Ieri la mia amica Paola si è laureata. L'ho vista sgambettare da banbina sotto la mia finestra, oggi è amica, sorella figlia. Siamo partiti che era ancora notte, siamo passati per L'Aquila, Assergi e poi il grande Tunnel del Gran Sasso ci ha portato apparentemente con il pensiero fuori da quel luogo tristre, ancora avvolto nella bruma. Siamo arrivate a Macerata che ancora era presto, ci siamo fermate alla piazza per prendere un cappuccino e goderci un po' di sole, appena entrate all'universita, abbiamo percorso un lungo corridoio, sontuoso, austero, con le pareti rivestite di grandi illustri personaggi, la grande porta di legno antica si apre ai nostri occhi: "l'Aula Magna" che spettacolo! un vero gioiello. Non vi metto le immagini delle persone per delicatezza. Uscite dall'aula entrambe cariche di grande emozione, mi sono fatta prestare dalla mia amica la sua corona di alloro e sotto la lapide di "Leopardi" mi sono incoronata e laureata anch'io, e ho promesso che se rinasco, frequenterò l'uneversità di Macerata...scusate mi sembra di ricordare che anche un certo 'Napoleone' si è incornato da solo, vabbè non ci fate caso mi piace giocare. Franca Bassi
Nicola Brunialti: "Che emozione scrivere per Renato Zero"
"Cosa penso di Zero interprete? Beh, a parer mio solo due tipi di cantanti si prestano a eseguire brani altrui: quelli molto intelligenti o quelli negati per la composizione. Anche se in entrambi i casi occorre lo stesso coraggio: ammettere il proprio limite presuppone un grande senso di autocritica. Ovviamente, Renato appartiene alla prima schiera". Parola di Nicola Brunialti, pubblicitario e scrittore per l'infanzia il quale, assieme al musicista Giancarlo Colonnello (autore di Non ho l'età e di molti jingle pubblicitari), ha regalato al celebre cantautore Dormono tutti, la delicata ninna-nanna che chiude il nuovo album, Presente.
Su Presente, l'ultimo album di Renato Zero, uscito dopo tre anni d'attesa, abbiamo ormai letto di tutto: l'autoproduzione dopo il divorzio dalla Sony, la voglia di riallacciare un rapporto col pubblico forse un po' perduto per le recenti imposizioni delle multinazionali, l'esigenza un po' bulimica di raccontarsi a viso aperto.
Su Presente, l'ultimo album di Renato Zero, uscito dopo tre anni d'attesa, abbiamo ormai letto di tutto: l'autoproduzione dopo il divorzio dalla Sony, la voglia di riallacciare un rapporto col pubblico forse un po' perduto per le recenti imposizioni delle multinazionali, l'esigenza un po' bulimica di raccontarsi a viso aperto.
Ciò che spiega, del resto, le recenti apparizioni televisive, ma anche radiofoniche, del Nostro.
Siamo così stati lieti di vederlo ospite in trasmissioni di qualità, da Fazio alla Dandini, e stimato da amici e colleghi illustri (Sorrentino, Travaglio, Stefano Campagna...) e, in certo senso, inopinati sia per il grosso pubblico, sia per incauti e frettolosi detrattori - come evidenziato in altra sede.
Un Renato "restituito a sé stesso", o in cammino per tornare sulla strada maestra: è questa l'impressione che permea l'ascoltatore di Presente, per il quale il termine concept album è quanto mai azzeccato. Sotto alcuni aspetti sono diverse le analogie con un antico disco, Quando non sei più di nessuno: stessa volontà di rimettersi in gioco fin dal primo brano, là Il ritorno, in questo caso L'incontro (più che il singolo di traino, il gradevole ma poco incisivo Ancora qui).
Con qualche pecca in originalità ma con una ricerca piuttosto accurata sul piano stilistico-verbale, rinuncia all'enfasi e ai barocchismi, voce misurata e quasi "interiore", meno spazio agli archi e maggiormente a suoni elettrici e graffiati.
