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14.1.11

il mio 27 gennaio giorno della memnoria parte II

 Tra   i libri che escono  in questi giorni dedicati  ( vedere  collegamenti  )   all'olocausto\ shoah o al genocidio ( anche  se  come  ho  già detto  nella  prima parte    a  causa della manomissione   delle parole  che fanno i media    , ma  anche ciascuno di  noi  coscientemente  e  inconsciamente  , è  un termine   diventato ambiguo ) del popolo ebraico   e   dell'odio  che essi hanno subito ed  incontrato   nel corso della storia   segnalo due  Libri  : Umberto Eco “Il cimitero di Praga” e Il  socialismo degli imbecilli” di Battini.


 Il secondo libro,  che è quello su  cui mi soffermerò di  più  per  rispondere  alle  critiche  dei miei amici  \ conoscenti di destra    che  m'accusano di vedere  solo il oro antisemitismo  e  non il quello della mia parte  -- i  più ottusi  ---  o   di sinistra  -- i più  moderati  --  ,  mette  in evidenza  come  ad inventare    o meglio amplificare il nemico ebraico ,  La paura e l'internazionale antisemita furono  non solo   solo i fascismi, ma anche cattolici conservatori e partiti di sinistra .  Infattti : <<  La tradizione antigiudaica ha radici antiche, affondano al periodo relativo alla nascita della chiesa cattolica romana come chiesa egemone, cioè già dal IV secolo dopo Cristo, per sfociare in quella immane tragedia che è stata l’Olocausto.
In questo erudito e documentatissimo libro, Il socialismo degli imbecilli, edito da Bollati Boringhieri, Michele Battini ripercorre e, anzi, ricostruisce tutta la tradizione antigiudaica fino all’antisemitismo moderno, soffermandosi in particolare sul periodo successivo all’Illuminismo. La tesi dello storico, peraltro inoppugnabile, è che debba essere retrodatata la genesi dell’antisemitismo politico e sociale moderno: le sue prime espressioni si avvertono già all’inizio del XIX secolo e devono essere lette nel contesto della rivolta contro l’Illuminismo politico e i diritti di cittadinanza, come propone anche la Arendt. >> ( da http://www.booksblog.it/  )
Ora «Occorre un nemico per dare al popolo la speranza». Così si legge nell'ultimo fortunato romanzo di Umberto Eco “Il cimitero di Praga”, dove lo spregevole protagonista, Simonino Simonini, si muove da falsario nel XIX secolo vivendo alcune delle pagine più famose della storia di quel periodo, rendendosi protagonista della falsificazione di documenti antisemiti che avrebbero aperto la strada, pochi decenni dopo, alla tragedia dello sterminio degli ebrei da parte dei nazisti.
la lettura del libro di Battini  “Il socialismo degli imbecilli  Propaganda, falsificazione, persecuzione degli ebrei” (Bollati Boringhieri, pp. 328, € 18)." giunge quanto mai opportuna, per comprendere meglio il clima culturale che ha ispirato Eco .
L'autore docente di storia contemporanea all'Università di Pisa, porta con tale opera   a riflettere sulla propria coscienza di europei ricostruendo le varie forme attraverso le quali una parte non certo ridotta della cultura continentale si nutrì del brodo antisemita facendolo diventare, grazie all'uso della stampa e della pubblicistica, un sentire comune. Circostanza che, come si spiega nel volume, accomunò mondi distanti come quello cattolico conservatore e parti non irrilevanti dell'universo socialista transalpino.
Negli ultimi decenni del XIX secolo si passò infatti dall'accusa classica di usura a quella che vedeva negli ebrei gli organizzatori di un sistema capitalistico ingiusto. In questo senso i mutamenti economico-industriali dell'Ottocento avrebbero favorito la ricerca della protezione contro il diverso, la figura su cui convogliare frustrazioni e risentimenti per una modernizzazione che si portava dietro disuguaglianze sociali e ingiustizie. Chi se non l'ebreo, giudicato elemento di disintegrazione del modello economico, avido speculatore ingrassatosi con la truffa e l'inganno subdolo a danno dei veri produttori e dei lavoratori?
Da allora credere in un complotto giudeo-massonico sarebbe diventato un concetto sempre più diffuso favorendo pratiche politiche populiste e razziste su cui sarebbe confluiti importanti figure di intellettuali e pensatori. Del resto la definizione  per  indicare  l'antisemitismo  di sinistra “socialismo degli imbecilli venne coniata proprio  durante  il congresso socialdemocratico di Colonia del 1893 da August Bebel.   In Francia queste posizioni trovarono poi la loro più bieca rappresentazione in episodi come l'affare Dreyfus o nell'embrione della produzione dei “Protocolli dei Savi anziani di Sion”, apparsi nella loro versione definitiva in Russia tra il 1903 e il 1905, il falso più clamoroso sul complotto ebraico per la conquista del mondo. Arrivando sino al socialismo antiebraico di uomini come Paolo Orano, a cui nel libro viene prestato uno spazio particolarmente significativo visto che Battini lo vede come il gran sacerdote della diffusione delle idee antisemite in età giolittiana e che avrebbe avuto presto rappresentazioni ben più potenti con fascisti come Telesio Interlandi e Giovanni Preziosi, per non parlare delle influenze sulla parabola culturale di Mussolini dal socialismo al fascismo per arrivare alle leggi razziali del 1938.
Il libro di Battini ci dimostra come l'antisemitismo, e con esso la paura del nemico, sono potuti nascere anche in con contesto di progresso e modernizzazione tecnologica come quello dell'Europa tra Otto e Novecento. Proprio mentre ci accingiamo a ricordare la Giornata della memoria deve essere un monito e un invito a non dimenticare che le grandi tragedie possono svilupparsi anche in società dove sembrano non poter attecchire sentimenti razzisti e forme violente di discriminazione. Ma  pèero bisogna  stare  attenti a non mettere  sullo stesso piano  e decontestualizzare   i due  diversi tipi di persecuzione   e d'odio  verso i popolo ebraico  .
