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24.2.26

i cantori dell'orgoglio italico scatenati a fare propaganda sui giochi olimpici dimenticano 3 miliardi di opere incompiute . faranno altrettanto con i giochi paraolimpici ?


Nell’occhiello hanno precisato che si tratta di una “lettera”, eppure la collocazione, prima colonna in alto a sinistra, è quella di un editoriale. “Il successo dei fatti, la sconfitta dei pessimisti”. Sembra il titolo di un libro di Luca Zaia. A Venezia si sono così tanto eccitati per le Olimpiadi appena concluse che Il Gazzettino ha deciso di assegnare il commento a due fuoriclasse come il ministro Matteo Salvini e l’architetto Fabio Saldini, commissario straordinario che ha realizzato in tempo 40 opere olimpiche su 98. Gliene mancano ancora per 3 miliardi. Infatti declamano: “I pregiudizi sono stati spazzati via dai fatti”. In due settimane le 58 opere ancora in cantiere o in progetto si sono per miracolo compiute? Naturalmente, “inserita con rispetto nel contesto straordinario di Cortina, la pista da bob più bella del mondo dialoga con la montagna, non la aggredisce”. Spiegalo agli 800 larici abbattuti.

Un po’ di esaltazione si può capire, visto che abbiamo portato a casa 30 medaglie e i nostri atleti hanno fatto faville, ma a qualcuno era bastata l’inaugurazione per andare via di testa. Mario Sechi, direttore di Libero, aveva sentenziato: “Rosiconi fuori dai Giochi”. Poi aveva intinto la penna nel repertorio classico del Belpaese che dice di sì a tutto: “L’apertura ha chiuso i giochetti della sinistra, dei menagrami, degli iettatori, dei presunti democratici che in realtà conoscono solo la dittatura delle loro pessime idee, tutte regolarmente contro l’italia”. Il giorno prima Sechi aveva approfittato delle Olimpiadi per un colossale spot a favore del referendum sulla separazione delle carriere. “Una nazione è grande quando sa costruire eventi internazionali, mostrare la sua capacità di fare. L’italia ha queste qualità e le Olimpiadi ne daranno l’ennesima prova”. Peccato che “quello che non funziona è il sistema istituzionale… la magistratura si muove come un contro-potere… per demolire il programma del governo… la polizia arresta e i giudici scarcerano”.

Nei Giochi tutti lustrini e grandezza nazionale, intruppati dietro il simbolo dello Spirito Italiano (chissà perché scopiazzato dal Manifesto degli intellettuali del Fascismo del 1925), l’esercizio della critica viene identificato con il “disfattismo rosso”. Marco Zucchetti su Il Giornale, inebriato dall’arena, annuncia nell’ultimo giorno: “Lezione olimpica ai disfattisti. L’italia ha illuminato il mondo”. Articolando il ragionamento: “Dopo aver vaticinato disastri organizzativi, ritardi figli dell’inettitudine ontologica di governo e governatori – di destra e dunque darwinianamente inadatti – e figuracce mondiali, avevano quasi convinto perfino gli italiani che queste Olimpiadi sarebbero state un harakiri … invece ci ritroviamo con i profeti di sventure zittiti e ricacciati dalla realtà nei loro antri di sibille rancorose e partigiane”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ancora Libero: “Italia d’oro, iettatori muti”. Ancora Sechi: “Non dovevamo semplicemente organizzare bene i Giochi. Dovevamo lasciare al mondo un’emozione. Ci siamo riusciti, non ci siamo fatti distrarre dal partito dei peggioristi, dai tentativi di sabotare la manifestazione con la provocazione anti-italiana, con l’idiozia. Sì, ci hanno provato. Hanno fallito”.

Tra le invettive, un posto d’onore ce l’ ha la pista della discordia di Cortina. Quando abbiamo vinto nello slittino, Il Giornale ci ha azzeccato, seppur in un rigurgito di rivalsa: “Nessuno la voleva, è d’oro”. Altro che oro, la pista costerà la bellezza di 133 milioni e mezzo, per far felici un pugno di atleti. Chi conosce l’andazzo è Beppe Severgnini, sul Corriere. “I Giochi olimpici sono un regalo al mondo. E i regali, quando sono preziosi, costano. Se due miliardi di persone hanno potuto godersi la cerimonia d’apertura in tv, e ora potranno seguire le gare, è perché gli italiani hanno accettato spese, cantieri, divieti, scorte, manifestazioni, chiusure stradali, feste sfarzose cui non erano invitati”.

Già, ma in tanto fervore patriottico, nessuno che chieda perché i Signori dello Sport abbiano speso mezzo miliardo in più (tutti dei contribuenti italiani) solo per organizzare e altri 5 miliardi in opere pubbliche, per apparecchiare una tavola da cui i più fortunati si alzeranno (forse) il 31 dicembre 2033?

