L'AVETE VISTO IL FILM STANZA 17 17 PALAZZO DELLE TASSE UFFICIO IMPOSTE ?
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Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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21.1.09
20.1.09
Interpretazione dei sogni
Come ben sapete mi occupo di interpretare sogni,se ricordate la scorsa settimana il BlogMaster Compagnidiviaggio ha postato un proprio sogno ricorrente,chiedendomi poi di interpretarlo.Ecco roa io vi propongo l'interpretazione come richiestomi sia sul mio blog che qui.Spero che questa interpretazione ti possa essere d'aiuto per capirci qualcosa..
Sogno ricorrente con varianti:
stavo passando a piedi o in macchina nelle vie cittadine dopo una festa, a volte così rientrando da una normale passeggiata , ( altre volte da ubriaco del martedì grasso) e vedo gli alberi del viale ,e le abitazioni, come se crollassero o fossero animate, proprio come in un romanzo fantasy; mi aggredivano e io corro per non essere preso e quando stanno per prendermi mi sveglio . Ma altre volte, come l’ultima volta, vengo preso ,sto per essere stritolato dagli alberi e case , fin quando poi mi metto quasi ad urlare :<< lasciatemi stare >> e mi sveglio tutto sudato ancora vivo .
Viale:La strada,è un simbolo ricorrente in molti sogni che ho analizzato finora,e lo si può ritenere normale considerato il suo significato. Simbolicamente la strada visualizza in sogno il percorso della propria esistenza vista soprattutto in prospettiva futura,la sua valenza muta con gli scenari che attraversa e le difficoltà che bisogna superare;in salita rappresenta perseveranza e difficoltà,dissestata richiede spirito di sacrificio,dritta stabilità. Auto:un auto che sfreccia velocemente rappresenta successo,ferma si deve prestare attenzione alle perdite di tempo.Alberi:è il simbolo onirico più ricco ed articolato da decodificare. Esso ha un valore primario di forza e di ricca vitalità,tutto ciò che in sogno intacca queste sue caratteristiche assume un valore negativo. Ogni parte dell’albero ha un significato specifico,mirato alle particolari situazioni della persona:le radici la strutturazione di ricordi ed esperienze,il tronco la struttura caratteriale,i rami gli aspetti poliedrici(spiritualità,intelletto ecc)L’albero secco rappresenta perdite,verde realizzazione. Case:la casa è la rappresentazione dei sentimenti e desideri più intimi Vederla in modo negativo preannuncia inconvenienti,oltre che rivelare una percezione di una situazione sfavorevole nella propria vita. Aggressione: subire un aggressione in sogno è sintomatico di uno stato di grave insicurezza. Per l’interpretazione bisogna rifarsi a chi la compie.La cattura rappresenta l’incapacità a fuggire dai propri timori. Correre:il correre è indicativo generalmente di una tensione interiore.Sognare di correre a perdifiato sottintende che si sta vivendo una situazione eccessivamente assillante da cui si desidera fuggire . Stritolare,schiacciare: caduta di speranze,aggressività repressa morire:i sogni connessi con la morte traggono origine da una situazione emotiva fortemente influenzata da fatti di vita vissuta.non sono direttamente connessi ad essi ma traggono spunto per indicare soluzioni e problemi.Profetizza radicali cambiamenti della propria esistenza.
Interpretazione: Soprattutto perché ricorrente il sogno si carica di profondi significati introspettivi riguardo la propria vita in relazione agli altri. Possiamo rintracciare nei simboli dell’aggressione da parte dell’albero una grande insicurezza per ciò che riguarda la gestione delle relazioni con gli altri,il fatto che ne scappi indica un bisogno di fuggire da situazioni eccessivamente soffocanti,delle persone che sono troppo invadenti nella tua vita e ti fanno percepire un senso di soffocamento ad esempio. Ma tranquillizzati,il bisogno di uscire da questa situazione fa presagire che non durerà a lungo perché sono in vista svolte positive.
Le immagine del Folletto Buzzichino
Un fiore nel fondo della bottiglia di plastica
franca alla guida della sua carrozza
Una coroia di capelli argentati
Un tappo di bottiglia di pietra antica
Dallo specchietto laterale
La grande ombra
Il folletto Buzzichino,(mio nipote Andrea Rosati anni 12) quando io guido la carrozza, si diverte a raccogliere tutte le immagini, che trova lungo il viaggio, ne ho moltissime, un vero archivio.Franca Bassi
Senza titolo 1179
Siamo invincibili!!
Questo sarà la Casa famiglia che, all'interno del "Campus produttivo della legalità e della solidarietà" nella Tenuta della Mistica, stiamo costruendo:
La Casa famiglia "capitano ultimo” si propone di accogliere minori di entrambi i sessi, orfani e/o per i quali la permanenza nel proprio nucleo familiare sia temporaneamente o permanentemente impossibile in quanto considerata pregiudizievole per la loro crescita e realizzazione. Si rende inoltre disponibile anche all’accoglienza diurna di minori, segnalati dai Servizi Sociali, come azione preventiva.
L’inserimento all’interno della Casa famiglia è temporaneo ed ha, in ordine di priorità, le seguenti finalità:
- il rientro nella famiglia di origine;
- l’affidamento familiare;
- l’adozione;
- il raggiungimento dell’autonomia, con la maggiore età, nel caso in cui nessuna delle ipotesi precedenti sia percorribile.
