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9.2.26

Winter Olympics 2026: Eileen Gu celebrates “best slopestyle run that I’ve ever done” with savoured silver medal e altre storie di medaglie particolari

poichè ho problemi tecnici non riporto la traduzione di quest articolo di https://www.olympics.com/en/  a  cui rimando  per  il video   





The People's Republic of China's double Olympic champion was all smiles as she secured the women's freeski slopestyle silver at Milano Cortina 2026.


Picture by Hannah Peters/Getty Images

By Nischal Schwager-Patel9 February 2026 19:04 GMT+15 min read


Eileen Gu was not disappointed to take the silver medal: after all, she has been on an almighty journey to make it here.
The two-time Olympic freestyle skiing champion repeated her result from Beijing 2022 in the women’s freeski slopestyle at Milano Cortina 2026, finishing 0.38 points behind Mathilde Gremaud on Monday (9 February).
From the moment Gu fell on the first rail of her final run – a flashback to her qualifying crash in the same spot – she knew she would be going home with silver. A cheerful shrug to the camera was evidence that the 22-year-old had nothing to regret.
“I really did overcome so much to get here,” Gu told Olympics.com at Livigno Snow Park. “The last four years have been challenging, to say the least. I've dealt with a number of injuries. A year ago, I had the worst concussion I've ever experienced. I had seizures afterwards. There were people concerned [whether] I'm going to wake up.
“So being able to compete and really showcase my best skiing – that was my best slopestyle run that I’ve ever done, and I know that was Mathilde's best slopestyle that she has ever done as well - to participate in pushing the sport at the level that it's at, is the highest honour for me.




Milano Cortina 2026 – Eileen Gu’s story of perseverance towards the podium

In an afternoon defined by the finest of margins, Gu had a plethora of supporters on the snow in Livigno. From her mother, who gave her daughter a warm maternal embrace at the finish line, to the scores of Chinese fans lined up in the fan zone.
After winning two medals at her home Games in Beijing, the skier has truly been tested in her meteoric rise through the current Olympic cycle. Hate mail and death threats are rife, which Gu has always risen above to represent herself on the biggest stage.
“I'm proud of how much stronger I've gotten,” she explained. “My life has never gotten easier. It's only gotten harder, but I've only gotten stronger and I've learned how to deal with things that no 22-year-old should have to deal with… I was attacked on my school campus, physically assaulted. I have gone through so many things beyond the normal injuries, doubt, fear and pressure that come inherent to the sport.”
Gu will go for gold again in the halfpipe and big air events, her slopestyle silver just the start of the San Francisco-born athlete’s journey at Milano Cortina 2026. Two more shots at gold and two more opportunities to rise above the noise.
The two-time Olympic champion continued: “I've emerged so much stronger and so much more sure of myself, and especially as a young woman, that it's such a powerful place to be in the world, to know who you are and to trust yourself.
“I owe so much to sport for that because when you're truly pushing the human limit and you're looking danger in the eye every single day, you learn to love yourself in a new way, which is really special.”


Milano Cortina 2026 – Gu’s gratitude for Gremaud rivalry

Even after an intense battle of the highest quality, there was no bad blood between Gu and eventual gold medallist Gremaud. The pair have brought freestyle skiing to new dizzying heights and play their respective roles in growing the sport worldwide.
Gu put in a stellar opening run score of 86.58, but after Gremaud went into the gold medal position with her second run, Gu’s crunch moment crash sealed the order of the top two.
“It's so wonderful,” said Gu of her dynamic with the Swiss. “I think that every true competitor yearns for a worthy opponent, and I'm so blessed to have her in this field, and I hope she feels the same way about me.
“For example, I beat her two weeks ago at the World Cup in Laax and then she won in Stubai earlier this season, and so going back and forth like that is so special, and I think it keeps both of us hungry.”
There will be more duels to come shortly: Gu and Gremaud will lock horns in the freeski big air qualification on Saturday (14 February) – where Gu is the reigning Olympic champion - before the final two days later.
Gu’s final words are her raison d'être, what she always strives to accomplish every time she steps on the slopes. “If there's just one young girl at home who picked up a pair of skis because of me today,” she concludes, “that would be my gold medal.”



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  da  fanpage


Durante i festeggiamenti delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, Breezy Johnson ha rotto la sua
medaglia d'oro dopo averla staccata dal nastro durante l'euforia. Ha descritto l'incidente come un piccolo incidente mentre saltava per la gioia, ma ha assicurato che la medaglia non è distrutta e sarà sistemata da qualcuno. Il comitato organizzatore ha avviato verifiche per chiarire le cause del problema, che potrebbe essere legato a un laccetto non particolarmente stabile . La gioia di Breezy Johnson per l'oro nella discesa libera femminile alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 è stata spezzata da un piccolo incidente di percorso: il suo prezioso bottino dovrà subire una riparazione perché la medaglia si è staccata dal nastro che aveva messo al suo collo durante la cerimonia di premiazione. L'ha nascosta in tasca per tenerla al sicuro e l'ha mostrata alle telecamere piuttosto contrariata, spiegando anche come ha fatto a romperla accidentalmente mentre stava celebrando un successo che significa davvero molto per la sua carriera.