IL MINISTRO “SUCCESSO DEI FATTI, PESSIMISTI SCONFITTI”

Danilo Parisi I pellegrini di «Capitan Bif», il barcaiolo della Via Francigena

 


Danilo Parisi

I pellegrini di «Capitan Bif», il barcaiolo della Via Francigena

Danilo Parisi con la sua barca fa attraversare il guado sul Po, l’unico passaggio via acqua lungo la Francigena nei 3.000 km di percorso da Canterbury a Roma, se si esclude lo stretto della Manica

Dal 1998 ha accompagnato 13 mila camminatori da una sponda all’altra del Po La casa diventata locanda e la raccolta fondi spontanea: ora i viaggi ripartono

Un uomo d’altri tempi in un posto d’altri tempi per un lavoro d’altri tempi: traghettare i pellegrini da una sponda all’altra del Po, sul sentiero che una volta si chiamava Suprarivum. Danilo Parisi, per gli amici Capitan Bif, è la sentinella dello storico guado tra Pavia e Piacenza dove il fiume balordo e insidioso si porta dietro miti e leggende, tracce di eserciti in guerra, monaci, evangelizzatori, sovrani, mercanti e avventurieri. Da quarant’anni l’accoglienza, la gentilezza, all’occorrenza un piatto di spaghetti, li garantisce lui, annotando i passaggi, lottando con le piene e la burocrazia, difendendo un mondo che scompare ma ha ancora un’anima e dei buoni sentimenti.

Parisi è arrivato sul Po nell’86, con un sogno che da ex rugbista considerava come una meta. Voleva restaurare la casa sul fiume e farne un cottage, un club per amici. Ne ha fatto a poco a poco una compagnia di canto, un luogo che ricrea l’emozione del Transitus Padi, crocevia dei flussi romani e medioevali, punto d’incontro tra il Po e le strade consolari per Mediolanum e Ticinum, come si chiamavano Milano e Pavia. Dal 1998 sono passati di qui più di 13 mila pellegrini. Tutti con la barca di Parisi, un capitano di se stesso come in un romanzo di Conrad. La casa l’ha trasformata in una locanda che sembra una vecchia taverna dell’ottocento, una «caupona» dice lui con orgoglio, come sarebbe piaciuta a quei pellegrini con bisaccia e bastone che un tempo cercavano rifugio prima inoltrarsi verso Fidenza, Pontremoli e poi giù giù fino a Roma. «Il regalo più bello è quello dei pellegrini che mi chiamano quando raggiungono la capitale: sono in piazza San Pietro, bye bye, auf wiedersehen…».

La barca oggi è in attesa di riprendere la navigazione: i primi appuntamenti sono stati fissati al 7 marzo. Parisi le ha dato un nuovo nome: San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. Ed è firmata anche dalla solidarietà di amici e conoscenti rimasti affascinati da questa storia.

diario di bordo n 157 anno IV . Rosso volante e prima puntata della serie portobello

Ancora convalescente ho visto il film Rosso Volante un biopic tratto la vera storia di Eugenio Monti campione di sci e poi di bob con un medagliere ricchissimo che nel 1964 divenne
campione di lealtà e sportività con un gesto che ancora oggi è da prendere esempio . Un film discreto dall'ottima atmosfera olimpica ed sportiva . Infatti L’eco dei Giochi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 è ancora forte e per questo Rai1 ha deciso di trasmettere ieri in prima serata . Esso non mi è dispiaciuto nonostante le mitizzazioni   anche se effettivamente la sua carriera sportiva 
lo  è  effettivamente  
                                                              


                                                                                 da wikipedia

Campionati italiani

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  • 12 medaglie:
    • 10 ori (bob a quattro nel 1954; bob a due nel 1955; bob a due nel 1958; bob a due, bob a quattro nel 1959; bob a due, bob a quattro nel 1960, bob a due nel 1961; bob a due, bob a quattro nel 1967)
    • 1 argento (bob a due nel 1966)
    • 1 bronzo (bob a quattro nel 1955)

 ed aggiunte da che non mi sembra ,da quel che ho letto   su  di lui  che abbia tentato e poi mollato per problemi di salute dopo   ad sforzi eccessivi   e avesse  smesso   prima  di riprendere   con il bob   e  ritirarsi   con  l'automobilismo . Il  film  tuttavia, non ripercorre tutta la vita, per molti aspetti drammatica e  sfortunata  del grande campione segnata da divorzi, gravi lutti e la malattia   che  lo  porterà  al  suicidio  ma si sofferma soltanto su quei quattro anni straordinari e importanti e che lo consacrarono nel mito non solo come sportivo ma anche e soprattutto come essere umano Così come si è ingigantito  il gesto fi lealtà sportiva avvenuto alle Olimpiadi di Innsbruck del 1964, in quanto  egli non ha mai ricevuto la medaglia Pierre de Coubertin,  riconoscimento istituito appositamente nel 1997 (quindi trentatré anni dopo) dal Comitato Olimpico Internazionale per quegli atleti che dimostrano uno spirito di sportività nei Giochi olimpici: in realtà divenne il primo vincitore del Pierre de Coubertin World Trophy, da cui forse proviene il malinteso.Ben fatto comunque  Era da un bel po', da quando ero bambino ,  che  non vedevo  un film su sport invernali  . Più precisamente  dagli adattamenti    cinematografici : del 1962 ( Disney ) ,  Pattini d'argento del 1969 (titolo originale Hans Brinker) è un musical per la televisione prodotto negli Stati Uniti e diretto da Robert Scheerer.    Un film  passibile   e  abbastanza  godibile  comunque  