 Dalle letture   che  ho fatto e dai dibattiti che  ho avuto sui vati news groups  di storia  , alcuni  dicono che  : <<   in generale, c'è poca differenza, in quanto entrambe erano persecuzioni su base raziale.>>
 E che   quella di destra s'attuò in due diverse modi:  il fascista si basò sulle leggi raziali voluti dal fascismo (in Italia) dove gli ebrei erano esclusi dagli uffici pubblici (stato, scuola, università ecc) e venivano privati di diversi diritti.Poi dopo  il  25 luglio  e ancor  di più  con l'8 settembre  del del 1943  con la creazione della Repubblica  Sociale Italiana   (  governo fantoccio secondo la maggior parte degli storici  )s'inizio  a collaborare  con quello nazista  .
Il quale   invece basava l'antisemitismo sul fatto che la razza ebraica fosse responsabile dei mali della germania (miseria, recessione, povertà) in quanto accusava gli ebrei (falsamente) d'arricchirsi ai danni della onesta popolazione ariana tedesca. eliminando questa razza e incamerando i loro beni, l'iedologia nazista proponeva la soluzione.
Ora  da  una risposta  avuta   su http://it.answers.yahoo.com   quella  Staliniana   : <<  è diversa intanto perché non aveva una vera e propria (seppur illogica) giustificazione ideologica. era una persecuzione più "estemporanea" e meno "organizzata". non c'era una vera e propria sistematicità nell'eliminazione degli ebrei, ne una vera giustificazione razziale. dai tempi del regno di russia, diversi progrom nascevano dalla base della popolazione verso i capri espiatori ebraici, in quanto i contadini non avevano la forza di insorgere verso il padrone. con lo  stalinismo le purghe staliniane, come progrom moderni, non erano sistematiche ma più casuali.>
Comunque , sempre attraverso le mie  fonti  , posso affermare  che  ( magari se nel caso sbaglio fatemelo notare  )  che  la  differenza  fra le  due ideologie   che  hanno caratterizzato la cultura  del 900  consiste  nel fatto che  :
L'ANTISEMITISMO DI DESTRA: fascisti e nazisti avevano una teoria basata sulla razza, la loro era la migliore, le altre invece dovevano essere sottomesse. Ovviamente non tutte le razze erano inferiori allo stesso modo, i francesi ad esempio appartenevano allo stesso ceppo e quindi andavano bene, ma popolazioni come gli slavi erano state fatte da Dio per essere schiave. Quelli di destra vedevano negli ebrei un popolo deicida, che aveva molti soldi e non era completamente integrato (almeno non ovunque). Era un popolo diverso, con delle usanze strane. Il tema del diverso è molto importante, perchè proprio quello fa paura ai nazi/fasci e inoltre il diverso può essere benissimo utilizzato per convogliare l'odio delle persone che soffrono. Da tempo (dall'inizio del 1900) giravano testi messi in giro anche dagli zar che spiegavano come i capi delle comunità ebraiche stessero facendo un complotto per controllare l'economia mondiale (ovviamente erano dei testi falsi). Mussolini, e poi con più efficacia Hitler, utilizzarono questi testi per convogliare l'odio della gente contro questa "razza", era il periodo della crisi più nera, ovunque si stava male e avere un capro espiatorio sul quale riversare l'odio della gente era molto comodo e garantiva un largo consenso. Ripeto inoltre che gli ebrei erano considerati culturalmente e geneticamente inferiori, erano una razza parassita e subdola che viveva sulle spalle degli altri che doveva essere eliminata del tutto. Inoltre gli ebrei venivano identificati con i comunisti, difatti Marx e Trotckj (comandante in capo della armata rossa) erano ebrei.
IDEOLOGIA DI SINISTRA: raramente le ideologie di sinistra condannavano gli ebrei, vi erano solo delle lievi frange socialiste a farlo, ma sicuramente non portarono ad uccisioni o massacri. L'idea che  mi sono fatto ,  soprattutto dopo  aver visto l'anno scorso ,  una  della trasmissione  de la7 Impero  di Valerio Massimo Manfredi  dedicata  all'impero Staliniano  è  che  : bisogna distinguere tra le ideologie e le persone che se ne mettono a capo. Stalin  dette senza dubbio la caccia agli ebrei e moltissimi ne morirono all'interno dei gulag, ma non a causa di un'ideologia di sinistra, la cosa è dovuta a questioni personali riguardanti la persona di Stalin  .
infatti   poi Stalin era ossessionato dal fatto che ci fossero dei complotti per ucciderlo o spodestarlo, visto che prima della sua venuta, la Russia aveva accolto moltissimi ebrei e questi erano riusciti a posizionarsi in zone importanti del partito comunista Stalin decise di farne fuori parecchi  insieme  a  tutit gli altri  suoi oppositori  con le  cosiddette purghe  . Inoltre durante la guerra fredda Stalin continuò una politica antiebraica poichè questi erano alla guida di molte banche o organi importanti delle economie occidentali. << Stalin però >>-- sempre  secondo una risposta  avuta dallo stesso sito  ma diversa  -- << non si mosse con l'intenzione di sterminare l'intera razza ebraica, lui guardò ai propri interessi e eliminò le persone scomode, poi ovviamente ne andarono di mezzo anche altri ebrei, ma di fatto esistevano varie comunità ebraiche in Russia e non venivano discriminate ( almeno non troppo).>>
Dunque ,  e  qui concludo, che  le  orribili e  aberranti persecuzioni d'entrambe le ideologie ed  entrambe  orribili  , qualunque sia  il motivo  e  l'origine  :  eliminare dalla faccia della terra l'intera razza ebraica perché inferiore o perché gli ebrei sono deicidi  ( destra  ) o perché nemici  del proletariato o borghesi ( sinistra  , staliniane  soprattutto  ) o con l'intenzione  \ i proposito  di avere un vantaggio in campo politico e di controllo sulla società (infatti le persecuzioni staliniane non si estesero a tutti gli ebrei ) , non debbano essere  dimenticate e studiate  a  360  gradi mettendo da parte  i pregiudizi ideologici culturali

