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29.1.09

Senza titolo 1207

  L'AVETE LETTO IL LIBRO LA DONNA CHE NON POTEVA ESSERE QUI ?  :-)


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Senza titolo 1206

nonno 012


 "Le cose che contano sono poche soprattutto quelle che ci riportano la memoria del vissuto".


Una mia massima. Io sono quello con la barba.


Gli altri sono: Rinaldo Marsoni...Aldo Aniasi...l'ultimo era il mio dottore...Ugo Airoldi. Tutti e tre socialisti, mentre io ero in rappresentanza della locale sezione del PCI del quartiere Comasina in Milano, nella metà degli anni settanta.

Senza titolo 1205

WHY WE CAN'T?
:°(

Petizione contro il vescovo che nega l'Olocausto

Con preghiera di massima diffusione, pubblicatelo nei vostri siti/blog/forum ed inoltratelo alle vostre mailing-lists

Traduzione di In Difesa di Israele - indifesadisraele@gmail.com

N.B. Quando firmate la petizione, ricordatevi di selezionare la casella "Simon Wiesenthal Center Updates" sotto "Newsletter Subscriptions", per rimanere aggiornati in merito ai risultati di questa petizione ed alle iniziative future del Simon Wiesenthal Center e poter fare la differenza nel mondo.

Petizione del Simon Wiesenthal Center: Agisci adesso contro il Vescovo Britannico che nega l'Olocausto

Agisci adesso: Invita Benedetto XVI a rimettere la scomunica del Vescovo negazionista dell'Olocausto: http://www.wiesenthal.com/site/lookup.asp?c=lsKWLbPJLnF&b=4923641

Caro Davide,

Mentre tutto il mondo domani commemorerà la Giornata della Memoria, Papa Benedetto XVI ha accolto un Vescovo cattolico che è un negazionista dell'Olocausto nazista nella Chiesa.

Il Vescovo britannico Richard Williamson, che è indagato per negazionismo dell'Olocausto in Germania, ha negato la morte di 6 milioni di Ebrei durante un'intervista alla televisione svedese della settimana scorsa "Credo che siano morti tra i 200000 ed i 300000 Ebrei nei campi di concentramento nazisti, ma nessuno nelle camere a gas".

Abbiamo bisogno di agire subito. Aderisci alla protesta del Centro Simon Wiesenthal per invitare Papa Benedetto XVI a ripristinare la scomunica nei confronti del Vescovo negazionista Williamson ( http://www.wiesenthal.com/site/lookup.asp?c=lsKWLbPJLnF&b=4923641 ). Dopo aver fatto sentire la vostra voce di protesta firmando la petizione, fate click sul link per guardare l'intervista del Vescovo alla televisione(in inglese).
https://www.kintera.com/accounttempfiles/account10635/images/bishop_williamson_2.jpg ( Foto del Vescovo Williamson )

"La prova storica è contro il fatto che 6 milioni di Ebrei siano stati uccisi nelle camere a gas in maniera deliberata da Adolf Hitler. Credo che non c'erano camere a gas". ( Vescovo Richard Williamson )

Per favore, fate una donazione ( https://www.kintera.org/site/apps/ka/sd/donor.asp?
c=lsKWLbPJLnF&b=4860911&en=asJRI1OCJiLNJUOHIhJKLUPKImLYJfNNKcKLK0PLLlITK7MIKiJ7G ) per aiutarci a continuare nella lotta mondiale contro l'antisemitismo ed il negazionismo dell'Olocausto.

Il Papa deve dimostrare chiaramente che in un momento in cui l'antisemitismo ed il negazionismo dell'Olocausto hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi due decenni, e nelle manifestazioni anti-israeliane viene usato come coro "gli Ebrei al forno", la sua decisione di accogliere un negazionista dell'Olocausto nella Chiesa servirà solo a convalidare le tesi dei negazionisti ed è in contraddizione con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II.

I Vescovi che predicano l'antisemitismo o il negazionismo dell'Olocausto non dovrebbero essere accettati dal Vaticano.

Il Vescovo Williamson è uno dei quattro Vescovi cattolici appartenenti alla famosa organizzazione antisemita "La società di San Pio", un gruppo separatista che si oppone ai cambiamenti nella dottrina cattolica. Secondo alcune notizie, Williamson ha approvato i "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", un noto falso antisemita e ha sostenuto che gli Ebrei puntano alla dominazione del mondo.

