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14.5.07

Senza titolo 1827


  dal  cdv  esterno  ( quyelli che non hanno   un account    o non sono  registrati  qui su splinder  ) mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it
 apprendo   questa iniziativa 


So che si può vivere / non esistendo, senza una speranza tra questi escrementi che possa esaltarmi ad una nuova impresa. So che si può esistere / non vivendo, con la folla intorno a dire ormai trascorso il tempo delle rivalità, lasciandoti senza scampo in questo labirinto di gole spaccate. So che non c’è fuga possibile né rivolta che possa dispiegarsi tra queste pietre, io rassegnato comunque alle narici ricolme di fango, pena inflitta come esecuzione da un carnefice che se ne sta in sordina. So che si può morire consumati da una febbre che non finisce mai, senza che nessuno ricordi quello che sei stato, trucco o abbraccio, promessa velenosa o storpio legato ad un palo, io che per essere credibile ho cercato insensatamente la mia rovina. So che a furia di stare fermo qui sono diventato io stesso una zolla di terra, una creatura della roccia, che tra uno strepito e l’altro del vento svela a se stesso il vero nome delle cose, la frode e le stragi, il dominio e l’abitudine che rende sordi alle sue logiche di morte - perché so che è la morte ad apparire in questo teatro, ma so anche che dietro nascosto nell’ombra c’è qualcun’altro tutto intento a tessere lo spirito dell’epoca. Ora torno al mio ruolo, muovendo i piedi, come tremando col corpo, accompagnato dal suono di questo fardello, io attore per nulla, scelto a caso dal carico di merce umana. Siamo in tanti e il più impresentabile / di tutti, perché gli altri almeno collaborano, / io, a sputare sul mondo.


Da La lingua recisa (il tragico monologo di Calibano), che andrà in scena sabato 26 maggio a Imola, ex Osp. Psichiatrico dell’Osservanza.

SIC - Scrittura Industriale Collettiva


Cari amici,
dopo la presentazione al Litcamp collaterale alla Fiera del Libro di Torino,
annunciamo anche in rete la nascita della SIC, scrittura industriale collettiva.

Il proposito che si nasconde dietro un nome volutamente provocatorio è trasformare la scrittura collettiva in una prassi, qualcosa che non si limiti a tentare di imitare in modo efficace la scrittura individuale, ma in un processo creativo di ordine differente, con obiettivi differenti.

Il nostro obiettivo è creare tanti gruppi di scrittura autonomi (noi ne coordiniamo già due) e scrivere (creando un gruppo molto grande) un grande romanzo collettivo (da settembre in poi). Questo annuncio, quindi, è anche un invito. A partecipare, a discutere: la scrittura collettiva è giovane e ha bisogno innanzitutto di una prima rivoluzione industriale.
Chi partecipa a un blog collettivo ha senz'altro dentro di sé il germe della scrittura collettiva, la voglia di amalgamarsi con le altre menti non solo in un luogo virtuale ma anche nell'atto creativo.

Il sito è www.scritturacollettiva.org

Gli obiettivi che vogliamo perseguire con questo progetto APERTO sono TRE:

- Aprire il dibattito sulla scrittura collettiva in Italia (e sulla scrittura collettiva in generale)
- Creare una rete di persone interessate ai temi della condivisione del sapere e dell'arte partecipativa (e una rete di piccoli gruppi che scrivano opere collettive)
- Scrivere (a settembre) un grande Romanzo Aperto, da centinaia di autori, che sia innanzitutto un buon libro.


A voi,
Sarmigezetusa (Vanni Santoni) & PeterPoe (Gregorio Magini)

Senza titolo 1826




















Rignano: liberi i bianchi
Cpt per il "negro"


 


Tutto ciò
non è forse
fascismo?


 


Piero Sansonetti da Liberazione del 13-05-07
Noi non ci siamo occupati della scuola di Rignano. Quella al centro dello scandalo giornalistico-giudiziario di questi giorni. Sapete tutti cos'è successo: qualche settimana fa hanno fatto una retata di maestre, bidelli e amici vari delle maestre e dei bidelli, e li hanno sbattuti tutti in galera accusandoli di essere un branco di pedofili. Alcuni di loro hanno avuto le celle assediate giorno e notte dagli altri carcerati che li insultavano e minacciavano di pestarli. Poi si è scoperto che non era vero niente, neanche uno straccio di indizio: liberi. Il motivo per il quale noi non abbiamo mai scritto su questa vicenda è che - a naso - abbiamo sempre avuto la sensazione che fosse una montatura. E preferiamo, in genere, non cadere nelle trappole.
Oggi però voglio raccontarvi un dettaglio di questa vicenda, che è sfuggito quasi a tutti (ne ho letto solo su "Repubblica"). Quando hanno finalmente aperto le porte del carcere ai sei arrestati, li hanno divisi in due gruppi: un gruppo di cinque persone e un gruppo di una sola persona. I cinque erano bianchi, il sesto era un po'"negro". Cingalese. Lui non è potuto tornare a casa, lo hanno mandato al Cpt. Sapete, credo, cosa sono i Cpt: campi di concentramento per stranieri clandestini. Rebibbia è un discreto carcere - specie ora, dopo l'indulto - il Cpt è un inferno. Il benzinaio cingalese innocente ha subìto un danno dalla decisione del giudice che ne ha riconosciuto l'innocenza: è finito in un girone peggiore di quello della prigione.
Voi adesso potete stare anche due ore a spiegarmi che purtroppo è così, che la legge è quella, che per modificare la Bossi-Fini ci vuole un po' di tempo, che Kelum Weramuni de Silva (si chiama così il benzinaio di Rignano) aveva il permesso di soggiorno scaduto, che la legalità è un valore superiore, altissimo supremo e che va rispettato, eccetera, eccetera eccetera. Io non vi sto a sentire: da estremista quale sono ripeto quello che ho scritto qualche giorno fa: a me tutto ciò sembra frutto di una mentalità razzista, totalmente razzista, e nella sostanza fascista. Dicono tutti che sbaglio le parole, che non è bene dire fascista: il Cpt però mi ricorda troppo il confino dei tribunali speciali di Mussolini. E in fondo, Ustica o Ponza non erano peggiori delle stamberghe di Porto Galeria, dietro il raccordo anulare di Roma.
Perché non si solleva una gigantesca protesta intorno a questo episodio, francamente paradossale e infame? Ve lo spiego: perché è in corso una monumentale campagna, nella quale sono impegnati anche uomini politici chiave del centrosinistra e grandi giornali democratici, volta a dare base di massa e legittimità culturale al nuovo razzismo.
Ho letto ieri l'articolo di Miriam Mafai, su "Repubblica", e sono rimasto di ghiaccio.
M iriam è una grandissima giornalista, la considero una delle due o tre persone dalle quali ho cercato di imparare qualcosa di questo mestiere. Ma perché anche lei - che è di sinistra, che è liberale - si allinea a questa orda, messa in movimento con quella lettera sciagurata di un lettore un po' fesso? Non riesco a spiegarmelo. Possibile che non capisca che legalità non vuol dire proprio un fico secco difronte a una società dove c'è chi gudagna 7 o 8 milioni di euro all'anno, e chi ne guadagna 10.000? Possibile che non capisca - senza andare a questi estremi - che nella metà di questo pianeta con il mio stipendio (e il suo penso che sia più grande) vivono 100 persone?
Diceva il lettore di "Repubblica": «oddio, una ragazza nera non si è alzata in autobus davanti a una vecchietta, e io l'ho dovuta buttare giù dal bus... oddio ho visto uno scippo... oddio, una zingara sporcava...". Nessuno che gli abbia risposto: «non è illegale restare a sedere, è illegale buttare giù dal bus: sì sei razzista e basta, e hai anche commesso un reato». No, tutti a fargli i complimenti. E tutti a dire, a chi obiettava: «se ti capitasse a te di passare una giornata in autobus con gli albanesi e i rom!»
Io vi do un consiglio (lo do anche alla mia amica Miriam): passate mezz'ora, solo mezz'ora davanti a un semaforo, dove delle ragazze puliscono i vetri e chiedono le elemosina; e ascoltate le reazioni e i commenti dei bianchi. Poi tornate davanti alla tastiera e scrivete un articolo: vedrete che vi verrà diverso, molto diverso da quelli scritti in questi giorni...
13/05/2007  da Liberazione

Senza titolo 1825

Dopo questa news (   di cui riporto  sotto l'articolo )  , e la bellissima poesia  di sephiroth777 ,ovvero lo sfruttamento  sessuale da parte di una mman   di una ragazza  di 12 , sono ancora  di più convinto  che  accorre  visto  la sua impossibile  eliminazione  data la sua antichità  e il suo essere cosi radicato  della legalizzazione   e  il controllo da parte  dello stato   come avviene  nel nord europa  .






