en.wikipedia.org/wiki/MTV_Arabia
en.wikipedia.org/wiki/MTV
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
ovate nell'archivio di questo blog le interviste a gli autori , se ci dovessero essere problemi nell' apertura dell'url o nella lettura fatemelo sapere ( la mia email la trovate affianco ai commenti o nel profilo cdi facebook contenuto nelle icone sul lato destro ) che riscrivo il post se trovo ancora il testo visto che nel passaggio da Xp \ windos a linux ho perso molte cose reperiro url esterni che riportano le mie interviste le ripropongo qui ) .
La donna e la violenza
La violenza coniugale ha luogo quando uno dei due cerca di dominare l'altro, tramite varie forme di violenza. C'è violenza e violenza. C'è quella fisica, che lascia segni visibili e dolorosi sulla pelle e c'è quella psicologica, che non lascia segni esteriori, ma non è per questo meno dolorosa, anzi può esserlo anche di piu', perchè lascia segni nell'anima, distrugge la persona all'interno, soffoca i sogni e i desideri. Spesso la vittima sceglie di subire in silenzio, per non turbare l'equilibrio della famiglia, che è, da sempre una specie di santuario dei valori e dell'onore. La persona che subisce questo tipo di violenza, in genere la donna, cambia in maniera radicale il modo di percepire la propria esistenza, sembra che viva come sempre, ma in realtà muore dentro, giorno per giorno, non ha piu' stima di sè stessa……..
immaginando questa violenza ..
non so ....
so solo che è dolorosissimo .
le lacrime non bastano .e non basta neanche gridare
e darlo il piacere senza volerlo . è amaro ....
sacrificando la vita per cosa ? sopravivere ?
e la vita và nel vuoto ... ..
una volta ti accorgi ormai la vita è passata ...
anno dopo anno con la speranza "magari si cambia" ..
e non si cambia nulla ..e la vita persa con la gioia di viverla ,
..arriva la notte con il buio nel cuore ..
la paura di essere toccata ..
la paura di essere richiesta di dare piacere senza piacere
..un buio lascia graffi terribile nella mente ogni notte ,
ferita d’ogni sguardo ..
e non vedi l’ ora che arriva l’ alba di un giorno nuovo .
sperando che “forse migliora”
e cosi perde altro giorno , mesi , anni di speranza ..
ansia , stress .voglia di morire ..
sentimenti che ti accompagnano tutti i giorni senza via di uscita .
delusione , amarezza , in silenzio muore il tuo essere ..
nel silenzio pieno di urli .
senza coraggio di urlare .. e la vita passa …
giorno dopo giorno ..accollando ansia ,paura , e odio ….
e triste ..molto triste ...
DEDICATO A TUTTE LE DONNE
Sara
Per le stradine dei borghi
arroccati sui monti
ci perdiamo come bambini curiosi
a fianco di portoni
a rubare profumi di legna
che brucia nei camini.
Cascate di risa e di sospiri
riecheggiano tra torri e castelli
fin nei boschi addormentati.
Affondiamo gli sguardi
nelle pietre muschiate,
spuntano storie antiche
dipinte e incastonate
dallo scandire sordo
della memoria.
Arazzi rosei
si alzano sui tetti,
profumano i cuori
di viole e di lillà.
E si accendono luci
sul sentiero
che conduce i sogni
nelle nostre mani.
blumarie

questo momento i numeri perchè sono fuori tempio , la serie completa di Asterix e Lucky Luke dei fumetti di repubblica ) 
Francesco ieri notte per poco metteva fuoco a casa, per accendere questa torta nella mia cucina stava prendendo fuoco, il cerino era il colpevole. Un' orchidea per la mia scrivania.
"Tanti auguri per la mamma vitalità...Sempre più presente nella nostra vita...con tanta caparbietà..." Francesco e Laura.
Grazie anche a Gilberto per essersi ricordato, grazie a Sabina per il bel dono, grazie a mio figlio Giuseppe, anche se non ha chiamato, so benissimo che in questo periodo, non sta passando giorni felici. Grazie a tutti i miei fratelli e a tutti gli amici del blog. Scusate, ho messo solo una candelina, settanta non c'entravano, e poi chi le spegneva, una ci sono riuscita. franca
Oggi, mentre aspettavo mio figlio Francesco che veniva a prendermi per portarmi fuori, mi sono divertita a fare il mio Presepe. Ho messo delle vere felci di bosco, acqua che scorre canterina, l' ho filmato, per adesso vi metto solo dei particolari, ci lavorerò ancora un po' di giorni, e poi ve lo regalo. Ho passato una bellissima serata con mio figlio e la sua bellissima fidanzata. Un grande abbraccio franca
ASTRI DORATI
Sola, piccola, indifesa, senza una famiglia, l'abbandonarono in un campo di grano dicendole: - Raccomandati a Dio in cielo, povera fanciulla!
E lei povera orfanella, s'era raccomandata a Dio in cielo! E giunte le manine, volse lo sguardo fin la sù, disperata, con le lacrime agli occhi, piangeva per la cattiva sorte che le era toccata. Guardava sempre più in alto più che poteva e rassegnata, aveva esclamato: - Astri dorati, mi metto nelle vostre mani, aiutatemi!
Girovagava per il mondo, stendendo la manina per un gesto di carità, verso quelli che erano meno infelici di lei. Tutti le donavano una piccola moneta, ma in definitiva la sua era pur sempre una vita da vagabonda, senza affetti, senza conforti e senza una dimora sicura.
