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15.10.08

Il centrodestra introduce l’Apartheid nella scuola

Nascono le” classi si inserimento” per gli stranieri



COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci,
e di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci


Con la mozione Cota (dal nome del primo firmatario, deputato della Lega), approvata dalla Camera nella serata di martedì scorso, nascono le “classi di inserimento”, riservate agli alunni stranieri che non supereranno i test per accedere alle classi ordinarie.
Un vecchio manifesto razzista della Lega Nord. Il lupo perde il pelo ma non il vizio...


La proposta impegna il governo a subordinare l’iscrizione dei ragazzi stranieri al superamento di test e specifiche prove di valutazione. Chi non li superasse, sarebbe costretto a frequentare delle vere e proprie classi speciali (“di inserimento”), in cui migliorare la conoscenza della lingua italiana, essere educati alla legalità e alla cittadinanza, seguendo un percorso formativo relativo sia alle conoscenza e comprensione di diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge), sia al “rispetto per la diversità morale e la cultura religiosa del paese accogliente”.


Sembrerebbe una barzelletta, visto da che pulpito vengono le richieste. Invece è l’ennesimo provvedimento di dubbia costituzionalità che di fatto conferma un subdolo e pericoloso razzismo istituzionale e rischia di legittimare l’esplosione di violenza razzista che sta corrodendo la convivenza civile delle nostra comunità.

Non ci sembra esagerato parlare di introduzione dell’Apartheid nella scuola. Si tratta infatti di una scelta tutta politica, che azzera le positive esperienze didattico-pedagogiche tese all’integrazione di questi ultimi anni, che hanno dimostrato come la lingua si impari molto più velocemente grazie all’inserimento nell’ambiente in cui viene parlata.
I test, le classi speciali, aumenteranno le distanze; rafforzeranno, nell’immaginario dei ragazzi, l’idea di un “noi” e di un “loro”, diversi al punto da richiedere una formazione particolare in luoghi fisicamente separati. La scuola, principale opportunità di incontro, riconoscimento e integrazione, si trasforma così in luogo di selezione e discriminazione.
Chiediamo all’opposizione sociale e politica di mobilitarsi contro questo nuovo Apartheid; agli insegnanti e ai dirigenti scolastici di disobbedire.
L’istruzione è un diritto universale. A tutte e tutti deve essere garantita parità di accesso.
Le classi di inserimento forse sarebbero più adatte a qualche nostro concittadino, compresi alcuni politici che avrebbero bisogno di un corso sui diritti, i valori della tolleranza, il rispetto delle altre culture e religioni, i principi della nostra costituzione.





Roma, 15 ottobre 2008



 

Il centrodestra introduce l’Apartheid nella scuola

Nascono le” classi si inserimento” per gli stranieri

COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione di Paolo Beni, presidente nazionale Arci,
e di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci


Con la mozione Cota (dal nome del primo firmatario, deputato della Lega), approvata dalla Camera nella serata di martedì scorso, nascono le “classi di inserimento”, riservate agli alunni stranieri che non supereranno i test per accedere alle classi ordinarie.

Un vecchio manifesto razzista della Lega Nord. Il lupo perde il pelo ma non il vizio...
La proposta impegna il governo a subordinare l’iscrizione dei ragazzi stranieri al superamento di test e specifiche prove di valutazione. Chi non li superasse, sarebbe costretto a frequentare delle vere e proprie classi speciali (“di inserimento”), in cui migliorare la conoscenza della lingua italiana, essere educati alla legalità e alla cittadinanza, seguendo un percorso formativo relativo sia alle conoscenza e comprensione di diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge), sia al “rispetto per la diversità morale e la cultura religiosa del paese accogliente”.

Sembrerebbe una barzelletta, visto da che pulpito vengono le richieste. Invece è l’ennesimo provvedimento di dubbia costituzionalità che di fatto conferma un subdolo e pericoloso razzismo istituzionale e rischia di legittimare l’esplosione di violenza razzista che sta corrodendo la convivenza civile delle nostra comunità.

Non ci sembra esagerato parlare di introduzione dell’Apartheid nella scuola. Si tratta infatti di una scelta tutta politica, che azzera le positive esperienze didattico-pedagogiche tese all’integrazione di questi ultimi anni, che hanno dimostrato come la lingua si impari molto più velocemente grazie all’inserimento nell’ambiente in cui viene parlata.

I test, le classi speciali, aumenteranno le distanze; rafforzeranno, nell’immaginario dei ragazzi, l’idea di un “noi” e di un “loro”, diversi al punto da richiedere una formazione particolare in luoghi fisicamente separati. La scuola, principale opportunità di incontro, riconoscimento e integrazione, si trasforma così in luogo di selezione e discriminazione.

Chiediamo all’opposizione sociale e politica di mobilitarsi contro questo nuovo Apartheid; agli insegnanti e ai dirigenti scolastici di disobbedire.
L’istruzione è un diritto universale. A tutte e tutti deve essere garantita parità di accesso.
Le classi di inserimento forse sarebbero più adatte a qualche nostro concittadino, compresi alcuni politici che avrebbero bisogno di un corso sui diritti, i valori della tolleranza, il rispetto delle altre culture e religioni, i principi della nostra costituzione.


