Auschwitz e altri racconti, convivere con un passato ridotto ad attrazione


da  https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/20/

di
Profilo blogger
Docente di Diritto, Università di Trieste

Andate a rivedervi la scena. Una turista italiana in gita a Predappio, il paese natale di Mussolini, esibisce una maglietta nera con il profilo di un campo di sterminio e la scritta Auschwitzland. Un giornalista, più sbigottito che preoccupato, le chiede: “Posso farle una domanda su questa maglietta?” Lei, socchiudendo gli occhi, anticipa la risposta: “Humour nero”. Il giornalista finge di stupirsi: “Ma raffigura un campo di concentramento come se fosse Disneyland“. Lei lo interrompe sorridendo: «Certo, Aussvitz [alla padana, nda]. Humour nero».
Anche questa gag, a suo modo, ci ricorda la Settimana della Memoria, che si celebra a Trieste, la mia seconda città, in un modo diverso che altrove. Non perché qui c’è ancora la Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento italiano dotato di forno crematorio. E neppure perché Trieste, oggi, è retta da un’amministrazione di destra, rappresentata da un vicesindaco che un giorno s’oppone al manifesto della Barcolana e l’altro si vanta su Facebook di aver buttato via le coperte di un mendicante.
No, la ragione vera per cui la Settimana della Memoria, qui, si celebra diversamente che altrove, è ancora un’altra ancora. Trieste, la Venezia Giulia, il Friuli, sono un incrocio di storie vive, come se il tempo non fosse mai passato. Qui accenno a tre di queste storie, l’una più straordinaria dell’altra. Poi ne riparliamo a Convivere con Auschwitz, l’evento organizzato per l’Università di Trieste da Gianni Peteani, figlio di Ondina, deportata ad Auschwitz numero 81672, il 22 gennaio in via Filzi 14 (dalle ore 14, ingresso libero): oggi Scuola interpreti, da sempre Casa degli Sloveni, incendiata dai fascisti nel 1920.
La prima storia ce la racconta Tullio Avoledo nel suo ultimo romanzo, Furland® (Chiarelettere, 2018). Fra 2023 e 2035, dopo una sanguinosa secessione, il Friuli è diventato un enorme parco della memoria, che attira turisti da tutto il mondo mettendo in scena episodi della propria storia, chiamati Attrazioni. Le attrazioni più gettonate, naturalmente, sono le più sanguinose: come Il magico mondo dei druidi, con i suoi sacrifici umani, o Kosakenland 1944, ambientata nella Carnia consegnata dagli occupanti nazisti ai loro alleati cosacchi. Con una piccola differenza: quest’ultima è una storia vera.

Furland®
Prezzo: 14.02€ ACQUISTA SU AMAZON

La seconda storia è narrata in Red Land (in italiano Rosso Istria), film co-prodotto dalla Rai, presentato come la prima pellicola sulle foibe e rimasto in programmazione nelle sale per oltre un mese, almeno a Trieste (altrove non so). È una specie di western ambientato in Istria alla fine della seconda guerra mondiale, con gli italiani nella parte dei buoni e gli jugoslavi in quella dei cattivi. La storia straziante di Norma Cossetto, la studentessa istriana stuprata e infoibata dai partigiani jugoslavi, diventa memoria-spettacolo, pure lei. Manca una voce fuori campo che racconti tutta la storia: l’invasione nazifascista, la guerra civile, migliaia di altri stupri e massacri, non meno vergognosi.
Ma c’è una terza storia, che in qualche modo completa la seconda. La racconta Tatiana Bucci nel filmato iniziale del convegno e in un libro scritto con la sorella Andra, Noi bambine ad Auschwitz(Mondadori, 2019). Inizia proprio nell’Istria di Red Land, a Fiume (in italiano) o Rijeka (in croato), da dove le due sorelline sono portate ad Auschwitz-Birkenau, come altri 230mila tra bambine e bambini dei quali solo cinquanta sopravviveranno. Loro ce la faranno solo perché una sorvegliante del capo gli si affeziona, ma anche perché le scambiano per gemelle, cavie ideali per gli esperimenti del dottor Mengele.

Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah
Prezzo: 14.45€ ACQUISTA SU AMAZON

Ecco, forse questa terza storia suggerisce la morale anche delle altre due. Perché è una storia di spaesamento: Tatiana e Andra neppure sanno di essere ebree, poi ad Auschwitz dimenticano l’italiano e imparano il tedesco, poi ancora, una volta liberate, impareranno il ceco a Praga e l’inglese a Londra. Alla fine, quando le riportano in Italia, non riconoscono più neanche la madre, sopravvissuta pure lei e cercano solo di dimenticare. Come Liliana Segre, come tutti noi, resto: tutti ugualmente persi ad Auschwitzland, il luogo dove storia e spettacolo, verità e oblio, rischiano sempre di confondersi.

Commenti

Anonimo ha detto…
Magnificent beat ! I would like to apprentice while you amend your site, how could i subscribe for a
blog site? The account aided me a acceptable deal. I had been a little bit acquainted of this
your broadcast provided bright clear idea
Anonimo ha detto…
Do you mind if I quote a couple of your articles as
long as I provide credit and sources back to your site?
My blog is in the exact same area of interest as yours and my users would genuinely benefit from a lot of the information you present here.
Please let me know if this okay with you. Thanks a lot!
Anonimo ha detto…
Hi there, its good piece of writing about media print, we all be
familiar with media is a enormous source of facts.
Anonimo ha detto…
Its like you learn my thoughts! You appear to understand so much approximately this,
like you wrote the e-book in it or something. I believe that you could do with some percent to drive the message home a bit, however other than that, this is great blog.
A fantastic read. I will certainly be back.
Anonimo ha detto…
This design is steller! You certainly know how to keep a reader entertained.
Between your wit and your videos, I was almost moved to start
my own blog (well, almost...HaHa!) Great job. I really loved what you had to say,
and more than that, how you presented it. Too cool!
Anonimo ha detto…
For the reason that the admin of this website is working, no question very rapidly it will
be renowned, due to its feature contents.
Anonimo ha detto…
Nice blog! Is your theme custom made or did you download
it from somewhere? A theme like yours with a few simple adjustements would really make
my blog jump out. Please let me know where you got your design. Cheers

Post popolari in questo blog

"Meglio in cella che testimone senza scorta" Ex pentito della banda di Is Mirrionis ruba un furgone e si autodenuncia in questura

s-come-selen-sposa-s-come-sara-sex due destini che s'incrociano

la canzone preghiera dei cugini di campagna racconta di Jole ed Ettore, i fidanzatini sassaresi lei morì di leucemia, lui si uccise