oltre al film ho visto per curiosità e rinfrescarmi la memoria ero bambino quando il 17 giugno del 1983 arrestarono Enzo Tortora e quas 40 anni dalla fine della sua abberrante vicenda giudiziaria ( qui e qui ulteriori approfondimenti sulla vicenda ) la prima puntata dei 6 episodi in onda settimanalmente su HBO Max Italia, la di Marco Bellocchio Una serie che si propone di analizzare .Come successero entrambe le cose (il fenomeno Portobello, con il pappagallo e tutto il resto, e la denuncia con arresto) lo racconta Marco Bellocchio nei 6 episodi della sua prima serie tv (Esterno notte è un film diviso in 6 capitoli e uscito prima al cinema in due parti e poi in tv). 
 Ottima  la  scelta    del cast  che  vede come  il  bravissimio protagonista Fabrizio Gifuni (già Aldo Moro in Esterno notte e qui Tortora): con lui, nel cast, anche Barbora Bobulova (la sorella e strettissima collaboratrice Anna Tortora)Romana Maggiora Vergano (Francesca Scopelliti, sua compagna), Lino Musella (il camorrista poi collaboratore che lo denunciò Giovanni Pandico).


la  serie  tv 


 Per  il  momento questa  serie   sembra   Interessante e descrive benissimo ( dai ricordi familiari e qualcosina di diretto avevo tra i 5 e i 6 anni ) il  clima  televisivo  e la  figura  di Enzo  Tortora   e  quindi il contesto i culturale  in cui  si   è  sviluppata  la  trasmissione   un cult  tv  
  fra la  fine  dell'innocenza  e il  riflusso  e  l'edonismo   reganiano  \  berlusconiano    cioè fine  anni  70   primi  anni  80  .  Trasmissione  che   farà d'apripista   ad  alcuni celebri programmi dei decenni successivi   rao e  mediaset  come Chi l'ha visto?Agenzia matrimonialeStranamoreCarràmba! Che sorpresaI cervelloniUomini e donneC'è posta per teSogniIl treno dei desideri  i quali    appunto  ispirati alle varie rubriche proposte all'interno di Portobello.    vicenda  e . Unico nei : la parlata napoletana non sottotitolata . Non capisco il rapporto e mi chiedo : ma è una serie su tortora o sulla camorra visto il rapporto di Barbaro con Cutolo sarà i tentativo di descrivere due storie parallele che poi confluiranno in ua
il  vero  tortora  

storia sola cioè la vicenda giudiziaria dello stesso tortora che si avvilupperà nelle puntante successive ?. Comunque fin qui non è male ha descritto mirabilmente  come  dievo  prima   il contesto di uno dei programmi che cambio la tv italiana e la figura di Enzo Tortora confermando quello che mi raccontavano i miei nonni e i miei genitori oltre che le varie trasmissioni tv in cui si è parlato e si parla in questi giorni visto che c'è la serie   sulla  sua  vicenda 
Mi     hanno  talmente    incuriosito  che   mi guarderò   anche  gli altri  5

23.2.26

Aspettando le paraolimpiadi elogio a differenza dei media ufficiali anche i quarti e i quinti posti alle olimpiadi

 Aspettando  le  paraolimpiadi  di cui     quest 'anno  celebreranno i 50 anni dalla prima edizione del 1976 con oltre 600 atleti in 79 competizioni, puntando su inclusione e storie di grande resilienza  come  da  titolo   elogio  anche   i quarti  posti alcuni  combattutissimi    . Infatti  



N.b mi scusino   le persone  che mi seguon  su  social   per  l'eventuale  doppione  



L’Italia ha conquistato ben 30 medaglie alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, ma tanti altri azzurri hanno sfiorato il podio olimpico: tra quarti e quinti posti sono 20 nel complesso le occasioni mancate di un soffio per rimpinguare il medagliere.
Come già accaduto per le Olimpiadi e per le Paralimpiadi di Parigi 2024, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, riceverà al Quirinale, assieme ai medagliati, anche gli atleti classificati al quarto posto, che al momento in casa Italia sono 9.
Altri 11 invece, sono stati gli azzurri che si sono classificati quinti: se tutti fossero riusciti a salire sul podio, allora l’Italia avrebbe potuto raggiungere la cifra stratosferica di 50 medaglie (va però detto che in alcune gare in cui ci sono stati quarti o quinti posti, l’Italia ha colto delle medaglie con altri atleti).