Il disco si dipana come un percorso a ritroso dall'adolescenza alla maturità, toccando temi più scopertamente autobiografici (Professore, Vivi tu, Un'altra gioventù, Da adesso) e altri di apparente, maggior respiro ma in realtà sempre permeati dalla personalissima ottica del loro autore: la ribellione alle regole imposte, la libertà e l'orgoglio - sempre del resto condito della giusta ironia, come dimostra il duetto funky con Mario Biondi - dell'artista, l'incitamento ai giovani a resistere ai pericoli della massificazione, la semplicità e l'ottimismo, pur venato da una socratica amarezza.
E poi l'amore: che mai come in questo disco viene sviscerato nei suoi aspetti più squisitamente erotici. Renato è, o vuol essere, meno profeta e non teme di sporcarsi col profano, anche a costo di rischiare di persona. Un cammino nel tempo, compiuto con uno sguardo asciutto ed essenziale, ragionato, pensoso, forse un po' destabilizzante per chi da Zero si attende lo slancio mistico e l'emozione urlata.
Un artista a sorpresa, che s'innerva negli strati più profondi e inattesi dell'intimo di tante persone, di un microcosmo sentimentale e umano. Lo dimostra pure, nella sua atrocità, un breve, scheggiante episodio del terremoto abruzzese che sembra tratto da un racconto di Pasolini, e che testimonia il dolore d'un brandello d'Italia: non per nulla l'articolista ha parlato di "...cimeli nelle macerie che raccontano la vita" .
A giudicare dalla quantità di commenti e video realizzati (alcuni dei quali riprodotti qui), si può ben affermare che i fans abbiano davvero gradito questo nuovo lavoro. E volentieri, in questo post che non vuole essere una recensione ma una spontanea raccolta di impressioni e moti dell'animo, lascio la parola ad alcuni di loro.
"E' nudo questo Renato Presente, onesto, vero, da innamorarsene ancora - commenta scrive Nathan Nate - un album in punta di piedi, alcune ore per entrarvi dentro, che quasi mi veniva da dire 'così vero da non essere piaciuto'... e invece è solo sincero, epidermico, altalenante. Passa da una pomposa (solo testualmente) celebrazione di se' (che trovo divertentissima nonchè legittima, solo a piccoli tratti esagerata) a una nuda confessione come in Vivi tu, timido, breve accenno, della vita che non ha potuto vivere, quell'altro tipo di vita, quella semplice, di uomo fra gli uomini.. vita compianta, vita che lascia vivere un amore passeggero... un saluto e via".
"Lo ringrazio perché a 58 anni ha saputo ricominciare tutto daccapo, trovando un linguaggio fruibile anche da un ragazzo di vent'anni come me", gli fa eco Federico. Stefano di Roma, invece, preferisce soffermarsi sui recenti passaggi televisivi di Zero: "Ho assistito alla registrazione di Matrix[in onda stasera, n.d.r.]. Purtroppo il conduttore non si è dimostrato molto competente: ciò nonostante, Renato ha ricordato i suoi inizi (con Squarzina, Fellini e altri), la sua intensa amicizia con Mia Martini e Loredana Berté, con quell'atteggiamento un po' anarcoide da taluni scambiato - erroneamente - per qualunquismo e che invece è soltanto la manifestazione d'uno spirito libero e insofferente a etichette imposte. Renato è stato il primo ad affrontare temi considerati sconvenienti o tabù, non solo negli anni '70: l'emarginazione, la droga, l'ipocrisia dei rapporti di coppia, l'omosessualità che ha contribuito a sdoganare - ha usato proprio questa parola - ribandendo il diritto di ognuno a gioire della propria affettività".
