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30.12.25

Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio. gli attacchi a Morena Manfreda madre i un figlio autistico

Come non condividere le parole di madre di un figlio autistico .Infatti usare la supponenza in queste situazioni è sinonimo di cattiveria pura !!! soprattutto quando essa viene persone che dovrebbero capire di più perché vivono, seppur nella diversità e nell'individualita' di ognuno, situazioni analoghe.Sono figure che invece dovrebbero sostenere e questo, oltre a sconfortare, è un atto molto grave.  No si che  altri  aggiungere   alle  parole    di  (  avevo  già  raccontato  la   sua  storia  su questo  blog  circa  6 mesi fa ) di


I social stanno diventando un tribunale.E i giudici peggiori sono spesso altri genitori.

Vedo pagine piene di sorrisi, risultati, progressi sbandierati come medaglie.E poi leggo commenti di supponenza, di superiorità morale, di chi dice — più o meno velatamente —“se tuo figlio non ce la fa èperché tu non fai abbastanza”.Ma voi…ma cosa ne sapete davvero?Cosa ne sapete di una diagnosi più grave della vostra.Cosa ne sapete di una madre che cade in depressione.Cosa ne sapete di chi non dorme da anni.Cosa ne sapete dei problemi economici, familiari, della solitudine, della paura, della stanchezza che ti spezza le ossa e l’anima.Cosa ne sapete di chi fa tutto quello che può,ma quel “tutto” oggi è solo sopravvivere.Non esistono genitori migliori.Non esistono genitori peggiori.Esistono genitori diversi, con storie diverse, figli diversi, risorse diverse.E no:nessuno ha il diritto di giudicare le lacrime di un altro genitore.Nessuno ha il diritto di usare i social per sentirsi più bravo degli altri.Nessuno.I social, così, non sono aiuto.Sono una rovina.E fanno più male del silenzio.VERGOGNATEVI.Un genitore non ha bisogno di lezioni.Ha bisogno di rispetto.Di ascolto.Di umanità.Il resto è solo ego travestito da buoni consigli.( parleremo anche dell’uso dei figli con disabilità per monetizzare… dal punto di vista giuridico ….) .
Infattti essa lotta non solo contro chi : << Si sa che la gente dà buoni consiglisentendosi come Gesù nel tempio,\si sa che la gente dà buoni consiglise non può più dare cattivo esempio.>>(  cit  bocca  di rosa di de  andrè  )  ma   anche  conro  quelle    << [...] persone utilizzano la disabilità dei propri figli come contenuto, come mezzo per fare engagement o visibilità. E lo dico chiaramente: questo non è tutelare, non è divulgare, non è professionalità.[...  segue qui sul suo istangram ]
proprio  mentre  finivo  di riportare  il  suo  post    fb reels  mi  propone   questo  video  

  che conferma    il  post  di Morena  

29.12.25

Vorrei condividere una piccola precisazione con tutta la delicatezza possibile

Questo spazio è nato per essere un luogo di parole, d scambio di opinioni , confronto , condvisione di di
pareri, ecc Ovviamente secondo questo manifesto ( che vale sia per il blog sia per le appendici social )  che  avevo scritto   per  l'appendice  social del  il blog   

Compagnidistrada 14 luglio 2019 · REGOLAMENTO PAGINA
 Benvenuti nella nostra pagina. Considerato quanto accaduto precedentemente (https://bit.ly/2HztQs2) eccovi il regolamento di questa pagina: 1) Non postate foto e video porno. 2)Non postate spam. 3)Non è consentito bestemmiare perché anche se atei, agnostici, razionalisti, aconfessionali, non praticanti ecc., bisogna sempre rispettare chi crede. Identico discorso vale per i non credenti. Questa pagina rispetta tutti perché totalmente laica. 4)Non infastidite i membri della pagina e gli utenti. 5)Non insultate. Sono vietate parole offensive, commenti non pertinenti ai link proposti, ed ogni espressione polemica, di disturbo e di discriminazione. 6) Non saranno tollerati in alcun modo commenti misogini, omofobi e sessisti. Se si violeranno queste brevi ma importanti regole di convivenza sarete avvisati per ben due volte e alla terza violazione vi banneremo dalla pagina. Cogliamo l'occasione per ringraziare con affetto tutti gli amici di questa pagina che commentano i contenuti proposti o mettono like ed interagiscono in modo equilibrato e garbato. La comunicazione responsabile non contempla la polemica fine a se stessa e le invettive dei soliti haters. Ringraziamo anche tutti i nuovi amici con la consapevolezza che concorderanno con la linea di pensiero scelta per una pacifica convivenza social. Il medesimo regolamento vale anche per il blog di cui la nostra pagina è un prolungamento 