Johnson rompe la medaglia olimpica
È stata protagonista di una gara straordinaria, macchiata dal terribile infortunio della sua connazionale Lindsey Vonn che è caduta rovinosamente con il crociato già rotto: tutti sono rimasti con il fiato sospeso per molti minuti mentre era a terra e riempiva la pista con le urla di dolore prima di essere portata via in elicottero. La statunitense le ha reso omaggio dopo aver vinto la medaglia d'oro, un traguardo pesante per lei che aveva saltato le Olimpiadi di Pechino nel 2022 per un infortunio al legamento crociato anteriore.
Peccato che il suo oro prezioso sia praticamente caduto a pezzi poco dopo la premiazione e sia finito immediatamente in tasca per evitare di perderlo. Ai microfoni di TNT Sports ha confessato di avere avuto un piccolo incidente con la sua medaglia: "Stavo saltando su e giù per l'eccitazione, poi è caduto". Il metallo prezioso si è praticamente staccato dal nastro che portava al collo e ha mostrato il misfatto con un espressione quasi rassegnata quando il giornalista le ha chiesto come fosse la sua medaglia: "È pesante, è rotto ma è uno spettacolo". Johnson si consolerà dopo una piccola riparazione che sistemerà il premio prezioso, durato solo qualche minuto appeso al collo

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 dalla versione  italiana  di  olimpyycs  


 quando un bronzo  è come  un  oro  

L'Italia ha conquistato il bronzo nel team event del pattinaggio di figura ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Questo successo è stato segnato da una squadra che ha vinto il bronzo nel team event, con Daniel Grassl, Lara Naki Gutmann, Matteo Rizzo, Sara Conti, Niccolò Macii, Charlène Guignard e Marco Fabbri come principali protagonisti. La medaglia di bronzo è stata una vittoria storica per l'Italia, rappresentando un'importante conquista nella storia olimpica della disciplina.


Olympics+5

“Si può amare un Paese senza accettarne le politiche. E criticare l’amministrazione senza rinnegare la propria identità”.il caso di Gus Kenworthy ,sciatore free-styler , attivista per la comunità Lgbtqia+ che ha criticato l'Ice



Gus Kenworthy è uno sciatore free-styler e attivista per la comunità Lgbtqia+ che ha trascorso una vita negli Stati Uniti ma gareggia a Milano-Cortina per la Gran Bretagna, dove è nato.
Negli scorsi giorni ha pubblicato sui propri canali l’immagine di una scritta con l’urina sulla neve (con l’aiuto dell’IA) che recitava un inequivocabile “Fu** Ice”, prendendo una posizione dura e chiara contro l’Ice e Donald Trump.
E per questo in queste ore ha ricevuto - in mezzo a tanti apprezzamenti - una quantità fuori scala di insulti, minacce di morte, gente che gli augurava di spaccarsi un ginocchio, addirittura inviti al suicidio.
E lui, invece di ritrattare, ha rivendicato con forza le sue idee e il diritto di prendere una posizione politica forte.
Dopo Hess, un altro atleta di livello assoluto (già argento a Sochi, in quel caso per gli Usa) che ci mette la faccia per una causa giusta.
Lo fece già dieci anni fa in occasione del suo coming-out, aprendo una strada per tanti atleti.
Lo ha fatto oggi per difendere il popolo di Minneapolis e chiunque sia perseguitato.
Le sue parole sono un manifesto valido sempre e ovunque, soprattutto ai Giochi:
“Si può amare un Paese senza accettarne le politiche. E criticare l’amministrazione senza rinnegare la propria identità”.
Un discorso troppo alto e complesso per il trumpiano e )medio.

l'altra faccia delle olimpiadi

 



Notizie scriteriate Piselli aerodinamici, cani metallici, gattoni fuori forma, prodigi in miniatura, cure psichedeliche, passioni belliche e labirinti sterminati

 

fatto  quotidiano  9\2\2026




Milano-cortina Antidoping in allarme: iniezioni di acido ialuronico nel pene (per l’aerodinamica)

Un’esuberante manifestazione di spirito olimpico. La WADA indaga su un’accusa surreale: alcuni saltatori con gli sci si inietterebbero acido ialuronico nel pene per migliorare l’aerodinamica in volo. L’ipotesi arriva dalla Bild: il presidente dell’agenzia mondiale antidoping, il polacco Witold Banka, ha promesso verifiche. Il punto è tecnico. L’acido ialuronico, usato in medicina estetica, può aumentare per mesi la circonferenza. Nelle scansioni 3D obbligatorie per confezionare le tute, questo potrebbe tradursi in qualche centimetro in più all’inguine. Più spazio, più superficie, più aria trattenuta: la tuta diventa un mini-paracadute. Secondo studi recenti, due centimetri in più possono valere fino a cinque metri di salto. In passato si rinforzavano cuciture e si truccavano le misure, oggi si ricorre a metodi ben più consistenti, il confine tra doping e chirurgia si gioca sul cavallo dei pantaloni.