Intervista al cdv Pietro Atzeni pietroatzeni.splinder.com/ autore della racolta poetica fra terra e cielo
PREFAZIONE : Se il mondo fosse un’altalena ci staremmo bene sospesi, tra terra e cielo… e potendo scegliere, queste poesie sarebbero una vertiginosa spinta verso l’alto. Si toccano punte emozionali di diverse sfumature, piccoli segmenti dello stesso colore a cavallo tra un rosso ed un verde, tra un rosa ed un carta-da-zucche-ro. Si sogna, tra queste pagine, e ci si chiede spesso quell’eco lontana, quell’eco certa, da dove provenga. Questa silloge di poesie scritta da un canzoniere dell’anima quale è Pietro Atzeni, segue una linea volutamente senza punteggiatura, perché tu, lettore, possa metterci la tua, così come, spingendo l’altalena ci metterai la tua energia, la tua forza, le tue stesse mani. L’eco continua e so che anche voi lo sentite. Proviene da sogni francesi di Prevert, in “E io…” dove si respira l’aria di una prima colazione colme di solitudine e tristezza; da parole onomatopeiche di Montale in “Il tuo sorriso” e “Armonia nel meriggio assolato”; e tutto ciò si attacca con saliva e sudore su uno stile personalissimo che rende Atzeni un paracadute per i nostri sogni migliori, che non cadranno mai dall’altalena perché potranno, grazie a queste poesie restare sempre pronti a realizzarsi. Un canzoniere che diviene occhio critico dei nostri tempi, riflesso mai convenzionale dell’amore e delle passioni umane e “lupo solitario” che ulula la sua natura ad un mondo di sciacalli.
1) di solito prima si scrive sul blog e poi si fa un libro . tu hai fatto il processo inverso come mai ? La mia passione per scrivere si perde nella notte dei tempi della mia vita quando ancora internet era nella mente degli dei e carta e penna erano i protagonisti incontrastati assieme alla macchina da scrivere. 2) raccontaci le tue giornate le tue abuitudini il tuo lavoro e il tuo svago La mia giornata tipo inizia molto presto. Sono un dipendente pubblico che gira in lungo e in largo la vecchia provincia di Cagliari da Pauli Arbarei a Uta da Ussana a Gesico, perciò ogni mattina sono in piedi già dalle 5 e mezza per poter prendere servizio in orario. Rientro a casa alle tre del pomeriggio e dopo aver portato Sally a fare una breve passeggiata finalmente pranzo. Poi finalmente mi riposo. Verso le cinque sono davanti al computer o per scrivere o per vedere dai miei amici blogger cosa accade nel mondo. Poco prima delle 19 porto fuori Sally a sfogare le sue immense energia e poco più tardi delle 20 rientro e il computer torna ad essere il protagonista o per scrivere o per visitare i blog. Poi ceno, guardo un film e mi metto nanna. Questa è una mia giornata tipo. 3) per fare poesia ( o letteratura e\o arte ) è necessario essere infelici e nostalgici ? Non credo che per fare poesia necessariamente si debba essere infelici o nostalgici. Credo invece che per fare poesia o letteratura il presupposto principale sia quello di avere qualcosa da dire nel senso che la vita deve averti insegnato qualcosa e questo qualcosa vuoi condividerlo con gli altri. 4) hai avuto una eduicazione religiosa ? Sì ho avuto un’educazione cattolica, poi certe esperienze mi hanno allontanato dalla chiesa ma non da Dio che ritengo di poter sentire senza mediatori. 5) a leggerti e conoscerti ( solo via web pr il momento ) resta colpiti dalla tua passione per la musica e l'esoterismo Musica e esoterismo mi appassionano ma non più di altre cose meno comunque della ricerca sul mondo che mi circonda per interpretarlo e possibilmente contribuire a cambiarlo in meglio. Certo capisco che entrare nel mio blog e sentire musica 24 ore su 24 possa anche dare quest’idea e capisco che vedere il titolo del mio romanzo “Il mistero delle 99 tavolette d’argilla rossa” possa dare l’idea di qualcosa di esoterico, ma ti assicuro che questo libro è tutt’altro che esoterico. Esoterico è il pretesto per narrare i nostri giorni ma il fine è per mostrare al mondo, mi si perdoni, come nel Candido di Voltaire quello che il mondo è. E’ un libro che va oltre Gomorra e oltre la Casta, che in una incalzante e coinvolgente storia gialla mostra che tanto la criminalità quanto la politica sono gestite da un potere occulto che ne tira le fila a proprio piacimento facendo ricadere la colpa su capri espiatori di comodo, la politica e la criminalità per l’appunto. 6)come mai questo titolo onirico ? “Tra terra e cielo” edizioni cinquemarzo è la mia raccolta di poesie, perché, mi chiedi, questo titolo? La risposta è presto data, perché noi siamo un atomo di cielo caduto in terra e vorremmo spiccare il volo coi nostri sogni verso l’alto ma la gravità, e cioè la vita di tutti i giorni ci ancora a terra
7) che ne pensi di questo che ha detto ( vedi il mio vieo ) su fabio soriga http://www.youtube.com/watch?v=JdtOdDco_6A c'è una spocchia intellettuale \ un parlasi adosso o un vanagloriarsi come dice oltre a me un alto spirito libero il poeeta e fotogragfo mario pischedda ? Ho sentito l’intervista di Soriga e devo dire che siamo agli antipodi. I miei modelli partono dalla vita vissuta ma non cercata, quella vita vissuta che ti cade addosso tanto nelle piccole cose di tutti i giorni quanto nelle grandi cose e a volte può anche travolgerti. Trovo che ci sia già abbastanza da narrare con questi presupposti e che non ci sia assolutamente bisogno di cercare di suscitare il particolare almeno se si vuole narrare oltre che per sé stessi anche per gli altri.