Per quanto possibile, la Casa famiglia vuole cercare di capire, collaborare ed aiutare anche il nucleo familiare di provenienza in difficoltà.
L’azione educativa sarà rivolta anche alla trasmissione di una cultura della legalità, della solidarietà e della tutela dell’ambiente, attraverso attività formative ed iniziative a tal fine organizzate.
Cultura della LEGALITÀ in contrapposizione alla cultura dell’illegalità da cui, loro malgrado, troppo spesso questi bambini e ragazzi provengono.
Il degrado socio-culturale ed ambientale che spesso caratterizza le nostre periferie, con la presenza di tutte le più diffuse forme di emarginazione, ghettizzazione e criminalità, espone i minori che vi risiedono ad un forte rischio di devianza, soprattutto se tale stile di vita rappresenta l’unico esempio e soluzione a loro disposizione.
In tale contesto la Casa famiglia capitano ultimo svolgerà quindi un’importante funzione: quella di rappresentare per questi ragazzi un’alternativa, un altro esempio a loro disposizione da poter seguire, ma stavolta legale e socialmente accettabile.
Svolgerà inoltre una funzione di sensibilizzazione al problema e di educazione/rieducazione per tutta la comunità presente sul territorio, puntando anche al reinserimento nel tessuto sociale dei soggetti più deboli a rischio di esclusione.
Cultura della SOLIDARIETÀ come strumento principale di lotta contro ogni criminalità, abuso, prevaricazione, per la diffusione di quei principi di rispetto per l’altro, per la vita e per la dignità umana che devono rappresentare l’obiettivo strategico della nostra gioventù.
Educazione alla legalità ed alla solidarietà insegnando l’importanza del “rispetto”, inteso in tutte le sue molteplici manifestazioni: il rispetto delle regole, il rispetto della dignità, il rispetto delle individualità, il rispetto delle diversità.
Cultura della tutela dell’AMBIENTE attraverso un percorso di studio e cura dello stesso, tramite la partecipazione a lezioni e attività di laboratorio, percorsi naturalistici e studio delle biodiversità delle specie autoctone italiane, nonché attraverso la collaborazione dei minori ospiti con il Centro di Recupero della Fauna Selvatica ed il Centro di Educazione Ambientale che sorgeranno all’interno del Campus della Mistica.
Diversi sono i progetti che si svilupperanno intorno a questa Casa famiglia, progetti che la renderanno la promotrice di un processo di coinvolgimento e collaborazione di tutto il network delle Case famiglia esistenti ed interessate.
E’ previsto un percorso di conoscenza e di scambio tra culture e tradizioni diverse, con la realizzazione di eventi che vedranno anche la collaborazione dei minori ospiti della Casa famiglia e durante i quali saranno raccolti fondi da consegnare a responsabili di organizzazioni che sostengono bambini senza famiglia in Paesi stranieri.
È prevista la diffusione di una web TV e web radio nella Casa famiglia capitano ultimo, nelle Case famiglia del network e nelle scuole, che potranno essere così continuamente in contatto. I minori potranno diffondere i reportage realizzati all’interno delle case e delle scuole favorendo l’uscita dall’isolamento e lo sviluppo di relazioni di collaborazione ed amicizia tra i ragazzi a livello locale ed internazionale.
Altro progetto molto importante è quello che prevede un percorso di tipo formativo-produttivo per tutti i ragazzi ospiti della Casa famiglia, per i quali verranno messi a disposizione dei laboratori nei quali poter apprendere alcuni mestieri artigianali (tessitura, cucitura, lavorazione del cuoio, del ferro, del rame e del legno, etc.) e realizzare dei prodotti da poter vendere.
Questo progetto è fondamentale, perché consente di aiutare i ragazzi ospiti della Casa famiglia capitano ultimo, ma anche di tutte le altre esistenti che lo vogliano, a garantirsi la possibilità di avere un’indipendenza economica di tipo legale, soprattutto per quei casi in cui una volta raggiunta la maggiore età i ragazzi non siano stati reinseriti nella famiglia di origine, perché ancora inidonea, né adottati ove dichiarati adottabili, ritrovandosi così a poter contare solo su sé stessi per il proprio sostentamento.
Senza titolo 1178
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La Catena di San Libero n. 380
14 gennaio 2009
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Maschi adulti e bambini
Va molto bene, la guerra contro i bambini. Dopo tanti falsi allarmi e delusioni, finalmente stiamo vincendo noi adulti, senza discussioni. Dopo anni e anni di lotta - in Bosnia, in Africa, alle fermate dei bus a Tel Aviv, davanti alle baracche dei campi profughi in Palestina - si comincia a intravvedere una svolta, una soluzione. Non possono più resistere molto a lungo. Non è solo questione di tecniche moderne, di bombe al fosforo e cinture esplosive. E' che finalmente ci siamo liberati da tutte quelle vecchie superstizioni (quanta gente, fino a pochi anni fa, ci credeva ancora!) per cui non puoi cacciare le rondini, non puoi bruciare i cani per divertirti con la benzina, non puoi picchiare le donne e manco ammazzare i bambini. Medioevo, tabù. Ora tutto è diventato più moderno e più civile. Che crepino! Abbiamo delle strategie da seguire. Non si può fare la frittata senza rompere qualche uovo. Effetti collaterali. Ci dispiace.
