Cerca nel blog

26.6.08

Estate 2008

Per l'estate 2008 arriva la mitica e intramontabile salopette per sconfiggere l'eterna indecisione che accompagna noi donne.
Ogni giorno dempre la stessa storia :"cosa indosso? Quegli short si abbinano bene con quelle mie scarpe preferite? Forse meglio i jeans?".
E dunque se come me amate essere sbrigative ma allo stesso tempo glamour, tranquille perchè torna alla moda "tutta d'un pezzo", quella che vede vestire le donne con un solo indumento.
Ma attenzione, le salopette per questa stagione cambiano forma : a palloncino o aderenti, short o pinocchietto fino al ginocchio; con alcune che sono dei veri abiti da sera .... quindi ce n'è per tutti i gusti

Senza titolo 640

  QUESTA E' UNA TARGA PUBBLICITARIA DEGLI ANNI 80 DEI GELATI ELDORADO !  VE LA RICORDATE ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

uso strumentale della religione ?

ricevo dalla cdv  dannytusc  questa news 

Articolo apparso sul mensile "Cose Nostre" di Giugno 2008 della Pro-loco della mia cittadina, Caselle Torinese, sede di Alenia, (industria bellica).

Titolo "inaugurato il nuovo F-104 GATE GUARDIAN dell'Alenia Aeronautica".


E' stato posto come monumento all'interno di una piazzola dello stabilimento Alenia un caccia bombardiere  F104 "Starfighter".
Ne segue una serie di ovazioni, una esaltazione del mezzo, soprannominato "il cacciatore di stelle".


Non vi è cenno sul fatto che nella storia degli F-104, (costruiti nel 1964 e rimasti in servizio in Italia fino al 2004), che la Stampa coniò con il triste nomignolo di "bare volanti", siano stati considerati dagli esperti in aeronautica difficili e pericolosi da pilotare.

I "121" F-104 precipitati in 31 anni, su 367 acquistati con 75 aviatori morti e 30 feriti sono dati reperiti nel libro "In un cielo lontano" scritto da Baldassarre Catalanotto ( edizione Petruzzzi),

vedi anche articolo Corriere della  Sera Scorcetante il seguente passaggio: "la cerimonia si è poi conclusa con la benedizione, da parte del nostro parroco Don Claudio, della statua dedicata alla Madonna di Loreto, inserita all'interno del cono di prua dell'F-104."
Sono senza parole, per aver fatto di un simbolo bellico una cosa estetica e di fede. Come ricordava Don Tonino Bello di Pax Christi: "Limitarsi a chiedere la pace in Chiesa, e non muovere un dito per denunciare la corsa alle armi, la loro fabbricazione e commercio è incoerenza con la testimonianza della verità rivelata dal Vangelo...


per l'articolo  del giornale in questione
www.merlo.org/caselle/608pag5.pdf

Il nome delle emozioni nell'Analisi

Riccardo Preziosi

Per iniziare il discorso vi riporto parte delle speculazioni filosfo C.D.Broad a riguardo del ruolo del cervello nell'esistenza come individui :


"Faremmo bene a considerare, molto più seriamente di quanto finora siamo stati indotti a fare, il tipo di teoria che Bergson espone relativamente alla memoria e alla percezione dei sensi. L'ipotesi è che la funzione del cervello e del sistema nervoso e delgi organi dei sensi sia principalmente eliminativa e non produttiva. Chiunque è capace in ogni momento di ricordare ttto ciò che gli è accadto e di percepire tutto ciò che accade dovunque nell'universo. La funzione del cervello e del sistema nervoso è di proteggerci contro il pericolo di essere sopraffatti e confusi da questa massa di conoscenza in gra parte inutile e irrilevante, cacciando via la maggior parte di ciò che altrimenti percepiremmo o ricorderemmo in ogni momento, e lasciando solo quella picolissima e particolare selezione che probabilità di essere utile in pratica."

"Le porte della percezione" 1958 Aldous Huxley





Se il discorso posto in questi termini può sembrare strano e inverosimile, rivalutando ciò che l'autore vuole sprimere con la parola "cervello" e "sistema nervoso" si può arrivare a una tesi interessante. Questo ruolo di filtro a parer mio è da addurre più al linguaggio che alla macchina nervosa nel suo complesso, che se pur arriva a percepire molto di più di quanto arriva a livello conscio è ovviamente mistica come ipotesi quella che sia in grado di abbracciare tutto l'universo. Ma la porta fra l'inconscio e il conscio è la parola che riduce, facendone oggetto, una infinità di percezioni e di emozioni. Non voglio dilungarmi sulle prime perchè esulano da quello che è mio interesse far notare. Mentre una buona definizione di emozioni si rende necessaria. Infatti per il senso comune l'emozione è generata dalla visione di qualcosa di bello, piacevole, pauroso terribile, oppure da un ricordo come da un pensiero, questa emozione percepita scatena poi all'interno del nostro organismo delle risposte fisiologiche, come la paura, la felicità e così via, corrispondenti alla stupefaciente alchimia che nel nostro cervello permette alla carne di tradursi in esperienza. Questa concezione di emozione, come generatrice di risposte fisiologiche, è totalmente sbagliata, è stato dimostrato che la risposta fisiologica, predeterminata a un determinato simolo, che sia pensiero o oggetto esteriore, oppure memoria o pensiero, si scatena prima del riconoscimento dell'emozione stessa che, a parer mio, può essere sintetizzata come il nome che l'individuo da al complesso di sensazioni che lo affliggono.
Adesso vi chiedo un salto immaginativo e di raffigurarvi mentalmente l'attività cerebrale con i suoi miliardi di neuroni, che al 90% sono costantemente attivi, anche a riposo, anche quando dormiamo. Se venisse riconosciuta ogni singola componente di questa attivazione biologica, l'identità personale ne uscirebbe annichilita, sarebbe tutto e niente, sommersa e schiacciata dalla attività biologica su cui si fonda. E' in questa concezione che penso debba  emergere il ruolo di filtro del linguaggio che da un nome, concretezza e quindi ci permette di percepire le nostre emozioni, il nostro stato d'essere. E' l'esperienza e il contatto con la cultura che ci permette di dare un nome alle cose e alle nostre emozioni, a quelle emozioni che per la quantità di energia che sprigionano all'interno del nostro corpo devono trovare una via d'uscita per lasciare il posto ad altre emozioni e non intasare il sistema nervoso con la stessa reiterata attività, condizione che non ci permettere di vivere, di fare esperienze ulteriori.
Il paziente quando si avvicina all'analista è in questa pietosa condizione, il suo linguaggio non gli permette di nominare le emozioni che lo afflliggono, di viverle e scaricale e progredire nella propria realizzazione come uomo. Al paziente manca la parola, e il correlato biologico del pensiero/parola senza vie di uscita diventa come una diga che deve sostenere un peso superiore al normale, l'apparato psichico per non collassare sotto al peso del suo stesso peso dirotta questa energia dovunque può, fino a culminare nel sintomo che se pur permette di sopravvivere a questa situazione rende la nostra qualità di vita estremamente peggiore.
E' in questo momento che entra in gioco l'analista, che nell'ascoltare i discorsi del paziente capisce qual'è il punto del discorso in cui manca la parola giusta, la parola che permetterebbe al paziente di liberarsi da quell'emozione che ingolfa il suo apparato psichico. Il paziente che dice "il mio problema è che voglio essere un genio" non riesce ad esprimersi in primo luogo a se stesso, perchè il suo problema non è questo desiderio, ma è la paura di essere dimenticato, la frase giusta dovrebbe essere "il mio problema è che non voglio essere dimenticato". Quando l'analista fa notare questa cosa al paziente, proponendo l'anello mancante al pensiero, il discorso/pensiero è libero di continuare a scorrere, e raggiungere nuove strade. Perchè dietro a quel buco posto nella strada del nostro pensare ci sono nuove e infinite strade, nuovi ricordi che rimanevano silenti alla nostra coscienza, ma rumoreggiavano e urlavano al nostro inconscio. E' infatti quando l'analista dona la parola al paziente che questo ricorda, e ricordando il  proprio passato libera le energie ingolfate associate ad esso e al ricordo delle emozioni vissute, che vivono ancora costantemente nella nostra mente, togliendo spazio ad emozioni nuove, a nuove esperienze alla crescita e alla nostra realizzazione personale.