Roma, 15 ottobre 2008

La Poesia

PIANEFFORTE ‘E NOTTE


Nu pianefforte ‘e notte
Sona lontanamente
E ‘a musica se sente
Pe ll’aria suspirà.

E’ ll’una: dorme ‘o vico
Ncopp’a sta nonna nonna
‘e nu mutivo antico
‘e tanto tempo fa.

Dio, quanta stelle cielo!
Che luna! E c’aria doce!
Quanto na bella voce
Vurria sentì cantà!

Ma solitario e lento
More ‘o mutivo antico;
se fa cchiù cupo o vico
dint’a all’oscurità.

Ll’anema mia surtanto
rummane a sta funesta.
Aspetta ancora. E resta,
ncantannose, a penzà.

                                                                       Salvatore Di Giacomo

spesso le cose anonime sono le migliori

bazziccando  fra i commenti  dela  cdv   fronesis82.splinder.com/ ho trovata  poesia  , mi farebbe piacere  conoscerne  l'autore  o l'autrice


Aver casa è un bene
dolce il sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane.
Ma certo appena ti sei riposato dall'ultimo viaggio
la lontananza t'insegue con nuove lusinghe.
Meglio è patire di nostalgia di casa
e sotto le alte stelle, solo,
riposare con la propria melanconia.
Avere e riposare può soltanto,
chi ha il cuore tranquillo,
mentre il viandante sopporta fatiche e difficoltà
con sempre delusa speranza.
In vero più lieve è il tormento di andare,
più lieve che trovar pace nelle valli di casa,
dove tra le gioie e le solite cure
solo il saggio sa costruire la propria felicità.
Per me è meglio cercare e mai trovare
che legarmi, caldo e stretto a quanto mi è accanto,
perché anche nel bene, su questa terra
sono solo ospite, mai cittadino.










utente anonimo

Lo sapevate?

MUCCA BUON APPETITO

 Lo sapevate che la mucca Carolina è golosa di bottiglie di plastica? Ho tentato di toglierle la bottiglia, ma suo marito, il toro Gervasio, mi ha guardato brutto e mi ha detto:"Lascia stare Carolina, ci pagano il latte imbottigliato alla fonte,1 euro in più al litro, e poi per riciclare la vostra monnezza ci danno un altro euro". Scusami Gervasio, mangiare la plastica non fa male, non è cancerogena? "Certo! Ma fa male a voi, visto la vostra incuria, lasciate tutto nei prati, ci dobbiamo preoccupare noi per la vostra salute?" e Carolina imperterrita per venti minuti ha continuato a ruminare la bottiglia di plastica, fino a farla sparire nel suo stomaco.  Poi il mulo Gelsomino ha ragliato, si è messo a ridere e mi ha detto in un orecchio: "Io mangio la paglia, l'erba di montagna è più buona della plastica".Franca Bassi


TOROPoi il mulo Gelsomino mi ha ragliato, si è messo a ridere e mi ha detto in un orecchio: "io mangio la paglia, e l'erba di montagna, è  più buona della plastica".


eremita


AUTUNNOCASCATA                        Ho continuato a riprendere immagini per voi.


PANORAMA


DELTAPLANO



Senza titolo 954

  QUESTO E' UN VECCHIO BANCHETTO PER BAMBINI IN LEGNO E FORMICA !  VE LO RICORDATE ?  :-)


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Senza titolo 953

  L'AVETE LETTA LA FIABA LE DUE BAMBINE ?  :-)


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14.10.08

Senza titolo 952

  15 / 10 / 2008 / MERCOLEDI' S. TERESA D'AVILA !  TANTI ...... DA LUCKY !  :-)


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dieci passi d'amore

perdonami
ma non trovo
le parole
per dirti
quanto ho perso
un tuo solo
sguardo
rende eterno
ogni mio
momento
a volte sto
giorni ad
aspettar che
ritorni solo
per i tuoi occhi
per un fuggevole
sorriso che
non m'appartiene
lo so faccio
l'indifferente
ma ho paura
di sbagliare
e la vita non
corregge non
ho rime nonostante
tutti dicano che
ho l'animo del
poeta per dirti
quello che
dentro di me
crei oltre ogni
atmosfera
vorrei essere
indomito fermarti
parlarti sorriderti
ma ho paura
d'annoiarti in
fondo sono
così banale mi
basta solo
guardarti e poi
riflettere che
tu come me non
sei uguale agli
altri quanto
vorrei amarti
oltre il corpo la
sete la notte ed
il giorno ma penso
a tutti i miei
sbagli e non voglio
recar dolo
preferisco guardarti
ammirarti
sognarti finchè
qualcuno che
davvero ti meriti
si faccia avanti e
poi anche quel
momento di
abbandono che
in uno sguardo
ci unisce finirà
in cenere a consolarmi
fra le mille
lacrime amare e
quello che per
timidezza o per
ragione non ho
saputo darti

eroe o anti eroe

  Cosi  ne  aprofitto per  rispondere  al mio cdv  filejah che   nep commento   dele  faq   mi chiede  : <<  (... ) Ciao Anti-eroe, ... Eroe! O che ?  >>   per  eroe  s'intende   come  nell'antica  romana    o  nel significato  moderno   sono anti  eroe  o   eroe per  caso come    Dustin Hoffman     nell'omonimo film

se invece   nel significato  di caparezza





o nel significato  verista (  vedi  i malavoglia  dei verga  )  degli ultimi   allora  sono un erore 