 Un angolo dove le storie portano luce e dove ognuno può sentirsi un po’ meno solo. Capita a volte che mi arrivino richieste importanti, come aiuti per trovare lavoro o sostegni personali che richiederebbero competenze e strumenti che purtroppo non ho. Vorrei davvero poter fare di più, ma ci sono cose che vanno oltre quello che questo spazio può offrire. Per questo, chiedo comprensione:Il blog può donare ascolto, parole e vicinanza, qualche consiglio o suggerimento parziale perchè non tutti abbiamo il dono d'essere omniscenti \ tuttologi anche se ci interessiamo di tutto . Ma non può intervenire in questioni che richiedono istituzioni, servizi o supporti concreti. Non è mancanza dI : Cuore , empatia , indiffeenza , ecc , ma il desiderio di essere sincera e di custodire questo luogo per ciò che è nato per essere. Grazie a chi resta con rispetto e delicatezza.Grazie a chi comprende i limiti e, nonostante tutto, continua a camminare qui dentro con gentilezza

28.12.25

diario di bordo speciale feste natalizie 2025\26 parte I Due fratelli (Danilo e Luca Giustozzi) ., diventano papà a Natale: Sara e Amelia sono il regalo più bello ., tregua di natale del 1914 ., A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ…CAZZONI – A BARI, UN UOMO HA ADDOBBATO LA SUA AUTO CON LUCI LED A TEMA NATALIZIO – IL TRENTENNE STAVA SCORRAZZANDO PER LE STRADE DELLA CITTÀ,

  DA MSN.IT 

«È una storia bellissima, incredibile. Una di quelle che fanno bene al cuore». Danilo Giustozzi, con grande emozione, racconta il Natale più incredibile della sua vita. Lui e il fratello Luca sono diventati papà lo stesso giorno, il 25 dicembre, a distanza di poche ore l’uno dall’altro. Due bambine nate nel giorno simbolo della famiglia, una vicenda straordinaria, che ha il sapore del piccolo miracolo natalizio.


Macerata, due fratelli (Danilo e Luca Giustozzi) diventano papà a Natale: Sara e Amelia sono il regalo più bello

I momenti
La prima a venire al mondo è stata Sara, nata all’1.30 della notte di Natale all’ospedale di Macerata. Figlia del civitanovese Danilo Giustozzi, 37 anni, ingegnere, e di Giulia Rosettani, 38 anni, medico.
La piccola pesava 3 chili e 300 grammi ed è la seconda figlia della coppia. Un parto naturale, arrivato all’inizio di una notte che sembrava già speciale e che invece avrebbe riservato ancora molte sorprese. Nello stesso giorno, ma alle 16.45 e all’ospedale di Civitanova, è nata Amelia, anche lei del peso di 3 chili e 300 grammi, figlia di Luca Giustozzi, 33 anni, pure lui residente a Civitanova, incaricato dell’oratorio salesiano della città rivierasca, e di Beatrice Ciccioli, 30 anni, segretaria in uno studio di ingegneria a Lido di Fermo. Per loro si tratta della prima figlia, arrivata in anticipo e accolta con un’emozione difficile da descrivere. Luca e Beatrice hanno saputo della nascita di Sara solo dopo la messa di mezzanotte.
«Eravamo appena rientrati a casa – racconta Luca – e mai avremmo potuto pensare che dopo così poco sarebbe toccato anche a noi». Le due gravidanze, infatti, avevano scadenze diverse e nulla faceva immaginare un esito così sincronizzato. Sara sarebbe dovuta venire al mondo a metà dicembre; Amelia, invece, era attesa verso la fine del mese, proprio in coincidenza con il compleanno di Luca. E invece, nel giro di poche ore, il Natale è diventato un evento doppio, capace di unire ancora di più due famiglie già molto legate.
L’annuncio
Nove mesi fa, durante una cena, a tavola c’erano Danilo e Giulia, Luca e Beatrice. Un brindisi, una risata, poi l’annuncio arrivato quasi per caso. «Per far capire a mio fratello che mia moglie era incinta – racconta Danilo – ho detto che Giulia non poteva bere perché aspettava un bambino. A quel punto Beatrice ci ha guardati e ha detto: nemmeno io posso, perché sono incinta anche io».
La battuta
In famiglia, con il passare dei mesi, c’era una battuta ricorrente: «Nasceranno insieme». A dirlo con più convinzione era stato soprattutto il nonno, il padre di Danilo e Luca, che fin dall’inizio ripeteva che quelle due bambine sarebbero nate lo stesso giorno. «Noi ci scherzavamo sopra – raccontano i due fratelli – dicevamo che era impossibile, viste le date diverse». Alla fine, però, aveva ragione lui. In casa Giustozzi si parla già di “cugine gemelle”. Un Natale davvero indimenticabile.
«Diventare padre è sempre un’emozione enorme – dice Luca – ma farlo lo stesso giorno di tuo fratello, e per di più il 25 dicembre, è qualcosa che ti resta dentro per sempre». Una storia straordinaria fatta di famiglia, coincidenze e vita che nasce.


