Auschwitz (Guccini)
l'assolo di violino del film omonimo Schindler's List Main Theme (John Williams)
Con questo post concludo la carrellata dei post sulla giornata \ setimana dela memoria , prima che diventi sempre più retorica stopposa e melliflua oltre che ipocrita come segnalato nel precedente post : « Moni ovadia boccia il giorno della memoria da qualche anno è solo retorica dimentica gli altri genocidi del novecento , è un occasione di manipolazione » e succeda ( ci siamo molto vicino purtroppo 😢😲 visto che la settimana del 27 gennaio si parla solo di Shoah e mettono sullo stesso piano\ in unico Genocidio Olocausto e Shoah ) come lo sfogo del 2023 durante una delle commemorazioni per la giornata della memoria Di Liliana Segre senatrice a vita e sopravvissuta all'Olocausto :« Temo che tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella .La gente, già da anni, dice 'basta con questi ebrei, è una cosa noiosa, la sappiamo, basta parlarne...», sempre Secondo Segre, « tra qualche anno sulla Shoah ci sarà una riga tra i libri di storia e poi più neanche quella. Le iniziative che possono venire da una vecchia come me a volte sono noiose per gli altri. Questo lo capisco perfettamente »[... da Milano, lo sfogo di Liliana Segre: "So bene che la gente è stanca di sentire parlare degli ebrei deportati" di https://www.milanotoday.it/ ]
I testimoni di Geova furono perseguitati dal regime nazista tra il 1933 e il 1945. Nella Germania nazista vivevano circa 25.000[1][2] Studenti Biblici (denominazione che allora avevano i testimoni di Geova). Si stima che circa 10.000 di essi finirono nei campi di concentramento e che di questi circa 2.500 furono uccisi. Centinaia di testimoni di Geova furono uccisi per il loro rifiuto di prestare servizio militare nella Germania nazista e di giurare ad essa fedeltà. La storica Sybil Milton sottolinea il loro coraggio nell'atteggiamento di rifiuto alla Germania nazista[3].[...] . I nazisti, per conoscere il gruppo al quale apparteneva ciascun internato[66], affibbiavano sulla casacca dei detenuti, oltre al numero di matricola, un triangolo rovesciato di colore diverso. I prigionieri erano pertanto generalmente così suddivisi: [...]

Erano anche appellatti dai nazisti con i termini dispregiativi di Kriegsdienstverweigerer, coloro che non prestano il servizio militare, ossia obiettori di coscienza, Bibelwürmer, vermi della Bibbia, derivante da Bibelforscher e Bücherwürmer, topo di biblioteca, Himmelskomiker, comici del cielo, Jordanscheiche, sceicchi giordani, Himmelhunde, cani del cielo, o Bibelbiene, api della Bibbia, che qui assume la connotazione di "pidocchio", che nel linguaggio popolare significa anche "amichetta", "prostituta"[72]. [..] da Storia dei testimoni di Geova nella Germania nazista e durante l'Olocausto - Wikipedia
ma adesso parlare lascio la parola all'amico Enrico Carbini che mi ha fatto conoscere e spinto all'approfondimento di tale argomento
Oggi è il cosiddetto “giorno della memoria” in cui il mondo, solo una volta l’anno, si ricorda di una tragedia immensa. Noi non abbiamo bisogno di una data per ricordare i fratelli che nei campi di concentramento hanno visto e vissuto L’esperienza più atroce. I Testimoni di Geova avrebbero potuto evitarla con una semplice firma. E questo mostra una verità spietata:il male non chiede solo di ucciderti. Chiede che tu gli dia ragione. I Testimoni di Geova furono tra i pochissimi gruppi che non negoziarono.
Franz Reiter Condannato a morte, poi deportatoRicevette il modulo di abiura. Bastava firmarlo.Scrisse al comandante del campo una frase devastante per un regime totalitario:“La mia vita è nelle vostre mani. La mia coscienza no.”
Minna Döhring. Madre, Testimone di GeovaLe portarono via i figli. Le dissero: firma e li riavrai.Non firmò.Lei spiegò più tardi che insegnare ai figli a vivere nella menzogna sarebbe stato peggio che perderli.
La domanda che ci facciamo tutti è: se succedesse a me, riuscirei a fare come loro? Questa è la domanda più onesta che ci possiamo fare. nessuno sa chi sarebbe, prima di esserci dentro.Nemmeno loro lo sapevano.Erano persone normali che avevano fatto, per anni, piccole scelte di coerenza.Ed è qui il punto decisivo.Non si diventa capaci di resistere nel momento estremo.Si diventa capaci prima, nelle cose piccole:La coscienza non è un interruttore.È un muscolo.Chi nei lager non firmò, non lo fece perché improvvisamente eroe.Lo fece perché era già abituato a non cedere.Non dobbiamo sapere se saremmo capaci di morire.Dobbiamo sapere se siamo capaci, oggi, di non mentire a noi stessi.E poi c’è Geova che non abbandona mai. Molti nostri fratelli raccontarono dopo la guerra che, nei momenti di crollo, pregavano sottovoce.Non chiedevano di essere liberati.Chiedevano di non cedere.Lo spirito di Dio, per loro, era proprio questo:una calma, una chiarezza, una pace che permetteva di dire “no” anche tremando. Salmo 34:19 dice: “Molte sono le afflizioni del giusto, ma Geova lo libera da tutte.”Ecco perché i nostri fratelli, diventarono, anche nei campi di concentramento, irriducibilmente liberi.
Concludo con
"Il Silenzio" (1965) di Nini Rosso , adattamento del Silenzio fuori ordinanza militare.