 Dallla  nuova sardegna  del 14\5\2007

 SASSARI. I clienti facevano la fila per avere un rapporto con quella ragazzina dalla pelle nera. Guardata a vista dalle colleghe, lei si vendeva ogni sera nella zona industriale di Sassari. Il 26 aprile, quando i carabinieri bloccarono una prostituta evidentemente più piccola dei diciotto anni dichiarati, a Predda Niedda ci fu il fuggi fuggi generale di uomini in cerca di sesso e donne in vendita. I medici hanno stabilito che la ragazza, da allora ospite in un centro di accoglienza, ha solo quattordici anni. Una inchiesta della Procura di Genova, che oggi approda in udienza preliminare, svela inediti e agghiaccianti retroscena della storia. La giovanissima, infatti, è la stessa che, secondo le accuse, due anni fa venne venduta a una maman. A soli dodici anni, Leonore sarebbe stata una delle tante schiave del sesso costrette a battere il marciapiede per ripagare i padroni che le portano in Italia. Sono sedici gli imputati di riduzione in schiavitù, compravendita di persone e favoreggiamento della prostituzione.
La maman aveva paura di lei, anche se non lo avrebbe mai confessato. Non in sua presenza. Il fatto è che la maman temeva che Leonore fosse una strega. Altrimenti dove trovava, lei così minuta, la forza di gelare chi la picchiava con uno sguardo impavido? E poi, perché riusciva a starsene ostinatamente seduta in disparte, senza degnare di uno sguardo i clienti, quando la sua padrona la mandava a battere il marciapiede? Meglio liberarsi alla svelta di quella ragazzina che prima di partire dalla Nigeria aveva fatto il giuramento voodoo di fedeltà, però non sembrava particolarmente impressionata dalla minaccia che il dio Ogun potesse incenerirla.
 Così, nel novembre 2005, Leonore venne venduta per poche migliaia di euro a un’altra maman che aveva bisogno di carne fresca da far prostituire tra i capannoni di un’anonima zona industriale. A Sassari, in Sardegna. Un posto come un altro per Leonore, che qualcuno aveva prelevato nella capanna di un villaggio in Nigeria.
 Ma, anche nella città sarda, la piccoletta diede filo da torcere alla nuova padrona. «Tua figlia è arrogante - tuonò un giorno, al telefono, la donna con la madre della ragazza -. Mi ha chiesto di poterti chiamare ma io, quando ero sotto la mia maman, mi mettevo in ginocchio per pregarla di chiamare i miei genitori». «Perdonala» implorò la madre che, evidentemente, sapeva bene cosa faceva Leonore per vivere. E però non poteva, o non voleva, fare niente per salvarla.
 Forse oggi le maman di Leonore avranno capito che la forza sovrumana di quella ragazzina era solo l’incoscienza dell’età. Perché Leonore, sottratta nei giorni scorsi dai carabinieri ai clienti in fila nella zona industriale di Sassari, ha solo quattordici anni. Quindi ne aveva dodici quando arrivò in Italia in aereo con un passaporto falso, un debito da pagare a chi l’aveva presa in consegna dai suoi genitori. Prologo precocissimo di una vita da marciapiede.
 Leonore potrebbe essere una delle tante schiave, comprate e vendute, trattate come un oggetto di carne viva in quell’imperscrutabile dedalo tracciato dai nuovi mercanti delle donne. Suoi connazionali, con protezioni altolocate in patria e il denaro sufficiente per comprare le ragazze nei villaggi sperduti e portarle in Italia con in tasca un documento falso. E un debito da pagare con il proprio corpo.
 La storia di Leonore è solo una di quelle che stamane, a Genova, saranno rievocate dal pubblico ministero Giovanni Arena in una udienza preliminare che vede sedici persone (quindici nigeriani e un italiano) imputate di riduzione in schiavitù, compravendita di esseri umani, violazione della legge sulla immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione. Tra queste persone ci sarebbe anche l’ultima padrona di Leonore - Faith Omokaro, 31 anni, nigeriana, residente a Sassari ma attualmente detenuta - e l’uomo che nel novembre di due anni fa andò a prelevare la ragazza al porto di Genova per portarla a Sassari. Qui, in un anonimo appartamento di via Lamarmora, il 28 giugno 2006 si chiuse un capitolo della storia di Leonore.
 Quella mattina, molto presto, arrivò la polizia con un ordine di custodia cautelare per Faith, firmato dal giudice delle indagini preliminari Maria Teresa Rubini. Fu la conclusione di una indagine aperta un anno prima della squadra Mobile di Genova. La coppia, difesa dall’avvocato Giuseppe Onorato, si difende negando le accuse.
 L’indagine, ora al vaglio della magistratura, offre uno squarcio inedito sulla tratta delle ragazze nere che ogni sera vagano nelle periferie cittadine. Relitti umani in balìa dei loro padroni e degli uomini che le comprano per pochi euro. Padroni in subaffitto.
 Leonore un anno fa venne identificata, come gli altri occupanti dell’appartamento, dalla polizia. Risultava ventenne, almeno dai documenti, ma sarebbe proprio la stessa ragazza fermata il 26 aprile scorso dai carabinieri in città. Dai controlli, anche sanitari, cui è stata sottoposta, risulta che la ragazzina ha solo quattordici anni.
 La storia di Leonore, così come viene raccontata nell’ordinanza di custodia cautelare e nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, è simile a tante altre ma aiuta a capire come funziona (o come funzionerebbe, avvertono gli avvocati difensori degli imputati, invocando doverosamente la presunzione di innocenza per i propri assistiti) lo schiavismo del terzo millennio.
 Nel novembre 2005 Leonore era a Genova da qualche mese ma la sua maman - Abiodun Egbor, 32 anni - si era stufata di lei. Una telefonata a Victor Osawaru, 30 anni, presunto capo delle maman, e la giovanissima viene «sistemata» a Sassari da Faith, che già de tempo chiede una nuova ragazza. Abiodun è felice di consegnarle la ragazza, ma chiede a Victor di farle fare un rito magico da un santone «perché si metta a lavorare, almeno con la nuova maman». L’«affare» viene concluso una settimana dopo. Al telefono, Victor suggerisce a Faith di telefonare alla madre di Leonore per informarla di averla comprata. Al telefono, Abiodun riferisce a Victor che la madre dell’adolescente è preoccupata per il sospetto di stregoneria che aleggia su sua figlia. La peggiore accusa, annota il gip di Genova, che possa essere mossa a una donna nigeriana.
 «Le ho detto che non dovevano parlare dell’accusa - spiega Victor alla maman -. Lei si è lamentata che in questo modo verrà sfruttata da due persone. Le ho detto che se la vendiamo o no, l’importante è che vada a stare bene dove andrà. Così ho detto a sua madre, che tu hai tolto un po’ dal suo debito... Hai capito?».
 «L’ho sgridata così - insiste l’uomo - e sua madre ha cercato di calmarmi. Le ho detto che non mi piacciono le cose senza senso, che la figlia non può parlare così. Ho detto alla madre cosa ha fatto per cui l’hanno accusata di essere una strega. Le ho detto che starà meglio dove andrà, perché lì fanno presto a estinguere... Vanno due volte a lavorare lì. Se è furba, andrà sia a quello di giorno che a quello della notte. La polizia non le controlla lì...».
 Invece a Sassari - almeno stando alle intercettazioni confluite nella ordinanza di custodia cautelare e poi nel fascicolo processuale - Leonore continua a mostrare un carattere ribelle. È Faith, sfogandosi al telefono con il suo compagno, a lamentarsi perché la ragazza avrebbe spedito soldi di nascosto alla madre. «La picchierò appena torna a casa» annuncia la donna a un’amica, anche lei maman, che le suggerisce di chiamare la madre della ragazzina minacciandola che le manderà dei ragazzi perché la violentino.
Nuovi problemi quando Leonore rifiuta di tagliarsi capelli e le unghie delle mani e dei piedi («è noto - scrive il gip Rubini - che occorrono per fare riti voodoo»). «Mi ha chiesto per quale motivo debba fare questa cosa - si sfoga la maman - e le ho detto che se non vuole farlo da sola ci penserò io, con le forbici, ma deturpandola». Al compagno, che le chiede di non picchiare più la giovane («tanto l’importante è che paghi il suo debito»), Faith annuncia di avere chiesto a suo padre, in Nigeria, di andare a prendere la madre di Leonore e di imporle il «giuramento» voodoo. In modo tale che nel caso in cui la figlia le dovesse inviare del denaro o le dovesse telefonare, di nascosto, Ogun (il dio del ferro) le ucciderà una alla volta. Perché Leonore è un problema, non porta niente dalla «strada», mentre le altre ragazze consegnano anche 1.500 euro ogni dieci giorni alla loro maman.
Faith non sa che le sue minacce, che non fanno presa su Leonore ma terrorizzano sua madre in Nigeria, sono ascoltate dalla polizia di Genova. Qualche settimana più tardi è lei a conoscere il ferro, ma delel sbarre in una cella.
A giudicare dall’inchiesta, la giustizia italiana sarebbe stata capace di scoprire i suoi «padroni». Ma, fino al 26 aprile, non sarebbe riuscita a liberare Leonore. Che, evidentemente, dopo l’arresto della sua presunta sfruttarice ha trovato un’altra maman. Qualche settimana fa, i carabinieri hanno sorpreso la ragazzina a battere a Predda Niedda. Per quella baby prostituta dallo sguardo fiero c’era la fila, hanno spiegato i carabinieri che l’hanno accompagnata in un centro di prima accoglienza per minori. L’unico momento magico per la bambina nigeriana che non ebbe paura di sfidare il dio Ogun.