25.6.08

HELPPPPPPP he wants to DIE he is in MILANo

dall'amico \ cdv  doi youtube  cla400 qui la sua scheda ricevo questo video





Associazione Volontariato Canili Milano www.canilimilano.it e-mail info@canilimilano.it Tel  338/83.60.753 Conto Corrente Canili Milano 0528 4758 6490 CAB 01604 ABI 03268  IBAN IT 39 L 03268 01604 052847586490
Rocky è un cucciolo di 7 mesi, sterilizzato, arrivato dalla Sicilia, come lui un altro centinaio di cuccioli, son tutti stati adottati ma contro di lui uno strano destino avverso si è scagliato. Adottato e poi ceduto per ben 4 volte, una serie di circostanze gli son state contrarie. Non ha problemi particolari, va semplicemente educato e amato, come tanti cuccioli, considerando anche che ha cambiato ben 4 famiglia. Ha convissuto con i bimbi ed è buono, non sporca in casa, va solo rassicurato. E' un cane troppo sensibile per stare in canile. Per questo ora andrà in pensione.
Chiediamo di divulgare questo volantino, e di appenderlo ovunque, abbiamo bisogno di trovar a Rocky immediatamente una famiglia, e anche di contributi per mantenerlo.
Grazie a nome del piccolo siculetto sfortunatoaltre  news  le  trovvate  in questiu due  url  sotto

 www.canilimilano.it/immagini/roberta.avi
www.canilimilano.it/index_senzaNews.htm

La lista della spesa

Abolizione ICI: ecco come sarà finanziata

di Paolo Andruccioli

-




Accantonamenti Ministero Solidarietà Sociale, 70 milioni
- Fondo politiche sociali per 8 per mille, 1,25 milioni
- Azzeramento incremento 8 per mille, 60 milioni
- Altri accantonamenti politiche sociali, 50 milioni
- Accantonamenti Ministero della Salute, 20,6 milioni
- Riduzione del 50% contributo all'istituto mediterraneo di ematologia, 3 milioni
- Fondo sostegno per le regioni impegnate nei piani di rientro sanitari, 14 milioni
- Azzeramento del contributo per Istituto Salute dei migranti San Gallicano, 10 milioni
- Osservatorio trasporto pubblico locale, 1 milione
- Fondo trasporto pubblico locale, 113 milioni
- Finanziamento innovazione trasporto urbano, 12 milioni
- Valorizzazione beni immobili pubblici, 10 milioni
- Fondo mobilità alternativa, 4 milioni
- Restauro immobili patrimonio umanità, 10 milioni
- Contributo sale cinematografiche, 2 milioni
- Compensi componenti commissioni tributarie, 3 milioni
- Fondo sviluppo isole minori, 20 milioni
- Contributo accademia scienze terzo mondo, 0,5 milioni
- Collettività italiane all'estero, 10 milioni
- Fondo bonifiche aree militari, 10 milioni
- Finanziamenti apicoltura, 2 milioni
- Trasferimenti per agricoltura in Sicilia, 50 milioni
- Fondi per agricoltura senza Ogm, 2 milioni
- Fondi ricerca nel campo delle biotecnologie, 3 miloni
- Agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa, 1 milione
- Dumping cantierista con paesi asiatici, 10 milioni
- Fondo demolizione naviglio obsoleto, 2,7 milioni
- Efficienza energetica navi passeggeri, 1 milione
- Liberalizzazione cabotaggio marittimo, 5 milioni
- Spostamento trasporto su strada al mare, 77 milioni
- Sicurezza trasporto Calabria e stretto Messina, 20 milioni
- Rifinanziamento trasporto combinato, 15 milioni
- Ammodernamento trasporto ferroviario, 10 milioni
- Fondi per linee ferroviarie Roma-Pescara, 56 milioni
- Interventi E78, Grosseto-Fano, 3 milioni
- Fondi per le fiere, 4 milioni
- Interventi infrastrutturali zona Treviso, 2 milioni
- Interventi banda larga nel Mezzogiorno, 50 milioni
- Fondo passaggio al digitale, 20 milioni
- Fondo per attività nel commercio estero, 12 milioni
- Trasferimento merci verso il trasporto per mare, 10 milioni
- Finanziamento aree marine protette, 4,3 milioni
- Difesa suolo dei piccoli comuni, 3,5 milioni
- Finanziamenti rischio sismico, 1,5 milioni
- Ammodernamento rete idrica nazionale, 30 milioni
- Fondo per la riforestazione, 50 milioni
- Contributo volontario un centesimo per il clima, 1 milione
- Fondo fauna selvatica, 1,5 milioni
- Contributi per le istituzioni culturali, 3,4 milioni
- Contributo Festival pucciniano, 1,5 milioni
- Spesa restauro dei teatri, 1 milione
- Fondo per il ripristino del paesaggio, 15 milioni
- Fondo 150° anniversario Unità d'Italia, 10 milioni
- Fondo funzionamento licei linguistici, 5 milioni
- Alta formazione artistica e musicale, 7 milioni
- Centro ricerca biotecnologie di Napoli, 3 milioni
- Fondo risanamento edifici pubblici, 5 milioni
- Fondo servizi prima infanzia, 3 milioni
- Fondo violenza contro le donne, 20 milioni
- Autorizzazione spesa Telefono Azzurro, 1,5 milioni
- Fondo solidarietà mutui prima casa, 10 milioni
- Corsi formazione Bilancio di genere, 2 milioni
- Inserimento statistiche di genere, 1 milione
- Fondo per l'inclusione sociale immigrati, 50 milioni
- Fondo attività socialmente utili, 55 milioni
- Stabilizzazione lavoratori socialmente utili, 1 milione
- Fondo per lo sport di cittadinanza, 20 milioni
- Fondo eventi sportivi, 10 milioni
- Contributo campionati mondiali di pallavolo, 3 milioni
- Comitato italiano paraolimpico, 2 milioni
- Sistema pubblico di connettività, 10,5 milioni
- Poli finanziario e giudiziario di Bolzano, 6 milioni
- Incremento a favore del Cnel, 2 milioni
- Fondo funzionamento ordinario università, 16 milioni
- Commissario sviluppo Gioia Tauro, 0,6 milioni
- Anniversario Dichiarazione Diritti Umani, 1 milione
- Credito di imposta alle imprese cinematografiche, 16,7 milioni
- Riorganizzazione uffici locali all'estero, 10 milioni
- Sostegno italiani nel mondo (cultura), 5 milioni
- Cultura italiana all'estero, 0,5 milioni
- Imprese amatoriali e flotta marittima, 5,2 milioni
- Promozione sicurezza stradale, 17,5 milioni
- Ricerca e formazione per i trasporti, 0,1 milioni
- Miglioramento sicurezza della navigazione, 1,9 milioni
- Promozione del libro e della lettura, 1,5 milioni
- Responsabilità sociale delle imprese, 1,25 milioni
- Finanziamenti Isfol, 25 milioni
- Finanziamenti in materia migratoria, 1,5 milioni
- Potenziamento viabilità Calabria e Sicilia, 500 milioni


Fonte: www.rassegna.it


 