che bella giornata di checco zalone NO SPOILER


In un pomeriggio piovoso  e  televisivamente piatto ,  ho visto da'amici   in versione pirata  ( lo so che non si dovrebbe ma ..... ne  parleremo un altra  volta  non vorrei sconfinare    nell' Ot )   L'ultimo film di Checco Zalone  .




Finalmente  era dai tempi de il ciclone  o i laureati  Leonardo Pieraccioni  che   in un film  mi facesse ridere  dall'inizio o alla fine .
ecco  cosa  dice in sintesi  una  recensione  a "metà strada" di Alessandra  Cavisi  su  loudvision (  qui la recensione  integrale  )

Uno spaccato  auto ironico   non solo sui luoghi comuni del meridione  e del sud  , ma  anche del nostro paese  (  nepotismo ,  raccomandazioni , paura  del diverso , ignoranza  totale o quasi della cultura  altrui   il  classico tengo famiglia  , l'italiano  media insomma cantato dagli ex articolo31 ) da  cui più o meno  nessuno è escluso perchè siamo  coinvolti .Un film  per passare una fredda  serata   domenicale  in modo divertente e non banale  o  di cazzeggio 
Finalmente  un ironia  fresca  e sagace , non stereotipata  , anche se  non immune  ( come  la maggior  parte   dei film  comici italiani  dell'ultimo 20 ventennio  )   negli  ultimi  20\30 minuti dall'essere scontata ed  ovvio nel finale   .
Un film   non banale ,  non ripetitivo ogni scena una gang  diversa   , ed  è questo  che  lo rende  notevole  e  sminuisce  il diffetto  prima citato  . Infatti esso non è ripetitivo,  come  lo  è (  Sic )  diventato Paolo villaggio  in  fantozzi  dopo i primi  due film  della saga  o Lino banfi dopo il 3 film , ed è privo di volgarità  gratuita e  di battute  grezze e burine  come  la maggior  parte  dei film  trah  ( i vari Vitali , Buzzaca , Pippo franco, Pamela Prati,Oreste Lionello, Massimo Boldi,,Diego Abbattantuono,,Carmen Russo, E.fenesch , Boldi  , De sica  figlio , i  fichidindia e   altri comici  del bagaglino  ) degli ultimi 40  anni  da  cui rimangono immuni Manfredi , Gasman , Sordi , Tognazzi o si salvano in parte  parte Pozzetto,banfi,Verdone,il trio aldo.giovanni-e Giacomo  ) .
Un film  che  è piaciuto  anche  a  Solinas  de  il giornale del 12\1\2011 che di solito specie  dopo l'abbandono di Luca Telese    mostra  faziosità  anche nelle pagine  della cultura  . L'articolo in questione  è riuscito ad inquadrare bene il film  già dal tiolo : <<  La lezione politica di Zalone: il trionfo del non corretto. >>  Infatti  ecco acune  gang  esilaranti : << «Su Facebook la foto non va mes­sa / se sei cessa» gorgheggia Checco Zalone, uno che gira in Porsche ma l’ha attrezzata a Gpl, sette euro un pieno, pensa che il cous cous sia roba per i pesci e che gli arabi vivano «nell’islam», ha ereditato dal nonno un trullo che  .... >> (  non rilevo ulteriori  particolari    se  non brucio l'intero film )   . 
 << Ci hanno provato in tanti, in questi giorni >> sempre  il giornale  <<  e con le tesi più varie a spiegarne il segreto del suo successo. Siamo certi, sotto lo sguardo divertito dello stesso Checco Zalone che avrà riso di questa giustificata attenzione nei suoi confronti traendone materiale per una sua futura gag. Il tutto, tralasciando forse la considerazione più banale ma vera: Zalone piace alle gente semplicemente perché è l'unico, in questo momento in Italia, capace di far ridere con gusto lo spettatore.Sottolineiamo ridere che è diverso dal far sorridere come, ad esempio, capita con il film di Aldo, Giovanni e Giacomo o, addirittura, sbadigliare come con il cinepanettone (su Boldi tacciamo solo per simpatia nei suoi confronti). Che poi ci riesca senza cadere semplicemente nel volgare ma rifilando dei benserviti, sotto forma di battuta, a religioni, istituzioni, politica, malcostume, è impresa da guinness. >>
Il suo è sano cinismo che non fa inalberare ed  indignare   ma riflettere . La scoperta dell'acqua calda direte  ? Trovate un altro, in Italia che  negli ultimi  20  anni    sia  capace di far ridere allo stesso modo e senza mezzi termini , ma  soprattutto senza  scendere   nelle volgarità gratuite  e nelle ovvietà .  Infatti il giormnale   , pur  omettendo  gli  sberleffi    che fece al premier con la  versione   d Bocca  di Rosa   , lo elogia   << Anzi, diventa quasi una medaglia da appuntarsi al petto il fatto di essere sbertucciati da lui.>> 
 Una formula vincente come dimostrano i numeri serviti, al box office, dal suo Che bella giornata, titolo certamente più che augurale per il nativo di Capurso (Ba). In soli cinque giorni, il suo secondo film, prodotto da Taodue e distribuito da Medusa, ha raccolto la bellezza di 18.647.479 di euro, più di quanto incassato, per capirsi, in quattro settimane da Natale in Sudafrica, fermo a 18.449.292 euro. Bella forza, ha cercato di minimizzare qualcuno, spiegando che con tutte quelle copie (775 schermi) partiva avvantaggiato. Provate a dare, allora, le stesse sale ad uno dei cinepanettoni e poi vedrete se il risultato sarà lo stesso.
Ma quando mai si sono visti, di recente, esercenti costretti a mandar via la gente in fila ? Altro che troppe sale; il problema è stato opposto. Dove possa arrivare, ora, in termini di incasso Zalone è difficile dirlo. Certo che se dovessimo prendere come pietra di paragone valida il fatto che nel primo week-end abbia incassato circa 12 milioni di euro (rispetto ai quasi 10, all'esordio, del blockbuster  Avatar che poteva contare sul prezzo maggiorato per il 3D) si potrebbe sognare in grande, da primo posto in assoluto. Meglio ragionare un passo alla volta e puntare a  La vita è bella che è la pellicola italiana più vista con 31.231.984 euro mettendo, intanto, nel mirino l'altro grande blockbuster della stagione, Benvenuti al Sud, fermo, al momento, a 29.783.289 euro. Ora  come propone l'articoloista    ci si dovrebbe chiedere  se  :  Ci troviamo di fronte ad una moda passeggera o Zalone può essere accostato ad Alberto Sordi e  ad il primo Verdone , sia per versatilità, sia per capacità di raccontare, con cinismo, gli italiani?  di  <<  Checco Zalone,>>  afferma sempre   il  giornale   <<  in fin dei conti, piace perché ha l'irriverenza che a noi italiani spesso manca, ovvero il coraggio di dire quello che in tanti pensiamo >> ? . Secondo   me  è sulla strada per esserlo  , ma  ancora  non lo è  .. Troppo presto ,  è ancora  in erba  , troppo precoce .
A voi l'ultima parola 

diario di un pendolare tempio-Sassari e Sassari-Tempio

Le accuse  e  gli sfottò  perchè   nel nostro blog  scrivo anzi   do spazio  (  ovviamente  sono punti di vista  )   a  storie  banali , scontate , ovvie  , nostalgiche  , da  fotoromanzi e  fiction  , da telenovelas  ,  dal sapore  ottocentesco , dal ciclo dei vinti Verghiano , strampalate , ecc. rimproverandomi perché  non parlo  di me  o ne parlo poco , oppure   devono cercarlo con il lumicino  saranno placate . E  quelli\e  che non leggono (  o fanno  finta  ) le faq o " le avvertenze "  sul  nostro blog  riportato  a  sinistra   nel template   del blog gemello  prima di leggerlo\sfogliarlo .
Infatti  spronato da questa message in bottle

 Chiara Alotto
January 11, 2011 at 12:23pm
Oggetto: aiuto...
Ciao! Chi di voi mi aiuta a trovare una storia da raccontare su Luna Nuova...sto cercando di scrivere articoli che parlino della vita di tutti i giorni, storie vere!!! Ho bisogno del vostro aiuto... un abbraccio a tutti!!!.
Chiara