Senza titolo 951

  VE LO RICORDATE IL FUMETTO BINGO ?  :-)


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Eremita

EDICOLA DI SAN FRANCO DI ASSERGI

Più volte ho letto storie di  eremiti, cercavo di capire, perchè, lasciavano  tutto alle spalle, per  vivere nella miseria, negli stenti, e pelegrinare in terre impervie e desolate. Questo è quello che credevo. Ma oggi penso che bisognerebbe rivedere il concetto di solitudine.  Vado in giro da sempre per deserti, boschi, monti, e valli, e credetemi, non mi sento sola; anche se spesso, ho trovato dei grandi ostacoli, ho faticato, ho sentito freddo e   fame,  ma mai, ho avuto paura angoscia e dolore, era solo uno stato di apparente disagio. Quello che sto  per scrivere, è il frutto di meditazione, e grande riflessione. In questo anno, ho camminato tanto, ho raccolto per voi delle immagini, delle emozioni, solo in questo modo, sono riuscita a placare la mia tristezza  e la solitudine che ti dà la città e le violenze che si ricevono in continuazione. In questa selva  io non mi ci ritrovo, perdo l'orientamento, cerco i valori, ma non riesco a trovare nulla  di pulito. In che  mondo viviamo.Franca Bassi    


Manifesto della scrittura Neofuturista

Scrittura nuova per nuovi Tempi


La Storia è uno sparo. Due torri che crollano. Carne. Acciaio. Sangue. Merda.


La Letteratura, invece, moda corrente. Contemplarsi l'ombelico. Crear giochi di parole. Rigurgitare il Postmoderno, per ruminarlo stancamente.


Viviamo in tempi difficili, i neri giorni della Kali Yuga,e  gli scrittori chiudono gli occhi.


Percepiscono il crollo del mondo e l'impossibilità della Scrittura di arginarlo.


Ma non reagiscono. Vi è chi ha scelto la via della fuga e dell'illusione. Chi invece, come un saprofita, profitta del dell'abisso, per guadagnar legittimazione.


I Neofuturisti rifiutano ciò. Come sentinelle annunciano l'alba. Come tafani ai fianchi di un pigro e possente cavallo, istigano ad agire. A cambiar prosaioli in scrittori. I nessun nome in orgogliosi creatori.


Poichè L'Uomo è assetato di Assoluto. Ma la società postmoderna, desacralizzando il Mondo, ha creato il deserto attorno a lui.


Per questo si avventa su ogni pozza, anche se fangosa e maleodorante. E la Poesia, il Bello che diviene Parola e Profezia, permette di trovar sorgenti d'acqua viva.


Ed è per questo, per svegliare le nostre anime e le nostre coscienze, che oggi noi lanciano con enorme convinzione questo Manifesto.


1) Abbiamo chiuso gli occhi con un Velo di Maya che ci rende alieni alla Vita, all'Azione ed al Reale. Temiamo il Tempo, perchè ci rendere consapevoli del nostro lento morire e la Complessità, perchè costringe ad interrogarsi.


Questo bozzolo artificiale, fatto di citazionismo, in cui ci imprigioniamo, è un pharmakon, veleno e antidoto, tossico e rimedio, droga letale e medicina salvifica.


Medicina perchè aiuta a sfuggire alle domande che ci inquietano, parlare del Tempo è riflettere sul proprio Destino, Veleno poichè senza consapevolezza della tragedia e del paradosso la creatività è destinata ad inaridirsi.


Per rinnovare la scrittura è necessario sfuggire a questa illusione, bere la cicuta, accettando la sfida della consapevolezza, portatrice di libertà e dolore. Un bengala che esplode, bruciando virtù ed impurità, rompendo quella rete di ipocrisie in cui cerchiamo di imprigionare la Vita.


2) La Scrittura deve aver fame di Reale. Ciò non significa imitare le forme dell'Apparente, ma scoprire il senso nascosto delle cose. Andar oltre il simulacro dell'Ordine e del Razionale, per evidenziare l'istinto e le sue lotte tragiche ed insensate.


Vivere è tentativo di dar senso a questo magma. La consapevolezza di poter fallire, il senso del tragico.


Esistere è essere consapevoli del Tempo Focale, con il suo divenire drammatico, con il suo trascinare di morte e logoramento. Cronos non sorride ai suoi figli, ma li divora.


E su questo, non su calchi ed imitazioni, deve fondarsi il Romanzo.


3) La Scrittura deve accettare la Complessità, l'oscillare della Natura e della Storia tra autopoiesi e catastrofe. I personaggi non dovranno essere maschere, fossili, calchi del passato, stanchi e monotoni cloni del Passato.


Saranno  cangianti, con i loro paradossi e linearità, contraddizioni e coerenze, con un linguaggio che non sarà doxa, ma rapporto, unico e irriducibile, del singolo con il Mondo.


4) Complessità è Contaminazione, figlia di una società liquida, in cui nuove identità si calzano in continuazione.


