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22.3.15

giornata di primavera Fai 2015 a tempio pausania visita dell'ex carcere la rotonda

Ieri  equinozio di primavera  sono andato  (  molti diranno embeh sai che sforzo  è   a pochi passi da casa  tua , ci passi tutti i giorni  sa  che  novità ,  ecc. ma   tali commenti  ignoranti e  malevoli mi scivolanom via   ed  non mi fanno più ne' caldo nè  freddo  )




a  vedere l'ex carcere  ( la rotonda  come viene chiamato  in paese  )  di tempio pausania   per  la giornata  di primavera  organizzata  ogni anno  dal Fai  (  fondo ambiente italiano  )  .
Essa  è   carcere  della  secnda metà  1800 . L'unico  , se  non ricordo male  , rimnasto in sardegna    dopo  la demolizione    del  secolo scorso del vecchio carcere di nuoro ,  con  tipologia   a pianta  circolare con cortile interno  .


foto di  Vittorio Ruggero

per  gentile concessione  di Franco pampiro presidente
dell'associazione culturale la sardegna  vista  da  vicino
Non era  sol una  semplice   visista  , ma c'erano anche  esposte  foto  e   lavori artistici  di   ragazzi dell'accademia di  belle  areti di Sassario e del ragazzi  (  che facevano insieme  ai loro professori    da guide   e da " intrattenitori  "    rapressentavano  (  come potete  vedere dalla   foto sotto   scattata     dal sottoscritto )  in maniera teatrale  ed artistica    come  dovette essere  ol carcere   per  chi ci stava dentro  )   del  liceo artistioc cittadino  .  L'apertura  al pubblico della "Rotonda" è stata una grande occasione per vedere uno di quei luoghi che non capita tutti i giorni di visitare anche  è in pieno centro cittadino  .
La folla quasi festante durante la visita non contribuiva a creare l'atmosfera ideale per immergersi in questi ambienti con la giusta concentrazione e quasi si dimenticava che fra quelle mura sino a poco tempo fa hanno dimorato vite che, nonostante cadute nell'errore, erano pur sempre uomini  con tutto il collorario di storie  e  di annedoti    come quella   di un infermiera  richiusa  per   48  ore   per  falsa  trestimonianza  che  con vergogna    si è ritrovata   ad essere  servità  della colazione   da   un parente  guardia  carceri   . 





Ora Analizzando gli scatti fatti all'ex carcere della "Rotonda"  postati sul  gruppo di  Associazione   culturalòe la sardegna  vista  da  vicino   ho apprezzato molti lavori che trasmettono buona capacità d'osservazione e riflessioni profonde sul luogo oggetto delle foto.
Non era facile realizzare buone fotografie sia per la confusione della folla




                        le  altre  el trovate   qui sul   mio profilo  facebook 

 sia per le condizioni di luce non sempre ideali come dimostrano  anche   le foto del sottoscritto

21.3.15

illegalità dei poveri diavoli ( quando per dare una vita dignitosa il casso di Luca Claudio evasore per pagare gli stipendi ai dipendenti ) e quella del potere ( che ti va scontare due volte la stessa pena )



Iniziamo , come quando dobbiamo dare due notizie e chiediamo al nostro interlocutore vuoi prima quella buona o quella cattiva ? , da quella buona la storia di Luca Claudio





                                             Luca Claudio, sindaco di Abano Terme


Ad Abano Terme, in provincia di Padova, l'attuale primocittadino Luca Claudio a processo per evasione fiscale: in qualità di ex legale rappresentante dell’hotel Caesar aveva omesso di versare entro i termini previsti ritenute relative a stipendi pagati nel 2006 per 253.218 euro.
La gestione dell’hotel Caesar porta ancora guai al sindaco di Abano, Luca Claudio. Ieri in tribunale c’erano due processi che lo riguardavano, sostanzialmente identici. Il primo è stato rinviato al prossimo 2 luglio e vede Claudio, in qualità di legale rappresentante dell’hotel Caesar Terme srl di Montegrotto, accusato di aver omesso di versare entro i termini previsti ritenute alla fonte relative a stipendi pagati nell’anno di imposta 2006 per 253.218 euro. Reato accertato il primo ottobre 2007. Claudio si era opposto a un decreto penale di condanna di 5.130 euro e l’Agenzia delle Entrate figurava come parte offesa. Il rinvio a luglio non è causale: in quella data il reato sarà prescritto.
L’altra imputazione è identica, ma riguarda gli emolumenti pagati nell’anno di imposta 2007 ed è stata accertata nel maggio 2008. Leggermente diverso l’importo, 260.920 mila euro e cambia pure la denominazione della società: “Fallimento Hotel Caesar terme srl Unip”. La situazione era precipitata e l’Hotel Caesar, un quattro stelle, chiuse i battenti mentre l’Enpam (ente proprietario dell'immobile) sfrattò per morosità la società gestita da Claudio. Il 4 dicembre 2008 il tribunale dichiara il fallimento della società Caesar, già fortemente indebitata quando Luca Claudio aveva accettato la sfida di diventarne amministratore. Questo secondo processo è stato rinviato al 5 novembre per la discussione, la prescrizione qui arriverà il prossimo anno.
«Già molte sentenze in Italia stanno dando ragione al mio comportamento di allora» sottolinea Luca Claudio «Se un imprenditore non ha i soldi per pagare le tassazioni a scapito degli stipendi dei propri dipendenti, può non pagarle. Purtroppo forse la sto pagando perché sono stato il primo a farlo. Ma sono fiducioso nella giustizia e nella interpretazione contemporanea di questi fatti».
Nel maggio 2012 il primo cittadino era stato condannato a quattro mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena) per aver evaso le imposte sul reddito e l'Iva, non versando 169.892 euro (stipendi 2005, contestazione del 2006). La difesa di Claudio fu la medesima anche allora: «Avevo accettato di diventare amministratore dell'Hotel Caesar perché da sindaco (all'epoca dei fatti era primo cittadino a Montegrotto, ndr) volevo valorizzare il territorio. Non c’erano più soldi in cassa e, a quel punto, ho deciso di pagare gli stipendi dei lavoratori piuttosto che le tasse».