PIANTO

Diluviano,
le cateratte al vetriolo,
circonfuse dallo squaglio
che stinge
su dolore concentrazionario:
focolare d'enigma,
un balenio minaccioso,
la trappola
per cani da pagliaio.

Senza titolo 1824

la strada è un


demone che


va posseduto


esorcizzato ha


il sapore


dell'antracite


il gusto del


cancro il


ricordo del


malanno non


c'è angolo


terso di polvere


il quieto polline


dei nostri


passi il dolore


di accogliere la


perversione come


i fiori nei


vasi e poi


perdersi per


riabbracciarsi


in quei versi


sterili di tutti


i nostri anni

Senza titolo 1823

Recitando il Rosario



Stasera sgranando il rosario mi sono accorta di come alcuni grani di legno fossero lucidi e lisci al tatto mentre altri risultavano opachi e ruvidi. Ho pensato che i grani rappresentano le giornate della mia vita: alcune vissute della pace e nella serenità, gioiosamente dedicate al Signore e al suo servizio, altre opache e tristi, faticosamente avvinghiate alle cose da fare, senza però slancio ne voglia.


Il rosario è diventato così la contemplazione del mio cammino cristiano: ciascun giorno una preghiera elevata a Dio che alla fine compone un tutto unitario.


13.5.07

Senza titolo 1822

dal  blog bastardcontrario.splinder.com/


al di fuori dell'orario di lavoro era solito vestirsi da donna ed uscire per le vie del centro.

"



FIRMA L'APPELLO PER IL REINTEGRO IN SERVIZIO


CONTRO LA DISCRIMINAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE



SCUSAMI SE UTILIZZO QUESTO MEZZO PER SENSIBILIZZARTI AL MIO PROBLEMA, MA IL MOTIVO PER CUI ATTIRO LA TUA ATTENZIONE CREDO SIA IMPORTANTE, E SONO CONVINTO CHE QUANTO E' ACCADUTO NON POSSA NON PROVOCARE UN SINCERO SENTIMENTO DI INDIGNAZIONE IN TUTTE LE PERSONE ATTENTE AI DIRITTI CIVILI E CONTRARIE AD OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE.
PRESTAVO SERVIZIO PRESSO LA POLIZIA DI STATO, A VENEZIA, E NE SONO STATO ESPULSO A CAUSA DELLA MIA CONDIZIONE SESSUALE, PERCHE' SONO STATO VISTO DA ALCUNI COLLEGHI CON ADDOSSO DEGLI ABITI FEMMINILI, NEL MIO TEMPO LIBERO, AL DI FUORI DELL'ORARIO DI SERVIZIO.
MOLTE PERSONE SONO SOLITE ASSOCIARE QUESTO FENOMENO ALLA PROSTITUZIONE, MA IN REALTA' QUELLO E' SOLO L'ASPETTO PIU' ECLATANTE DI UNA CONDIZIONE CHE INVECE E' CAUSA DI SOFFERENZA PER MIGLIAIA DI PERSONE "NORMALI", ONESTE E TUTT'ALTRO CHE IMMORALI. INFATTI IL COSI' DETTO "COSS-DRESSING" NON RIGUARDA SOLO LE PERSONE TRANSESSUALI CHE VOGLIONO ADATTARE IL PROPRIO ASPETTO E IL PROPRIO SESSO BIOLOGICO A QUELLO CUI SENTONO DI APPARTENERE, E NON RIGUARDA SOLO LE PERSONE OMOSESSUALI, BENSI' ANCHE MOLTE PERSONE ETEROSESSUALI, COME ME, CHE, A CAUSA DI ASSURDE CONVENZIONI SOCIALI, SONO COSTRETTE A RINUNCIARE AD ESPRIMERE LA PROPRIA PERSONALITA' OPPURE A SUBIRE IL PESO DI TREMENDE UMILIAZIONI.
IO HO AVUTO IL CORAGGIO DI SUPERARE LA PAURA, ED HO RITENUTO DI POTER ESPRIMERE LA MIA PERSONALITA' CON IL TIPO DI ABBIGLIAMENTO CHE RITENEVO PER ME PIU' ADEGUATO, ALMENO AL DI FUORI DELLA MIA ATTIVITA' LAVORATIVA.
DEVO DIRE CHE, A PARTE QUALCHE PERSONA IMPOSSIBILE DA QUALIFICARE, NON HO TROVATO OSTILITA' DA PARTE DELLA SOCIETA' CIVILE, SINTOMO CHE I TEMPI STANNO CAMBIANDO E CHE IL RISPETTO DELLE DIVERSITA' STA DIVENTANDO UN VALORE CONDIVISO.
MA QUESTA SENSIBILITA' NON E' ANCORA DIVENUTA PATRIMONIO DELLA POLIZIA DI STATO, POICHE' LA MENTALITA' DI MOLTI DEI SUOI APPARTENENTI, ED IN PARTICOLARE DELLA DIRIGENZA, E' IMPRONTATA TUTTORA ALLA PIU' BECERA OMOFOBIA.
SONO STATO LICENZIATO UN ANNO FA, A 45 ANNI, BUTTATO SENZA PIETA' IN MEZZO AD UNA STRADA, CON L'IMPOSSIBILITA' DI TROVARE UN'ALTRA OCCUPAZIONE, POICHE' SONO TROPPO GIOVANE PER IL PENSIONAMENTO, MA TROPPO ANZIANO PER REINSERIRMI NEL MONDO DEL LAVORO.
OGNI ANNO, COME ME, MOLTI DIPENDENTI OMOSESSUALI, O COMUNQUE AVENTI UNA PARTICOLARE CONDIZIONE SESSUALE, VENGONO ESPULSI DALLE FORZE DELL'ORDINE E DALLE FORZE ARMATE, SULLA BASE DI REGOLAMENTI OBSOLETI, CHE LASCIANO A TALI PUBBLICHE AMMINISTAZIONI UN'ASSOLUTA DISCREZIONALITA' NELL'IRROGAZIONE DELLE SANZIONI DISCIPLINARI, COMPRESO IL LICENZIAMENTO.
MOLTI DEI SUDDETTI DIPENDENTI VIVONO NELLA PAURA DI ESSERE SCOPERTI: NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI VENGONO TRASFERITI, ALTRIMENTI BUTTATI FUORI.
CHIEDO LA TUA SOTTOSCRIZIONE AL FINE DI SENSIBILIZZARE L'OPINIONE PUBBLICA RIGUARDO A QUESTO PROBLEMA E PER ESERCITARE PRESSIONE NEI CONFRONTI DEL MINISTERO DELL'INTERNO, SIA PERCHE' VENGA ANNULLATO IL PROVVEDIMENTO DI ESPULSIONE NEI MIEI CONFRONTI, IN MODO CHE IO POSSA RIAVERE IL LAVORO E LA DIGNITA' DI CUI SONO STATO DEFRAUDATO, SIA PERCHE' IL REGOLAMENTO DI DISCIPLINA DELLE FORZE DELL'ORDINE POSSA ESSERE MODIFICATO.
SCUSAMI SE CHIEDO ANCHE IL TUO AIUTO, MA SOLO SE SIAMO IN TANTI POSSIAMO FARCELA, E IL POPOLO DEI BLOGGERS E' POTENTE: COMUNQUE LA PENSIATE, QUALUNQUE SIANO LE IMPOSTAZIONI IDEOLOGICHE, LE IDEE POLITICHE O I SENTIMENTI RELIGIOSI DI OGNUNO, QUESTA E' UNA BATTAGLIA DI CIVILTA' CHE NON PUO' LASCIARE INDIFFERENTE CHI HA A CUORE I DIRITTI DELLE PERSONE, MA ANCHE CHI CREDE CHE LE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE, COME LA POLIZIA DI STATO, DEBBANO ESSERE SEMPRE MAGGIORMENTE VICINE AL CITTADINO E IN SINTONIA CON LA SOCIETA' CIVILE."

