele baciare da quel perfetto modello di cristiano che è Silvio Berlusconi.



Ma quanto è accaduto attesta che, malgrado il colossale sforzo intrapreso per imbavagliarci, i Golia nulla possono contro i Davide. Nulla possono, se noi non glielo permettiamo. Se non perdiamo la speranza e la consapevolezza del numero, dell'appartenenza, della dignità di ognuno.




Né si dimentichi che, a Vicenza, la protesta ha ottenuto successo anche grazie al convinto sostegno di molte associazioni cattoliche, e persino di numerosi vescovi. Non si tratta, insomma, dei soliti quattro foffi spinellati. Ed è forse un bene che Propaganda Fide metta in guardia sulla pericolosità del simbolo della pace, diabolico emblema di sincretismo, relativismo ecc. ecc. E' un bene perché è vero che i simboli sono linguaggio e, come tale, temibili per il potere. E, al tempo stesso, restano ciò che sono: colori, sorrisi, accenni. Lasciamo che il Vaticano prosegua la sua crociata contro un pezzo di stoffa. Noi la ostentiamo con gioia, ben sapendo che dietro quel velo si cela l'avvenire di uomini e donne migliori.

Last but not least (aridaje...): l'ha decretato l'Onu, non i cittadini (anzi, le cittadine) che lo subivano da un pezzo: lo stupro diventa crimine di guerra. Non più un "reato minore", come orrendamente veniva considerato prima. Meglio tardi che mai. Ma niente ripagherà il dolore, l'umiliazione e  -                                           Artemisia Gentileschi, Susanna e i vecchioni, 1649.

non di rado - la morte di quelle donne e di quei bambini resi vittime senza valore del maschio bellicismo e delle sue virilissime guerre idolatre.

                                                                                                               






                                       Daniela Tuscano




Senza titolo 629

  VE LA RICORDATE QUESTA PISTA DI LATTA ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

ricordate gente era il 3\1\1925 ma sembra oggi

«Dichiaro qui, al cospetto di questa assemblea e al cospetto del popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. L’Italia, o signori, vuole la pace, vuole la tranquillità, vuole la calma laboriosa. Noi, questa pace, questa calma laboriosa gliela daremo con l’amore, se è possibile, e con la forza se sarà necessario»
Benito Mussolini, discorso a Montecitorio dopo l’omicidio Matteotti, 3 gennaio 1925. Le parole di Mussolini sono state ricordate ieri da Silvana Mura (IdV) dopo la lettera di Berlusconi a Schifani in cui il premier si assumeva «la responsabilità politica» dell’emendamento che sospende i processi

La scelta di Washington: sottomettere l'Iran, assicurarsi l'Iraq

opendtheme2_logoGli Stati Uniti stanno affrontando decisioni militari e politiche chiave nei confronti di un aspro avversario, l'Iran, e di un avversario resosi alleato, l'Iraq. Il loro esito avrà importanti conseguenze sul futuro a breve e medio termine sia per il Medio Oriente che per gli stessi Stati Uniti.
La decisione relativa all'Iran, in sostanza, è se e quando entrare in guerra nel tentativo di contrastare e/o annullare lo sviluppo delle centrali nucleari iraniane. I segnali che questa prospettiva sta ritornando ad un'attiva considerazione da parte della Casa Bianca si accumulano da settimane. (Paul Rogers)

Continua su Le coordinate galat(t)iche.

Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città

Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...