Un giorno le capitò d'incotrare un vecchietto, malridotto; la piccola orfanella, mangiava con molta avidità, un pezzo di pane che un passante di buon cuore le aveva appena donato.
- Ho tanta fame - le aveva bisbigliato l'anziano signore, malconcio, e con gli occhi, quasi, le strappava via, il pezzo di pane che aveva tra le mani; - ho fame! ho tanta fame!
- Prendete, nonno, mangiate, il mio pane.
- E tu? che mangerai!
- Non preoccupatevi per me, nonnino,
- Ne cercherò dell'altro.
Il vecchietto la ringraziò benedicendola: - Che gli astri dorati, possano un giorno piovere su di te, bimba, di buon cuore !
Il giorno seguente, mentre la piccola orfanella, dalla città, andava verso la campagna circostante. Le capitò d'incontrare lungo il tragito, una giovinetta tutta infreddolita, dal viso paonazzo , per i pochi indumenti che portava addosso.
- Perchè tremi così tanto! - Hai freddo? - le chiese la piccola orfanella.
- Si, - rispose l'altra - e non ho neppure di che vestirmi.
- Tieni il mio: io non soffro il freddo.
Tu sei un astro caduto dal cielo; e se potessi, vorrei... che tutti gli astri ti piovessero in grembo come pioggia d'oro.
Le due fanciulle si salutarono. L'orfanella riprese la via che la conduceva in campagna, dove, avrebbe trascorso la notte in una capanna, e l'altra corse via, gioiosa e felice con l'abitino che l'avrebbe riparata dal freddo.
La notte scendeva lenta, e gli astri nel cielo si accendevano uno di seguito a l'altro come puntini d'oro luminosi. La bimba li osservava compiacciuta, e ripensava, al buon augurio che le avevano auspicato, il vecchio signore e la ragazetta alla quale aveva donato il suo vestito. Il freddo si faceva sempre più intenso e pungente. Ora anche l'orfanella, cominciava ad avere freddo, ma si consolava perchè a breve avrebbe raggiunto il casolare e già ne vedeva i contorni.
- Eh sì! - pensava: - se gli astri piovessero oro su di me ne raccoglierei tanto, tanto, e poi farei tante case grandi, grandi, per tutti i bambini del mondo abbandonati. E se gli astri di lassù piovessero oro, lo userei per consolare tutti quelli che soffrono; sfamerei gli affamati, vestirei gli ignudi...Mi vestirei io stessa, e guardandosi con il sorriso tra le labbra, disse: - mi vestirei perchè ho davvero tanto freddo. Nell'aria si dufuse un canto angelico, e il tintinnio armonioso dell' oro battente. La fanciulla sollevò gli occhi al cielo: istintivamente cadde a terra inginocchiandosi e tese la camicina: Gli astri discesero dal cielo, trasformandosi in tante monete d'oro, ne cadevano a migliaia attorno a se, felice, e sorridendo, ne raccolse tante, e urlava: - Sì, si! Farò costruire tanti bei palazzi grandi grandi per tutti quelli che sono stati abbandonati, e sarò il conforto e la luce per tutti i sofferenti del mondo!
Dall'alto dei cieli, una musica soave si espandeva nell'aria, con canti e voci che ripetevano: - Benedetta! Benedetta!
© francesco ballero - dicembre 2008
BUON NATALE
Che la nostra anima si faccia deserto...
Che questo deserto sia riempito dal Suo abbraccio...
L’Oste scaltro
Pensando al tempo, viene in mente un oste scaltro che ci ubriaca mescolando vini diversi per rubarci il senno ed i baiocchi … ma se con Dalì provassimo a ridisegnare gli orologi ed inventassimo un tempo nuovo, fuori dalla logica fredda “del prima e del poi”, un tempo che si piega e non ci piega, nel quale poter “ubriacare l’oste” perché possa mescere ottimo vino per gli amanti, allora potremmo recuperare quella dimensione della “contemporaneità” che ci permette di vivere non solo l’uno accanto all’altro, ma con l’altro, così la vecchia “ora” dilatandosi per accogliere il prima ed il dopo, esploderebbe, perdendo la rigidità per recuperare la fluidità, l’elasticità della fanciullezza.
Non un invito al “carpe diem” pare, dunque, quello di Dalì, in quanto il tempo perde la propria “carpibilità” intesa come individualistica fruizione dell’ “attimo che fugge” per diventare un’indivisibilità condividibile, un “tempo” da coniugare al plurale, che non si lascia incatenare in un display al plasma ma che scivolando sulle cose, tutte ugualmente le carezza senza oltre-passarle.
a.f.
natàlia castaldi
http://frammentipoetici.splinder.com
Hello friends!
La conoscete la storia dei Daruma?
http://etnomondi1.splinder.com/post/19223414/DAL+SOL+LEVANTE%3A+DARUMA
E dove si trova Machu Picchu?
http://etnomondi1.splinder.com/post/19223404/MACHU+PICCHU
Sul Paraguay cosa sapete?
http://etnomondi1.splinder.com/post/19223396/PARAGUAY
E sul Buthan?
http://etnomondi1.splinder.com/post/19223390/LE+PORTE+DELL%27ORIENTE%3A+BHUTAN
Ecco la storia della religione Rasta che si chiama “Rastafarianesimo” la stessa di Bob Marley:
http://etnomondi1.splinder.com/post/19223374/Rastafarianesimo
Alla prossima
avasusiQ
Anche se son fatti con la tristezza del cuore..
i sorrisi degli amici sono il più bel dono.
Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...