Proprio la scorsa settimana, Papa Benedetto XVI ha revocato la scomunica al Vescovo Williamson ed agli altri tre Vescovi appartenenti a questo gruppo.



Traduzione di In Difesa di Israele - indifesadisraele@gmail.com - Facebook: http://it-it.facebook.com/people/Difendere-Israele/1132177495 ; Myspace: http://www.myspace.com/indifesadisraele

Papa, vescovo lefebvriano: "Le camere a gas? Disinfettavano"

Pubblico qui l'intervista al prete Abrahamowicz (tratta da ApCom). Cliccando sul suo nome si può trovare il video di una sua "Messa": tra i fedeli, il neonazista Paolo Karatossidis (Forza Nuova) e altri seguaci. Abrahamowicz è anche il celebrante di Umberto Bossi. Grassetti miei.


© APCOM
Roma, 29 gen. (Apcom) - Le camere a gas? "L'unica cosa certa è che sono state usate per disinfettare". Lo afferma in un'intervista alla 'Tribuna' di Treviso il prete lefebvriano don Floriano Abrahamowicz.

Dopo la clamorosa intervista del vescovo Richard Williamson, che minimizza la Shoah, altre affermazioni negazioniste. Don Abrahamowicz (che il 15 settembre 2007 celebrò messa in latino a Lanzago di Silea per il leader della Lega Nord Umberto Bossi) rilancia la teoria per cui i numeri della Shoah sono un "problema secondario", accreditati dagli stessi capi delle comunità israeliane subito dopo la liberazione "sull'onda dell'emotività".

"E' veramente impossibile per un cristiano cattolico essere antisemita. Io stesso ho, da parte paterna, origini ebraiche", afferma il sacerdote. "Sicuramente è stata un'imprudenza di Williamson addentrarsi nelle questioni tecniche. Nella famosa intervista si vede che il giornalista è andato a parare su quell'aspetto specifico. Ma bisogna capire che tutto il tema dell'Olocausto si colloca a un livello di molto superiore rispetto alla questione di sapere se le vittime sono morte a causa del gas o per altri motivi" [probabilmente Abrahamowicz allude alla vecchia credenza antigiudaica, molto diffusa negli ambienti cattolici preconciliari, secondo cui la persecuzione degli ebrei era un segno dell'ira divina per non aver essi accettato il cristianesimo, nota mia].

E lei cosa ne pensa delle camere a gas?. "Non lo so davvero. Io so che le camere a gas sono esistite almeno per disinfettare, ma non so dirle se abbiano fatto morti oppure no, perché non ho approfondito la questione. So che, accanto a una versione ufficiale, esiste un'altra versione basata sulle osservazioni dei primi tecnici alleati che sono entrati nei campi".

Lei mette in dubbio il numero delle vittime dell'Olocausto? "No, non metto in dubbio i numeri. Le vittime potevano essere anche più di 6 milioni. Anche nel mondo ebraico le cifre hanno un valore simbolico. Papa Ratzinger dice che anche una sola persona uccisa ingiustamente è troppo, è come dire che uno è uguale a 6 milioni. Andare a parlare di cifre non cambia niente rispetto all'essenza del genocidio, che è sempre un'esagerazione".

Un'esagerazione? In che senso? "I numeri derivano da quello che il capo della comunità ebraica tedesca disse agli angloamericani subito dopo la liberazione. Nella foga ha sparato un cifra. Ma come poteva sapere? Per lui la questione importante era che queste vittime sono state uccise ingiustamente per motivi religiosi. La critica che si può fare al modo in cui in cui viene gestita la tragedia dell'Olocausto sta nel dare ad essa una supremazia in confronto ad altri genocidi".

Ska

Senza titolo 1204

  QUESTA E' UNA VECCHIA MOTOCICLETTA SUZUKI GT 750 DEGLI ANNI 70 !  VELA RICORDATE ?  :-)


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Senza titolo 1203

  L'AVETE LETTA LA FIABA IL RACCONTO DI PAROLA ?  :-)


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28.1.09

Reitano, amico discreto

Non ero una sua fan. Non posso nemmeno dire di conoscere tante sue canzoni. Giusto le più famose: Avevo un cuore che ti amava tanto, Una chitarra cento illusioni, Era il tempo delle more, Gente di Fiumara e, naturalmente, Italia. Ma senza dubbio non rientrava nel mio genere.