L a secionda 

si sente l'aria della primavera ma intato la primavera tarda ad arrivare

  musica  consigliata

Anche se oggi piove e c'è un vento di ... e il sole va e viene già si respira l'aria di primavera


Peccato che non sia anche culturalmente e politicamente ( da non confondere con politka cioè quella delle caste e dei ladri \ corrotti ) ed in tanto

o   l'italia  ed  il mondo   continuano  il loro declino  inesorabile verso l'autodistruzione  .

Nasodoble, "Cazz boh" è la rabbia dei sardi



Per chi la guarda dal "continente", la Sardegna è terra di mari incontaminati ("Sardegna, performance quasi perfetta", titola il rapporto 2014 di Goletta Verde) e costruzioni millenarie, ma per i sardi il rapporto col continente non è sempre indolore. "Cazz boh" è il nuovo video dei sassaresi Nasodoble, "una canzone condita di riso sardonico che mette a fuoco il disastro politico, sociale, mafioso, militare e industriale della Sardegna degli anni zero", racconta Alessandro Carta, autore e cantante del brano. Al video prendono parte alcuni tra gli artisti più amati dell'isola: Ilaria Porceddu, pianista e interprete, già protagonista nella primissima edizione di X Factor e al Festival di Sanremo 2013, il rocker Joe Perrino, leader di Joe Perrino & the Mellowtones e dell'Elefante Bianco, Beppe Dettori, cantante dei Tazenda e Francesco Piu, chitarrista blues virtuoso. "Cazz boh" è un video ironico, divertente e inusuale anche nella tecnica con la quale è stato girato: un virato b/n con isolamento del colore su singoli oggetti: gli occhiali del cantante, le mutandone di un chitarrista dormiente, la camicia da notte della nonna o la bocca rossa e sensuale della cantante

19.3.15

"uomini e donne di tribunale se fossi stato al vostro posto... ma al vostro posto non ci so stare " ma ci ho provato



dopo  lo stacchetto  musicale  . veniamo  alle  retiffiche  \ repliche  ai  miei precedenti articoli 

La  prima http://goo.gl/i3awqW
Vero   quello che  dici  ma  tu cosa  proponi  per  contrastare   questo     fenomeno  oltre  ad  indignarti ? 
Un  ora  alla settimana   d'educcazione civica    tipo quela del film " la  scuola della violenza   o pensieri pericolosi
Non  emarginare   se ci sono le prime avvisagli  di bullismo  perchè spesso  chi si conporta  cosi  è  uno \a  ( vedi  caso  della bulla  17   enne  che ha picchiato una  12  enne )  che   ha ,  se l'ha famigliae   disagiate \  problematiche  o genitori che  non sanno  educare ., corsi per educativi   per i genitori ed  insegnati    che  non sanno educare o sono menefreghisti  ed apatici  . AdPunirli  ma  con pene alternative  ( esempio  far  fare    nel caso  dei  ragazzi    che hanno  picchato e  puntato quella ragazza  handicapata  , gli avrei fatta  fare  per  una settimana    dopo scuola per  2 ore  servizio  in strutture    per  handicapati  \  mmalati mentali o  o ragazzi problematici  )   alla sospensione ed\ o l'espulsione ma  usarla  come estrema ratio
Se  tu fossi stato prof   in quella situazione cosa  avresti fatto ?
 non certo darei fuggito   o  rtimasto impassibile   , ma  avrei    s poi filmato i ragazzi . Il giorno dopo  interrogato    la mia lezione precedente  e  mettere tutti  due   e rispondere  ale proteste dei  ragaszzi mostrando il filmato di loro che fanno casino  e non stanno atttenti mentre io spiego  ..  Se  poi i  genitori  si lamentano  direttamente  o  come   a  volte succede  che  il preside  ceda  a pressioni \ lamentele  di  genitori  importanti ( politici , ecc )  e  se la prenda  con te  perchè  ha rimproverato il loro  figlio\iola  ho    il culo  le spalle  coperte  .  