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  Non riesco a leggerlo  correttamente    e  quindi non sapendo se  dipende da  me  o da  voi  ripropongo   un  post    che  avevo  già proposto  la settimana  scorsa   mi  s'era  cancellato    per  problemi. tecnici      ho    rimosso  ( meno  male   che  lo avevo salvato  sul  pc )  


   canzoni  suggerite  

generale ( cover ) - Anastasio Generale ( originale ) -Francesco de Gregori La tregua di Natale del 1914 è uno dei paradossi più potenti della storia:un gesto di pace nato non dall’alto, ma dal basso.Non dai governi, che rifiutarono la proposta di Benedetto XV,ma da soldati esausti, immersi nella morte, che decisero di sospendere l’odio almeno per un giorno.È un episodio che smaschera la struttura stessa della guerra:chi la decide non la combatte, chi la combatte non la vuole.E quando i soldati si incontrano senza armi, la propaganda evapora,e resta solo la nudità dell’umano.Nel dicembre del 1914, nel fango di Ypres, la guerra di logoramento sembrava aver inghiottito ogni residuo di senso. Trincee scavate da chi non era sopravvissuto, cadaveri disseminati nella “terra di nessuno”, assalti sanguinosi per pochi metri destinati a essere persi il giorno dopo.Eppure, proprio lì, nel punto più buio, accadde qualcosa che nessun comando aveva previsto.La notte della vigilia, i soldati tedeschi accesero piccole luci lungo il filo spinato. Un soldato inglese vide i bagliori e sentì una voce: “Soldato inglese, buon Natale!”.Uomini che fino a poche ore prima si sparavano addosso uscirono


disarmati, si incontrarono a metà strada, si strinsero la mano, si scambiarono sigarette e auguri. Per un giorno, nessuno sparò.La tregua non cambiò la guerra, ma incrinò la sua logica. Ricordò a tutti che il conflitto è deciso da chi non combatte, mentre chi combatte desidera solo tornare a casa.
Infatti L’avvicinarsi del primo Natale di guerra sembra offrire un’occasione. È papa Benedetto XV a proporre una tregua natalizia. Il 7 dicembre 1914 scrive ai governi delle potenze belligeranti, chiedendo che “i cannoni possano tacere almeno nella notte in cui gli angeli cantano”. La proposta viene respinta, come accadrà anche nel 1917, quando il pontefice definirà il conflitto un’“inutile strage”. I governi rifiutano. Ma chi combatte è stanco. Così, la notte della vigilia di Natale, accade qualcosa di inatteso. Nelle linee tedesche attorno a Ypres compaiono piccoli segnali luminosi lungo il filo spinato. Una vedetta inglese annota nel suo diario: “Mentre osservavo il campo, ho notato un bagliore nell’oscurità. Poi un’altra luce, e un’altra ancora, lungo tutta la linea tedesca”. Poco dopo, nel silenzio, si sente una voce: “Soldato inglese, buon Natale!”.
Alcuni soldati tedeschi escono dalle trincee disarmati, le mani alzate. Provano a spiegare, in un inglese incerto, che non vogliono combattere almeno quel giorno. Con esitazione, anche alcuni britannici fanno lo stesso. Attraversano la terra di nessuno, evitando crateri, reticolati e corpi insepolti. Il rumore della guerra si spegne.I primi uomini si incontrano a metà strada. Si guardano negli occhi. Si stringono la mano. È un gesto semplice, eppure impensabile fino a poche ore prima. Nemici pronti a uccidersi scoprono di essere uomini simili. Il coraggio si diffonde: sempre più soldati escono dalle trincee, si scambiano sigarette, sorrisi, auguri. Non serve una lingua comune per riconoscersi.
Il tenente inglese Alfred Dougan Chater scrive: “Penso di aver assistito a uno degli spettacoli più straordinari che si possano immaginare. In pochi minuti, il terreno tra le trincee era pieno di uomini di entrambi i lati che si stringevano la mano e si auguravano un felice Natale”.
Per un giorno, la tregua restituisce umanità alla guerra. Ogni soldato capisce che dall’altra parte c’è la stessa paura, la stessa stanchezza, la stessa voglia di tornare a casa. “La maggior parte di loro sarebbe felice di tornare a casa, come noi”, conclude Chater. “Per tutta la giornata nessuno ha sparato”. La notizia raggiunge i civili. I giornali raccontano l’evento, Arthur Conan Doyle lo cita come prova che la guerra può spezzare le vite, ma non cancellare l’umanità. Alcune fotografie mostrano persino una partita di calcio improvvisata tra le trincee. Quando i cannoni riprendono a sparare, molti soldati si chiedono che senso abbia uccidere perfetti sconosciuti. La guerra, ancora una volta, è decisa da chi non combatte mai.