E, tutto ciò, in nome delle culture più moderne - geopolitk, squilibri demografici, spazi vitali - come delle più antiche. Tornano i vecchi dei del deserto - Jahvè, Allah, Baal, Marduk e altri ancora - di nuovo ghignanti e urlanti, nutriti a dismisura di sangue umano. "Zitto, che sei un ragazzo!" urlano i sacerdoti. "Femmina immonda, taci!". "Ammazza, ammazza anche tu, se sei un uomo!". Luride barbe di patriarchi e visi di giovani maschi hanno le stesse espressioni dure e tese, religiosamente concentrate a ben ammazzare. Urlano disperatamente i bambini, ma il tabù è finito. Due sono morti così, urlando di paura, finchè il piccolo cuore è esploso. E questa è la terra santa, terra di dio.
Se mai un governo civile - per qualche benedizione di alieni, per una qualche invasione da qualche altro pianeta - dovrà reggere prima o poi quelle terre, la prima cosa da fare sarà radere al suolo tutte le pietre antiche, dalle moschee di Omar ai muri del pianto. Grandi totem preistorici intrisi di sangue umano, giochi sanguinolenti di sacerdoti. Bruciate le bibbie, per Dio, fate a pezzi i corani! I libri delle stragi, dell'occhio per occhio, dei pastori feroci coi greggi delle pecore e quelli degli esseri umani.
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Io, io sto con gli ebrei, come son sempre stato. Ma dove sono gli ebrei? Qualche migliaio, ne è rimasto; quelli che nelle piazze dicono, con immenso coraggio, "non ammazzate". Gli altri sono ormai un'altra cosa, una tribù medioorientale, una delle tante. Alauiti di Siria, sunniti di Mesopotamia, sciiti, askenaziti, sefarditi: nomi che un tempo erano religiosi e nobili e aspiranti al divino, e ora mero pretesto per un'identità di dominatori. Nessuno parli più di Anna Frank., o dell'Islam di Dio, o dell'"Ascolta Israele". Come, in questo macello ipocrita, se ne può parlare?
Qualcuno, alla fine, avrà torto, qualcuno avrà avuto ragione. Ma tutti avranno ammazzato i bambini, chi più e chi meno, chi prima e chi dopo, a seconda delle opportunità. Pochissimi saranno rimasti veri ebrei e veri palestinesi. Nella storia, se storia ancora ci sarà, resterà l'impazzimento collettivo di una razza umana ferocemente suicidata dai suoi maschi adulti. Ed essi, sulle macerie di tutto, sono lì a martellarsi coi due pugni il petto urlando a denti scoperti il grido della vittoria, pre-umano.
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Annigoni
Vittorio Annigoni, cooperatore e giornalista italiano in Palestina, è stato in queste ore formalmente minacciato di morte da un sito semiufficiale della destra americana, lo "Stop The Ism", che ne ha messo in rete il nome, i dati e la foto invitando l'esercito israeliano a ucciderlo alla prima occasione.
Questo sito è ancora liberamente presente in rete. Nessuna iniziativa, fino a questo momento, è stata presa in merito dal governo italiano, o da altri.
Bookmark: http://stoptheism.com
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Catania: a chi ubbidisce chi comanda?
Da venticinque anni, il cinque gennaio è la data-simbolo degli antimafiosi catanesi. Per gli altri, è il giorno in cui lanciare messaggi. Una volta i mafiosi dissero: “Claudio Fava? Uccideremo anche lui”. Adesso Ciancio dice: “Claudio Fava? Non esiste, lo taglio via”
Ciancio non è uno sciocco, ha hobby intelligenti (ad esempio numismatica antica) ed è molto meno grezzo del personale che usa. D'altronde essere diventato il primo imprenditore in Sicilia, aver comprato l'intera classe dirigente catanese, aver preso senza scossoni il posto che a suo tempo fu dei famosi Quattro Cavalieri non è impresa da poco.
Perciò sorprendono a volte la puerilità, l'autolesionismo e il sicuro effetto boomerang di alcune delle sue uscite. L'altra volta era stato l'editoriale affidato, sotto forma di lettera, a un esponente del clan Santapaola. Adesso una storia ancor più grottesca, e cioè la maldestra censura della figura di Claudio Fava, tagliata via da una foto in modo aperto e plateale.
Catania, come Ciancio sa, non è l'Italia intera e queste cose, ogni volta, lo rendono ridicolo e odioso. Persino la prudentissima Federazione della Stampa, che per venticinque anni - in Sicilia - è rimasta neutrale di fronte a tutto, ha dato segni di vita. Un autogol dopo l'altro. Eppure l'uomo è un politico, sa fare diplomazia quando occorre. Ma di fronte a Claudio Fava, e a Claudio Fava il 5 gennaio, perde semplicemente le staffe. Almeno, questa è la prima impressione.
Il cinque gennaio, che è una scadenza popolare e non dipendente da nessuno (furono gli studenti di Catania, e non un'autorità qualunque, a istituirla), negli ambienti mafiosi - nel Sistema - fa ancora paura. E' il simbolo di una lotta che non s'è mai fermata. Di questa giornata Claudio Fava fa parte non solo come figlio di Giuseppe Fava e come militante storico dei Siciliani, ma anche come vittima designata. E' il 5 gennaio di vent'anni fa che il clan Santapaola voleva ucciderlo, e proprio davanti alla lapide, come un esempio. L'assassinio fallì per caso. Ma il messaggio era chiaro.