Contaminazione non è aggregazione di frammenti di cadavere. Deve identificare le comunanze profonde. La capacità di generare immagini e suggestioni comuni, analogie e simboli per donar senso al Reale.


5) Scrivere è recuperare il rapporto tra parole e cose, sottraendo l'ovvio e avendo il coraggio dell'essenziale.Andar oltre i pallidi simulacri, restituirli lo stupore e la forza originaria.


La Scrittura deve mostrare la verità, soprattutto su di noi stessi. Non gioco, ma ponte verso l'Assoluto. Sforzo di definizione del Mondo e del nostro rapporto con esso.


E ciò avviene tramite la Lingua: questa  deve esser mobile, e la sua malleabilità straordinaria, superba.


Compito dello scrittore è quella di modificarla, verticalizzarla, ammorbidirla e poi indurirla a suo piacere, come un fabbro. Partorir frasi che abbian la durezza della pietra e il tremolio delle foglie.


Scorgere le sue rughe e come Medea, donarle nuova giovinezza o distruggerla.


6) E' necessario donar nuovo senso alla Citazione. Il Post Moderno la utilizza come reiterazione di situazioni e trame, a volte prese in blocco, a volte spezzate in un nuovo contesto, riviste con ironia o con nostalgia.


Eppure, la continua replica di ciò che è stato, lo svuota, riducendo il tutto a puro rumore di fondo.


Si deve recuperare un diverso utilizzo, l' esser come un rudere in mezzo ad un periferia urbana. Generare straniamento, un interrogarsi sulla sua origine e motivazione, non abitudine.


7) Si deve recuperare il rapporto tra Azione e Scrittura. Azione è recuperare una concezione agonistica dell'Arte.


Esaltare dimensione polemica, contestataria non verso la Tradizione, ma contro la Decadenza.


Proporre idee incendiarie per agitare le coscienze, cercandole di liberarle dal loro torpore.


Azione è Impegno. Il che non significa far i pifferai della rivoluzione o perdersi in un vacuo estetismo, ma lottare per i propri valori, cercando di dar forma al mondo circostante.


Con questo Manifesto noi gridiamo la nascita di una nuova Scrittura, esaltare con fiducia le sue possibilità, non imporre canoni, perchè l'arte è libertà, tramite cui l'uomo si autorealizza.


Ogni uomo ha la propria personalità, le proprie qualità, le proprie bellezze. Noi vogliamo che ognuno scopra la bellezza della propria esistenza. Che ognuno diventi se stesso e non un calco di altri. Ogni uomo è creatore.

Senza titolo 950

  VI PIACEVANO LE CANZONI DI DAN HARTMAN ? :-)


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13.10.08

Senza titolo 949

Goccia di rugiada


 


Dolce carezza sui prati


mia luce


raggio di sole


in gelido inverno


rendi fecondi i miei giorni


ma tutto inaridisce senza di te


e cupa tristezza dilaga


la mia alba non ha luce


l’oggi domani


il presente futuro


magico sogno


sei la mia acqua


che tutto fiorisce


sei pillola di felicità


vitale


goccia di rugiada


speranza


mio fiore


per la mia sete d’amore


 


Pietro Atzeni


 

Forum umanista europeo "La forza della nonviolenza"

Col patrocinio di
Comune di Milano
Comune di Carugate
Comune di Cinisello Balsamo
Comune di Agrate Brianza
Provincia di Verbano, Cusio, Ossola
Provincia di Ferrara
Provincia di Pesaro e Urbino
Provincia di Rovigo

Dal 17 al 19 ottobre si terrà, a Milano, il secondo Forum Umanista Europeo . Un evento internazionale no-profit di tre giorni, unico in Italia.

I popoli d'Europa s'incontreranno per lavorare alla costruzione di un'Europa aperta al futuro, accogliente, nonviolenta e solidale. Sono attese circa diecimila persone a un evento che ambisce a trasformarsi in strumento d'informazione, sensibilizzazione e discussione tra persone e istituzioni appartenenti alle più svariate culture del mondo.

La violenza, nel mondo d'oggi, cresce e si espande in tutti i campi, generando un clima di paura, incertezza, odio e terrore. Non si tratta solo della violenza fisica della guerra e della criminalità, ma di quella economica, razziale, religiosa, psicologica, domestico-familiare. E, anche della violenza interna, che c'imponiamo noi stessi, anche involontariamente.

Cos'è la nonviolenza attiva?

A volte ci capita di udire questa parola, nonviolenza, ma, anche per via della superficialità dei media, non sempre ne ricaviamo un'idea precisa. La nonviolenza non è il pacifismo, non è una semplice metodologia per le manifestazioni.

La nonviolenza non è l'atteggiamento rassegnato di chi, per paura, evita lo scontro. La nonviolenza è una grande filosofia di vita e un fronte d'azione, che si è sempre ispirata a profonde convinzioni morali e religiose e che, oggi, è l'unica risposta coerente alla spirale di violenza che ci circonda.

Pertanto la nonviolenza e la nonviolenza attiva consistono in un impegno personale, in uno stile di vita e un metodo per il cambiamento sociale.

"NONVIOLENZA" si scrive senza trattino separatore, perché non è la semplice negazione della violenza bensì un valore autonomo e positivo.