Manchester Un funambolo del biliardo entra nel Guinness dei primati a tre anni e diventa già virale, tra sponsor e Tiktok

Ama i cartoni, alle sei e un quarto di sera è già a letto, ma con una stecca in mano, questo bambino di tre anni fa cose che molti adulti possono solo guardare su Youtube. Jude Owens, di Manchester, detiene due Guinness World Records per tiri di abilità al biliardo. Il primo lo ha conquistato a due anni e 261 giorni: il più giovane di sempre a imbucare due palle in buche diverse con un solo colpo. Il mese dopo ha fatto il bis: record come più giovane autore di un “bank shot”, un tiro in cui la biglia rimbalza sulle sponde prima di finire in buca. Troppo piccolo per tirare in piedi, Jude sale su uno sgabello e si allunga sul tavolo; in video circola con panciottino e papillon, mentre si mette il gesso sulla stecca con aria professionale. Questo essere umano in miniatura gioca senza sapere le regole: solo tiri e numeri circensi, ma la famiglia gli ha già aperto un profilo Tiktok che è esploso, tra inviti e sponsor. Buona fortuna per la crescita, fuori dal tavolo.


Parma Riapre il Labirinto del Masone, il più grande al mondo: un’opera d’arte con centomila piante di bambù alte 15 metri

Sabato a Parma ha riaperto iil labirinto più grande del mondo. Non un parco giochi, ma un vero patrimonio culturale, con un fitto calendario di eventi che parte dal weekend di San Valentino. Per gli innamorati, passeggiata libera tra i viali di bambù; al centro, invece, 500 opere tra Hayez, Ligabue e una mostra su Erté, icona dell’art Déco. Poi il museo si trasformerà in un salotto anni Venti, con atmosfere da jazz bar. Il Labirinto della Masone nasce da un’idea di Franco Maria Ricci, editore e bibliofilo, ed è un omaggio dichiarato a Borges: il labirinto non è una trappola ma un esercizio mentale. Otto ettari, tre chilometri di percorso, quasi trecentomila piante di bambù, alte fino a quindici metri. Una struttura che sembra naturale ma è costruita come un libro: rimandi, deviazioni, false uscite. Al centro una cappella piramidale, intorno biblioteca, museo, mostre, ristorante e perfino due suite. Nel progetto di Ricci, un giardino dove perdersi senza pericolo.





Washington Alla scuola elementare scatta il lockdown: c’è un puma in cortile. Ma era solo un grosso gatto rosso

Una tranquilla mattina di tardo inverno si trasforma in un thriller alla Goff Elementary School di Moses Lake, stato di Washington. C’è un puma in cortile. Anzi un leone di montagna, come lo chiamano gli americani. Tutti dentro, scatta il lockdown: porte chiuse, luci spente, tende abbassate. Bambini e insegnanti chiusi in aula mentre la polizia circonda l’edificio. La descrizione è dettagliata: mantello fulvo, corpo massiccio, fermo tra i cespugli, lo sguardo fisso. Gli agenti sono pronti all’azione, ma la realtà è meno epica delle premesse: nessun puma, solo un grosso gatto rosso domestico. Decisamente ben nutrito, comodamente piazzato al sole. La prospettiva, un po’ di panico e una dieta generosa avevano trasformato Garfield in un predatore letale. Il distretto conferma: falso allarme, era un gatto. Fine dell’emergenza. Nessun ferito, a parte forse l’orgoglio del grasso felino.


Tolosa Va all’ospedale con una granata della Prima guerra mondiale infilata nel retto. Per operarlo servono gli artificieri



Notte movimentata all’ospedale Rangueil di Tolosa. Nessun attentato, ma l’allarme bomba è scattato lo stesso, con artificieri e vigili del fuoco chiamati d’urgenza al pronto soccorso. Il problema non era nell’edificio: era dentro un paziente. Un ragazzo di 24 anni si è presentato lamentando forti dolori e gli esami banno chiarito il quadro: si era infilato una granata della Prima guerra mondiale nel retto, un reperto del 1918 lungo una quindicina di centimetri. Se i gusti non possono essere disputati, qui bisogna riconoscere almeno una certa sofisticatezza storica. Il caso medico è diventato questione di sicurezza: è stato necessario creare un perimetro e attendere il via libera degli artificieri prima dell’intervento chirurgico. L’estrazione è poi riuscita senza esplosioni e feriti: la bomba è stata neutralizzata, il ragazzo ricoverato e dichiarato fuori pericolo. Resta un’ulteriore curiosità: prima ancora di finire in un corpo umano, da dove diavolo è sbucato un ordigno da guerra ultracentenario?