Il perché lo ha descritto molto bene Gino Castaldo nel suo necrologio, oggi, su "Repubblica": icona della canzone tradizionale, o forse tradizionalista, voce e testi pregni di eccessivi patetismi. Eppure la morte di Mino Reitano mi rattrista profondamente. Sapevo della sua malattia, sapevo che non avrebbe resistito a lungo. Ma questo calabrese povero trapiantato in Brianza mi aveva sempre suscitato simpatia. Forse lo associavo a mio nonno, anch'egli calabrese, anch'egli emigrato, o piuttosto fuggito, a Varese (e da molte altre parti), il suono della terra da parte d'un senzaterra, un paesaggio solatio. Mio padre aveva incontrato Mino nel 1969, all'apice della sua gloria, al parco di Monza. E lui subito gli aveva regalato una foto con dedica. A me.


Mino mi piaceva. Mi rassicurava. Non ne ero innamorata assolutamente, lo vedevo come un fratellone slungagnato, con quelle improbabili camicie a coda di rondine, strizzato in giacche nere (o scure, ma la Tv di allora non trasmetteva i colori) che rimpicciolivano le spalle. Il classico migrante vestito a festa per le grandi occasioni, come usava tanti anni fa.


Eppure lui si sentiva, e sicuramente era, artista. Affermava di aver cominciato con un repertorio tutt'affatto diverso. "Le mie prime canzoni erano dei rock'n'roll", affermava. "Ho vissuto in Germania e in Inghilterra con turchi, svedesi, italiani, americani e ho colto il bello di tutte quelle culture. Poi mi scoprì un impresario, che costruì il personaggio. Mi disse: proviamoci. Ma tu la pianti di fare il rock. Sei un cantante strappalacrime". Fosse o no vero, Mino era il classico artigiano musicale che aveva firmato, fra l'altro, un pezzo sanamente beat come Perché l'hai fatto e il brano di cui andava giustamente fiero: Una ragione di più, portato al successo da Ornella Vanoni. In fondo, si sopravvive (e si ha significato) con una sola opera. Una ragione di più aveva anche Reitano, passionale, semplice e generoso coi suoi tanti fans. Una vena di malinconia. Magari non sempre capito. Con lui, se n'è andato anche un pezzo della mia gioventù.


Daniela Tuscano

Senza titolo 1202


  VE LA RICORDATE LA PORSCHE 914 ?  :-)


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Musica Sommessa.

sommessa



Farfalle di mille colori

acclamate

i piaceri umani.



Sole brilla

in questa stanza.

Ho te

qui di fronte a me



cadono vesti

un bacio

compare alato

voglioso.



Momenti inebrianti

far l'amore

sino al calar del sole.



Docile silenzio

musica sommessa tu.

Parlami d'amore


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Dove sei?


Non ti vedo!




Perché non stai guardando dalla parte giusta!

CarpeDiem

Radici




                                Immagini, costumi di franca bassi "Piccolo tibet" (Gran Sasso)


prova 047


prova 156


Figli di genitori separati: Guerre, separazioni, e varie violenze, non facciamo smarrire i nostri figli, saranno uomini e donne di domani. Non strappiamo dal terreno gli alberi teneri, soffriranno per sempre. Ricordatevi genitori! l'amore di una nuova compagna/o può anche passare, l'amore di un genitore deve restare sempre uguale, anzi col tempo  si fortifica, comportatevi da adulti. Queste immagini, ci sono  i miei nipoti Andrea e Chiara nella trilogia "Francesco e Chiara fanciulli". Sto completando la correzione delle bozze, con molta fatica, la mia vita scorre su un terreno minato, e il tempo che devo dedicare alla trilogia è poco, mi scuso per il ritardo.franca


Vi allego l'indirizzo per visionare la trilogia.


versione italiana.


http://it.youtube.com/watch?v=CxniuduL3L0&feature=related


versione inglese:


http://www.splinder.com/myblog/edit/post/409688?edit[nid]=19696094



Senza titolo 1201

  QUESTO E' UN VECCHIO CAMION LANCIA ESAGAMMA !  L'AVETE MAI VISTO ?  :-)


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27.1.09

Senza titolo 1200

  VI PIACEVA LA CANTANTE BLACK BOX ?  :-)


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Legame indissolubile





L'amicizia è uno dei sentimenti più belli da vivere perchè dà ricchezza, emozioni, complicità e perchè è assolutamente gratuita. Ad un tratto ci si vede, ci si sceglie, si costruisce una sorta di intimità; si puo' camminare accanto e crescere insieme pur percorrendo strade differenti, pur essendo distanti, come noi due, centinaia di migliaia di chilometri.