CLICCA QUI, SARAI INDIRIZZATO AL SITO CRYSALIS, DOVE TROVERAI IL TESTO DELL'APPELLO ED IL FORM PER ADERIRVI.



TI RINGRAZIO PER AVERMI DEDICATO IL TUO TEMPO.



Coraggio laico. foto


QUI  LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE


>> Il MIO BLOG DEL DISSENSO


Grazie dell'attenzione


Rosalba Sgroia

12.5.07

Chi Ha Bisogno Del Family Day?

E' Uscita una edizione straordinaria del Malatempora Magazine in cui troverete il mio articolo qui postato e molte altre notizie. Comunque la pensiate, io dico la mia...



Domani finalmente e' sabato. Ognuno di noi ha del tempo libero e sperando in una bella giornata, chi non ha la fortuna di abitare in campagna, andrà fuori porta per trascorre qualche piacevole ora in montagna o al mare. C'e' anche chi domani userà questo tempo per partecipare al "Family Day" (a me già che una manifestazione italiana abbia un nome anglosassone, mi urta!). Io, da brava convivente, non parteciperò perché ufficialmente io e il mio compagno non siamo una famiglia. Eppure ci amiamo e stiamo insieme da anni. Eppure lui e' padre di due figli che io amo come fossero miei e, quando a Natale e in estate per le vacanze siamo tutti uniti, io la sento la famiglia. A dire il vero non mi ero mai posta il problema, io e altre persone che come me hanno deciso di convivere e che hanno anche dei figli. Mi domando perché ci sia bisogno di una manifestazione pro-famiglia? Chi e' che vuole sottolineare che ci possano essere famiglie di "serie A" e famiglie di "serie B"... e se sei gay o trans addirittura di "serie Z"? Mi domando in che Paese viviamo, dove le leggi non vengono fatte per tutti, ma a quanto pare solo per affermare l'appartenenza a quello schieramento politico o a quella religione. Credo che non sia giusto e chiederei l'intervento dello Stato parlamentare affinché queste irregolarità finiscano... forse, domando troppo.

QUANDO LA VIOLENZA E IL SILENZIO DIVENGONO ORRORE


Sono disgustata della politica italiana che non soccorre chi è vittima di reati, quando ci sono degli sporchi fuorilegge da proteggere, perché RACCOMANDATI da qualcuno, che nel mondo della politica non esercita l’uguaglianza e l’imparzialità nel nostro Paese.


                  


Sono sconcertata del fatto che proprio i signori che amministrano la politica in Italia, pur di dare un’idea che finalmente fanno qualcosa, di tanto in tanto cambiano nome, ideologia e schieramento persino col cosiddetto “salto della quaglia”.


 


I cittadini di serie “B” per i personaggi politici, possono essere anche torturati con atroci sofferenze psico-fisiche, tanto per loro sono come fossero invisibili. Una verità sempre strumentalmente negata per ovvi motivi: per salvare la faccia a parecchi mascalzoni del mondo politico che si presentano ai cittadini come fossero persone oneste.




 


I governi che si sono succeduti sino ad oggi per codardia preferiscono fare finta di non sapere e lasciano i crimini e le violenze puntare il loro obbiettivo: il cittadino più debole e indifeso, facendoci sentire colpevoli di essere nati o di essere italiani.


Chi non fosse convinto di quanto sopra è detto, visiti i seguenti link, uno dei quali (il penultimo) riporta anche le prove documentali delle violenze fatte subire a una donna, la mia persona. L’ultimo link testimonia come la sofferenza estrema inspiri anche la composizione di poesie. Grazie di avermi letto. Giovanna Nigris


 


http://www.liberoreporter.it/nuke/news.asp?id=663


 


http://sisu.leonardo.it

Senza titolo 1821





Savino Pezzotta portavoce del family day


ROMA, venerdì, 11 maggio 2007 (ZENIT.org).- Per il Family Day, che si svolgerà a Roma il 12 maggio a Piazza San Giovanni in Laterano, gli organizzatori continuano a parlare di 100.000 presenze, sebbene i dati provenienti dalle prenotazioni vadano ben oltre le previsioni.

Daniele Nardi, dell'’ufficio stampa del Forum delle Associazioni familiari, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi questo venerdì, ha fornito alcune cifre riguardo la manifestazione: 3.000 i pullman e otto i treni charter provenienti da altrettanti regioni italiane.

A quattro di questi treni sono state raddoppiate le carrozze per l’alto numero di richieste; 400 sono i giornalisti accreditati; 450 le associazioni che hanno aderito; 30 milioni i volantini stampati e distribuiti; e 1.500 i volontari.

A tutto questo bisogna aggiungere la partecipazione delle famiglie romane, il cui numero è imprecisabile.

Per dare una idea di come il mondo cattolico sia pieno di risorse, Nardi ha raccontato di un pensionato di Napoli che ha chiamato giorni fa l’ufficio organizzativo di Roma, dicendo che voleva venire alla manifestazione con alcuni amici e parenti del quartiere, riuscendo alla fine a riempire ben 8 pullman.

Giovanni Giacobbe, Presidente del Forum delle Associazioni familiari, ha ribadito che si tratta di “una manifestazione popolare e laica intesa a testimoniare i valori della famiglia”.

“Ci rammarichiamo – ha precisato Giacobbe – per qualche voce dissonante, non intendiamo discriminare nessuno, anzi intendiamo accogliere chi ha interesse ad ascoltare quanto diremo”.

Eugenia Roccella, portavoce del Family Day, ha tenuto a precisare che “la manifestazione non è contro la politica né contro il governo, ma è chiaro che noi ci opponiamo fermamente alla proposta legislativa dei 'Dico'. Ci opponiamo non solo nel merito ma anche nel metodo”.

“La nostra manifestazione intende sottolineare la necessità di misure urgenti per difendere sostenere la famiglia – ha continuato Roccella –. Adesso che il provvedimento è stato affidato dal governo al parlamento, ci rivolgiamo al Parlamento perché ascolti le nostre voci”.

In conclusone, la Roccella ha sottolineato: “Siamo molto preoccupati della situazione di grave denatalità ed è evidente che in Italia non ci potrà essere nessuna riforma adeguata delle pensioni con un tasso di natalità così basso”.

Alessandro Zaccuri, giornalista di “Avvenire” e di “Sat 2000” e Paola Rivetta, conduttrice del TG5, saranno i presentatori del Family Day.

Durante la conferenza stampa Zaccuri ha spiegato che il pezzo forte di tutta la festa saranno le famiglie. Gli spettacoli musicali, l’intrattenimento, i comici, i monologhi e i clown, si intersecheranno con testimonianze dal palco e dalla piazza di bambini, bambine, mamme, papà, nonni e nonne.