Chieti Una donna in depressione resistente viene curata con la psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni


Non è una moda new age o una deriva fricchettona, ma una notizia medica seria, incoraggiante: alla clinica psichiatrica dell’ospedale di Chieti una donna di 63 anni con una forma di depressione resistente è stata trattata con psilocibina, la sostanza psichedelica contenuta nei funghi allucinogeni. È la prima volta in Italia. La sperimentazione è autorizzata dall’agenzia italiana del farmaco e coordinata dall’istituto superiore di sanità. Non riguarda volontari curiosi, ma pazienti per cui i farmaci tradizionali non funzionano più. Casi complessi, spesso cronici, in cui la psichiatria ha poche armi reali. A seguirla è il team di Giovanni Martinotti, che rivendica il carattere rigorosamente scientifico del progetto, senza retorica psichedelica o promesse miracolistiche. La psilocibina è una soluzione terapeutica in situazioni estreme: apre una nuova strada nelle cure di chi vive in un vicolo cieco.




Chieti Una donna in depressione resistente viene curata con la psilocibina, il principio attivo dei funghi allucinogeni



Non è una moda new age o una deriva fricchettona, ma una notizia medica seria, incoraggiante: alla clinica psichiatrica dell’ospedale di Chieti una donna di 63 anni con una forma di depressione resistente è stata trattata con psilocibina, la sostanza psichedelica contenuta nei funghi allucinogeni. È la prima volta in Italia. La sperimentazione è autorizzata dall’agenzia italiana del farmaco e coordinata dall’istituto superiore di sanità. Non riguarda volontari curiosi, ma pazienti per cui i farmaci tradizionali non funzionano più. Casi complessi, spesso cronici, in cui la psichiatria ha poche armi reali. A seguirla è il team di Giovanni Martinotti, che rivendica il carattere rigorosamente scientifico del progetto, senza retorica psichedelica o promesse miracolistiche. La psilocibina è una soluzione terapeutica in situazioni estreme: apre una nuova strada nelle cure di chi vive in un vicolo cieco.

Lascia Linux dopo 8 anni per passare a Windows 11: com'è andata? tradimento o adeguamento ?