lanciatomi via  facebook da una  che   come me che crede  che  :  la  vita è  fatta  di storie  , e basta saperle ascoltatore  come propone   la  storia  che vede  come protagoniste  Brigitta  e Paperina (  topolino n  2876   a  sinistra   ), oltre che
 leggerle  sui giornali  locali o in poche  righe o nelle pagine  più interne  di quelli nazionali  o in giornali specializzati (di più , chi   cronaca  vera, oggi,gente ,ecc  )  e  che  la vera  Italia è stata  fatta  nei suoi  150 anni e  continua  ad esserlo anche  di  piccole   storie  della gente  comune  .
Ed ecco che nel post  d'oggi    racconto parte della  mia gornata  , Una mia  giornata a Sassari per consegnare  nella segreteria della  mia facoltà  (  foto a  destra sotto presa dal sito internet  dell'ateneo   o facoltà di lettere ) la  domanda  della tanto agognata  di laurea e parlare con il relatore della tesi .                                                        Ora visto che l'appuntamento con il relatore della tesi  era  a mezzogiorno  ho preso  il secondo pulman (  quello delle  08.15\20 ) . Appena seduto , come mio solito ho chiuso gi occhi e fatto  alcuni respiri profondi   ed  ho iniziato a fantasticare  e a  viaggiare   ( questo  è  uno dei miei  sistemi o che  uso   e sto imparando ad usare  per  vincere o  quanto meno ridurre  la mia ansia  che mi prende  per  ogni piccola  cosa  di tutti i giorni specie  per le cose  importanti  come questa )   , tanto  da  non essermi accorto che  era  salito u amico  con cui avrei potuto chiaccherare   e rendere  più meno piacevole  il viaggio ,   ma lo ritroverò alla fermata   A sassari  e  faremo  un pezzo di strada insieme   .
Infatti   tutti   giovani e meno anziani  nonostante  non fosse presto e quindi nessuna levataccia  ( come   fanno chi  prende il primo pulman dele 06.45 ) erano mezzo assonati  o assorti  chi ne  loro pensieri chi   nelle cuffie  dell'ipod  \  radio  cellulare  non curandosi   delle  fermate   cittadine  o delle frazioni , ma   facendo attenzione  ( almeno chi non va Sassari   ma  paesi vicini  )  alle fermate extra Urbane .                                                                                                                       Ma  oggi l'attenzione  maggiore  , e  quindi  le poche parole  espresse erano  di gente  salita senza  biglietto alle fermate  cittadine   , che lo segnalava  all'autista.
Poi silenzio e meditazione elucubratoria \ evasiva , e domanda  interiore : << che fine  ha fatto  quel vociare , che caratterizzava  (  o forse caratterizza  ancora  , leggete questo storia  ,  magari il fine settimana   quando   ci sono  più studenti sia all'andata  che al ritorno  che  non cercano rifugio  in meditazione  o in cuffiette  e non disdegnano  il chiaccherare  )  i viaggi   fra Tempio e Sassari e viceversa , prima in torpedone  (  vedere vignetta  riportata   sotto  fatta dell'amico  Marco Ladu  )  poi dopo la fusione    di Arst  ed Fds   e l'arrivo di   nuoiv mezzi   in pulman quando ero studente  ? >> .
Ma  tale silenzio ,   troppo  prolungato  o quasi  , diventa  angosciante anche  per   chi  come  me  è abituato  o almeno dovrebbe  esserlo   o  a guardare ( per  attaccare  bottone  o perchè no  ,   vi potrà  sembrare   un discorso  da un provolone  un viscido  ma l'uomo e credo anche la donna   non è solo un pezzo di legno , magari provarci se si tratta di qualche bella  ragazza  ) chi sale   e chi scende   alle  fermate  o il paesaggio che  cambia  fra una stagione  e l'altra   e la differenza della  vegetazione  e del paesaggio   tra la mia Gallura  e  l'Anglona /  Nura  (  cioè la zona del Sassarese  )  con le stagioni , o com'era prima  ( quando si passa  nelle campagne   o a Saccargia  una  dele chiese romanico\pisane più importante  del bord  Sardegna   foto  sotto  a destra   ) . Fortunatamente  esso viene interrotto , come spesso  accade  , in questo caso  ad  una  fermata   cittadina sale  il controllore  (  non capisco la funzione   ora  che  ormai   hanno automatizzato la  timbratura degli biglietti   con le macchinette  obliteratrici  ) o un altro autista , ero assorto  nelle mie elucubrazioni , che non avendo macchina   ha preso fino ad  una fermata  extra urbana  il pulman , e  chiacchieravano  a voce  alta  (  cosi m'è sembrato   visto  che per  evitare  la  routine   abitudinaria  e cercare  un posto  che non mi faccia venire   la nausea  da viaggio    cambio continuamente posto    )  di tematiche  sindacali e  di lavoro  , interessante ed utili  per  capire  gli umori  e le  caratteristiche  di chi  fa  un lavoro   utile   alla comunità  con l'autista  di pulman . Ma  fino ad  un certo punto ,  non  quasi  40 minuti  interrotti ( neppure  uomini e camion  trasmissione  di radio uno  dura  cosi  tanto :-( )  , una    barba ( avrei voluto cambiare  posto , ma  erano tutti o quasi occupati   ed avevo provato quello giusto  contro tal problema  ) , mi hanno fatto riaddormentare 