TUTTI I QUARTI POSTI DELL’ITALIA

Verena Hofer (singolo femminile slittino)

Davide Ghiotto (5000 maschili speed skating)

Elisa Caffont (PGS femminile snowboard)

Charlene Guignard/Marco Fabbri (danza sul ghiaccio pattinaggio artistico)

Lara Della Mea (gigante femminile sci alpino)

Serena Pergher (500 femminili speed skating)

Aaron Kostner/Samuel Costa (team sprint combinata nordica)

Francesca Lollobrigida (mass start speed skating)

Arianna Fontana (1000 femminili short track)


TUTTI I QUINTI POSTI DELL’ITALIA

Lisa Vittozzi (sprint femminile biathlon)

Arianna Fontana (1500 femminili short track)

Dorothea Wierer (2 volte, individuale e mass start femminili biathlon)

Ian Matteoli (big air maschile snowboard)

Sandra Robatscher (singolo femminile slittino)

Dominik Paris/Tommaso Sala (combinata maschile a squadre sci alpino)

Amedeo Bagnis (individuale maschile skeleton)

Giulia Murada (sprint femminile sci alpinismo)

Daniele Di Stefano (1500 maschili speed skating)

Alba De Silvestro/Michele Boscacci (staffetta mista sci alpinismo)

Il passo di L'eco del silenzio di Lorien Ashfort






Non serve sapere dove porta la strada.

A volte basta non restare fermi.

C’è un passo che non si vede da lontano,

non fa rumore,

non chiede forza.

È il passo di chi si alza comunque.

Di chi rallenta senza fermarsi.

Di chi va avanti anche quando

non sente entusiasmo,

ma resta.

Non è questione di arrivare.

È questione di continuare.

Oggi non serve altro.

Solo il passo che puoi fare.

#quaresima

22.2.26

cosa resterà di queste olimpiadi : le foto 8 simbolo delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026


I giochi olimpici ,e questo non fa eccezione,  sono  e  sono   stati sempre   un detonatore di emozioni, rabbia, sorrisi, lacrime, affetto materno, fino al rispetto di un inchino. Le Olimpiadi sono quasi archiviate, con sollievo per alcuni, già con nostalgia per altri (  vedere     ) 

. Hanno portato il loro carico di storie allegre, tristi,commoventi, buffe, insomma il solito concentrato di vita: lo sport come detonatore di emozioni, mentre le fotografie sono il selezionatore dei ricordi.

 In testa, per commozione e gratitudine, ci sono due donne italiane, entrambe trentacinquenni, entrambe con due medaglie d’oro al collo. Nella foto in copertina, davanti a Federica Brignone, che poco più di un anno fa si era fratturata tutto il fratturabile e ignorava non se avrebbe potuto ancora sciare, ma anche solo camminare, si inchinano le avversarie dopo che lei le aveva fratturate in pista. Un gesto così sportivo da risultare toccante: un omaggio non all’atleta, ma alla persona.



La svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund rendono onore a Federica Brignone dopo la medaglia d'oro nel gigante (Ansa)




Francesca Lollobrigida festeggia invece con Tommaso, due anni e mezzo, un’altra vita che sarà la sua vita futura quando le vittorie saranno un ricordo, e per suo figlio un esempio più valido di mille lezioni.







Poi c’è Lindsey Vonn, la sciatrice americana che si è rotta la tibia, quattro interventi, fine di una carriera ripresa nel ’24 dopo cinque anni di stop, e per colmo di sfortuna mentre si faceva male in Italia le moriva pure il cane in America.



Eppure, dal suo letto sorride, mentre la sorella posta un messaggio sui social per dire quanto sono bravi i medici italiani, anzi non solo bravi perché invita a lasciare le app di incontri e a frequentare di più gli ospedali italiani (non come pazienti, si spera), perché evidentemente, anche nel Paese di George Clooney piacionissimo in camice, italians do it better. Non solo sorrisi, si diceva.



Ilia Malinin, americano, ventunenne, star riconosciuta del pattinaggio artistico, re dei salti quadrupli, qualsiasi cosa significhi, vincitore annunciato con l’arroganza inconsapevole del predestinato, baciato dal Dio del ghiaccio, che invece fa un errore, cade, finisce ottavo e in lacrime. Un moralista ne trarrebbe una bella predica, ma se Ilia è intelligente la lezione di vita servirà, se sei finito con il lato B per terra non potrai che tornare in alto.



L'altro pattinatore è Maxim Naumov, anche lui americano di origini russe, che ha commosso tutti mostrando la foto dei genitori morti un anno fa nel disastro aereo di Washington. Lui si salvò perché salì su un altro aereo: ed è chiaro che era su quel ghiaccio anche e forse soprattutto per loro. Il rischio, quando si parla di sport, è sempre quello della retorica che però è arte nobile, non commozione facile. Per Aristotele, “la facoltà di scoprire il possibile mezzo di persuasione riguardo a ciascun soggetto”.