Nevara

Fuorilegge


Eccovi un'altra vignetta di avvilente attualità che possiamo constatare con mano quasi quotidianamente: chiunque abbia una pendenza giudiziaria, una multa, una tassa arretrata o conosce qualche amico commercialista, avvocato o notaio disposto a inventarsi nuove scappatoie fiscali o scorciatoie burocratiche per alleggerirci la vita sa di cosa sto parlando...

Senza titolo 1199

  VE LO RICORDATE IL FILM VEDO NUDO ?  :-)


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Razzisteria: destra fascista in Italia e nella rossa Toscana

Saverio Tommasi e Ornella De Zordo hanno frequentato incontri, dibattiti e concerti organizzati da aderenti a gruppi di estrema destra e da movimenti giovanili di partiti di governo, e lo hanno fatto innanzitutto con lo scopo di comprendere dinamiche e motivazioni.

Solo in seguito, affermano, si è resa necessaria l'esigenza di una pubblica denuncia politica delle connivenze culturali che gruppi di estrema destra intessono con i partiti che al momento governano il paese. Una destra estrema nelle parole, nella gestualità e nei simboli, che oramai sdoganata si richiama espressamente a ideologie di tempi passati della storia.



L'inchiesta parte da una panoramica italiana per concentrarsi sulla Toscana: Lucca, Pistoia, Prato e soprattutto Firenze, dove fra le altre cose il centro sociale di destra Casaggì (Casa di AG, cioè di Azione Giovani, organizzazione di Alleanza Nazionale), vende libri e "cimeli fascisti", come il cappellino "Boia chi molla" o spille che richiamano la doppia esse nazista.L'inchiesta è accompagnata dal brevissimo estratto di una video/intervista a Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, in quanto abbiamo ritenuto utile fornire anche un primo, breve approfondimento "culturale".Il video è sottotitolato per permetterne la visione anche a persone non-udenti.

Solaria

Senza titolo 1198

Per preparare

"Razzisteria: destra fascista in Italia e nella rossa Toscana"

Saverio Tommasi e Ornella De Zordo hanno frequentato incontri, dibattiti e concerti organizzati da aderenti a gruppi di estrema destra e da movimenti giovanili di partiti di governo, e lo hanno fatto innanzitutto con lo scopo di comprendere dinamiche e motivazioni.
Solo in seguito, affermano, si è resa necessaria l'esigenza di una pubblica denuncia politica delle connivenze culturali che gruppi di estrema destra intessono con i partiti che al momento governano il paese. Una destra estrema nelle parole, nella gestualità e nei simboli, che oramai sdoganata si richiama espressamente a ideologie di tempi passati della storia.

L'inchiesta parte da una panoramica italiana per concentrarsi sulla Toscana: Lucca, Pistoia, Prato e soprattutto Firenze, dove fra le altre cose il centro sociale di destra Casaggì (Casa di AG, cioè di Azione Giovani, organizzazione di Alleanza Nazionale), vende libri e "cimeli fascisti", come il cappellino "Boia chi molla" o spille che richiamano la doppia esse nazista.

L'inchiesta è accompagnata dal brevissimo estratto di una video/intervista a Claudio Lazzaro, regista di Nazirock, in quanto abbiamo ritenuto utile fornire anche un primo, breve approfondimento "culturale".

Il video è sottotitolato per permetterne la visione anche a persone non-udenti




26.1.09

Senza titolo 1197

  L'AVETE LETTO IL LIBRO STIRPE DI UOMINI ?  :-)


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Benedizioni

In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.


Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein (a lato, con la moglie Michelle). Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell'abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate reprimende del Vaticano. Conosciamo tutti a menadito la strenua battaglia d'un pugno di maschi celibi, misogini e saccenti contro le esecrande assassine che osano violare la legge divina e, soprattutto, la potestà dell'uomo sul loro corpo-contenitore. In nome della Vita, certo. Forse dovremmo rettificare con "integrità della stirpe". Già. Perché non è forse ozioso ricordare che l'aborto era considerato un reato abominevole anche presso i fascisti e i nazisti. Quanto questi regimi proteggessero la vita umana è, o meglio dovrebbe, risultar chiaro a chiunque, comunque di questi tempi pare sia diventato opportuno ricordarlo.