 


 

amore interrotto

Lo sguardo gli cadde distratto fuori della terrazza. “Notte, tripudiante”. Si domandava se quel paesaggio spennellato con lembi frenetici e caldi fosse adatto a raccogliere le sue tardive inquietudini. Ma già non ci pensava più. Si trovava di fronte un giovanotto dalla bellezza così esplicita da risultare, in qualche modo, banale. Certo facile; e lui non voleva complicarsi la vita.                    “E’ tutto lì”, rifletteva, osservandolo.                                       
E continuava: non ho nemmeno bisogno di corteggiarlo. Con quel fisico da paura.
Così diversi, i suoi occhi, dallo sguardo azzurro che lo aveva irretito, inaspettato e vinto, alcuni anni prima. L’azzurro, si sa, scivola via come acqua. È il colore del vento e dell’aria. Gli aveva chiesto, ridendo: “Dove scappi?”. E quello sguardo si era voltato fissando in una rapida istantanea i ciuffi roridi di sole. Un bagno di gioventù. Le labbra tumide e imbronciate, la pelle bianca e mesta. Forse i suoi gusti erano troppo pucciniani. Musicali.
Lui, che amava rintanarsi nel grembo notturno, era rimasto colpito da quelle suole di vento. Pensava ai suoi sogni di libertà, puro come un’oasi di frescura. Ma catturarli, che illusione! E un brutto giorno, ancora una volta, l’assenza.

Chi gli stava davanti, adesso, era fin troppo presente. Un profilo definito e schietto. Un giovanotto che amava il mare e gli scogli e gli anfratti che mai, mai lui avrebbe violato. Al più, gli bastava dipingerli.
Tese la mano verso quegli occhi ampi e comprensivi. Già avvertiva il calore della pelle abbronzata.

Ma esitò. “Ha una ragazza”.
Occhi scuri.
“Bella”.
Indagatori.
“Intelligente”.
Nitidi.
“Giovane”.
Obliqui.
“Ha un cuore”.
Orfana di gioia.
“Lui la ama”.

Gli abbandonò una virgola di carezza sugli zigomi forti. Poi fletté il capo, umilmente. Rubando un’ispirazione, un effluvio di amore sano. Il ragazzo non aveva smesso di sorridergli, sicuro ed amico come solo i perfettamente normali sanno essere. E lui provò un rapido conforto, in bilico fra crepacci di fuoco.
Daniela Tuscano ( www.lepaginedellanostravita.it )
(dedicato a R. F.)





Tavola Valdese: Caro dottor Letta, no grazie

Maria Bonafede, moderatore della Tavola Valdese interviene su un aspetto del ddl sulle intercettazioni telefoniche




Come è stato ben evidenziato da alcuni organi di stampa, nelle pieghe del disegno di legge governativo in materia di intercettazione telefoniche approvato all'unanimità nel Consiglio dei ministri dello scorso 13 giugno, vi è una norma che suona decisamente eccentrica rispetto all’impianto generale del provvedimento: all’articolo 12, comma 2 lettera C, infatti, si prevede che un magistrato che indaga su reati imputati a un religioso cattolico, debba informare il vescovo competente; qualora l’indagine riguardi un vescovo, il magistrato deve informare la Segreteria di Stato vaticana. A giustificare il provvedimento voluto dal governo presieduto dall’On.Berlusconi a poco più di due mesi dal suo insediamento, si è detto che il testo si limita a esplicitare una norma già contenutanelConcordato del 1984. Lasciamo ai giuristi valutare se si tratti di una semplice "esplicitazione" di norme preesistenti o se, piuttosto, non costituisca una forzatura tesa a garantire un privilegio a una istituzione religiosa – la Chiesa cattolica – che verrebbe preventivamente e tempestivamente informata di eventuali indagini a carico di religiosi, sacerdoti, vescovi.Un ulteriore privilegio riconosciuto a una confessione religiosa, una eccezione del principio secondo il quale la legge è uguale per tutti. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha voluto sottolineare che questa norma non favorisce la Chiesa cattolica e potrà comunque essere applicata anche alle altre confessioni religiose che dispongano di un’intesa con lo Stato ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione e persino a quelle che potranno ottenerla in futuro. E tra queste ci siamo anche noi, valdesi e metodisti, i primi a stipulare l’intesa proprio nel 1984, poco dopo l’approvazione del nuovo Concordato. La considerazione del Sottosegretario Letta sembra quindi interpellarci. Pertanto, ringraziando per l’attenzione espressa nei confronti della nostra come di altre comunità di fede, ci sentiamo in dovere di esprimere una risposta che, per quel che ci riguarda, è negativa.A valdesi e metodisti, infatti, non interessa una norma che garantirebbe ad alcune confessioni religiose dei privilegi rispetto a qualsiasi altra associazione, ente, azienda. Il senso di questo diniego sta in due argomenti: uno civile e laico, l’altro propriamente teologico.Non ci interessa un privilegio di questo tipo perché crediamo fermamente che Chiesa e Stato abbiano competenze diverse: e se non possiamo tollerare che lo Stato interferisca nella libera testimonianza della Chiesa o di qualsiasi altra comunità di fede, al tempo stesso non vediamo la ragione per la quale la Chiesa dovrebbe essere coinvolta nell’azione di un organo dello Stato quale la magistratura. Come cittadini italiani fatichiamo davvero a comprendere come e perché la giustizia italiana, ad esempio nel caso di reati sessuali nei confronti di minorenni, sarebbe meglio tutelata se si informassero le autorità religiose cattoliche dei procedimenti in corso. Non lo crediamo affatto e ci pare davvero anomalo che un provvedimento di questa natura sia stato inserito nel quadro di una norma sulle intercettazioni telefoniche. La seconda ragione è strettamente connessa alla nostra idea della testimonianza cristiana. Siamo convinti che la Chiesa debba testimoniare l’Evangelo senza i condizionamenti che le derivano da riconoscimenti speciali, privilegi, concessioni da parte del potere politico. Come cristiani evangelici sentiamo che il Signore ci ha chiamati ad essere testimoni della sua Parola: e la sua Parola, libera e disarmata, è la nostra forza. Ed anche l’unico privilegio che siamo disposti a riconoscere ed anzi a rivendicare per la Chiesa di Cristo.



Maria Bonafede, moderatore della Tavola valdese





 