Poi ,  alla  prima  fermata extraurbana la  persona  è scesa , ed  il silenzio  è ripiombato  sulla vettura  riportandola , fino alla ptrima fermata  urbana dentro Sassari  , in uno stato  di mortorio  .Tale  stato veniva  rotto di tanto in tanto  sia   dagli sbalzi del mezzo  , dovute  forse al fatto che  in molti tratti del percorso  le strade  sono piene  di rattoppi e   di buche come  una  gruviera ., sia   dalla musica ( se cosi  si può chiamare  quel  ritmo  di battute e  di suoni  sempre  uguali e ripetitive   di gran cassa  o ciocchi di stagnali  che  è la musica   da discoteca o da locali da ballo )  proveniente  da un apparecchio cellulare o  ipod   senza  le cuffiette  usato da  una  persona seduta nel sedile davanti a mio .
Faccio respiri  profondi per rilassarmi,ed  in parte ci riesco , ma gli squillini e le suonerie degli sms  provenienti dai sedili in fondo , mi distraggono  essendo  poco  abituato dato che  ho scoperto  come antidoto all'ansia    e allo stress   la meditazione  e lo slow  life   Ma  fortunatamente  il mezzo arriva   alla   fermata  , mi stiracchio e scendo per iniziare il cammino  verso la facoltà .
All'inizio , sembrava , che dovessi fare   ( come  al solito  )  la stessa strada , in salita   ed  evitare  se non  nel rettilineo ( anche 'esso in salita  ) il centro   , non tanto perché sono diventato abitudinario , ma  perchè è quella  adatta  ad uno come  me  con pancia ( chi mi legge  spesso o  abitualmente   avrà visto  in qualche post precedente la  foto della mia  busa  \ pancia  )   e  fiatone   visto  che  ha il  90 %  del percorso   in salita   . Ma poi  mi sento chiamare  : <<  peppo >>  un diminutivo ( oltre  i mie nik  soliti  , le  cui  cause   ed  origini   sono  state affrontate   sempre  qui sul blog cercate  nel tag  o nel titolo  la  parola Faq   e lo ritroverete   )  , mi giro  ed  era   il mio amico   che  prende  spesso  il pulman perchè studia  al conservatorio e che  non avevo notato  che   era  con me  sul torpedone  . Ed  ecco che   facciamo un pezzo di strada insiem  e tappa al  bar  per  un caffè  , e poi  lui al conservatorio  , io  in facoltà .
Dopo la  consueta , stalvolta  in un altra edicola  , tappa  per  acquistare  i  giornali    dal leggere    nell'attesa  (  a volte  anche d'ore  )  negli uffici , la  segreteria    nel mio caso   deve pur  passare  in qualche modo  non si può sempre  elucubrare   chiacchierare .
Nonostante  questi accorgimenti  , ho  passato due  ore stressanti   visto per  come sono gestiti  , fortunatamente   rispetto agli atri annoi c'è stato  un ricambio anche generazionale  di personale  e  quindi un po' più di comprensione reciproca  e di umanità  fra pubblico e personale allo sportello .
Infatti  l'apertura  è  dale  10.30 a  12.30  e servono solo ,  i primi 100 numeri  . E  fin qui  niente  da  eccepire  perchè non è  colpa  del personale  ma  di chi li gestistice  . Unica  cosa  è  che  (  almeno cosi  credo )  la  colpa \  responsabilità  sia loro  , che  non si può  far partie  i numeri  dela giornata   da quelli   del giorno  prima  ,  ma  rasettare   e  far rincominciare  da  zero  la conta   e  dire   un  aviso  appeso  che   i numneri in distribuzione non partono dal ... ma  da  zero  . Cosi  s'evita  di  far scrivere  , perchè i numeri  del  distributore manuale  (  quello  da banco   salumi   super mercato per  intenderci ) sono finiti  , su  un foglietto  (  visto che senza  numero non ti servono  )  e  creare  complicazioni  a chi  a preso i  numeri  successivi  a quello in cui  s'erano fermati il giorno prima  e obbligare  quando il tabellone rincomincia  da zero  a calcoli   troppo elaborati o confusione  per capire   quando  è il tuo turno  .
Ora  non essendo arrivato prima dell'apertura   sono capitato  fra  i numeri  alti , va beh pazienza  non sempre   si posso fare  battaglie   contro i mulini  a vento da  soli ,  ma    poichè la mia  stampante   ( ormai  tutti i  moduli  li devi per forza  prendere online  anzichè allo sportello  loro   non sono tenuti a  fornirteli  )  ha  fatto le  bizze  ,  ieri avevo poturo stampare  solo  una pagina  di tre della   domanda   e  avevo allegato alla prima  la  fotocopia  dele pagine del libretto contenti  gli  esami  . Ma  ciò non è andava  (  quanta pignoleria  ) , allora mi rida  il modulo pinzato ( uno strappo alla regola  )  e mi dice  : <<  vai  al tavolino  , lo compili e poi lo ripresenti  compilato  senza  dover  far la fila >> , ma  purtroppo avevo un appuntamento con i prof  per  la tesi  che  aveva  trovato un buco fra  i  suoi impegni di vice preside  della  facoltà  . Quindi  faccio , nonostante  , per problemi di salute mi sia  stato proibito di correre  ,  una corsa da  uno stabile all'altro più due rampe  di scale   e  un breve corridoio , vado  dal professore . Purtroppo  mi  liquida  in fretta, perchè non aveva fatto in tempo a correggere   quanto scritto nella peen drive ,  e le  nuove pagine  che   gli avevo stampato  prima  che la  stampante  andasse di matto ,  andavano  bene e  di : <<   continua  cosi  >>  . Dopo  una  rapida compilazione ,  in un tavolino    del corridoio esterno    del modulo datomi dalla  segretaria  , e una corsa in segreteria  dove  l'orario di chiusura  al pubblico   è improrogabile   , ma  lo trovo  chiuso . Ecco che stavo per  andarmene , ma  la segreteria che  mi aveva gentilmente dato il modulo  , mi vede  ,  e mi apre la porta del retro  ed accetta pur  fuori tempo massimo  di 5 minuti dall'orario di chiusura , il modulo  .
Tappa al baretto  sotto la  facoltà , per  questioni   fisiologiche , e  via direttamente alla stazione, in modo  da fare più strada  , visto chesono in anticipo di  35\40 minuti  sulla partenza  , e  nn dover  fare una   snervvante  attesa   non necessaria  alla  fermata   ed  evitare  di fare  la stessa  strada che faccio abitualmente  ,  a prendere il pulman . Visto  un che  ero vicino e che  avendo camminato veloce   mi rimanevano ancora  15 minuti   su un percorso  di 5   per  prendermi un kebab alla marocchina in un negozio aperto  da poco   lungo quel
 tratto di strada   , dato che   con il pulman delle 13.30 sarei arrivato  a casa   alle 15 passate 
In pulman stanco morto come sono , essendo piedi dalle  7  del amttino ,  sonnecchio  e  scambio sol o qualche breve  battuta  ( perché   entrambi stanchi  da lezioni al conservatorio  e ala specialistica  di biologia la seconda  e io  dall'estenuate  odissea  fra un ufficio e  l'altro )  con l'amico   compaesano  incontrato nel percorso fermata  - facoltà e con un altra  ragazza  compaesana  che non avevo  (  quando  le persone e perdi di vista  o  alle  conosci  saltuariamente   capita  ) ricnosciuto subito  ma lei aveva riconosciuto me   Poi dala stazione  a  casa percorso in salita  anzichè in piano  ,  ho pranzato   nonostante  avessi mangiato il kebab   , e poi dopo pranzo anziché uscire  a   camminare  come dovrei fare  di solito  , cazzeggio al pc  e   poi metto a studiare o almeno ci provo   visto che  quando ho il modem attaccato   non riesco a  controllarmi  e  mi distrarrei troppo  dalla  tesi   .





13.1.11

intervista al'autore eugenio campus il pettine senza denti


ecco la trama del libro citato nel titolo ( foto a destra ) presa insieme alla foto del libro da Ibs

Antefatto. Sardegna, seconda metà del '400. Violante Carroz trova, sotterrati nelle campagne di Carbonara, una Madonna di marmo e un telaio d'oro. Carbonara, 1847. Stefanina con la passione per i rimedi curativi a base di erbe officinali, si oppone all'assenza di alternative alle consuetudini di una piccola comunità contadina. Cagliari, 1999. Eleonora, indaga sull'uso di proiettili
all'uranio impoverito nel poligono militare di Quirra, impigliandosi in una rete creata inconsapevolmente da lei stessa. Villasimius, 2032. In una Sardegna travolta dagli sconvolgime soprattutto il 2  se  volete capire  il contesto )  al contesto  del libro   di cui ho già parlato   sull'altro blog    ( vedere collegamenti   ipertestuali  )  nti climatici, Emiliano cerca di scoprire perché suo padre sia morto di leucemia sotto lo sguardo indifferente dei militari. Stefanina, Eleonora e Emiliano, una casa diroccata nelle campagne di Quirra e un pettine senza denti: passato e futuro si rincorrono, si sovrappongono e si risolvono in un crescendo di inquietanti rivelazioni, fatte di intrighi, equivoci e soprusi che si sviluppano e si confondono lasciando al lettore il compito di districarli. Eugenio Campus incrocia i destini dei protagonisti attraverso la descrizione di duecento anni di storia, dall'abolizione del feudalesimo al crollo delle Torri Gemelle, anticipando scenari sorprendenti in cui la Sardegna offre piccoli dettagli dell'avvenire che ci attende. >>


E ora un intervista fatta da me fra email e facebook all'autore  (  foto sopra  al centro)  Come già ampiamente anticipato e a cui rimando per i link su tale libro e alla foto ( sotto a sinistra ) della copertina del libro . Non c'è nient'altro d'aggiungere a  quando già  riportato da  Ibs  e  dagli acceni fatti  qui sulll'altro blog  e    al precedente post   ( se non dare la parola all'autore
Ecco qui un'intervista fatta via email all'autore ( foto al centro ) del libro il pettine senza denti
Da: giuseppe scano [useppescano@virgilio.it]
Inviato: lunedì 10 gennaio 2011 17.02
A: Eugenio Campus [ eugenio.campus@tiscali.it ]
Oggetto: ecco le domande

D
come mai se non sei sardo hai come dice la biografa del tuo sito http://www.eugeniocampus.it : << A ventinove anni Eugenio Campus risponde al richiamo della sua terra, la Sardegna, e dopo dieci anni trascorsi in mare a bordo di navi mercantili sulle rotte asiatiche, si trasferisce a Villasimius, dove attualmente risiede e dove svolge la sua attività principale di scrittore.>> ? cosa ha fatto scattare in te la riscoperta dell'identità paterna ?
R
Il nome Eugenio Campus è uno pseudonimo; mi chiamo Sergio Casu e ho trascorso una vita molto più tranquilla di quella che trovi sul sito, dove è riportata la biografia di fantasia di Eugenio Campus. Il paese dove sarei nato, Mardulizzi, non esiste: è uno dei luoghi del mio primo romanzo. Se si clicca sul nome Eugenio Campus si accede alla mia vera biografia, e si scopre che sono sardo nato in Sardegna, sebbene ci viva da soli 15 anni.Forse proprio l'aver vissuto lontano ha sviluppato il forte richiamo per la mia terra, come succede a tutti gli emigrati.
D
come è nata è perchè la scelta di una triplice ambientazione temporale del tuo il pettine senza denti ?