8) se fossi stato uno scrittore del fra 1800 e il 2000 chi avrestoi voluto essere e quale opera avresti voluto scrivere ? Domanda da un milione di dollari. Ho preso da tanti, Bertrand Russell in testa. E poi, sempre in filosofia, daVoltaire, Shopenhauer, Nietzsche e da altri ancora. In poesia ho adorato Baudlaire Verlaine, Leopardi, Foscolo, Manzoni, Jimenéz Tagore e tanti altri; nella narrativa ho adorato Dostoevskij, Tolstoi Gogol, Turgenev, Balzac, Flaubert, Stendhal e tanti altri. A turno avrei voluto essere ciascuno di loro e tanti altri.
9) secondo te forma più efficaceper parlare di mafia anzi mafie ed altre cose che no vanno èquella del saggio o quella letteraria ? “Il mistero delle 99 tavolette d’argilla rossa”, che si presenta come una storia fantastica al di là del tempo, si appoggia su fatti realmente accaduti ma essendo un romanzo può prescindere dal vincolo della cronaca rigorosa. E’ un libro che dimostra come la mafia sia un qualcosa di connaturato nel nostro paese e non solo in Sicilia o Campania, infatti quasi tutta la storia si svolge in Sardegna. E con questo credo di aver anche risposto anche alla domanda .
10) progetti per il futuro Il seguito del mio primo romanzo è ormai pronto, credo che lo pubblicherò alla fine di quest’anno o al massimo ai primi del prossimo. Un libro non è sufficiente per narrare argomenti così importanti come la mafia e meno che meno di quella che ruota attorno alle istituzioni. 11 ) fammi tu una domanda . Posso farti una domanda? Sì? Ma non tiferai mica la Juventus? Non piu` dopo gli scandali dello scudetto palesemente comprato nel 1996/7 del doping e di calciopoli . Ma sono sempre stato un tifoso anomalo , perche` odio moviole e salotti sul calcio guardavo anche le partite dele altre squadre e giudicavo imbecille chi esce a strombazzare o fa insulti pesanti quando la tua squadra perde . Adesso guardo il calcio , ma senza tifare nessuno/a in particolare 12 ) t'accade ( almeno da quelle poche poesie che ho letto nel tuo blog o che tu hai messo nel mio \ nostro blog ) di pensare alla fine di tutto per dirla come il poeta Andrea zanzotto veci che spetta la morte Alla fine di questa nostra vita lasceremo tutto qui, vecchi e, purtroppo, giovani. Quindi che senso ha affannarsi dietro miraggi che rimangono tali anche nella migliore delle ipotesi e cioè anche se acchiappi quello che ritieni il tuo sogno materiale? Abbiamo bisogno di poco, se non proprio per essere felici, per essere almeno sereni, ma questo poco ci viene negato da una cultura del consumo alla quale veniamo abituati senza scampo sin da piccoli, perciò le cose diventano le protagoniste incontrastate in questa nostra vita, la dominano e annichiliscono l’anima. L’uomo spirituale tende a scomparire per essere sostituito dall’uomo “cosa”, questo è il termometro del nostro grado di civiltà! Pochi eletti senza scrupoli, che fanno il bello e il cattivo tempo su questa terra, tendono a perpetuare questo stato di cose per mantenere il loro dominio delirante. Non è più tempo di tirarsi fuori dalle responsabilità, questo nostro mondo prenderà la strada che noi sapremo dargli.
