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29.1.26

Manuale di autodifesa I consigli dell’esperto anti aggressione Antonio Bianco puntata LXIX. DENTRO A RELAZIONI TOSSICHE: LA TEORIA DELLA RANA BOLLITA PARTE I


La metafora della rana bollita è un concetto che spiega come le persone possano rimanere passive in situazioni negative quando queste si sviluppano in modo graduale.
Questo principio è stato sviluppato da Noam Chomsky e si applica a molte situazioni, come le relazioni
tossiche,dove le persone possono sopportare    violenze psicologiche o fisiche senza riconoscere i segnali di degrado.  La rana bollita rappresenta la tendenza umana ad adattarsi passivamente a situazioni avvilenti, senza reagire fino a quando non è troppo tardi.
Comprendere questo principio è fondamentale per riconoscere i primi segnali di disagio e intraprendere azioni per migliorare la propria situazione.
Infatti  Lo  stesso Antonio  Bianco     sull'ultimo n  del settimanale Giallo : «Il concetto di accettazione passiva è diffi ile da spiegare e si presta a numerosi fraintendimenti. Per questo abbiamo scelto di usare
una vecchia storia che riteniamo possa essere efficace. Affronteremo la tematica in due puntate, partendo proprio dalla storia della “rana bollita”, che ben si presta alla spiegazione del concetto. »  Infatti  Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana.Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi.Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, sino al momento in cui la rana finisce morta bollita.
«[...] La teoria della rana bollita di Chomsky,   come  afferma  Bianco , conosciuta anche come strategia della gradualità, ci fa capire che quando un cambiamento avviene in maniera graduale sfugge alla coscienza e non suscita quindi alcun tipo di reazione o di opposizione concreta. Se l’acqua fosse già stata bollente la rana non sarebbe mai entrata nel pentolone o, se fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50 gradi, avrebbe dato un colpo di zampa e sarebbe balzata fuori.Questa storia può essere utile per comprendere in quale fase della vita vi potreste trovare. Purtroppo la situazione in cui si trova la rana nel pentolone di acqua bollente è quella in cui si trovano molte donne  ( e  uomini   corsivo mio  ) che faticano a uscire da un amore violento. Anche questa è violenza, anche questa è una forma di aggressione, anche se assume i contorni del “cronicismo”, e la vittima quasi non si accorge o non  riesce  ad  accettarlo    subito di trovarsi in una situazione molto critica e delicata, soprattutto se la violenza si consuma all’interno delle mura domestiche.»

IL  resto alla  prossima    puntata    per     il momento eccovi  del siti  per  approfondire   l'argomento




PAOLO DE CHIESA, EX CAMPIONE DI SCI: “LA MIA RAGAZZA MI SPARÒ AL COLLO”

   dal  settimanale  Giallo