CON LA PARTECIPAZIONE DI: Angelo Baracca - Mohammed Bakri - Vittorio Bellavite - Daniele Biacchessi - Paolo Bolognesi - Rita Borsellino - Roberto Burlando - Maria Cuffaro - Marco Deriu - Manuela Dviri Norsa - Claudio Fragasso - Pina Grassi - Hans Kristensen - Giovanni Impastato - Aurelio Mancuso- Luca Mercalli - Luisa Morgantini - Ottavia Piccolo - Giorgio Schultze

ADERISCONO TRA GLI ALTRI: Giorgio Albertazzi - Noam Chomsky - Ascanio Celestini - Lella Costa - Anna Falchi - Dario Fo - Claudia Gerini - Vladimir Luxuria - Gianluca Pessotto -Francesco Sarcina delle Vibrazioni - David Riondino - Roberto Vecchioni - Dario Vergassola -Paolo Virzì

PROGRAMMA

Venerdì 17 ottobre - Palazzetto dello Sport (Palalido)

Ore 15.30-18.00
Sessione plenaria d'apertura
Saluti delle autorità (si sta definendo la partecipazione del Presidente della Bolivia, Evo Morales)
Presentazione della Marcia Mondiale della Pace e della nonviolenza, che percorrerà tutto il pianeta. Un'impresa mai tentata nella storia, un'azione organizzata per la prima volta a livello mondiale, che punta a riunire tutte le organizzazioni e persone che vedono nella nonviolenza l'unica, vera via d'uscita rispetto alla crisi mondiale.

Ore 18.30-19.30
Tavola rotonda: "Fermare la guerra nucleare. Il ruolo dell'Europa"
Ore 20.00
Cena
Ore 21.00
Spettacolo teatrale con Daniele Biacchessi

***

Sabato 18 ottobre - Università degli Studi di Milano - Bicocca

Ore 10.00-19.00
Tavole rotonde e tavoli tematici su:
Arte ed espressioni popolari - Culture, migrazioni e cooperazione internazionale - Diritti umani - Ecologia e ambiente - Economia alternativa - Educazione - La menzogna dell'informazione - Mezzi di comunicazione - Movimento studentesco - Non-discriminazione - Nuove generazioni - Pace e disarmo - Partiti politici - Salute - Spiritualità e religiosità - Tecnologia digitale

...e inoltre seminari, laboratori, esposizioni, presentazioni di libri e film.

Palazzetto dello Sport - Palalido

Ore 15.00-18.30
Attività e incontri dedicati ai bambini, mostre e lavori creativi.

Ore 20.00
Cena

Ore 21.30
Concerto per la nonviolenza

***

Domenica 19 ottobre - Palazzetto dello Sport (Palalido)

Ore 14.30-16.00

Conferenza: "Oltre la giustizia, al di là della vendetta". Testimonianze di chi ha trasformato il dolore in impegno sociale e nuova umanità. Con Rita Borsellino, Pina Grassi, Giovanni Impastato, Paolo Bolognesi, Claudio Fragasso, Manuela Dviri Norsa. Moderatrice: Maria Cuffaro (Tg 3). Pièce teatrale con Ottavia Piccolo.

Ore 16.30-19.00
Sessione plenaria
Sintesi dei lavori
Discorsi conclusivi

N. B.: Durante la manifestazione sarà anche possibile raccogliere firme contro il lodo Alfano. Per info: Franca Banti - 335/7792718

Spunti di riflessione...

 






 


 

In mezzo a noi

Bibbia in tv. Sembra un controsenso, un ossimoro mediatico, eppure è accaduto. Per una settimana, senza soste. Solo un assaggio per il grande pubblico, domenica scorsa, alle 19 su Raiuno, poi la prosecuzione su Rai Educational. Dunque, Bibbia in tv. Ininterrotta, fluida, senza soste, che non fossero quelle del respiro e del raccoglimento. Sostanza, natura, anzi, creazione. Soprattutto, senza commento. L'unico commento era affidato, dico, agli sguardi, ai toni, agli accenti e, ancora una volta, ai fiati. Ai sorrisi e alle vibrazioni di voce.



"In principio" è proferito come un barbaglio di voce. La voce del Papa ha un biancore inatteso. Tremola come lo scintillio dei primi passi, è vuota come lo sguardo di Adamo nel Giudizio Universale: fidente, inerme, un uomo-bambino. L'intera vita di Adamo fu di 930 anni; poi morì. E' toccato a Roberto Benigni il lungo e faticoso elenco delle interminabili vite dei primi uomini, l'elenco quasi contabile di patriarcati impossibili, per poi giungere, comunque, a quel "morì", pronunciato a mezzo d'un respiro, trinciando l'aria lieve e immota. E Benigni è riuscito a dar significazione, con la sua stessa presenza libera, senza cravatta, con lo sguardo vivido e arguto, a quel lungo stillicidio di nomi. "Morì" è una solennità. Una pausa, una croma. Morì, e in un attimo Benigni ha fatto ritrovare, nella parabola dell'esistenza umana, il gesto ricapitolatore e il ritrovato abbraccio, proprio lì, all'ultimo, nel mezzo d'un mondo già caotico e decaduto, la naturalità composta e quasi rigenerante della morte, resa transito e svelamento. E, al tempo stesso, la sua estrema contraddizione e violenza: l'uomo era destinato all'eternità, la fine è il frutto della corruzione, dall'estremo marchio di Caino all'atrocità di Lamech di fronte alle atterrite mogli.
Bibbia senza commento, Bibbia, direi, senza psicoanalisi, senza razionalizzazione alcuna, se non la storia scolpita nelle laringi, nei secoli deportati e saggi del rabbino Cohen, nell'alabastro iconico del giovane patriarca ortodosso, nella ferialità d'una comune famiglia. "Il libro che viene dopo tutti i libri", la definiva Testori, perché capace di riassumerli tutti, in un pugno, in una manciata. Bibbia silenzio vivo, auscultato e reso vibrante una domenica d'ottobre, forza antica nel clangore delle nostre esistenze sovrappensiero, colorate e scintillanti. Stupore solido, come quello che deve aver provato Edith Stein, molti anni addietro; di quelli che fa chiudere il volume, per suggerire, all'anima più che al cuore, "questa è la Verità"; e lo è sul serio.