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  dagospia 

A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ…CAZZONI – A BARI, UN UOMO HA ADDOBBATO LA SUA AUTO CON LUCI LED A TEMA NATALIZIO – IL TRENTENNE STAVA SCORRAZZANDO PER LE STRADE DELLA CITTÀ, QUANDO È STATO FERMATO DALLA POLIZIA, CHE LO HA MULTATO PERCHÉ LE LUCI RAPPRESENTAVANO UN POTENZIALE PERICOLO PER LA CIRCOLAZIONE – A BARI LE VETTURE TRASFORMATE IN ALBERI DI NATALE SONO DIVENTATE UNA MODA IMBECILLE. POCHI GIORNI FA UN'ALTRA VETTURA RICOPERTA DI LUCINE AVEVA CAUSATO UN INCIDENTE


bari - auto addobbata per natale

Estratto dell’articolo di Nicolò Delvecchio per www.corriere.it

 

BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE

Le festività del 2025, a Bari, sono state caratterizzate dalla moda delle auto addobbate come alberi di Natale. La loro presenza appariscente nel centro di Bari aveva fatto rapidamente il giro dei social, anche perché vedere una macchina interamente modificata come fosse un abete non è cosa da tutti i giorni.

 Soprattutto se quella macchina è una Mercedes Glc, interamente ricoperta di mini Led di colori diversi e con «animata» da giochi di luci. 

Quella macchina è stata però fermata dalla polizia stradale di Bari durante i controlli sulle strade cittadine e sulla tangenziale. Le luci, come spiega la polizia in un comunicato, «rappresentavano un potenziale pericolo per la circolazione, disturbando la visibilità degli altri automobilisti e creando possibile confusione con la segnaletica stradale e semaforica».

 

auto addobbata con luci al led per natale - bari

Dagli accertamenti svolti è anche emersa l’assenza delle autorizzazioni della Motorizzazione Civile per le modifiche apportate al veicolo. Il conducente, un trentenne, è stato sanzionato ed è stata vietata la circolazione della Mercedes fino al ripristino delle condizioni originali. [...] 

Il caso, comunque, non è l'unico: pochi giorni fa, infatti, il conducente di un'auto modificata nello stesso modo si è schiantato con la macchina dopo aver ignorato un alt della polizia locale. Il conducente è stato seguito lungo la statale 16 e ha poi finito la sua corsa schiantandosi contro un muretto nel comune di Bitritto.  A guidarla un 20enne, con precedenti penali, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e rimasto lievemente ferito.[...] 


                                                             
                    BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE


BARI - AUTO ADDOBBATA PER NATALE

Sono stati sequestrati la vettura, le luci e gli arnesi per lo scasso trovati nel veicolo, risultato già sottoposto a fermo amministrativo nelle settimane precedenti per violazioni al codice della strada.


Nudo maschile ok, nudo femminile no: la matematica sessista dei social.Il capezzolo non è neutro: lo decide l’algoritmo.

Stesso capezzolo, sguardi diversi.Il maschile è ‘naturale’, il femminile è ‘da censurare’.Non è biologia: è cultura. E la cultura si può cambiare.”“Il capezzolo non è il problema in se . Ma Il
problema è chi decide cosa possiamo vedere e da come ho detto in : « IL SESSISMO È NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA – BUFERA PER IL MANIFESTO USATO PER PROMUOVERE LA MOSTRA BOVINA DELLA RAZZA PIEMONTESE A FOSSANO, IN PROVINCIA DI CUNEO, CHE RITRAE UNA DONNA MENTRE CONTROLLA UN TORO PER IL NASO » da come guardiamo le cose .
Ecco che Il petto nudo, pure esibito, di un uomo, si può esporre a qualunque ora, in qualunque posizione, in qualunque salsa, e non c'è problema; pure inneggiare alla violenza più becera, a un genocidio, e esibire foto di assassini, di armi, di corpi inermi, di vilipendio di corpi inermi, di abuso di quelli che sono stati i loro abiti, le loro cose, si può, figuriamoci. Una o più , a prescindere che siano belle o dozzinali,foto dove appena si intravedono — intravedono — i capezzoli, e null'altro (a parte testa, capelli, sopracciglia, occhi, orecchie, naso, bocca, guance, fossette, mento, e poi collo, spalle, braccia, mani, addome, ombelico: ma quelli non contano, eh, quelli non sono sensuali, non sono erotici, non possono essere pure zone erogene; quelli non sono «volgari»; invece, due capezzoli coperti da un braccio, che appena si intravedono), no. Ciò viola le regole, quella è inaccettabile. Ci si chiede perchè sui social i capezzoli femminili vengono oscurati mentre quelli maschili no ? una domanda che sembra semplice ma in realtà scoperchia un intero sistema culturale. E i dati che emergono dalle ricerche lo confermano. La censura dei capezzoli femminili sui social non è un dettaglio tecnico né un capriccio algoritmico. È il sintomo di un sistema culturale che continua a sessualizzare il corpo femminile anche quando non c’è alcuna intenzione erotica.Il capezzolo maschile, invece, viene percepito come neutro, innocuo, “normale”.Questa asimmetria non ha basi biologiche: è una costruzione culturale.
E quando una costruzione culturale diventa policy, il risultato è un doppio standard che si autoalimenta..È un piccolo dettaglio anatomico che illumina un grande problema culturale.Le cause oltre che in una morale retrograda e bacchettona sono da ricercarsi :