L'Ucraino Vladyslav Heraskevych, atleta dello skeleton, ha cercato di persuadere tutti che il suo Paese è vittima di un’aggressione feroce e ingiustificata e ha messo sul suo casco le fotografie di ventiquattro sportivi ucraini uccisi dal russo invasore. Sapeva che sarebbe stato squalificato, cosa puntualmente avvenuta, ma ha ricordato al mondo che alle Olimpiadi si gareggia anche “per l’onore del proprio Paese”, il suo diritto a sopravvivere, il dovere di tutti perché ciò avvenga





infine, Sergio Mattarella sul tram guidato da Valentino Rossi, il colpo di genio della cerimonia inaugurale e un colpo al cuore per chi pensa che il Presidente sia la faccia perbene, seria e pulita della nostra Repubblica. 


Olimpiadi, arriva il giorno più triste. Lo psichiatra: “Rischio Blue Monday per la fine dei Giochi”. Ecco i rischi eccoperchè aspetto le paraolimpiadi


come  tutte le grand manifestazioni  e  periodi  ludici  e felici arriva  la malinconia  e  vuoto  da  riempire  .  Infatti 






 Emozioni da cardiopalma, risultati travolgenti e adrenalina ai massimi livelli. E ora il "vuoto”. Con la fine Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, oggi c’è un rischio in agguato: "Molti italiani potrebbero provare l’Olimpic Blue Monday”. È la "sindrome da vuoto olimpico”, quel senso di vuoto e latente tristezza studiato perfino dagli esperti
Il fenomeno è facilmente spiegabile. A parlarne è lo psichiatra Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia (Sinpf) ed ex presidente della Società italiana di psichiatria (Sip). "Le Olimpiadi non sono solo uno spettacolo sportivo, ma un evento collettivo di grande impatto emotivo e mediatico. Durante le gare, il nostro cervello entra in una sorta di modalità 'alta attenzione'. Si crea uno stato di aspettativa ed eccitazione collettiva, accompagnato dalla speranza di vedere un atleta conquistare un podio".
Lo psichiatra: "Le medaglie creano senso di appartenenza”
Le medaglie, in particolare quelle d'oro, non provocano gioia solo negli atleti che le vincono, ma anche nel pubblico, generando un senso di appartenenza e partecipazione. Abbiamo visto tutti quanto sia scattata l'empatia nei confronti della sciatrice Lindsey Vonn dopo il suo infortunio in gara". E sul versante dell’adrenalina, gli azzurri hanno fatto sognare in tantissime gare. Un esempio su tutti: la regina olimpica Federica Brignone e l’inchino (sincero) delle compagne di squadra in omaggio al suo doppio oro.
"Molti italiani – analizza ancora lo psichiatra – hanno modificato i propri ritmi quotidiani pur di seguire le Olimpiadi, vivendo una storia condivisa con gli amici, con il Paese e con il mondo intero”.
Caso Malinin, dal crollo alla rinascita: “Siamo esseri umani”
Milioni di persone hanno ‘sentito’ sulla pelle il dolore di Malinin, una storia che ha toccato tutti. Dal crollo psicologico e alla rinascita in pochi giorni: così il campione statunitense di pattinaggio Ilia Malinin ci ha fatto sentire più uniti. La sua storia è un esempio. Schiacciato dal peso psicologico di allenamenti estenuanti e aspettative alle stelle, è caduto nel vortice di un flop non previsto. Rimarrà nella memoria di tanti lo sguardo disperato del padre-coach e il post pieno di dolore (poi rimosso) del 21enne, ribattezzato il "Dio dei quadrupli". Ma poi si è rialzato con orgoglio.
Ilia Malinin è tornato sul ghiaccio del Galà alla chiusura dei Giochi, incantando il pubblico. “Voglio mostrare al mondo che siamo anche esseri umani – ha detto il pattinatore – abbiamo anche pensieri veri, sentimenti veri, anche se sembra che siamo completamente come robot (con) abilità sovrumane".
È ora di tornare a casa con un oro e tanto su cui riflettere: "Mi prenderò i prossimi quattro anni per capire davvero cosa posso fare di diverso e avere una strategia ancora migliore per venire qui e fare il mio lavoro", ha aggiunto. L'appuntamento quindi è per French Alps 2030.
"La pressione è stata tanta, era qualcosa per cui non ero davvero preparato e che dovevo superare. Ora che finalmente ho superato un'Olimpiade, a parte l'ovvia delusione, è stato un periodo fantastico. È stato un onore essere qui, seguendo le orme dei miei genitori. Non avrei mai pensato di raggiungere il livello che ho raggiunto qui e c'è ancora molto da imparare, anche solo da questa esperienza”.
“Non cambierei nulla, tutto accade per una ragione e Dio ha fatto in modo che le cose andassero come dovevano andare”, conclude il 21enne.
Cosa succede ora? Il rischio: “Senso di svuotamento e apatia”
Ma cosa succede quando tutto finisce? “Passiamo dalla modalità 'alta attenzione' a un progressivo senso di svuotamento: finiscono gli orari, i rituali, l'eccitazione collettiva. Si ritorna alla vita normale, inevitabilmente più piatta. Ad alcuni può provocare apatia o malinconia, ad altri semplice nostalgia. Ci vorrà tempo per ritrovare nuovi stimoli e interessi”, sottolinea Mencacci
L'auspicio dello psichiatra è che Milano-Cortina “abbia contagiato gli italiani con l'entusiasmo dello sport, ricordando che l'attività fisica, oltre a divertire, è una vera medicina per corpo e mente". Le Olimpiadi sono "una cerimonia laica”, conclude Mencacci, “non dimentichiamoci che nell'antichità coronavano il ritorno a una vita civile e politica dopo un rito sacro”.