“La famiglia sarà veramente al centro di tutta la festa”, ha sostenuto Zaccuri, rassicurando anche i genitori dei bambini piccoli, perché saranno molte le occasioni per l’'intrattenimento, con clown, trampolieri, una banda musicale che gira per la piazza ecc.

Dal punto i vista dell'’organizzazione, Daniele Nardi ha fatto sapere, inoltre, che in tutta la piazza ci saranno i gazebo dove sarà possibile avere a disposizione l’acqua, i luoghi per cambiare i pannolini, l’'assistenza per ogni evenienza.

L'’intera manifestazione non vedrà il coinvolgimento di nessun politico, “non perché non stimiamo la politica”, ha spiegato Giacobbe, “ma per non togliere attenzione alla famiglia”. I politici che prenderanno parte al Family Day non parleranno dal palco.

Vasta e capillare la copertura televisiva. Due canali della Rai, Ski tg24, La7, Mediaset, Radio Rai, ecc. copriranno la manifestazione sia con collegamento diretto, che con servizi giornalistici su tutte le radio e i telegiornali.

La copertura più accurata sarà garantita da Sat2000 le cui immagini e servizi saranno presenti anche sul digitale terrestre, sul satellite e in streaming sul sito internet: www.sat2000.it.

La manifestazione verrà ripresa anche in Francia, Spagna, Germania e Belgio.

reprimenda, famiglia e dintorni

Ma che tristezza il Family Day...non perché non si possa e debba manifestare a sostegno dell'unità e indissolubilità della famiglia...ci mancherebbe. E' che c'è dell'ipocrisia in questo. L'ipocrisia di chi ritiene che aver contratto un matrimonio...e sottolineo contratto...con tanto di firme, bouquet e banchetto nuziale...possa essere dotato di un'aurea particolare ("la santità del matrimonio e della famiglia"), tanto da poter avvocare a sé ( e solo a sé!) certi diritti, negandoli a chi, questa scelta, non l'ha fatta o non intende farla.


Io non ci sto. Intanto perché mi pare che tutta la faccenda sia diventato un modo per garantirsi una certa visibilità politica...politici che stanno cavalcando l'onda e che urlano le loro ragioni come se si fosse in campagna elettorale. Questa è una battaglia per garantire i diritti civili a tutti, non un palcoscenico dal quale proclamare le proprie integerrime virtù di uomini e donne cattolici.


Leggo le dichiarazioni del nostro Pontefice in Brasile e resto basita per le  sue dure reprimenda. In una volta sola, ha attaccato le libere unioni, l'istituto del divorzio, l'aborto, i mezzi di comunicazione sociale, la libertà individuale...per affermare alcuni valori che, vivadio, sono ormai obsoleti...la verginità prima del matrimonio in primis. "Il mondo ha bisogno di vite limpide, di anime chiare, di intelligenze semplici, che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere". Mi spiace, ma non posso condividere una affermazione del genere senza avere voglia di replicare.


"Vite limpide, anime chiare, intelligenze semplici"...cosa diavolo vuol dire. Sono slogans dietro ai quali si nasconde un disegno ben preciso...la sudditanza della persona che, più è incapace di libero e critico pensiero, più è soggetta ai vincoli imposti dalle istituzioni...in questo la Chiesa mi pare si voglia porre come capofila, irrigidendo la vita individuale entro i limiti di un'etica e di una morale imposte dall'alto.


"...che rifiutino di essere considerate creature oggetto di piacere"...già, il sesso finalizzato solo alla procreazione. Questa è una barzelletta che non fa ridere più nessuno...così come la santità del matrimonio...ma che se ne inventino un'altra migliore! Mi pare si sia tornati al tormentone dell'anima contrapposta alla corruttibilità del corpo...come se una dimensione fosse disgiunta dall'altra...


Rivendico la mia cultura laica...mi lascia libertà di scelta, non mi impone dictat...riconosce  e valorizza il mio cuore, la mia mente, il mio corpo...è portatrice di valori quali la tolleranza e il rispetto dei diritti di tutti...non è oscurantista e non mi impone principi universali a cui attenermi.


Concludo con una considerazione di Vittorio Zucconi che, dalle pagine della Repubblica, chiarisce: "Il "Family Day... non è un biglietto Trenitalia con lo sconto del 20% o una pullmanata al seguito del buon parroco o del segretario provinciale del partito, un giorno di maggio. Il giorno della famiglia è oggi, domani, dopodomani, perché ogni day è un family day, per chi ce l'ha e per chi l'ha costruita sul solo materiale che serve, e che non conosce sesso o età, ed è l'amore. L'esibizionismo della piazza è l'esatto contrario della tenerezza, della intimità, che la famiglia dovrebbe rappresentare".


Questo è quello che mi sento di condividere. La famiglia, sia essa sancita da un atto formale o non, che si costruisce come atto d'amore. Tutto l'altro...sono reprimende di cui possiamo fare a meno!

Senza titolo 1820

Un archivio di disperazione



scritto da topoandrea il venerdì, 11 maggio 2007,22:46


Saad EskanderSaad Eskander lavora per proteggere la Biblioteca [Nazionale] dell’Iraq dalle bombe e dalla muffa. Saad Eskander è seduto alla sua scrivania color cioccolato, un'altra giornata in un posto promettente ma abbandonato.Dalla finestra rotta del bagno situato al piano superiore della Biblioteca e Archivio Nazionale dell'Iraq, di cui è direttore, la luce del sole penetra attraverso i fori causati dai proiettili. Al piano inferiore, le interruzioni di corrente hanno danneggiato i libri. La mattina del 5 marzo scorso, il direttore ha dovuto dire addio a un impiegato che, in seguito dell’uccisione del fratello, aveva deciso di lasciare la città.Alla destra del direttore, alcune vetrinette custodiscono i libri e i manoscritti più preziosi dell’edificio. Alla sua sinistra, delle grandi vetrate si affacciano sul mondo esterno. Alle 11.40 del mattino i vetri tremano. “Succede tutti i giorni”, spiega Eskander con voce dura. Si alza con calma e guarda dalla finestra la nebbia di fumo nero e carta bianca che si alza verso il cielo, a circa mezzo miglio di distanza. “Ce ne sono state di più ravvicinate. Ormai ho perso il conto delle bombe”.Dopo l’invasione del 2003 guidata dagli Stati Uniti, gli sciacalli hanno saccheggiato e bruciato la biblioteca. Oggi, alla vigilia del quarto anniversario della caduta di Saddam Hussein e dopo il lancio di nuove misure di sicurezza, Eskander e il suo staff stanno lottando per conservare i frammenti dell’antico patrimonio dell'Iraq, in un luogo che definisce“la memoria storica del Paese”.“Ciò che fa sì che un kurdo, o un sunnita, o uno sciita abbiano qualcosa in comune è una biblioteca nazionale", dice. "E' dove inizia l’identità di una nazione”.Oggi la biblioteca pullula di giovani dipendenti. Religione e politica vengono lasciate fuori. Ma i progressi della biblioteca stanno venendo rallentati dalle stesse forze che stanno facendo a pezzi l’Iraq: violenza, burocrazia, settarismo confessionale, rivalità politiche, e una mancanza di servizi di base.Eskander si allontana dalla sua scrivania, in cui conserva come ricordo alcune schegge di proiettili di mortaio, e controlla le vetrinette. "Stai lontano dalle finestre", raccomanda.Guarda di nuovo il fumo che si espande in lontananza. “Penso che venga da Mutanabbi Street”, dice.Mutanabbi Street era il cuore intellettuale di Baghdad, brulicante di librai e amanti della lettura. Eskander ci andava spesso per arricchire la collezione della biblioteca. Poco dopo apprende che l’autobomba che ha appena sentito fuori ha ucciso almeno 26 persone, tra cui un libraio che conosceva.Quindi, per tutelare il suo staff, ordina alle sue guardie di non far uscire nessuno dall'edificio. Dalle finestre, guarda le ambulanze che passano. Nei giorni seguenti, scriverà i suoi pensieri in un diario online.