📌 1. Sessualizzazione del corpo femminile
Le piattaforme classificano il capezzolo femminile come contenuto “sessualmente esplicito”, indipendentemente dal contesto.Allattamento, salute, arte, protesta: tutto rischia la censura.
Il maschile no.È la prova che non stiamo parlando di anatomia, ma di sguardo.Molte piattaforme social considerano il capezzolo femminile un contenuto “sessualmente esplicito”, mentre quello maschile no. Secondo un’analisi riportata da The Conversation, questa distinzione nasce dal timore dei CEO tech di “un’ondata di immagini pornografiche” se i capezzoli femminili fossero permessi.
📌 2. Norme culturali radicate ,  norme   patriarcali travestite da regolamento
Le policy dei social riflettono un immaginario antico:il corpo femminile è un territorio da controllare, da coprire, da moderare.Il corpo maschile, invece, è libero per default.
La tecnologia non fa che replicare ciò che la cultura le consegna.La storia della censura mostra che i capezzoli femminili vengono percepiti come parte “erotica” del corpo, mentre quelli maschili sono normalizzati. Un approfondimento di MYA Cosmetic Surgery evidenzia come questa visione rifletta un’“erotic gaze” che sessualizza il corpo femminile anche quando non c’è alcuna intenzione erotica.
📌 3. Paura delle piattaforme di perdere controllo
Molti social preferiscono applicare regole rigide per evitare problemi legali o commerciali. Meta, ad esempio, ha vietato per oltre un decennio i capezzoli femminili, pur permettendoli in contesti come allattamento o salute, e solo recentemente il suo Oversight Board ha chiesto di rivedere la policy.È un pregiudizio travestito da prudenza:si presume che il corpo femminile sia sempre potenzialmente erotico, sempre potenzialmente “pericoloso”.
📌 4. Doppio standard di genere
Gli articoli accademici parlano apertamente di un “atteggiamento bizzarro” verso i generi: uomini a torso nudo ovunque, donne costrette a coprirsi anche in contesti non sessuali.
Il paradosso finaleDue capezzoli identici, due giudizi opposti. Non è la pelle a cambiare: è il genere attribuito a quella pelle. E questo basta per trasformare un’immagine in un “contenuto da oscurare”.
💬 In sintesi La censura dei capezzoli femminili non è una questione tecnica, ma culturale:una combinazione di sessualizzazione, norme patriarcali e prudenza commerciale delle piattaforme.Moralismi ridicoli, patetici, tristi, noiosi, senza senso, e ipocrisia. Che bel mondo.Il migliore dei mondi possibili, proprio.