E' chiaro il messaggio anche oggi, e sempre il 5 gennaio: “Io, Claudio Fava lo cancello. Il tempo passa, tante cose sono cambiate. Ma di questo potete essere sicuri, che per me Claudio Fava, i Siciliani, il movimento antimafioso, sono e resteranno dei nemici”.
Questo è il messaggio che ha mandato Mario Ciancio, e che manda ogni cinque gennaio: con queste censure esplicite, questi tagli di foto. Ma a chi lo manda? E perché lo manda? Lo manda spontaneamente, o perché costretto? Dopo quelli - visibili - degli anni '80 e '90, quali sono ora i rapporti fra Mario Ciancio primo imprenditore catanese e gli eredi dei gruppi che hanno dominato questa città?
Questa curiosità per ora è nostra e la firmiamo - assumendocene la responsabilità – soltanto noi. Ma, storicamente, molte nostre curiosità e interrogativi hanno finito per diventare interrogativi di molti, e infine delle istituzioni preposte. Vedremo quanto tempo ci vorrà stavolta.
* * *
Quanto al resto, del cinque gennaio catanese c'è ben poco da dire. E' nata un'altra leva di giovani, che noi abbiamo visto crescere da due anni in qua e altri riescono a vedere solo ora. Tranquillamente e con forza, senza cerimonie inutili e senza grandi parole, essi attendono adesso all'obbiettivo fondamentale di Giuseppe Fava, di cui sono i continuatori e gli eredi: costruire l'informazione indipendente a Catania e con questo strumento liberare la città. Non sarà un lavoro facile, e lo sanno, ma è un lavoro possibile. A condizione di essere uniti, di non nutrire povere ambizioni individuali ma solo una altissima e collettiva, e di non mollare mai.
Li aspettavamo, eravamo certi che sarebbero arrivati e non abbiamo alcun dubbio su di loro. Non c'è altro da dire.
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Stazione
Catania, stazione, binario uno. Un caporale in mimetica, sui venticinque, basso, serio, tarchiato. Un siciliano dell'interno probabilmente; e una donna più o meno dello stesso tipo, con un sorriso largo e, a guardarlo attentamente, un po' forzato. Stanno grattando un gratta-e-vinci sul muretto. Appesa alle gambe di lui, tutta ridente, c'è una bambina di tre o quattr'anni, gli tira spavaldamente il giubbotto. La tuta è del tipo desertico, color sabbia macchiata; al braccio l'insegna con scritto Tchad, forze italiane. Non hanno vinto, osservo allontanandomi verso i giornali, e adesso si sorridono occhi negli occhi. Le dita dell'uomo carezzano i capelli della bambina, adesso. La donna gli sta dicendo qualcosa.
Dieci minuti dopo, sul treno per Roma, ho rivisto il soldato mentre stava salendo sul vagone. Butta dentro la borsa, si volta a riabbracciare la bambina. Sua moglie dice ancora qualcosa, che però si perde fra gli strilli. Ha cominciato a piangere esattamente ora, disperatamente, appena il soldato ha posato il piede sul primo gradino. La mamma la tira a sè, il soldato sale. Gli sportelli si chiudono, il treno parte. "Permesso" dice educatamente il soldato, spingendo la borsa davanti a sè sul predellino. E' uno sui venticinque con una faccia seria per la sua età, da figlio di contadini di Caltanissetta o Niscemi..
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Quando si rompe il muro del silenzio
In questo mondo alla rovescia i pregiudicati siedono sul banco dei relatori, e chi prova a ricordare i loro trascorsi viene fermato e minacciato. Un gruppo di ragazzi con telecamera ha avvicinato Vittorio Sgarbi in un evento pubblico gridando che un condannato per truffa (e per diffamazione al giudice Caselli) non ha l'autorità morale per rappresentare i cittadini.
Già a Bologna a maggio qualcuno aveva ricordato a Sgarbi i suoi trascorsi; stavolta gli è successo ad Agrigento. Anche stavolta, come a Bologna, Sgarbi ha provato a impossessarsi della telecamera che lo riprendeva, e anche stavolta le immagini sono state salvate dall'"attacco sgarbato" e consegnate alla pubblica visione in rete. Stavolta ci ha pensato anche Blob a divulgare le immagini del ventiduenne Giuseppe Gatì che grida in faccia a Sgarbi "Viva Caselli! Viva il Pool Antimafia!" mentre viene strattonato e allontanato dal tavolo dei relatori, dove Sgarbi inizia a schiumare di rabbia.
I retroscena sfuggiti alla telecamera sono stati descritti dallo stesso Gatì sul suo sito: "Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell'ordine e cerca di perquisirmi perché vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non può farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata, dove la polizia mi prende documenti e telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n'era uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi dicono no. Mi identificano e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell'ordine e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un'ora e mezza mi congedano con questa frase: Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro".
Ma Giuseppe è ancora in rete, dove ha reagito alle intimidazioni scrivendo che "la Sicilia è scomoda, ma viverla è possibile con orgoglio antico e altero".
