11/02/09

Lettera sulla Carità/Agàpe

Grassetti nostri.
 


 


La sera della morte di Eluana, alle ore 21,30 circa suona il mio telefono. Una voce di donna dice: “Ora sarete contenti. L’avete ammazzata. Siete nazisti”. Ho messo giù il telefono, senza proferire parola. Se l’irrazionalità raggiunge simili livelli abissali, svanisce qualunque parola di confronto.
Mi ha addolorato vedere cattolici, uomini e donne, preti e qualche cardinale parlare con sicurezza di “assassinio” e altre nefandezze. Ho visto la scritta su un muro vicino alla clinica che diceva “Beppino boia”. Credo che un cattolico avrebbe dovuto essere legato come ad una roccia solida alla Parola: Non giudicate e non sarete giudicati; con il giudizio con cui giudicate sarete giudicati; e con la misura con cui misurate vi sarà misurato (cf Mt 7,1-2). Avrei voluto ascoltare parole come: «Tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e non li hai abbandonati» (Ne 9,17). Come si concilia l’urlo di «assassino» con il rosario in mano o la croce sbandierata come una spada di morte? Ho visto l’assalto all’ambulanza con la stessa atroce violenza di chi voleva linciare lo stupratore catturato. Ho visto e ho chiesto perdono nel mio cuore perché questa non è la mia chiesa, non è la Chiesa di Gesù. E’ solo un branco di animali che sarebbero capaci di uccidere mentre proclamano la sacralità della vita. Il 3° comandamento «Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo Dio» (Es 20,7), Dio lo ha pensato apposta per i cattolici, perché sapeva che avrebbero bestemmiato facendo finta di pregare.



I cattolici hanno il diritto di pensare in modo diverso, ma non hanno il diritto di imporsi agli altri, magari con le ingiurie e gli insulti. Quando un cattolico insulta la coscienza di un padre e di una madre che per diciassette anni hanno salito il calvario insieme alla figlia e non sono ricorsi al metodo dei farisei, ma si sono rivolti allo Stato e alla Magistratura per avere una risposta ad un dramma, non solo sbaglia sempre, ma nega e infanga quel Dio in cui crede di credere. Il peccato di questi lanzichenecchi della religione urlata e violenta non sarà perdonato né in cielo né in terra perché è un peccato contro l’Amore che è lo Spirito Santo. Avrei voluto che i sedicenti cattolici avessero letto le sublimi parole che scrive San Paolo ai cristiani di Corinto:

«1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi l’Agàpe, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna ... 4 L’Agàpe è paziente, è benigna l’Agàpe; non è invidiosa l’Agàpe, non si vanta, non si gonfia,  8 L’Agàpe non avrà mai fine … 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e l’Agape; ma di tutte più grande è l’Agape!» (1Corinzi 13,1-8).

La stessa lettura attualizzata fino all’estremo teo-cristo-logico, suona così:
1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi Cristo, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna ... 4 Cristo è paziente, è benigno Cristo; non è invidioso Cristo, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 Cristo non avrà mai fine…13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e Cristo; ma di tutte più grande è Cristo!

Noi sappiamo purtroppo che i cattolici hanno tanto rispetto per la Bibbia che non la leggono nemmeno e le loro sguaiate dimostrazioni violente e le loro grida per strada ne sono la prova. No! Essi non rappresentano Gesù Cristo e tanto meno Dio perché Dio per fortuna nostra non è cattolico, praticante e osservante, ma è il Padre di Gesù Cristo che svela la sua tenerezza perché «Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui (Gv 3,17). Avrei voluto che i cattolici fossero andati per strada e avessero gridato a squarciagola: Beppino, Sati ed Eluana Englaro, venite da noi, voi che siete stanchi e oppressi, ed noi vi daremo ristoro (cf Mt 11,28). Hanno invece fatto come i farisei e gli scribi che «legano fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito» (Mt 23,4).


Dov’erano questi cattolici che amano la vita ad ogni costo, in tutti questi 17 anni? Uno di loro è mai andato a fare una notte di assistenza, un’ora di compagnia, mezz’ora di aiuto? Si sono svegliati all’improvviso, al suono delle trombe e dei tromboni con candele, bottiglie e cibo come se andassero ad un pic-nic fuori porta. Dio ci scampi da codesto modo di cattolici. Ancora una volta, molti hanno perso l’occasione propizia per tacere.

Io non so che cosa avrei fatto nelle condizioni date in cui si è trovato papà Beppino, io so che ho invocato la morte per mia mamma e la invocherei anche oggi e forse mi spingerei anche più in là. Non so, ho poche certezze e molti dubbi. So però anche che lo Stato deve tutelare il diritto di ciascuno di agire e scegliere secondo coscienza, senza aggravi particolari. Paolo VI nel 1970 scrisse una lettera al card. Jean Marie Villot in cui afferma: «Pur escludendosi l’eutanasia, ciò non significa obbligare il medico a utilizzare tutte le tecniche di sopravvivenza che gli offre una scienza infaticabilmente creatrice. In tali casi non sarebbe una tortura inutile imporre la rianimazione vegetativa, nell’ ultima fase di una malattia incurabile? Il dovere del medico consiste piuttosto nell’adoperarsi a calmare le sofferenze, invece di prolungare più a lungo possibile, e con qualunque mezzo e a qualunque condizione, una vita che non è più pienamente umana e che va verso la conclusione».
Di fronte a queste parole, che provengono da un papa – e che papa! – vorremo che i nostri parlamentari avessero, tutti, un sussulto di orgoglio nazionale e proclamassero, magari con decreto approvato «ad horas» di essere figli e custodi della laicità dello Stato, la stessa non un’altra che è custodita dalla nostra Costituzione che garantisce a ciascuno la libertà di coscienza, senza imporre etiche proprie, purché non lesive delle libertà degli altri, in una visione unitaria e molteplice della convivenza e della dignità della polis civile. A tutti un grande abbraccio.