la mia vita su una ruota



27.12.25

riflessione natalizia e non solo II - di Nicola tondini

riflessione  Natalizia  (  e  non solo  )   I 

 Lo so che un po' ve lo aspettate e un po' pensate: che palle l'ennesimo post su noi ricchi e loro poveri in fila alla mensa di carità.
Certo, a guardare quanti pasti potrò consumare con i resti del pranzo natalizio, la tentazione c'è. Però non è più quel tempo.
Nel senso che, certo, il congelatore è pieno di lasagne e altre leccornie, ma sono di meno. Meno di tutto.
E non è dovuto a una scelta — che so, la dieta o un consumo responsabile. È dovuto all'abitudine e, un po', alla paura.
L'abitudine di una spesa che non è più quella di qualche anno fa, quando i carrelli, per quanto grandi, erano sempre insufficienti all'abbuffata settimanale.
La paura delle file alle mense di carita. Gia, perché guardando le persone in fila, oltre alla solidarietà umana, si finisce per chiedersi: «perché io no?». «Perché io sono quello che passa in auto e li guarda dal finestrino sporco di pioggia, e non quello che, bagnato, guarda un uomo che lo scruta da dietro un vetro Cosa è successo a loro che non è successo a me? Oppure, un po' più inquietante: cosa è successo a loro che non è ancora successo a me? O forse non ci siamo accorti, come loro non si erano accorti, che improvvisamente al supermercato guardavi i prezzi. Che improvvisamente cercavi solo le cose in offerta. Che improvvisamente certi prodotti erano usciti dal paniere di tutti i giorni.Usciranno — ammesso non siano gia uscite — statistiche per dire quanto abbiamo speso in banchetti in queste settimane. Sicuramente saranno cifre stratosferiche, magari maggiori di quelle delle scorse festività. Ma nessuno peserà i sacchetti, nessuno conterà le cose acquistate, nessuno ci dirà che siamo più poveri. Che siamo in recessione. Nessuno ci dirà la verità e noi continueremo a pensare a "loro" che sono in fila e a "noi" che siamo in auto. Invece siamo tutti sotto questa pioggia: ombrello piu’ ombrello meno

per chiarezza, per chiunque abbia qualcosa da dire-commentare senza rispetto, lascio queste parole...

.... dell'account fb  L'Eco del silenzio di Lorien Ashfort


 

Non chiedo applausi.
Non imploro approvazioni.
Scrivo per chi sente,
non per chi giudica.
Se un pensiero ti urta,
puoi passare oltre.
Ma se scegli di restare,
fallo con rispetto.
Perché ogni parola qui
è un seme di verità,
non una scusa per versare veleno.

 
Infatti Non mi spiego perché si resti a leggere ciò che infastidisce… se non per un bisogno profondo di ferire ciò che non si comprende.
Ma io non sono qui per compiacere.ma per crearedibattito e scambio d'opnioni soprattutto con quelli\e che non sono d'accordo con i miei post o i post che condivido o di contattoi che mi ha autorizzato a riportare i loro contenuti . Infatti la cosa che m'interessa davero e quella di mettere indiscussione , evetualmente , i miei punti vista . Ovviamente nel rispetto reciproco

Savona, trova con il metal detector una piastrina di guerra e la riconsegna agli eredi. “Come aver ritrovato mio padre” Christian Castiglione, ricercatore appassionato, dopo un ritrovamento casuale nell’astigiano ha fatto felice una famiglia toscana

   questa news  su  google  news   mi  ha  riporto   alla  mente      il  precedente  post  sulla  tregua     di natale  del 1914 


https://www.ilsecoloxix.it/savona/  25.12.2025

Savona, trova con il metal detector una
piastrina di guerra e la riconsegna agli eredi. “Come aver ritrovato mio padre”

Christian Castiglione, ricercatore appassionato, dopo un ritrovamento casuale nell’astigiano ha fatto felice una famiglia toscana


essendo     il  sito a  pagamento  ha  cercato    in  rete  ed   ho  trovato   a  gratis  la notizxia      su   https://www.savonanews.it/ Curiosità | 21 dicembre 2025, 17:05

Ritrova una piastrina militare nell'astigiano e scatta il tam tam social: un savonese la restituisce al figlio 
Christian Castiglione con il metal detector ha effettuato il ritrovamento. E tramite Facebook è riuscito a contattare il figlio del militare

Una scoperta casuale, un tam tam sui social e una storia a lieto fine che attraversa l’Italia. A Bubbio, nell’Astigiano, il savonese Christian Castiglione, appassionato di metal detector, ha ritrovato una piastrina militare appartenuta al toscano Igino “Gino” Cellini e, nel giro di pochi minuti, è riuscito a rintracciare il figlio per restituirgliela.Castiglione si trovava in Piemonte lo scorso novembre insieme a un amico e al cane Ugo quando, durante una ricerca, ha individuato l’oggetto. Sulla targhetta era inciso il nome del militare e quello del comune di Montieri, in provincia di Grosseto. Un dettaglio che si è rivelato decisivo.«In 10-15 minuti sui social sono riuscito a rintracciare il figlio, che non vede l’ora di riaverla" ha raccontato Castiglione. L’uomo ha pubblicato un messaggio nel gruppo Facebook “Sei di Montieri se”, chiedendo se qualcuno conoscesse una storica famiglia con quel cognome. In pochi minuti, grazie alle numerose reazioni e condivisioni, è arrivata la risposta tanto attesa: a commentare è stato proprio il figlio del soldato, che ha riconosciuto immediatamente il nome del padre."Incredibile ma vero, mi ha fatto enormemente piacere - ha scritto sui social il figlio di Igino Cellini, Alberto- Mio babbo ha fatto il militare in Piemonte, nel Cuneese, nel corpo degli Alpini. Non rimase lì molto tempo


perché, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia alla quale partecipò, fu richiamato in quanto minatore: l’Italia aveva bisogno del ferro delle miniere di Montieri" .Una piccola piastrina, rimasta per decenni sotto terra, è così tornata alla famiglia del suo proprietario, trasformando una semplice ricerca con il metal detector in una storia di memoria, solidarietà e legami ritrovati