 

                  Daniela Tuscano

Forum Europeo Umanista a Milano il 17-18-19 Ottobre 2008


Forum Europeo Umanista


Milano 17.18.19 ottobre 2008

http://www.humanistforum.eu/it/info/contesto

 


 


I governi europei sostengono di voler “promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei loro popoli“, ma poi partecipano alle guerre scatenate dagli Stati Uniti e non si oppongono alla nuova, folle corsa agli armamenti nucleari; lo scontro tra le culture è fomentato a detrimento del dialogo e della cooperazione, mentre si rafforzano i fanatismi e il razzismo; l'avidità e il miope egoismo dei potenti stanno distruggendo le risorse ambientali e il futuro delle giovani generazioni. I sogni di progresso, uguaglianza e sicurezza si sono tradotti in affari per pochi e in debiti per la maggioranza. Autoritarismo, manipolazione dell'opinione pubblica ed esclusione dei cittadini dalle decisioni sono prassi quotidiana nell’esercizio del potere.

Coloro che governano il nostro continente non possono immaginare un futuro diverso da quello che consente loro la legge del mercato, alla quale restano incatenati. Essi ormai non rappresentano più i popoli d'Europa, nei quali sta cominciando a manifestarsi una nuova sensibilità.

Esiste un movimento sociale nascente, che sta iniziando a prendere coscienza di se stesso. Questo movimento rifiuta la violenza, spinto da un forte impulso morale.

Tale rifiuto implica non solo l’impegno contro tutte le forme di violenza, che stanno producendo dolore e sofferenza in Europa e nel mondo, ma anche la scelta della nonviolenza come metodologia d’azione.

Nella crisi globale che sta attraversando l’umanità, la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra via d’uscita per garantire la

sopravvivenza e lo sviluppo dell’umanità e realizzare un mondo senza violenza.

Il cammino verso la nonviolenza è un percorso intenzionale, che richiede un profondo cambiamento personale, la riconciliazione con se stessi e con gli altri, imparando a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti, nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione.

In questo contesto, è necessario creare ambiti di confluenza, interscambio e discussione

per coloro che aspirano a mettere in moto un nuovo modello di sviluppo, che abbia come fondamento etico e come metodologia d’azione la nonviolenza attiva. Questi ambiti di incontro si apriranno alle forze sociali, politiche, economiche, gli intellettuali e a ogni persona che voglia coordinare azioni, definire progetti e rafforzare l’enorme potenza dell’azione nonviolenta.

Nel Forum Umanista Europeo, che si terrà a Milano nell’ottobre del 2008, i popoli d'Europa si incontreranno per lavorare alla costruzione di un’Europa aperta al futuro, diversa, accogliente, nonviolenta e solidale, capace di aprire i nuovi orizzonti e i nuovi cammini che l’essere umano ha bisogno di percorrere e di dare il proprio apporto alla nascita della Nazione Umana Universale, la nuova civiltà planetaria libera dalla violenza.

Il programma del forum, in via di definizione, prevede tavoli di lavoro su:


  • Economia alternativa

  • Anti-discriminazione

  • Diritti umani

  • Culture, migrazioni e cooperazione internazionale

  • Arte ed espressioni popolari

  • Ecologia e Ambiente

  • Pace e Disarmo

  • Sanità

  • Educazione

  • Mezzi di comunicazione

  • Movimento studentesco

  • Religiosità e spiritualità

  • Tecnologia digitale

  • Partiti politici

  • Nuove generazioni

  • La menzogna dell'informazione


E inoltre seminari, conferenze, laboratori, dibattiti su temi di attualità, esposizioni, presentazioni di libri e film, eventi artistici e tutti i contributi che organizzazioni e singoli vorranno fornire.

 



Area tematica PACE e DISARMO

Partecipate Area Tematica PACE E DISARMO



L’area tematica “Pace e Disarmo” è attiva dal 2003, con la partecipazione di persone di diversi paesi europei: con il nome di “Commissione Pace e Nonviolenza”,ha preso parte alla riunione della Regionale Umanista Europea a Praga nel 2003, a quella di Budapest del 2004 e al Forum Umanista Europeo di Lisbona del 2006.