Nel panorama delle guerre ideologiche che da anni animano le comunità tech, raramente emerge una testimonianza capace di sconvolgere le narrative a cui siamo abituati. Eppure, la storia di un utente Linux che abbandona il pinguino per tornare a Windows 11, non solo senza rimpianti ma con entusiasmo rinnovato, merita un'analisi approfondita. Non si tratta di un tradimento ideologico né di una vittoria di Microsoft, ma di una riflessione lucida su cosa significhi davvero l'usabilità quotidiana di un sistema operativo nel 2026. La testimonianza di toxyxd13, pubblicata su Reddit, solleva domande che vanno oltre il tifo da stadio tra Windows e Linux.
l problema fondamentale che emerge dall'esperienza dell'utente non riguarda le capacità tecniche di Linux, ma il suo eterno stato di incompletezza nelle situazioni d'uso reali. Come sintetizzato efficacemente dallo stesso protagonista, l'esperienza desktop di Linux rimane in uno stato permanente di "quasi pronto". Il gaming rappresenta l'esempio più lampante: nonostante Proton abbia compiuto passi da gigante nel rendere compatibili i titoli Windows, gli anti-cheat a livello kernel continuano a rappresentare un muro insormontabile, mentre il modding attraverso Proton si trasforma spesso in un'odissea tecnica.
La transizione infinita da X11 a Wayland incarna perfettamente questa problematica sistemica. Dopo anni di sviluppo, l'esperienza rimane frammentata e imprevedibile: condivisione schermo, streaming, routing audio e workflow di cattura variano drasticamente a seconda del compositor, dell'ambiente desktop e delle applicazioni utilizzate. Anche quando esistono soluzioni alternative, queste tendono a rompersi senza preavviso, costringendo l'utente a trasformarsi in un debugger del proprio sistema operativo anziché concentrarsi sul lavoro produttivo.
Linux funziona brillantemente finché non smette di farlo, e quando si rompe, lo fa in modi che richiedono ore di troubleshooting tecnico
Paradossalmente, ciò che ha convinto l'utente a tornare su Windows 11 non è stata l'eliminazione delle criticità del sistema Microsoft, ma la scoperta di strumenti che finalmente avvicinano l'esperienza a quella Linux. Scoop, in particolare, viene descritto come "il vero package manager" per Windows, capace di installare applicazioni portabili e autocontenute in una singola directory gestendo automaticamente le variabili PATH, con un funzionamento paragonabile a Homebrew su macOS. Questa soluzione si è rivelata infinitamente superiore a Winget, che l'utente aveva testato in passato senza soddisfazione.
Il Windows Subsystem for Linux rappresenta l'altro pilastro di questa transizione. Non si tratta di un sostituto completo di Linux, ma di una rete di sicurezza sofisticata: un kernel Linux autentico, strumenti appropriati e un'integrazione profonda con Windows, il tutto senza trascinare i problemi tipici del desktop Linux. L'aspetto cruciale è che l'utente ricorre a WSL solo quando strettamente necessario, perché gli strumenti nativi di Windows 11 si sono rivelati finalmente adeguati per la maggior parte delle esigenze quotidiane.
La strategia vincente di Windows 11, secondo questa testimonianza, consiste nel trasformare la frustrante configurazione iniziale in un'operazione una tantum. L'utente ha affrontato il processo di debloating del sistema operativo, configurato policy personalizzate e installato gli strumenti essenziali in un'unica sessione intensiva. Superato questo ostacolo, l'esperienza quotidiana è diventata fluida e priva di attriti significativi, permettendo di concentrarsi sul lavoro effettivo anziché sulla manutenzione del sistema.
Le critiche a Windows 11 rimangono valide e diffuse: raccolta dati aggressiva, requisiti di account obbligatori, modifiche all'interfaccia imposte dall'alto, spinta invasiva verso l'intelligenza artificiale e impostazioni predefinite che favoriscono i servizi Microsoft. Come sottolineato da MarcCDB nei commenti, "Mi piace Windows come sistema operativo, ma non mi piace quello che Microsoft ci sta facendo: la quantità di AI e pubblicità è davvero fastidiosa, costringermi a creare un account, eccetera". Queste preoccupazioni non sono scomparse per l'utente che ha effettuato il passaggio.
toxyxd13 non ha dimenticato i difetti di Windows 11: continua a detestare la struttura del filesystem, rimpiange strumenti come journalctl e dmesg per il debugging, e sottolinea esplicitamente di non odiare affatto Linux. La sua scelta non rappresenta un giudizio di valore assoluto, ma una valutazione pragmatica su quale sistema operativo genera meno frizioni nell'utilizzo quotidiano. Linux eccelle in controllo e trasparenza, Windows 11 primeggia in compatibilità hardware e software, riducendo gli ostacoli per utenti normali e workload misti.
La compatibilità hardware rappresenta un elemento decisivo spesso sottovalutato. Come evidenziato da ekoprihastomo nello stesso thread, "Uso Linux e Windows. Windows è il re in termini di compatibilità, non solo software ma anche hardware. Posso comprare d'impulso oggetti casuali e funzioneranno su Windows; non posso farlo con Linux". Questa differenza si traduce in risparmio di tempo, riduzione dello stress e maggiore produttività, fattori che pesano enormemente nelle scelte degli utenti professionali.
Un altro utente, Schiorean, sintetizza un approccio ibrido sempre più diffuso: "Faccio tutto il mio lavoro su un sistema Linux al 100% tramite WSL2, e uso Windows 11 solo come ambiente desktop che semplicemente funziona. Complimenti a Microsoft per WSL e PowerToys". Questa configurazione rappresenta forse il miglior compromesso disponibile attualmente: l'ecosistema di sviluppo Linux completo, accessibile attraverso l'infrastruttura hardware e software stabile di Windows.
La lezione più importante da questa testimonianza non riguarda la supremazia di un sistema operativo sull'altro, ma la natura profondamente personale di queste scelte tecnologiche. Windows 11 non conquista gli utenti per eleganza o perfezione tecnica, ma perché nella maggior parte dei casi riesce a rimanere sullo sfondo, permettendo all'utente di concentrarsi sulle attività produttive. Per alcuni professionisti, convenienza e compatibilità di Windows 11 superano flessibilità e controllo di Linux, anche quando questo contraddice le aspettative dei puristi open source.
Il futuro probabilmente non vedrà una vittoria netta di una piattaforma sull'altra, ma una coesistenza sempre più sofisticata. L'evoluzione di strumenti come WSL, l'integrazione di package manager moderni su Windows e il continuo miglioramento della compatibilità gaming su Linux attraverso Proton suggeriscono che le barriere tra sistemi operativi si stiano progressivamente assottigliando. La sfida per entrambi gli ecosistemi sarà ridurre ulteriormente gli attriti che ancora costringono gli utenti a compromessi dolorosi, indipendentemente dalla piattaforma scelta.