Le bastonate prese dai cittadini dell'India guidati da Gandhi hanno rivelato la vera natura della violenza coloniale inglese: è l'"effetto Dracula" della lotta nonviolenta, che toglie al potere violento la sua maschera pulita e rispettabile, per farlo crollare quando le sue azioni sono portate alla luce del sole. Lo stesso meccanismo liberatorio viene applicato da tutti i cittadini che esercitano il loro diritto a produrre informazioni in rete, rivelando quello che i salotti buoni televisivi non avranno mai il coraggio di mostrare: la "macchietta Sgarbi" sdoganata da Costanzo, che perfino Santoro porta in studio per dare un po' di "pepe" al suo programma, non è altro che un rabbioso pregiudicato capace di scagliarsi contro chiunque gli ricordi i suoi trascorsi con la giustizia.
Una nuova generazione di contestatori preferisce l'incontro diretto con il malgoverno davanti alle telecamere allo scontro diretto con le forze di polizia davanti ai blindati. Non lasciamoli soli e aggiungiamo la nostra voce al sonoro delle riprese tutte le volte che qualcuno proverà a intimidirli, minacciarli o arrestarli solo per aver esercitato il loro diritto alla libera espressione gridando ad alta voce quello che molti di noi si limitano a pensare in silenzio.
[carlo gubitosa]
Info: www.lamiaterraladifendo.it
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E stiamo civilizzando l'Afganistan
Solo 382 feriti e un morto per la battaglia di Capodanno (botti, pallottole, ecc.) in Italia. Un 24enne ucciso per essersi affacciato al balcone a mezzanotte a Napoli, un 46enne grave (pallottola vagante) a Salerno, tre feriti per arma da fuoco nel milanese.
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La mucca-pazza dei vigili
Si estende l'epidemia fra i vigili italiani. Dopo i casi di Parma e Napoli (ragazzo e giornalista picchiati, per pelle scura e per domande scomode in conferenza-stampa), la mucca-pazza dei vigili comincia a colpire anche in Sicilia. Ne ha fatto le spese un ragazzo di Agrigento che in una cerimonia locale (sul recupero delle ragazze traviate o qualcosa del genere: c'era Sgarbi) s'è messo a gridare "Viva Caselli". I vigili lo pigliano, lo menano e se lo portano via.
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L'asociale
Cagliari. E' stata scarcerata ieri Tiziana Concu, 43 anni, arrestata - come i lettori ricorderanno - l'altra settimana a causa di una forte somma di denaro trovata casualmente per la strada. Il denaro, 160mila euri, era contenuto in una cassetta dimenticata davanti alla cassa continua della filiale del Monte dei Paschi di via Tuveri. La donna, senza pensarci su, ha portato la somma ai carabinieri che sono riusciti a risalire al proprietario (responsabile di una ditta di Cagliari) che s'è visto restituire il piccolo tesoro. Da quel momento sono cominciati i guai per la signora: "Ma come, lei trova i soldi così e li restituisce?". "Ma chi si crede di essere?". "La gente rischia la galera per centomila euri di mazzetta e lei ne restituisce 160mila così, come se niente fosse!". Alla fine è stata incriminata per propaganda sovversiva, comportamento sospetto, oltraggio alla classe politica e istigazione all'eccessiva osservanza della legge. Ieri sera il gip le ha concesso la libertà provvisoria in attesa di processo.
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Sciabola
< À Ryad, le ministère de l'Intérieur a rendu publique la décapitation au sabre de deux Saoudiens, le 26 décembre. Condamnés à mort, ces deux homosexuels ont vu leurs noms publiés dans la presse du Royaume wahhabite. Ils ont été accusés d'être entrés dans la chambre d'un homme alors qu'il dormait, de l'avoir attaché. Depuis mars 2008, en effet, des centaines de présumés homosexuels ont été arrêtés. Cet été, 55 jeunes hommes ont été interpellés par le "Comité pour la propagation de la vertu et la prévention du vice", lors d'une «soirée dansante ». Fin 2007, deux hommes ont été condamnés à 7.000 coups de fouet. Le crime de sodomie est passible de peine de mort en Arabie saoudite >
[A Riad, il ministro dell'interno ha reso pubblica la decapitazione con sciabola di due sauditi, il 26 dicembre. Condannati a morte, questi due omosessuali hanno avuto i loro nomi pubblicati sulla stampa del regno wahabita. Sono accusati di essere entrati nella camera di un uomo che dormiva e di averlo attaccato. Dal marzo 2008 in effetti centinaia di presunti omosessuali sono stati arrestati. Questa estate 55 giovani sono stati interpellati dal Comitato per la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio" all'uscita di una festa danzante. A fine 2007 due uomini sono stati condannati a settemila colpi di frusta. Il crimine di sodomia è passibile di pena di morte in Arabia saudita]
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Audience
Diminuisce quella di Benedetto XVI. Le presenze alle udienze papali (Auditel?) fra il 2006 e il 2008 sono passate da 3,2 a 2,2 milioni. "Non sono una rockstar", ha opportunamente precisato il Papa. Purtroppo il calo di audience si accompagna con quello delle finanze vaticane, e se il Vaticano fosse Rai o Mediaset adesso ci si chiederebbe chi mandare in prima serata.
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Secessione
Dopo la Padania, tensioni anche con la Città del Vaticano, che da quest'anno non recepirà più le leggi italiane. "Troppe, farragginose, a volte anche sbagliate". Restano buoni i rapporti con San Marino.