 
Segue su blogfriends

Senza titolo 1819

ho perso un
figlio tra gli
sguardi
distratti
eppure erano
strette le
manette
dell'anima
gli specchi ormai
si son fatti
sabbia ed i
ricordi neve lasciate
che li spazzi
con le mie lacrime
con i miei nervi
ho perso l'ultimo
grammo d'innocenza
prima che si
potesse spendere
eppure con le
mani nelle tasche
cerco ancora il
suo sorriso
l'ultimo vuoto raggio
di paradiso che
mi donava sonno e
conduceva al sogno
ho perso un figlio
ormai vivo e muoio
lasciatemi calpestare
dalle ombre

11.5.07

Senza titolo 1818


PADOVA


Le prostitute di Padova risarciranno i clienti multati per via di un'ordinanza del sindacato con una prestazione gratuita. La disponibilità al risarcimento verrà comunicata ai clienti attraverso il bollino rosa,anche detto bollino dell'amore,che verrà indossato sopra i vestiti e segnato sul marciapiede. E' la contromisura decisa dalle prostitute che operano nella città veneta dopo che il sindaco Flavio Zanonato ha rispolverato un'ordinanza di nove anni fa grazie alla quale si possono multare per intralcio alla circolazione automobilistica i clienti delle prostitute.Tale  news  è  confermata  anche  da tale flash dell'agenzia ANSA del  2007-05-11 11:10 di cui riporto sotto l'articolo 


PADOVA
Prestazione gratis ai clienti padovani se dovessero essere multati dai vigili. E' il ''bollino rosa dell'amore' istituito dalle prostitute.Cosi' la categoria ha risposto all'ordinanza antilucciole del sindaco di Padova Flavio Zanonato.
Come spiegano oggi i giornali locali,che all'iniziativa ha aderito oltre l'80% delle ragazze che lavorano in strada.
IL bollino rosa dell'amore sara' indossato sopra i vestiti cosi' il cliente sapra' che se multato sara' risarcito con una prestazione gratis .

Una bella   protesta simbolica  con cui sono d'accordo perchè come  affermano  i ricercatori di Transcrime la politica del non intervento favorisce la tratta e lo sfruttamento delle ragazze . Il vuoto legislativo lascia mano libera ai sindaci : dalle telecamere di Veltroni ai progetti di quartieri per adulti .

Infatti : << (...) Rendere illegale la prostituzione, punendo la domanda produce una serie  d'effetti positivi  e negativi   spiega  Andrea di nicola  coordinatore di transcrimine  di Trento .
Priimo fra tutti  toglie le luccioe dala strade   e  li  porta  verso gli appartamenti  , dove  è più difficile venire beccati  . La tratta  continua 
-- di Nicola -- si fa  meno visibile  e   nel caso della Svezia, sembra si sia pure ridotta. Anche se essendo un fenomeno clandestino è  difficile avere stime esatte.Spesso le prostitute, poi, si spostano nei Paesi limitrofi, dove la legislazione è più morbida » (...) .
Quindi  una politica  restrittiva (  proibizionista )  va   dunque  a vantaggio  di chi  (  nella maggior parte dei casi , parlo  per esperienza personale  visto che  ad Olbia  a casa  di amici  e conoscenti   certi quartieri sono invibibili per questo problema ,   ipocritamente  )  non vuole le prostitute  sulle strade ed il  mercato ( perchè  di tale fenomeno si tratta  )  del sesso  a  cielo aperto  .                           
Ma  lo stato mettendo fuorilegge e reprimendo   tale fenomeno da'  una  chiara indicazione  che esso sia male  . Una convenzione, certo  giusta ,  ma limitandosi   solo a proibirla   non risolve  certamente tale fenomeno .
Infatti  nel lungo periodo oltre a creare  una'opposizione culturale al  fenomeno  , si creano efettivi   negativi  .
 Per  esempio si è indotti a credere  che la tratta e lo sfruttamento  della prostituzione  ( soprattuttto quella minorile )  da  parte delle  mafie  non esista e  che  gente senza  scrupoli   trascini  con l'inganno o  con la minaccia  le donne  in strada   o pegio,se tale politica repressiva continuasse  nelle case  e negli appartamenti affittati  o subaffittati   .
Allora : << (...)   lasciare le prostitute in strada  ? ---  continua l'articolo intervista  ad Andrea di nicola  --- direi di no  .
Una una politica sulla prostituzione  deve  ridurre i danni dello sfruttamento  delle ragazze,senso d'insicurezza  dei cittadini, contaggio da malattie infettive, ecc.  Non so  se il modello  svedese   possa essere  una  soluzione . Una cosa  è certa  la politica dello struzzo e  del lasciar fare  addottata  in tale ambito  dal nostro paese non paga  . Anzi accuisce  i danni  sociali.Un intervento  dello stato  è  neccessario .Ma  trovare  un  metodo  giusto spetta ai politici non ai  ricercatori >> .
Quindi  a mio  avviso  sarebbe  giusto, anche se per alcuni\e non  eticamente  giusto , ma è il male  minore ,  che  ritornino i  postriboli \ case  chiuse  gestite  dallo  stato  visto  che  fin'ora   non si riusciti a gestire  tale fenomeno  .
Il quale poteva essere risolto  con una politica  familiare  e sociale meno ipocrita  e confessionale   come dice l'utente  vogliopartire 



Senza titolo 1817

Evidentemente il punto


di arrivo delle


nostre incomprensioni


è un'oblio che


mi scava dalla


pelle fino all'ossa


che mi cucio addosso


senza sosta


tra demoni fango e


lacrime a colmare


il dissidio parole smorzate


monosillabi infiniti


che esprimono il


nostro stato di


frustrante agonia


prigioniera perchè


non dormo perchè ti


penso perchè da


te non riesco a


staccarmi anche se tu hai


rimosso ogni senso


oppure vuoi ascoltare il


tuo decoro tra pagine


incomprese e scrittori


inquieti mi stipo


altrove dove non puoi


vedermi ma mi lasci


in croce a badare alle


ragnatele ed alla polvere


sei felice ne son lieto


ma perfavore non


negarmi la tua voce solo


per paura di perderti


in quell'oblio che ci


conduce a braccia


conserte in te vedo


la luce che mi perde e


tu speri che il vento


possa spegnerti come


una candela ne sei


sicura?

Senza titolo 1816

Quanta ipocrisia c'è nel Family Day...tanta ipocrisia...


Rutelli dice: se non fossi vicepremier andrei anch'io al Family Day ...


La famiglia abbandonata  per anni e anni ( non tutte le famiglie, c'è sempre la famija dei privilegiati) ...


La famiglia protetta dall'Art. 18...


La famiglia dei dipendenti  di piccole aziende al di sotto dei 15 dipendenti ( completamente abbandonata da anni e anni)


La famiglia super protetta del dipendente pubblico...


50 anni di politica democristiana  socialista e comunista  ci ha fatto stare sempre agli ultimi posti per il WELFARE, e pensare che abbiamo pure la Citta'de Vaticano in casa nostra...


Ricordate quando Rutelli voleva dare un milione ai giovani disoccupati? era l'anno 2000 ...sfidava il Cavaliere ...adesso il Cavaliere ha assunto la moglie...e del milione ai disoccupati Rutelli se ne è dimenticato.


Oppure ricordate quando si voleva dare una patente al disoccupato? era l'anno 2000, si diceva chi rifiuta il lavoro la perde.  Oppure si diceva Disoccupati addio, alle liste di collocamento, per gli iscritti un numero verde  800.81.82.82 e una banca dati, una scheda per le ambizioni...il nuovo collocamento, dal 21 maggio 2000 sara' obbligatorio prendere un appuntamento, pena la cancellazione dall'elenco dei senza lavoro, sei mesi per completare la mappa.  Oppure l'avviso di chiamata, presto vi inviteremo a compiere un passo avanti verso l'occupazione. Tutte buffonate...il lavoro DECENTE si trova sempre nella stessa maniera italiana:


SE SEI FIGLIO DI...


SE TI RACCOMANDA IL PARTITO...


LO SCAMBIO DI VOTO...


IL RESTO FINISCE NEI CALL CENTER...vi immaginate la figlia di un politico, di un sindacalista, di un giornalista  a lavorare in un call center?