Ma è evidente che qui si cerca, per parlar come si mangia, di "ciurlare nel manico". L'aborto non è che un pretesto. Il Vaticano è fortemente irritato per l'elezione di H., malgrado i verdi e ipocriti sorrisi. Tifavano per il repubblicano, antiabortista, antigay, antieutanasia, ché questi per la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) sono gli autentici nemici da combattere. E, si badi bene: con questo atteggiamento i papisti non fanno altro che impedire fin dall'inizio ogni dibattito sereno e approfondito sui temi in questione. Ma, in verità, non gliene importa nulla.



Cosa importa se Barack Hussein vuol chiudere Guantanamo? Anche lì sono state stroncate vite umane, ma sembra che ai loro lamenti il Vaticano sia molto meno sensibile. Per non parlare degli altri argomenti toccati nel discorso d'insediamento, dalla disoccupazione ai rapporti con l'Islam, che meriterebbero ben altra attenzione da quella che sto prestandovi io.



Ad ogni modo: all'approssimarsi della Giornata della Memoria, la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) ha pensato bene di compiere, come ha scritto l'"Osservatore Romano", un "atto di misericordia". Strano atto davvero, perché per ottenere misericordia occorre quantomeno un pentimento, altrimenti il perdono è impossibile, "per la contradizion che no 'l consente".


Questi perdonati non pentiti sono i seguaci dell'ex scomunicato arcivescovo Marcel Lefebvre (foto in basso). Su Wikipedia qualche suo adepto ha stilato un'agiografia del sant'uomo, ma non è difficile reperire notizie "serie" sul suo conto. Il sig. Lefebvre (fra poco lo canonizzeranno sul serio, ma io continuerò a reputarlo scismatico), in nome della Tradizione pietrificata nel passato, era un fondamentalista. Considerava il Concilio Vaticano II opera del diavolo. Rifiutava l'ecumenismo, considerava "false" le altre religioni, perché tutti dovevano (devono: i suoi successori la pensano ancora così) convertirsi al cristianesimo. Tacciava d'eresia tutti i Pontefici dopo Pio XII. Ovviamente, da arcivescovo di Dakar, non mi risulta rifiutasse il colonialismo (tutt'altro); quanto agli ebrei, è altrettanto ovvio che si oppose con tutte le sue forze alla revoca della maledizione contro di loro, in quanto "deicidi". E due anni prima di essere scomunicato, nel 1986, ricordo bene che orde di lefebvriani invasero Roma per contestare chiassosamente l'incontro di Giovanni Paolo II con l'allora rabbino capo della città, prof. Elio Toaff. Sorvolarono i cieli della capitale in elicottero gettando volantini nei quali si leggevano le seguenti parole: "Papa fermati, non andare da Caifa".


E ricordo bene pure Ratzinger, i giorni immediatamente successivi alla scomunica di Lefebvre. "Quest'uomo ha molti meriti", rifletteva sconsolato con la sua voce bianca, flebile, quasi aerea. Si capiva chiaramente che, fosse stato per lui, non avrebbe mai e poi mai cacciato da Santa Romana Chiesa questa perla d'uomo.


Ci ha pensato un po', poi, diventato Papa, ha ritirato quella scomunica. Di sabato (il giorno sacro degli ebrei). Tra i "graziati" i vescovi Williamson, Fellay e don Davide Pagliarani. Ciò che soprattutto Williamson pensa sulle camere a gas e, in genere, sulla Shoah è degno di menzione. "Al massimo - ragiona Williamson - duecentomila o trecentomila ebrei morirono nei campi di concentramenti nazisti, ma le camere a gas non sono mai esistite". Al massimo. Due o trecentomila, cosa volete che siano? Alla fine, si tratta solo di ebrei! Ma non è finita: secondo il giornalista di "Repubblica" che ha riportato la notizia, Williamson avrebbe fornito spiegazioni tecniche dettagliate, facendo notare l' altezza e la forma secondo lui inadeguate dei camini e le porte che secondo lui non erano stagne, cioè non a prova di gas.


Altra perla: "L'antisemitismo può essere cattivo solo quando è contro la verità, ma se c' è qualcosa di vero non può essere cattivo. Non sono interessato alla parola antisemitismo".


