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12.3.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata n LXXV COME COSTRUIRE UN CORPO PRONTO E UNA MENTE VIGILE

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La difesa personale comincia a tavola. Di fatto l’alimentazione è una forma silenziosa e quotidiana di protezione, perché prepara il corpo a reagire, la mente a decidere e i nervi a non crollare. Di solito in un corso di autodifesa si parla di postura, di distanza e di lettura del pericolo, mentre raramente si parla di glicemia. Eppure un calo improvviso di zuccheri nel sangue può

rallentare i riflessi, annebbiare la vista, aumentare irritabilità e confusione. In una situazione di stress, il corpo attiva il sistema nervoso simpatico: questo significa che il battito aumenta, il respiro accelera e i muscoli si tendono. Se le riserve energetiche sono instabili, la risposta diventa inefficace: tremori, debolezza e difficoltà di concentrazione sono pericolosi, sopra!u!o quando si tra!a di decidere in pochi secondi. Difesa personale, non ci stancheremo mai di ripeterlo, significa anche prevenzione. Un’alimentazione equilibrata, con carboidrati complessi, proteine di qualità e grassi buoni, garantisce un rilascio graduale di energia. La corretta idratazione mantiene lucidi: una lieve disidratazione può ridurre attenzione e coordinazione. Minerali come magnesio e potassio contribuiscono alla funzione muscolare, e una loro carenza comporta crampi e affaticamento. C’è poi un aspe$o meno evidente: l’intestino e il cervello si parlano. Una dieta povera, ricca di zuccheri semplici e ultraprocessati altera questo equilibrio e può incidere sull’umore. Ansia e irritabilità non sono solo fattori psicologici e hanno una base biologica. Una mente stabile è più capace di valutare una via di fuga, di mantenere la calma, di scegliere la parola giusta per disinnescare una lite. Allenarsi alla difesa personale significa quindi allenare tu$o il sistema. Prima però viene la preparazione: sonno, nutrizione ed equilibrio metabolico. Mangiare bene non è un dettaglio prezioso per l’estetica o una scelta alla moda, ma è una strategia a tu!i gli effetti. È costruire un corpo pronto e una mente vigile, una forma di autodifesa



26.2.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata LXXIII ATTENTI ALLE TELEFONATE: L’AUTODIFESA INIZIA DA LÌ

  


per  approfondire  

Stalking telefonico: cos'è, quando è reato e come comportarsi - Phersei Investigazioni
Come difendersi dallo stalking e cosa fare legalmente? (laleggepertutti.it)

A dispetto di quanto possiamo immaginare, la difesa personale non comincia con una mossa di karate, ma  con un gesto quotidiano: l’attenzione. Prima ancora del corpo, è proprio la testa a proteggerci, e lo fa attraverso strumenti che usiamo distrattamente, come il telefono.La  prevenzione passa anche da lì.

Per esempio, rispondere a  una chiamata senza guardare chi ci sta chiamando, fornire  informazioni personali con leggerezza e condividere la posizione in tempo reale sui social o in chat di gruppo possono diventare abitudini che apparentemente sembrano innocue, ma che espongono a rischi concreti. L’autodifesa moderna è fa!a anche di confini “digitali”. Sapere che non siamo obbligati a rispondere subito, che possiamo lasciar squillare il telefono quanto vogliamo, che possiamo ascoltare un messaggio vocale prima di richiamare o bloccare un numero molesto è già una forma di protezione.Anche la gestione delle telefonate indesiderate è un atto di autodifesa. Le truffe telefoniche fanno leva su urgenza e paura. “Suo figlio\a ha avuto un incidente”, oppure“c’è un problema con il suo conto bancario”. Fermatevi, respirate, riagganciate e richiamate i numeri ufficiali perché farlo può evitare danni giganteschi. Difendersi signi"ca riconoscere i segnali di pressione e non farsi trascinare nella fre!a emotiva che qualcuno sta cercando di imporci.C’è poi un aspe!o meno evidente: la reperibilità continua.Sentirsi obbligati a rispondere sempre e a chiunque toglie lucidità e aumenta la vulnerabilità. Selezionare chipuò conta!arci, impostare modalità silenziosa in certi momenti della giornata e quindi proteggere i propri orari diriposo non è maleducazione, ma cura di sé. L’autodifesa, infondo, è questo: ridurre le occasioni di rischio prima ancora che il rischio venga a bussare alla nostra porta. Non vivere nella paura, ma nell’a!enzione. La sicurezza non nascedall’allarme costante, ma da piccole scelte consapevoli