la  seconda http://goo.gl/WavRgP

Agiungo a  quanto ho  già  detto  , rispondendo ,  a  questo comento

attilio cece
Relativamente al rispetto delle regole sono d'accordo con lei, totalmente... Circa la conoscenza della lingua italiana mi permetta, invece, una domanda: se tutti i suoi concittadini, italiani doc, dovessere sottoprsi ad un esame di italiano a livello terza media, quanti di loro lei crede, passerebbero la verifica? E per quanti non fossero considerati 'idonei, cosa pensa si dovrebbe fare: togliere loro la cittadinanza?....
Giuseppe Scano
Spettabile Attilio
gli rifaerei rifare le scuole o i corsi d'italiano . Spiego meglio il mio concetto , forse espresso troppo frettolosamente nel post . Mi sembra assurdo , la stessa cosa direi per coloro chee vengono in italia ( non importa la nazione o sei gli avi fossero italiani ) , che se uno va all'estero , e sta 20 anni e non parla neppure una parola della lingiua della nazione in cui ha scelto di rifasrsi una vita o di stabilirsi possa usufruire dela cittadinanza . Come ben vede non è questione di razzismo o di becero nazionalismo , ma una questione di buon senso
che     si  è leggittimo   che una persona    la quale   viene a stare fissa  in italia  o  e'  in italia   da   diversi anni  e pretende  la  la  cittadinanza  sappia \ conosca  oltre  i  nostri  usi ,  costumi , .leggi , storia   anche la  nostra lingua   .  Ma  tale  pretesa  può diventare   discriminatorio e   quindi razzismo  quando   : 1) lo si pretenmde  subito  neanche il tempo  d'arrivare  2) quandotale  pretesa  è  originata  da  un abuso vedi  post  in questione  .,3)   quando  si pretende    che uno\a  parli  l'italiano quando neppure  tu   lo  parli correttamente 

18.3.15

ecco perchè l'italia è allo sfascio con una classe politica imbelle ., corrotta e marcia i fatti di bullismo a Verrcelli e Treviso e l'indifferenza dei prof



l'argomento del post d'oggi avrebbe dovuto essere una mia recensione del film il giovane favoloso film su leopardi di Marti Martone
Ma l'aumento di atti di bullismo e di violenze nell'ambito scolastico testimoniato da queste due fatti di di cronaca che riporto sotto mi hanno fatto cambiare proposito . Quindi il post  originatrio è destinato a data da destinardsi .

Dopo questa premesa    veniamo   ai casi in questione 

Il primo da http://www.ilfattoquotidiano.it/ del 13\3\2015










Protagonisti dell'aggressione un ragazzo e una ragazza di sedici anni. Una compagna ha ripreso la scena: nel video compare l'insegnate che non interviene. I Carabinieri denunciano, non è esclusa un'indagine interna della scuola.




Sputi e botte in classe, a una ragazzina disabile, davanti all’insegnante che non interviene. L‘aggressione, in una scuola di Varallo, nel Vercellese, è stata ripresa e poi diffusa su Whatsapp e sui social network, dove è stato rimosso dai carabinieri, che hanno già denunciato i ragazzini responsabili del pestaggio. Protagoniste dell’aggressione una ragazza e un ragazzo, di sedici anni, che hanno malmenato la disabile e l’hanno ricoperta di sputi. Una terza, loro coetanea, ha invece ripreso la scena. Nel video, che gli studenti si sono passati tramite il servizio di messaggistica istantanea, comparirebbe appunto anche l’insegnante che assiste alla scena. Sul caso stanno indagando i carabinieri della compagnia di Borgosesia. Non è escluso che anche la scuola avvii una indagine interna.
“Episodio gravissimo che non dovrebbe mai accadere”, commenta Antonio Catania, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e direttore dell’Ufficio scolastico provinciale di Vercelli. “Ho appena chiesto una relazione dettagliata al dirigente della scuola dove è avvenuta





il secondo   da http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca del  17\3\2015 



Svuotano il cestino sul professore, espulsi da scuola

Incredibile episodio di indisciplina e bullismo in una classe superiore di Conegliano. Le bravate e il caos in classe in un video in rete






Il cestino rovesciato sul prof 
Succede a Conegliano, in un istituto superiore. A raccontarlo un video diffuso in rete dagli stessi studenti che se lo stanno scambiando atttraverso i social network mettendo così alla berlina il professore e facendosi vanto dell'atteggiamento tenuto in classe.
Ma l'episodio non è rimasto senza conseguenze. Due ragazzi sono stati espulsi e altri sospesi dalle lezioni per ordijne del preside che intervistato dal Corriere Veneto definisce l'accaduto "gravissimo" ma ha cercato di gestire la situazione con attenzione precisando però come nessuno dei suoi insegnanti si sia rivolto a lui per denunciare scherno da parte degli alunni.