Don Davide Pagliarani, rappresentante della Comunità qui in Italia, incalzato su Williamson ha così risposto al Tg2 di sabato sera: "Io non sono uno storico e delle camere a gas non mi sono mai interessato".


Mons. Fellay, dal canto suo, afferma che lui alla Shoah crede, del resto "non si è trattato dell'unico genocidio della storia", e si sa che per la Chiesa uccidere anche una sola persona è atto estremamente malvagio, ecc. Si può scommettere che un aborto farebbe fremere di orrore mons. Fellay molto più di sei milioni di luridi deicidi.


Questi sono i nuovi pastori d'anime della Chiesa ratzingeriana (non dico cattolica). Da sabato scorso "antisemitismo" non è più sinonimo di male assoluto; ne esiste infatti anche una versione buona. E non vengano a ciarlare che l'opinione "politica" (?) d'un singolo vescovo non conta nulla: conta, invece, e il Vaticano ha sempre dimostrato di badarvi moltissimo, specie quando si è trattato di schiacciare i teologi della liberazione e di lasciar solo mons. Romero (forse vale la pena di puntualizzare che nei confronti di questi ultimi non sono previste né riconciliazioni, né misericordia, né pubblici abbracci, ecc.).



Post scriptum. Barack in arabo significa "Benedetto". Ma le analogie tra il presidente americano e il papa tedesco si fermano qui. Grazie a Dio (che naturalmente, in tutto questo discorso, non c'entra nulla).


Daniela Tuscano



Benedizioni

In questi giorni non posso dedicarmi al blog come vorrei. Ed è un vero peccato, perché di cosette interessanti ce ne sarebbero parecchie, e sarebbe anche il caso di soffermarvisi un poco. Dacché, appunto, non mi è del tutto possibile, mi limito a qualche lapidario commento.

Innanzi tutto sul neopresidente Barack Hussein. Il quale, per aver semplicemente manifestato di voler rispettare la volontà delle donne che abortiscono (ché questo è il VERO senso dell'abolizione delle norme oscurantiste del suo predecessore W.) si è beccato le infiammate reprimende del Vaticano. Conosciamo tutti a menadito la strenua battaglia d'un pugno di maschi celibi, misogini e saccenti contro le esecrande assassine che osano violare la legge divina e, soprattutto, la potestà dell'uomo sul loro corpo-contenitore. In nome della Vita, certo. Forse dovremmo rettificare con "integrità della stirpe". Già. Perché non è forse ozioso ricordare che l'aborto era considerato un reato abominevole anche presso i fascisti e i nazisti. Quanto questi regimi proteggessero la vita umana è, o meglio dovrebbe, risultar chiaro a chiunque, comunque di questi tempi pare sia diventato opportuno ricordarlo.

Ma è evidente che qui si cerca, per parlar come si mangia, di "ciurlare nel manico". L'aborto non è che un pretesto. Il Vaticano è fortemente irritato per l'elezione di H., malgrado i verdi e ipocriti sorrisi. Tifavano per il repubblicano, antiabortista, antigay, antieutanasia, ché questi per la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) sono gli autentici nemici da combattere. E, si badi bene: con questo atteggiamento i papisti non fanno altro che impedire fin dall'inizio ogni dibattito sereno e approfondito sui temi in questione. Ma, in verità, non gliene importa nulla.
Cosa importa se Barack Hussein vuol chiudere Guantanamo? Anche lì sono state stroncate vite umane, ma sembra che ai loro lamenti il Vaticano sia molto meno sensibile. Per non parlare degli altri argomenti toccati nel discorso d'insediamento, dalla disoccupazione ai rapporti con l'Islam, che meriterebbero ben altra attenzione da quella che sto prestandovi io.

Ad ogni modo: all'approssimarsi della Giornata della Memoria, la Chiesa di Ratzinger (non dico cattolica) ha pensato bene di compiere, come ha scritto l'"Osservatore Romano", un "atto di misericordia". Strano atto davvero, perché per ottenere misericordia occorre quantomeno un pentimento, altrimenti il perdono è impossibile, "per la contradizion che no 'l consente".
Questi perdonati non pentiti sono i seguaci dell'ex scomunicato arcivescovo Marcel Lefebvre. Su Wikipedia qualche suo adepto ha stilato un'agiografia del sant'uomo, ma non è difficile reperire notizie "serie" sul suo conto. Il sig. Lefebvre (fra poco lo canonizzeranno sul serio, ma io continuerò a reputarlo scismatico), in nome della Tradizione pietrificata nel passato, era un fondamentalista. Considerava il Concilio Vaticano II opera del diavolo. Rifiutava l'ecumenismo, considerava "false" le altre religioni, perché tutti dovevano (devono: i suoi successori la pensano ancora così) convertirsi al cristianesimo. Tacciava d'eresia tutti i Pontefici dopo Pio XII.