E' NATURALE PASSARSI IL POSTO DI PADRE IN FIGLIO, NEGLI ENTI PUBBLICI, VEDI LA RAI SONO SEMPRE GLI STESSI, MALATI DI FAMILISMO E NEPOTISMO, SICURAMENTE LI VEDRETE TUTTI AL FAMILY DEY


C'è stata un altra campagna  da parte sempre del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ...i Centri di orientamento...una chiave per entrare nel mondo del lavoro:


FORMAZIONE LAVORO - APPRENDISTATO - TIROCINIO - PART-TIME - LAVORO INTERINALE - PIP - FARE IMPRESA - COOPERATIVE    - LAVORO ALL'ESTERO...


la pubblicita' diceva:


sali con noi sulla JOBLINE del FORMA LAVORO troverai l'opportunita' giusta per te...


TUTTE BUFFONATE...


In italia i figli  non si potevano fare...a meno che non ti affidavi alla PROVVIDENZA come ho fatto io che ne ho voluti quattro...lavorando nella  maggior parte degli anni  in nero come segretaria...con rari periodi di legalita', magari piombava nella piccola azienda un ispettore, e allora il datore di lavoro  era costretto a metterti in regola...licenziandoti poi poco dopo passata la buriana...ricominciando in nero...cosi sono andate le cose in Italia per 50 anni.


IL LAVORO E' SEMPRE STATO COLLEGATO NO AI MERITI O ALLE NECESSITA' DELLA SINGOLA PERSONA, MA ALLO SCAMBIO DI VOTO...QUESTO E' IL VERO TESORETTO  DEI NOSTRI POLITICI, IL TESORETTO CHE LI  FA' CONTARE.


E ALLORA NON CI FACCIAMO PRENDERE PER IL CULO DAL FAMILY DEY...odalisca_bruna


PER ME, DOVUNQUE C'E' UN BAMBINO C'E' FAMIGLIA...


E VA AIUTATA SE IN DIFFICOLTA'...PUNTO!


NOI NON SIAMO MAI STATI UN PAESE CIVILE E NON LO SIAMO ANCORA!


MA FRA NON MOLTO SAREMO UN POPOLO DI VECCHI...GRAZIE ALLA MIOPIA E ALL'EGOISMO .


10.5.07

Senza titolo 1815

In una società in cui il  90 % della gente  è come   queste  terzine  Dantesche   del III canto del purgatorio  trovate qui il testo integrale  

( ... ) 
Come le pecorelle escon del chiuso
a una, a due, a tre, e l'altre stanno
timidette atterrando l'occhio e 'l muso;
e ciò che fa la prima, e l'altre fanno,
addossandosi a lei, s'ella s'arresta,
semplici e quete, e lo 'mperché non sanno;
e ciò che fa la prima, e l'altre fanno,
addossandosi a lei, s'ella s'arresta,
semplici e quete, e lo 'mperché non sanno;
 Come color dinanzi vider rotta
la luce in terra dal mio destro canto,
sì che l'ombra era da me a la grotta,    
restaro, e trasser sé in dietro alquanto,
e tutti li altri che venieno appresso,
non sappiendo 'l perché, fenno altrettanto.

(...)


ci si  è concentrati per celebrare i 29 anni  dall'assasinio di  Aldo Moro  , uomo importante  senza dubbio ,  sul caso Moro  e si  è scardati  di Peppino impastato morto  nello stesso giorno .
Lo voglio celebrare  cosi  con questa  citazione  : << È nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio, | negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di giustizia che lo portò a lottare, | aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell'ambiente da lui poco onorato, | si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un ideale ti porterà dolore. ( da i cento passi dei Modena City Ramblers) e con questo video dell'esibizione di Crmen Consoli ed i Lauri ( ? ) al concerto del primmo maggio 2007 dei brano Ciuri di Campu, tratto da una poesia di Peppino  






di cui trovate sotto il testo Testo di Ciuri di Campo Da una poesia di Peppino Impastato

Ciuri di Campo



Ciuri di campo chi nasci
biati l'occho di cu lu pasci
ciuri di campo chi crisci
e la lapuzzainchi li vischi
ciuri di campo che mori
chianci la terra chianci lu cori


Rit. ciuri chi nasci
ciuri chi crisci
ciuri chi mori
chianci la terra chialci lu cori


come ciuri di campu nascisti
e la terra ti fici di matri
comu ciuri di campo criscisti
e la lotta ti fici li patri
come ciuri di campo muristi
na sira i maju chi stiddi tristi




Per chi volesse saperne di più

Peppino impastato




Aldo Moro


Senza titolo 1814

Vota la Sinistra della Liberazione, vota Fatanuda

Perché dico NO al Family Day

Il mio no a questa manifestazione deriva dal fatto che non si manifesta per ma si manifesta contro.
Contro un gruppo di persone che viene discriminato per quello che sente di essere e per come ha deciso di amare.
Vorrei vivere in un paese laico, non laicista, dove per dar senso alla parola democrazia ciò che di più conta siano i diritti alle minoranze piuttosto che i diritti delle maggioranze.
Spiace, e lo dico dal profondo del cuore, che chi ha il verbo dell'amore universale manifesterà contro un'altra tipologia d'amore e che tenda ad affermare che esita un modo giusto di amare e uno sbagliato.
L'unico scopo da perseguire sarebbe quello di difendere l'amore...non nella forma ma nella sostanza.
Lo scopo della religione dovrebbe essere quella di unire i popoli e non di dividerli in preconcetti e categorie.
E non capisco perchè concedere diritti voglia dire che devono essere tolti ad altri.
Perchè per sentirsi uniti bisogna addossare croci ad altri...proprio non lo capisco.
Costringere delle persone ad amarsi in clandestinità, nel buio della mia indifferenza e del mio credo, continuamente guardati da occhi sospettosi pieni di giudizi e di normalità decisa a tavolino...non è il mio mondo, la mia umanità.
Morire perchè ci si sente diverso....non lo concepisco. Così come vivere uguale a te....e non a me.
Preferire di vivere contronatura se la natura che mi si prospetta è questa.
Preferisco vivere sapendo di essere un animale piuttosto di appartenere alla razza "intelligente" che domina e impera con lo sprezzo nel decidere chi è giusto e chi no.
La natura, quella vera, manifesta sempre più fantasia degli uomini....e, com'è giusto che sia, purtroppo, l'uomo le impartisce lezioni.
Non comprendo come si possa usare la paura dell'altro come causa dei motivi di crisi del legame matrimoniale, invece che non comprendere come il pericolo dipenda dagli stessi contraenti che gli si avvicinano con superficialità.
Ilare, poi, che chi lo difende risulti divorziato e con a carico più di una famiglia....i buon cattolici ipocriti (passatemela).
Chi perde in questi confronti non siamo noi o loro....è l'amore.
La storia non insegna nulla.... Un tempo chi non  era desiderato si eliminava, ora, semplicemente si emargina con mezzi sottili e parole fini....chi ha studiato da buon imbonitore e da cornacchia da sventura contro chi vive se stesso.
Diritto naturale, scienza, dio...parole atte a spaventare e a creare separazione....
Natura, Uomo, Vita, Dio...parole che devono unire.
Solidarietà al tuo vicino, che non ha scelto di essere quello che è, ma chiede semplicemente di poter amare.. guardalo negli occhi, ti accorgerai che non è molto diverso da te.
L'amore, in qualunque forma, non ci rende diversi ma uguali e forti.
Oggi processiamo l'amore e il suo modo di porsi nella vita, condanniamo persone a dover subire l'indifferenza o il disgusto delle masse...e domani con chi ce la prenderemo??
Una vita assieme ha senso solo se ci sono certe condizioni? Che tristezza...l'amore dovrebbe sempre avere senso.
Il mio personalissimo pensiero è che non si possa rinchiudere l'amore in recinti, definire chi si possa amare e chi no...ma che ogni rapporto, se è sano e genuino, sia ben accetto e vero. Che la vita è così breve per viverla chiuso in un armadio pieno di preconcetti e di pregiudizi....immagino quanto sarebbe bella viverla al sole, sotto la pioggia....con il mio personale amore, uomo o donna che sia.
Sarà un utopia....ma avrei voluto che si manifestasse tutti insieme per chiedere politiche e aiuti alla famiglia.....qualunque famiglia, e vedere omosessuali ed eterosessuali, Uomini, vicini e con le mani le une nelle altre per chiedere solo una cosa:
...il diritto all'AMORE, il diritto ad una FAMIGLIA, e il diritto a vivere ognuno con la propria DIGNITA'.

