20/05/08

Senza titolo 560

QUANDO DARWIN INCONTRO' IL CREAZIONISMO




Charles Darwin come primate



Quando Darwin inizia a comprendere che gli animali come li vediamo oggi sono frutto dell'azione combinata fra adattamento diretto e eredità strutturali inizia anche a prendere coscienza di essere ancora lontano dalla meta e sa che molte, tante domande aspettano risposta.


Solo di una cosa è sicuro: le ipotesi creazioniste da cui era partito non hanno ora più alcun fondamento. L'ipotesi di “piccoli atti di creazione speciale”, come li definisce il Prof. Telmo Pievani, per ogni forma vivente non spiega nulla, «se Dio ha creato gli animali in un certo modo tali saranno anche i suoi successori secondo le leggi prefissate dalla generazione».


Come sappiamo da quel momento in poi venti freddi iniziano a spirare sulla teoria antropocentrica. La propagazione ramificata, complessa e delicata dell'Albero della vita è molto lontana dalla semplicistica teoria creazionista, che appare ora agli di Darwin come statica e banale.


Comincia a prendere forma quella che poi sarà la sferzata del suo testo più famoso L'origine delle specie:




«Quando parliamo di ordini superiori, dovremmo sempre dire, intellettualmente superiori. Ma chi al cospetto della Terra ricoperta da splendide savane e foreste, oserebbe dire che l'intelletto è l'unico scopo di questo mondo?»




GLI EPISODI PRECEDENTI:



1 Cronache di una avventura intellettuale


2 Sbagliando si impara


3 L'Albero della vita


1 commento:

compagnidiviaggio ha detto...

grazie , per aver rinfrescato la memoria in tempi come questi di neo creazionismo , la teoria di darwin .