R
Prediligo tracciati narrativi tortuosi. Il primo romanzo è una storia dentro un'altra, questo tre storie legate da un filo invisibile che si scopre leggendo, il prossimo romanzo, in lavorazione, sarà basato su un'alternanza di prospettive.
Ma la triplice ambientazione temporale in questo caso è necessaria per legare le tre storie e giustificare i riscontri, oggetto dell'argomento denunciato, ossia i danni dei poligoni militari in Sardegna.
D
come mai tale titolo , all'apparenza slegato dall'argomento trattato ?

R
Il titolo è l'oggetto che materialmente lega le tre storie, anzi quattro se contiamo l'antefatto. Naturalmente è solo un pretesto, le storie sono legate da ben altro.
D
per i non sardi potresti spiegare questa frase che riporti nell'introduzione dell'opera in questione << Non ch’hat male intro bidda chi non nde so pobidda ?
>>
R
Letteralmente suona strano, qualcosa tipo "non c'è un male in paese che non abbia la sua compagna", o qualcosa del genere; significa che ogni volta che accade qualcosa di brutto in un paese si dà subito la colpa a qualcuno, e spesso ci passa un innocente. La storia centrale del romanzo si basa proprio sull'equivoco, in cui un innocente viene ritenuto il responsabile di qualcosa non commessa.
D
ottima l'iniziativa http://www.youtube.com/watch?v=m3fAoNjjZmM com'è nata ? e perchè come può sembrare leggendo le prime 40 righe , odi i militari , hai ( o avete ) scelto come musica anziché il silenzio una marcetta militare ?


R
  
A fine novembre 2009, insieme a un'agenzia di comunicazione e a una di marketing virale abbiamo organizzato una conferenza stampa a Milano, presso la Feltrinelli. Il video fa parte delle azioni della cosiddetta "guerrilla",insieme agli altri video realizzati, promo del libro e riprese con Franca Rame e Dario Fo.
Non odio i militari, io stesso sono stato ufficiale dell'esercito durante il servizio militare; ma i tempi cambiano, il segreto militare che permette di aggirare le leggi deve sparire, insieme alla Nato che comanda in casa nostra in virtù degli accordi di Cassino del dopoguerra. Credo che ormai sia anacronistico risolvere le crisi internazionali con la forza. E la Sardegna 
non può essere la pattumiera dove buttare le scorie prodotte dalle armi sperimentali di tutto il mondo: insomma, anche i sardi hanno sangue che ha bisogno di aria pulita. Forse è arrivato il momento di andare oltre il concetto di colonia e riaffermare la fusione perfetta, ricordiamoci che la Sardegna no n è avvelenata solo dai militari.
La musica non l'ho scelta io, ma mi pare appropriata al video, che chiede ritmo e dinamismo: il silenzio vorrei farlo suonare sulle esercitazioni dei poligoni sardi!


Quando  appena   finisco con questo cavolo di studi lo cerco nella mia   biblioteca cittadina  , se non ci dovesse essere li segnalo tutti e tre  fra  i desiderata  , oppure spenderò qualche €  e mi comprerò la  trilogia 

eppure ce chi dice che il poligono militare ad uranio impoverito di quirra porta ricchezza si guardino questo video








VIDEO DA VEDERE, VALE PER OGNI SARDO,IMPORTANTISSIMO: SARDEGNA E TEST MILITARI (50 MILA euro l'ora)Morti accertate castelsardo tempio pausania arzachena cuglieri macomer ollastra simaxis siamanna villaurbana mogorella asuni allai fordongianus ula tirso gramsci abbasanta norbello sorradile arda

un attacco nostalgia \ i mio blog di splider compie 7 anni

E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito,
quanto tempo è ormai passato e passerà?
Le orchestre di motori ne accompagnano i sospiri:
l' oggi dove è andato l' ieri se ne andrà.
Se guardi nelle tasche della sera
ritrovi le ore che conosci già,
ma il riso dei minuti cambia in pianto ormai
e il tempo andato non ritroverai... 

( un altro giorno  è andato  Francesco Guccini  )

Cari amici\che
Ogi visto che tra poco ci avviciniamo ai 7 anni di nostro ( anche se ultimamente   aumentano  si  i lettori  , ma non o commenti   o gli scritti  da parte  vostra  . Mi farebbe piacere  sapere il perchè  ,  scrivetemi  all'email  che trovate   cliccando  sulla voce   quella  affianco ai commenti    mi farebbe piacere  capire  cosa  c'è che  non va  )  . sono in vena  do confidenze  ulteriori  .
Nonostante  la crisie d i problemi sopra evidenziati,capita  quando  si passati  determinati anni,sento l'esigenza  del dirvi  che  con vi ( nonostante  i vostri  silenzi  )  mi sento bene e  ho trovato una grande famiglia  . Mi sento come  voi , più o meno  sulla stessa lunghezza  d'onda in questo  pazzo mondo, anche   se  con molti\e  voi  / specie su facebook )  sono anagraficamente  una via di mezzo per  alcuni\e o d'età grande o piccola  per  altri\e (  sempre  se i dati anagrafi i siano veritieri )   , specie quando  ho la  fortuna   di comunicare  con voi   anche su facebook o sms  o chiamarci sul cellulare   o  in alcun casi di conoscervi personalmente  . Mi vengono in mente  e  un po' di nik ( ovviamente  per problemi di privacy  tacerò  i  veri nomi )   : Sephirot , Elora ,.....  senza  però  scordare  tutti\e  gli altri   che    visto il mio breve  spazio   e il tempo  a disposizione  non riesco a nominarvi tutti\e  .
Leggendo  e  rileggendo certi post   , mi " è cascata la mascella "  ( avete presene  il granchietto Sebastian in La sirenetta   ?  )  
 
