per approfondire

La lotta contro alla violenza non può prescindere poi da interventi mirati a promuovere la consapevolezza e la prevenzione a partire dall'infanzia per contribuire al cambiamento culturale e sociale che deve portare al rifiuto della violenza e di qualsiasi forma di discriminazione di genere
Infatti come dice la puntata odierna della rubrica Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco
L’impotenza appresa è una sorta di anestesia emotiva con cui vivono le donne vittime di violenza, all'interno di una relazione intima. Possiamo definirla meglio
come uno stato psicologico in cui una persona, dopo aver
sperimentato ripetutamente situazioni negative incontrollabili, impara a credere di non poter fare nulla per cambiare
il proprio destino, rinunciando a tentare una via di fuga anche quando le circostanze lo permetterebbero, generando rassegnazione e passività. Significa che la donna che vive in
condizioni di abuso, di fronte alle minacce di violenza o di
morte, di fronte al senso di impotenza, si arrende.
Come fermare questo ciclo di violenza?
Ribadiamo ancora una volta che il ciclo della violenza è una
violazione sistematica dei diritti umani. Si tra"a di un fenomeno che investe non solo la donna, ma anche i !gli, che
sono vi"ime inconsapevoli. Le donne vi"ime di violenza
domestica possono avere a che fare con una persona che
definiscono “narcisista”, oppure un uomo che manifesta
una “mania del controllo” sulla vita della partner.
Si fa questa valutazione in ogni azione che compie, e le rassicurazioni non bastano mai a placare la paura di un tradimento o di un abbandono. Entrambi gli a"ori della relazione vivono il rapporto come una relazione tossica.
Secondo l’esperta Paola Degani, per superare la spirale della violenza sulle donne è importante che le vi"ime di violenza psicologica o !sica sappiano che non sono sole, mai.
Possono contare su un sistema di supporto fa"o di risorse
professionali, prima di tu"o. Insieme, è possibile intraprendere un percorso di ascolto e consapevolezza, orientato alla
ricostruzione del proprio benessere personale.
Insomma, si può chiedere aiuto: l’1522 è il numero anti violenza e anti stalking, attivo ogni giorno, 24 ore su 24,
mentre il 112 è il numero unico europeo per le emergenze. Non abbiate paura e nemmeno pudore di chiamare:
come recitava un vecchio spot televisivo, a volte una telefonata può davvero allungare una vita
Il sistema di protezione per le donne vittime di violenza di genere. I Centri Antiviolenza e le Case Rifugi
DI
SOSTENIBILITÀ EQUITÀ SOLIDARIETÀ · PUBBLICATO 27/11/2023 · AGGIORNATO 08/01/2026
In Italia i dati Istat mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner o ex partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner. A novembre 2023 sono 106 le donne morte in Italia per femminicidio.
La maggioranza degli episodi di violenza sulle donne è compiuta da conoscenti o partner, esplicandosi in ambiente familiare e relazionale, da cui il termine comunemente utilizzato di IPV (Intimate Partner Violence) (C. Mamo, F. Voller, M.P. Randazzo, S. Farchi, G. Fossa, S. Bianco, A. Pitidis. Epidemiologia della violenza in ambito relazionale. in: Riconoscere, accogliere e accompagnare le persone vittime di violenza relazionale. Guida per operatori di Pronto Soccorso. Ministero della Salute-CCM. Versione 2.0 | 22 dicembre 2017). La violenza domestica è associata a fattori di rischio culturali e psicosociali di difficile eradicazione, rimanendo ancora oggi una questione drammatica e non risolta. Laddove la prevenzione primaria non riesce ancora a risultare efficace, rimane fondamentale rafforzare la prevenzione secondaria, che nel caso specifico ricade sui setting sanitari, le forze di pubblica sicurezza e i servizi di natura sociale. Le strutture in cui trovare rifugio rappresentano una risorsa fondamentale per le donne vittime di violenza, i loro figli e le loro figlie, a loro volta frequenti vittime di violenza diretta o assistita.

Le Case Rifugio, a indirizzo segreto, forniscono un alloggio sicuro alle donne che subiscono violenza e ai loro bambini e bambine, a titolo gratuito e indipendentemente dal luogo di residenza, con l’obiettivo di proteggere madri e figli/e.
I Centri Antiviolenza sono invece il primo presidio a cui le donne possono rivolgersi quando subiscono o sono minacciate da qualsiasi forma di violenza. Ogni struttura deve garantire un’apertura di almeno cinque giorni alla settimana, compresi i giorni festivi, un numero di telefono dedicato attivo 24 ore su 24, anche collegandosi al 1522 (numero telefonico nazionale antiviolenza e stalking).
I servizi che i Centri Antiviolenza garantiscono gratuitamente comprendono: ascolto, accoglienza, assistenza psicologica, assistenza legale, supporto ai minori vittime di violenza, orientamento al lavoro e all’autonomia abitativa.
Entrambi i servizi lavorano sulla base di una metodologia dell’accoglienza che tiene conto dell’approccio di genere e sui principi della Convenzione di Istanbul.
L’Istat, insieme alle regioni e all’associazionismo, conduce, con cadenza annuale, un’indagine sui Centri Antiviolenza e sulle Case Rifugio.[....segue nell'url citato sopra ]