ecco perché  attendo  con ansia le  paraolimpiadi 

la strada

  A  volte   non si conosce  nè  l'origine     ne  chi  e perchè   tali strade   , vedere  slide  sotto   presa    dall'untimo n  del  settimanale topolino ,   che vengono    percorse  da   tempo immemore   si. è  persa  la memoria 


Ma forse  è meglio   cosi  perchè Non  tutti   i misteri  devono essere  per  forza  trovare  una soluzione  \  essere risolti  .
Infatti  tanti  enigmi  (  almneo che  non si  tratti di casi  gravi  )  veri o presunti  come esempio      quelli di  Atlantide o di Mu   hanno appassionato , appassionano  ( vedere  gli approfondimenti  contenuti negli url prima  citati  )   ed  apassioneranno  studiosi  (  o pseudo   tali  )   e persone comuni    di ogni tipo    stimolando   : curiosità ,  fantasia  intelligenza  . Ecco quindi  che   anche esplorare  le antiche strade   è una forma  di    conoscenza  che    fa  volare  l'immaginazione oltre  che viaggiare   . Infatti  la  storia  e  geografia   sono strettamente e profondamente collegate e interdipendenti, formando la base della "geostoria". Mentre la storia analizza gli eventi nel tempo, la geografia studia il territorio e lo spazio in cui tali eventi si svolgono, rendendo indispensabile l'uso della geografia per contestualizzare fatti e civiltà.
Ecco i punti chiave del loro legame:

  • Interazione Uomo-Ambiente: La storia studia come l'uomo ha cambiato i paesaggi, mentre la geografia fornisce il contesto fisico e naturale in cui queste trasformazioni avvengono.
  • Contesto e Cause: L'uso di carte geografiche è fondamentale per localizzare popoli e comprendere le motivazioni geografiche alla base di conflitti, migrazioni o sviluppo di economie.
  • Strumenti Comuni: Per una piena comprensione, è necessario unire le cronologie storiche con l'analisi spaziale, rendendo la geografia "l'occhio della storia
  formando     quello che     viene  chiamata  come dicevamo prima Geostoria: Questo approccio didattico insegna a osservare la realtà passata e presente come un'integrazione di spazio e tempo, aiutando a interpretare l'evoluzione di popoli e territori.
In sintesi, non si può comprendere appieno un fenomeno storico senza conoscere il territorio in cui è avvenuto, né capire la geografia attuale senza conoscerne le origini storiche.Perchè  un datto  evento  non a  caso si verifica  in un  certo luogo  e   in un certo tempo  . Alla faccia di chi lo nega e    vuole   toglierlo dalla scuole  . 

La storia di Klaebo, che vince 6 medaglie d’oro alle Olimpiadi ma non guadagnerà un solo euro in premi perchè ....


..... a differenza  nostra la norvegia    non da premi in denaro  agli atleti 







Johannes Hosflot Klaebo è l'atleta che ai Giochi Invernali ha vinto il maggior numero di medaglie di sempre (11), 6 delle quali alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Ma tutte le vittorie conquistate nell'edizione italiana a Cinque Cerchi valgono nulla dal punto di vista monetario: è il paradosso dello sciatore di fondo che non riceverà alcun premio in denaro dal proprio Paese nonostante un dominio assoluto e aver battuto anche una leggenda come il connazionale Bjorn Dæhlie. Perché? A differenza dell'Italia – che ha fissato un bonus di 180.000 euro per ogni oro – il suo Paese d'origine (la Norvegia) non assegna gratifiche economiche per le medaglie olimpiche. Se fosse stato un atleta azzurro, invece, avrebbe guadagnato, conti alla mano, 1 milione e 80 mila euro.
Klaebo (divenuto famoso il suo modo di correre sugli sci) non percepirà premi nemmeno dalla FIS (International Ski and Snowboard Federation). Durante la stagione di Coppa del Mondo, infatti, ogni vittoria può valere circa 15.000 franchi svizzeri (16 mila e rotti in euro) ma le Olimpiadi non rientrano nel circuito commerciale della Federazione e per questo non sono previsti bonus.
Perché la Norvegia non prevede premi in denaro per i suoi atleti
La Norvegia adotta una filosofia differente rispetto ad altre nazioni come l'Italia. Mentre nel nostro Paese a ogni atleta è riconosciuto un premio in denaro per ogni medaglia (180 mila per l'oro, 90 mila per l'argento, 60 mila per il bronzo), gli scandinavi ragionano in base a presupposti differenti. Ovvero, le vittorie del singolo sono usate come traino per agevolare la crescita dell'intero movimento sportivo.