Milano Teatro di Razzismo











Milano, 20 giugno 2008. La città di Milano è ancora teatro di una vile, brutale spedizione punitiva nei confronti di un cittadino romeno di etnia Rom, effettuata questa volta da agenti di polizia in divisa. Dopo l'aggressione avvenuta la mattina del 17 giugno nei confronti di Rebecca Covaciu - la bambina che si è aggiudicata il Premio Unicef 2008 per le sue doti artistiche - e dei suoi familiari,ieri sera, 19 giugno 2008, un altro pestaggio, ancora più violento e inquietante, ha colpito il papà di lei, Stelian Covaciu, missionario della Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale. In seguito al primo,drammatico episodio di matrice razzista il Gruppo Every One aveva lanciato un allarme internazionale, coinvolgendo i media nonché numerose personalità della cultura e della politica.
Contemporaneamente i deputati radicali - Pd depositavano un'interrogazione urgente al Ministro degli Interni. Immediatamente dopo la nuova aggressione, Gina Covaciu, moglie di Stelian, chiamava ancora Roberto Malini del Gruppo EveryOne che, insieme a una responsabile dell'associazione milanese Naga, allertava un'ambulanza e le forze della polizia di stato, che accorrevano sul luogo dell'agguato e conducevano l'uomo, pieno di contusioni e traumi interni, sofferente e in stato confusionale, presso l'ospedale San Paolo, dove veniva sottoposto ad esami e ricoverato. E' tuttora in prognosi riservata. Dopo aver allertato il Partito Radicale, che raccoglieva i particolari dell'avvenimento per agire a tutela delle vittime sul piano politico, il Gruppo EveryOne contattava la questura centrale per assicurarsi che le autorità formalizzassero la denuncia di aggressione ed effettuassero indagini scrupolose. "Quando Gina ci ha chiamato," riferiscono i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, "era talmente agitata e disperata che faticava ad articolare discorsi comprensibili. Vicino a lei, Stelian si lamentava, pronunciando parole sconnesse. Quando la donna si è calmata, ci ha raccontato i particolari dell'agguato. Gli stessi energumeni che avevano picchiato, insultato e minacciato i Covaciu si trovavano ancora davanti a loro. Stavolta però erano scesi da un'auto della polizia, in divisa e armati di manganelli. Dopo la prima aggressione, la piccola Rebecca, che è una ragazzina molto intelligente e intuitiva, ci aveva già detto che gli aguzzini della sua famiglia indossavano guanti simili a quelli che indossano i
poliziotti. Sospettavamo che avesse ragione, anche perché un numerocrescente di Rom ci segnala di questi tempi un comportamento violento o intimidatorio da parte delle forze dell'ordine, ma speravamo di sbagliarci. L'ipotesi più grave, invece, è stata confermata dai fattie gli agenti razzisti hanno colpito ancora". Questa volta, però, la violenza degli uomini in divisa si è concentrata su Stelian. La loro azione brutale si svolgeva in piazza Tirana, nei pressi della Stazione San Cristoforo, dove la famiglia vive all'interno di un
riparo di emergenza, fatto di teli e cartone. "Gli agenti si sono avvicinati all'uomo," proseguono i leader Every One, "e l'hanno apostrofato con un tono minaccioso: 'Ci riconosci? Hai fatto un
errore a parlare con i giornalisti, un errore che non devi ripetere' Quindi hanno cominciato a picchiarlo con cieca violenza, sia con ipugni che con i manganelli, riducendolo in condizioni penose. Quindi,mentre Stelian era a terra, l'hanno insultato e minacciato: 'Non raccontarlo a nessuno o per te saranno guai ancora maggiori'. Quando
i due picchiatori si sono allontanati, Gina, i figli e alcuni concittadini di Stelian l'hanno soccorso. Lui si lamentava ed era in evidente stato di shock". Intanto un'attivista sopraggiungeva sul posto e raccoglieva numerose testimonianze da parte dei Rom che vivono nei dintorni della stazione di San Cristoforo, che confermavano le parole di Gina Covaciu ovvero che due poliziotti in divisa, scesi da un'auto della polizia, erano gli autori del violentopestaggio. "E' necessario che si ponga fine a questa persecuzione, concludono gli attivisti, "perché il diffondersi dell'odio razziale di cui sono latori politici e numerosi media, ha scatenato unasequenza impressionante di atti di violenza nei confronti dei cittadini Rom. Sappiamo che le forze dell'ordine sono formate per la maggior parte da agenti che operano seguendo il codice etico europeo.


Ci appelliamo anche a loro affinché i razzisti e i violenti sianoisolati e perseguiti, mentre le famiglie Rom, che rappresentano la parte più vulnerabile della società, siano protette. La violenza contro i Rom e le intimidazioni nei confronti degli attivisti che si battono per i diritti dei 'nomadi' crescono, in Italia, ogni giorno che passa. Famiglie intere vengono braccate fin sotto i ponti, nelle case abbandonate, nei parchi. Forze dell'ordine, sindaci e assessori\sceriffi, squadristi e giustizieri hanno scatenato una cacciaall'uomo tanto feroce quanto irrazionale. I Rom vengono costretti a fuggire da un luogo all'altro, privati di qualsiasi forma di sostentamento - dall'elemosina ai servizi di strada - ridotti afuggiaschi disperati, affamati, malati, senza alcun diritto. Nedo
Fiano, Piero Terracina, Goffredo Bezzechi, Tamara Deuel, MirjamPinkhof, tutti sopravvissuti all'Olocausto, avvertono conpreoccupazione i cittadini europei affinché non cedano alle seduzioni del razzismo e paragonano la persecuzione dei Rom agli anni della Shoah, gli sgomberi e le spedizioni punitive ai pogrom. Rebecca, lafiglia 12enne, di Stelian, è un grande talento, che l'Unicef ha premiato proprio nel 2008, ma che l'Italia punisce ogni giorno con ilveleno dell'emarginazione, della povertà, dell'odio e della violenza.Un Paese che si rende colpevole di una simile ingiustizia, un paese che accetta tanta violenza, tanta crudeltà verso un intero popolo èun paese imbarbarito, è un Paese che ha perso la strada dei Diritti Umani ed è vicino a una crisi dei valori tanto grave da essere paragonata all'Italia delle leggi razziali, dei manganelli, dellecamicie nere e dei treni per Auschwitz".


 





Siti consigliati:




www.lasvolta. org
www.brahmaweb.net


www.pumilano.it

Madre di Luce: Luoghi d'amore materno tra il Sacro e l'Umano

C'è il nuovo E-book scaricabile gratis: 




http://www.praticomondo.net/download/downloadpage.htm


E' una produzione di Praticomondo realizzata dal geniale team guidato da Pratico in persona e realizzato da Vinnie Commedia ai quali vanno la mia viva riconoscenza e la personale soddisfazione.  Un progetto multimediale gradevolissimo al quale ho contribuito con le mie opere.



Si tratta di un flip book dei miei quadri, scelti e stupendamente commentati dalle poesie di Maria Serena Peterlin che ad essi si è ispirata.


Il flip book si chiama MADRE DI LUCE ed ha come argomento la maternità. Maria Serena dedica la sua fatica alle donne nelle quali la maternità si è già espressa o si esprimerà in tutte le forme che loro desiderano per sè e i loro cuccioli.


L'accesso è semplicissimo, basta cliccare sull'indicazione "clicca qui":  buona visione e grazie per la vostra attenzione.


Lucia







Lucia Merli - Ragazza con aquilone

senza titolo - 1




Il farnetico cowboy sprona il suo cavallo ferroso

nella prateria tra Milano e Modena.

Disprezza, com’è giusto, gli indiani, tutti

ma anche marocchini e rumeni.

Lui ha la stoffa del dominatore.

Almeno per i prossimi quindici anni.

Ciò che ancora non può immaginare adesso

nel pieno del suo vigore padano

è da dove verrà la badante

che lo porterà alla fossa.


Senza titolo 639

  QUESTO ERA UN CESTINO PER ASILO DEGLI ANNI 60 !  VE LO RICORDATE ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 
 

Di chi?





152c3a280d7cb3df660cf5fd221af930





FAR FINTA CHE TUTTO SCORRA
COME ACQUA DI RUSCELLO
ATTESA
ATTESA
DI CHI ?
FORSE COSA VERAMENTE ASPETTI. NON TROVO RISOLUZIONE.
IMMENSA LA VITA
COME COROLLE DI FIORI
CADONO LENTE
DOLCEMENTE MUORE !



Senza titolo 638

  QUESTA E' UNA VECCHIA SCATOLA DI LATTA DELLE PASTIGLIE VALDA !  L'AVETE MAI VISTA ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 

24.6.08

Help!

Per chi volesse, gentilmente può dare una mano ad una persona validissima nella riuscita di questo concorso. Votatela onestamente valutando anche gli altri progetti...ammicco ammicco  ;-P

Nobel per la Pace a INGRID BETANCOURT








Nobel per la Pace


acollection_foto



http://petizioni.liberacittadinanza.it/petizione_betancourt



Amici blogger e non se condividete la proposta del Nobel per la Pace a Ingrid firmate e aiutateci a pubblicizzare l’iniziativa di liberacittadinanza.Ingrid e gli altri prigionieri hanno bisogno anche di NOI. I nostri blog per la LIBERTA' di Ingrid e degli altri prigionieri .


