il frac gettato
sulla sera,come un
vecchio mantello di
pioggia,canta stridulo
la gogna il vecchio
corvo,con il sorriso
in volo ed il volto
sbilenco d’un dottore,
si fa pallido di dolore
mentre,in silenzio perdo
il fiato,minuscole sensazioni
si fanno bucate luce
d’allucinato orizzonte,porte
e ponti riversi sulla morte,
a spifferare il nome,a
sbuffare il cuore con uno
scirocco avulso,che sparuta
la polvere nel tempo e
mentre il letto si spoglia
d’orme,i sogni si vestono
di quel consunto frac,
troppo freak,per seppellirmi
nella tomba
Nostra patria è il mondo intero e nostra legge è la libertà
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4.3.06
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