Ora voi direte : << ne hai già parlato , niente di nuovo sotto il sole è sempre successo , ecc >> . Certo ma : 1) è la prima volta che vedo , specie per in fatti di Vercelli e di torino , il non reagire \ sapersi imporre alunni imbecilli dei professori ., 2) E' vero che indignarsi non basta ma come ho già detto in questa discussione http://goo.gl/wAZ6T8 dei vertici di Facebook che non rimuovono il video dela 17 che picchia uan 12 enne . perchè << è un video «educativo». E per questo non verrà rimosso, malgrado l’onda di odio e minacce che si sta alzando. «Il video non viola le nostre policy - scrivono rispondendo al Secolo XIX - perché le persone lo stanno condividendo per aumentare la consapevolezza su atti di bullismo». ( da http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/ del 14\3\20014 ). Ma  almeno  è  il primo  passo  per reagire  e  non  accettare  tutto    quello che  ci passa    davanti    e  non rimanere   chiusi nella nostra apatia   \ indifferenza  . E poi   <<  non pensiamo  che non possiamo   fare nula  contro le  ingiustizie  . L'apatia   è  una vittoria   per  l'ingiustia   >>  da  https://youtu.be/wd9r0xTGhyo di Carlo li Causi 

17.3.15

a volte bastano pochi numneri per dire che è un capolavoro . Il caso della II serie di Orfani o Orfani-Ringo + accenni -- Spoiler -- al n 6

Lo che  per  dare  un giudizio sulla  seconda stagione di Orfani    dovrei aspettare ad  arrivare alla  fine     come  consiglia  su  la pagina facebook di  orfani  più precisamente  qui  

Giacomo Carboni Penso sia ancora troppo presto per giudicare. Mancano ancora 6 numeri alla fine della seconda stagione ed e` prevista anche una terza sempre di 12 numeri
e non da metà  . Ma     è più forte di me  e  poi  , salvo ulteriori colpi di scena    più  frequenti  e  più sorprendenti rispetto alla prima stagione , gli elementi ci sono tutti   ed il quadro   comincia ad essere  più chiaro   .  . Infatti Orfani si rivela (   almeno   fin ora  )  come nella prima stagione, un qualcosa di molto più sfaccettato di quel che a molti appare ad una prima visione. Sarebbe facile fermarsi ad osannare gli estratti del libro della Juric (che a questo punto si rimpiange non esser un vero libro: lo avrei comprato) ma l'approfondimento dei personaggi è un qualcosa che non passa per classici spiegoni ma ritrova e si ritrova nei momenti in cui tutti e 4 sono quasi "distratti" dall'azione principale. I loro sogni, i loro incubi, ciò che vedono e ciò che non vedono. Tavole che tentando di protagonista hanno una serie di risvolti impensati sotto forma di scarabocchi. Un numero che colpisce. Come tutti. In un modo o nell'altro.
Uzzeo, ma non solo lui  ovviamente  , riesce a sviscerare i pensieri dei protagonisti riuscendo ad annientare la pioggia che rende ogni istante decisamente più malinconico.
  Infatti Qui invece l’impressione è quella di una giornata di libertà, nella quale al netto di combattimenti e fughe disperate, possiamo soffermarci a vedere cosa i quattro protagonisti hanno da dirsi e come si comportano in un contesto diverso da quello "rivoluzionario e  guerrigliero"  nel quale siamo abituati .
In conclusione, un episodio che mi piace, lento  ma  alo stesso  tempo   dinamico ma non banale nella narrazione e dal punto di vista artistico. Orfani: Ringo si conferma un ottimo prodotto per la casa editrice milanese, non ci resta che continuare a scoprirlo fino... all'ultimo respiro  visto  che ogni numero ricco  di sorprese  e  di  colpi di scena  . Forse meno immediati  ,  rispetto  alla  prima serie  , ma   non per  questo  fieri ed  indigesti  che non fa sconti a nessuno  . come sembrano  preanunciare  le  anteprime    di quello che  ci aspetterà in questa serie  nel corso  dell'anno  .  ...  e  qui mi fermo altrimenti   rovino la suspense    .   comunque  chi volesse farsi del male  qui sul sito  della bonelli  ulteriori news
Storia  bellissima , onirica  , un po' di pace   ma mica  tanto  visto  che anche  senza  armi e  senza   si combatte  lo stesso   .
Alcune cose non mi sono chiare...    dovrò rileggerlo poltre  la classica  seconda   lettura  . Innanzitutto erano tutti collegati? Ognuno era conscio del sogno dell'altro ? Il sogno di Ringo artista (che ricorda tantissimo Leonardo DiCaprio in Titanic che dipinge una nuda Kate Winslet) era del Pistolero o di Rosa ?Se erano tutti sogni, cosa ci fanno i fogli da disegno nella realtà nelle vignette finali? secondo Davide Pepe  "ragno" burattinava coi loro sogni, quindi ha unito e separato le loro coscienze come più gli faceva comodo, e ha lasciato che Ringo disegnasse nel sonno a mo di sonnambulo. Bellissime comunque le scene del quadretto familiare Ringo-Rosa-Barbara e quella di un Pistolero in ginocchio per aver riportato alla cruda realtà i suoi orfani .Cibcirdio  con 
Gianni Zazzarini Questo numero è un gioiello. Nella sequenza iniziale sembra di sentire il rumore della pioggia. Belle atmosfere, bella storia, bei disegni. 