PASSAPAROLA




«Chi vive “in trincea” da una vita, può comprendere meglio di chiunque altro il sacrificio di una donna di pace come è Ingrid Betancourt. Da donna, da israeliana che crede nella forza del dialogo, aderisco con entusiasmo all’iniziativa lanciata da l’Unità per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt». A farlo è Yael Dayan, scrittrice, più volte parlamentare laburista, paladina dei diritti delle donne israeliane, figlia dell’eroe della Guerra dei Sei Giorni, il generale Moshe Dayan.



 Un Nobel per la Pace a Ingrid Betancourt visto da Israele.


«Ingrid Betancourt è una donna che non si è chiesta mai se le cose in cui credeva incontravano il consenso delle élite al potere in Colombia o se potevano essere gradite dai narcoguerriglieri. Ingrid non ha sposato lo stato di cose esistenti nel suo Paese magari facendo valere la sua posizione sociale. È andata controcorrente, come spesso controcorrente sono andati e continuano ad andare qui nel mio Paese, Israele, coloro che si oppongono alla logica del più forte, che rifiutano di piegarsi al ricatto di chi crede possibile raggiungere la pace attraverso l’annientamento del nemico. Per questo io come tanti altri in Israele saremmo felici se il Nobel per la Pace fosse assegnato a Ingrid Betancourt».


 


Ingrid Betancourt, e come lei Aung San Suu Kyi: le donne assurgono a simbolo di grandi battaglie di libertà.


«È un fattore di speranza, perché un mondo nuovo, con meno oppressione e ingiustizia, non può che essere coniugato al femminile. Le donne sono portate a costruire laddove gli uomini alimentano i loro impulsi distruttivi; le donne sanno cosa significhi dare alla vita un essere umano e per questo, io credo, hanno più a conto la vita umana. Le donne combattono ma difficilmente odiano. E sanno trasformare il loro dolore in energia attiva. Lo vedo qui in Israele: penso alle associazioni di donne che hanno perso i loro figli nella guerra in Libano o in attentati terroristici: ho conosciuto molte di loro, ho scritto di loro, e ciò che più mi ha colpito è stata la loro capacità di trasformare una indicibile sofferenza, un dolore immenso, quale è la perdita di un figlio, in un’azione costruttiva, in un fare positivo. Ecco: il dolore che si fa energia di cambiamento. Questa considerazione mi riporta a Ingrid Betancourt, alle lettere da lei scritte dalla sua prigionia».


 


Cosa raccontano quelle lettere?


«Raccontano di una donna stremata nel fisico ma non piegata nel morale; parlano di una donna lucida, consapevole, che consegna alla scrittura non solo la sua tenace volontà di resistere ma anche la sua visione del mondo, la convinzione di essersi battuta per una causa giusta. Ingrid non fa abiure, non implora pietà. La prigionia non l’ha ridotta a schiava. I suoi carcerieri non sono riusciti a imprigionare la sua mente. Sì, Ingrid è nel suo essere più profondo ancora una donna libera».


 


Visto dalla comunità internazionale, che valenza politica potrebbe avere il Nobel alla Betancourt?


«Significherebbe assumere la liberazione di Ingrid come impegno esplicito della comunità internazionale, come un fatto politico, per l’appunto, e non solo come un gesto umanitario».


 


Lei ha parlato del coraggio delle donne israeliane. E quelle palestinesi?


«So di tante madri palestinesi che hanno alzato la loro voce per dire “no” all’uso dei propri figli come “shahid”, terroristi suicidi, ribellandosi così ad una cultura, oltre che ad una pratica, di morte. Conosco giovani donne palestinesi colte, sensibili, impegnate nel dialogo, che anche nell’inferno dei campi profughi, anche nei giorni più duri dello scontro tra l’esercito israeliano e le fazioni dell’Intifada, hanno continuato a costruire il futuro, ad esempio insegnando ai bambini, o mandando avanti con grande dignità la famiglia. Queste donne che non si rassegnano al peggio rappresentano una ricchezza della società palestinese e una speranza di pace per Israele».


 


Di pacificazione parla e per la pacificazione si è battuta Ingrid Betancourt.


«Sento Ingrid vicina anche per l’idea di pace che ha ispirato la sua azione. Quella di Ingrid non è una pace generica, utopica. Ingrid coniuga pace con giustizia sociale, pace con democrazia, pace con rispetto dei diritti umani e civili, pace con lotta alla corruzione e alla falsa rivoluzione imposta dai narcoguerriglieri. È una pace impegnativa, scomoda, quella che Ingrid propugna. Ed è per questo che è sempre stata invisa ai corrotti del suo Paese e alla falsa alternativa di chi con Ingrid tiene in ostaggio un intero popolo».


 


Una speranza?


«Di poter festeggiare il Nobel con Ingrid libera, e magari farlo qui, in Israele, per raccontare che in questo mondo a tinte fosche si possono vivere e raccontare anche storie a lieto fine».


 


Umberto De Giovannangeli da lUnità del 23 giugno 2008


i bei sogni finisco o all'alba

Violenza donne: senatrici Pd, salva-premier salva anche stupratori

lo  sono che molti di voi ( infatti è questa  , almeno creo una dellle  cause  per cui molti\e di voi si sono persi  per  strada   non  scrivono o non commentano  più  )   odiano   e  sono  su posizioni   di qualunquismo acritico (  e li  capisco  e  comprendo  non  hanno tutti i torti  ) ma  è  ora di  svegliarsi   per  evitare  simile porcherie  indipendentemente  dal governo politico  che c'è  oggi al potere  . 
infatti  ricevo  dala mia  carissima  cdv  www.splinder.com/profile/anarcadia questa  news  alluccinante  ripresa  dal blog  talentisgr.blogspot.com  che  a sua volta  la riprende  dall'agenzia  asca  che   riporta  il comunicato    del  sito le donne democratiche

il che  fà si  che ciò   sia  un motivo  in più  per  firmare  l'appello  lanciato dal  cdv    solaria   sul  nostro blog  che trovate  qui , scendere in piazza  anche  da  soli   se   i vertici  dei partiti sia governativi  o d'opposizione    non si decidono a fare qualcosa   . 
L'agghiacciante  e  abberrante  news  è questa  qui

Non solo il presidente del Consiglio dai rischi collegati al processo Mills, ma anche gli stupratori e tutti coloro che hanno usato violenza, nelle piu' svariate forme, alle donne ed ai minori potranno beneficiare delle norme cosiddette salvapremier (cioe' la sospensione per un anno di tutti i processi per reati commessi entro il 30 giugno 2002, all'infuori di quelli per pene gravissime), inserite nel decreto sicurezza che sta avviandosi ad approvazione del Senato. E' questa la denuncia che giunge dal ministro per le Pari opportunita' del governo ombra, Vittoria Franco e le senatrici Pd, Albertina Soliani, Silvia Della Monica, Maria Fortuna Inconstante e Teresa Armato, che non mancano di esprimere con forza tutto il loro ''stupore'' ed il loro ''sconcerto'', specie dopo il via libera del consiglio dei ministri al ddl contro lo stalking (molestie, persecuzione) presentato dal ministro per le pari opportunita', Mara Carfagna.