 

 

("Repubblica sez. Genova", Paolo Farinella, prete)

6 commenti:

compagnidiviaggio ha detto...

meno male che esistono dei preti cosi , sono questi che danno la forza di continuare a credere

anonimo ha detto...

voglio ricordare il sig. farinella, si, dico sig. e non don, che è fuori dalla chiesa. E' ora di fare un pò di ordine e scomuniche perchè non se ne può più di falsi preti e vescovi di sinistra. Apostati.

compagnidiviaggio ha detto...

mi spiace caroa anonimoa ,ma essi sono i migliori e sono la chiesa moderna e non la chiesa chiusa nella sua torre d'avorio per poi piangere per crisi di vocazione o perchè la gente non va più in chiesa . mi farebbe piacere che ti firmassi anche solo con il nome o uno pseudo e magari un sito o unemail secondaria su cui replicare . Perchè nascondersi è come vergognarsi di quel che scrivi

francyna ha detto...

ti ho linkato, mi piace leggerti.

un caro saluto.

Shaman81 ha detto...

la gente fa presto a parlare....


credono forse che il padre di eluana sia stato contento di vedere sua figlia morire?


quell'uomo è morto insieme a lei, 17 anni fa.


ma la gente non lo capisce.

basta che aprono la bocca e parlano. ma a parlare si fa presto, no?

tanto chi soffre è suo padre.

anonimo ha detto...

L'anonimo (perché ovviamente si guarda bene dal farsi riconoscere) si sente offeso dalle parole di don Farinella - che conosco di persona, e il cui pensiero diffondo quindi ogni tanto -, giungendo ad augurargli la scomunica, che non ha mai invocato, naturalmente, per i sacerdoti lefebvriani riammessi allegramente dal "Papa" senza alcun previo pentimento. Vescovi nazisti, per cui le camere a gas o non sono esistite, o servivano per disinfettare. Vescovi che continuano a considerare "deicidi" gli ebrei, falsi e bugiardi i seguaci di altre religioni. Che si battono come forsennati contro la libertà di pensiero e di opinione, e che se fossero ancora al timone della Chiesa (ma potrebbero tornare, e vedremo se l'anonimo ne sarebbe realmente felice) il signore qui sopra non potrebbe nemmeno esser libero di vomitare le sue ingiurie. Vescovi che considerano il Vaticano II (l'anonimo puà cercare cos'è su Google) "la cloaca massima delle eresie", ed eretici tutti i Papi dopo Pio XII (e naturalmente questo, che la pensa come loro).

E Ratzinger non poteva ignorare il loro "pensiero", del resto da sempre chiarissimo, perché l'antigiudaismo e l'intolleranza stanno alla base della "teologia" del loro "santo" fondatore, già razzista e colonialista. Vescovi che celebrano per i razzisti di Forza Nuova e per i nostalgici dei macellai della X Mas, da essi considerati eroi e martiri, mentre i partigiani erano una specie di "setta satanica". Vescovi che, come l'anonimo, evocano astrattamente la vittima sacrificale E., ne maledicono il mite padre, le donne che abortiscono ma non i mafiosi. Vescovi in una Chiesa che nega i funerali a Welby ma non a Pinochet, che chiude le porte di San Giovanni a un poveraccio che penava, inascoltato, dall'età di 18 anni ma che tiene tumulato in San Pietro il boss della Magliana. L'anonimo non invoca la scomunica per i "cristianissimi" dello sgoverno che certamente appoggia, autori d'una legge-vergogna contro l'assistenza medica agli immigrati. Non si scandalizza per le guerre perpetrate dai salmodianti della "democrazia occidentale", se ne strabatte dello strazio per fame e sete di tanti milioni di esseri umani nel mondo, la maggior parte bambini, sacrificati in nome del profitto e del benessere del capitalismo armato, lo stesso che Ratzinger, nella prefazione al libro del suo amico Pera, giunge addirittura a definire "voluto da Dio"!

L'anonimo è tanto cristiano da scambiare parole EVANGELICHE per proclami "di sinistra" (ovviamente nulla da eccepire se fossero state di destra), ma del resto don Farinella l'ha detto esplicitamente: non li si chiami cristiani. Si tratta infatti di atei, anzi, di miscredenti, però molto legati, per convenienza, alla Chiesa gerarchica come garante dell'ordine costituito. Non a caso Mussolini blaterava: "Io non sono cristiano, sono cattolico". E lo era come oggi lo sono il già citato Pera, i Feltri, i Ferrara, tutta gente che il "Papa" ama molto e che manifestamente se ne infischia del messaggio di Gesù, ma che prova una gran simpatia per il Vaticano come alleato nel mantenimento del potere. Trono-altare, come nell'Ancien Régime.

Da molti anni vado ripetendo che dietro questi perbenisti borghesi, all'apparenza moderati, si nascondono lupi feroci. E' bene che adesso vengano allo scoperto, anche se vigliaccamente si occultano dietro il paravento del monitor. Gesù diceva: li riconoscerete dalle loro azioni. Potrei aggiungere: anche dai loro volti. Non ho mai visto quello dell'anonimo. Ma posso immaginare egualmente la luce spietata dei suoi occhi. Conosco molto bene quella luce, si è insinuata sinistramente in molti tragici periodi della storia umana.