15.3.15

«Adliana, troverai riposo a Valle» Il sindaco Gatti Comini offre una tomba per la giovane lucciola assassinata nella sua casa di Pavia


musca  in sottofondo  \  colonna  sonora  :
   La  canzone di Maristella - Fabrizio De  Andrè


http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/ 15 marzo 2015

«Adliana, troverai riposo a Valle»
Il sindaco Gatti Comini offre una tomba per la giovane lucciola assassinata nella sua casa di Pavia 

                  di Maria Fiore

Alla rotatoria della ex statale Bronese, a due passi dal ponte della Becca, dove la giovane si prostituiva, sono comparsi vasi di fiori e rose bianche. Messì lì forse da un cliente oppure da qualche automobilista che, passando ogni giorno in quel punto, si era abituato alla presenza di quella ragazza. Una giovane descritta da tutti come molto «riservata» ma la cui dolcezza, oggi, è ricordata con tristezza e smarrimento. «Ci siamo sentiti tutti toccati da questa vicenda – dice ancora il sindaco –. Per questo, siamo disponibili a trovare una soluzione per i funerali, se fosse necessario. Come Comune non abbiamo purtroppo soldi a disposizione, ma alcuni cittadini si sono già offerti di dare un contributo per i funerali»








Due fratelli della ragazza avrebbero risposto all’appello della questura, non appena hanno ricevuto la notizia dal consolato. Resta però ancora da capire se l’intenzione della famiglia è di portare la salma in Albania oppure di celebrare i funerali in Italia, a Pavia o a Torino, dove la giovane donna si era sposata, un paio di anni fa. Un matrimonio forse contratto per il permesso di soggiorno. Adliana Picari si era infatti trasferita a Pavia da sola, nell’appartamento al numero 501 di viale Cremona, dove lunedì sera ha trovato la morte. La donna, secondo quanto ricostruito dalla polizia, è stata uccisa in un raptus da Losio, che era un cliente abituale. L’indagato ha spiegato di essersi invaghito della giovane e di avere pensato di fuggire con lei. Per questo aveva cercato di uccidere l’anziana madre, di 89 anni, aprendo il gas della casa di Canneto, prima di andare a prendere Adliana alla rotonda della Bronese, dove era certo di trovarla. Quindi i due erano andati a casa della giovane, per consumare un rapporto. Ma nella casa era esplosa la follia.

Medaglia a repubblichino Mori, Boldrini nega coinvolgimento: "Decisione di P. Chigi". Ma allora perchè c.... gli ha consegnata ?


Piuttosto  che   replicare    , anche se   aveva  tutte le ragioni per  farlo  , bastava  starsi zitta   in quanto con il su  obbedir  tacendo  o meglio  il non opporsi   e farlo notare  mentre la consegnava   ha contribuito  al nascere della cosa  ed  a creare    vibranti proteste   .  Ma   allora  mi chiedo come Peter Taylor    ne commenbt  all'articolo (  sotto riportato ) d repubblica  : << Che farà mio padri dimenticasse totalmente di chi ha date nella tomba? Caduto da partigiano nella guerra di Liberazione a 24 anni non ha certo immaginato che lo Stato liberato grazie anche al suo contributo premiasse il suo carnefice e disinteressasse completamente di chi ha reso possibile la Libertà.
Certo è pure uno schiaffo anche a Mattarella che nel suo discorso di insediamento ha voluto ricordare il sacrificio dei caduti par la libertà dell'Italia.Non credo si riferisse pure agli RSI. >>

20 ore fa
perimene
Infatti non era presente nella sala Aldo Moro dove Del Rio consegnava la medaglia.
 Ciò fa   che  <<  Il “Giorno del ricordo” diventa, in questo caso , giorno dell’amnesia e a poco più di un mese dal settantesimo della Liberazione si ribalta la storia e ciò che ha significato per mano di chi rappresenta la Repubblica nata dalla stessa Liberazione. Così, anche un fascista repubblichino, Paride Mori, può essere insignito della medaglia ricordo, "in riconoscimento del sacrificio offerto per la Patria" dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio (come deciso da una commissione della presidenza del Consiglio), già sindaco di Reggio Emilia, città medaglia d’oro per la Resistenza e terra dei fratelli Cervi.  (...)  Paride Mori è stato ufficiale parmense del Battaglione bersaglieri volontari “Benito Mussolini”, un reparto che all’inizio era aggregato alle “Waffen SS” e successivamente inquadrato nell’esercito della Repubblica di Salò che combatté a fianco dei nazisti. L’onorificenza che gli è stata attribuita in realtà fu istituita per ricordare le vittime delle foibe nell’immediato dopoguerra, ma Mori fu ucciso in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio del ‘44 e quindi l’episodio non c’entra niente con le vendette popolari degli slavi  e  quelle  post belliche   e  gli eccidi \ la  pulizia  etnica  delle milizie di Tito   nei confronti degli italiani.  [il corsivo è mio . il resto dell'articolo  lo si trova qui ] >> . E cco che  quando una figura istituzionale partecipa volontariamente o per responsabilità dei propri collaboratori  ad una  vergogna del genere deve prendere atto della grave offesa arrecata ai familiari di chi nella lotta per la libertà e la democrazia ha lasciato la vita Non doveva partecipare. Anche chi riveste una carica istituzionale può avere un sussulto di dignità e rifiutarsi di partecipare a una vergogna del genere, dissociandosene apertamente E se  ha   un briciolo di buon senso  e  dignità DIMETTERSI senza se e senza ma (lo stesso vale naturalmente per tale Del Rio)..

e DIMETTERSI senza se e senza ma (lo stesso vale naturalmente per tale Del Rio).
Vergogna!. Il governo Renzi non si smentisce ed anche in questa occasione prova a scimmiottare Berlusconi nella riabilitazione dei nazi - fascisti.
Delrio farebbe bene a dimettersi. Boldrini impari a fare il /la Presidente della Camera.