Si inaugura la nuova rassegna di poesia contemporanea della Galleria Rudh.
Uno spazio aperto dedicato ai poeti che presentano le loro opere.
Giovedì 7 maggio, alle ore 20, Donatella Camatta legge “Il viola che è in me”.
In contemporanea si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica “Danza”, di Tullio Colucci.
A seguire concerto jazz.
Poeti al caffè vuole essere uno spazio libero di espressione e un'opportunità offerta a tutti i poeti che vogliono farsi conoscere o che semplicemente vogliono condividere il loro sentire.
Se sei un poeta noi ti mettiamo a disposizione il nostro caffè letterario e il nostro apparato di comunicazione. Inoltre di aiutiamo a definire la tua presentazione o il tuo evento poetico. Possiamo consigliarti sullo sviluppo della serata, possiamo metterti in contatto con altri artisti, attori o musicisti.
Con poeti al caffè ognuno può proporsi o può diventare protagonista. La rassegna sarà sempre il giovedì, prima dei concerti jazz. Tutto il resto dipende da te.
Non esitare anche solo a chiedere informazioni: news@fondazionerudh.it; 0289202323.
DONATELLA CAMATTA:
Nata a Milano nel 1959, dice di sè: "Sono un'attivista umanista, amo la poesia e la libertà".
Artisticamente si sente portata verso l'espressione unitaria della poesia. Ha iniziato a scrivere nel '75, in momenti tristi dell'adolescenza, alla ricerca di una crescita interiore.
Il calore del suo cuore esalta il suo scrivere. Oggi collabora al giornale "Colorpopora", di Milano.
Pubblicazioni: "Libero", editore web Penna d'autore, Torino 2003; "Ladre di desideri", con altre autrici, sul sito Scrivere; Dvd "Je femme", poesie e fotografie, 2006.
Con "Il viola che è in me", i poeti Donatella Camatta e Pietro Chabra e il fotografo Tullio Colucci collaborano ad una raccolta poetica e fotografica sul tema dell'eros.
THE POETS CAFÉ '
Inauguration of the new exhibition of contemporary poetry Rudh Gallery.
An open space dedicated to the poets who submit their works.
Thursday, May 7, at 20, Donatella Camatta law "The purple is in me."
Together we held the inauguration of the photo exhibition "Dance", by Tullio Colucci.
A jazz concert to follow.
Poets coffee meant to be a space of expression and an opportunity offered to all the poets who want to be known, or simply wish to share their feelings.
If you're a poet, we will offer our coffee and our literary device of communication. Also help to define your presentation or your poetic event. We can advise on the development of the evening, we can get in touch with other artists, actors or musicians.
Poets with coffee or anyone can offer can become a protagonist. The exhibition will be on Thursday, before the jazz concert. Everything else depends on you.
Do not hesitate even to call for information: news@fondazionerudh.it; 0289202323.
DONATELLA Camatta:
Born in Milan in 1959, says of himself: "I am a human, I love the poetry and freedom."
Artistically feels flow to the expression of the poetry unit. He began to write in'75, in sad moments of adolescence, the search for inner growth.
The warmth of her heart exalts his writing. Today the newspaper is working "Colorpopora", in Milan.
Publications: "Free", publisher web Penna authors, Torino 2003, "Ladre wish", with other authors on the site Writing; Dvd "Je femme", poems and photographs, 2006.
"The purple is in me", the poets and Donatella Camatta Peter Chabre and photographer Tullio Colucci cooperate with a poetic and photographic collection on dell'eros.
La notte era stata colma di carezze e baci , di racconti intessuti di lacrime e sorrisi , aveva affidato la sua ’anima a quell’uomo come un veliero affida la sua sorte all’ancora in un mare in tempesta per non perdersi nell’infinito , Lui aveva ascoltato la sua voce ma senza sentire, perso nel blu di quegli occhi da cui non riusciva a staccare lo sguardo, le sue mani tra i capelli appena mossi dal vento leggero della notte e carezze sul viso per scacciare quella immensa malinconia .