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Rifondazione
Ho conosciuto in passato Nichi Vendola, che è stato un buon corrispondente dei Siciliani e un ottimo e coraggioso membro della Commissione Antimafia. Non conosco personalmente Paolo Ferrero, che però mi sembra un compagno onesto e buono (è valdese; è stato il miglior ministro di Prodi). Non ho titolo per intervenire nella loro contesa - si tratta di argomenti in cui essi certamente ne sanno più di me - anche se dall'esterno mi sembra che le divergenze, tolti gli elementi emotivi, non siano poi così incolmabili. Come comunista da quarant'anni, e da trenta impegnato nella lotta alla mafia, mi permetto però di ricordare a entrambi che mentre loro si spaccano noi, quaggiù, combattiamo.
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Sapere e non volere
Mauro wrote:
< Abito qui a Catania da circa trenta anni e l’ho vista sprofondare nella totale indifferenza o meglio connivenza, a volte consapevole a volte no. C’è qualcosa in questa città che possa far pensare ad un posto evoluto? Io non riesco a coglierla, forse perché accosto termini di paragone molto distanti, o forse perché non ho mai sopportato la maleducazione. Un’informazione veramente libera e indipendente è necessaria ma non sufficiente. Credo che i Catanesi sappiano come stanno le cose ma non hanno interesse a cambiarle perché si sono assuefatti >
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Alla fiera (autogestita) del quartiere
Sonia Giardina, I Cordai (Catania), wrote:
< Con grande successo qui a S.Cristoforo si è conclusa la fiera natalizia del risparmio solidale. Migliaia di persone, nei turbinosi giorni di dicembre, hanno invaso il nostro mercatino a caccia di vestiti nuovi di fabbrica, capi di ogni fattura per donna, uomo e bambino. Il Gapannone si è animato di visitatori che, a frotte, si sono incrociati per curiosare e frugare negli stand colorati e sui banchi stracolmi. Una novità assoluta in un momento in cui arrivare a fine mese è per troppe famiglie una lotta per la sopravvivenza. È stata una novità assoluta sì, ma al tempo stesso l’ennesima iniziativa sociale promossa dal basso che esprime la voglia del nostro quartiere di combattere il degrado e l’abbandono a cui ci affida l’incuria di chi governa.
Il mercatino si è rivelato anche un modo originale di vivere momenti di aggregazione sociale che consentono di pensare la città nella sua dimensione unitaria di crescita collettiva e di scambio culturale. Riproporremo la fiera nei mesi primaverili in un capannone che speriamo possa essere ancora più ospitale grazie ai lavori di pavimentazione che partiranno anche col ricavato delle vendite >
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Diventare grandi
Anna Pascuzzo wrote:
< Molti anni fa qualcuno, mi pare un vecchio dirigente con la barba dell'allora Pds mi disse: "Anch'io alla tua età avevo tanta voglia di lottare, ma poi si cresce e si diventa grandi e all'entusiasmo della lotta subentra la responsabilità!". Ricordo ancora l'effetto che mi fecero quelle parole, fui attraversata da brividi in tutto il corpo. Beh, da allora sono trascorsi più di dieci anni e molti di noi sono diventati "grandi" ma lottare per i diritti lo facciamo ancora. Buon anno! >
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Lavori in corso
Mirko Viola <diablo310@msn.com> wrote:
< Dopo l'incontro-dibattito di lunedì 5, prosegue il percorso comune dei giornali di base catanesi con il primo laboratorio che si terrà mercoledì 14 gennaio ore 20.30 presso la sede di CittàInsieme, in via Siena 1. Il tema che affronteremo insieme sarà "Dalla carta stampata al web, tecniche di impaginazione nei nuovi media. A mercoledì, Mirko >
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Alle due anime di Rifondazione
B.B. wrote:
< Qui giace sepolta
Rosa Luxemburg
Un'ebrea polacca
Che combattè in difesa dei lavoratori tedeschi
Uccisa
Dagli oppressori tedesci. Oppressi,
Seppellite la vostra discordia! >
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-- effettuare ricarica telefonica (Tim) su 333.7295392.
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19.1.09
CARTA STAMPATA GIORNALI E GIORNALISTI
dal blog di rosdrudidurella: http://www.diteloame.splinder.com

Carissimi amici blogger,
Colpita dal grande " degiavù" vado a controllare la data riportata per essere sicura di non averne preso uno "scaduto".
Riflettendo capisco il motivo di tale sensazione. Oggi in rete le notizie arrivano prima che sui giornali, ma sono mera cronaca, la notizia in sè punto. I tg delle varie tv (ne abbiamo una vasta scelta dal satellite, alla tv generalista, alla tv digitale terrestre a quelle regionali ed alle tv piccole di quartiere o cittadine). ll giorno dopo sui quotidiani leggiamo le stesse cose appena viste nel tg della sera precedente.
Una domanda mi solletica mente e orecchie come fosse suggerita da una coscienza maliziosa, la mia.
Se oggi i direttori dei vari quotidiani italiani, lamentano la crisi di vendita degli stessi, e se i pochi lettori che li acquistano, poi si ritrovano notizie "già vecchie", allora perchè il quotidiano non torna a fare quello che dovrebbe da sempre e che una volta sapeva fare benissimo?! ....