Medaglia a repubblichino Mori, Boldrini nega coinvolgimento: "Decisione di P. Chigi"


<p>(Adnkronos)</p>

(Adnkronos)
Scoppia il caso della medaglia attribuita a Paride Mori, un fascista repubblichino insignito in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo dell'onorificenza che viene assegnata alle vittime delle foibe nell'immediato dopoguerra. Un riconoscimento consegnato ai figli in occasione di una cerimonia avvenuta a Montecitorio. A denunciare il caso l'edizione di Bologna de 'La Repubblica', che ricorda che "Mori fu ucciso in uno scontro coi partigiani il 18 febbraio del '44 e quindi l'episodio non c'entra niente con le vendette post belliche delle milizie di Tito nei confronti degli italiani".
Sotto accusa finiscono la presidente della Camera, Laura Boldrini, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, perché il tutto si sarebbe svolto durante la cerimonia per la Giornata del Ricordo, organizzata a Montecitorio alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
In realtà l'onoreficenza è stata sì attribuita alla Camera, ma in un momento diverso e distinto rispetto alla celebrazione della Giornata del Ricordo, senza l'intervento di Boldrini né la presenza del Capo dello Stato e per una decisione presa da una commissione insediata presso la presidenza del Consiglio. A ricostruire il tutto è il portavoce della presidente della Camera, che, spiega, "non ha dato alcun premio alla memoria del repubblichino Paride Mori, né ha in alcun modo concorso ad individuare il suo nome tra quelli meritevoli di onorificenza".
"L'individuazione dei soggetti cui attribuire le medaglie - sottolinea ancora il portavoce di Boldrini - spetta infatti a una commissione istituita presso la presidenza del Consiglio, che le ha consegnate durante uno specifico incontro che la Camera ha ospitato nella sala Aldo Moro, a margine della cerimonia per la Giornata del Ricordo svoltasi nella Sala della Regina alla presenza del Presidente della Repubblica e con la partecipazione della presidente Boldrini".
A questo punto la palla passa quindi a Palazzo Chigi, che in queste ore starebbe verificando le modalità attraverso le quali opera la commissione che si occupa della questione e che avrebbero portato all'individuazione di Mori tra i destinatari dell'onorificenza.

non sempre le cose sono quel che sembrano . la prima impressione non sempre è quella giusta

Non sempre si ha ragione e le cose sono cosi come sembrano . E' cio' che mi è successo tempo fa interpretando faziosamente questo video http://goo.gl/mIVZXY . . Con il senno di poi e riascoltandolo in un moment di silenzio , mi son accorto d'essere nel torto . Grazie a ****** ... i protagonisti dela discussione   per l'invito a riascoltarlo e la pazienza per la mia testardaggine nelle discussioni d'esse scaturite causa sia il mio ascoltare frettolosamente ed per partito preso ma soprattutto il mio umorismo ed ironia che non sempre viene capita vedere qui la  discussione 

Il caso di David, ucciso da un immigrato. L’appello del padre contro il razzismo . << giustizia non vendetta >>



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"La nostra vicenda non venga strumentalizzata", chiede Diego Raggi. "Non voglio che David diventi il simbolo della lotta all'immigrato. Lui non lo avrebbe mai permesso"




12:04
Chiede giustizia per la morte di David, ma allo stesso tempo non vuole che la sua morte non diventi un simbolo dell'odio razzista. Diego Raggi, fratello del 27enne ucciso da un immigrato ubriaco a Terni, già espulso dall'Italia nel 2007, non cerca la vendetta. "Voglio che la morte di mio fratello serva a qualcosa. Voglio che la mia famiglia sia l'ultima a soffrire per una cosa del genere", dice.Intervistato dal quotidiano "La Repubblica", Diego aggiunge: "Dovevano impedire che l'assassino di David tornasse in Italia. Quell'uomo non avrebbe dovuto stare qui. Già era stato cacciato, perché gli hanno permesso di rientrare? Non avrebbe dovuto essere in piazza due giorni fa per uccidere mio fratello".
"Non voglio però che la vicenda venga strumentalizzata. Non voglio che David diventi il simbolo della lotta all'immigrato. Lui non lo avrebbe mai permesso, non accetterebbe che la sua morte servisse a far partire una campagna di odio contro gli stranieri".
Dello stesso avviso di Diego è il padre Valter Raggi, 59 anni, ex operaio delle acciaierie. In un'intervista al quotidiano "Corriere della Sera" afferma: "Aggiungere violenza ad altra violenza ora sarebbe completamente inutile e sbagliato. Mio figlio stesso, David, non lo vorrebbe. Adesso sono preoccupato per il mio amico Mohamed, l'ambulante all'angolo, e per tutti gli altri marocchini a Terni: sono appena venuti da me in delegazione col loro rappresentante a farmi le condoglianze. Sono spaventati, temono vendette, ma io li ho già invitati tutti al funerale di David".
Nonostante il dolore per la perdita, il genitore di David prova a smorzare le polemiche di questi giorni: "So che la rabbia sta montando su Facebook, girano parole di fuoco, io dico invece che adesso non dobbiamo chiuderci nell'odio, ma piuttosto tornare fuori e imparare a stare bene insieme agli altri. Noi non vogliamo vendetta, ma giustizia".


