

Così, alla nudità spigolosa d'un nudo woolfiano corrispondeva il corpo volutamente scompaginato, antiretorico di Jerry Hall, non più ieratica diva ma star dei postriboli dall'occhio adunco. Assai più rilassata laDonna con c
ane bianco, dal seno cadente, estenuato,

mancante e tuttavia platealmente bello nella sua totale naturalezza. Freud ha realizzato un immenso affresco di carne roboante, eccessiva, spesso malata, non di rado obesa, come nel caso del goloso e sensualissimo Leigh Bowery, epifania eunuca, più simile a Divine che a Genet. Ma anche forte, impudico, vanitoso, orientale: in bilico tra erotismo e pornografia, ha svelato tutto il pote
nziale

della seduzione maschile. Freud, semplicemente e pienamente, viveva. Se si spingeva troppo in là, ce ne accorgevamo solo in seguito. In IB e suo marito io immaginavo fughe in scooter, odore di fienagioni, giarrettiere scomposte, talamo di superstiti campagne. Invece no. Freud aveva ritratto nientemeno che la figlia col marito, un attimo dopo l'abbandono, o forse prima - ancor più spericolato, in fondo. Come un Cam alla rovescia, ma senza dissacrazione alcuna, Freud aveva osato l'inosabile, staccandosi da quella carne sua, da egli stesso plasmata, e l'aveva dissezionata, immortalandola nella sua pienezz
a di donna. Egli ha offerto su un vassoio, come cibo, l'immagine profonda della società occidentale. Era, probabilmente, l'ultimo artista di respiro universale; ma questa è solo un'immensa periferia di mondo. Nuovi colori e suggestioni oggi ci attraversano, e avanzano, dall'Africa e dall'Asia, a suggellare la parabola dell'esistenza così potentemente innervata in Lucien Freud.
