| foto simbolo in quannto sono del 1976 e non nel 1968 |
Più mi avvicino ai 50 ( mancano 35 giorni ) mi viene la nostaglia degli anni 80\90 . Soprattutto in cose che per motivi di salute all'epoca i fabici cioè chi ha
Il favismo è la carenza o la riduzione della funzione di un enzima (sostanza in grado di accelerare e facilitare le reazioni chimiche dell’organismo) chiamato glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD).Il favismo è il più comune difetto enzimatico umano, presente in oltre 500 milioni di persone nel mondo e 400 mila in Italia.La riduzione o il malfunzionamento dell’enzima (enzimopenia G6PD o deficit di G6PD) comporta il rischio, in determinate condizioni, di comparsa di una anemia acuta non immune: ovvero la distruzione improvvisa dei globuli rossi. Il G6PD, infatti, è contenuto per la maggior parte all’interno di queste cellule del sangue.
erano esclusi dal servizio militare . E quindo l'unico ricordo che ho in merito è quello della visita di Leva a Cagliari . Una delle prime volte che uscivo oltre i 40 km da solo e per più giorni .Ad alimentare tale nostalgia oltre i ricordi diretti ( la visita di leva con la golidardiia e il nonnismo temperato dei militari che dovevano assisterci ) indiretti ( chi l'ha fatto e chi lo ha evitato, chi ha subito il nonnonismo \ il bullismo duro ) ci pensano gli account e i gruppi social . In questo caso quelllo di ( da me recentemente intervistato a prosito di Paninari per il nostro blog )
corridoio 💌 piuttosto che una lettera riletta troppe volte 🥺La leva non è stato solo imparare cos'è la disciplina e gli ordini scanditi 🫡 la Leva è stata soprattutto l'attesa... ⏳ quella di tornare a casa e di rivedere un volto familiare in divisa si impara presto che la forza non è non avere paura 😱 ma andare avanti nonostante quella paura 😰 la paura di non essere all’altezza o di perdersi e di cambiare senza accorgersene...Molti hanno conosciuto un’angoscia silenziosa che è difficile da spiegare a chi non c’era 😉 un nodo allo stomaco al momento dell’alzabandiera seguito da un senso di vuoto la domenica pomeriggio quando il tempo libero non bastava a colmare la distanza da casa 🏠 eppure in mezzo a tutto questo nascevano legami strani e profondi 🤝 amicizie fatte di sguardi e di sigarette condivise 🙆 di risate improvvise che servivano a non crollare 🙇Il servizio di leva ha tolto qualcosa senza dubbio 🤔 mesi di libertà e spensieratezza 😊 ma ha anche lasciato un segno sottile e indelebile perchè ha insegnato che la fragilità non è una colpa e che dentro ogni uniforme batte un cuore che sente soffre e spera 🙄Quando tutto finisce e si torna civili resta una strana malinconia 😢 non per la vita militare in sé ma per la persona che si è stati in quel tempo sospeso 🕰️ un ragazzo costretto a crescere in fretta e che ha imparato a resistere 💪 forse è proprio questo il lascito più profondo di quell'anno 🤔 quindi non il ricordo delle armi o degli ordini 😐 bensì la consapevolezza di aver attraversato la paura e di esserne usciti in silenzio un po’ più uomini 🤨Trasmettere queste sensazioni oggi non è semplice... non si può spiegare a chi è nato con le videochiamate e le connessioni 🌎 dove tutto è più sempilce e sembra più vicino... l'attesa del Gettone che cade e la chiamata di quei pochi minuti per ascoltare una voce familiare sono ormai solo un lontano ricordo... dove la realtà era totalmente differente da quella odierna 📞