Infatti


Il caso di David, ucciso da un immigrato. L’appello del padre contro il razzismo
L’omicidio di Terni e le polemiche politiche. I parenti: vogliamo giustizia, non vendetta La vittima studiava biotecnologie e faceva il volontario al 118: ha capito subito che sarebbe morto

                              di Fabrizio Caccia


TERNI - Per ritrovare un po’ d’umanità, dopo quanto è successo giovedì notte, bisogna salire questa rampa di scale, in via Irma Bandiera 24, Villaggio Matteotti, primo piano, suonare alla porta di Valter Raggi, 59 anni, il padre di David, e fermarsi semplicemente ad ascoltare le sue parole, mentre in casa la tv è accesa e già risuonano fortissime le polemiche politiche intorno alla tragedia assurda di suo figlio: «Il morto di Terni è figlio di Mare Nostrum - annuncia il leader della Lega, Matteo Salvini -. Noi raccoglieremo le firme dei cittadini per una class action contro Renzi e Alfano, li denunceremo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina...».
Amine Assaoul
Amine Assaoul
«Mio figlio non vorrebbe altra violenza»
Valter Raggi scuote la testa e spegne il televisore. Parla col figlio Diego, il suo primogenito, l’unico figlio che gli è rimasto: «Aggiungere violenza ad altra violenza ora sarebbe completamente inutile e sbagliato. Mio figlio stesso, David, non lo vorrebbe - dice il signor Raggi, ex operaio delle acciaierie oggi in pensione, uomo religiosissimo -. Adesso sono preoccupato per il mio amico Mohamed, l’ambulante all’angolo, e per tutti gli altri marocchini di Terni: sono appena venuti da me in delegazione col loro rappresentante (Abderrahim Maarouf, ndr ) a farmi le condoglianze, sono spaventati, temono vendette, ma io li ho già invitati tutti al funerale di David (fissato per martedì in Duomo alle ore 15, ndr ). So che la rabbia sta montando su Facebook, girano parole di fuoco, io dico invece che adesso non dobbiamo chiuderci nell’odio, ma piuttosto tornare fuori e imparare a stare bene insieme agli altri. Noi non vogliamo vendetta, ma giustizia».
Al posto sbagliato nel momento sbagliato
David Raggi avrebbe compiuto 27 anni il 4 luglio. Giovedì sera, mentre si godeva con i suoi amici il primo annuncio di primavera, in piazzetta dell’Olmo, il destino gli ha teso l’agguato più feroce, per mano di Amine Assaoul, 29 anni, giovane marocchino ubriaco e probabilmente anche drogato, che dopo una furiosa colluttazione con due poliziotti fuori servizio ha avuto uno scatto verso di lui («Tu che cosa hai da guardare?») e con un collo di bottiglia gli ha reciso la carotide, fuori dal pub «People». Amine Assaoul era sbarcato a ottobre scorso a Lampedusa, dopo che era stato già espulso a maggio dall’Italia per i suoi tanti reati tra Fermo - dove aveva picchiato e rapinato un sacerdote - e Terni, dove vive ancora sua madre, Fatiha, che lavora come badante. Ma Assaoul non era un clandestino. Quando l’hanno arrestato, aveva in tasca un permesso temporaneo di soggiorno: era in attesa, infatti, della decisione finale dello Stato italiano sul ricorso da lui presentato contro il rigetto della domanda per ottenere lo status di «rifugiato politico».
Comportamenti violenti
Smaltita la sbornia, sabato l’uomo ha subito nominato il suo avvocato di fiducia, Giorgio Panebianco, che lo è andato a trovare in carcere. Nelle ultime settimane aveva già seminato il terrore nella discoteca «Stardust» e nella pizzeria «Lo Strabacco» e aveva cacciato di casa («Un giorno di questi t’ammazzo») pure il secondo marito di sua madre, Omar. David Raggi, invece, studiava Biotecnologie farmaceutiche e faceva l’infermiere volontario sulle ambulanze del 118. Giovedì sera ha capito lui stesso che non c’era scampo e così è morto tra le braccia dei suoi amici, raccomandandosi solo di portare un saluto ai genitori e a suo fratello («Dite loro che gli voglio bene»).
Il fratello: «Non siamo razzisti»
Anche Diego lavora per la grande acciaieria, ma in passato ha fatto pure il buttafuori e il pugile: «Io non sono mai stato troppo bravo a porgere l’altra guancia - confessa -. E infatti ora dico che chi ha ucciso mio fratello non dovrà più uscire dal carcere. Perché se esce, allora sì che m’arrabbio. Noi non siamo razzisti, l’assassino poteva essere italiano, olandese, americano. L’importante è che ci sia giustizia».
Anche la mamma di Diego e David, la signora Bruna, si dà da fare come volontaria, all’Actil, una cooperativa che aiuta disabili fisici e psichici. È una famiglia così, la loro. Una famiglia che ha ancora dei valori. Ai funerali, martedì, metteranno una cassetta per le offerte fuori dalla chiesa. Il ricavato andrà in beneficenza.
come badante. Ma Assaoul non era un clandestino. Quando l’hanno arrestato, aveva in tasca un permesso temporaneo di soggiorno: era in attesa, infatti, della decisione finale dello Stato italiano sul ricorso da lui presentato contro il rigetto della domanda per ottenere lo status di «rifugiato politico».