Adesso il sole era alto e lei provava una gioia infinita , sentiva calore dentro e fuori a togliere il gelo di giorni e giorni . Lui la prese per mano e sulla spiaggia ancora deserta si tuffarono in quel mare che era stato unico testimone del loro incontro e che sarebbe stato colonna sonora di quella immensa emozione , giocarono con le onde come due bambini al primo bagno d’estate , con la voglia di ridere e gridare la spensieratezza di quel momento così unico . Non erano certo due ragazzini al primo amore , ognuno portava sulle spalle la sua storia ma adesso non esisteva il passato e nemmeno il futuro ma quel presente così pieno e ricco di emozioni da far dimenticare tutto .
passarono insieme due giorni indimenticabili il cui ricordo li avrebbe accompagnati per il resto dei loro giorni.
La sera in un localino sul mare cenarono a lume di candela e a lei sembrava di vivere una favola che le era stata concessa da una forza misteriosa forse per ripagarla di tante lacrime .
A un tratto , lui le prese la mano e la strinse forte ,guardandola negli occhi, ma il suo sguardo era triste, le parole che stava per pronunciare non le sarebbero piaciute e lui temeva di farle ancora del male , cercò dentro di sé le parole migliori per rendere la notizia che stava per darle meno dolorosa possibile , ma non le trovò , decise allora di essere diretto e senza pensarci troppo le disse che l’indomani mattina sarebbe dovuto ripartire per la sua isola e chissà quando si sarebbero potuti rincontrare .
Lei tacque mentre nella sua mente ripassava la notte d’amore sulla spiaggia , le carezze i baci . dentro sé sentiva l’urlo della sua anima che diceva NO , era stato solo un bel sogno che stava per svanire e lei si sarebbe ritrovata da sola in un letto vuoto. Strinse forte la mano di lui fino a fargli male e lui vide le sue lacrime senza fine rigargli il bel volto .
uscirono dal locale e lui l’abbraccio forte quasi a volerla far entrare dentro sé per portarla via, poi salirono nella camera d’albergo dove lui alloggiava e fecero l’amore per l’ultima volta .
Guardami
e dimmi cosa vedi nei miei occhi
cerca l’azzurro del mare
scrigno dei miei segreti
adagiato sul fondo
e te li svelerò uno ad uno
sprofonda nelnero della notte
custode silenziosa dei miei sogni
udrai il pianto delle mie delusioni
il respiro dellemie solitudini
catturala luce delle stelle
è la forza
la determinazione
che spinge avanti la mia vita
te ne farò dono quando ne avrai bisogno
bruciaticolrosso del fuoco
La passione ,
l’amore che scoppia dentro
un treno veloce
che deraglia ad ogni stazione
ma raccoglie i rottami e riparte
guarda questo arcobaleno
fatto di tristezza di malinconia
di dolcezza di rabbia d’amore
di lacrime
un’esplosione di colori
un gioco d’artificio
cheti offro ad ogni sguardo
se riesci a vedere
tutto questo
vedrò il tuo sorriso
e le lacrime sul tuo viso
guarderò dentro ai tuoi occhi
e mi specchierò in te.
era arrivato il momento di dirsi addio, ma sarebbe stato un addio? quel che avevano vissuto in quei pochi giorni , contava tutta una vita , era stata passione forte intensa , un’onda che li aveva travolti senza dargli il tempo di realizzare in cosa stavano annegando , forse non era Amore , ma solo il bisogno di sentirsi ancora desiderati , di provare emozioni per troppo tempo negate , di sentire ancora il calore di un corpo che ti cerca e ti avvolge scacciando per un momento la solitudine . Lei si rese conto che ciò che aveva vissuto era stato un dono che doveva portare nel cuore con dolcezza, senza rancore per poterlo vivere ancora nel ricordo ogni volta che la sua anima avrebbe avuto bisogno di una piccola luce per non morire.
Lo bacio a lungo e sorridendo lo saluto con queste parole
Laggiù , l’isola che non c’è, dove posano i pensieri e si materializzano i desideri, dove l’impossibile è reale e il sogno vive.
Laggiù , è la nostra casa fatta di bagliori di luce, colorata dal nostro sorriso, senza porte e finestre, riscaldata dal nostro amore e le risa sono la nostra musica , le corse su una spiaggia dove ogni granello è un diamante che brilla solo per noi.