"Che ci faccio qui a 52 anni? Cerco il mio fidanzato!". Riegler, l'atleta più anziana dei Giochi .,Furti misteriosi, caschi vietati e la coppia scoppiata per il curling: le curiosità dei Giochi

 

La snowboarder austriaca è stata eliminata negli ottavi di finale nel parallelo ma è già nella storia: "Volete sapere il mio segreto? L'allenatore della nazionale a 30 anni mi disse che dovevo smettere..."

dal nostro inviato Andrea Fanì
LIVIGNO, ITALY - FEBRUARY 08: Claudia Riegler of Team Austria competes during Women's Parallel Giant Slalom qualification on day two of the Milano Cortina 2026 Winter Olympic games at Livigno Snow Park on February 08, 2026 in Livigno, Italy. (Photo by David Ramos/Getty Images)

"Ma lo sapete che c'è una mia connazionale in gara a 52 anni?". Ore 8 in punto al Livigno Snow Park, il termometro non fa la cortesia di mentire e segna un impietoso -15°C. "Ma è secco...". Cielo terso e quindi uno aspetta fiducioso che spunti il sole, che poi scalda ed è un piacere. Nel frattempo l'addetto ai controlli in zona mista, austriaco simpaticissimo, ci accoglie subito con la domanda: "Lo sapete che?...". Ok, non lo sapevo, dai, mi ero concentrato sugli snowboarder italiani che oggi è una giornata di gloria, me la sento nelle ossa (insieme con il freddo). Due chiacchiere, due clic ed eccoci qua: Claudia Riegler, nata a Vienna il 9 luglio 1973. Il primo pensiero è, ok è più vecchia di me; il secondo è... 1973?

DALMASSO_BRONZO_08022026

Claudia, ma lei lo sa che è la donna più anziana in gara a Milano Cortina 2026? Seconda in assoluto dietro l'americano Richard Ruohonen, anni 54. 

"Sì sì lo so. Però Richard fa il curling, io lo snowboard...".

Ok, capito. Sottolineiamo la differenza. Infatti la domanda è: ci racconta il suo segreto? Non è che uno prende e va all'Olimpiade alla sua età...

"E perché no?".

Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ledecka. Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh"

In effetti. Ok, com'è andata la gara?

"Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ester Ledecka. Incredibile...".

Beh, non è incredibile, ci sta uscire agli ottavi con Ledecka.

"No, dicevo incredibile tutto questo. Che sono qua, una pista da urlo, giornata meravigliosa di sole (sì, nel frattempo ha scaldato, ndr). Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh. Vabbè ma uscire agli ottavi non è poco".

Ma per lei già essere qua non è una vittoria?

"Vittoria è quando prendi la medaglia, ad ogni modo sì, sono tra le migliori sedici al mondo, sono molto orgogliosa di quello che ho fatto. Scusate se ve lo dico ma io sono la dimostrazione vivente che non ci sono limiti a quello che possiamo fare. Se ti impegni, a tutti i livelli, l'età davvero non conta più".

Ma in tutti questi anni cosa ha fatto, a parte lo snowboard?

"Lo snowboard... No dai, sapete cos'è? È che a trent'anni l'allenatore della nazionale mi disse di smettere. Mi cacciò dalla squadra".

E lei?

"E io non credevo alle sue parole. Io dentro di me sapevo che si sbagliava. Così mi sono rimessa a lavorare e dopo tre anni sono rientrata. Solo io, il mio fidanzato e un allenatore credevano in me. L'abbiamo fatto. A 41 anni ho vinto il Mondiale, a 52 sono all'Olimpiade".

Ma cosa mangia?

"Un po' di tutto, con attenzione".

E cosa legge?

"Un po' di tutto, con intelligenza".

E la musica? Carica o relax?

"Io faccio yoga e quando comincio a sentire che qualcosa non va mi faccio aiutare".

Austria's Claudia Riegler competes in the snowboard women's parallel giant Slalom elimination run at Livigno Snow Park during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games, in Livigno (Valtellina), on February 8, 2026. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP)

In che modo?

"Con la meditazione. Perché ipnosi e meditazione aiutano altri a entrare dentro di te e a vedere cose di te che tu in quel momento non riesci a vedere".

Ma le sue rivali, le sue compagne di nazionale, cosa dicono?

"Mi fermano, mi parlano, e tutte concludono con le stesse parole".

E quali?

"Claudia, sei un'ispirazione".

Ma la sua famiglia? Chi ha lasciato in Austria?

"Nessuno. Mia sorella vive in Australia e...".

E...?

"E c'è il mio fidanzato che mi aspetta, è qua nel parterre dei tifosi. Scusate, ora ho propria voglia di andare da lui".



