eccovi al lettera
<<
Cari amici,
(ovvero terzo e quarto invito): Il 21 ottobre alle 18.00 il Gabbiano, la squadra protagonista del documentario, sfiderà la Nazionale di Calcio Scrittori capitanata da Alessandro Baricco e allenata da Paolo Sollier a Roma, al campo Fulvio Bernardini (via dell'Acqua Marcia 51). Un'occasione per vedere il Trento in maglia azzurra mangiarsi una dozzina di goal. Seguirà una festa per l'uscita del documentario all'ESC, in via dei Reti 15, verso le 21.30. Vi aspettiamo.
“Direttori sportivi che chiudono gli arbitri negli spogliatoi, arbitri e giocatori intercettati, campionati addomesticati. Basta, se lo tenessero il loro calcio. I malati sono loro, non noi. La gente dovrebbe spegnere i televisori e venirsi a vedere le nostre partite, perché è il nostro il calcio vero: la polvere, il fango, le porte con le reti tutte rotte. E soprattutto la voglia di stare insieme. Un calcio sano, sanissimo, anzi terapeutico. Perché a me il calcio m’ha salvato la vita. Nel vero senso della parola”. (Carlo Strappaghetti, capitano del Gabbiano, la squadra campione d’Italia dei dipartimenti di Salute mentale) eccone alcune foto gentilemtne concesse dagli autori del libro \dvd
Quindici pazienti psichiatrici, un ex calciatore e uno psichiatra per allenatore. È la squadra del Gabbiano, impegnata in un campionato di calcio per pazienti psichiatrici Tutti i suoi giocatori sono in cura con psicofarmaci e lottano per reintegrarsi nella società. Il pathos del risultato sportivo convive in questo documentario con le storie di ogni ragazzo. Storie dense, crude, come quelle di Marione, il bomber sovrappeso dal tiro micidiale, colpito dalla schizofrenia dopo un lungo viaggio in Oriente. Di Sandro, l’ex poliziotto dei corpi speciali ora pittore e poeta. Di Valerio, il portiere silenzioso che spera di non ricadere nella droga. Di Benedetto, l’ala destra che parla con le “voci”. E dei loro compagni, uniti per un anno da un unico obiettivo: vincere il campionato e sconfiggere gli eterni rivali del Tucano. Ironico, commovente, appassionante, “Matti per il calcio” è un grido contro la stigmatizzazione della malattia mentale, e un inno alla poesia dello sport. Al potere taumaturgico del calcio, alla sua capacità di unire, di far rinascere, di far sognare. Con un’intervista esclusiva a Damiano Tommasi e l’audio alternativo dei play off con le voci del mondiale di Germania: Fabio Caressa e Josè Altafini. La prefazione del libro "Matti per il Calcio" è firmata da Walter Veltroni.
.
Dicono del documentario:
Walter Veltroni , Sindaco di Roma: "Ci ho ritrovato l'atmosfera eroicomica dei racconti sul calcio di Osvaldo Soriano. L'emozione è costante e si intreccia sempre al divertimento. I ragazzi del Gabbiano con il loro disagio e la loro voglia di farcela possono insegnare la poesia del calcio, regalando a tutti una grande lezione di vita".
Damiano Tommasi, calciatore: "Mi sono divertito molto, anche se i problemi affrontati in Matti per il calcio sono seri e complessi, e mi è venuta davvero voglia di giocare con i ragazzi del Gabbiano, di lottare con loro. Sono tornato indietro agli anni in cui anche io correvo dietro ad un pallone nei campetti di periferia, quando contava solo il piacere di stare insieme, di migliorare attraverso lo sport".
Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa , giocatore semiprofessionista in gioventù e grande appassionato di calcio: "Matti per il calcio dimostra come il pallone, ed in generale lo sport, possa abbattere ogni barriera e diversità. La squadra del Gabbiano riesce a vincere lo scudetto della vita e ci mette davanti alla realtà: i matti siamo noi".
Tonino Cantelmi, responsabile per la Psichiatria della regione Lazio: "Da un recente sondaggio è emerso che circa il 70% degli italiani, se avesse un figlio affetto da schizofrenia, terrebbe la cosa nascosta. Ciò significa che l'ultimo muro da abbattere per 'aprire' davvero i manicomi è quello della vergogna. In Matti per il calcio il disagio mentale e la follia sono affrontati con naturalezza e semplicità, senza pietismi inutili, ma, anzi, con ironia ed autentica partecipazione".
Valeria Golino, attrice : “un documentario fatto con cuore e maestria. Ci si commuove e ci si affeziona seguendo le avventure della squadra del Gabbiano sul campo e nella vita: personaggi come Sandrone o il bomber Palomba rimarranno a lungo con me. De Biasi si conferma come uno dei registi più promettenti del giovane cinema italiano: io faccio il tifo per lui".
Gli autori:
Volfango De Biasi ha realizzato numerosi cortometraggi, documentari, spot e video musicali, presentati a vari festival internazionali (Venezia, Locarno, New York, Bruxelles, etc.) e diffusi dalle televisioni italiane ed estere. Come sceneggiatore, in Italia, ha lavorato per Cattleya, Medusa, Rusic Company, Titti film, De Angelis Group; In Francia per Bloody Mary Productions. Insegna Sceneggiatura all’Istituto Europeo di Design dal 2003. Se Dio vuole sta per esordire con il suo primo lungometraggio cinematografico.
Ironico il ministro per la Famiglia, Rosy Bindi: "Alle Iene sono imbroglioni, ma se i miei colleghi non facessero uso di droghe, non si vedrebbe". Mentre il segretario dei radicali ora rosanel pugno i Daniele Capezzone chiede la messa in onda ovvero per usare le sue parole di "dissequestrare le Iene. La privacy vale, ma la libertà di informazione vale anche di più. Dico no alla censura". E anche Italia Bocchino di An chiede mandare in onda il servizio "facendo così chiarezza".
In Parlamento le prime reazioni sono state di malumore e disorientamento. Perplessità dal ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero: «Personalmente non apprezzo queste modalità di intrusione nella vita privata delle Persone», afferma, ma «la vicenda dovrebbe permettere al mondo politico di riflettere in modo più laico su questi temi, ben sapendo che i politici non rischiano di subire i controlli e le sanzioni che subiscono invece i normali cittadini». Duro il leader Udc Casini: «Le Iene quando fanno satira sono benvenute, ma questa cosa mi sembra una pessima trovata pubblicitaria. L'attendibilità di questa specie di esperimento scientifico è equivalente allo zero». Il segretario della Quercia Fassino se la cava con una battuta: «Così si fa più in fretta a cambiare la legge Fini sulle tossicodipendenze...»
"Almeno questo - aggiunge la donna - considerato che da un bel pezzo vacilla quella 'fede' raccomandataci personalmente dal signor Loiero il 7 luglio a palazzo Nieddu. Mario Congiusta, io stessa e tutti quanti attendiamo verità e giustizia, non soltanto promesse, ma concretate nei fatti, portiamo fieri, come la più alta delle onorificenze, la memoria dei nostri figli, i nostri 'onorevoli figli'".