Laggiù ti vedo come io ti voglio, pensiero inquieto che tormenta la mente con veleni di miele e spade di seta.
L’aereo si alzò dalla pista portandosi via quel bianco Gabbiano che si era riposato tra le sue mani. Seguì quel volo sorridendo finché non scomparve.
Miei cari amati amici blogger, siamo arrivati alla fine della quarta settimana di riprese, dal set del film "LE ULTIME 56ORE" vi mostro in assoluta anteprima, alcune immagini del dietro le quinte, "rubate" dal set. Quello che vedrete è legato alle prime due settimane di lavoro. Il montaggio è stato realizzato in un solo giorno da un bravo e volenteroso ragazzo che segue tutto con la sua videocamera, che non me ne voglia se in questo momento non ricordo il nome (la stanchezza), ma lo citerò a breve, questo video mi sembra efficace. Continuerò ad informarvi rendendovi partecipi come sempre. Un grande bacio a tutti voi e come diceva il poeta ..... finalmente è domenica .... si dorme di più, ma il cielo qui a (Catania) non è mai blu .... Bacioni dalla sempre vostra pazza, Rossella, la Drudi
Si erano conosciuti , una sera d’estatedurante una festa sulla spiaggia.
Lei era sola , il marito l’aveva lasciata per un’altrae nonostante fosse
ancora scossa da quell’evento aveva deciso di reagiree prendersi una boccata di vita,
perché la vita non finiva lìdavanti alla banchina del porto mentre una nave prendeva il largo
portandosi via una parte di lei , la vita continuava e lei era ancora troppo bella e giovane per rinunciarci.
Lui era rimasto colpito dal suo sguardo dolce e malinconico , era un turista come tanti in quella calda estate e non conosceva nessuno che potesse presentargliela, così rimase per un po’ a guardarla mentre era seduta al tavolo del baretto sulla spiaggiaa sorseggiare un long drinkcircondata dal fumo di una sigaretta.
Lei si era accorta di quegli occhi che la scrutavano erano occhi chiari , luminosi e molto fascinosi e abbozzo un mezzo sorriso senza guardarlo, poi prese il bicchiere , si alzò e scese i tre gradini di legno che la separavano dalla spiaggia , si tolse i saldali e si incamminò fino alla riva.
Per Lui fu come un invito e con discrezione poco dopo le si avvicinò portandosi a un passo da lei
Sentiva il suo respiro sulle spalle nude , il cuore le batteva a mille, quello sconosciuto stava per infrangere i suoi silenzi , la sua solitudine , una luce nuova le illuminava il viso sotto il riflesso di una luna complice, finchè lui non le parlò avvicinandosi al suo orecchio , le parole che udì , non le diedero la forza di muoversi e girarsi di scatto come sarebbe stato normale , restò lì ,immobile ad ascoltarela sua voce.
Dentro una conchiglia cerco la tua voce portata da un’onda del mare La sento come una carezza sulla pelle salata a ridarle freschezza come un bacio su labbra assetate da questa arsura
Si apre la conchiglia e mi mostra il tuo cuore batte in fretta nell’attesa del sogno e alzo gli occhi verso l’orizzonte involando i pensieri mentre il sole dipinge il cielo col mio sangue e la luna già alta mi sbianca il viso
In ginocchio sulla sabbia stringo la conchiglia al cuore e chiudo gli occhi inalando salsedine che brucia l’anima e stordisce i sensi ubriacandomi di te.
Era sveglia, non stava sognando , per la prima volta in vita sua , un uomo le aveva sussurrato irresistibili parole d’amore che mai nessuno aveva pronunciato per lei .
Mille pensieri in un nanosecondo passarono per la sua mente ,un elenco interminabile di cose che non aveva mai avuto , che mai aveva provato e adesso aveva poco tempo per decidere se rinunciare ancora o tuffarsi in quel mare calmo che dolcemente l’abbracciava .
Ma non fece in tempo a finire i suoi pensieri che le sue labbra si ritrovarono sulla bocca di quello sconosciuto in un bacio pieno di passione .
L’alba li ritrovò abbracciati sulla spiaggia come due perle nella stessa conchiglia che un sole indiscreto cominciava a schiudere.