''Lo stupore nasce dal fatto che la maggioranza mentre bocciava gli emendamenti sullo stalking e la violenza sessuale presentati da noi al decreto sicurezza, d'altro canto nella stessa giornata, approvava un disegno di legge sulla violenza sessuale'' osservano, sottolineando che allora ''sarebbe bastato accogliere i nostri emendamenti per anticipare norme decise al consiglio dei ministri'' e che in questo modo inoltre anche ''l'introduzione del reato di stalking nell'ordinamento italiano sarebbe stato più rapido''.''Siamo d'accordo con il senatore Casson quando afferma che questo e' un caso di 'narcisismo politico' da parte della Carfagna'' proseguono le esponenenti Pd per cui anche in questo caso il governo Berlusconi attua ''solo una politica di immagine e di annunci''.

Ma l'analisi politica non si ferma qui, proseguono le senatrici. ''La maggioranza ha fatto campagna elettorale in nome della sicurezza e noi avevamo dato credito al governo - osservano -. Ora ci troviamo con una norma che per salvare Berlusconi blocchera' centomila processi, tra cui quelli per maltrattamenti in famiglia, contro le donne e i minori, violenza sessuale e sfruttamento dei minorenni. Senza contare il fatto che questi processi cadranno in prescrizione e per reati come lo stupro non ci sara' piu' certezza della pena''.

Come ricorda la senatrice Della Monica, ''la violenza domestica e' la prima causa di morte per le donne; con i nostri emendamenti al decreto sicurezza si sarebbe colmata una lacuna del nostro ordinamento. Noi volevamo introdurre da subito disposizioni che inibivano i molestatori, spesso ex mariti, ex fidanzati o conviventi dall'avvicinarsi ai luoghi frequentati dalle loro vittime, si sarebbe introdotta l'aggravante dell'ergastolo se prima di un omicidio la vittima fosse stata oggetto di stalking, invece ora non sarà possibile''.

In ogni modo il Pd ha depositato in commissione Giustizia del Senato un ddl, sottoscritto da tutto il gruppo, ''che si rifa' al testo contro le molestie e la violenza sulle donne messo a punto nella scorsa legislatura dal ministro Pollastrini''.



scusate  ma   non trovo pèiù la forza di continuare


Violenza donne: senatrici Pd, salva-premier salva anche stupratori

chiedo scusa per il post kilometrico ma sonomtalmente disgutato da non riuscire a riassiumere tale news vergognosa ed indecente

lo so che molti dell'altro mio blog ( infatti è questa , almeno creo una dellle cause per cui molti\e di loro si sono persi per strada non scrivono o non commentano più ) odiano e sono su posizioni di qualunquismo acritico ( e li capisco e comprendo non hanno tutti i torti ) ma è ora di svegliarsi per evitare simile porcherie indipendentemente dal governo politico che c'è oggi al potere .
infatti ricevo dala mia carissima cdv anacardia questa news alluccinante ripresa dal blog talentisgr.blogspot.com che a sua volta la riprende dall'agenzia asca che riporta il comunicato del sito le donne democratiche
il che fà si che ciò sia un motivo in più per firmare l'appello lanciato dal cdv solaria sul nostro blog che trovate qui , scendere in piazza anche da soli se i vertici del partito non si decidono .
L'agghiacciante e abberrante news
Non solo il presidente del Consiglio dai rischi collegati al processo Mills, ma anche gli stupratori e tutti coloro che hanno usato violenza, nelle piu' svariate forme, alle donne ed ai minori potranno beneficiare delle norme cosiddette salvapremier (cioe' la sospensione per un anno di tutti i processi per reati commessi entro il 30 giugno 2002, all'infuori di quelli per pene gravissime), inserite nel decreto sicurezza che sta avviandosi ad approvazione del Senato. E' questa la denuncia che giunge dal ministro per le Pari opportunita' del governo ombra, Vittoria Franco e le senatrici Pd, Albertina Soliani, Silvia Della Monica, Maria Fortuna Inconstante e Teresa Armato, che non mancano di esprimere con forza tutto il loro ''stupore'' ed il loro ''sconcerto'', specie dopo il via libera del consiglio dei ministri al ddl contro lo stalking (molestie, persecuzione) presentato dal ministro per le pari opportunita', Mara Carfagna.
''Lo stupore nasce dal fatto che la maggioranza mentre bocciava gli emendamenti sullo stalking e la violenza sessuale presentati da noi al decreto sicurezza, d'altro canto nella stessa giornata, approvava un disegno di legge sulla violenza sessuale'' osservano, sottolineando che allora ''sarebbe bastato accogliere i nostri emendamenti per anticipare norme decise al consiglio dei ministri'' e che in questo modo inoltre anche ''l'introduzione del reato di stalking nell'ordinamento italiano sarebbe stato più rapido''.''Siamo d'accordo con il senatore Casson quando afferma che questo e' un caso di 'narcisismo politico' da parte della Carfagna'' proseguono le esponenenti Pd per cui anche in questo caso il governo Berlusconi attua ''solo una politica di immagine e di annunci''.
Ma l'analisi politica non si ferma qui, proseguono le senatrici. ''La maggioranza ha fatto campagna elettorale in nome della sicurezza e noi avevamo dato credito al governo - osservano -. Ora ci troviamo con una norma che per salvare Berlusconi blocchera' centomila processi, tra cui quelli per maltrattamenti in famiglia, contro le donne e i minori, violenza sessuale e sfruttamento dei minorenni. Senza contare il fatto che questi processi cadranno in prescrizione e per reati come lo stupro non ci sara' piu' certezza della pena''.
Come ricorda la senatrice Della Monica, ''la violenza domestica e' la prima causa di morte per le donne; con i nostri emendamenti al decreto sicurezza si sarebbe colmata una lacuna del nostro ordinamento. Noi volevamo introdurre da subito disposizioni che inibivano i molestatori, spesso ex mariti, ex fidanzati o conviventi dall'avvicinarsi ai luoghi frequentati dalle loro vittime, si sarebbe introdotta l'aggravante dell'ergastolo se prima di un omicidio la vittima fosse stata oggetto di stalking, invece ora non sarà possibile''.
In ogni modo il Pd ha depositato in commissione Giustizia del Senato un ddl, sottoscritto da tutto il gruppo, ''che si rifa' al testo contro le molestie e la violenza sulle donne messo a punto nella scorsa legislatura dal ministro Pollastrini''.

se per problemi tecnici non si dovessero elggere i link andate su questo link qui
http://www.splinder.com/myblog/post/58797/17585684/yes

Senza titolo 637

  VE LO RICORDATE IL FILM L'AVVERTIMENTO ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us

Senza titolo 636

  QUESTA E' UNA LOCOMOTIVA DI LATTA DEGLI ANNI 60 !  L'AVETE MAI VISTA ?  :-)


Image Hosted by ImageShack.usImage Hosted by ImageShack.us
 


buon san giovanni a tutti\e

in particolare  a delfina  che  ne  ha parlato qui    con questa canzone degli ex Csi

Fuochi nella Notte (di San Giovanni)


Parlano piano al sole le ombre stanche di rumorose rabbie e infinite menzogne
Lunghe di sterminati fili in lunga fila sorde ai tonfi di corpi che vengono abbattuti
Tra poco arrossa il cielo della sera sospeso tra azzurri spazi gelidi e lande desolate
Tu quietami i pensieri e le mani in questa veglia pacificami il cuore
S'alzano sotto cieli spenti i canti di chi è nato alla terra ora di volontà focose speranze
E da energie costretto e si muove alla danza, danza, danza, danza
Festa stanotte di misere tribù sparse impotenti, di nuclei solitari che è raro di vedere insieme ancora
E s'alzano i canti e si muove la danza
E s'alzano i canti e si muove la danza
Muoiono i preti rinsecchiti e vecchi e muoiono i pastori senza mandrie
Spaventati i guerrieri, persi alla meta i viaggiatori
La saggezza è impazzita, non sa l'intelligenza
La ragione è nel torto, conscia l'ingenuità
Ma non tacciono i canti e si muove la danza
Tu quietami i pensieri e il canto in questa veglia pacificami il cuore
Così vanno le cose, così devono andare
Così vanno le cose, così devono andare
Non fare di me un idolo o mi brucerò (così vanno le cose così devono andare...)
Se divento un megafono m'incepperò
Cosa fare non fare non lo so
Quando dove perché riguarda solo me
Io so solo che tutto va ma non va
Io so solo che tutto va ma non va
Sono un povero stupido so solo che che
Chi è stato è stato è chi è stato non è
Chi c'è c'è chi non c'è non c'è
Chi c'è c'è chi non c'è non c'è
E s'alzano i canti e si muove la danza
E s'alzano i canti e si muove la danza
Danza, danza, danza, danza
Danza, danza, danza, danza
Om mani padme om
Om mani padme om
Om mani padme om
Om mani padme om...