Il comitato olimpico norvegese, infatti, preferisce investire i fondi nelle infrastrutture, nella creazione di centri di allenamento altamente qualificati, nella possibilità di fornire il migliore supporto medico e tecnico possibile per tutti gli atleti. Questi ultimi possono contare su borse di studio annuali per la preparazione (60.000 corone norvegesi all'anno, al cambio circa 15.000 euro) ma non "gettoni" strettamente vincolati alla qualità del metallo infilato al collo.
E' anche questo il segreto del successo complessivo della Norvegia che eccelle nelle discipline invernali ma anche in altri settori dello sport internazionale. In buona sostanza, si collocano capitali nel sistema che sforna campioni o, comunque, alimenta la crescita e la competitività degli atleti. E chi riesce a eccellere può prendersi il mercato degli introiti alternativo a quelli di Stato.
L'estratto conto olimpico di Klaebo segna zero, ma il riflesso delle sue vittorie ai Giochi Invernali agevola un'altra voce, quella dei ricavi commerciali da sponsor, marketing e diritti d'immagine. Il fondista norvegese è un'azienda vivente come tutti gli sportivi che hanno raggiunto una notorietà globale per le loro imprese. Secondo alcune stime, infatti, i suoi trionfi attivano bonus molto ricchi (circa 3 milioni di euro) nei contratti con i suoi sponsor privati (come Craft, Fischer, Uno-X e altri brand del suo Paese e internazionali).




Quanto allo stretto valore economico di ogni medaglia olimpica, il calcolo va fatto in base all'aumento del prezzo dei metalli preziosi nel 2026. Ogni oro di Milano-Cortina (una medaglia è composta da circa 500 grammi di argento e 6 grammi di oro zecchino) ha un valore materiale di circa 1200 dollari (poco più di 1000 in euro). Moltiplicato per sei, si tratta di 7 mila e 200 dollari (circa 6 mila in euro).

Milano Cortina: tante le gaffe olimpiche : Rai, il fuorionda nel bob a 4 : «Evitiamo di riprende l'equipaggio dell'israeliano», il tedesco che ignora la telefonata del capo di stato .., giornalista australiana ubriaca in tv Langenhan non risponde al telefono del cancelliere, Laegreid confessa il tradimento in diretta: da Petrecca in poi una gallery di figuracce