Il quotidiano può, a differenza dei tg e della rete, approfondire gli argomenti uscendo dalla cronaca spicciola e fine a se stessa. Con tutti i giornalisti che abbiamo, molti dei quali eccelsi, perchè non tornare all'indagine sui fatti più scottanti ed anche su quelli poco noti, all'approfondimento serio, portando a galla situazioni sconosciute, celate e non chiare o capite ?!.
Una volta questo era l'abc di un quotidiano, mentre oggi oltre a trovare insopportabili sgrammaticature nei testi (non esiste più il correttore di bozze e si vede), passate per errori di battitura, si legge negli articoli ( a parte le rare eccezioni) superficialità e sciatteria.
Troppo spesso si nota la scarsa conoscenza di chi scrive in merito all' argomento, e che invece d'informarsi in modo serio, ha solo cliccato su google, la domanda lecita è, " Ma non esiste più un criterio per assegnare la scrittura dei pezzi privilegiando chi ne sa o ne è specializzato?"
Non voglio entrare in un territorio che non mi appartiene, ma solo esprimere un pensiero da lettrice, mandarndo un consiglio ai vari direttori di giornali che seguono la rete in modo attento. Invece di "rapinarla" per idee e quant'altro con la scusa che si fa prima.
Se si vuole tornare ad una vendita ampia dei quotidiani e quindi conquistare nuovi lettori, con larghe fette nel bacino dei giovani, si devono cambiare le logiche.
Scrivendo articoli che siano tali per esperienza e competenza di chi li scrive con approfondimenti fissi, indagini, dove il giornalista può dire o suggerire il suo pensiero o insospettire e alzare polveroni dovuti su fatti veri e non da gossip.
Che gli stessi (i giornalisti) vengano scelti e messi nelle condizioni di lavorare liberamente, per meritocrazia e non per altre vie. Che si crei una concorrenza a botte di eccellenza tra un quotidiano e l'altro grazie agli articoli firmati dai giornalisti, concorrenza positiva che spinge noi lettori a leggerli per vedere cosa ne pensa l'altro cosa ha scritto ecc.
Ne abbiamo tante di penne doc, usiamole.
Fin quando i quotidiani resteranno a bordo del ring mediatico per elemosinare brandelli di notizie già smunte, il destino della stampa sarà segnato e questo in un paese che si definisce democratico, non deve mai accadere! Non so se si è capito, ma amo la carta stampata, e se chi ne è ai vertici , l'affossa, la puzza di marcio dilaga. Oggi molti giornalisti aprono un blog per poter scrivere e dire quello che sul giornale non gli è più permesso.
Sempre perchè pensiamo di vivere in un paese "democratico", che sceglie per convenienza e mai per merito, che affossa chi è capace e premia gli asini nel nome del proprio interesse.
so bene che quanto ho scritto nell'ultima riga vale oggi, anche per tutti gli altri lavori, ma l'informazione e l'approfondimento fanno parte della cultura di un popolo e del loro futuro.
Buon inizio settimana a tutti,
Rossella
Senza titolo 1173
Alba
Il Signore della luce tinge di rosso
la notte blue al suo risveglio
nei prati dilaga un brivido di gioia
china su sé stessa in umile preghiera
muta
la natura volge il suo sguardo al cielo
le margherite gialle
le viole
aprono il loro cuore al nuovo giorno
ora
quale armonia
uomo
e tu
il mandorlo del tuo giardino
minaccioso
protende i suoi scheletriti rami
vizi antichi
moderni peccati
al cielo
vanamente
la superbia ha cancellato il sole
Pietro Atzeni
18.1.09
Il giorno di H.
Lo chiameranno l'Obama-day anche qui, e ormai siamo rassegnati a questi anglismi, frutto forse più di noia che di servilismo. Ma io continuo a evocare quel suo secondo nome, anzi, la sola iniziale, anche perché per noi italiani è misteriosa, muta come la "e" (non accentata) dei francesi e tuttavia in certo senso strana, esotica.
ripeto, per me le ragioni profonde dell'ostilità nei suoi confronti devono ricercarsi altrove". Lidia Ravera aveva scritto a questo riguardo, subito dopo la vittoria di H.: "Una presidente donna sarebbe stata nuova; ma non era nuova lei, Hillary". "Condivido. Credo invece che il ruolo di Segretario di Stato sia più indicato per una politica navigata come lei".Putti per voi
Immagini di franca bassi , antico pannello, Putti.
Il putto è un termine che nel campo dell'arte indica un bambino nudo, quasi sempre di sesso maschile e spesso raffigurato con le ali. Oggi, speravo di trovare qualcosa di bello per voi nel bosco, ma, il tempo non mi ha permesso di camminare nella natura. Ho preso dellle immagini di quadri, che sono nel mio casale, nella antica terra dei Sabini. Queste tre immagini, sono un pannello unico, a me piace, non conosco l'autore, mi è stato regalato da un caro amico.Franca Bassi
anche se voi .....