La snowboarder austriaca è stata eliminata negli ottavi di finale nel parallelo ma è già nella storia: "Volete sapere il mio segreto? L'allenatore della nazionale a 30 anni mi disse che dovevo smettere..."

dal nostro inviato Andrea Fanì
LIVIGNO, ITALY - FEBRUARY 08: Claudia Riegler of Team Austria competes during Women's Parallel Giant Slalom qualification on day two of the Milano Cortina 2026 Winter Olympic games at Livigno Snow Park on February 08, 2026 in Livigno, Italy. (Photo by David Ramos/Getty Images)

"Ma lo sapete che c'è una mia connazionale in gara a 52 anni?". Ore 8 in punto al Livigno Snow Park, il termometro non fa la cortesia di mentire e segna un impietoso -15°C. "Ma è secco...". Cielo terso e quindi uno aspetta fiducioso che spunti il sole, che poi scalda ed è un piacere. Nel frattempo l'addetto ai controlli in zona mista, austriaco simpaticissimo, ci accoglie subito con la domanda: "Lo sapete che?...". Ok, non lo sapevo, dai, mi ero concentrato sugli snowboarder italiani che oggi è una giornata di gloria, me la sento nelle ossa (insieme con il freddo). Due chiacchiere, due clic ed eccoci qua: Claudia Riegler, nata a Vienna il 9 luglio 1973. Il primo pensiero è, ok è più vecchia di me; il secondo è... 1973?

DALMASSO_BRONZO_08022026

Claudia, ma lei lo sa che è la donna più anziana in gara a Milano Cortina 2026? Seconda in assoluto dietro l'americano Richard Ruohonen, anni 54. 

"Sì sì lo so. Però Richard fa il curling, io lo snowboard...".

Ok, capito. Sottolineiamo la differenza. Infatti la domanda è: ci racconta il suo segreto? Non è che uno prende e va all'Olimpiade alla sua età...

"E perché no?".

Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ledecka. Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh"

In effetti. Ok, com'è andata la gara?

"Beh, mi avete vista no? Qualificazioni ok, poi sono uscita con Ester Ledecka. Incredibile...".

Beh, non è incredibile, ci sta uscire agli ottavi con Ledecka.

"No, dicevo incredibile tutto questo. Che sono qua, una pista da urlo, giornata meravigliosa di sole (sì, nel frattempo ha scaldato, ndr). Certo, avrei voluto fare qualche altra garetta, eh eh eh. Vabbè ma uscire agli ottavi non è poco".

Ma per lei già essere qua non è una vittoria?

"Vittoria è quando prendi la medaglia, ad ogni modo sì, sono tra le migliori sedici al mondo, sono molto orgogliosa di quello che ho fatto. Scusate se ve lo dico ma io sono la dimostrazione vivente che non ci sono limiti a quello che possiamo fare. Se ti impegni, a tutti i livelli, l'età davvero non conta più".

Ma in tutti questi anni cosa ha fatto, a parte lo snowboard?

"Lo snowboard... No dai, sapete cos'è? È che a trent'anni l'allenatore della nazionale mi disse di smettere. Mi cacciò dalla squadra".

E lei?

"E io non credevo alle sue parole. Io dentro di me sapevo che si sbagliava. Così mi sono rimessa a lavorare e dopo tre anni sono rientrata. Solo io, il mio fidanzato e un allenatore credevano in me. L'abbiamo fatto. A 41 anni ho vinto il Mondiale, a 52 sono all'Olimpiade".

Ma cosa mangia?

"Un po' di tutto, con attenzione".

E cosa legge?

"Un po' di tutto, con intelligenza".

E la musica? Carica o relax?

"Io faccio yoga e quando comincio a sentire che qualcosa non va mi faccio aiutare".

Austria's Claudia Riegler competes in the snowboard women's parallel giant Slalom elimination run at Livigno Snow Park during the Milano Cortina 2026 Winter Olympic Games, in Livigno (Valtellina), on February 8, 2026. (Photo by Kirill KUDRYAVTSEV / AFP)

In che modo?

"Con la meditazione. Perché ipnosi e meditazione aiutano altri a entrare dentro di te e a vedere cose di te che tu in quel momento non riesci a vedere".

Ma le sue rivali, le sue compagne di nazionale, cosa dicono?

"Mi fermano, mi parlano, e tutte concludono con le stesse parole".


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E quali?

"Claudia, sei un'ispirazione".

Ma la sua famiglia? Chi ha lasciato in Austria?

"Nessuno. Mia sorella vive in Australia e...".

E...?

"E c'è il mio fidanzato che mi aspetta, è qua nel parterre dei tifosi. Scusate, ora ho propria voglia di andare da lui".

Il fidanzato. La seguiamo con lo sguardo. Si porta via la sua tavola, il casco, la tuta da gara, gli scarponi. Scavalca le transenne, che le ragazze di 52 anni all'Olimpiade non amano i percorsi troppo facili e comuni. Lo raggiunge, lui allarga le braccia, anche lei. Si abbracciano. Piangono. Ridono. Vivono.