By Lapò

9.5.07

Primo post

questo è il mio primo post qui, grazie dell'invito!


…And still we sing


 


“Ma come si fa ad essere giovani nel 2007 e leggere Platone?”


 


Davanti all’esaltazione suscitata in me da una particolarmente accurata edizione in greco de La Repubblica platonica, un distinto uomo, sul cui volto capeggiavano i segni di un tempo che nemmeno per metà ho visto scorrere, mi porge questa domanda con sguardo sconcerto e in qualche modo turbato.


Come se ad un tratto il peso immateriale delle pagine che stringevo, si fosse fatto fisico e percepibile dal corpo, ogni sillaba, nata per liberare lo spirito dalle costrizioni, sembrava ora afflitta dal peso di quelle stesse catene ed anche le mie braccia parevano a stento riuscire a reggere saldamente il volume.


Ma le catene di cui parlo, non sono certo strumenti di sofferenza, al contrario, sono la strada più sicura per la felicità, se con felicità indichiamo quel comune tendere ad un senso di benessere e certezza, o meglio, di benessere nella certezza.


Abbandonare il conforto e la sicurezza delle proprie convinzioni, significa cedere al dubbio, all’incertezza della sfumatura, significa spezzare uno per volta, gli anelli della catena che ci tiene relegati nell’oscurità del calore delle sicurezze sin dalla nascita.


Ebbene, leggere Platone è scegliere la luce invece che il buio, ma di certo non so dire se questa sia la scelta migliore.


Auguriamo ai nostri figli la più grande delle felicità, e ci prodighiamo affinché la ottengono, costruendo con zelo attorno al loro un microcosmo dall’aspetto di mondo, conformato solo da specchi, da opposti, da bianchi e da neri.


Platone è la scheggia sottile che riga ogni specchio, provoca un’immagine distorta capace di insinuare nella mente la folle e assurda idea che forse la verità restituita dagli occhi non è la reale verità, se non addirittura insinuare che esista una verità altra, separata e diversa da quella che conosciamo.


Leggere Platone rappresenta un terribile atto di auto-inflizione del dolore: significa andare in contro alla scheggia e lasciarsi rompere volontariamente, pur sapendo che ciò che si sta perdendo non potrà mai essere rimesso assieme, e che a nostra volta diverremo schegge.


Con il nostro inchiostro, con il nostro pensiero, siamo simili ad armi scariche o con la sicura ancora inserita, solo chi volontariamente porge lo sguardo verso di noi e tende l’orecchio ai nostri sussurri, viene ferito.


Per il resto, rimaniamo inermi, nel solo ruolo di testimoni, non certo per nostra volontà, ma come conseguenza del nostro ardire, la separazione, siamo così costretti ad essere solo testimoni, perché chi ancora vive relegato nel buio, non sente le nostre voci, o meglio le percepisce come fossero canti, ché le catene impediscono loro di percepire le urla che dietro di essi si celano, Kierkegaardianamente parlando.


Ed allora qual è il vantaggio che un giovane trae dalla lettura di Platone? E ci può essere un vantaggio nello scegliere la sofferenza, implicata in ogni riga che sfregia lo specchio, invece che il benessere della certezza? Io ho scelto la prima, e dal troppo cantare, quasi ho perso la voce, senza che nessuno abbia mai teso le orecchie oltre quelle semplici note. Ed allora a che scopo continuare a cantare?


 


(“And still we sing” fa riferimento alla canzone Magpie di Marienne Faithfull/Patrick Wolf dall’ultimo album The Magic Position)

Senza titolo 1813

Per uno Stato Laico, libero dalle continue ingerenze vaticane ; dove poter contare sui politici che difendono i diritti di TUTTI,senza le arroganti pretese clericali che vorrebbero imporre ai legislatori italiani "le loro leggi, la  loro morale cattolica"DICIAMO BASTA ! DIFFONDETE !
Inserite nei Vostri Blog, Portali, il banner

AAA Cercasi politico italiano. NO Vaticano!

Preleva il codice che trovi nella parte superiore destra del blog.


 iniziativa  di papaboysajo.splinder.com/

Senza titolo 1812


Qualche giorno fa ho letto questo post del compagno di strada  ops amico ( come chiede d'essere chiamato dopo l'annunciata formazione del partito democratico )  Mario pischedda che invitava a sbarazzarci di tutto ed essere inutili sono entrato ( abituato come sono a vivere un opera d'arte in continuo word progress ed in continua messa in discussione e senza certezze fisse ) ed ho iniziato a riflettere sul mio percorso o meglio  sulla parte  dell'opera  d'arte fin qui  ho creata .
Si è avviata in me un' analisi a ritroso nei meadri  nel " mio archivio mentale" fatta scavando e riaprendo momentaneamente vecchie ferite e cicatrici,disseppellendo cose \ fatti ormai sepolti dalla polvere del tempo e ormai prossimi all'oblio,è aumentata quando ho trovato, cercando per l'esame di letteratura italiana II dei riassunti delle opere teatrali di Giovanni Verga, su questo sito molto ben fatto  questa frase : << Certo un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ci procura non si trova nell'oggetto per se medesimo. La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d'immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell'oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l'accordo, l'armonia che stabiliamo tra esso e noi, l'anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.  ( Il Fu Mattia Pascal . Capitolo 9 ) >>.

Prima di mettere  le  foto delle passeggiata,  metto questa canzone di Francesco Sullo  ( autore  già sentito  sul   blog  di contessina Laura ) adatta  a  questo mio marasma interiore 





Il lampo nel temporale




Oggi
ho dato il mio vestito
l'ho scambiato in fondo ad una via
confuso nella nebbia
di bassa primavera
c'era una donna bruna
forse lo indosserà
e adesso
che tutta questa nebbia va via
la strada si ravviva
si riempie la città
il vento
mi ha messo nelle mani
foglie secche e carta di giornale
e dopo mi ha parlato
di gente così sola
che vive nella nebbia
anche se non ce n'è
e adesso
che cielo e sole filtrano quaggiù
ripenso a quando accanto a me
ovunque c'eri tu
e poi sorrido al fiume
che sa che anche domani sarò
qua, tutti qua,
a dirsi del tempo
e che sole e che tramonti
e che viste sotto i ponti
di città
sopra il traffico lento
sotto a dirsi delle donne
che c'è sempre una donna
che verrà, lei verrà
via col vento arriverà
e che curve e che talento
che superbo portamento
che avrà, lei sarà
come nelle pubblicità
un sorriso a tutti quanti
ma è già tardi e siamo stanchi
Noi siamo il lampo nel temporale
siamo la lava rossa che discende dal vulcano
siamo il terriccio e la fanghiglia che ti insozza ai piedi
il marcio che non vedi
Siamo la guerra in fondo ad ogni pace
siamo le scorie della storia, l'anima rapace
siamo il bastone che si abbatte urlando sulla schiena
il sangue nell'arena
Oggi
ho dato il mio vestito
l'ho scambiato in fondo ad una via
confuso nella nebbia
di bassa primavera
c'era una donna bruna
forse lo indosserà
Noi siamo il lampo nel temporale
...





 di cui riporto soto il file audio ( scaricabile dal suo sito )  con il permesso  ecco l'email dell'autore stesso per evitare  problemi con  i diritti d'autore   ed evitare con problemi i responsabili di splinder che hanno portato  a  : << a causa di violazioni di copyright o di non rispetto delle condizioni di utilizzo di Splinder (TOS) e' stato rimosso il file caricato il 11/04/2007 - 11:58, dal titolo: dricciu_infanteyes.


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Ciao.
Ti autorizzo a usare sul tuo sito ogni mia canzone liberamente scaricabile dal mio sito www.mooffa.com.
Pertanto nello specifico ti autorizzo a mettere Un balordo dove credi sul tuo blog.
Francesco Sullo

Roma, 10 maggio 2007








chi l'ha detto che solo la vittoria emozioni il caso di Giuseppe Romele, per tutti “Beppe pluri atleta paraolimpico

  Nato 34 anni fa con una rara patologia congenita, ha primeggiato in molti sport, partecipando a Parigi 2024 nel paratriathlon ed a Milano ...