26.12.25

I PROBLEMI hanno una VALENZA OGGETTIVA che però AUMENTA SOGGETTIVAMENTE


 infatti    

come combattere i femminicidi a costo zero e senza repressione educare èsemre meno costoso che riparare - L' ANALISI DI Marilisa D’Amico Ordinaria di diritto costituzionale all’Università Statale di Milano

presidene del
https://ovd.unimi.it

 La violenza sulle donne non è solo una tragedia umana, ma ha anche un impatto economico enorme: in Italia si stima una spesa di 16-17 miliardi all’anno, tra spese sanitarie e psicologiche, costi giudiziari e legali, perdita di produttività e molto altro. Di questi, solo 6,3 miliardi vengono investiti in prevenzione.Questa sproporzione evidenzia che la prevenzione non può essere considerata un ambito secondario. La violenza non nasce all’improvviso. Spesso affonda le radici in modelli culturali distorti. Agire solo dopo significa affrontare un quadro già compromesso. Agire prima significa ridurre i rischi. È necessario stanziare maggiori risorse pubbliche per l’educazione  nelle scuole, la formazione di insegnanti, medici e forze dell’ordine. Ogni intervento preventivo è un risparmio futuro e un passo verso una società più sicura. Non si tratta solo di spendere di più, ma di farlo meglio, spostando l’attenzione dalle conseguenze alle cause. La prevenzione è il luogo in cui si forma la cultura del rispetto e dove si generano gli anticorpi. Educare è sempre meno costoso che riparare”.

Vite senza vita, esce il brano sui femminicidi di Letizia Migliore

Letizia Migliore è una giovane e promettente cantautrice e polistrumentista italiana, nata a Cuneo, nota per i suoi singoli intensi come "Vite senza vita" e "FERITE", capaci di affrontare tematiche profonde nonostante la sua giovane età. Roma, 23 dic. (askanews) -
E' on line il nuovo singolo della giovane cantautrice Letizia Migliore "Vite senza vita". Un brano intenso e coraggioso che affronta il tema del femminicidio e della violenza di genere. Il brano racconta storie di ragazze, donne e madri che hanno perso la vita per mano di uomini senza scrupoli.La violenza
si manifesta in molte forme psicologica, fisica, da stalking a femminicidio spesso taciuta, rendendo difficile individuarla e fermarla. "Vite senza vita" inizia parlando di cuori senza vita, cuori che avevano amato, che si sentivano amate, ma che sono stati traditi e uccisi.Letizia racconta storie reali e simboliche, come quella di: Giulia, prossima alla laurea, spezzata perché "troppo libera" per chi non sa volare; Martina, una bambina di 14 anni uccisa e nascosta sotto un materasso; Agnese, madre i cui sogni di vedere crescere i figli sono stati infranti; Saman, vittima di un matrimonio imposto, uccisa per aver scelto di amare liberamente. Letizia spiega: "Queste ragazze mi hanno fatto piangere, riflettere, ma hanno anche acceso in me rabbia e voglia di rivincita. La mia canzone dice 'Basta!'. Lo dobbiamo gridare tutti." Infati « I brani di Letizia mostrano una maturità sorprendente per una giovane artista, con testi significativi e una forte presenza strumentale. Le sue canzoni trattano temi personali ed emotivi legati alla crescita, esperienze di vita e questioni sociali come la violenza di genere (www.bestentertainment.it).  Ecco
»Testo della canzone Vite senza vita (Il Parto delle nuvole pesanti), tratta dall'album Magnagrecia

Quando il fango ti fagocita
Quando ingurgiti materia
E gli insetti fanno visita
Vermiciattoli in divisa
Libera la tua anima
E forse un giorno lei ti ascolterà
Curala e poi accarezzala
Chi non ha amato amore non avrà
Vite senza vita passano
Pasto della scienza medica
Sentimenti da soap opera
Miti e culti di cosmetica
Madre scaccia questo male
E dacci il nostro vero pane
Libera la tua anima
E nel suo nome invoca verità
Curala e poi accarezzala
Chi non è amato amore non darà
Nutri il corpo nutri l'anima
Nutri il corpo perché è l'anima
Libera la tua anima
E forse un giorno ti sorriderà
Curala e poi accarezzala
E forse un giorno lei ti salverà