vedendo che molti \e  di voi  , ciascuno   con il suo viaggio e  bagaglio culturale diverso  seguono   come dice  il  mio account  Histas   anche se passivamente questa  fucina  di pensieri .
Le  sue statiche mi hanno fatto tornare  in mente   quando da  bambino  (  fino  agli anni 90 ) per chiamare  casa o  con i miei  quando andavamo ad  Olbia  da parenti di Mamma    dove per  non pesare  sul  telefono di  casa  (  il vecchio  telefono a disco ) andavamo a telefonare  ai nonni paterni dal telefono pubblico  
 dove  s' usavano i Gettoni (   solo  verso la fine degli anni  '80 le monete e le schede  prepagate  ormai   solo un ricordo   ) e  si faceva  , visto che non c'erano  o erano  troppo costosi  o sperimentali  i cellulari , la  fila per  telefonare  , altro  che cellulare sempre  in tasca  .
E  questa  è   solo uno degli esempi   di come  il tempo passa  ( vedere canzone  sopra  )  e  cambia   e ....  basta devo  finirla  di farmi e storie  e  di combattere i miei  incubi \ problemi ---- insomma   i brutti  sogni  , i fantasmi -----  solo evadendo e    rifugiandomi nel passato o  solo in uno spazio  grande o piccolo ,  plasmato con a  fantasia   , basta    con le  smancerie  e  con 'sta nostalgia   ed  elucubrazioni  , se già inizio adesso che ho quasi  35  anni (  -  un mese  è mezzo  )   figuriamoci cosa  sarà quando avrò l'eta   dei miei  (  67  mia madre  e   69 mio padre  )  .
Dopo questo excursus  nel  passato che  non  passa   almeno nella  memoria ,  ritorniamo  a noi e  alla nostra  epoca  , e  smettere 'evadere  dalle  brutture  del mondo   vi lascio  e  vi saluto   è  vi ringrazio   dedicandovi , e dedicando  specie a quelli che sono  scomparsi  questi due due  video   il primo  è  una canzone  intitolata  appunto  la  strada     dei Mcr




Il secondo  è il finale diStand By Me - Ricordo di un'estateun famoso  film della mia infanzia

, mi scusino  i vecchi  lettori\lettrrici   se mi ripeto . con questo  è  davvero tutto   alla prossima  . 


12.1.11

la passione t'aiuta nela malattia il caso di Erica ha 31 anni che balla nonostante la sclerosi multipa


  da corriere  della sera  


HA 31 ANNI E FA L’AVVOCATO A REGGIO EMILIA
Erica sul palco con la sua stampella
Una danza che regala emozioni
La sclerosi multipla non le ha impedito di ballare. Il suo spettacolo "Smania di vivere" racconta come si scende a patti con la malattia, senza rinunciare alle passioni








MILANO - Sul palcoscenico solo lei e la stampella che, come un fedele compagno di danza, accompagna i passi, sorregge i volteggi leggeri, misura lo spazio tra la libertà e il limite. Erica Brindisi ha la sclerosi multipla da cinque anni, balla da quando ne aveva sei e non ha mai pensato di rinunciare alla sua passione di sempre, nonostante la malattia. Un corpo sottile e asciutto, capelli lisci che incorniciano un viso regolare e uno sguardo fermo, il parlare deciso e coinvolgente: tutto nella presenza di Erica si traduce in energia, ma non solo. Anche in consapevolezza, in volontà, in voglia di vivere, anzi in "Smania di vivere", come recita il titolo dello spettacolo di teatro danza che la vede protagonista.
LO SPETTACOLO - Foggiana di nascita ma fidentina di adozione, Erica ha 31 anni e di mestiere fa l’avvocato presso il Centro servizi per il volontariato di Reggio Emilia. Ha iniziato da piccola a studiare danza classica e moderna, diplomandosi poi all’Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra. Da pochi anni si è avvicinata al teatro danza, un genere, come lei stessa spiega, «in cui non c’è solo la tecnica, ma anche l’interpretazione. Gli spettacoli di teatro danza sono racconti veri in cui la musica accompagna movimenti e parole, racchiudendoli in una cornice di grande suggestione emotiva».
IL SOSTEGNO DELL’AISM - Grazie alla rete capillare delle sedi Aism del centro Italia, lo spettacolo sta facendo il giro dei piccoli teatri di provincia, riscuotendo un successo insperato. Sul sito www.smaniadivivere.com si possono conoscere le prossime tappe e lasciare commenti e contributi, così come si può partecipare al gruppo sempre più numeroso su Facebook. «Abbiamo ricevuto inviti anche dalla Sicilia e siamo impegnati fino a giugno 2011. Ci tengo a sottolineare che il ricavato degli spettacoli viene devoluto all’AISM e, dunque, alla ricerca. "Smania di vivere" è uno spettacolo che si serve dell’arte per comunicare in modo diverso la malattia e chi viene a vederlo lo fa anche perché vuole sapere e capire fino a che punto la sclerosi multipla condiziona e limita la vita di chi ne è colpito». Anche se, come recita uno dei testi di Rossetti che accompagnano Erica nella sua performance, «il limite dei limiti è pensare che a qualcosa possa non esserci rimedio. Alla morte forse, ma dimenticarsi che siamo vivi cos'è se non una pazzia?».

Mariateresa Marino
12 gennaio 2011




Due fratelli si ritrovano 52 anni dopo su Facebook. la rete allunga la vita ?

 dal il giornale di sicilia leggo questa news che sembra uscita dai felleuton\romanzo d'appendice del 800\900  la  storia  di  Due fratelli si ritrovano 52 anni dopo su Facebook
Antonio Ianellli e la sua famiglia

Antonino e Calogero Iannelli, residenti rispettivamente a Termini Imerese e negli Stati Uniti, si sono ritrovati dopo più di mezzo secolo grazie ad una ricerca dei figli sul social network