Come il giorno e la notte

Hai mai provato a stare su un balcone di notte mentre tutto fuori è buio e c'è silenzio? L'aria è tiepida e tu hai una bottiglia in mano, immaginalo. Ci sei tu, il buio e qualche luce ancora accesa. Luci che illuminano camere di gente vulnerabile, di gente che si offre al tuo sguardo.

Continua a leggere...

23.6.08

Senza titolo 635

ADERISCI ALL'APPELLO

PER UNA GIORNATA DELLA GIUSTIZIA



Appello da spedire a

veltroni_w@camera.it

dipietro_a@camera.it

redazione@micromega.net


Aderisco all'appello di Furio Colombo, Giuseppe Giulietti e Pancho Pardi pubblicato su MicroMega per una giornata della giustizia, che vi chiedo di convocare al piu' presto per affermare con rinnovata energia la necessita' che l'informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico.

Il tuo nome e cognome

 

da Paolo Flores d'Arcais
Vedo che Walter Veltroni si è deciso a dare una risposta chiara alla proposta di scendere in piazza contro le ennesime leggi-vergogna di Berlusconi (che avevo ripreso sulla prima pagina dell’Unità di oggi). Appuntamento a settembre. Peccato che l’approvazione delle vergogne sia in calendario in Parlamento tra un paio di settimane. Veltroni insomma propone una forma di protesta decisamente innovativa: non più “sit-in”, non più “meet-up” ma “close-after”. Nel senso di scendere tutti in piazza, a chiudere le stalle, dopo che i buoi sono scappati. Avrà tanti difetti, il segretario del Partito democratico, ma certo non gli manca il senso della comicità.

 

Di seguito la lettera di Paolo Flores d'Arcais a Walter Veltroni, pubblicata il 20/06 in prima pagina su l'Unità:

Caro Walter,
le ultime mosse legislative del governo Berlusconi in tema di giustizia costituiscono o no un vulnus gravissimo alle fondamenta liberaldemocratiche di una convivenza civile? La risposta che si fornisce è decisiva per il tipo di opposizione che di conseguenza si sceglierà.
A me sembra che il disegno di legge sulle intercettazioni, e il decreto sulla sicurezza (con l’emendamento ad personam blocca-processi) costringa ormai a parlare di fascismo strisciante. Non credo proprio si tratti di esagerazioni polemiche. Perfino una personalità di proverbiale saggezza e prudenza, che non ha mai amato la politica girotondina e ha sempre aperto generosissimi crediti alla credibilità dei partiti di centro-sinistra, dai tempi di Berlinguer e passando per tutte le metamorfosi del Pci fino a Veltroni (senza dimenticare l’appoggio a De Mita) - sto parlando di Eugenio Scalfari - è arrivato a dire che se quello di Berlusconi non è già fascismo è qualcosa che sempre più pericolosamente gli si avvicina e gli assomiglia.
Già da molti giorni, consapevoli della gravità della situazione, tre parlamentari dell’opposizione (che prendono il termine nell’accezione del vocabolario della lingua italiana, nel quale si menziona “un’azione di contrasto e di critica” – Devoto-Oli – ma mai di dialogo), l’on. Furio Colombo, l’on. Giuseppe Giulietti e il sen. Francesco Pardi detto Pancho, hanno reso pubblica attraverso il sito www.micromega.net una lettera (vedi sotto) a te e Antonio Di Pietro, nella vostra qualità di capi del Partito democratico e dell’Italia dei valori, nella quale vi invitavano ad indire una manifestazione pubblica (a scendere in piazza, insomma) che vedesse insieme opposizione parlamentare e società civile (quella definita “giustizialista”, sottolineavano i tre parlamentari, a scanso di equivoci). Lettera sostenuta da personalità come Margherita Hack, Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi, e da migliaia di cittadini che stanno firmando sul sito www.micromega.net.
Antonio Di Pietro ha risposto positivamente, a nome del suo intero partito. Di una tua risposta, invece, sui due principali quotidiani di giovedì 19 giugno, non c’è ancora traccia alcuna. Forse perché la nota che hai diramato alle agenzia costituisce un perfetto esempio di risposta-non-risposta. In essa infatti si legge che “il leader del Partito democratico condivide le ragioni che hanno spinto a promuovere l'appello. Rispetto all'iniziativa di piazza, tuttavia, almeno per il momento Veltroni non aderisce”. Almeno per il momento. Che vuol dire? Che in futuro potresti? E quando, se non ora?
Oggi che tutti fanno a gare per dichiararsi cristiani, credo che un tratto squisitamente evangelico dovremmo assumerlo tutti, politici in primis: “il tuo dire sia sì sì no no, perché il di più viene dal maligno” (Matteo, 5,37). Oltretutto, in politica la scelta dei tempi è cruciale, e rispetto al disegno di legge sulle intercettazioni, che fa strame del principio secondo cui “la legge è eguale per tutti”, e rende di fatto impossibile ogni indagine per tutti i crimini di establishment, la scadenza per una manifestazione è dettata dal calendario parlamentare.
Questa legge-canaglia va in discussione tra due settimane, o si scende in piazza un minuto prima che la discussione inizi oppure vuol dire che alle manifestazioni si vuole rinunciare. E per manifestare tra due settimane, e in modo unitario, opposizione parlamentare accanto a società civile “giustizialista”, bisogna cominciare a lavorare subito, a organizzare subito, a mobilitarsi subito. Altrimenti è preferibile un chiaro e rotondo no, in cui ciascuno si assume le sue responsabilità (per atti od omissioni) di fronte al baratro morale e costituzionale in cui Berlusconi sta trascinando il paese.
I cittadini democratici, per i quali “la legge uguale per tutti” non costituisce un optional, troveranno comunque i modi per testimoniare pubblicamente, anche da soli, contro questo strame di legalità. Ma le forze politiche che questa protesta lasceranno senza rappresentanza in parlamento perderanno per sempre ogni credibilità di fronte ai tanti, tantissimi elettori (sempre più ex-elettori), che non capiscono l’ossimoro di una “opposizione che non esclude il dialogo”.
Un caro saluto,
tuo Paolo Flores d’Arcais

(20 giugno 2008)