Per me è un brano intenso e coraggioso che affronta il tema del femminicidio e della violenza di genere. Il brano racconta storie di ragazze, donne e madri che hanno perso la vita per mano di uomini senza scrupoli. La violenza si manifesta in molte forme — psicologica, fisica, da stalking a femminicidio — spesso taciuta, rendendo difficile individuarla e fermarla. “Vite senza vita” inizia parlando di cuori senza vita, cuori che avevano amato, che si sentivano amate, ma che sono stati traditi e uccisi. Letizia racconta storie reali e simboliche, come quella di: Giulia, prossima alla laurea, spezzata perché “troppo libera” per chi non sa volare; Martina, una bambina di 14 anni uccisa e nascosta sotto un materasso; Agnese, madre i cui sogni di vedere crescere i figli sono stati infranti; Saman, vittima di un matrimonio imposto, uccisa per aver scelto di amare liberamente. Letizia spiega: “Queste ragazze mi hanno fatto piangere, riflettere, ma hanno anche acceso in me rabbia e voglia di rivincita. La mia canzone dice ‘Basta!’. Lo dobbiamo gridare tutti.”

Note biografiche

Letizia Migliore è una giovane e promettente cantautrice e polistrumentista di soli 16 anni, nata a Cuneo il 10 febbraio 2009. La sua passione per la musica è nata molto presto: già a sette anni ha scritto la sua prima canzone, dando così inizio a un percorso musicale che si è sviluppato rapidamente. Sin da bambina, ha studiato pianoforte, canto e chitarra, affinando le sue capacità e arricchendo il suo bagaglio musicale. A soli 11 anni ha cominciato a comporre i propri brani, dimostrando un talento naturale e una grande sensibilità artistica. Attualmente, Letizia frequenta il liceo musicale Ego Bianchi di Cuneo, dove approfondisce lo studio del pianoforte classico e del canto lirico, continuando così a perfezionare la sua tecnica e la sua preparazione artistica.
Nel corso di questa sua giovane carriera, ha già ottenuto numerosi riconoscimenti che evidenziano il suo talento e la sua determinazione. Tra i più importanti ci sono la vittoria al concorso “Canta Inverno” a Sanremo nel 2023, nella categoria under 40, e il suo primo singolo “Difetto”, uscito il 24 maggio 2024. Ha conquistato anche il terzo posto al Rumore Bim Festival 2024 e il primo posto al concorso “Microfono d’Italia”, ricevendo anche il premio della critica. Il suo secondo singolo, “Ferite”, è stato pubblicato il 14 febbraio 2025, mentre il 12 luglio dello stesso anno si è classificata tra i finalisti e ha ricevuto un premio speciale al contest “Rising Voice”. Inoltre, ha partecipato come finalista al contest “Je So Pazzo” e si è esibita in eventi di grande prestigio, tra cui il palco di Pian di Nave a Sanremo nell’agosto 2025.
Tra le sue canzoni, “Vite senza vita” si distingue per il suo forte contenuto sociale. Con questo brano, Letizia affronta il delicato tema della violenza di genere, trasformando emozioni profonde e tematiche sociali in musica capace di arrivare al cuore di chi ascolta. La sua capacità di unire sensibilità artistica a un impegno sociale la rende una giovane artista da seguire con grande attenzione, pronta a lasciare il segno nel panorama musicale con la sua maturità e il suo talento.

riflessione natalizia di Luigi ettore nicola Scano

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Fra i tanti messaggi di whatsapp uno dei più belli che mi sia arrivato e ha messo indiscussione ( ne ripalermo con l'anno nuovo non voglio tediarvi con la mia ansia ) il giro di boia dei 50 anni , e questo qui che di un parente alla lontana ( nipote di una sorella di mio nonno paterno ) . Ma ora basta parlare io e veniamo al suo post

 


Ascoltando una canzone, mi è tornata in mente la celebre frase: 'Siamo uomini o caporali?'. È una scelta difficile, soprattutto se manca il coraggio o la forza di credere. Ma è meglio essere umani, con i nostri difetti e pregi, o fingere di essere ciò che non siamo? Io credo che sia necessario avere il coraggio di essere se stessi, nella semplice verità. Non c'è vittoria più grande che lottare per amore senza chiedere nulla in cambio. La strada per conoscere noi stessi è ancora lunga, ma la vita è unica e merita di essere vissuta credendo nei propri ideali. Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo. Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo.
Non guardiamo solo con gli occhi, ma impariamo a vedere con il cuore. Il mio augurio è che tu possa trovare la Fede, quella forza che ci fa credere in ciò che sappiamo essere vero, anche quando è invisibile allo sguardo. Buon Natale 🎄🎁💫