di VINCENZO MARANNANO
 
PALERMO. Il destino li separò 52 anni fa, quando ancora giravano con i calzoncini corti. Lui, Antonino Iannelli, ex dipendente dello stabilimento Fiat di Termini Imerese in pensione dal 2001, aveva appena 11 anni ed era cresciuto in collegio; il fratello Todd — al secolo Calogero, 55 anni, anche lui pensionato ma residente in Montana, a migliaia di chilometri dalla famiglia naturale — non aveva ancora compiuto 3 anni. Il 5 gennaio scorso, dopo più di mezzo secolo e senza mai essersi visti, il destino ha concesso loro un’altra possibilità: li ha fatti ritrovare grazie a una «diavoleria» elettronica come Facebook ma soprattutto grazie alla tenacia dei figli, che da vent’anni e con i pochi mezzi a loro disposizione cercano di creare un ponte tra la Sicilia e gli Stati Uniti. «Ci provammo la prima volta negli anni Novanta — racconta Ilaria Iannelli, figlia maggiore di Antonino —, grazie a un parente riuscimmo a rintracciarlo, ma siccome non avevamo la possibilità di affrontare il viaggio scrivemmo al programma di Raffaella Carrà, sperando che riuscissero a far incontrare mio padre e suo fratello. Purtroppo, a causa di alcune incomprensioni, non se ne fece più niente».
Le due famiglie non avevano a disposizione grandi mezzi per comunicare: «Ci scrivevamo — racconta ancora Ilaria — e per la traduzione ci facevamo aiutare da parenti italoamericani. Ma una ventina di anni fa abbiamo perso definitivamente i contatti». Una storia struggente, quella di Antonino e Calogero (Todd) Iannelli. Una parabola che comincia nel 1955, quando in poco meno di un mese la famiglia, originaria di Caccamo, è costretta ad affrontare due lutti. Prima, il 12 aprile, la zia di Antonino muore mettendo alla luce una bambina, che viene subito adottata dagli zii: «Mia madre, anche lei incinta, lo promise a sua cognata sul letto di morte», racconta oggi Antonino. Ma il 7 maggio la disgrazia si ripete: nasce Calogero, le complicazioni del parto si rivelano fatali per la mamma e gli orfani diventano quattro. «Mio nonno Agostino — racconta Ilaria Iannelli — non era in grado di badare a tutti quei bimbi, quindi decise di mandare mio papà in collegio e mio zio all’aiuto materno».
Per fortuna un cugino residente a Chicago (sposato e senza figli) prende a cuore i due neonati e decide di adottarli. Calogero diventa così «Todd», cresce con un’altra famiglia, chiama papà uno zio, mamma una signora irlandese e per almeno 15 anni crede di avere una sorella gemella, «Claudia», che in realtà è Maria, l’altra cugina rimasta orfana subito dopo la nascita. «Avrebbero dovuto richiamarci tutti — racconta oggi Antonino — ricongiungere i nipoti negli Stati Uniti. Ma dopo due anni abbiamo perso ogni contatto». Da allora la famiglia Iannelli cerca inutilmente notizie su Calogero. Ci prova papà Agostino negli anni Settanta: «Andò in America e girò invano per almeno un anno — spiega Antonino — ma alla fine per liquidarlo gli presentarono uno sconosciuto che lo trattò male invitandolo a non farsi più vedere».
Tutto sembra mettersi di traverso, incomprensibilmente. «Ancora oggi — dice Ilaria — non riusciamo a capire perché nessuno voleva che mio zio conoscesse suo fratello». Diciott’anni fa la svolta. Un cugino americano riesce a rintracciare Todd e a metterlo in contatto col fratello. I due cominciano a sentirsi, ma non si capiscono: «Mi chiamava anche nel cuore della notte — racconta Antonino —, ma riusciva a dirmi solo “I love you”». Poi i due si perdono di vista. Fino a mercoledì scorso. Quando, cercando tra i contatti di Facebook — il social network che oggi conta quasi 600 milioni di iscritti in tutto il mondo — Ilaria riesce a rintracciare lo zio e i suoi quattro cugini. «È stata un’emozione unica, quasi un miracolo», racconta Antonino Iannelli, che in questi giorni ha imparato a usare anche Skype e la webcam per comunicare col fratello. Dopo 52 anni, sette figli e mille vicissitudini, i due si sono così finalmente visti in faccia, ma la distanza è ancora tanta: «Vorremmo incontrarci — dice infatti Antonino, che oggi ha 63 anni e vive a Termini — purtroppo non siamo in grado di affrontare questa spesa». «Il nostro sogno — conclude Ilaria — è che qualcuno ci aiuti ad affrontare quest’ultimo passo».

In mezzo al guado



















Antonio, operaio in pensione, piange dopo l'annuncio del referendum alla Fiat Mirafiori (foto di Alessandro Contaldo).


E non credevi davvero,
anziano dal nome antico,
di tornare a capo basso
quelle mani, quella penna
raschiata per anni
nel desiderio d'un futuro
nella certezza della fatica
nel sangue e nella conquista

Quella penna è ora pugnale
o contro di te, o senza di te
ti hanno tolto le rose
strappandoti il pane


Lacrime smarrite

perdita di senno
sputo del mondo
un crollare di capo
tramonta per sempre
il sol dell'avvenire

e sei festuca vuota
in questo prato d'asfalto
senza fiori da mirare
condannato a un'attesa
e a una sordida speranza






Pedofilia, a 14 anni fotografa l'«orco» con il cellulare e lo denuncia

E poi dicono che i ragazzi fra i  12\25  sono tutti\e  bimbiminkia  . complimenti  a questa ragazzina coraggiosa  .  che  
  
Pedofilia, a 14 anni fotografa l'«orco» con il cellulare e lo denuncia Era perseguitata da quando aveva 8 anni. L'amico di famiglia è stato condannato ad 8 anni e 4 mesi



dal corriere della sera  

MILANO - A 14 anni da poco compiuti ha trovato la forza di incontrare quell'«orco» per l'ultima volta. Nel corso di quell'ultimo incontro ha avuto anche il coraggio di filmare di nascosto col suo telefonino le violenze che quell'uomo. E poi con i genitori è andata a denunciare tutto ai magistrati ad incastrare l'amico di famiglia che abusava di lei da quando aveva 9 anni. Quell'orco non ha rinunciare ad abusare di lei anche in quell'ultimo incontro. La tenacia della ragazzina, che ha deciso così di fornire agli inquirenti prove certe delle terribili violenze subite sulla sua pelle, ha permesso ai magistrati prima di arrestare il pedofilo e poi di condannarlo a 8 anni e 4 mesi di reclusione, con rito abbreviato. La sentenza è stata emessa martedì dal gup di Milano Luigi Varanelli, a conclusione dell'inchiesta coordinata dal pm Giancarla Serafini.LE IENE - La ragazzina, che vive in un comune alle porte di Milano, all'inizio dello scorso anno aveva visto in tv un servizio della trasmissione «Le Iene» che riportava il racconto di una bambina vittima di abusi sessuali. In  esso   la piccola invitava gli altri bambini a denunciare e a non rimanere in silenzio. Spinta da quelle parole, la ragazzina aveva cominciato a parlare della sua drammatica vicenda. Prima con le sue compagne di scuola, durante una gita scolastica lo scorso aprile. A loro aveva descritto ciò che aveva visto in televisione, aggiungendo poi che le stesse violenze le stava subendo una sua amica. In realtà stava raccontando la sua storia. Poco dopo si era confioi, oltre ad alcuni bastoni e coltelli con i quali la minacciava di non dire niente. 
l 22 giugno scorso, infine, l'uomo era finito in carcere, dove è tuttora detenuto, condannato per violenza sessuale aggravata. La ragazzina, parte civile nel processo, ha raccontato ai magistrati che a darle il coraggio di denunciare non è stato soltanto il servizio de «Le Iene», ma anche il fatto che l'uomo avesse già messo gli occhi addosso a un'altra bambina.data con un insegnante e poi con i suoi genitori, che le avevano detto subito di non incontrare più quell'uomo di 60 anni, il quale in passato aveva avuto una relazione anche con la madre della piccola. La ragazzina però non gli aveva dato retta e prima di presentarsi in Procura con i genitori per sporgere denuncia (il 5 maggio scorso), era andata all'appuntamento (il primo maggio) che l'uomo le aveva dato e aveva filmato le violenze subite ancora una volta. Stavolta però rimaneva il volto di lui ripreso nelle immagini come prova inconfutabile. Dopo la denuncia in Procura, il pm aveva disposto una perquisizione a casa dell'uomo. Erano stati trovati una serie di oggetti erotici utilizzati dal pedofilo per violentare la bambina per anni, dal 2006 in poi, oltre ad alcuni bastoni e coltelli con i quali la minacciava di non dire niente. Il 22 giugno scorso, infine, l'uomo era finito in carcere, dove è tuttora detenuto, condannato per violenza sessuale aggravata. La ragazzina, parte civile nel processo, ha raccontato ai magistrati che a darle il coraggio di denunciare non è stato soltanto il servizio de «Le Iene», ma anche il fatto che l'uomo avesse già messo gli occhi addosso a un'altra bambina.


Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città

Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...