di cosa stiamo parlando
Cagliari Accuse di razzismo per la pasticceria “Chez les negres” «Cambieremo nome» Turisti francesi contro la storica pasticceria Il titolare: «I miei nonni emigrati dalla Tunisia»
Cagliari Accuse di razzismo per la pasticceria “Chez les negres” «Cambieremo nome» Turisti francesi contro la storica pasticceria Il titolare: «I miei nonni emigrati dalla Tunisia»
perchè s' è vero che il termine Negritudine dal significato originario
La negritudine (négritude in francese) fu un movimento letterario, culturale e politico sviluppatosi nel XX secolo nelle colonie francofone e che coinvolse scrittori africani e afroamericani. Gli esponenti di questo movimento (fra cui Léopold Sédar Senghor, Léon-Gontran Damas, Aimé Césaire, e Guy Tirolien) si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").
Origine
Fra i precursori del concetto di negritudine si cita in genere René Maran, autore di Batouala. Il termine négritude fu usato per la prima volta da Aimé Césaire nel 1935, nel terzo numero della rivista L'Etudiant Noir[1]. Césaire rivendicava l'identità e la cultura nera contro quella francese, percepita come strumento di oppressione da parte dell'amministrazione coloniale. Il concetto fu poi ripreso da molti altri autori. Fra questi spicca Léopold Sédar Senghor, che in Canti d'ombra (Chants d'ombre, 1945) arricchì l'idea di negritudine opponendo la "ragione ellenica" all'"emozione nera".
si proponevano di affrancare i propri popoli dal complesso di inferiorità imposto dai colonizzatori attraverso l'orgogliosa rivendicazione delle qualità peculiari proprie dei neri (la loro "negritudine").[...]
Si sia trasformato in termine razzista e dispregiativo tanto è vero che il termine è stato rimesso in discussione addirittura dagli stessi che lo hanno coniato . Infatti
sempre da wikipedia : [...] L'idea di negritudine è stata criticata soprattutto da autori neri (o creoli), che l'hanno denunciata come forma celata di razzismo o di resa nei confronti della mentalità del colonialismo. Il poeta nigeriano Wole Soyinka, premio Nobel per la letteratura, ha per esempio osservato:«La tigre non proclama la sua "tigritudine". Essa assale la sua preda e la divora.»Lo stesso Césaire, che ha coniato il termine, se ne è progressivamente allontanato. Fabien Eboussi Boulaga, in Autenticità africana e filosofia, denuncia l'idea della negritudine come feticcio ed espressione della "colonizzazione mentale" degli europei sugli africani.[3] Analogamente, Stanislas Adotevi in Négritude et négrologues (1972) vede nel modello di nero proposto dalla negritudine una riproposizione degli stereotipi creati dai bianchi.Franz Fanon (autore de "i dannati della terra" e allievo di Césaire) muove una critica al movimento in quanto quest'ultimo faceva "essenzialismo strategico", ovvero si riappropriava di termini dispregiativi che invece di emancipare la figura dell'indigeno nero, lo determinava in base agli stereotipi coloniali.È un discorso strategico per il movimento Negritude perché ciò giustificava il rimanere sullo stesso piano del linguaggio del colono, ma è strategico anche per il colono in sé che viene così legittimato ad una "missione civilizzatrice" perpetua.Perché se gli indigeni sono "selvaggi per natura e lo rimarranno per sempre allora il colonialismo deve rimanere a civilizzarli per sempre".
Ma nel caso del locale in questione , vedere riferimento inizio post , si tratta di un caso come fa notare lo stesso tacitus di cancel culture ovvero cancellarela storia passata indipendentemente che sia : giusta o sbagliat,bella o brutta , ecc. oltre che un eccesso della cultura woke di cancell culture visto che l'erede che ora gestisce il locale ha detto che era un nome usato ai nonni che emigrarono dalla Tunisia nel periodo in cui il termine aveva ancora il suo significato originario e distintivo .
Secondo me va lasciato e non rimosso o cambiato
Secondo me va lasciato e non rimosso o cambiato
Nessun commento:
Posta un commento