Comportamenti violenti

Smaltita la sbornia, sabato l’uomo ha subito nominato il suo avvocato di fiducia, Giorgio Panebianco, che lo è andato a trovare in carcere. Nelle ultime settimane aveva già seminato il terrore nella discoteca «Stardust» e nella pizzeria «Lo Strabacco» e aveva cacciato di casa («Un giorno di questi t’ammazzo») pure il secondo marito di sua madre, Omar. David Raggi, invece, studiava Biotecnologie farmaceutiche e faceva l’infermiere volontario sulle ambulanze del 118. Giovedì sera ha capito lui stesso che non c’era scampo e così è morto tra le braccia dei suoi amici, raccomandandosi solo di portare un saluto ai genitori e a suo fratello («Dite loro che gli voglio bene»).

Il fratello: «Non siamo razzisti» Anche Diego lavora per la grande acciaieria, ma in passato ha fatto pure il buttafuori e il pugile: «Io non sono mai stato troppo bravo a porgere l’altra guancia - confessa -. E infatti ora dico che chi ha ucciso mio fratello non dovrà più uscire dal carcere. Perché se esce, allora sì che m’arrabbio. Noi non siamo razzisti, l’assassino poteva essere italiano, olandese, americano. L’importante è che ci sia giustizia».
Anche la mamma di Diego e David, la signora Bruna, si dà da fare come volontaria, all’Actil, una cooperativa che aiuta disabili fisici e psichici. È una famiglia così, la loro. Una famiglia che ha ancora dei valori. Ai funerali, martedì, metteranno una cassetta per le offerte fuori dalla chiesa. Il ricavato andrà in beneficenza.

Why are white people expats when the rest of us are immigrants? \ Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??



Una bella domanda, si suol dire. Perchè i bianchi non sono definiti " migranti", mentre lo sono gli arabi, i neri, ecc.??

Le parole  sono importanti  oltre ad  essere un  arma   a doppio taglio  . Qui , cosi rispondo in anticipo a chi mi dirà  : <<  strano  ma non eri  libertario ed   anti politicamente scorretto  >>  ?  , che  qui  non è    questione  di politicamente o   anti  politicamente scorretto  è questione di buon senso  . Perché  le parole  son un arma  usata  ad  uso  e  consumo    del potere , di chi parla  alla pancia  ( cioè agli istinti più bassi  ) , possono a secondo del loro   uso  determinare  odio amore  ,  o  come in questo caso essere  discriminatorie 
 
da
http://www.theguardian.com/global-development-professionals-network  del 13\3\2015 

Surely any person going to work outside their country is an expatriate? But no, the word exclusively applies to white peopleWhy are white people expats when the rest of us are immigrants?



What is an expat? And who is an expat? According to Wikipedia, “an expatriate (often shortened to expat) is a person temporarily or permanently residing in a country other than that of the person’s upbringing. The word comes from the Latin terms ex (‘out of’) and patria (‘country, fatherland’)”.
Defined that way, you should expect that any person going to work outside of his or her country for a period of time would be an expat, regardless of his skin colour or country. But that is not the case in reality; expat is a term reserved exclusively for western white people going to work abroad.
Africans are immigrants. Arabs are immigrants. Asians are immigrants. However, Europeans are expats because they can’t be at the same level as other ethnicities. They are superior. Immigrants is a term set aside for ‘inferior races’.
Don’t take my word for it. The Wall Street Journal, the leading financial information magazine in the world, has a blog dedicated to the life of expats and recently they featured a story ‘Who is an expat, anyway?’. Here are the main conclusions: “Some arrivals are described as expats; others as immigrants; and some simply as migrants. It depends on social class, country of origin and economic status. It’s strange to hear some people in Hong Kong described as expats, but not others. Anyone with roots in a western country is considered an expat … Filipino domestic helpers are just guests, even if they’ve been here for decades. Mandarin-speaking mainland Chinese are rarely regarded as expats … It’s a double standard woven into official policy.”
The reality is the same in Africa and Europe. Top African professionals going to work in Europe are not considered expats. They are immigrants. Period. “I work for multinational organisations both in the private and public sectors. And being black or coloured doesn’t gain me the term “expat”. I’m a highly qualified immigrant, as they call me, to be politically correct,” says an African migrant worker.
Most white people deny that they enjoy the privileges of a racist system. And why not? But our responsibility is to point out and to deny them these privileges, directly related to an outdated supremacist ideology. If you see those “expats” in Africa, call them immigrants like everyone else. If that hurts their white superiority, they can jump in the air and stay there. The political deconstruction of this outdated worldview must continue.
Mawuna Remarque Koutonin is the editor of SiliconAfrica.com, where this blog was first published. Follow @siliconafrica on Twitter.
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ma tina montinaro vedova di mafia non sa che traferire i deportati al 41 bis in altre zone portare al radicamento delle mafie

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