 Lettera di Colombo, Giulietti e Pardi

Caro Walter Veltroni, Caro Antonio Di Pietro,
lo spirito con cui scriviamo a Voi questa lettera è di allarme per la promessa fatta solennemente sabato scorso dal Presidente del Consiglio Berlusconi al convegno dei giovani industriali.
Se ci saranno ancora intercettazioni nelle indagini contro la criminalità saranno puniti con cinque anni di carcere i magistrati che hanno richiesto le intercettazioni, con cinque anni di carcere chiunque si presterà a eseguire l’ordine e a renderlo disponibile, nei modi e tempi previsti attualmente dalle leggi in vigore (e non cancellate) e cinque anni di carcere ai giornalisti che, sulla carta stampata, in televisione o in rete rendano possibile la divulgazione di atti altrimenti consentiti dalle leggi.
Ricorderete che come nella sequenza di un film deliberatamente pensato per denigrare gli imprenditori italiani (nel caso i più nuovi e più giovani) i tre impegni del Presidente del Consiglio, contro i giudici, contro i giornalisti, contro chiunque voglia restare nella lettera e nello spirito della Costituzione combattendo il crimine, sono stati accolti da uno scroscio di applausi entusiastici.
Anzi ci sono stati tre scrosci, come per ringraziare il premier per la pietra tombale che si appresta a gettare sulla giustizia e per la protezione offerta alla criminalità, soprattutto la criminalità dei colletti bianchi, degli affari, delle banche, delle aste truccate, dello insider trading, del passaggio indebito e riservato di notizie che arricchiscono immensamente e scardinano la concorrenza se conosciute solo da alcuni prima del tempo. E la criminalità delle cliniche.
Ma le tre aree indicate come sole permesse per le intercettazioni sono solo una parte di tutta la criminalità che tormenta il paese e contro cui si battono magistrati e forze dell’ordine. E non solo: interi rami di attività criminosa di mafia, camorra e ndrangheta si esercitano e si attuano lungo percorsi che adesso diventano area proibita alle intercettazioni, come gli affari di finanza.
Nello scrivervi questa lettera noi siamo certi che condividete il nostro allarme. Però nelle grandi questioni pubbliche che riguardano soprattutto la protezione dei cittadini (che sono coloro che pagano i grandi imbrogli, le grandi truffe, i grandi silenzi) è importante che l’allarme diventi pubblico, proclamato, comune.
Siamo convinti che il Partito Democratico e l’Italia dei Valori debbano – con urgenza – farsi testimoni di un allarme che vuole avvertire il Paese contro questi tre solenni impegni liberticidi. Viene denunciato il normale percorso della giustizia, viene deformato il fondamento della democrazia che esige la separazione dei poteri, si mette in atto un attacco del potere esecutivo contro il potere giudiziario ma anche contro le prerogative del Parlamento. Infatti il nuovo applaudito editto contro i giudici di Silvio Berlusconi corrisponde, nella forma stentorea e definitiva dell’annuncio, a un potere che un primo ministro democratico non ha. E scavalca con la disinvoltura delle nascenti dittature la voce del Parlamento.
L'editto presidenziale è una minaccia intimidatoria contro i giornalisti italiani che osassero disubbidire e rendere pubbliche notizie di crimini.
Noi siamo convinti che il Partito democratico e l’Italia dei Valori siano i naturali difensori della giustizia e della libera informazione nel paese di un vasto conflitto di interessi mediatico in cui gran parte delle fonti di informazione sono già nelle mani di una sola persona, in veste di proprietario e capo del Governo. Perciò contiamo di ritrovarci uniti con i cittadini che ci hanno votato in una “giornata della giustizia” che vi chiediamo di convocare al più presto. Una grande manifestazione in piazza del protagonismo civile, a torto definito giustizialista, per affermare con rinnovata energia la necessità che l’informazione e la giustizia siano svincolate dal controllo del potere politico.
Abbiamo di fronte un governo prepotente e deciso a tutelare gli interessi particolari che incarna e rappresenta, e a gestire il Parlamento come un parco a tema a cui, di volta in volta, si impongono immagini e rituali di Berlusconi e di Bossi, in un alternarsi di protezionismi, interessi speciali e paure ingigantite fino alla caccia all’uomo. In questa situazione preoccupante e grave, noi pensiamo che il silenzio sia il vero pericolo che dobbiamo respingere con la massima energia.

Roma, 12 giugno 2008

On. Furio Colombo
On. Giuseppe Giulietti
Sen. Francesco Pardi

MitoMania

Se tu avessi il coraggio di tornare, ricordati di restituirmi la vita.

Per favore, riportami la stessa che mi hai rubato anni fa.

 

Ti sei presentata ai piedi del mio letto azzurro.

Ti ho accolta senza stupore.

Sarebbe stato normale, vent’anni ignorandosi.

 

Ti ho fatto entrare nella mia nuova famiglia.

In quella vecchia già ci stavi.

 

Ho sospinto la flebo fino alla vetrina.

Ti ho mostrato la testolina calva.

Lui ti ha salutata puntandosi sui gomiti.

 

Mi hai chiesto quale regalo mi avrebbe fatto piacere.

Un ferro da stiro.

Davvero.

 

Ti ho ascoltata a lungo

Raccontare dei tuoi successi

Dalla tua laurea

Del tuo lavoro

Dei tuoi capelli

Che cambiavano colore ogni settimana.

 

Hai parlato per ore

Mentre cullavo il bimbo

Mentre gli davo il seno

Mentre leggevo le favole

Mentre intrecciavo i lunghi ricci neri

Sempre uguali.

 

Hai infilato nel mio armadio

Un cappotto firmato

Nella sua camera costose futilità.

 

Ti ho preparato il pranzo

A Natale.

Hai svuotato le borse dei miei amici

A Capodanno.

 

Che io non abbia capito mai nulla

È difficile da credere.

Lo ripeteva senza tregua il commissario della polizia.

 

Ti sedevi accanto a borse costose.

fingendo si aspettare il tuo turno.

Sfogliavi lo stesso loro libro.

Se ne andavano serene, lasciando ogni cosa nelle tue mani:

“ci dai un occhio tu?”.

Sottraevi portafogli, assegni, carte di credito e contanti.

 

Cosa c’entravo io?

Ricettazione.

Occultamento di prove.

Favoreggiamento.

 

Ninnavo il mio unico tesoro.

E cercavo le parole.

Non ho mai chiesto nulla.

Certo non avevo niente.

Ma non mi serviva altro.

Tranne un ferro da stiro.

 

Su un tavolo giacevano

Gli oggetti comprati con assegni rubati.

Persino a me pareva impossibile

Credere che ti fossi infilata nella mia vita

Fino a farmi venire a prendere dalla volante.

 

Ninnavo il mio unico tesoro

E cercavo le parole

Non ho mai chiesto nulla

Certo non avevo niente

Ma non mi serviva altro

Tranne un ferro da stiro.

 

L’infermità mentale ti ha fatto rinascere.

Nessuno ha più detto nulla della laurea che non hai mai preso

Degli anni in cui hai vissuto di furti ed espedienti

Raccontando una vita che non avevi.

Cose che non facevi.

Gente che non incontravi.

Clienti con cui non parlavi.

Giornate che non passavi.

 

Difficile credere che non sapessi nulla

Ma ancora più difficile credere che io fossi la mandante.

Perciò lo pensarono.

La dichiarata povertà in cui vivevo non era certo un buon alibi.

 

Vennero in mio soccorso solo gli angeli.

Ogni giorno in quel commissariato ripetevo con diligenza la stessa storia.

Quella vera:

“Non ci vedevamo da anni.

Si presentò in ospedale.

Perché non avrei dovuto crederle?

Credo sempre a tutto, a priori.

Era pur sempre mia cugina…

Cosa avrebbe fatto lei?”

 

Uscirne pulita non fu sufficiente.

L’aria si fece pesante nella cittadina universitaria.

Me ne andai.

Nel bel mezzo di una vita che prendeva forma.

Nel buio di una nazione nuova che forse mi avrebbe accolto.

Nel dubbio di non potermi mai più fidare, di nessuno.

Nel boato del solitudine dei rifugiati e dei rinnegati.

Nel vortice del silenzio, quando la lingua materna non parla più.

Me ne andai.

Costruii un’altra vita.

Però, quella che mi hai rubato tu,

Certi giorni mi manca.





Sbarco tra voi con questa partenza per un viaggio lungo, cari compagni...

Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città

Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La ...