La crisi di Giulio
C'era la crisi e la crisi piano piano crea silenzio, tanto silenzio. A volte Giulio scendeva in strada a passeggiare un po' e si rendeva conto che nessuno aveva più voglia di stare in giro. Risparmiavano, anche sui passi. Giulio però non ci stava, non voleva arrendersi alla crisi. Giulio arrotolò con le mani la carta del fornaio, quella stessa carta in cui erano state avvolte le sue due ciabattine di semola, la arrotolò a mo' di megafono. Uscì per strada e, parlando nel megafono, attento a non strozzarsi con qualche briciola sopravvissuta alla sua fame, invitò i suoi compaesani ad uscire dalle case, li invitò a partecipare a una specie di festa in strada. Da principio non ricevette risposta poi qualcuno si degnò di mettere dei passi fino alla finestra e, chi in malo modo chi più gentilmente ma con aria scostante, declinarono tutti l'invito. Sconsolato Giulio torno a casa. Mentre avanzava nell'ingresso udì il trillo fastidioso e insistente del telefono. Andò a rispondere con l'espressione stanca. Si sentiva tradito dal paese, dalla gente con cui fino a quel giorno aveva condiviso sorrisi, giornate, cene e banchetti. L'avevano preso a persiane in faccia.
"Pronto?"
Dall'altra parte del telefono Giulio distinse chiaramente un singulto.
"Giu..Giuu..Giuulioo, scusami se ti disturbo a quest'ora..."
"..."
Giulio non aveva ancora ben chiaro con chi stava parlando, aveva solo capito che era il preambolo ad una cattiva notizia.
"Giulio, sono la zia... ascolta, non esiste un modo migliore per dirlo... zio è morto. "
SDENG. Giulio percepì nella testa il suono metallico equivalente a quello di una badilata e si sedette tramortito in terra. Aveva ancora l'orecchio attaccato al ricevitore del telefono quando si rese conto che la zia continuava a parlare.
"Zia, zia, scusa... mi dispiace, ma come... stai?" Per un attimo si stava lasciando sfuggire un 'Come è successo?' ma mentre lo pronunciava si sentì un verme, uno di quelli cresciuti con Porta a Porta e la fastidiosa voce di Vespa che nelle orecchie ripeteva: "Sì, ma quanti morti? Quanti feriti? Cosa è accaduto?". Decisamente indelicato. La zia naturalmente riprese a parlare, sembrava un fiume, sembrava che nessuno glel'avesse chiesto prima di suo nipote. Le parole galoppavano, l'una dietro all'altra, veloci, precise, ordinate, sembrava che stesse leggendo invece si sfogava. E Giulio reggeva l'urto della sofferenza altrui, pazientemente, quasi fosse la sua vocazione, ascoltava. Avrebbe voluto fare di più ma in gola sentiva crescere un groppo che gli impediva di deglutire senza provare una fitta allo stomaco. Sentiva il magone allargarsi a tutta la pancia, crescergli dentro e poi salire su fino a condensarsi in pesanti lacrime. Gli restarono sull'uscio degli occhi, non vennero giù, almeno quel giorno, se ne restarono lì a rammentargli che le cose non andavano bene. Quando chiuse quella strana telefonata senza saper cosa dire, senza aver il coraggio di riattaccare per primo, si accasciò. Perse tutte le forze.
Mi girava la testa, con gli occhi lucidi continuavo a cercare di mettere a fuoco le mani che si tormentavano cercando una risposta. La risposta al perché tutto mi andasse così male, la risposta al perché proprio a me, la risposta alla tristezza, al senso di colpa che provavo nell'esatto istante in cui pensavo alla mia tristezza e non a quella della zia, la risposta ai miei stentati tentativi di dialogo al telefono. La testa si faceva sempre più pesante e avevo bisogno di respirare a pieni polmoni. Così uscii in strada e una volta in strada sentii chiara la necessità di correre e mentre correvo mi fu immediato chiudere gli occhi, allargare le braccia e lasciare che dalla mia bocca uscisse un suono rauco e persistente. Continuai a urlare con la stessa intensità per tutta la mia corsa, anche quando incespicavo, anche quando andai a sbattere contro il lampione, anche allora, non mi fermai che un attimo per accorgermi che piangevo e ripresi a fuggire dalle responsabilità, dalla crisi, dalle crisi.
[ comunicazione di servizio ] sarò assente per tre giorni
celebrare o non celebrare questo è il problema
da MarinaCaffiero, docente di storia moderna all'università di Roma La Sapienza, presenta il libro scritto con Micaela Procaccia per la Donzelli editore. "Vero e Falso - L'uso politico della Storia" alla trasmissione "Diario Italiano" di Corrado Augias, in onda dal Lunedì al Venerdì alle 12 e 45 su Raitre. La puntata in questione andata in onda il 2 gennaio è visionabile per intero sul sito http://www.lestorie.rai.it/
Note a margine
1 ) it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria
www.ucei.it/giornodellamemoria/index2.htm
2 ) it.wikipedia.org/wiki/Foibe
www.lefoibe.it/
www.10febbraio.it/home.htm
Pace Mondiale avverrà!

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Scoppio assordante
…
Paure
che escono da fumo,
ossigeno mancante
barcolli
in fiumi di sangue,
fardelli d’abiti
con corpi senza vita;
m’avvolgo il viso
con mani tremanti
sgomento, rabbia
piango
NO.
Basta!
Gioco dei potenti
la guerra!
Insaziabili
sono le tasche
avidi i cuori
le menti anestetizzate
dal poter territoriale.
Soprusi catene,
bugie:
non è così
che si dona la libertà.
Far da padrone in ogni
dove cammini,
imporre proprio credo
propria parola.
Il ritiro dai territori
occupati
è la vera libertà.
Ogni popolo deve
avere diritti e doveri.
Interscambio, dialogo
solo così
Pace Mondiale avverrà!
17.1.09
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