come in ogni evngo che si rispetti oltre eventi imprevvedibili o particolari ci sono anche le gaffe . ecco quelle di questa olimpiade
da Ansa Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina non verranno ricordate solo per i trionfi, ma anche per le gaffe di chi le ha raccontate, i giornalisti, e di chi le ha affrontate, gli atleti: dalla telecronaca della Rai alla cerimonia di apertura, che ha fatto il giro del mondo, al fuori onda sul bob israeliano, allo slittinista tedesco che non ha risposto al cancelliere Mertz dopo aver vinto l'oro, perché "era un numero che non conoscevo", fino alla giornalista australiana che è andata in diretta tv ubriaca, E poi i tutorial sull'uso del bidet e fuorionda imbarazzanti. Rai, il fuorionda nel bob a 4 : «Evitiamo l'equipaggio dell'israeliano». Poi le scuse dei telecronisti e dell'azienda rai news di Marco Bonarrigo
Sulla Rai, prima della manche di bob a 4, una voce dice «Evitiamo l'equipaggio dell'israeliano». Il responsabile ad interim Marco Lollobrigida si scusa e avvia verifiche interne Israel's Adam Edelman, front, Menachem Chen, Uri Zisman and Omer Katz start for a four man bobsled run at the 2026 Winter Olympics, in Cortina d'Ampezzo, Italy, Saturday, Feb. 21, 2026. (AP Photo/Alessandra Tarantino) Dall'incompetenza in onda durante la Cerimonia di Apertura che è costata il posto al direttore Paolo Petrecca a una tremenda gaffe fuorionda, di cui si sta cercando il responsabile, RaiSport rimane nella bufera. Sabato mattina, durante la prima manche delle gare di bob a 4 su Rai 2, a inizio collegamento della diretta prima che il telecronista introducesse la gara si è sentita una voce dire: «Evitiamo l'equipaggio numero 21, che è quello dell'israeliano». Successivamente si sente anche un «no perché...», che poi viene sfumato e si ha la partenza della telecronaca. «Desidero personalmente e a nome della direzione di RaiSport rivolgere ai telespettatori e in particolare agli atleti e alla delegazione israeliana le nostre più sincere scuse per quanto andato in onda poco fa». Con queste parole, in apertura di seconda manche, il telecronista Dario Di Gennaro si è scusato per quanto accaduto nel collegamento precedente. «L'espressione andata nel fuori onda prima della gara di bob a 4 è stata del tutto inappropriata e non rispecchia in nessun modo i valori dello sport e del rispetto che devono guidare il servizio pubblico e in particolare il nostro lavoro», ha aggiunto. «Rinnoviamo le nostre scuse alla delegazione israeliana e a tutti coloro che si sono sentiti offesi. Lo sport è incontro, rispetto e condivisione ed è con questo spirito che proseguiamo il nostro racconto della gara di bob a 4», ha concluso Di Genanro prima di iniziare il proprio racconto proprio dalla seconda discesa della squadra israeliana nel budello della nuova pista Eugenio Monti. Nuova bufera sulla Rai, il fuorionda prima della gara di bob: «Evitiamo l'equipaggio di Israele» Le scuse dei telecronisti sono state accompagnate anche da una nota ufficiale di Marco Lollobrigida, responsabile ad interim di Rai Sport: «Il fuorionda andato in onda prima della gara di bob a quattro delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 su Rai 2 contiene un'espressione inaccettabile che non rappresenta in alcun modo i valori del servizio pubblico e di Rai Sport», si legge nella nota. «A nome della Direzione, esprimo sincere scuse agli atleti israeliani, alla delegazione e a tutti i telespettatori. Sono state avviate immediate verifiche interne per accertare responsabilità. Lo sport deve unire e non dividere». L'ad della Rai, Giamapolo Rossi, parlando di un fatto «grave», ha annunciato l'avvio di una istruttoria «finalizzata all'apertura di un procedimento disciplinare». I parlamentari della Lega in commissione Vigilanza Rai hanno definito quanto accaduto «l'ennesima prova che il cambiamento auspicato per un servizio pubblico equilibrato non è minimamente stato raggiunto». Per la cronaca, l'equipaggio, composto da Adam Edelman, Menachem Chem, Uri Zisman e Omer Kats si è piazzato al 25° e terzultimo posto. «Nel caso in cui ci siano commentatori svizzeri in attesa della loro occasione oggi, qualsiasi cosa mi citerete riguardo al sionismo o a quanto sia giusto Israele, sono orgoglioso di averla detta. Grazie per la diffusione del messaggio», ha scritto su Instagram Edelman. Il riferimento è alla telecronaca su Rts di Stefan Renna, che durante il bob a 2 aveva sottolineato come Edelman si definisce «sionista fino al midollo» e abbia definito l'invasione di Gaza «la guerra più moralmente giusta della storia». Dopo aver conquistato il titolo nello slittino maschile Max Langenhan ha ricevuto una chiamata dal capo del governo, Friedrich Merz, ma lui ha fatto clic al numero sconosciuto. E' stato lo stesso atleta a confessare la sua figuraccia: "Ho commesso un piccolo passo falso", ha scherzato scusandosi con il cancelliere, "forse riusciremo a sentirci di nuovo al telefono". Verrà forse ricordato più per la confessione in tv che per la medaglia il biatleta norvegese Sturla Holm Laegreid, che ha raccontato la tristezza per il tradimento e la rottura con la fidanzata. Il web ha avuto gioco facile e l'atleta fedifrago che si è asciuga le lacrime con il peluche della mascotte dei Giochi, Tina, è diventato subito un meme. Le gaffe olimpioniche di Paolo Petrecca, oramai ex direttore di Rai Sport, alla cerimonia inaugurale hanno fatto il giro del mondo, a metterle in fila è stato addirittura il New York Times. In Australia è diventato un caso nazionale la figuraccia della giornalista di Channel 9, Danika Mason che si è collegata in diretta da Livigno visibilmente ubriaca. Aveva bevuto prima di collegarsi in diretta per cercare di combattere il freddo: lei si è scusata e a prendere le sue difese è stato nientemeno che il primo ministro australiano Anthony Albanese: "Sarà stanca, il fuso orario pesa", ha detto. Dalla tv alla radio. "Ha imparato a sciare insieme ai tiktoker a Roccaraso, immagino", è l'uscita infelice dello speaker radiofonico di Rtl 102.5, che ha parlato così di Giada D'Antonio, giovane promessa dello sci, prima napoletana a partecipare ad una Olimpiade invernale. Il riferimento è a quando la località turistica abruzzese era stata presa d'assalto da turisti partenopei, dopo l'appello social di una influencer. Non è una figuraccia ma ha scatenato ilarità, soprattutto sui media italiani, la reazione di molti atleti che arrivati ai Villaggi olimpici hanno trovato un sanitario che li ha mandati in confusione, cioè il bidet. Nei video postati sui social con il 'room tour' alcuni hanno sorriso mostrando il sanitario chiedendosi 'ma a cosa serve?'.

i cantori dell'orgoglio italico scatenati a fare propaganda sui giochi olimpici dimenticano 3 miliardi di opere incompiute . faranno altrettanto con i giochi paraolimpici ?

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