Tutti questi appuntamenti sono stati occasioni di interscambio, confronto e condivisione di esperienze e presentazione dei documenti elaborati dai partecipanti sulle tematiche legate alla pace, con l’obiettivo di fornire dati poco conosciuti, uniti ad un punto di vista umanista.

Si sono così affrontati temi come la Costituzione Europea (poi bocciata nei referendum del 2006 in Francia e Olanda), la produzione e il commercio di armi, le bombe nucleari, la politica estera europea e la presenza di truppe di paesi europei al seguito delle guerre degli Stati Uniti in Afghanistan e Iraq, il conflitto Palestina-Israele, i genocidi, l’andamento della spesa militare mondiale ecc.

I partecipanti all’area tematica sono inoltre attivi in molte iniziative e campagne, da Europe for peace, per un’Europa libera dalle armi nucleari, al movimento contro le basi USA in Repubblica Ceca, dalle manifestazioni e i simboli della pace in Ungheria, all’organizzazione di forum e conferenze con esperti e militanti in Spagna ed Italia, fino alla raccolta di firme in Italia per leggi di iniziativa popolare sul disarmo nucleare e le basi militari.

In occasione del Forum Umanista Europeo dell’ottobre 2008, nel tavolo di lavoro “Pace e Disarmo” i rappresentanti di varie organizzazioni europee si incontreranno per definire punti in comune, lanciare iniziative di appoggio reciproco e momenti di mobilitazione.

Oltre a questo incontro di interscambio, che si terrà la mattina di sabato 18 ottobre all’Università Bicocca, abbiamo organizzato tre tavole rotonde su temi importanti legati al nostro campo di attività, invitando esperti ed attivisti di vari paesi: il nostro interesse è quello di approfondire temi come le armi nucleari, ma anche di ascoltare esperienze poco conosciute, che dimostrano come la voce della nonviolenza possa levarsi anche nei luoghi più violenti del mondo e di conoscere storie interessanti e incoraggianti alla “Davide contro Golia”.

Ecco il programma in via di definizione:

Venerdì 17 ottobre al Palalido:

Tavola rotonda su: Fermare la guerra nucleare, il ruolo dell’Europa


  • Oratori confermati

  • Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo

  • Hans Kristensen, Direttore del Nuclear Information Project, Federation of American Scientists (video messaggio)

  • Angelo Baracca, professore di fisica all’Università di Firenze

  • Giulietto Chiesa, europarlamentare

  • Pol D'Huyvetter, International Office, Mayors for Peace 2020 Vision Campaign


Sabato 18 ottobre, Università Bicocca

h. 10-13 Incontro tra attivisti e rappresentanti di varie organizzazoini per definire punti in comune, lanciare iniziative di appoggio reciproco e momenti di mobilitazione.

h. 15 Tavola rotonda su: “Scudo anti-missile e militarizzazione dell’Europa

Oratori confermati:


  • Jan Tamas, portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca

  • Angelica Romano, Comitato pace, disarmo e militarizzazione del territorio, Napoli

  • Massimo Zucchetti, Politecnico di Torino

  • Lindis Percy, Coordinatore Campaign for the accountability of American bases - CAAB

  • Vittorio Agnoletto, europarlamentare

  • Silvano Caveggion, Rete Lilliput, Vicenza



h. 15 Tavolo di lavoro sulla campagna "Banche Armate"



h. 17 Tavola rotonda su “Una soluzione nonviolenta per il conflitto Israele-Palestina”

Oratori confermati:


  • Noam Livne, "refusnik" israeliano

  • Monica Czyza, Centro delle Culture di Barcellona

  • Giorgio Forti, Rete degli ebrei contro l’occupazione

  • Luisa Morgantini, Vice-presidente del Parlamento Europeo

  • Felicity de Zulueta, Centro per il trattamento dei traumi, Maudsley Hospital, Londra


h. 17 "Sosteniamo LaOnf, il movimento nonviolento iracheno"

Martina Pignatti Morano di Un ponte per...

"Popolazioni bersaglio di guerre ed occupazioni: le vittime, le armi, l'eredità dei danni e i contesti delle resistenze a Gaza, in Iraq e in Libano"


  • Giuditta Brattini, la Gazzella

  • Muhamed Tareq, Conservation Center of Environmental and reserves in Fallujah & Monitoring Net of Human Rights In Iraq (MHRI) 

  • Paola Manduca, New weapons


Popolazioni bersaglio delle guerre ed occupazioni- le vittime, le armi, l'eredità di danni e i contesti delle resistenze in questi 3 paesi: Gaza, Iraq e Libano

 


Giuditta Brattini, Associazione la Gazzella

Muhamed Tareq, Conservation Center of Environmental and reserves in Fallujah & Monitoring Net of Human Rights In Iraq (MHRI)

Paola Manduca, newweapons


Presenteranno dati raccolti sul campo nei 3 paesi.

Illustreranno l'uso di armi illegali nel contesto delle regole ed accordi internazionali, da parte di USA ed Israele e del loro uso rivolto consapevolmente a colpire le popolazioni. Discuteranno della inefficacia degli organismi internazionali che hanno mandato di controllo e giudizio. Descriveranno metodi per cercare la verità sull'uso di armi letali e subletali, e soprattutto descriveranno il lascito di queste forme di guerra nella vita presente e futura e nei corpi delle vittime civili e dei loro figli, con particolare riguardo ai bambini offesi.