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Spariti documenti e non solo della squadra israeliana di bob e il Tas boccia l'equipaggiamento della squadra britannica di skeleton


FILE- Adam Edelman and Regnars Kirejevs, of Israel, compete in their second run during the two-man bobsled at the bobsledding world championships, Saturday, March 8, 2025, in Lake Placid, N.Y. (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson, File)

Caschi vietati, furti misteriosi, una prima volta storica per i Giochi olimpici invernali, con in gara madre e figlio. E il curling che si mette tra moglie e marito. Ecco le curiosità della seconda giornata di gare ai Giochi di Cortina.


Gli inglesi dello skeleton non potranno indossare in gara a Cortina i nuovi caschi. Anche il Tas ha confermato la decisione della Federazione internazionale che vieta il casco che non è “della forma standard ed è stato chiaramente progettato per migliorare specificamente le prestazioni aerodinamiche, poiché la parte posteriore sporge”. Per la sicurezza e l’aerodinamica il casco è la parte più importante dell’equipaggiamento. La notizia è un duro colpo per Matt Weston e Marcus Wyatt del Team GB, che hanno dominato lo skeleton per tutta la stagione, vincendo tutte e sette le gare di Coppa del Mondo. “Siamo delusi, ma vinceremo lo stesso” dice Natalie Dunman, direttrice esecutiva delle prestazioni della federazione britannica


Team Mexico flag bearer Sarah Schleper arrives for the Olympic opening ceremony at the 2026 Winter Olympics, in Cortina d'Ampezzo, Italy, Friday, Feb. 6, 2026. (AP Photo/Misper Apawu)

Mamma e figlio in pista insieme all’Olimpiade per una prima volta storica: Sarah Schleper statunitense con passaporto messicano e portabandiera nella cerimonia inaugurale, e il figlio Lasse Gaxiola, anche lui in pista nello sci alpino per il Messico. Nella storia dell’Olimpiade invernale – la fonte è Bill Mallon, leggendario statistico olimpico e non solo: era già successo 7 volte di vedere due generazioni in gara nella stessa Olimpiade, ma sempre con il padre: 3 volte padre/figlia, 4 volte padre/figlio. La prima Olimpiade decentrata costringerà Sarah e il figlio Lasse a stare lontani: lui a Bormio per le gare maschili. Lei a Cortina per le gare femminili.


epa12605060 Adam Edelman and Menachem Chen of Israel compete in the 2-Man Bobsleigh at the IBSF Bobsleigh and Skeleton World Cup, in Sigulda, Latvia, 20 December 2025.  EPA/TOMS KALNINS

“Una violazione così grave: valigie, scarpe, attrezzatura, passaporti rubati e i ragazzi sono tornati subito ad allenarsi oggi. Credo davvero che questa squadra esemplifichi lo spirito israeliano”. Furto misterioso nella sede di allenamento del bob israeliano, per la prima volta qualificato ai Giochi dopo la rinuncia della Gran Bretagna di schierare il secondo equipaggio. Lo ha denunciato Adam “AJ” Edelman, il primo ebreo ultraortodosso a qualificarsi ai Giochi. Lui e un compagno di squadra sono arruolati nell'Idf, l'esercito israeliano. Nel 2018 era in gara nello skeleton e a Cortina sarà in gara nel bob a due (16/17 febbraio) e nel bob a quattro (21/22 febbraio). Nessun commento della federazione, né dell'ambasciata, su dove è avvenuto il furto.


Canada's Brett Gallant and Jocelyn Peterman speak,during the mixed doubles round robin phase of the curling competition against Sweden, at the 2026 Winter Olympics, in Cortina d'Ampezzo, Italy, Sunday, Feb. 8, 2026. (AP Photo/Fatima Shbair)

Lei in lacrime, lui scuro in viso e visibilmente alterato. Finisce con una clamorosa eliminazione l'avventura della coppia canadese del curling. Marito e moglie anche nella vita, Jocelyn Peterman e Brett Gallant hanno infilato una serie di sconfitte, l'ultima decisiva con la Svezia, che lui ufficialmente ha attribuito alle condizioni diverse del ghiaccio, più veloce del giorno prima. Ma gli sguardi dicevano ben altro. Secondo l'allenatore Scott Pfeifer doveva semplicemente "partire meglio, invece di rincorrere continuamente". 


  quest'ultima  viene smentita   da    dall'intervista     alla gazzetta  dello  di   Amos Mosaner  : "Io e Costantini non siamo amici, ma meglio così. E il curling non è noioso" | Gazzetta.it

Dai richiami dei mercati di un tempo alle pulsazioni dell’elettronica contemporanea. Alessandro D’Alessandro e Ghiaccioli e Branzini sono Banditori:

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