Ovviamente, da arcivescovo di Dakar, non mi risulta rifiutasse il colonialismo (tutt'altro); quanto agli ebrei, è altrettanto ovvio che si oppose con tutte le sue forze alla revoca della maledizione contro di loro, in quanto "deicidi". E due anni prima di essere scomunicato, nel 1986, ricordo bene che orde di lefebvriani invasero Roma per contestare chiassosamente l'incontro di Giovanni Paolo II con l'allora rabbino capo della città, prof. Elio Toaff. Sorvolarono i cieli della capitale in elicottero gettando volantini nei quali si leggevano le seguenti parole: "Papa fermati, non andare da Caifa".

E ricordo bene pure Ratzinger, i giorni immediatamente successivi alla scomunica di Lefebvre. "Quest'uomo ha molti meriti", rifletteva sconsolato con la sua voce bianca, flebile, quasi aerea. Si capiva chiaramente che, fosse stato per lui, non avrebbe mai e poi mai cacciato da Santa Romana Chiesa questa perla d'uomo.

Ci ha pensato un po', poi, diventato Papa, ha ritirato quella scomunica. Di sabato (il giorno sacro degli ebrei). Tra i "graziati" i vescovi Williamson, Fellay e don Davide Pagliarani. Ciò che soprattutto Williamson pensa sulle camere a gas e, in genere, sulla Shoah è degno di menzione. "Al massimo - ragiona Williamson - duecentomila o trecentomila ebrei morirono nei campi di concentramenti nazisti, ma le camere a gas non sono mai esistite". Al massimo. Due o trecentomila, cosa volete che siano? Alla fine, si tratta solo di ebrei! Ma non è finita: secondo il giornalista di "Repubblica" che ha riportato la notizia, Williamson avrebbe fornito spiegazioni tecniche dettagliate, facendo notare l' altezza e la forma secondo lui inadeguate dei camini e le porte che secondo lui non erano stagne, cioè non a prova di gas.

Altra perla: "L'antisemitismo può essere cattivo solo quando è contro la verità, ma se c' è qualcosa di vero non può essere cattivo. Non sono interessato alla parola antisemitismo".

Don Davide Pagliarani, rappresentante della Comunità qui in Italia, incalzato su Williamson ha così risposto al Tg2 di sabato sera: "Io non sono uno storico e delle camere a gas non mi sono mai interessato".

Mons. Fellay, dal canto suo, afferma che lui alla Shoah crede, del resto "non si è trattato dell'unico genocidio della storia", e si sa che per la Chiesa uccidere anche una sola persona è atto estremamente malvagio, ecc. Si può scommettere che un aborto farebbe fremere di orrore mons. Fellay molto più di sei milioni di luridi deicidi.

Questi sono i nuovi pastori d'anime della Chiesa ratzingeriana (non dico cattolica). Da sabato scorso "antisemitismo" non è più sinonimo di male assoluto; ne esiste infatti anche una versione buona. E non vengano a ciarlare che l'opinione "politica" (?) d'un singolo vescovo non conta nulla: conta, invece, e il Vaticano ha sempre dimostrato di badarvi moltissimo, specie quando si è trattato di schiacciare i teologi della liberazione e di lasciar solo mons. Romero (forse vale la pena di puntualizzare che nei confronti di questi ultimi non sono previste né riconciliazioni, né misericordia, né pubblici abbracci, ecc.).


Post scriptum. Barack in arabo significa "Benedetto". Ma le analogie tra il presidente americano e il papa tedesco si fermano qui. Grazie a Dio (che naturalmente, in tutto questo discorso, non c'entra nulla).

Senza titolo 1196

  QUESTO E' UN VECCHIO MOTORINO GARELLI 250 DEGLI ANNI 70 !  L'AVETE MAI VISTO ?  :-)


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Massini racconta Gesù sulla croce: “Padre perdonali perché hanno fatto di me il Cristo dei vincenti”

Stefano Massini immagina le ultime parole di Gesù Cristo in croce, come se egli vedesse tutte insieme le manovre di chi per secoli userà la...