Una mezz'ora o più sarà dedicata al dialogo con la platea.

Saranno disponibili copie della campagna per gli accademici perseguitati in Iraq e per i rifugiati Iracheni e si raccoglieranno firme e fondi per queste campagne.

Sarà aperta la raccolta di fondi per assistere i bambini feriti e cronicizzati di Gaza.



Mostra fotografica "USA e getta": l'isola sarda della Maddalena viene abbandonata dalle forze armate statunitensi, che però lasciano indelebili segni di contaminazione.


 


 



Link utili


www.nonviolence.cz


www.mondosenzaguerre.org


www.unfuturosenzatomiche.org

www.europeforpeace.eu


forodesarme.blogspot.com

it.youtube.com/mondosenzaguerre

www.usaegettaprogetto.com


www.marchamundial.org


Senza titolo 948

  QUESTO E' UN VECCHIO MACINA PANE SECCO A MANOVELLA !  L'AVETE MAI VISTO ?  :-)


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In mezzo a noi

Bibbia in tv. Sembra un controsenso, un ossimoro mediatico, eppure è accaduto. Per una settimana, senza soste. Solo un assaggio per il grande pubblico, domenica scorsa, alle 19 su Raiuno, poi la prosecuzione su Rai Educational. Dunque, Bibbia in tv. Ininterrotta, fluida, senza soste, che non fossero quelle del respiro e del raccoglimento. Sostanza, natura, anzi, creazione. Soprattutto, senza commento. L'unico commento era affidato, dico, agli sguardi, ai toni, agli accenti e, ancora una volta, ai fiati. Ai sorrisi e alle vibrazioni di voce.

"In principio" è proferito come un barbaglio di voce. La voce del Papa ha un biancore inatteso. Tremola come lo scintillio dei primi passi, è vuota come lo sguardo di Adamo nel Giudizio Universale: fidente, inerme, un uomo-bambino. L'intera vita di Adamo fu di 930 anni; poi morì. E' toccato a Roberto Benigni il lungo e faticoso elenco delle interminabili vite dei primi uomini, l'elenco quasi contabile di patriarcati impossibili, per poi giungere, comunque, a quel "morì", pronunciato a mezzo d'un respiro, trinciando l'aria lieve e immota. E Benigni è riuscito a dar significazione, con la sua stessa presenza libera, senza cravatta, con lo sguardo vivido e arguto, a quel lungo stillicidio di nomi. "Morì" è una solennità. Una pausa, una croma. Morì, e in un attimo Benigni ha fatto ritrovare, nella parabola dell'esistenza umana, il gesto ricapitolatore e il ritrovato abbraccio, proprio lì, all'ultimo, nel mezzo d'un mondo già caotico e decaduto, la naturalità composta e quasi rigenerante della morte, resa transito e svelamento. E, al tempo stesso, la sua estrema contraddizione e violenza: l'uomo era destinato all'eternità, la fine è il frutto della corruzione, dall'estremo marchio di Caino all'atrocità di Lamech di fronte alle atterrite mogli.

Bibbia senza commento, Bibbia, direi, senza psicoanalisi, senza razionalizzazione alcuna, se non la storia scolpita nelle laringi, nei secoli deportati e saggi del rabbino Cohen, nell'alabastro iconico del giovane patriarca ortodosso, nella ferialità d'una comune famiglia. "Il libro che viene dopo tutti i libri", la definiva Testori, perché capace di riassumerli tutti, in un pugno, in una manciata. Bibbia silenzio vivo, auscultato e reso vibrante una domenica d'ottobre, forza antica nel clangore delle nostre esistenze sovrappensiero, colorate e scintillanti. Stupore solido, come quello che deve aver provato Edith Stein, molti anni addietro; di quelli che fa chiudere il volume, per suggerire, all'anima più che al cuore, "questa è la Verità"; e lo è sul serio.




Italians

L'uomo non è la somma di quello che ha,
ma la totalità di quello che non ha ancora
e di quello che potrebbe avere.





 


Un'ora della vita in duemila caratteri.
Conto alla rovescia in vista di un'occasione speciale.


Il 3 dicembre 2008 "Italians", il forum con Beppe Severgnini, compie dieci anni. Per l'occasione, il Corriere della Sera e Rizzoli Libri propongono un esercizio collettivo di scrittura: "Italians, una giornata nel mondo". Scegliete un'ora della vostra giornata, e raccontatela in 2.000 (duemila) caratteri. Avete un mese di tempo, fino al 31 ottobre. Dal 1 al 15 novembre sarà possibile votare i 240 migliori contributi (dieci per ogni ora del giorno). Il 3 dicembre diventeranno un e-book, che potrà essere scaricato dalla rete: "Italians, una giornata nel mondo". Una Polaroid di parole, un'istantanea della nuova diaspora italiana che s'aggiunge al libro che Beppe Severgnini ha scritto per il decennale, raccontando i suoi viaggi e i suoi incontri con i lettori in cinque continenti: "Italians - Il giro del mondo in 80 pizze" (Rizzoli, dal 30 ottobre).



Continua qui:
 La gara di «Italians»